Somma Vesuviana, sicurezza stradale: task force dei carabinieri su tutto il territorio

I militari dell’Arma  intensificano i controlli  sul territorio per garantire il rispetto del codice stradale  I carabinieri della locale stazione, al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo, nella giornata di ieri hanno  setacciato  palmo a palmo il territorio sommese  per servizi straordinari volti alla sicurezza della circolazione stradale.  Come disposto dal comandante, sono stati eseguiti numerosi posti di controllo lungo le principali arterie stradali della città  e in modo particolare della piazza principale, piazza Vittorio Emanuele III. Nel corso delle verifiche sono state perquisite diverse automobili ed elevate numerose contravvenzioni per violazione al codice stradale. L’attività di controllo alla circolazione stradale proseguirà anche nei prossimi giorni.

Il Comune di San Giuseppe Vesuviano si adegua efficacemente alla contabilità armonizzata introdotta nel T.U.E.L.

Le riflessioni di Raffaele Ambrosio – Responsabile del Servizio Ragioneria. Il quotidiano Enti Locali e P.A. de Il Sole 24 Ore ha riportato le riflessioni sull’introduzione della contabilità armonizzata nel T.U.E.L., a firma di Raffaele Ambrosio – Responsabile del Servizio Ragioneria dell’Ente – e di Gianluca Russo, docente dell’associazione A.N.U.T.E.L. (Associazione Nazionale Uffici Tributi Enti Locali). L’operato del Servizio Ragioneria, in coordinamento con tutti i Servizi del Comune di San Giuseppe Vesuviano, con il supporto costante degli organi politici elettivi che esprimono funzioni di governo, indirizzo e controllo, ha consentito, sino ad ora, di esprimere una programmazione di bilancio orientata al raggiungimento di importanti traguardi amministrativi. “L’amministrazione comunale ha aderito, già nel corso del 2014, ad un progetto formazione gratuita sulla nuova legge che imponeva l’armonizzazione contabile del bilancio degli enti pubblici  – sottolinea Dolores Leone, vicesindaco ed assessore al bilancio –  Abbiamo ospitato in Sala Consiliare due incontri del corso di formazione con il prof. Ebron D’Aristotile, docente all’Università di Pescara, che hanno consentito di offrire un aggiornamento di qualità ai Responsabili di Servizio dell’Ente. Grazie anche agli investimenti di tempo in formazione e crescita professionale è stato possibile procedere alla tempestiva approvazione del bilancio di previsione e di quello consuntivo”. Si riporta, di seguito, il testo completo dell’articolo  pubblicato da Enti Locali e P.A. de Il Sole 24 Ore: “L’introduzione della contabilità armonizzata nel Tuel ha radicalmente stravolto il modo di pensare e di agire degli enti locali, dovendo utilizzare principi contabili nuovi. La programmazione di bilancio è il principio cardine (n. 1) con il quale devono subito confrontarsi gli enti soggetti alla nuova contabilità. Un sistema in apparenza perfetto, le cui scadenze non sempre sono razionalmente allineate all’anello regionale: l’approvazione del Defr (strettamente legato anche al Def nazionale), per esempio, si sovrappone a quella del Dup, rendendo necessaria l’anticipazione dei lavori del documento di programmazione regionale, affinché gli enti locali possano effettuare un’adeguata programmazione legata ai contributi regionali, coerentemente con le effettive risorse messe a disposizione degli enti di ultimo livello. Circolarità della programmazione. Un sistema di «circolarità» della programmazione ancora da perfezionare, che partendo dall’alto, ovvero dal Def nazionale, dovrebbe gradualmente confluire in quella del Defr per poi concretarsi nel Dup, riproponendo uno schema già sperimentato nella fiscalità locale con la circolarità delle informazioni, inaugurata con l’introduzione del sistema MUI. La mancata «armonizzazione» temporale di questi documenti, correlata alle stringenti e innumerevoli scadenze, vanifica la concreta attuazione