Dove è sprofondata la Fiorentina, dove è salito il Napoli. Ma ora bisogna crescere ancora

Lo scorso campionato i viola sembravano temibilissimi, sabato sono stati umiliati Dopo aver collezionato due vittorie a Roma (contro Lazio e Roma) e due a Milano (contro Inter e Milan), oltre a una serie di altre imprese calcistiche e tecniche di rilievo, per i tifosi del Napoli aver umiliato la Fiorentina con quattro reti che potevano essere pure sei deve essere sembrato un giochetto facile facile. Eppure appena un anno fa e mezzo fa, a inizio campionato 2015 – 16, con la Juventus in difficoltà, proprio i viola erano quelli che si giocavano il primato con gli azzurri, Kalinic era il bomber da paragonare ad Higuain e Paolo Sousa l’allenatore rivelazione che più bravo non si può. Oggi uno è un discreto attaccante e l’altro dovrebbe andare via con mestizia sua e gran sollievo dei tifosi gigliati. E non andrà alla sua amata Juventus, a quanto pare. Il Napoli e Sarri, invece, restano lì, ai vertici del campionato: terzi e non secondi, d’accordo, ma consapevoli di aver costruito una squadra solida, che gioca bene e diverte e che ha superato in maniera brillante la cessione del Pipita, oltre che una serie di altre difficoltà arrivate durante la stagione (l’infortunio di Milik, quello di Albiol, il mese di buio prima che Mertens ingranasse la marcia). La soddisfazione sta tutta qui, nei passi avanti compiuti dagli azzurri mentre altri facevano retromarcia (e non c’è solo la Fiorentina: ricordiamoci che l’Inter è fuori dall’Europa mentre l’anno scorso arrivò quarta). Il piccolo, ulteriore passo sarebbe quello che porta allo scudetto: non tanto a vincerlo, ma almeno a lottare fino alla fine per cercare di agguantarlo. Bisognerebbe non vendere nessuno, mantenere intatta la magia del più bel gioco d’Europa, secondo solo a certe sessioni di playstation e fare qui e là qualche aggiusto (più rincalzi che titolari): la strada che vuole prendere la società sembra proprio essere questa, i tifosi lo sperano. Intanto, vale ancora la pena aspettare l’anno prossimo. Ed è già una bella notizia

Ottaviano: Massimo Enrico Milone, Direttore di “Rai Vaticano”, incontra gli studenti del Liceo “A.Diaz”

