Domenica 28 maggio 2017 alle ore 10,30, presso il teatro Maria Aprea dell’Accademia Giuseppe Verdi di Volla si è tenuta un’assemblea pubblica indetta dal gruppo politico “Area Comune”.
“Il meno è fatto” potrebbe essere un’affermazione che rispecchia esattamente l’attuale vita politica vollese. “Il meno è fatto” in riferimento all’ex sindaco Andrea Viscovo, il quale è riuscito solo a vincere e non ad amministrare. “Il meno è fatto” adesso anche per tutte le altre forze politiche vollesi che stanno iniziando a delineare nuovamente la loro presenza sul territorio, in una sorta di “Ci sono anche io/Ci siamo anche noi”. Poi, più in la si vedrà.
A circa un anno di distanza dalle scorsa campagna elettorale, la politica vollese ripete gli incontri nei quali cerca di indirizzare le scelte e gli accostamenti che potrebbero pian piano delineare le formazioni vincenti. Domenica 28 maggio lo ha fatto la formazione politica “Area Comune” con un assemblea pubblica aperta a tutti. Ricordiamo che nelle scorse elezioni, del 2016, “Area Comune” era il gruppo politico che faceva da testata alla coalizione dell’ex candidato a sindaco di Volla Luciano Manfellotti, sconfitto poi al ballottaggio dalla coalizione presieduta dell’ex sindaco Viscovo.
L’invito è stato rivolto a tutti i partiti politici, a tutte le organizzazioni, e alle associazioni per creare un momento di ascolto. E’ stato un “deja vu” ?!
Difficile a stabilirlo. La location, i rappresentanti e la conformazione con cui è stata presentata l’iniziativa ha fatto si che è sembrato proprio l’esatto contrario, e cioè un “jamais vu”, cioè quando incontri le stesse persone o visiti gli stessi posti, ed ogni volta è come se fosse la prima. Tutti sono sconosciuti, sempre. Niente risulta mai familiare. Ecco la convinzione è stata proprio questa. Proporre come nuovo, esattamente ciò che è già avvenuto.
Detto ciò, bisogna anche dire che niente vieta di farlo. Non resta che sperare per i cittadini che questa volta nelle varie decisioni e proposte, si trovi una formula che oltre a vincere riesca anche a far governare. Presenti al tavolo dei padroni di casa, il Dott. Sergio Sorrentino, l’ex candidato sindaco della coalizione Luciano Manfellotti, l’avvocato Dott.ssa Imma Picardi, che ha moderato la discussione, Raffaele Montanino e Vincenzo Manfellotti entrambi ex consiglieri comunali, la Prof. ssa Simona Mauriello, e per finire Giuseppe Russo. Tutti ad eccezione di Russo candidati alle scorse elezione nella liste che avevano come testata “Area Comune”.
Passionale e motivante l’introduzione ai lavori dell’avvocato Picardi che con parole profonde lascia trasparire la freschezza e la vera volontà da parte di tanti giovani che, come lei, intendono muoversi per provare a risollevare il paese.
Ottimo l’intervento di Sergio Sorrentino che, da buon politico di esperienza, offre la classica e legittima apertura a tutte le forze politiche su un originale ed elegante “ … contenitore attrattivo … dove chiunque può accedere …” Ci sono le premesse, le capacità di ascolto e di apertura massima “… siamo pronti a ricevere da voi il concime giusto per questo seme che abbiamo messo, e quindi acqua e quello che serve a questa nuova pianta che germoglia per fare di Area Comune il simbolo della nuova rinascita di questo paese … Con questo appello credo che possiamo iniziare un percorso nuovo che non è legato a nessun altra formula che abbiamo visto nella precedente tornata elettorale. Non abbiamo simboli. Non abbiamo partiti. Siamo pronti ad un ragionamento di costruzione nell’interesse del paese. Volla ha bisogno di questo e noi abbiamo il dovere di dare un segnale di rinascita …”
A seguire Luciano Manfellotti che ha rimarcato gli stessi buoni propositi e di li un susseguirsi di deja vu inquinati, alterati e smentiti da tanta originalità nella conformità. Durante il suo intervento Manfellotti ha dato spazio a Francesco Condone, un giovanissimo ragazzo che ha esposto una sua idea per il territorio.