degli obiettivi strategici da parte dei Comuni, disegnando un quadro locale spesso caotico e poco razionale. Tali distorsioni del sistema armonizzato, pesano in modo determinante sui responsabili dei Servizi finanziari, che si trovano a dover fronteggiare non solo l’aspetto tecnico di bilancio, ma anche quello meramente programmatico, nel disperato tentativo di anticipare il quadro macroeconomico, tenendo conto contestualmente della normativa in corso e del trend storico delle entrate e delle spese. Pietra miliare della programmazione è la competenza finanziaria potenziata, che nonostante la graduale introduzione, preceduta da una lunga fase di sperimentazione, ancora oggi, a due anni dalla riforma, incontra notevoli resistenze da parte dei dirigenti comunali. Invero, l’esigibilità della prestazione, cui il sistema armonizzato lega l’imputazione della spesa, la re-imputazione e il nuovo concetto di residuo, restano ancora elementi di difficile assimilazione, nonostante la massiva opera di formazione e di divulgazione del credo armonizzato. Potenziare i Servizi finanziari degli enti. Sarebbe indispensabile, quindi, procedere al potenziamento dei Servizi finanziari, onde consentire alle diverse posizioni organizzative dell’azienda Comune, di essere supportate quotidianamente sul campo, nella consapevolezza che tale formazione debba imprescindibilmente estendersi alla classe politica, speso avulsa dalle problematiche tecniche. Altro tassello dell’articolato puzzle della riforma, che mai come in questo periodo desta particolare attenzione, è quello del fondo crediti di dubbia esigibilità o Fcde. Tale fondo, nato per assicurare la stabilità dei bilanci, rischia paradossalmente di pregiudicarne la chiusura, in particolare a quegli Enti che pur attivando tutte le procedure previste dalla legge riscontrano notevoli difficoltà nella riscossione delle entrate, legate prevalentemente al tessuto socio-economico. Le elevate percentuali da accantonare a tutela dei crediti iscritti in bilancio (100% nel 2019), se non fronteggiate con adeguati investimenti strutturali in termini di risorse umane e strumentali da impiegare nelle attività di riscossione, determineranno ingenti tagli alla spesa corrente, con dirette ricadute sulla qualità dei servizi offerti alle comunità di riferimento. Stato patrimoniale e inventario. Nel bilancio in preparazione, tra l’altro, troverà collocazione il primo stato patrimoniale frutto delle scritture contabili codificate fino al V livello. Presupposto essenziale per attivare tale ulteriore profonda riforma, è disporre di un inventario dei beni mobili e immobili aggiornato. I Comuni dovranno prestare particolare attenzione a questo adempimento in quanto lo stato patrimoniale riclassificato al 1° gennaio 2016, oltre a costituire la base di partenza della contabilità economico-patrimoniale dell’ente, troverà evidenza nel rendiconto della gestione 2016 e nel bilancio consolidato fotografato allo stesso esercizio finanziario, in base all’articolo 11-bis del Dlgs 118/2011, da approvarsi entro il 30 settembre 2017. Occorrerà procedere alla riclassificazione delle singole voci dello stato patrimoniale al 31 dicembre 2015, chiuso nel rispetto del Dpr 194/1996, secondo l’articolazione prevista dall’allegato n. 10 al Dlgs 118/2011 e dal piano dei conti patrimoniale (allegato n. 6 al Dlgs 118/2011) del nuovo ordinamento contabile.Sarà necessario, inoltre, applicare i nuovi criteri di valutazione dell’attivo e del passivo patrimoniale (principio applicato della contabilità economico-patrimoniale 4/3, paragrafo 9.3 dell’allegato al Dlgs n. 118/11), all’inventario e allo stato patrimoniale riclassificato. Elevata complessità e conclamata emergenza, quindi, che sembrerebbero non sposare al meglio il concetto di armonizzazione, che fanno del responsabile del settore finanziario il regista di un sistema purtroppo ancora lontano dall’essere performante”.