Venerdì, 19 maggio, nell’aula magna del Liceo “Armando Diaz” di Ottaviano, gli studenti hanno incontrato e intervistato il direttore di Rai Vaticano Massimo Enrico Milone. Al centro dell’incontro, il libro di Milone “Dal Sud per l’Italia”. L’incontro era stato programmato, nell’ambito del Campania Felix-Festival della Letteratura per ragazzi e giovani, promosso dalla Fondazione Premio Cimitile, unitamente a “Obiettivo Terzo Millennio” e al Comune di Nola, tra gli eventi che, nei giorni 18-19-20 maggio, hanno coinvolto le scuole del territorio, primarie e secondarie, in una felice interazione con opere artistiche e letterarie e con i loro autori. La partecipazione degli studenti alla giuria incaricata di valutare e di premiare un romanzo per ragazzi, gli atelier creativi predisposti nella città di Nola in punti di particolare interesse storico e l’approfondimento di testi in varie scuole del territorio hanno costituito un dinamico percorso formativo, il cui obiettivo era quello di far sì che i ragazzi riflettessero su importanti valori culturali. La tappa mattutina del 19, svolta presso il Liceo Diaz, è stata la conclusione di un iter articolato, predisposto dal Dirigente scolastico e dai docenti, fatto di lettura, di confronto e infine di dialogo con l’autore, Massimo Enrico Milone, direttore di Rai Vaticano, sull’ultimo suo libro: Dal Sud per L’Italia. La Chiesa di Papa Francesco, i cattolici, la società, edito da Guida. Ha moderato l’incontro la prof.ssa Rita Aprile, docente di Lettere del Liceo, che, dopo aver presentato l’autore, lo ha “esposto” al fuoco di fila delle domande dei giornalisti “in erba” del Liceo, impegnati in percorsi di alternanza Scuola-Lavoro presso Agenzie legate al giornalismo e all’editoria. Le origini napoletane, gli studi liceali e universitari, la carriera, i personaggi intervistati, le vicende della Campania al tempo in cui il dott. Milone dirigeva la Rai Campania: non c’è una vicenda della vita dell’intervistato che non abbia sollecitato l’attenzione dei giovani, desiderosi di apprendere da un Maestro come “fare” e soprattutto come “essere”. Da parte sua, il Direttore non si è sottratto ad alcuna domanda: anzi, la ricchezza della testimonianza e il racconto di alcuni fatti particolari, legati alle tragedie di cronaca napoletana, hanno colpito i ragazzi per la passione, per la chiarezza e per la sensibilità che segnavano le parole del narratore. La prof.ssa Aprile ha poi condotto la conversazione sul libro “Dal Sud per l’Italia”, orientando abilmente la trama del dialogo tra autore e studenti, mettendo a fuoco i momenti più espressivi del testo, quali il problema del Mezzogiorno d’Italia e del mondo, e il ruolo delle istituzioni – famiglia, scuola, politica, Chiesa- nella costruzione di un futuro di rinascita e di progetti concreti, lontani da logiche individualistiche, tesi piuttosto allo sviluppo solidale e al bene comune. Significativo è risultato il confronto sul “cuore” stesso del libro: l’istanza di una “riforma morale”, che coinvolga tutto l’uomo, in ogni sua dimensione, e tutti gli uomini, quale che sia il loro ruolo. La prof.ssa Aprile ha sollecitato abilmente gli studenti a rivolgere le loro domande, frutto di approfondite riflessioni sulle pagine del libro, che essi hanno trovato di notevole interesse. Essi hanno chiesto al Direttore Milone di chiarire il suo punto di vista sul potenziale del Mezzogiorno, sulle cause della disuguaglianza, sul ruolo dei cattolici nella società, sulle possibilità di ricostruzione di un’identità meridionale, sulle scuole di formazione politica, sul contributo dell’Europa allo sviluppo: le risposte, di ampio respiro, lucide ed appassionate non hanno mai lasciato dubbi negli ascoltatori. La limpidezza espositiva, la sapienza argomentativa e le certezze del Direttore Milone hanno conquistato l’attenzione e l’ammirazione degli studenti intervistatori e ascoltatori: cruciale è stato il passaggio in cui il dott. Milone ha affermato, con serena enfasi, che la parola “chiave” è “responsabilità”: la “responsabilità” come antidoto alla rassegnazione, all’ immobilismo , all’egoismo utilitaristico, la “responsabilità” come fiducia assoluta nella capacità dei giovani di credere nei valori e di costruire su di essi un mondo nuovo. Rispettando il senso dell’ultima parte del dialogo, la dott.ssa Aprile concludeva l’incontro ricordando le parole che Papa Francesco, in visita a Napoli il 21 marzo 2015, rivolse al popolo partenopeo riunito in Piazza Plebiscito : “Oggi comincia la primavera e la primavera porta speranza. La speranza per il Sud e per l’Italia sono i nostri giovani”.  

Napoli, maxi sequestro di farmaci venduti per strada

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La merce era stata esposta, per poi essere venduta, ad alcuni cittadini dell’Est Europa. Ben 432 scatole di medicinali nonché 1.750 tra compresse e pillole sfuse con fustelle in lingua cirillica e 367 confezioni contenenti astucci, creme ed altro di probabile utilizzo cosmetico sono state sequestrate dagli agenti della polizia municipale lungo le strade adiacenti piazza Garibaldi, a Napoli. La merce era stata esposta, per poi essere venduta, ad alcuni cittadini dell’Est Europa. I prodotti erano prevalentemente destinati al consumo da parte di cittadini stranieri. Ai venditori sono state comminate sanzioni amministrativi per 20.000 euro mentre un cittadino bulgaro è stato denunciato per commercio di medicinali guasti o imperfetti.

Sant’Anastasia, in piazza per la prevenzione delle malattie oculari

La giornata di prevenzione è promossa dalla Rappresentanza dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Sant’Anastasia; le visite si effettueranno all’interno del camper Uici con medico specializzato. Ama la tua vista!!!. Sabato 27 maggio 2017 dalle ore 9,00 alle ore 13 presso Piazza Siano a Sant’Anastasia, si terranno test visivi GRATUITI per la prevenzione di alcune malattie oculari. La giornata di prevenzione è promossa dalla Rappresentanza dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Sant’Anastasia; le visite si effettueranno all’interno del camper Uici con medico specializzato. Prevenzione e diagnosi precoce sono fondamentali soprattutto per alcune malattie oculari, come glaucoma o maculopatia, per le quali le possibilità di trattamento sono limitate. Vi aspettiamo!