Gli ospiti sono stati i rappresentanti di tutte le forze politiche del territorio con l’eccezione del Movimento 5 Stelle. Molti gli interventi tra cui quelli di Ivan Aprea (Indipendenti per Volla), Antonio Rea (neo Coordinatore di Fratelli D’Italia), Maria Rosaria Bonocore (Partito Democratico), Riccardo Festa (Sinistra Italiana), Gennaro Russo (rappresentante Aicast), Giovanni Riccio (ex consigliere comunale amministrazione Guadagno), Bruno Giordano (intervenuto da cittadino).
Tutti gli interventi hanno lasciato aperte tutte le probabilità. Questa fase propedeutica alla campagna elettorale lascia spazio al pensare a tutto e al contrario di tutto.
Come nella scorsa campagna elettorale, promessa che poi venne a mancare, “Area comune” annuncia di concorrere senza simboli e senza partiti. Questa volta lo propone e se lo impone con più determinazione. Sarebbe curioso chiedere ad ognuno dei membri quali poi saranno i loro referenti nazionali. Nell’attesa vi diciamo che per ora a Volla la politica è garantita ma non delineata, a parte il Movimento 5 Stelle che concorrerà fieramente da solo. Non per dire, anche questo è un “deja vu”!
Il movimento Onda Bianca: ” l’evento di domenica è stato importante. Un momento nostro, di orgoglio e felicità: abbiamo avuto un’ulteriore riprova di aver fatto la scelta giusta scegliendo di competere accanto al nostro candidato #PasqualePiccoloSindaco!”
Di seguito il comunicato stampa di Onda Bianca, movimento politico che sostiene Pasquale Piccolo sindaco
Domenica scorsa al Casamale nella chiesa Collegiata, all’incontro organizzato dall’associazione “Gli amici del Casamale” in collaborazione con la testata giornalistica “LaProvinciaOnLine”, abbiamo vissuto il più grande momento di partecipazione collettiva e trasversale di queste elezioni. Moltissimi i cittadini presenti, curiosi, indecisi, finanche arrabbiati e preoccupati per le sorti della nostra Città, ma tutti con negli occhi la speranza e l’aspettativa di una Somma vivibile e proiettata al futuro.
Questa iniziativa, lodevole ed utile, andrebbe ripetuta in tutti gli altri quartieri della città.
Ai cittadini sommesi, infatti, l’Avv. Piccolo ha spiegato, documenti alla mano, cosa è stato fatto per il Casamale durante la sua consiliatura e quello che è in corso d’opera. L’amministrazione Piccolo è sempre stata attenta e presente anche al Casamale, affrontando le questioni realisticamente. Ricordiamo per tutte, il lavoro di ascolto e supporto, burocratico e progettuale, per la realizzazione della festa delle Lucerne.
Per noi di “Onda Bianca”, nel contempo, l’evento di domenica è stato importante. Un momento nostro, di orgoglio e felicità: abbiamo avuto un’ulteriore riprova di aver fatto la scelta giusta scegliendo di competere accanto al nostro candidato #PasqualePiccoloSindaco!
Noi promettiamo di continuare ciò che abbiamo già iniziato, lavorando con competenza, serietà e passione gli altri promettono ciò che a noi hanno impedito di fare.
Dal 26 al 28 maggio gli studenti hanno partecipato alla manifestazione “Futuro Remoto 2017 – Connessioni- XXI edizione”, che si è tenuta a Napoli, in piazza Plebiscito. Ha collaborato alla realizzazione del progetto il prof. Michelangelo Ambrosio, ricercatore INFN, che è stato uno degli allievi più prestigiosi del Liceo ottavianese.
