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I portavoce del M5S Cirillo (Regione Campania) e Vaccaro (Comune di Volla) insieme agli attivisti in sopralluogo nelle strutture storiche abbandonate di via Lufrano.

Volla, in origine era una palude, chiamata “La Bulla”, ove giaceva un piccolo fiume, il “Fosso Reale” ed un corso di acqua sotterraneo “Il Sebeto”. La città beneficiava di terreni fertili e ricchi d’acqua, perciò contesi tra pastori e agricoltori. Anche le acque stesse erano contese, se è vero che nel luogo chiamato “casa dell’acqua” la corrente dell’acquedotto della Bolla veniva divisa in due: una parte destinata attraverso una condotta chiusa alle fontane della città, l’altra rilasciata in un canale scoperto a servizio di ben undici molini funzionanti nella palude.

L’aria della zona era in ogni caso invivibile a causa dell’infestazione di zanzare e di malaria. Ciò nonostante lungo queste paludi venivano lavorati lino e canapa. Nei secoli successivi le acque delle paludi furono sempre più utilizzate, non solo per i mulini, ma anche, ormai in epoca borbonica, per azionare i magli della Reale Ferriera e per macinare la creta. A metà ‘700 nel pieno delle paludi della nostra cittadina fu addirittura istituita una riserva di caccia della Corona, la Real riserva alla Volla, entro la quale fu edificato un elegante casino di caccia, più tardi affiancato da una bella cappella dedicata a S. Michele Arcangelo.

La settimana scorsa gli attivisti del Movimento Cinque Stelle locale, insieme al Consigliere Comunale Sergio Vaccaro e al portavoce Regionale Luigi Cirillo, membro della commissione cultura e istruzione, hanno effettuato un sopralluogo in località Lufrano, proprio nei pressi della casina borbonica e della cappella dedicata a san Michele Arcangelo. Dal dossier sviluppato e diffuso, risulta che entrambe le strutture e il territorio circostante versano in un totale stato di abbandono e degrado, le due antichissime costruzioni abbandonate in maniera desolante, e le aree circostanti attorniate da cumuli di rifiuti.

“Non è cosi che si trattano dei beni storici che potrebbero, ove valorizzati, rievocare la memoria storica dell’epoca dei Borboni e invece solo incuria da parte delle autorità che amministrano il territorio. Domani depositiamo un’interrogazione alla Giunta Regionale per capire se sono in atto interventi di valorizzazione e recupero dell’area nell’ambito del piano cultura e se intende di concerto con il comune di Volla pensare a una strategia di rilancio di un bene che potrebbe essere volano di sviluppo culturale”, ha dichiarato il Consigliere Regionale Cirillo.

Il tema sta molto a cuore ai grillini locali, che rivendicano quel briciolo di storia del paese trascurato dalle varie amministrazioni che si sono susseguite fino ad oggi.

“A Volla non abbiamo grandi patrimoni storici o storie da raccontare, e quindi vorremmo cercare di mettere alla luce quel poco che è rimasto, e lasciarlo alle future generazione” – ha spiegato Sergio Vaccaro, consigliere comunale di Volla – questo è un patrimonio per le future generazioni, questa è storia, e, quindi, si potrebbe anche cercare di creare dei percorsi scolastici, oppure un museo. Progetti che negli anni scorsi sono stati presi in considerazione e poi abbandonati. Il nostro obbiettivo è riuscire in sinergia a portarli a termine”.
In effetti sembra che le strutture siano di proprietà privata, e l’obbiettivo è quello di preservarle da un futuro che potrebbe calpestare e ignorare la loro entità.

Un leggero e debole rammento di questa storia è la testimonianza di due famiglie storiche del territorio, le quali negli scorsi anni, hanno dato via a due attività, un ristorante e un supermercato dal nome “Il Sebeto”. Lo stesso  amore per il paese di Volla che gli attivisti del Movimento 5 Stelle hanno sempre dimostrato già prima al di fuori delle istituzioni. Un faro accesso sulla aree storiche di Volla, che nonostante l’abbandono, sono comunque apparse suggestive nelle immagini del breve video ripreso dai pentastellati. Infatti si dice che fosse proprio il percorso del Fosso Reale a orientareil Re Ferdinando a cavallo per raggiungere la sua residenza di caccia. Tali notizie rendono il posto, oltre al prezioso accostamento storico, anche un luogo suggestivo affascinante e per dei versi anche romantico.

Chissà quanti sforzi, quante verità, e soprattutto quanti segreti, che hanno in qualche modo contribuito alla quotidianità, di quella che poi è diventata la storia.