Somma Vesuviana, la posizione di Salvatore Di Sarno: “Si faccia chiarezza, ma siamo contrari al rinvio delle elezioni”

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Salvatore Di Sarno, candidato alla carica di sindaco a Somma Vesuviana, sostenuto dalle liste Svolta Popolare, Verdi, Partito Socialista Italiano, Udc, Siamo Sommesi e Liberamente esprime la sua posizione rispetto alle ultime vicende politiche ed elettorali verificatesi in città “Somma Vesuviana è sicuramente scossa da questi gravi avvenimenti e noi siamo i primi ad invitare l’autorità giudiziaria e le istituzioni a fare luce su quanto è accaduto. Vorrei però che sia chiaro che gli elementi dei quali si discute in queste ore sono due: per il bene della città essi vanno scissi e non confusi. Da un lato, c’è la rinuncia del Pd a presentare la propria lista o comunque a comporre una coalizione. Tale rinuncia nasce anche a causa di una spaccatura al loro interno, che a Somma Vesuviana va avanti da molto. Un partito nazionale, di ispirazione popolare, proprio in nome della legalità, dinanzi a intimidazioni e pressioni, va avanti con compattezza e alza con forza la propria bandiera. Se il Pd non lo ha fatto deve assumersi le proprie responsabilità e trarne le dovute conseguenze. Ben diversa è, invece, la questione delle denunce formalmente presentate, rispetto alle quali vanno fatti i dovuti accertamenti dagli organi competenti. E, tuttavia, è proprio nel rispetto del lavoro della magistratura e delle istituzioni che le elezioni non possono venire meno. Esse rappresentano un momento di democrazia, oltre che di rispetto per la dignità dei cittadini sommesi. Rappresentano la difesa di un territorio che mai ha prestato il fianco a forzature di qualsiasi genere, nonostante le difficoltà. Tutte le liste a sostegno della mia candidatura a sindaco prendono le distanze dalle strumentalizzazioni e ribadiscono la loro fiducia nei confronti della magistratura. Diamo ai cittadini la libertà di scelta, senza rinunciare alla legalità”. QUESTA SERA ALLE 19, AL PARCO DEGLI AROMI DI SOMMA VESUVIANA, DI SARNO APRIRA’ LA CAMPAGNA ELETTORALE

Letteratura/ «Balzac e la piccola sarta cinese», un tripudio alla potenza dei libri

Una nuova rubrica per ilmediano.it, un personale diario di lettura al quale gli appassionati bibliofili potranno attingere a piene mani. Per il debutto, la neo collaboratrice che entra a far parte della famiglia del nostro magazine online ha scelto un piccolo gioiello di Dai Sijie dove la vicenda narrata, che individua i libri come strumento di riscatto sociale, si intreccia con la stessa biografia dell’autore: siamo nella Cina Rossa e Dai Sijie viene mandato in un campo di rieducazione. Solo alla morte di Mao conquista la libertà, anche quella di iscriversi all’Università e trasferirsi a Parigi, divenuta poi sua città di adozione. Alba lo ha letto per noi, per voi. Ne noto la copertina, mi colpisce. Lo prendo, considero che è piuttosto modesto (per una mia personale paranoia da lettrice non amo i romanzi brevi perché ho sempre la sensazione che non ti diano il tempo di affezionarti ai personaggi) e sto per riporlo sullo scaffale quando quel grazioso volto in copertina mi attira definitivamente e lo acquisto. Scritto da Dai Sijie, scrittore e regista cinese, il romanzo è ambientato in un periodo storico importante: l’ascesa al potere del dittatore comunista Mao Zedong che pone in essere un programma di rieducazione in cui sono coinvolti i due ragazzi, «sporchi borghesi», protagonisti della storia. La Cina rossa. Un romanzo che lascia la sensazione di un tuffo poiché, nella sua brevità, ti fa toccare il fondo, il senso. Se dovessi dargli una collocazione, lo porrei nell’insieme di quei libri che un vero amante della letteratura non può non aver scoperto perché rappresenta un tripudio alla potenza dei libri, la dimostrazione che un Balzac possa cambiare definitivamente l’esistenza di chi, anche se «poco civilizzato», ha tanta smania di conoscere. Saranno infatti la magia della lettura, la forza delle parole a stravolgere la vita della piccola e bellissima sarta cinese, figura dalla sublime femminile delicatezza, dal potenziale infinito. Il racconto si apre e chiude con la descrizione di un’azione contro i libri: la proibizione di tutti i libri occidentali da parte del dittatore comunista, da sempre chiaro ed inequivoco segno che, se si vuole sottomettere un popolo, lo si deve privare innanzitutto del libero arbitrio, della capacità di pensiero, di scelta, ergo della cultura e alla fine un rogo di libri, immagine che spinse Bernardo Valli a definire questo romanzo una vera tragedia. Non amo riassumere le trame dei libri, mi piacerebbe accattivare il lettore con una frase da me sottolineata (altra paranoia da lettrice ma ditemi se anche voi non lo avete mai fatto!): «Rimanemmo abbagliati. Io avevo l’impressione di venir meno, ero come in preda all’abbrezza. Tirai fuori i libri dalla valigia a uno a uno, li aprii, contemplai i ritratti degli autori, e li passai a Luo. Mi sembrava, a toccarli con la punta delle dita, che le mie mani, diventate pallide, fossero in contatto con delle vite umane». «Balzac e la piccola sarta cinese» è il romanzo di esordio dello scrittore Dai Sijie, edito nel 2005, vince nel 2015 il premio Giuseppe Acerbi.