Il percorso di alternanza scuola –lavoro “A scuola di Astroparticelle”, svolto dal Liceo “A. Diaz” in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Napoli, che ha aperto ai ragazzi le porte delle aule e dei laboratori universitari della “Federico II”, in particolare del laboratorio “Darkside” e “Virgo”, ove si svolgono studi sulla materia oscura e sulle onde gravitazionali ed il Concorso organizzato dallo stesso INFN e dal Rotary Club International sul tema delle “Astroparticelle”hanno trovato un momento di speciale rappresentazione dei lavori svolti dagli studenti e dai docenti delle scuole di Napoli nel corso della manifestazione Futuro Remoto 2017, svoltasi a Napoli, in Piazza Plebiscito, nei giorni 26-28 maggio.
Il Liceo “A. Diaz” è stato presente con un contributo di ben 4 lavori di ricerca:
– l’origine e l’evoluzione dell’universo in una prospettiva scientifica e filosofica;
– la materia oscura e le onde gravitazionali;
– la relatività generale e la relatività ristretta;
– i raggi cosmici: una pioggia intermittente che ci attraversa.
I docenti di Scienze integrate del Liceo Diaz, proff. I. Frontoso, R. Argentino, L. Parisi, M. Salvato, G. Pellecchia e C. Di Marino, in collaborazione col Dott. Michelangelo Ambrosio, professore e ricercatore INFN, hanno condotto un numeroso gruppo di studenti in percorsi di studio, approfondimento e ricerca articolati, complessi, suggestivi e funzionali alla costruzione di un sapere unitario, che coniuga il pensiero filosofico, teoretico, logico, scientifico non solo alle più ancestrali e profonde domande dell’uomo, ma all’esigenza di impiegare la conoscenza per fini pratici, per vivere meglio e per la crescita del bene comune.
Così Talete, Eraclito, Pitagora, Galileo sono stati la porta di accesso per la scoperta di un universo retto da principi fisici ed eterni il cui destino, o che si pensi all’universo “aperto”, “piatto” o “chiuso”, è condizionato si dalla materia ordinaria che conosciamo, ma soprattutto dalla materia e dall’energia oscura che non conosciamo e che agisce contro la disgregazione e la frammentazione delle galassie.
L’emozione della scoperta delle onde gravitazionali nel 2015, che inverano la teoria formulata da Einstein nel secolo precedente sulla “relatività generale e ristretta”, è stata trasferita dagli studenti ai tanti visitatori degli stand e dei gazebi che, in Piazza Plebiscito, hanno esperito, attraverso le loro parole, i video, le riproduzioni su plastici e modellini, la possibilità di sfidare le condizioni umane più certe ed assolute: il tempo e la spazio.
Nessun allarme quando i “giovani astrofisici” hanno dimostrato che siamo continuamente attraversati da una pioggia di particelle subatomiche, provenienti da esplosioni di supernove, buchi neri, quasar, del Sole e altre stelle le quali, se non rappresentano un serio problema per la nostra salute, sono di certo un rischio per l’esplorazione umana dello Spazio.
Gli attestati di merito ricevuti dalle mani degli organizzatori-scienziati presenti alla manifestazione hanno ripagato docenti e studenti, – specialmente dell’indirizzo classico e linguistico, per i quali lo studio della Fisica è previsto solo dal terzo anno – delle lunghe ore di rappresentazione sotto il sole cocente di Napolie hanno acceso rinnovato entusiasmo per lo studio e la ricerca e, soprattutto, la consapevolezza che scienza e progresso camminano, forse, lentamente con i piccoli passi dell’uomo – ma è d’obbligo non fermarsi mai!- e con la velocità dell’intelligenza che costruisce la storia nelle aule scolastiche e nei laboratori di ricerca, quando si applica con serietà ed impegno e, con passione, progetta il futuro.