San Giuseppe Vesuviano. In piazza Elena d’Aosta arriva lo spazio della “Cittadinanza Attiva Umanitaria”

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La Giunta comunale ha approvato la proposta dei Lions Club. A seguito della delibera di Giunta comunale n. 14 del 7 febbraio 2017, sabato 1 aprile 2017, alle ore 16:30, in piazza Elena d’Aosta, sarà apposta una targa della “Cittadinanza Attiva Umanitaria”. La targa identificherà uno spazio interno della piazza da destinare, principalmente, allo svolgimento di attività sociali e di interesse collettivo e sarà sorretta da una struttura in ferro che simbolicamente rappresenta, nel pensiero artistico dell’autore, il Maestro Luigi Franzese, la figura stilizzata di un uomo. Desiderio dei Lions Club di San Giuseppe Vesuviano e di Palma Campania, difatti, è quello di poter utilizzare l’area, d’intesa con gli studenti delle scuole del territorio, quale vero e proprio teatro civico all’aperto, per lo svolgimento di attività sociali di comune interesse, quali concerti per la pace, rappresentazioni teatrali, spettacoli di poesia, sfilate di moda e di artigianato locale di eccellenza, corsi di formazione all’aperto. Alla cerimonia di inaugurazione interverrà Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Dolores Leone, vice sindaco ed assessore alla cultura, l’artista Luigi Franzese, Vincenzo Iovino, presidente Lions Club di San Giuseppe Vesuviano, Ivan De Giulio, presidente Lions Club di Palma Campania Vesuvio Est, Giovanni Meo, presidente della 2a circoscrizione, Renato Rivieccio, governatore del distretto 108Ya, Ermanno Bocchini, Past Direttore Internazionale Lions Club International. “L’apposizione della targa di domani ha un intenso significato simbolico – commenta Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano – Recuperare, anche metaforicamente, spazi della città da destinare allo svolgimento di attività socio-culturali, sensibilizza i nostri concittadini all’impegno civico e sprona, i giovani in modo particolare, a profondere energie per il bene comune”.

«Sindaco di Cantù oltraggioso»: due avvocati di Pomigliano lo querelano

Sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero, querelato da due avvocati di Pomigliano d’Arco per le dichiarazioni contro Napoli pubblicate sulla sua pagina di Facebook una decina di giorni fa. Napoli «fogna infernale», «città sporca, inquinata, criminale, mafiosa, corrotta, degradata, clientelare, parassitaria e incivile». Sono gli aggettivi usati dal sindaco di Cantù per descrivere Napoli. Hanno fatto saltare dalla sedia tutti i figli della città di Partenope. Anche due avvocati di Pomigliano, che dalle parole sono passati ai fatti. Giuseppe Gragnaniello, penalista del foro di Napoli, e Antonio Rea, civilista del foro di Nola, hanno depositato questa mattina una querela alla Procura di Nola. Diffamazione commessa per futili motivi e in violazione alla funzione pubblica, il tutto aggravato dall’odio xenofobo. Per i due legali c’è questo dietro le dichiarazioni pubblicate dal primo cittadino brianzolo. Motivo per cui chiedono ai magistrati del palazzo di giustizia bruniano, «in vece del Comune di Pomigliano D’Arco e della Citta Metropolitana di Napoli», di procedere nei suoi confronti. Due i post “incriminati” a cui si riferiscono, pubblicati dal sindaco di Cantù. In uno, Napoli era stata definita «una fogna infernale». In un altro, tra le altre cose, era stato scritto: «Napoli è una città sporca, inquinata, criminale, mafiosa, corrotta, degradata, clientelare, parassitaria e incivile. L’immagine perfetta per la sostanza del paese di cui è parte (e di cui, purtroppo, facciamo parte anche noi) che è anch’esso esattamente così ovunque. Napoli è solo più avanti di altri in questo. Però i napoletani non amano sentirselo dire. Preferiscono sostituire la realtà con le descrizioni di pura fantasia». Per i due legali pomiglianesi si tratta di dichiarazioni «becere, oltraggiose e offensive non solo per la città di Napoli, ma anche per chi appartiene a Napoli per nascita, cultura, lingua, tradizioni, rituali, simboli, usi e costumi». E, nel chiarire la loro posizione e le ragioni per le quali hanno deciso di interpellare la Procura, evidenziano come anche la Conferenza generale dell’Unesco del 20 ottobre 2005 ha adottato la convenzione “sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali”, entrata in vigore il 18 marzo 2007.