Somma Vesuviana. Festa della Tammorra : autorizzazione e revoca nelle stesso giorno

Ieri pomeriggio i carabinieri e la polizia municipale hanno notificato agli organizzatori la revoca dell’autorizzazione a fare la festa in via Costantinopoli. Momenti di protesta e di tensione e poi la decisione di di ballare comunque.    Non è la prima volta che da Palazzo Torino si rilascia un’autorizzazione  a procedere  e poi , a distanza di poco, arriva la revoca della stessa. E’ quanto è successo per la tradizionale festa della tammorra , che  da anni porta a Somma Vesuviana artisti e gruppi folk da ogni dove. Ma andiamo con ordine. La festa della tammorra  per diversi anni si è fatta nella piazza principale, piazza Vittorio Emanuele III,  poi nacquero problemi sulla sicurezza e la viabilità e così la si dirottò verso Piazza Europa, dove però lo spazio era poco rispetto ai numerosi gruppi che si esibivano. E così si pensò allo spazio “La Villetta”, proprio dietro Palazzo Torino, ma anche lì lo spazio  era limitato. Per un paio d’anni gli organizzatori, viste le difficoltà ad ottenere permessi al centro della città, si sono spostati in uno spazio agricolo privato in via San Sossio,  dove però si ballava a difficoltà a causa della polvere. In ogni caso e difficoltà, la festa è stata sempre un successo giacchè ha portato sempre centinaia di appassionati e di gruppi di fuori regione. Quest’anno gli organizzatori hanno pensato di inserire la festa nel piano di riqualificazione della vecchia chiesa, sconsacrata da anni e lasciata  al degrado e all’abbandono d anni,  di via Costantinopoli a Rione Trieste. L’intento era di sfruttare lo spazio adiacente alla chiesa e , soprattutto, il campetto sportivo che  ad oggi è solo luogo di vandalismo di adolescenti inquieti. Pubblico ma incustodito e senza sorveglianza, il campetto è stato più volte vandalizzato  ed è luogo di schiamazzi e di baldoria di alcuni ragazzi del posto. Scelto il luogo e stabilita la data, 20 e 21 maggio,  l’accademia Vesuviana di Tradizione Etnostoriche avvia l’iter per ottenere regolare autorizzazione. Il primo passo è la  richiesta allo sportello unico per le attività produttive ( Suap), poi alla responsabile del P.O. n 4 Monica D’Amore che , ottenuto anche  il parere favorevole del comando  di polizia municipale, scrive: “visto che l’evento ha carattere culturale ed è inteso a promuovere le antiche tradizioni, visto che la manifestazione non prevede occupazione di suolo pubblico con allestimenti vari e   si basa sulla partecipazione popolare  e sui su ritmi e voci  prodotti senza impianti amplificativi,  autorizza l’associazione Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche a dare corso a tammurriate spontanee presso gli spazi richiesti“. Ottenute le necessarie autorizzazioni, gli organizzatori avviano il lavori di allestimento. E’ Pino Iove, vera anima della festa, che con la la passione di sempre si è occupato per due giorni  di realizzare e  sistemare le centinaia di bandierine colorate nello spazio che doveva accogliere il popolo della tammmorra. Alle 15,30, a poche ore dall’inizio della festa, arriva però la revoca  “Un mero errore materiale.….” si legge nel secondo parere del Comando Polizia Municipale, che invita la responsabile del P.O. n 4 all’immediata revoca dell’autorizzazione per “concrete problematiche in ordine alla viabilità…… per pericolosità in tema di sicurezza stradale”. Ma ormai la festa è avviata e, nonostante l’intervento della polizia municipale e dei carabinieri, gli organizzatori decidono di dare il via alla festa. “In questo campetto – spiega amareggiato Pino Iove- tutti i giorni e a tutte le ore ci sono ragazzi che schiamazzano, sfregiano gli spazi, giocano a pallone e nessuno bada al pericolo del muro di cinta, dei binari vicini. Tutto questo lo si nota ora che noi vogliamo dare il via  qui a libere esibizioni  e a tammurriate? Cosa dovrei dire ai tanti gruppi folk che stanno arrivando? Stasera noi balliamo e andiamo avanti. Poi, si vedrà”. E’così è stato.  Anche se in poco spazio, la tammorra ha suonato. Liberamente…  

Somma Vesuviana, il Pd si stringe intorno ai militanti e al segretario: domani delegazione dal Prefetto

Domani (lunedì 22 maggio) delegazione dem dal prefetto Pagano per chiedere il rinvio della tornata elettorale fissata per domenica 11 giugno. Alle 16 il segretario cittadino Giuseppe Auriemma sarà accompagnato dall’eurodeputato Andrea Cozzolino, dalla segretaria regionale Assunta Tartaglione, dal deputato e componente della commissione Antimafia Massimiliano Manfredi e  da Venanzio Carpentieri, segretario provinciale dem nonché candidato sindaco a Melito. Piazza Vittorio Emanuele III, la tranquillità del sabato mattina e le strade più libere del solito. Sono le 10, 30 e la sezione del Pd intitolata a Rosanna Cimmino è aperta. Nella chiesetta di fronte sta per celebrarsi una qualche cerimonia e il gruppo di invitati vestiti a festa chiacchiera, in attesa. La sede dei democratici è invece semideserta, nonostante sia stata convocata per quell’ora una conferenza stampa con uno scarno comunicato inviato il giorno precedente a firma di Peppe Auriemma, il segretario cittadino. Si potrebbe pensare di aver sbagliato ora, magari giorno. Invece no, nella sede del Pd dedicata alla Cimmino – sociologa e attivista sommese troppo presto scomparsa – è tutto pronto, nonostante vi siano, nella saletta arredata con un tavolo coperto dalla bandiera di partito, poche sedie e meno di dieci persone. Dietro la larga scrivania sono seduti il segretario Auriemma e Gianni Piccolo, iscritto e militante di partito, sullo sfondo i manifesti con il logo Pd, il volto sorridente dell’ex premier Renzi e lo slogan «L’Italia sta cambiando verso». La telecamera di un’emittente locale, la sola presente, è puntata sul volto del segretario a raccoglierne le parole. Alle 10, 40 Auriemma dà il via alla conferenza, in una solitudine che è quasi rumore assordante. Nel Pd di Somma, dopo il clamore degli ultimi giorni, le veline, le note stampa dei deputati e dei dirigenti di partito, solo il segretario ed un iscritto a parlare. Non ci sono parlamentari, non ci sono dirigenti, non vi è alcuno tra coloro che in vari modi hanno espresso solidarietà. Solidarietà per il ritiro del candidato individuato dalla coalizione rimasta solo virtuale tra Pd e Somma al Centro, Peppe Bianco. Per la decisione di non presentare la lista. Solidarietà per l’allarme di mancata agibilità democratica, per le ventilate pressioni, per la denuncia alfine sporta da Peppe Bianco l’11 maggio scorso e che parla di lettere anonime, di minacce vergate da mano ignota, di intimidazioni. Ma tolte le note solidali, nella sede del Pd non c’è nessuno, o quasi. Una scelta, evidentemente. Eppure l’occasione e le circostanze richiederebbero una prova di forza, di unità, di rivendicazione di una scelta singolare benché legittima come quella di non partecipare alle amministrative di domenica 11 giugno. Auriemma presentava ieri mattina una lettera che domani dovrebbe già essere nelle mani del prefetto di Napoli, Carmela Pagano: la richiesta di rinvio delle elezioni comunali di Somma Vesuviana con in calce la firma del segretario di partito. La missiva parla di «una serie di atti diretti a coartare la volontà del candidato sindaco Bianco e che lo hanno portato al ritiro». Di atti compiuti a danno di alcuni candidati consiglieri di una lista civica collegata – Somma al Centro- che ne hanno determinato il ritiro. «Atti all’esame della magistratura», precisa il documento. Quale precedente, Auriemma cita il rinvio delle elezioni comunali di San Giuseppe Vesuviano ma in quel caso si trattava di circostanze che seguivano lo scioglimento per infiltrazioni mafiose a pochi giorni dal voto e, secondo le norme, il rinvio delle elezioni può essere disposto per soli casi di forza maggiore. «Ed è il nostro caso- insiste Auriemma – un costringimento psichico nei casi che hanno portato sia il nostro candidato sindaco, sia alcuni aspiranti consiglieri a ritirarsi».
