Somma Vesuviana, il candidato sindaco Ciro Sannino: «Mai minacciato, a Somma si può fare politica»

Ciro Sannino
Il candidato del Movimento 5 Stelle, Ciro Sannino, rivela: «Prima delle notizie date dalla stampa, prima di tutto questo clamore, in città si vociferava già di ritiri ma di minacce non si parlava». «Credo che Somma Vesuviana sia una città autorevole, dove si può fare politica liberamente». È quanto afferma Ciro Sannino, candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle a Somma Vesuviana, commentando all’Ansa la vicenda della mancata candidatura dell’aspirante sindaco del Pd, Giuseppe Bianco che ha denunciato di aver ricevuto intimidazioni anonime, e di quella di Luigi Mele, capolista di una civica in appoggio agli stessi dem, il quale ha sostenuto, in una lettera girata al prefetto di Napoli dal consigliere regionale Carmine Mocerino, di aver ricevuto pressioni da parte di un sottoufficiale dei carabinieri, il locale comandante di stazione maresciallo Raimondo Semprevivo, che lo invitava a non candidarsi. Sannino, invece, sottolinea di non «essere mai stato avvicinato da nessuno». «Mi sono candidato anche alle ultime elezioni – ha detto – e né io, né i cittadini che si sono candidati con il M5S, abbiamo mai ricevuto minacce o pressioni di alcun genere. Del caso specifico so solo quello che leggo dai giornali, perché ad oggi ancora non ho visto alcuna denuncia circostanziata sui fatti. Prima degli articoli, in città si vociferava di ritiri, ma non si parlava di minacce. Che dire, attendiamo gli eventi e le indagini. In ogni caso noi andiamo avanti per la nostra strada, e penso che Somma Vesuviana – ha concluso, sia una città autorevole, un paese dove si può fare politica liberamente».  

Somma Vesuviana, il consigliere regionale Borrelli (Verdi): «Di Sarno è l’unico sindaco che possa rappresentare il centrosinistra».

«Del resto – ha aggiunto il consigliere regionale del Sole che Ride – nelle due ultime tornate amministrative di Somma Vesuviana, i Verdi hanno votato per Peppe Auriemma, candidato sindaco entrambe le volte».  Ieri sera, nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci, i Verdi hanno aperto la campagna elettorale ricordando il giudice Giovanni Falcone. In sostegno del candidato sindaco Salvatore Di Sarno sono arrivati il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e il portavoce regionale Vincenzo Peretti. Presenti il candidato sindaco e il portavoce locale Salvatore Esposito. Francesco Borrelli, che aveva appena concluso un incontro con il prefetto Carmela Pagano, ha confermato alla platea di Somma Vesuviana che non ci sono al momento elementi tali da sospendere o rinviare le elezioni comunali. «Invito gli elettori del centrosinistra di Somma Vesuviana e gli amici del Pd – ha detto Borrelli – a votare per la lista dei Verdi e il candidato Di Sarno, gli unici a poter rappresentare le istanze insite nel Dna del centrosinistra. Del resto, per ben due volte, nelle ultime amministrative, noi abbiamo sostenuto con lealtà il candidato del Pd a Somma Vesuviana». «I valori ai quali noi ci ispiriamo sono onestà, trasparenza, legalità e solidarietà – dice il candidato sindaco Di Sarno – non vedo perché l’elettorato Pd non debba scegliere la nostra coalizione». Poco prima di arrivare all’incontro di Somma Vesuviana, organizzato dalla lista dei Verdi nella «Casa del Popolo» al quartiere Casamale, Borrelli aveva incontrato il prefetto e assicurato che i Verdi avrebbero lavorato affinché non ci siano «condizionamenti o compravendita di voti in tutti i comuni chiamati alle urne». «Noi vogliamo la massima chiarezza – ha aggiunto Borrelli – ed abbiamo chiesto al prefetto massima attenzione per le elezioni non solo di Somma Vesuviana, ma soprattutto di comuni sciolti più volte, come Arzano, Melito e Sant’Antimo. Non possiamo credere che chiunque non presenti una lista per un ‘vulnus’ possa chiedere il rinvio: davanti ai problemi non si scappa come invece ha fatto il Pd. La normativa corrente consente il rinvio o la sospensione solo in caso di problemi di criminalità, e non mi sembra quello di Somma sia un caso simile».

