lunedì, Giugno 22, 2026
30.7 C
Napoli

Inchiesta The Queen, il Tribunale del Riesame annulla la misura cautelare per l’archeologo De Simone. Resta in carcere Pasquale Sommese

L’archeologo Antonio De Simone
Revocati gli arresti domiciliari per il professore Antonio De Simone, il tribunale della Libertà ha accolto le tesi della difesa, disponendo l’annullamento della misura cautelare. De Simone, archeologo di fama, era stato coinvolto nell’inchiesta «The Queen», in relazione alla turbativa d’asta per la gara di progettazione e direzione dei lavori per la realizzazione del museo archeologico di Alife e per i lavori di ristrutturazione dei padiglioni 7 e 8 della Mostra d’Oltremare. L’archeologo, impegnato negli scavi della Villa Augustea di Somma Vesuviana e in quelli di Pollena Trocchia, docente universitario, già direttore del sito Unesco di Pompei e consulente del restauro della Domus Aurea, dovrà far valere adesso le sue ragioni, quelle già esposte nell’interrogatorio di garanzia. Non esistono del resto, nella corposa ordinanza dell’inchiesta, né prove né indizi che De Simone (difeso dall’avvocato Maiello) abbia avuto contatti con dirigenti politici né con funzionari della Regione o della Mostra, ma solo conversazioni intercettate che dimostrano come l’archeologo – al pari di tanti che leggano atti ufficiali – fosse al corrente della gara quando il bando era già stato pubblicato il giorno precedente. Del resto è lo stesso gip a rilevare che De Simone viene coinvolto su indicazione del sovrintendente Campanelli la quale interviene solo a marzo del 2015, cioè dopo l’approvazione del progetto definitivo (dicembre 2014). Il tribunale del Riesame non ha accolto invece la richiesta di scarcerazione per Pasquale Sommese. Il consigliere regionale resta dunque, per ora, in carcere.

Vesuvio, il parco nazionale che va in fumo

Ieri pomeriggio è divampato un altro incendio sospetto in area parco, l’intervento di VVF e della PC di Somma Vesuviana si interrompe con la notte, per riprendere questa mattina con l’ausilio degli uomini della Regione.

Di certo il giorno non poteva che essere dei più indicativi, giusto ieri, nel tardo pomeriggio, forse proprio quando il presidente dell’Ente Parco Casillo inaugurava in pompa magna la riqualificazione del Castello Mediceo vedi ed accoglieva i suoi blasonati ospiti, qualcuno probabilmente dava fuoco al bosco a Monte di Santa Maria a Castello nel comune di Somma Vesuviana.

Gli incendi a marzo sono una consuetudine solo nel Parco Nazionale del Vesuvio e sempre in concomitanza con una nuova presidenza, l’ultima volta era accaduto proprio nel marzo del 2010, con l’allora riconfermato Ugo Leone ed oggi, invece, a dieci mesi dal suo insediamento, Agostino Casillo, se n’è trovato almeno due di incendi da dover fronteggiare, uno rovinoso lo scorso luglio e quest’ultimo ancora in atto.

I nostri dubbi sul dolo sono fondati in primis sul fatto che, per quanto non piova da molto tempo, non stiamo vivendo un periodo di siccità e marzo non è il mese più a rischio per quanto riguarda gli incendi e soprattutto il versante sommano è il più umido del complesso vulcanico Somma/Vesuvio. Inoltre, rimettendo a chi di dovere il responso finale, possiamo confermare che, da una nostra costatazione diretta, ieri sera, verso le ore 23:00, c’erano almeno cinque focolai alquanto distanti tra loro e che divampavano tra Santa Maria a Castello, via Palmetiella e oltre e ad una quota approssimativa tra i 500 ed i 600 metri d’altezza.

Le fiamme pur non essendo alimentate dal vento, si diffondono con lentezza ma inesorabilmente e lambiscono le serre presenti su quel versante del Somma. Non abbiamo riscontrato la presenza in loco della protezione civile, attiva per tutto il pomeriggio nel contenere le fiamme, né le forze dell’ordine e neanche i Vigili del fuoco che invece stanziavano a protezione di un ristorante a Santa Maria a Castello. Interpellati, i pompieri hanno dichiarato la loro impossibilità nell’intervenire in un contesto così ripido e che la Regione avrebbe mandato i suoi addetti l’indomani mattina.