Cittadini, lavoratori e istituzioni in processione, ieri sera, per esprimere vicinanza al Salumificio Spiezia, che dal 1907 è presente sul territorio, e ai suoi quasi 90 dipendenti a rischio licenziamento. Per i lavoratori è stata avviata la procedura di mobilità. Azienda in liquidazione.
Con le fiaccole accese, in un centinaio hanno marciato, pregando, a partire dalla chiesa Maria Ss. di Libera. Dopo una tappa davanti al Comune, il corteo ha fatto ingresso nel piazzale del salumificio. In sottofondo gli applausi e quel suono della “tufa” che, per lo stop alle attività produttive, da settimane non scandisce più i turni di lavoro. Il vescovo di Nola, Francesco Marino, è arrivato a portare la sua solidarietà.
Ha preferito il silenzio uno dei titolari dell’azienda, Liberato Spiezia. Ieri era presente davanti alla fabbrica. A microfono spento ha riferito: “Meglio in questo momento agire in silenzio. Intravedo qualche possibilità”. Speranze ribadisce di averne anche il sindaco di San Vitaliano, Antonio Falcone. Era a capo della sfilata con una folta rappresentanza istituzionale: i parlamentari Massimiliano Manfredi (Pd) e Franco Ferrara (Mdp), l’assessore regionale al Lavoro Sonia Palmieri, il sindaco di Marigliano Antonio Carpino, don Aniello Tortora, direttore dell’Ufficio pastorale, sociale e del lavoro della diocesi di Nola e don Francesco Stanzione, parroco di San Vitaliano. A scortare il corteo, Polizia di Stato e carabinieri.
Meno fiduciosi sono i lavoratori. Si è svolto venerdì scorso l’incontro al Ministero dello sviluppo economico. C’era anche l’assessore della Regione Campania con delega alle Attività produttive, Amedeo Lepore. “Ha mostrato apertura. Si è detto disponibile a cercare finaziamenti per l’ammodernamento degli impianti”, hanno riferito i rappresentanti sindacali Francesco Fattoruso (Fai-Cisl), Maurizio Vitiello (Uil-a) e Carmine Franzese (Flai-Cgil). “Abbiamo ricevuto il 26 maggio la comunicazione di apertura della procedura di mobilità per i lavoratori – hanno poi dichiarato – L’azienda è in liquidazione dal 23 maggio”. Scattato, quindi, da venerdì il periodo di 75 giorni in cui dovranno provare a raggiungere un accordo con l’azienda per scongiurare il licenziamento di 84 lavoratori. Fra 15 giorni saranno di nuovo a Roma, al Mise, per trovare una soluzione che possa evitare il dramma occupazionale. Intanto, l’azienda si è resa disponibile ad un incontro chiesto nei giorni scorsi dalle rsu per discutere della cessazione dell’attività. La riunione si terrà il prossimo 5 giugno negli uffici dello stabilimento.
Alcuni docenti denunciano: «La Dirigente è un despota, non ha rispetto per chi compie il proprio dovere». Ma la DS De Masi ribatte: «Le mie azioni legali e lecite. Docenti e collaboratori si trasferiscono perché non sposano la mia idea di scuola».
«Numerosi docenti, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi presenti in questo Istituto Comprensivo da diversi anni, hanno preferito andare via per evitare di vivere in un ambiente dove a farla da padrona sono il terrore ed i ricatti. Il Dirigente Scolastico per giustificare tale esodo ed ingraziarsi i genitori ha ritenuto opportuno offendere il personale definendolo «mele marce chenon volevano rispettare le regole». In realtà scappano perché amareggiati, stanchi di esseretrattati male, di non poter più lavorare serenamente con gli alunni».