Pomigliano, Laboratorio Giovani e programma «Selfiemployment»: supporto a formazione e idee d’impresa di giovani cittadini.

 Alle 16 di oggi (mercoledì 24 maggio), a Palazzo dell’Orologio, il Laboratorio Giovani Pomigliano presenta il programma di attività volto a fornire supporto ai giovani di Pomigliano d’Arco, sostenendoli con azioni di informazione, formazione e animazione in tema di occupazione, formazione, creazione di impresa e terzo settore. La registrazione dei partecipanti è per le 16, seguiranno i saluti istituzionali del vicesindaco di Pomigliano d’Arco, Elvira Romano e degli assessori Franca Trotta (cultura, istruzione e politiche giovanili) e Mattia De Cicco (politiche sociali). Sarà poi Maurizio Bellavista (CEO Keyone Consulting) a presentare le attività del laboratorio giovani di Pomigliano d’Arco e a spiegare il programma «Selfiemployment». Interverranno, nel pomeriggio, Antonio De Martino (Psicologo, psicoterapeuta e consulente aziendale), Simona Lionetto e Manuela Poerio Piterà di Keyone Consulting sul laboratorio per l’autoimprenditorialità. Sono tante le attività in campo, per fornire ai giovani cittadini strumenti concreti per lo sviluppo del loro percorso formativo e lavorativo, grazie alla sinergia tra Keyone Consulting e gli assessorati competenti dell’amministrazione di Pomigliano d’Arco. In primis un «Osservatorio sulle dinamiche socio economiche» che raccoglie e rende pubbliche sul sito www.pomiglianogiovani.it e relative pagine social, bandi, avvisi, opportunità ed incentivi per i giovani.
Franca Trotta, assessore alla Cultura, Istruzione e Politiche Giovanili nella giunta di Pomigliano d’Arco
C’è poi il Front Office di orientamento che è attivo dal martedì al venerdì (8,30 – 14.00) al Palazzo dell’Orologio. Qui, un team di esperti risponde alle domande dei giovani su autoimprenditorialità, occupazione, associazionismo e formazione, orientandoli nella scelta, valutando la fattibilità delle loro iniziative in relazione a specifici programmi agevolativi, prendendo loro in carico sia per il supporto informativo su programmi di politiche attive per il lavoro (come Garanzia Giovani) che per l’accesso a strumenti regionali, nazionali e comunitari, nonché supportandoli nella scelta delle forme associative e nell’iscrizione ai registri. Nel corso dell’anno vengono inoltre organizzati seminari e workshop a partecipazione gratuita sui diversi temi sviluppati dal Laboratorio, e un concorso di idee che premierà la migliore idea imprenditoriale.
Elvira Romano, vicesindaco di Pomigliano d’Arco
«Le politiche giovanili non possono non tener conto che il lavoro, la formazione, il sostegno all’impresa sono temi essenziali – dice l’assessore Franca Trotta – non è modernità quella che può immaginare lo sviluppo di una comunità senza il sostegno ai ragazzi che costruiscono il proprio futuro».
L’Assessore Mattia De Cicco (Politiche Sociali)
«L’informazione è essenziale- aggiunge l’assessore Mattia De Cicco – una delle poche risorse a disposizione oggi degli amministratori comunali che hanno tra le priorità quella di incentivare le politiche del lavoro. I seminari, i workshop, lo stesso orientamento che si può fornire attraverso Laboratorio Giovani è già opportunità per tanti». «La velocità, lo snellimento della burocrazia, il fornire tutti gli strumenti più moderni a disposizione – dice il vicesindaco Elvira Romano – è il tema sul quale l’amministrazione di Pomigliano d’Arco lavora tutti i giorni con risultati che sono nostro vanto. I risultati già visibili e le prospettive del programma messo in campo in merito alle iniziative rivolte ai giovani sono nostro fiore all’occhiello».    