Rimaniamo comunque perplessi davanti a questo ennesimo atto di violenza nei confronti del nostro Vulcano e del Parco che dovrebbe rappresentarlo ma soprattutto vorremmo capire, a nove mesi dal protocollo di intesa tra Parco Nazionale e SMA per le opere di antincendio boschivo e di risistemazione della sentieristica, e da otto dal disastroso incendio estivo, cosa è stato fatto o, per lo meno, cosa si pensa di fare per evitare altre sciagure come quella che stiamo purtroppo ancora una volta vivendo?

Per quel che riguarda la SMA, società in house della Regione, dopo i proclami del giugno scorso allorquando il presidente Casillo dichiarava testuali parole: «Grazie alla partnership con SMA Campania, avvieremo nelle prossime settimane interventi di prevenzione degli incendi boschivi, di risanamento dei sentieri e della segnaletica interna all’area protetta.» vedi

Ad oggi però ci sono stati ben due incendi e il ripristino dei sentieri è ancora affidato al volontariato di chi realmente li percorre. Inoltre, pare che l’opera della SMA sia stata preferita, dai comuni del Parco, per la pulizia delle aiuole comunali e per lo sfoltimento dei pini sul loro territorio urbano leggi, più che usarli come baluardo contro i roghi nei boschi del Somma e del Vesuvio.

Volla. Il Movimento 5 Stelle alla “ricerca” della storia del paese

I portavoce del M5S Cirillo (Regione Campania) e Vaccaro (Comune di Volla) insieme agli attivisti in sopralluogo nelle strutture storiche abbandonate di via Lufrano. Volla, in origine era una palude, chiamata “La Bulla”, ove giaceva un piccolo fiume, il “Fosso Reale” ed un corso di acqua sotterraneo “Il Sebeto”. La città beneficiava di terreni fertili e ricchi d’acqua, perciò contesi tra pastori e agricoltori. Anche le acque stesse erano contese, se è vero che nel luogo chiamato “casa dell’acqua” la corrente dell’acquedotto della Bolla veniva divisa in due: una parte destinata attraverso una condotta chiusa alle fontane della città, l’altra rilasciata in un canale scoperto a servizio di ben undici molini funzionanti nella palude. L’aria della zona era in ogni caso invivibile a causa dell’infestazione di zanzare e di malaria. Ciò nonostante lungo queste paludi venivano lavorati lino e canapa. Nei secoli successivi le acque delle paludi furono sempre più utilizzate, non solo per i mulini, ma anche, ormai in epoca borbonica, per azionare i magli della Reale Ferriera e per macinare la creta. A metà ‘700 nel pieno delle paludi della nostra cittadina fu addirittura istituita una riserva di caccia della Corona, la Real riserva alla Volla, entro la quale fu edificato un elegante casino di caccia, più tardi affiancato da una bella cappella dedicata a S. Michele Arcangelo. La settimana scorsa gli attivisti del Movimento Cinque Stelle locale, insieme al Consigliere Comunale Sergio Vaccaro e al portavoce Regionale Luigi Cirillo, membro della commissione cultura e istruzione, hanno effettuato un sopralluogo in località Lufrano, proprio nei pressi della casina borbonica e della cappella dedicata a san Michele Arcangelo. Dal dossier sviluppato e diffuso, risulta che entrambe le strutture e il territorio circostante versano in un totale stato di abbandono e degrado, le due antichissime costruzioni abbandonate in maniera desolante, e le aree circostanti attorniate da cumuli di rifiuti. “Non è cosi che si trattano dei beni storici che potrebbero, ove valorizzati, rievocare la memoria storica dell’epoca dei Borboni e invece solo incuria da parte delle autorità che amministrano il territorio. Domani depositiamo un’interrogazione alla Giunta Regionale per capire se sono in atto interventi di valorizzazione e recupero dell’area nell’ambito del piano cultura e se intende di concerto con il comune di Volla pensare a una strategia di rilancio di un bene che potrebbe essere volano di sviluppo culturale”, ha dichiarato il Consigliere Regionale Cirillo. Il tema sta molto a cuore ai grillini locali, che rivendicano quel briciolo di storia del paese trascurato dalle varie amministrazioni che si sono susseguite fino ad oggi. “A Volla non abbiamo grandi patrimoni storici o storie da raccontare, e quindi vorremmo cercare di mettere alla luce quel poco che è rimasto, e lasciarlo alle future generazione” – ha spiegato Sergio Vaccaro, consigliere comunale di Volla – questo è un patrimonio per le future generazioni, questa è storia, e, quindi, si potrebbe anche cercare di creare dei percorsi scolastici, oppure un museo. Progetti che negli anni scorsi sono stati presi in considerazione e poi abbandonati. Il nostro obbiettivo è riuscire in sinergia a portarli a termine”. In effetti sembra che le strutture siano di proprietà privata, e l’obbiettivo è quello di preservarle da un futuro che potrebbe calpestare e ignorare la loro entità. Un leggero e debole rammento di questa storia è la testimonianza di due famiglie storiche del territorio, le quali negli scorsi anni, hanno dato via a due attività, un ristorante e un supermercato dal nome “Il Sebeto”. Lo stesso  amore per il paese di Volla che gli attivisti del Movimento 5 Stelle hanno sempre dimostrato già prima al di fuori delle istituzioni. Un faro accesso sulla aree storiche di Volla, che nonostante l’abbandono, sono comunque apparse suggestive nelle immagini del breve video ripreso dai pentastellati. Infatti si dice che fosse proprio il percorso del Fosso Reale a orientareil Re Ferdinando a cavallo per raggiungere la sua residenza di caccia. Tali notizie rendono il posto, oltre al prezioso accostamento storico, anche un luogo suggestivo affascinante e per dei versi anche romantico. Chissà quanti sforzi, quante verità, e soprattutto quanti segreti, che hanno in qualche modo contribuito alla quotidianità, di quella che poi è diventata la storia.        