È lo sfogo amaro di un gruppo di docenti che puntano il dito verso Maddalena De Masi, alla guida dell’«Istituto Comprensivo Statale Sant’Anastasia 2» da due anni. Secondo gli insegnati la Dirigente metterebbe in essere modi ed atteggiamenti poco ortodossi nei confronti di tutto il personale scolastico ed infatti, per questo, molti di loro avrebbero scelto di cambiare scuola. «A scuola vige un regime altamente vessatorio e di sopraffazione sistematica – continuano idocenti – La DS è il ritratto dell’autoritarismo, ha modi vendicativi da despota, non c’è un clima di distensione. Tratta male noi insegnanti che abbiamo il compito di formare lenuove generazioni, di insegnare ai ragazzi il coraggio, la lealtà, l’unione che fa la forza ma siamopoi costretti a chinare il capo difronte ad una persona che alza la voce, per paura che ci sianoritorsioni. Non vogliamo soccombere né abbiamo intenzione di arrenderci: è una questione didignità. Il corpo docente si è mostrato da subito collaborativo con lei ma non ci sono forme di gratificazione, è sempre un punire, un dire che non va bene».
Le rimostranze dei docenti non si fermano qui: «Gli alunni sono costretti a mangiare il panino in classe enon nel refettorio, i laboratori non vengono più utilizzati, manca il materiale didattico anche se ogni genitore al momento dell’iscrizione ha dato un contributo volontario per acquistarlo. La DS ha messo chiodi alle finestre per bloccarle senzachiedere l’autorizzazione al Comune, videocamere che lei controlla dal suo ufficio con i soldi di scuola Decoro; ha avuto i soldi per i furti che ci sono stati e ancora deve sostituire il materialerubato e non siamo liberi di fare nemmeno una fotocopia per lavorare con i ragazzi».
In merito a tale vicenda, che ha visto anche un’interrogazione consiliare ad ottobre scorso da parte della consigliera in forza ad «Alleanza per Sant’Anastasia» Veruska Zucconi, abbiamo ascoltato il presidente del Consiglio d’Istituto, Mena Tatarella, la quale ha asserito di «non sapere quale possa essere il malcontento che aleggia» e che «c’è molta sinergia e collaborazionea scuola. È vero che c’è qualche voce dissonante ma dov’è che non c’è? So di qualcuno che ha chiesto il trasferimento per questioni personali ma nulla di più. Come rappresentante dei genitori posso dire che nel momento in cui si manifesta un problema e si sollecitano la Dirigente o altre autorità, troviamo massima disponibilità. Ho visto da parte del dirigente e del personale di segreteria sempre molta fiducia ed attenzione per i genitori, per le problematiche ed i docenti».
Sulle problematiche sollevate dai docenti circa l’uso di refettorio e laboratori, il presidente del Consiglio d’Istituto sconfessa tutto: «Non mi risulta che i ragazzi non possano usare il refettorio e sulla questione dei laboratori chiusi posso dire che c’è più rigore ed attenzione rispetto agli anni scorsi a causa dei troppi furti subiti in passato. La scuola ultimamente ha acquistato con i soldi avuti dal Ministero pc e materiale precedentemente rubati: é giusto che siano tenuti sottocchio perché altrimenti ritorneremmo a rivedere una scena già vista anni fa. Quindi ben vengano rigore ed attenzione». Dal suo canto, la Dirigente dell’Istituto Comprensivo Sant’Anastasia 2, ribalta una per una le accuse dei docenti «dissidenti» a partire dalle risorse provenienti dal Ministero a seguito dei diversi furti subiti nel plesso di via Boccaccio, pari a 29.000€: «Tale cifra non è stata spesa subito per non fare spese pazze: una volta appreso il bilancio dell’Istituto e sanata la situazione debitoria nella quale versava ormai da sette anni, ho avuto la tranquillità mentale di poter spendere ed impegnare in maniera razionale, per una sana gestione dell’attività scolastica, i 29.000€ di risarcimento dei furti avuti: così la scuola ha riavuto computer e lavagne LIM».