La solidarietà dei sindacalisti al delegato che zittisce i lavoratori a rischio licenziamento

Due rappresentanti sindacali hanno preso le parti del delegato della Cgil che due giorni fa aveva minacciato alcuni dei dipendenti del Salumificio Spiezia di far saltare il corteo che si è svolto ieri, se avessero parlato con due “esterni” arrivati al sit-in in corso fuori alla fabbrica. Maurizio Vitiello di Uila-Uil Napoli e Carmine Franzese di Flai-Cgil Napoli, hanno difeso pubblicamente il collega durante l’incontro tenutosi ieri nell’aula consiliare del Comune di San Vitaliano, a conclusione del corteo di protesta dei lavoratori che si è snodato per le vie cittadine. Accuse sono state rivolte alla giornalista (chi scrive, ndr) che ha documentato e riportato la vicenda (vedi video). “La solidarietà di tutti noi e di tutti i lavoratori ad Aniello”, ha dichiarato il rappresentante di Flai Cgil, Carmine Franzese. “Le sue dichiarazioni – ha aggiunto – sono state strumentalizzate quando stava cercando di tenere calma una situazione che poteva esplodere”. Aniello Camposano, delegato Flai Cgil in fabbrica, agli operai in presidio, con toni duri aveva detto:“Voi dovete parlare solo con la gente nostra. Sono stato chiaro? Se no domani nemmeno la manifestazione facciamo”. Con lui si è schierato anche Maurizio Vitiello di Uila Uil: “Io spero – ha detto alla platea – che la dottoressa Giannino, che oggi ha assistito a tutta la manifestazione, faccia un articolo opposto a quello che ho letto, perché il delegato della Cgil fino a ieri sera alle 6 è stato con me per fare il percorso che la Polizia doveva fare per il corteo, e probabilmente le parole sono importanti. Lui non ce l’aveva con questi lavoratori, perché questi lavoratori il delegato se lo sono scelto – poi ha aggiunto – Le cose si chiariscono. Lei ha sentito bene quello che hanno detto fino a questo momento (si riferisce ai contestatori, ndr), chiarisca bene l’articolo, e non metta in croce un lavoratore di 30 anni che fa sindacato volontariamente”. Al termine dell’incontro gli abbiamo chiesto un’intervista, ma si sono rifiutati di parlare. Al tavolo dei relatori c’era anche Francesco Fattoruso di Fai Cisl Napoli. Sulla vicenda non ha proferito parola.    

