Terzigno: a Patrizia Rinaldi e a Maurizio De Giovanni il premio “Figli del Vesuvio” 2017.
La manifestazione si svolgerà a Terzigno, nella Villa “Settecento”, oggi,giovedì 4 maggio, a partire dalle ore 20.00. Parteciperà all’evento il musicista Marco Zurzolo.
Le associazioni di Terzigno “ N’ata storia” e “ Di lava e di fuoco” assegnano il premio “Figli del Vesuvio” 2017 alla scrittrice Patrizia Rinaldi, vincitrice quest’anno del Premio Andersen, e allo scrittore Maurizio De Giovanni, l’autore dei romanzi da cui è stata tratta la serie televisiva “ I bastardi di Pizzofalcone”. Le Associazioni organizzatrici intendono sottolineare l’importanza del contributo che i due scrittori danno alla tutela dei valori della civiltà vesuviana. Parteciperà all’evento, che verrà presentato da Carmine Cimmino, il musicista Marco Zurzolo. Le voci narranti saranno quelle di Pasquale Ambrosio e di Federica Boragine.
Al via gli AperiViribus, i party glamour che celebrano la squadra di Somma Vesuviana
Dopo l’hashtag, tutti al Bland Café di Somma Vesuviana per aspettare i cento anni
Mercoledì 10 maggio, alle ore 19.30, presso il Bland Cafè (via Marigliano n° 76, Somma Vesuviana), avrà luogo il primo di una serie di appuntamenti dedicati ai cento anni della Viribus Unitis. In particolare, i presenti potranno diventare protagonisti dell’AperiViribus, un party glamour con artisti ed ex calciatori, organizzato in collaborazione con la testata giornalistica online ilmediano.it. La serata sarà accompagnata dalle musicalità dance di due deejay: Double M e Mauro Lanzieri Dj.
Al ritmo della buona musica, sorseggiando il proprio cocktail e spizzicando dal buffet preparato dal Bland Cafè di Somma Vesuviana, i presenti si troveranno a vivere anche un momento “amarcord”. Le modelle dell’agenzia Fashion Models di Pina Fiorucci, infatti, sfileranno con indosso le magliette che hanno fatto la storia della Viribus!
Nel corso dell’evento saranno scattate delle foto postate poi sui social con l’hashtag ufficiale #ViribusX100Anni. Per essere sempre informati sugli eventi che ruotano intorno ai cento anni della viribus seguite su FB la pagina ufficiale e l’evento!
Tariffe acqua alle stelle: istituzioni sconfitte.
Forti rincari rispetto al 2016. Gli appelli di Papa Francesco, la riforma del governo e un prossimo convegno a Palermo.
C’è poco da stare sereni, il governo prepara una riforma , ma il il costo dell’acqua al consumatore finale continua a crescere. In molte Regioni ci sono stati rincari fino al 21% rispetto all’anno precedente. Quello idrico resta il servizio pubblico che costa di più , ma anche il peggio gestito. I dati di ieri dell’organizzazione WATEC Italy non lasciano tranquilli. Nel mantra delle riforme strutturali annunciate dai governi, non si concepisce un mancato riordino per il bene primario ed essenziale.Un disegno inseguito al centro e in periferia. La sintesi viene ora ricercata dal governo, dopo discussioni e liti parlamentari , ma non è dietro l’angolo. E se la lentezza produce rincari, è una sconfitta politica. Non è tollerabile che in Puglia il costo della fornitura sia aumentato del 10% , di poco meno in Sicilia, che nelle province d Benevento e Treviso si paghi il 18% più del 2016. La battaglia per l’acqua pubblica è una bella storia italiana. Ancora più suggestiva quando esce dai confini nazionali ed è legittimata dagli appelli di Papa Francesco. Una parola determinante quella del Santo Padre che richiama alla buona volontà dell’azione verso i più deboli per qualcosa di cui non si può fare a meno. Ma l’acqua è un business e si fa fatica a cambiare visione, a trovare equilibrio economico e gestionale. Che migliaia di famiglie italiane non riescono a pagare le bollette, senza privarsi della fornitura, è un dato di fatto. Tra pochi giorni a Palermo si confronteranno esperti di tutto il mondo convocati proprio da WATEC Italy e patrocinati dalla Commissione Europea. Un evento importante che non potrà essere una passerella. Gli italiani saranno gli ospiti più interessati. Per chi segue i servizi pubblici, il convegno dovrà concentrarsi sulla ricerca di una soluzione che rimetta in sesto il sistema da cima a fondo e riaffermi la capacità delle istituzioni di assicurare l’erogazione dell’acqua a tutti a condizioni soddisfacenti. In quella sede si dovrà prendere atto che ci sono ritardi, mancati investimenti, suggestioni ideologiche, esigenze delle aziende erogatrici , ma anche sprechi , cattivi usi e distorsioni nelle forniture. Aspetti che – numeri alla mano- fanno crescere il costo dell’acqua e abbassare la speranza per un servizio efficiente . In tempi di populismo dilagante bisogna stare attenti.