Pollena Trocchia, vandalizzata la lapide di Gaetano Donizetti

Ignoti hanno distrutto la lapide del  noto compositore sita al Borgo di Trocchia. Monta l’indignazione sui social.   Un sito culturalmente rilevante, la lapide dedicata a Gaetano  Donizetti, ricordo del luogo in cui il celebre autore amava ritirarsi per comporre le sue opere, è stato questa mattina distrutto dall’opera di  ignoti balordi. Nel Borgo di Pollena, ospite di Ferdinando Capece Minutolo duca di S. Valentino e del marchese Giuseppe Cavalcanti, tra il 1828 e il 1830,  il compositore bergamasco amava fare lunghe passeggiate attraversando un sentiero che conduceva all’ombra di un enorme ulivo. E proprio in quel luogo l’1 giugno del 1911 il conte Ambrogino Caracciolo fece erigere una lapide, una lastra di marmo con una bellissima dedica, a commemorazione. Posta in un suolo privato, questa mattina le immagini del suo scempio hanno fatto da subito il giro del web. Ce ne parla Arturo Cianniello, fondatore del Movimento Informiamo Pollena Trocchia, attivo sul territorio da tre anni. «La lapide si trova in un territorio privato, nel borgo di Trocchia. Io ho appreso la notizia dalle foto comparse sul web. Sono rimasto senza parole perché purtroppo non è il primo episodio che accade in questi luoghi.  Il fatto accade a pochi giorni dalla vandalizzazione delle panchine dell’area parco giochi site al Parco Europa, una zona rimessa in sesto da pochissimo, ancora non inaugurata, e in contemporanea all’istallazione delle telecamere di videosorveglianza. A pochi giorni da questo episodio denunciato sulle nostre pagine social, apprendo il fatto di questa mattina. Dalle prime ore del mattino circolavano già le foto dello scempio. Abbiamo sottolineato l’inciviltà che purtoppo  non accenna a placarsi.  D’altra parte – conclude Cianniello-  l’istallazione delle telecamere ci  deve far  riflettere: possibile che per tenere in stato decente delle giostrine si debba far ricorso alla videosorveglianza ? E’ una sconfitta generale! Occorrerebbe un minimo di educazione e di senso etico in più». Sul fatto indagano i carabinieri della tenenza di Cercola

Inchiesta The Queen, il Tribunale del Riesame annulla la misura cautelare per l’archeologo De Simone. Resta in carcere Pasquale Sommese

L’archeologo Antonio De Simone
Revocati gli arresti domiciliari per il professore Antonio De Simone, il tribunale della Libertà ha accolto le tesi della difesa, disponendo l’annullamento della misura cautelare. De Simone, archeologo di fama, era stato coinvolto nell’inchiesta «The Queen», in relazione alla turbativa d’asta per la gara di progettazione e direzione dei lavori per la realizzazione del museo archeologico di Alife e per i lavori di ristrutturazione dei padiglioni 7 e 8 della Mostra d’Oltremare. L’archeologo, impegnato negli scavi della Villa Augustea di Somma Vesuviana e in quelli di Pollena Trocchia, docente universitario, già direttore del sito Unesco di Pompei e consulente del restauro della Domus Aurea, dovrà far valere adesso le sue ragioni, quelle già esposte nell’interrogatorio di garanzia. Non esistono del resto, nella corposa ordinanza dell’inchiesta, né prove né indizi che De Simone (difeso dall’avvocato Maiello) abbia avuto contatti con dirigenti politici né con funzionari della Regione o della Mostra, ma solo conversazioni intercettate che dimostrano come l’archeologo – al pari di tanti che leggano atti ufficiali – fosse al corrente della gara quando il bando era già stato pubblicato il giorno precedente. Del resto è lo stesso gip a rilevare che De Simone viene coinvolto su indicazione del sovrintendente Campanelli la quale interviene solo a marzo del 2015, cioè dopo l’approvazione del progetto definitivo (dicembre 2014). Il tribunale del Riesame non ha accolto invece la richiesta di scarcerazione per Pasquale Sommese. Il consigliere regionale resta dunque, per ora, in carcere.

Vesuvio, il parco nazionale che va in fumo

Ieri pomeriggio è divampato un altro incendio sospetto in area parco, l’intervento di VVF e della PC di Somma Vesuviana si interrompe con la notte, per riprendere questa mattina con l’ausilio degli uomini della Regione.

Di certo il giorno non poteva che essere dei più indicativi, giusto ieri, nel tardo pomeriggio, forse proprio quando il presidente dell’Ente Parco Casillo inaugurava in pompa magna la riqualificazione del Castello Mediceo vedi ed accoglieva i suoi blasonati ospiti, qualcuno probabilmente dava fuoco al bosco a Monte di Santa Maria a Castello nel comune di Somma Vesuviana.

Gli incendi a marzo sono una consuetudine solo nel Parco Nazionale del Vesuvio e sempre in concomitanza con una nuova presidenza, l’ultima volta era accaduto proprio nel marzo del 2010, con l’allora riconfermato Ugo Leone ed oggi, invece, a dieci mesi dal suo insediamento, Agostino Casillo, se n’è trovato almeno due di incendi da dover fronteggiare, uno rovinoso lo scorso luglio e quest’ultimo ancora in atto.

I nostri dubbi sul dolo sono fondati in primis sul fatto che, per quanto non piova da molto tempo, non stiamo vivendo un periodo di siccità e marzo non è il mese più a rischio per quanto riguarda gli incendi e soprattutto il versante sommano è il più umido del complesso vulcanico Somma/Vesuvio. Inoltre, rimettendo a chi di dovere il responso finale, possiamo confermare che, da una nostra costatazione diretta, ieri sera, verso le ore 23:00, c’erano almeno cinque focolai alquanto distanti tra loro e che divampavano tra Santa Maria a Castello, via Palmetiella e oltre e ad una quota approssimativa tra i 500 ed i 600 metri d’altezza.

Le fiamme pur non essendo alimentate dal vento, si diffondono con lentezza ma inesorabilmente e lambiscono le serre presenti su quel versante del Somma. Non abbiamo riscontrato la presenza in loco della protezione civile, attiva per tutto il pomeriggio nel contenere le fiamme, né le forze dell’ordine e neanche i Vigili del fuoco che invece stanziavano a protezione di un ristorante a Santa Maria a Castello. Interpellati, i pompieri hanno dichiarato la loro impossibilità nell’intervenire in un contesto così ripido e che la Regione avrebbe mandato i suoi addetti l’indomani mattina.

Rimaniamo comunque perplessi davanti a questo ennesimo atto di violenza nei confronti del nostro Vulcano e del Parco che dovrebbe rappresentarlo ma soprattutto vorremmo capire, a nove mesi dal protocollo di intesa tra Parco Nazionale e SMA per le opere di antincendio boschivo e di risistemazione della sentieristica, e da otto dal disastroso incendio estivo, cosa è stato fatto o, per lo meno, cosa si pensa di fare per evitare altre sciagure come quella che stiamo purtroppo ancora una volta vivendo?

Per quel che riguarda la SMA, società in house della Regione, dopo i proclami del giugno scorso allorquando il presidente Casillo dichiarava testuali parole: «Grazie alla partnership con SMA Campania, avvieremo nelle prossime settimane interventi di prevenzione degli incendi boschivi, di risanamento dei sentieri e della segnaletica interna all’area protetta.» vedi

Ad oggi però ci sono stati ben due incendi e il ripristino dei sentieri è ancora affidato al volontariato di chi realmente li percorre. Inoltre, pare che l’opera della SMA sia stata preferita, dai comuni del Parco, per la pulizia delle aiuole comunali e per lo sfoltimento dei pini sul loro territorio urbano leggi, più che usarli come baluardo contro i roghi nei boschi del Somma e del Vesuvio.