Salumificio Spiezia a rischio chiusura: il corteo dei lavoratori

Si è svolto ieri  mattina il corteo dei lavoratori del Salumificio Spiezia. Rischiano il posto di lavoro per la crisi in cui è piombata la società. Ancora nessuna comunicazione ufficiale sulla chiusura dell’azienda, tanto meno sull’avvio della procedura di mobilità di cui si vocifera. Dalla protesta nella protesta, alla città rimasta affacciata alla finestra. E c’è finanche il lavoratore che al microfono ringrazia il parlamentare per “averlo portato a lavorare a San Vitaliano”. Grande assente, anche oggi, la proprietà della fabbrica. Per finire, anche l’attacco alla giornalista. Non è mancato nulla. Un teatrino, potrebbe sembrare. Invece sono gli atti di quel corteo che ieri ha attraversato le vie di San Vitaliano. La disperazione dei lavoratori è vera. E il dramma potrebbe diventare presto realtà. La speranza è che tutto possa tramutarsi presto in un brutto sogno. Dietro le quinte ci sono quei circa 90 lavoratori che si aggrappano a tutto pur di scongiurare il licenziamento. C’erano tutti, almeno ad occhio sembrava così. Con loro hanno sfilato il parlamentare Franco Ferrara, il sindaco Antonio Falcone, i sindacalisti e la Chiesa, rappresentata da un sacerdote di San Vitaliano e da don Aniello Tortora, direttore dell’Ufficio pastorale, sociale e del lavoro della diocesi di Nola. A metà percorso si è aggiunto il consigliere regionale del M5s Gennaro Saiello. Il serpentone di manifestanti è partito all’incirca alle 10 dall’esterno della fabbrica, ha raggiunto via Nazionale delle Puglie, dove la circolazione stradale è rimasta bloccata per un qualche minuto, e da lì è arrivato al Comune, dove si è tenuto un dibattito. La sfilata è stata accompagnata lungo tutto il tragitto dai cori di contestazione contro “sindacati e padroni” di tre lavoratori di Fiat Chrysler e di un’attivista del collettivo 48ohm di Pomigliano che hanno aderito alla protesta. Un’irruzione che ha infastidito rappresentanti sindacali e diversi dipendenti, con i quali, fuori allo stabilimento, durante il presidio riformatosi al termine dell’incontro, si sono venuti a creare dei momenti di tensione, superati senza difficoltà e molto velocemente.

Nola: 50 anni di vita dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Duns Scoto”

Venerdì le celebrazioni col concerto del coro diocesano Per celebrare i 50 anni di studio e di vita dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Duns Scoto” di Nola il coro diocesano, diretto dal Maestro Domenico De Risi, terrà un concerto nella Cappella del Seminario Vescovile di Nola. All’evento, che si terrà venerdì 26 maggio alle 18, saranno presenti gli ex direttori dell’Istituto, sua Eccellenza Monsignor Domenico Sorrentino, Arcivescovo di Assisi e  sua Eccellenza Monsignos Giuseppe Giuliano, Vescovo di Lucera-Troia,  e il professor Francesco Manganelli, cofondatore dell’Istituto e parlamentare emerito  della Camera dei Deputati.  L’incontro sarà presieduto da sua Eccellenza Monsignor Francesco Marino, Vescovo di Nola. L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Nola, intitolato al doctor subtilis “Giovanni Duns scoto”, è una istituzione accademica di diritto pontificio sorta nel 1967 su proposta della Fuci e dei Laureati Cattolici, durante l’episcopato di Monsignor Adolfo Binni, Vescovo di Nola. L’Istituto è collegato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale ed eretto canonicamente dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica di Città Del Vaticano. In quanto Istituto universitario è abilitato a rilasciare agli studenti, dopo un triennio di studi,  la Laurea in Scienze Religiose, e dopo un successivo biennio, la Laurea Magistrale in Scienze Religiose, titolo valido per l’Insegnamento della Religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado. Nel corso dei suoi cinquant’anni di studio e di vita a servizio della formazione in Diocesi, l’Istituto ha più volte aggiornato i suoi piani di studi e la sua organizzazione  fino a diventare, da quest’anno, su proposta dei Vescovi Campani e a seguito della rivisitazione della mappa degli ISSR in Italia, uno dei cinque centri universitari per le Scienze Religiose in Regione. In totale sono stati ben  2707 gli studenti che hanno frequentato l’istituto, 739 quelli che hanno conseguito uno dei gradi accademici. Oltre 200 i docenti delle diverse discipline che nel corso degli anni hanno prestato servizio. Di questi, sei sono stati promossi all’episcopato (Felice Cece, Domenico Sorrentino, Giovanni Rinaldi, Francesco Alfano, Nunzio Galantino, Giuseppe Giuliano) e due eletti a incarichi nazionali (Francesco Manganelli alla Camera dei deputati e Francesco Miano Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana). Oltre 60mila sono, invece i volumi custoditi nella biblioteca “san Paolino” a servizio dell’Istituto e della Diocesi. L’Istituto pubblica dal 1992 anche una rivista scientifica “Teologia e Vita” oltre all’Enchiridion  Nolanum sulla storia della Chiesa di Nola. Numerosi sono stati gli incontri pubblici promossi in città sui diversi temi che nel tempo sono stati oggetto di dibattito nella Chiesa italiana e nel Paese. Spiega Monsignor Francesco Marino, Vescovo di Nola: “La presenza e l’attività a servizio della fede e della cultura nella nostra Chiesa di Nola dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, nato ad un anno dalla conclusione del Concilio Vaticano II, costituiscono un punto di arrivo di un lungo cammino, di cui oggi, facciamo volentieri  memoria. Come nuovo Pastore  della diocesi di Nola incoraggio –  sulla scia dei miei predecessori – il lavoro dell’Istituto specie nel campo della formazione rivolta ai laici e ai religiosi del territorio ma anche a quanti intendono confrontarsi con i temi della Rivelazione cristiana. Celebrare i 50 anni dalla fondazione dell’Istituto intitolato al doctor subtilis “Giovanni Duns Scoto” è per noi, Chiesa di Nola, motivo di orgoglio e di speranza.  