Francesco Emilio Borrelli
Lo scenario da campagna elettorale di Somma Vesuviana non è certo sereno e martedì arriverà in città il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, intenzionato a raccogliere tutte le denunce e le segnalazioni di irregolarità o condizionamenti. E ieri mattina in una conferenza stampa semideserta Auriemma, insieme all’iscritto e militante Gianni Piccolo, dice che il partito è in assemblea permanente già dal giorno in cui la dolorosa scelta, «necessaria» aggiunge il segretario dem, è stata fatta: niente lista. «Un segnale straordinario, una denuncia, una desistenza perché emerga quello che tutti sanno e nessuno dice». Non lo dice, del resto, nemmeno il Pd.  «Io so, ma non ho le prove», dice appunto il militante Gianni Piccolo citando uno scritto di Pasolini degli anni ’70. «Quello che tutti sanno e nessuno denuncia» – rilancia il segretario Auriemma che, qualunque sia la scelta della prefettura, intende chiedere al commissario straordinario attualmente alla guida di Somma Vesuviana, Carolina Iovino, i modi e i tempi per poter mettere in piedi una mobilitazione dem. «Non possiamo usufruire degli spazi elettorali – prosegue Auriemma – ma dobbiamo capire in che forma mobilitare la nostra gente». «Tutti sanno e nessuno denuncia». Prova a spiegare, Gianni Piccolo: «L’equazione è nota, nel corso degli ultimi dieci anni sono stati consegnati in campagna elettorale elettrodomestici, telefoni cellulari, sono stati promessi e dati posti di lavoro, si sono verificate ingerenze sugli appalti. Il nostro dovere è parlare, non tacere, abbiamo già soprasseduto per tanto tempo lasciando che il centrodestra si impossessasse della macchina comunale: cinque volte al voto in dieci anni». E gli elettori del Pd che, se le elezioni si terranno come da copione, non troveranno sulla scheda elettorale il simbolo in cui si riconoscono? «Sarà oggetto di discussione dei prossimi giorni nell’assemblea di partito – dice Auriemma – spero che a quel punto, una volta scelta la strada da comunicare al nostro popolo, ci sia almeno concesso di affiggere manifesti negli spazi appositi della città».
Andrea Cozzolino
Massimiliano Manfredi
Questo era lo scenario ieri mattina, ma si trattava forse appunto di una scelta: tenere la conferenza stampa quasi in un clima di riserbo (pur se parlare di riserbo se si convocano i media è contraddizione elevata alla massima potenza) , senza estendere gli inviti a dirigenti sovracomunali e deputati. Però passano alcune ore – era ancora ieri (sabato 20 maggio) – e le cose si mettono diversamente. Auriemma aveva detto al mattino che la lettera al prefetto sarebbe stata inviata il giorno stesso via posta certificata (pec) e che, se la dottoressa Carmela Pagano avesse voluto vederlo di persona, si sarebbe reso immediatamente disponibile.  Invece…è già ormai pomeriggio quando a Somma Vesuviana arriva l’eurodeputato Andrea Cozzolino, accolto da Gino Cimmino. Si trattiene con i militanti e più tardi rilascia una dichiarazione: «Non possiamo fingere che quanto accaduto a Somma Vesuviana sia meno che un fatto enorme – dice Cozzolino – che non ci siano stati pesanti condizionamenti nella presentazione delle liste». E prosegue, Cozzolino: «Se a giugno Somma andasse al voto, sarebbe la prima volta che una forza politica di rilevanza nazionale non sarà rappresentata, nella competizione e in consiglio comunale, anche gli altri partiti dovrebbero adeguatamente riflettere».
Assunta Tartaglione
Venanzio Carpentieri