Pomigliano d’Arco: olio extravergine in regalo a chi conferisce oli esausti

Nola, al via la XVII edizione del Festival Napoli Cultural Classic
Prende il via la XVII edizione del Festival Napoli Cultural Classic a cura del consiglio direttivo dell’Associazione, composto dal presidente, avv. Carmine Ardolino, e dai consiglieri Anna Bruno, Diodata Ardolino, Katiuscia Verlingieri, Elvira Franzese, Antonio Russo, Raffaele Napolitano.
L’apertura si svolgerà nella Sala dei Medaglioni del Palazzo Vescovile in Nola, via San Felice, alle ore 18.00 di venerdì 5 maggio, dedicata alla Cerimonia di premiazione dei vincitori della dodicesima edizione del Concorso Artistico Letterario Internazionale, organizzato e coordinato dal consigliere Anna Bruno, che si avvale dei prestigiosi patrocini della Diocesi di Nola e del Progetto Culturale, oltre che della collaborazione dell’associazione l’Aurora Cultura di Somma Vesuviana. Continua il gemellaggio con incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo a cura di Alfonso Bottone che, nel corso della Cerimonia, premierà un’opera edita.
Il concorso è per opere inedite; si articola complessivamente in quindici sezioni e si rivolge anche ai Giovani e agli Studenti.
A cura del consigliere, ancora una volta la pubblicazione di un’Antologia del Premio edita dalla casa editrice Iod, che dia visibilità alle opere selezionate, impreziosita dalla partecipazione straordinaria dell’artista Alfred Milot Mirashi; del fotografo Pino Galasso; del critico d’arte Vincenzo De Luca e della socia fondatrice dell’International Inner Wheel, Giliola Russo Benedetti. In Antologia, anche l’inserimento delle opere vincitrici del Concorso La Montagna che cresce organizzato per le Scuole di Somma Vesuviana dall’Aurora Cultura in collaborazione con la Napoli Cultural Classic (www.culturalclassic.it).
Un’ulteriore sezione su invito è dedicata a opere edite e vede premiati: “Balla solo per me” (Giulio Perrone editore) di Vincenza Alfano ; “Temeraria gioia” (Giuliano Ladolfi Editore) di Eleonora Rimolo” ; “Posti a sedere”( Edizioni L’Erudita) di Maggie Van Der Toorn; “Quaderni di Storia” (Fensern) di Angelo Di Mauro; “La Cena di Audrey” di Vincenzo Di Segni; “Alla zappa. Una storia di prete pedofilo” (Savarese Edizioni) a cura di Raffaele Messina; “Buio blu” (iemme edizioni) di Francesco Velonà .
La Giuria del Premio, preseduta dall’esimio professor Don Lino D’Onofrio, vede la presenza dei proff. Regina Célia Pereira da Silva, Anna Mucerino e Vincenzo De Luca; dell’ architetto Jimmy Devastato; del fotografo Pino Galasso; degli avvocati Federico De Luca e Antonio Masullo; del musicista Emanuele D’Onofrio; degli scrittori, poeti e operatori culturali: Anna Bruno, Pietro Damiano, Giuseppe Bianco e Giuseppe Vetromile.
La cerimonia sarà presentata dagli attori Gigliola De Feo e Andrea Fiorillo, con la direzione artistica del consigliere Anna Bruno. Accompagnati dalla chitarra del maestro Antonio Marotta, a declamare le opere vincitrici saranno due giovani attori: Aldo Manfredi e Vincenzo Vivenzio. La giovane Angela Pentella collaborerà nelle vesti di valletta e premiatrice.
Il festival Napoli Cultural Classic proseguirà con le serate del 13, 20 e 27 maggio 2017, dedicate rispettivamente: alla Mostra “The World” del fotografo Tito Huang (a Villa Ardolino -Nola); al cinema d’autore (a Palma Campania); e alle Eccellenze (Basiliche Paleocristiane di Cimitile).