Andrea Nocerino: “Ignorata la celebrazione della morte di Falcone: Ottaviano dimentica l’anniversario del giudice ucciso dalla mafia”

  La denuncia del leader dell’opposizione ottavianese. “Trovo particolarmente grave ed inaudito che nella giornata in cui ricorre il 25° anniversario della morte del giudice Falcone, di sua moglie e della sua scorta, l’assessorato alla Cultura e l’amministrazione comunale di Ottaviano non si siano fatti promotori dell’organizzazione di eventi o celebrazioni legate a questa tragica giornata”. Sono le parole di Andrea Nocerino, leader dell’opposizione e presidente della VII commissione Controllo e Garanzia, che stigmatizza l’assenza di iniziative di commemorazione di una giornata entrata, a tutti gli effetti, parte integrante della memoria collettiva degli italiani. “Il 23 maggio in tutta Italia vengono organizzate manifestazioni in ricordo di tale evento, più comunemente note come “giornate della legalità”- dichiara Andrea Nocerino che aggiunge: “Manifestazioni che promuovono e favoriscono una consapevole adesione alle problematiche e alla riflessione sulla legalità e sulla lotta al fenomeno mafioso”. Una missiva, inviata all’assessore alla Cultura Marilina Perna, nella quale si chiede per quale motivo “nella città di Ottaviano non sia stata organizzata alcuna manifestazione, né risulta siano state coinvolte le scuole in percorsi mirati alla celebrazione di questa particolare giornata” scrive Andrea Nocerino. “Un momento di riflessione dal duplice interesse anche alla luce del recente attentato in Gran Bretagna che ha visto morire, per colpa di uno stragismo senza scrupoli, anche decine di giovani: fermarsi con gli studenti, parlare del fenomeno della violenza delle cosche sarebbe stato un dovere morale e civile della nostra classe politica”.

Somma Vesuviana, messaggi whatsapp relativi al “caso Somma” in possesso dei carabinieri