Nel frattempo Assunta Tartaglione, segretario regionale del Pd, dettava alle agenzie stampa: «Dalle notizie degli ultimi giorni sul comune di Somma Vesuviana emerge un quadro inquietante, reso ancora più preoccupante dalla vicinanza della tornata elettorale. È prioritario che la magistratura faccia al più presto chiarezza sulla vicenda. Allo stesso tempo, facciamo appello al prefetto affinché si valuti se il clima che si è determinato consenta il regolare svolgimento delle Amministrative». Ormai chiaro, nel tardo pomeriggio, che il Pd ha fatto quadrato e si diffonde la notizia: domani, lunedì 22 maggio, la lettera non arriverà in Prefettura via pec. Sarà consegnata invece a mano: il prefetto Pagano ha convocato il firmatario Giuseppe Auriemma che la incontrerà insieme ad Andrea Cozzolino, Assunta Tartaglione, il deputato e componente della commissione Antimafia Massimiliano Manfredi e Venanzio Carpentieri, segretario provinciale dem nonché candidato sindaco a Melito.
Antonio Marciano
Una rinnovata compattezza che forse si deve anche ad un post comparso al mattino sul profilo Facebook di Antonio Marciano, consigliere regionale Pd che prima ancora di profondere ai militanti di Somma Vesuviana una gratuita e inflazionata solidarietà fa autocritica: «Anche in questo caso non siamo riusciti ad essere comunità». Ecco il post sotto il quale, tra i commenti, compaiono i ringraziamenti del segretario dem di Somma, Auriemma. «La vicenda delle elezioni nel Comune di Somma Vesuviana da qualsiasi punto la si guardi è una vicenda triste ed inquietante. Vedremo cosa deciderà nel merito a proposito della possibilità di svolgere le elezioni in un contesto così compromesso, il Ministero degli Interni. Sul clima di veleni, di intimidazioni, di ricatti, di pressioni così come sta emergendo, la magistratura è chiamata a fare piena luce e a colpire pesantemente le responsabilità. Ne va della credibilità dello Stato e della nostra democrazia. La scelta del circolo locale del PD di non presentare il simbolo e dunque di non concorrere in questa competizione elettorale, immagino sia stata una scelta tormentata. Rimane però dentro di me il dubbio che anche in questo caso non siamo riusciti ad essere comunità. Possibile che in un passaggio così delicato si siano lasciati da soli compagni ed amici del PD? Possibile che di questa vicenda ne abbia parlato la stampa (per tempo ed in modo approfondito) ma mai nessun organismo dirigente provinciale o regionale abbia affrontato la questione? Comprendo che forse è in un quadro di una doppia solitudine, quella nei confronti della camorra e quella rispetto al gruppo dirigente provinciale e regionale, che sia maturata una scelta così estrema da parte del locale circolo del PD. Ne dovremo parlare ancora e seriamente. È incredibile che di Somma Vesuviana, di Pimonte, di Melito, di Ischia se ne sia saputo solo dai resoconti giornalistici. La somma di queste solitudini non fa un partito. La somma di queste solitudini crea incertezza, introduce elementi di degenerazione, rende permeabile la nostra organizzazione e in casi come questi poteri forti e criminali trovano terreno fertile per inquinare la vita delle nostre città. È evidente che non possiamo riavvolgere il nastro del tempo, ma di tempo a disposizione ne abbiamo intanto per non far sentire ancora soli i nostri iscritti al PD di Somma Vesuviana, i nostri elettori, le forze sane, la parte buona di quella città che è prevalente e merita rispetto. Nei prossimi giorni convochiamo a Somma Vesuviana una grande assemblea popolare. Invitiamo la Presidente e tutti i parlamentari della commissione antimafia che pensano sia giusto è doveroso accendere un riflettore su quanto accaduto. Facciamo di questa vicenda una battaglia di legalità e di trasparenza che vale per Somma Vesuviana e per il Paese. Quello che è accaduto non può essere delegato a racconto di cronaca. Quello che è accaduto merita un pieno ed unitario impegno del PD qui e a Roma».            

Somma Vesuviana, gli inquirenti vogliono il massimo riserbo sulle indagini: «I cittadini stiano sereni, tutte le istituzioni sono allertate»

Non dice una parola più del dovuto Stefania Castaldi, magistrato anticamorra e attuale reggente della Procura di Nola. Intervistata dalla giornalista Carmen Fusco per «Il Mattino», conferma però che i filoni investigativi sul «caso Somma» sono diversi, così come le ipotesi. Intanto esiste un fascicolo e la Castaldi sottolinea soprattutto un dato: «Stiamo effettuando verifiche investigative con la compagnia di Castello di Cisterna che sta lavorando con grande scrupolo e della quale ci fidiamo».
Carmine Mocerino
Il fascicolo c’è e sarebbe corposo perché le indagini vertono su più fronti. In primis il ritiro del candidato sindaco della coalizione rimasta virtuale tra Pd e centristi, Giuseppe Bianco e le intimidazioni da lui ricevute e denunciate dieci giorni fa ai carabinieri. Poi le evoluzioni della scelta del consigliere regionale Carmine Mocerino, presidente della commissione anticamorra della Regione nonché dominus di quella aggregazione politica che avrebbe dovuto allearsi con il Pd, «Somma al Centro»: Mocerino ha scelto la via istituzionale, è andato in Prefettura e ha consegnato alla dottoressa Carmela Pagano un dossier che almeno in parte è stato reso noto pochi giorni fa da Repubblica. Vale a dire una lettera che porterebbe la firma in calce di un candidato al consiglio comunale che però ha preferito ritirarsi, Luigi Mele, dopo averlo comunicato a Mocerino via lettera. Alcuni brani di quella missiva – mai commentati dal consigliere regionale alla quale è indirizzata (fino ad ora Mocerino ha deciso di rimanere saldo sulla strada scelta, quella istituzionale, e non rilasciare dichiarazioni benché contattato dai cronisti di ciascuna testata che si è occupata del caso Somma) hanno tirato in ballo il presunto coinvolgimento – nella decisione presa da Mele – del maresciallo Raimondo Semprevivo, comandante della stazione dell’Arma di Somma Vesuviana che – subito dopo il clamore – ha chiesto e ottenuto il trasferimento in attesa che tutto sia chiarito. Il militare non è indagato, né accusato.
Il maresciallo Raimondo Semprevivo
I carabinieri si starebbero muovendo anche su altri fronti e presto altri colloqui, insieme a conversazioni e messaggi per ora riservati, potrebbero far luce almeno in parte sulle vicende che stanno suscitando un quasi morboso interesse mediatico nonché facendo paventare il rischio (per taluni) o la possibilità (per altri) che le elezioni dell’11 giugno saltino per volontà del Ministero dell’Interno, sempre che la richiesta del Pd sia formalmente presa in considerazione e che vi siano gli estremi per considerare inquinata la competizione. Il personaggio che sta destando forse più curiosità è proprio quello che svicola, che non risponde, che non si presta ai riflettori: Giuseppe Bianco, candidato sindaco in pectore che ha deciso per il ritiro causando un effetto domino impressionante sulle vicende delle liste che avrebbero dovuto sostenerlo. Ieri nella sua abitazione di Somma Vesuviana, il medico 62enne, primario del San Giovanni Bosco, ha detto l’ennesimo no ai cronisti.
Giuseppe Bianco
Non vuole parlare, né commentare, né raccontare, vuole solo probabilmente dimenticare pure la sola aspirazione di divenire sindaco della città, balenatagli per un momento tanto lungo da fargli accettare la sfida. Una sfida persa già quando si è reso conto che le conseguenze mai immaginate, potevano costargli troppo in termini di serenità: il phisique du role proprio non ce l’ha il dottore Bianco. Non è un politico scafato in grado di volgere lettere anonime o intimidazioni a suo favore, né di usarle per far brillare la stella di un candidato sindaco eroico che probabilmente avrebbe catalizzato attenzioni e voti. È solo un uomo che vuole essere lasciato in pace. E alla fine, diritto di cronaca o no, ci sembra alquanto giusto. La denuncia, contro ignoti, l’ha alfine presentata ai carabinieri di Castello di Cisterna. Il resto lo diranno le indagini.    

Somma Vesuviana, domani il via alla campagna elettorale di Celestino Allocca in piazza Vittorio Emanuele III

Celestino Allocca
Elezioni amministrative, lunedì 22 maggio alle 19, 30, il candidato sindaco Celestino Allocca aprirà la sua campagna elettorale in piazza Vittorio Emanuele III. Sostenuto da quattro liste (Forza Italia, Forza Somma, Allocca per Somma e Noi Ora), Celestino Allocca avrà con sé i candidati al consiglio comunale, i consiglieri regionali Armando Cesaro e Severino Nappi, il coordinatore di Forza Italia per la provincia di Napoli, Antonio Pentangelo, e l’onorevole Paolo Russo. “È una campagna elettorale difficile, seppure entusiasmante – dice il candidato sindaco Allocca – la nostra città è sotto i riflettori per scelte altrui, ma io sono sereno e sto pensando a Somma Vesuviana. Tutta l’attenzione che si sta concentrando sulla città, coinvolgendo in trame oscure anche persone per bene e al di sopra di ogni sospetto, calerà non appena ci si sarà resi conto che la democrazia non può essere fermata e che il vento del cambiamento sta già arrivando”. Nel suo intervento dal palco di piazza Vittorio Emanuele, Celestino Allocca parlerà del progetto politico e del programma della sua coalizione per la città di Somma Vesuviana. “Sono orgoglioso della squadra di persone per bene unite da una comunione di intenti che mi sta accompagnando, io sono il candidato sindaco e farò da anello di congiunzione tra il passato che tanto ha dato alla città e il futuro che ci aspetta”.