Per quanto concerne l’utilizzo dei fondi «Scuole belle», il piano di edilizia scolastica caldeggiato dall’ex Governo Renzi relativo agli interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale degli edifici scolastici, la Dirigente De Masi chiarisce che sono stati impegnati per «l’uso ad hoc: tinteggiatura di scuola ed aule, ripristino maniglie rotte e fontane mal funzionanti, apposizione di veneziane ove necessario. I famosi grossi chiodi messi alle finestre, inoltre, sono in realtà dei perni che bloccano le aperture della scuola: li ho fatti mettere perché gli infissi non si chiudono bene, grande punto debole della scuola che permetteva ai ladri di entrare indisturbati».
Sulla possibilità negata di poter fare fotocopie, la Dirigente ammette il divieto e spiegato i motivi: «È vero, la carta per le fotocopie c’è l’ho ancora nella mia stanza perché quando sono arrivata a scuola per la prima volta, ho trovato un bellimbusto di collaboratore scolastico, con tanto di camice, fisso davanti alla fotocopiatrice che faceva fotocopie di libri senza rispettare la norma del copyright e poi c’erano pacchi interi di risme sparsi su un tavolo in segreteria: era un’anarchia. Ora c’è una sola fotocopiatrice gestita dalla segreteria e subito le maestre hanno iniziato a lamentarsi che senza fotocopie non potevano lavorare. Ho risposto loro che se servono le fotocopie devono affiancare i riferimenti bibliografici per ogni esercizio o quesito che si vuole somministrare all’alunno, oppure costruire schede in maniera personale ed originale. Bene, da allora, le fotocopie non sono state più necessarie e ci hanno rinunciato».
La DS chiarisce anche la questione della telecamera: «È a circuito chiuso e registra dalla 19 alle 6 così come recita la dicitura del cartello. Tutto nella legalità». Per quanto riguarda, infine, il caso del cospicuo numero di trasferimenti di docenti e personale impiegato nell’Istituto comprensivo al termine dello scorso anno scolastico, la Dirigente testualmente risponde: «Sì, l’anno scorso molti collaboratori scolastici che non volevano fare pulizie perché non erano abituati a farle hanno chiesto il trasferimento, così come pure i docenti che si sono scontrati con la mia idea di scuola e che hanno visto negarsi da parte mia, ad esempio, richieste assurde come la possibilità del cambio turno alla scuola dell’Infanzia a loro piacimento».
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Premiate, nel corso della serata, personalità cittadine che si sono distinte per le loro capacità: il nostro direttore, guida del mediano.com, Carmela D’Avino; il professore Ciro Raia «cultore di Storia e di storie», il dirigente scolastico Ernesto Piccolo e Salvatore Esposito, presidente della rete «Mediterraneo Sociale».La musica ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza. (Nick Hornby)
Nostalgia e speranza. Un mix quanto mai affascinante per chi ha fatto e fa della musica una delle ragioni più importanti della vita, una passione da trasmettere alle nuove generazioni, uno strumento di comunicazione universale capace di unire e aggregare in nome di una società di pace e di solidarietà. È così che ha vissuto la vita il maestro Antonio Seraponte, docente di musica amato e stimato dalla tutta la comunità scolastica, noto in tutta la cittadina vesuviana per la sua disponibilità a collaborare a qualsiasi progetto utile alla promozione delle tradizioni e della cultura. La sua prematura scomparsa, avvenuta all’alba del primo giorno di un gennaio ancora in festa di circa nove anni fa, ha lasciato un grande vuoto e nella scuola e nella comunità. Ma la musica, si sa, non conosce tempo e non può avere la parola fine ed è per questo che Ciro, fratello del maestro Antonio Seraponte, ha voluto portare avanti i suoi