Sant’Anastasia, da aprile attivo lo sportello comunale per le esenzioni del ticket sanitario

Sarà attivo, dal prossimo quattro aprile, lo sportello comunale per le esenzioni del ticket sanitario per reddito relativamente alle categorie E01 ed E10. L’apertura dello sportello sovviene a seguito del protocollo d’intesa – raggiunta anche grazie all’interessamento del consigliere comunale Francesco Saverio Ceriello – firmato dal Sindaco e dal Presidente del Distretto Sanitario n°51 dell’ ASL NA 3 Sud, Pasquale Annunziata ed è finalizzata ad assicurare un servizio funzionale e pratico per la cittadinanza. Lo sportello, che sarà interamente gestito da due risorse dell’Ufficio Politiche Sociali del Comune con apparecchiature informatiche, sarà collocato in Piazza Siano 2 al piano terra e sarà aperto, a partire dal prossimo aprile, il martedì dalle ore 15:00 alle ore 17:30 e il venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:30. Il personale comunale individuato dal Sindaco sarà appositamente formato da personale ASL, e il Distretto Sanitario n° 51, a sua volta, effettuerà senza preavviso controlli a campione sulle esenzioni concesse. “Ringrazio l’ASL per la disponibilità e l’opportunità che dà all’Ente e soprattutto ai cittadini – dice il sindaco Lello Abete – per usufruire di un servizio che mancava da tempo sul territorio e costringeva questi ultimi a recarsi altrove creando loro un notevole disagio. Nonostante la ristrettezza di risorse economiche a nostra disposizione, siccome siamo sempre a servizio della collettività, facciamo il possibile per garantire ai cittadini tutti i servizi di cui necessitano, specie quelli che riguardano la loro salute. Raccomando ai cittadini di rivolgersi prima al proprio medico curante, perché alcuni tickets si rinnovano in automatico ed in caso contrario, potranno recarsi allo sportello comunale per ottenere l’esenzione”.  