  (da Il MATTINO di martedì 23 maggio 2017) La verità a volte corre sul filo, in questo caso su whatsapp. È attraverso il servizio di messaggeria istantanea più utilizzato sugli smartphone che Luigi Mele, protagonista di una delle due vicende parallele che stanno minando nel profondo non solo la tranquillità della campagna elettorale di Somma Vesuviana, ma pure la stessa immagine della politica locale, scrive ad un candidato sindaco. Non il suo, non quello della coalizione appena in embrione intenzionata a fare il pienone di voti (circa 6mila, si diceva in giro, puntando a numeri vertiginosi che da tempo il Pd di Somma ha dimenticato) e che il 9 maggio si dà per vinto ritirandosi annientato da minacce e telefonate anonime, oltre che da un sopralluogo in casa sua dei vigili urbani che dovevano constatare, dopo un esposto, l’esistenza di un abuso edilizio. No. Mele, che doveva essere il capolista di una formazione acchiappavoti battezzata dal consigliere regionale Carmine Mocerino, a un certo punto si ritira dando l’addio alla candidatura e decide di informarne il suo amico nonché presidente della commissione anticamorra in Regione non solo a voce, ma con una lettera. La stessa che Mocerino consegna al prefetto e in cui c’è il racconto di «inviti» a non candidarsi rivolti a Mele dal maresciallo della stazione locale dei carabinieri, Raimondo Semprevivo. «’O sinnaco» lo chiamano, Semprevivo. Perché sa sempre tutto di tutti, parla con tutti, riceve tutti, conosce i protagonisti della politica locale a menadito, sa con chi sono, dove vanno, chi frequentano, cosa fanno. Ed è pure una cosa ordinaria in una città che conta meno di 40mila anime dove i carabinieri oltre a garantire l’ordine pubblico devono poter, specialmente in campagna elettorale, ragguagliare e riferire, verificare e documentare. «Chi te lo fa fare…». «Ma evita…» sarebbero solo alcuni dei commenti del maresciallo alla notizia che Mele, lontano dalla politica da circa dieci anni dopo la militanza in An e l’esperienza da vicesindaco con il primo cittadino Ferdinando Allocca (padre di Celestino, attualmente in corsa alle amministrative), si sarebbe candidato con una coalizione di centrosinistra. Insomma, dopo il forfait, la lettera, il clamore suscitato dalla decisione di Mocerino di affidare quella stessa missiva al prefetto, deflagra la «bomba». Le «intimidazioni» di cui si parlava da giorni evocando finanche lo spettro della camorra, sarebbero in realtà «inviti» da parte del sottufficiale.  Quando la notizia arriva alla stampa, quella stessa mattina (era il 12 maggio), Mele scrive due lunghi messaggi dei quali al momento sarebbero dettagliatamente informati i carabinieri di Castello di Cisterna. I messaggi sono diretti a Celestino Allocca, che ieri sera ha aperto in piazza la sua campagna elettorale e non vuole né confermare, né commentare, né smentire la notizia, tantomeno diffondere i messaggi. Ma ci sono, esistono, sono stati inviati. «Ti scrivo – esordisce Mele – perché oggi compaiono sulla stampa mie dichiarazioni virgolettate che sarebbero dovute essere coperte dal più assoluto riserbo. Voglio che tu sappia che mai in questa vicenda si è fatto riferimento all’ipotesi di favorire te e mai sono stato invitato a desistere al fine di favorire la tua corsa a Palazzo Torino».  Nel secondo, Mele si dice sconvolto, confida nel tempo «galantuomo» e dice: «Mai nella vita ho tradito un amico e neanche adesso l’ho fatto. A te, figlio di Ferdinando, auguro di realizzare il tuo sogno». E conclude con «Tvb».  C’è altro sotto la vicenda? C’è ancora fuoco sotto la cenere nella vicenda che coinvolge il maresciallo il quale subito dopo ha chiesto e ottenuto il trasferimento da Somma Vesuviana affinché le indagini possano fare chiarezza? «Dopo trent’anni di onorata carriera, il collega non si sarebbe mai sporcato le mani- dice Salvatore Di Sarno, candidato sindaco di Udc, Psi, Verdi e civiche, maresciallo della guardia di finanza –  un grande lavoratore, sicuramente un uomo duro, di polso, ma con il mestiere che fa non può essere diversamente».  Sulle due vicende, le minacce a Bianco e il ritiro della lista centrista che doveva essere capeggiata da Mele, sta indagando la Procura di Nola.    

San Giuseppe Vesuviano. “Largo Borsellino – Falcone”: scoperta la targa di intitolazione

La cittadina celebra la “Giornata della Legalità”. In occasione dell’anniversario della strage di Capaci del 23 maggio 1992, stamattina è stata collocata nell’area d’intersezione tra le strade del centro città e gli spazi destinati alla pistaciclopedonale, la targa di intitolazione di “Largo Borsellino-Falcone”, progettata e realizzata in acciaio Cor-Ten dal maestro Luigi Franzese, autore anche dell’opera adiacente “L’uomo, il coraggio, lo spirito”. Dinanzi alla stessa opera, alla presenza degli alunni delle scuole della città, le autorità civili, militari e religiose hanno deposto una corona di fiori in onore dei Magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Le celebrazioni della Giornata della Legalità 2017 avevano avuto inizio già poche ore prima in Sala Consiliare, luogo in cui si è svolto l’evento promosso dal Primo Circolo Didattico in collaborazione con il Comune di San Giuseppe Vesuviano, attraverso il quale gli alunni della scuola primaria, insieme a Maria Rosaria Fornaro, dirigente scolastico, Luigi Giordano, Magistrato addetto al Massimario presso la Corte di Cassazione, Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano e lo scrittore Tonino Scala, hanno ricordato la vita dei giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. “Gli eventi celebrativi di questa mattina evidenziano solo in parte un percorso didattico di educazione alla legalità elaborato ed articolato nel corso dell’intero anno scolastico – sottolinea Maria Rosaria Fornaro, dirigente scolastico del Primo Circolo – gli alunni hanno lavorato costantemente insieme alle insegnanti per comprendere il valore del rispetto delle regole in ogni circostanza”. “La commemorazione di questa mattina e l’apposizione simbolica della targa di intitolazione di Largo Borsellino Falcone omaggiano il ricordo della vita di due uomini che hanno dato tutto per garantire il rispetto della legge – commenta Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano – ma al di là dei gesti simbolici, è un orgoglio, per me che mi onoro di guidare l’amministrazione della città di San Giuseppe Vesuviano, poter dire che la legalità ed il perseguimento del bene comune hanno ispirato senza sosta il nostro agire politico in questi anni”.

Camposano: truffa coppia di anziani fingendosi intermediario di gioielliera, arrestato 50enne

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Carabinieri lo identificano grazie alle telecamere di un supermercato. Individua le sue vittime nel parcheggio di un supermercato di Camposano: sono una coppia di anziani di Cimitile che stanno caricando la spesa in auto. Il 50enne Salvatore D’Angelo, di Qualiano li avvicina e si presenta come l’intermediario di una gioielliera a cui il figlio della coppia  aveva portato dei bracciali in riparazione. Porge loro un telefono cellulare e li fa parlare con una voce femminile; la donna dall’altro capo del telefono finge di essere l’artigiana che si era occupata della riparazione e spiega di dover partire per l’estero, per cui necessita il pagamento anticipato del lavoro. Il 50enne riprende in mano il telefono e dice di essere lui il delegato a ritirare il denaro. Dovrebbero pagare 150 euro, ma i 2 nonnini hanno appena fatto la spesa, dunque ne hanno solo poco più di 80: il truffatore dice che può andare bene lo stesso e in cambio dà loro 3 braccialetti spacciati per i gioielli del figlio, che però sono solo bigiotteria. Si mette in tasca 85 euro e con disinvoltura sale in una Citroen grigia per poi allontanarsi. La coppia crede a quella storia, ma di ritorno a casa si trova a parlare con il figlio e viene fuori così che era tutta una sceneggiata. I 2 anziani capiscono che non resta che denunciare la spiacevole vicenda ai Carabinieri di Cimitile. Le indagini partono subito. Vengono passati al setaccio i video del sistema di sorveglianza del supermercato in cui le vittime erano state avvicinate e si incrociano dati, descrizioni, foto segnaletiche e numeri di targa. I militari arrivano in questo modo a identificare Salvatore D’Angelo e le vittime lo riconoscono senza dubbio: è lui ad averli truffati. Alla luce dei risultati delle indagini dei Carabinieri, condivisi anche dall’Autorità giudiziaria di Nola, il G.I.P. emette un’ordinanza di custodia cautelare a cui i militari danno esecuzione, traducendo il truffatore ai domiciliari.