progetti: uno fra tutti quello di costituire la banda musicale della città di Somma Vesuviana. Passo dopo passo è nata l’Associazione musicale Antonio Seraponte in nome della quale, ogni anno, viene organizzata una serata musicale proprio in onore del maestro. Una kermesse musicale che vede protagonisti artisti locali e non solo, appassionati di musica e di arte esibirsi “insieme “al Maestro che, in una gigantografia alle spalle del palco, accompagna con la sua inseparabile tromba. Ogni anno gli amici, gli ospiti, i gruppi e gli artisti aumentano e ogni anno che passa le serata d’onore si arricchisce di novità. Il tema di quest’anno è stato “Arte – Musica – Pace e Dignità”. In primis sul palco gli alunni che compongono l’Orchestra Antonio Seraponte della Scuola Media Statale “Summa Villa – San Giovanni Bosco”, che si sono esibiti nel consueto concerto di fine anno scolastico. Dai giovanissimi ai professionisti con il Coro Gospel Simply Singers Choir, un coro che ha regalato tante belle emozioni. Non è mancata la musica degli anni 70/80 a cura del gruppo Quelli del Borgo, di cui Ciro Seraponte è la splendida voce solista. Il giovane Daniele Esposito, accompagnato dalla chitarrista Titty Esposito e dal fisarmonicista Nino Conte, si è esibito con due brani straordinari: «Don Salvatò» e «Muntagna e stu core». Gran finale con musica d’autore a cura del Leslie 122 Cover Band. E poi, quella che Ciro Seraponte definisce una vera chicca, l’esibizione di Brigida, la prima allieva della scuola di musica Antonio Seraponte, un sicuro talento futuro. Nel corso della serata sono stati consegnati quattro premi – riconoscimenti a personalità di Somma Vesuviana che si sono distinti per le loro capacità. Il premio «Cultura e Dignità 2017» è andato a Carmela D’Avino, direttore de Il Mediano, «per aver saputo intraprendere il ruolo e la professione di giornalista della comunicazione on line, facendo sempre prevalere il rigore professionale e la forza dei fatti sulle posizioni di parte»; a Ciro Raia «per il suo ruolo di educatore e di intellettuale fecondo e rigoroso, nell’aver saputo coniugare lo studio dei classici con le esigenze della modernità, in campo educativo e letterario»; a Ernesto Piccolo «per aver promosso la Scuola di Musica A. Seraponte, come modello culturale e di formazione non solo artistica, ma anche civile e solidale»; infine a Salvatore Esposito «per aver promosso, in particolare nel Mezzogiorno del nostro Paese, buone pratiche di economia civile e di agricoltura sociale, diventate in questi anni eccellenze produttive e modelli di inclusione di rilievo europeo».
Ieri doveva essere il giorno del «blocco», così era stato annunciato. Ma gli operai che rischiano di perdere il lavoro, e per qualcuno è già una certezza, hanno rinunciato anche alla protesta. Niente slogan, niente sit in per le strade della città già animate dalla campagna elettorale che poco sembra interessarsi di quel che accade nello stabilimento di via San Sossio. Più di 40 lettere di licenziamento sono già arrivate, tra pochi giorni scadrà la cassa integrazione buona parte degli operai non avranno più un lavoro. Intanto fuori dai cancelli dello stabilimento il presidio va avanti ma forse anche questa forma di protesta dovrà cessare perché l’azienda (gruppo Massucco) ha fatto sapere che se si andrà avanti così cesserà ogni forma di dialogo.
Poche le alternative messe sul tavolo dalla proprietà: trasferimento dei lavoratori in Ungheria, part-time e incentivo di buona uscita. Qualcuno accetterà, altri preferiscono non mollare la lotta.
Ma a Somma Vesuviana c’è anche la mina «Dema» non ancora risolta e pronta a deflagrare: dovrà per forza di cose prendersene carico anche il futuro sindaco di Somma Vesuviana, chiunque sia tra i cinque competitor in campo.