Sant’Anastasia, il Sindaco e l’amministrazione festeggiano i cento anni di Anna Spisso

Tutta la famiglia riunita a casa della centenaria. Ha festeggiato col Sindaco la veneranda età di cento anni Anna Spisso, insieme all’assessora Rossella Beneduce ed al consigliere comunale Filippo Guadagni, con una breve cerimonia iniziata con la benedizione di don Mimmo Panico, parroco in S. Francesco ai Romani. L’amministrazione, che al mattino ha fatto arrivare un fascio di fiori, le ha consegnato una pergamena tramite l’assessora alle Politiche Sociali. Evidentemente emozionata la centenaria, che non ha mai contratto matrimonio, ha ringraziato tutti per il momento di festa offertole e si è prestata alle foto di rito, tra la gioia e gli applausi dei familiari, nipoti, pronipoti e tris nipoti. Nata e vissuta a Napoli, a seguito del sisma del 23 novembre 1980, si trasferì a Sant’Anastasia – paese dai sani prodotti tipici e dall’aria salubre in cui la longevità non è una rarità – scegliendo la zona di Madonna dell’Arco e poi quella di via Romani, ospite della nipote Maria. Molto presente, vispa e dinamica, amante della dieta mediterranea, Anna Spisso, che si è immersa nei festeggiamenti spegnendo le candeline e provvedendo al classico taglio della torta ed al brindisi, ha sempre risposto con un sorriso a quei momenti immortalati dai telefonini dei parenti. “Sono vari i festeggiamenti di centenari ai quali dal mio mandato ad oggi ho partecipato, ma quello della sig.ra Anna ha avuto caratteristiche speciali e merita cento volte buon compleanno. Come abbiamo scritto nella pergamena – dice il Sindaco Lello Abete – i compleanni sono traguardi importanti, specie se raggiunti, insieme al nostro vissuto, circondati dall’affetto dei parenti. Qualunque sia l’età, infatti, è bello guardarsi intorno e rendersi conto che il tempo non è trascorso invano”.  

Sanità: Lorenzin, cure sotto la soglia minima in Campania

Codacons: assurdo, in Italia cittadini di serie A è di serie B. Intervenga la Corte dei Conti regionale per capire come vengono spesi i fondi per la sanità.  Una situazione assurda sulla quale deve intervenire la Corte dei Conti regionale. Lo afferma il Codacons, che annuncia un esposto alla magistratura contabile della Campania dopo la denuncia del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, secondo cui in 5 regioni non si raggiunge la “soglia minima” delle cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario. “E’ la prova incontrovertibile che in Italia, sul fronte della sanità, ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B – attacca il presidente Carlo Rienzi – Gli abitanti residenti in Campania pagano le tasse al pari degli altri utenti, ma sul fronte sanitario ricevono un servizio sensibilmente inferiore sua qualitativamente che quantitativamente. Una disparità di trattamento inaccettabile per la quale gli organi competenti devono avviare le dovute indagini”. Per questo il Codacons annuncia un esposto alle Corte dei Conti della Campania, affinché apra una inchiesta per verificare come vengono spesi sul territorio i fondi destinati alla sanità pubblica e sanzionare eventuali sprechi e usi distorti di denaro pubblico.    

Rinascita Civile Vesuviana lancia il suo primo Contest di Poesia aperto a tutti i giovani talenti dell’area vesuviana

Ognuno potrà inviare le proprie opere inedite, che saranno valutate da una giuria di esperti: il vincitore vedrà la propria poesia pubblicata sulla testata “Il Fatto Vesuviano” e sarà premiato con una sorpresa, nel corso di un’apposita serata-evento che si terrà a San Giuseppe Vesuviano. Rinascita Civile Vesuviana lancia il primo Contest di poesia targato RcV. Nell’ottica di rilanciare “la questione culturale”, il movimento nato alle falde del Vesuvio intende organizzare una serie di eventi che possano valorizzare le doti artistiche dei giovani talenti del territorio, offrendo uno spazio che possa garantire a questi ultimi visibilità e libertà di espressione. Il primo appuntamento sarà dedicato alla poesia: chiunque volesse mettersi alla prova, e far conoscere i propri componimenti, può iscriversi inviando un messaggio indicando nome, età e paese di residenza alla pagina facebook di Rinascita Civile Vesuviana o inviando una mail all’indirizzo fgiugliano85@gmail.com. Ogni partecipante potrà sottoporre alla giuria massimo due componimenti inediti di qualsiasi genere. Le poesie dovranno essere poi inviate all’indirizzo mail suindicato entro la fine del prossimo mese di maggio. Il vincitore sarà premiato con una piacevole sorpresa, durante una serata evento che si terrà a San Giuseppe Vesuviano, presso la sede di Rinascita Civile Vesuviana, e potrà vedere il suo componimento pubblicato sulla testata online “Il Fatto Vesuviano”. “Occorre dare una possibilità ai talenti che sono espressione dei nostri territori – fanno sapere i membri del direttivo di RcV – l’abbandono dell’arte e della cultura da parte delle Istituzioni competenti, è segno dell’imbarbarimento dei tempi che stiamo vivendo. Intendiamo offrire uno spazio che dia finalmente la possibilità agli aspiranti artisti di esprimersi liberamente”.