Volla. Il Movimento 5 Stelle alla “ricerca” della storia del paese

I portavoce del M5S Cirillo (Regione Campania) e Vaccaro (Comune di Volla) insieme agli attivisti in sopralluogo nelle strutture storiche abbandonate di via Lufrano. Volla, in origine era una palude, chiamata “La Bulla”, ove giaceva un piccolo fiume, il “Fosso Reale” ed un corso di acqua sotterraneo “Il Sebeto”. La città beneficiava di terreni fertili e ricchi d’acqua, perciò contesi tra pastori e agricoltori. Anche le acque stesse erano contese, se è vero che nel luogo chiamato “casa dell’acqua” la corrente dell’acquedotto della Bolla veniva divisa in due: una parte destinata attraverso una condotta chiusa alle fontane della città, l’altra rilasciata in un canale scoperto a servizio di ben undici molini funzionanti nella palude. L’aria della zona era in ogni caso invivibile a causa dell’infestazione di zanzare e di malaria. Ciò nonostante lungo queste paludi venivano lavorati lino e canapa. Nei secoli successivi le acque delle paludi furono sempre più utilizzate, non solo per i mulini, ma anche, ormai in epoca borbonica, per azionare i magli della Reale Ferriera e per macinare la creta. A metà ‘700 nel pieno delle paludi della nostra cittadina fu addirittura istituita una riserva di caccia della Corona, la Real riserva alla Volla, entro la quale fu edificato un elegante casino di caccia, più tardi affiancato da una bella cappella dedicata a S. Michele Arcangelo. La settimana scorsa gli attivisti del Movimento Cinque Stelle locale, insieme al Consigliere Comunale Sergio Vaccaro e al portavoce Regionale Luigi Cirillo, membro della commissione cultura e istruzione, hanno effettuato un sopralluogo in località Lufrano, proprio nei pressi della casina borbonica e della cappella dedicata a san Michele Arcangelo. Dal dossier sviluppato e diffuso, risulta che entrambe le strutture e il territorio circostante versano in un totale stato di abbandono e degrado, le due antichissime costruzioni abbandonate in maniera desolante, e le aree circostanti attorniate da cumuli di rifiuti. “Non è cosi che si trattano dei beni storici che potrebbero, ove valorizzati, rievocare la memoria storica dell’epoca dei Borboni e invece solo incuria da parte delle autorità che amministrano il territorio. Domani depositiamo un’interrogazione alla Giunta Regionale per capire se sono in atto interventi di valorizzazione e recupero dell’area nell’ambito del piano cultura e se intende di concerto con il comune di Volla pensare a una strategia di rilancio di un bene che potrebbe essere volano di sviluppo culturale”, ha dichiarato il Consigliere Regionale Cirillo. Il tema sta molto a cuore ai grillini locali, che rivendicano quel briciolo di storia del paese trascurato dalle varie amministrazioni che si sono susseguite fino ad oggi. “A Volla non abbiamo grandi patrimoni storici o storie da raccontare, e quindi vorremmo cercare di mettere alla luce quel poco che è rimasto, e lasciarlo alle future generazione” – ha spiegato Sergio Vaccaro, consigliere comunale di Volla – questo è un patrimonio per le future generazioni, questa è storia, e, quindi, si potrebbe anche cercare di creare dei percorsi scolastici, oppure un museo. Progetti che negli anni scorsi sono stati presi in considerazione e poi abbandonati. Il nostro obbiettivo è riuscire in sinergia a portarli a termine”. In effetti sembra che le strutture siano di proprietà privata, e l’obbiettivo è quello di preservarle da un futuro che potrebbe calpestare e ignorare la loro entità. Un leggero e debole rammento di questa storia è la testimonianza di due famiglie storiche del territorio, le quali negli scorsi anni, hanno dato via a due attività, un ristorante e un supermercato dal nome “Il Sebeto”. Lo stesso  amore per il paese di Volla che gli attivisti del Movimento 5 Stelle hanno sempre dimostrato già prima al di fuori delle istituzioni. Un faro accesso sulla aree storiche di Volla, che nonostante l’abbandono, sono comunque apparse suggestive nelle immagini del breve video ripreso dai pentastellati. Infatti si dice che fosse proprio il percorso del Fosso Reale a orientareil Re Ferdinando a cavallo per raggiungere la sua residenza di caccia. Tali notizie rendono il posto, oltre al prezioso accostamento storico, anche un luogo suggestivo affascinante e per dei versi anche romantico. Chissà quanti sforzi, quante verità, e soprattutto quanti segreti, che hanno in qualche modo contribuito alla quotidianità, di quella che poi è diventata la storia.        