Ieri (lunedì 29 maggio), al teatro Summarte si è parlato di turismo come volano di sviluppo della città e l’Udc ha ospitato a Somma Vesuviana l’assessore regionale al ramo, Corrado Matera. Interventi affidati al segretario cittadino Luigi Molaro, al segretario provinciale Biagio Iacolare e al candidato sindaco della coalizione di cui l’Udc fa parte, Salvatore Di Sarno.L’incontro è stato promosso dalla sezione Udc di Somma Vesuviana. «È stato un momento di riflessione- spiega Molaro- sulle potenzialità del turismo come volano di crescita, ma anche e soprattutto un momento di costruzione reale e concreta, un’occasione per comprendere come sfruttare al meglio le potenzialità del nostro territorio: dalla Villa Augustea al Castello d’Alagno, fino ai percorsi enogastronomici che possano coinvolgere il borgo antico del Casamale. Dall’incontro di ieri è emerso un impegno: la realizzazione di un progetto organico, fattibile e concreto per il nostro territorio».
La giunta comunale di Ottaviano ha approvato il documento di indirizzi, contenuti e criteri per la redazione del Poc (Piano operativo comunale) 2017 – 2021. Il Poc è lo strumento urbanistico che individua e disciplina gli interventi di tutela e valorizzazione, di organizzazione e trasformazione del territorio da realizzare nell’arco temporale di cinque anni. Nei prossimi giorni, sarà reso noto il bando di evidenza pubblica mediante il quale l’amministrazione comunale invita a fare proposte per la costruzione condivisa del Poc. Tutti sono chiamati a partecipare: privati, enti pubblici, imprese, consorzi, associazioni. Gli obiettivi del Poc del Comune di Ottaviano sono i seguenti: riqualificare l’esistente, potenziare la città pubblica, valorizzare l’ambiente, promuovere la mobilità sostenibile, potenziare il tessuto economico e produttivo. “Questa amministrazione ha scelto di coinvolgere e non di imporre, di ascoltare e ragionare insieme di un progetto futuro che riguarda lo sviluppo dell’intero territorio. In questo senso, il Poc è uno strumento importantissimo”, spiega l’assessore all’urbanistica Paolo Iovino
Finisce il campionato, il Napoli deve ancora attrezzarsi per lo scudetto.
Il racconto dell’addio al calcio giocato di Francesco Totti ha finito con l’oscurare almeno due aspetti importanti dell’ultima domenica di campionato: l’ennesimo errore arbitrale a favore della Roma e l’ennesima caterva di insulti contro il Napoli, i napoletani e – non smetteremo mai di ricordarlo – i vesuviani in particolare.
Giornali, televisioni e siti internet hanno voluto (e probabilmente dovuto) costruire la narrazione dell’ultimo dei capitani, la bandiera, il simbolo di un calcio che non c’è più e mai più tornerà. E così è passato sotto silenzio che il secondo posto se l’è aggiudicato una squadra che ha avuto una caterva di rigori e che ieri ha rimesso in sesto una partita difficile beneficiando di una svista su un fallo di mano abbastanza evidente.
Le solite scuse dei napoletani? Può essere che certi argomenti servano a mitigare la delusione, ma si tratta comunque di dati di fatto. Così come è un dato di fatto che la questione del razzismo ormai è accantonata: tutti – e in tutti gli stadi d’Italia – possono augurarsi enormi falò di napoletani e vesuviani senza che ci siano conseguenze particolari.
Bisognerà rassegnarsi e, soprattutto attrezzarsi: con una società più forte e solida, capace di farsi sentire ai piani alti. Anche questo è un concetto espresso più volte ma il futuro, soprattutto se si vuole vincere lo scudetto, passa da qui. Celebrare il bel gioco, i record di gol e vittorie, il girone di ritorno fantastico serve a specificare che il Napoli ha un buon punto di partenza: per il traguardo, però, deve ancora attrezzarsi.
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