Sui delitti di una “Napoli che recita a levare” indaga Blanca, la “fantastica” poliziotta ipovedente creata da Patrizia Rinaldi
Blanca Occhiuzzi, la sovrintendente ipovedente, rappresenta degnamente una Napoli in cui i vicoli e la luna possono anche non dire niente, e Nisida pare “appoggiata sul mare” come se dovesse andar via da un momento all’altro”. E’ la “Napoli che recita a levare”, descritta con grande originalità da Patrizia Rinaldi.
Il commissario Martusciello entra in un vicolo di Napoli. “Per lui i vicoli non avevano contenuto, erano strade strette e basta…tra i palazzi vicini si rispondevano rumori di stoviglie e musica neomelodica”. Le ragazze non esprimevano l’energia della seduzione: i tacchi alti “che non sapevano portare” lo confermavano. Poco dopo, l’ispettore Liguori, notando che il commissario osserva piazza Plebiscito, cerca di appiccare una nuova polemica: “Cosa c’è? Persino tu sei incantato dal gioco della luna, dall’amplesso neoclassico? La modernità sarà funzionale, ma in quanto a spasimi lascia molto a desiderare”. Sono due scene descritte da Patrizia Rinaldi nel “giallo” che si intitola “Blanca” dal nome della protagonista, Blanca Occhiuzzi, sovrintendente di polizia, che è “ipovedente”: “un po’ ci vedo. Ombre. Se mi concentro, anche qualcosa in più…Sono specializzata in decodificazione dei suoni. Interpreto quelli già registrati nelle intercettazioni telefoniche.”
Tutto quadra, nel coerente disegno della Rinaldi: la sovrintendente di polizia Blanca Occhiuzzi è l’interprete, in ogni senso esemplare, di una Napoli in cui i vicoli e la luna non dicono niente, in cui la verità non è nei clamori e nelle apparizioni mirabolanti di fantasmi, ma si nasconde, pronta però a rivelarsi, nei sussurri e nelle voci che svaniscono. E a Posillipo “la villa dei Marchòv brillava sotto il temporale improvviso, da tropici. La piscina riceveva l’acqua di fango che scivolava nel cloro e nel blu”. Anche la Napoli che Nicola Pugliese ha descritto sotto la pioggia interminabile, metafisica, di “Malacqua”, è una città che “recita a levare”.
Perché ci sono due Napoli: una “recita a mettere”: è la Napoli del barocco che tracima, degli stereotipi impastati con la luce, con le lacrime, anche con i sospiri, che abbiano però un timbro tenorile; l’altra è la “Napoli che recita a levare”, che è un esercizio di stile non meno difficile e complesso, anche perché il lessico essenziale e la sintassi scarna non chiamano immediatamente l’applauso. Ovviamente la recita “a levare” è anche essa una maniera, e il suo Maestro è stato Viviani: penso al Viviani dell’atto unico “La musica dei ciechi”: nella luce del Borgo Marinari cinque suonatori, tutti ciechi e tutti dignitosamente miserabili, suonano per i passanti musiche di vario genere, anche di Franz Lehar, mentre Don Alfonso, che fa da accompagnatore e da impresario – a lui funziona un solo occhio – tende il piattino degli oboli ai passanti generosi. Anche la Napoli che “recita a levare” è bella, di una bellezza minacciata dal disfacimento: “Napoli restava una sirena in età, bellissima, aggrappata con i denti all’amo d’argento, mentre i pirati le sezionano la coda ancora viva, lucente di squame e di sangue”.
In questo passo di “Tre, numero imperfetto” c’è, forse, la chiave dello stile di Patrizia Rinaldi: l’aggettivo “lucente” indica i segni che distinguono la “recita a levare” raccontata dalla scrittrice da altre recite ispirate dalla stessa maniera. Queste recite corrono un rischio, di scivolare nell’ombra, di cospargersi di grigio, di colori smorzati, di quei toni di terra che sono così frequenti nelle pagine del libro della Ortese “Il mare non bagna Napoli”. La Rinaldi sfugge al pericolo grazie al finissimo senso della coerenza narrativa: resistendo al fascino dei periodi ampi e lenti come fiumi dalla torpida corrente ella costruisce sistemi con frasi brevi e con rapidi dialoghi, e contemporaneamente, evita la piattezza e la banalità di una cronaca da giornale accendendo qua e là i lumi delle metafore e delle similitudini: così faceva Luigi Crisconio nei suoi paesaggi, “trafitti” da bagliori che scaturivano dall’interno dei luoghi e delle pietre.
“Il dottor Carmine Grimaldi accolse Malanò come una spina in trachea”, non piaceva al Grimaldi la “mano che tornava a tastare la pistola come fosse seno di donna”, non gli piacevano le parole: “uscivano dalla bocca di Malanò come il vestito della festa rotto. Gli strappi mostravano fodere consumate e sporche”. Questo gioco di colpi di luce, improvvisi e imprevedibili, viene condotto dalla Rinaldi sulle persone, sulle cose, sui luoghi. “Nisida era bella e basta. Appoggiata sul mare come se dovesse andar via da un momento all’altro per questioni di superiorità rispetto agli sfregi circostanti”. C’è in questa tecnica la traccia di un sentire “barocco”: ma è un “barocco” smorzato, sornione, in cui, alla fine, le ragioni dei suoni e delle ombre vincono, quasi sempre, su quelle dei colori.
Somma Vesuviana, lettera al direttore: «Ma questi candidati ce l’hanno uno straccio di programma?»
Un lettore affida ad una lettera (firmata, ma troverete in calce solo le iniziali) le sue perplessità e «fa le pulci» ai candidati ufficiali e non paragonandoli a personaggi letterari o dei fumetti: da D’Artagnan a Basettoni, da La Cosa a Mister Fantastic….da gatto Silvestro fino al contemporaneo scrittore Saviano.
Di seguito, il testo
Caro direttore del Mediano,
a giugno andremo a votare un’altra volta e ho deciso di scrivere al suo giornale sperando che qualcuno, con commenti o interventi conseguenti alla mia lettera, possa in qualche modo illuminarmi e aiutarmi a fare ordine nella confusione che mi sta assalendo. Sta assalendo me come tanti altri, in verità, e non ci aiutano i commenti e le “novità” che possiamo apprendere da Facebook. Mi presento, io sono un commerciante con un’attività a Somma Vesuviana e che pure con qualche difficoltà non si può lamentare, riesco insomma a portare avanti la famiglia. Mia moglie insegna e abbiamo due bambini. Ora si chiederà perché, pure non avendo problemi particolari, sto scrivendo questa lettera e perciò vengo subito al punto. Una famiglia come la mia potrebbe stare bene, aspettare e ricevere, con un sorriso e un caffè, i candidati che fra qualche settimana inizieranno a bussare alla mia porta o a farmi visita in negozio, però sento un peso sullo stomaco che non va né su né giù. Sono molti anni che viviamo a Somma, tanti candidati che poi sono stati eletti sono passati da me, io non gli ho chiesto lavoro, non gli ho chiesto di togliermi una multa, non gli ho chiesto di non farmi pagare le tasse. Gli ho chiesto invece di pensare al nostro paese come se fossero bambini e cercassero un posto dove giocare, una zona verde dove camminare, uno spazio dove correre, delle strade sempre pulite e forse pure qualcosa che, spostandosi da qui per andare in viaggio o in vacanza, faccia essere orgogliosi di Somma Vesuviana. C’è la villa augustea, ci sono belle chiese, c’è il castello di Totò ma poi, scavando scavando, è come se non ci fossero perché nessuno di quelli che ha messo piede sul Comune ha saputo farne tesoro. Io leggo spesso i resoconti del suo giornale ma francamente non ho ancora nemmeno capito chi saranno i candidati e quanti saranno perché, come le dicevo all’inizio di questa lettera, in me regna la confusione. Sono certo che tra di loro ci sarà il dottore Allocca e già lo si vede molto spesso in giro, conoscevo il padre e sinceramente non so se gli assomiglia però è simpatico, se dovessi paragonarlo a un personaggio del cinema mi farebbe pensare a D’Artagnan, il moschettiere. Non l’ho ancora sentito parlare, non so se basterà essere, come il suo giornale lo ha definito, “figlio d’arte”. Un altro che forse verrà a chiedermi il voto è Pasquale Piccolo, persona per bene a quanto so, ma credo che gli abitanti di Somma vorrebbero sapere, prima di andare di nuovo a votare per lui, cosa pensa ci sarà di diverso questa volta. La sensazione che avverto in giro è che un sindaco deve sapere tenere a bada chi lo circonda e vorrei proprio sapere come pensa di fare questa volta. Lui, se dovessi paragonarlo a un personaggio di fantasia, mi fa venire in mente Basettoni, il commissario di polizia che aveva sempre bisogno di Topolino per risolvere i casi. Mia moglie, non è colpa mia, dice che voterà per i 5 stelle e che il candidato sindaco, lo stesso dell’altra volta, le ispira fiducia. Io non lo conosco però so che è un avvocato e che dalle fotografie mi ricorda Roberto Saviano. Se ho capito bene ci sono in ballo altri nomi, anche del candidato del Pd, un medico che ho visto in foto sul suo giornale, non so nulla se non che è anche lui alla prima esperienza e che, se devo continuare il gioco che sto facendo da qualche giorno con il mio figlio più grande, più per piacere mio che suo, il dottore Bianco mi ricorda Gatto Silvestro. Gli altri due nomi che ho sentito mi fanno pensare a due del team dei Fantastici 4, se li ricorda? Il finanziere Salvatore Di Sarno, che si dice ha adesso pure dei consiglieri uscenti con lui che prima stavano da un’altra parte, sembra buono e grosso come La Cosa, l’altro Salvatore, il Rianna che passa più tempo a Ottaviano, mi fa venire in mente Mister Fantastic. Mi scusi, direttore, di questo gioco che spero può strappare un sorriso a lei e ai suoi lettori e che non so se vorrà pubblicare, nel caso ne sarò contento. Tornando seri, spero che presto sia più chiara la situazione, che si capirà presto chi sta davvero con chi e chi no, se ognuno di questi candidati sta pensando solo alla corsa o ha uno straccio di programma politico. Mentre aspetto, resto disorientato e più che mai indeciso perché mi guardo in giro e vedo capannelli dentro e fuori i bar e negli angoli strategici della piazza. Le sedi dei partiti, mi sembra di capire, servono a poco o nulla, siamo in un caos e quello che mi fa salire un brivido alla schiena è notare come ci si guarda intorno guardinghi anche mentre si stringe una mano. Spero finisca presto e per Somma anche bene.
Suo,
G.S.
Sant’Anastasia, il Presepe Vivente dei Giocondi rappresentato in Terra Santa
Questa sera (mercoledì 3 maggio) alle 20,30, ai Giardini di Villa Giulia di Madonna dell’Arco, Luigi De Simone accoglierà esponenti dell’Ente per il Turismo Israeliano e tour operator di «Cortes travel supplier», nella manifestazione «Israele: non per noi soli questa casa…», per dare l’annuncio ufficiale dell’evento: il Presepe che nel 2017 festeggerà il trentasettesimo compleanno sarà rappresentato, nella prima settimana del 2018, a Nazareth, dove l’Arcangelo Gabriele annunciò a Maria la nascita del Salvatore, e a Betlemme dove secondo la tradizione cristiana sarebbe nato Gesù.
È tra gli eventi più importanti del vesuviano, la rappresentazione che si tiene nel borgo antico di Sant’Anastasia ogni anno, la notte di Natale, e che poi viene «esportata» in altre città campane fino all’Epifania: è il «Presepe Vivente» della compagnia «I Giocondi» e a Natale 2017 sarà la sua trentasettesima edizione. Ebbene, per quest’anno, tutto tornerà alle origini con un’opportunità che è allo stesso tempo emozionante e foriera di scambi culturali: I Giocondi e il loro regista, Luigi De Simone, una volta messo in scena il Presepe Vivente a Sant’Anastasia – tramutando ancora il borgo nella Greccio vesuviana – voleranno alla volta della Terra Santa per rappresentare i suggestivi «quadri» che evocano episodi biblici e Natività proprio laddove tutto è cominciato. Partiranno il 2 gennaio del 2018 e il giorno successivo potranno già presentare la scena dell’Annunciazione a Nazareth, mentre il 5 gennaio saranno a Betlemme.
Un evento che sarà annunciato in maniera ufficiale questa sera alle 20,30 con la manifestazione «Israele: non per noi soli questa casa…» che si terrà ai Giardini di Villa Giulia di Madonna dell’Arco dove Luigi De Simone, medico psichiatra, scrittore, sceneggiatore e regista, accoglierà esponenti dell’Ente per il Turismo israeliano e della «Cortes travel supplier» sulle note dell’Hatikva, l’inno nazionale di Israele. «L’invito- spiega De Simone – è arrivato da William Shomali, vescovo ausiliare di Gerusalemme, sapendo che ormai da 36 anni la nostra associazione coinvolge famiglie e cittadinanza nella evocazione storico teatrale del Presepe Vivente». Ora bisognerà pensare alle nuove scene, alle novità che De Simone introduce ogni anno e che stavolta dovranno essere rappresentate in Terra Santa e che anno dopo anno riescono ancora a stupire: dall’integrazione della comunità rumena nel 2015, fino alla provocazione di «Nasce ancora?» lo scorso Natale. Al regista dei Giocondi è stato dedicato un «pastore» con le sue fattezze dal maestro dei presepi Ferrigno, mentre al Presepe sono ispirati due volumi: «Il Presepe Vesuviano» di Dora Celeste Amato e «Quanno nascette Ninno» di Luigi De Simone e Salvatore Giordano.