Sant’Anastasia, da aprile attivo lo sportello comunale per le esenzioni del ticket sanitario

Sarà attivo, dal prossimo quattro aprile, lo sportello comunale per le esenzioni del ticket sanitario per reddito relativamente alle categorie E01 ed E10. L’apertura dello sportello sovviene a seguito del protocollo d’intesa – raggiunta anche grazie all’interessamento del consigliere comunale Francesco Saverio Ceriello – firmato dal Sindaco e dal Presidente del Distretto Sanitario n°51 dell’ ASL NA 3 Sud, Pasquale Annunziata ed è finalizzata ad assicurare un servizio funzionale e pratico per la cittadinanza. Lo sportello, che sarà interamente gestito da due risorse dell’Ufficio Politiche Sociali del Comune con apparecchiature informatiche, sarà collocato in Piazza Siano 2 al piano terra e sarà aperto, a partire dal prossimo aprile, il martedì dalle ore 15:00 alle ore 17:30 e il venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:30. Il personale comunale individuato dal Sindaco sarà appositamente formato da personale ASL, e il Distretto Sanitario n° 51, a sua volta, effettuerà senza preavviso controlli a campione sulle esenzioni concesse. “Ringrazio l’ASL per la disponibilità e l’opportunità che dà all’Ente e soprattutto ai cittadini – dice il sindaco Lello Abete – per usufruire di un servizio che mancava da tempo sul territorio e costringeva questi ultimi a recarsi altrove creando loro un notevole disagio. Nonostante la ristrettezza di risorse economiche a nostra disposizione, siccome siamo sempre a servizio della collettività, facciamo il possibile per garantire ai cittadini tutti i servizi di cui necessitano, specie quelli che riguardano la loro salute. Raccomando ai cittadini di rivolgersi prima al proprio medico curante, perché alcuni tickets si rinnovano in automatico ed in caso contrario, potranno recarsi allo sportello comunale per ottenere l’esenzione”.  

Sant’Anastasia, il Sindaco e l’amministrazione festeggiano i cento anni di Anna Spisso

Tutta la famiglia riunita a casa della centenaria. Ha festeggiato col Sindaco la veneranda età di cento anni Anna Spisso, insieme all’assessora Rossella Beneduce ed al consigliere comunale Filippo Guadagni, con una breve cerimonia iniziata con la benedizione di don Mimmo Panico, parroco in S. Francesco ai Romani. L’amministrazione, che al mattino ha fatto arrivare un fascio di fiori, le ha consegnato una pergamena tramite l’assessora alle Politiche Sociali. Evidentemente emozionata la centenaria, che non ha mai contratto matrimonio, ha ringraziato tutti per il momento di festa offertole e si è prestata alle foto di rito, tra la gioia e gli applausi dei familiari, nipoti, pronipoti e tris nipoti. Nata e vissuta a Napoli, a seguito del sisma del 23 novembre 1980, si trasferì a Sant’Anastasia – paese dai sani prodotti tipici e dall’aria salubre in cui la longevità non è una rarità – scegliendo la zona di Madonna dell’Arco e poi quella di via Romani, ospite della nipote Maria. Molto presente, vispa e dinamica, amante della dieta mediterranea, Anna Spisso, che si è immersa nei festeggiamenti spegnendo le candeline e provvedendo al classico taglio della torta ed al brindisi, ha sempre risposto con un sorriso a quei momenti immortalati dai telefonini dei parenti. “Sono vari i festeggiamenti di centenari ai quali dal mio mandato ad oggi ho partecipato, ma quello della sig.ra Anna ha avuto caratteristiche speciali e merita cento volte buon compleanno. Come abbiamo scritto nella pergamena – dice il Sindaco Lello Abete – i compleanni sono traguardi importanti, specie se raggiunti, insieme al nostro vissuto, circondati dall’affetto dei parenti. Qualunque sia l’età, infatti, è bello guardarsi intorno e rendersi conto che il tempo non è trascorso invano”.