Somma Vesuviana, a fuoco diversi ettari di bosco in zona Palmintiello

  Da oggi pomeriggio brucia la zona Plamintiello. Sul posto i volontari della Protezione Civile “Cobra2”, in collaborazione con i vigili del fuoco di Ponticelli e il settore foresta della  Regione Campania .  (Guarda le foto)   I volontari della Protezione Civile “Cobra2”, in collaborazione con i vigili del fuoco di Ponticelli e il settore foresta della  Regione Campania  , sono a lavoro, ininterrottamente da oggi pomeriggio, per spegnere le fiamme che stanno bruciato diversi ettari di bosco e di sottobosco in via Palmintiello, strada che da via Circumvallazione porta verso il monte Somma. Non si sa se l’incendio è di origine dolosa,  in questo momento la priorità è spegnere le fiamme . Porbabilmente i giovani volontari della protezione civile Cobra2 dovranno lavorare tutta la notte e,  se il focolaio non si spegne,  in mattinata   interverranno anche gli elicotteri. Intanto, una nuvola di fumo copre il centro abitato di via Circumvallazione  e l’odore acre di bruciato sta appestando tutta la zona.
Il fenomeno degli incendi boschivi resta una terribile piaga della  zona vesuviana perché distruggono i  paesaggi e  accrescono il rischio idrogeologico.

Nola, il degrado di piazza d’Armi. M5s: “Vigilanza comunale assente”

Un materasso, materiale elettronico, ma anche sacchetti pieni di rifiuti solidi urbani. E’ lo scempio che si osserva in piazza d’Armi, dal lato di via Abate Minichini. Lo denunciano sui social network gli attivisti nolani del Movimento cinque stelle. L’inciviltà, purtroppo, non arretra. Lo spiazzo più grande della città, punto di riferimento per chi arriva da fuori, luogo di ritrovo, ma anche bersaglio di delinquenti, continua ad essere uno degli sversatoi preferiti dei barbari del ventunesimo secolo. “Inciviltà dei cittadini e vigilanza totalmente assente da parte del Comune”, accusano gli attivisti locali del Movimento cinque stelle, per i quali il problema è causato anche da “un’isola ecologica poco funzionale”. I pentastellati invocano l’interessamento delle organizzazioni presenti sul territorio: “Associazioni,Comitati,Gruppi di lavoro….dove siete?”. Dal canto loro, sostengono: “Non ci stancheremo mai di denunciare la ‘vergogna’ che si vede e si vive quotidianamente in piazza d’Armi a Nola. Una piazza che dovrebbe essere il biglietto da visita per la città bruniana”.

Sant’Anastasia, anziana aggredita in casa durante una rapina

È un incubo quello vissuto nella tarda mattinata di ieri da una vedova di Sant’Anastasia. La donna, di circa 80 anni di età, si è ritrovata davanti dei rapinatori che si erano appena intrufolati nella sua abitazione. È finita in ospedale con delle ferite da taglio. Tre o quattro gli uomini a volto scoperto che si erano appena infilati in casa, in via Fusco. Forse si aspettavano di non trovare nessuno. Dentro, invece, c’era una anziana. Quando l’hanno vista, l’ hanno spintonata, facendola cadere sui frammenti del vetro della finestra che avevano appena spaccato con un bastone per introdursi in quelle quattro mura da svaligiare. Qualcuno della banda ha provato a soccorrere in qualche modo la malcapitata, mentre gli altri asportavano denaro, monili in oro e altri oggetti preziosi. I malviventi sono poi scappati via, con un bottino che si sta in queste ore stimando. Solo quando si sono allontanati, l’anziana è riuscita a contattare la figlia con cui vive, che ha provveduto ad allertare i carabinieri. Terrorizzata e con delle ferite da taglio procurate dai pezzi di vetro su cui era andata a sbattere, la povera donna è stata condotta in ospedale. Sul caso indagano ora i militari dell’Arma della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone.