Tragedia delle vacanze: oggi il funerale del piccolo Luigi e del papà.

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Migliorano le condizioni di mamma Antonietta e delle due sorelline.   Secondo quanto riferiscono i medici dell’ospedale di Cosenza, Antonietta Dentino, casalinga, 37 anni, ancora ricoverata in rianimazione, sta lentamente guarendo. La sua figlioletta di 4 anni è stata dimessa mentre la primogenita di 12 resta ricoverata ma anche lei sta meglio ed è fuori pericolo. Oggi invece si svolgerà il funerale del marito di Antonietta, Raffaele La Rocca, di 40 anni, dipendente del caseificio Beneduce di Sant’Anastasia, e del figlioletto secondogenito, Luigi, di appena 8 anni. Pomigliano rivolgerà l’estremo saluto a questa famiglia distrutta alle ore 15, nella chiesa madre di San Felice in Pincis. La messa sarà officiata da don Peppino Gambardella.  La famiglia La Rocca domenica mattina stava rientrando da una breve vacanza fatta a Paola quando la loro vettura si è scontrata frontalmente contro un’altra proveniente in senso opposto e in cui c’era una coppia di anziani di origini siciliane ma residenti da tempo a Genova. Nel terribile impatto sono morti anche loro.

Scisciano, convegno “Sud, Campania, Solidarietà e Lotte”

Organizzato dal Partito della Rifondazione Comunista  Domenica 2 luglio 2017 a Scisciano (NA), a partire dalle 9.30 e fino alle 19.00, nella chiesetta dismessa di Piazza XX settembre, il Partito della Rifondazione Comunista promuove un seminario regionale, aperto a chiunque voglia partecipare, dal titolo “Sud, Campania, Solidarietà e Lotte”. Al centro dei lavori, che vedranno un’ampia partecipazione di comitati e realtà associative, l’attenzione al conflitto sociale e alle pratiche di mutualità solidaristica che si stanno sviluppando nel Mezzogiorno d’Italia. L’incontro è coordinato dalla segreteria regionale e dai segretari delle federazioni della Campania, Tony della Pia (Avellino), Pierluigi Di Rauso (Caserta), Gabriele Gesso (Napoli), Loredana Marino (Salerno). L’obiettivo è il rilancio, in termini nuovi, della “questione meridionale”. In particolare si discuterà di una “carta dei diritti del e nel Mezzogiorno”, da far vivere nell’iniziativa politica complessiva della sinistra antiliberista.  

Somma Vesuviana, preoccupante incendio in area parco

 

Nuova giornata infernale nel Vesuviano, roghi a Torre del Greco e Sant’Anastasia ma soprattutto è ancora il Monte Somma ed il Parco Nazionale del Vesuvio a bruciare.

Complice l’arsura di questo torrido mese di giugno, il forte vento, una siccità che non si ricordava da anni ed un’incuria dei boschi, oramai atavica, ma a bruciare è ancora una volta il Parco Nazionale del Vesuvio. Questo pomeriggio le fiamme sono divampate a monte del santuario di Santa Maria a Castello nel comune di Somma Vesuviana, lambendo le mura di una villetta ma senza creare danni a questa per il pronto intervento e l’azione congiunta dei volontari della protezione civile Cobra 2 e il Corpo Volontari di Pronto Intervento di Somma e del corpo dei volontari della Protezione Civile di Sant’Anastasia e Massa di Somma.

Sul posto erano presenti anche i Carabinieri Forestali del CTA e le Guardie Giurate della SIPRO

L’incendio, in buona parte sotto controllo verso le ore 18.45, vedeva interessata anche l’area prossima all’imbocco del sentiero che porta verso Punta Nasone, ‘O Ciglio delle devozioni Sommesi. Verso le ore 19.00 sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco, anche loro come la Protezione Civile, impegnati sui tanti fronti di questa estate vesuviana che non promette nulla di buono.

Licenziati Gepin: c’è il salvataggio. Ma la Slc non firma: « Condizioni inaccettabili »

La Cgil: « Cancellati salari e diritti ». La Cisl: « Speculano sui drammi umani ».       A un anno dal licenziamento è stato trovato l’accordo per il ritorno al lavoro, entro la fine del 2017, dei 215 centralinisti finiti in mobilità e un tempo dislocati negli uffici del call center Gepin di Casavatore. Si tratta del più grande disastro occupazionale messo a segno a Napoli e provincia nel 2016. Ora però questa pagina buia pare sia stata cancellata. L’intesa è stata sottoscritta dopo molte ore di trattativa stamattina, all’alba, al ministero dello Sviluppo Economico. Ma ci sono ombre. L’accordo infatti non è stato firmato dalla Slc Cgil a causa del dimezzamento dei salari, dell’azzeramento degli scatti di anzianità, dei demansionamenti, dell’attuale assenza di una sede operativa a Napoli e, in particolare, del mancato inserimento nel patto dell’articolo 18, la norma dello Statuto dei lavoratori che tutela il dipendente dal licenziamento senza giusta causa. Una volta trasferiti alla nuova società, la System House, che ha vinto l’appalto di Poste Italiane, gli addetti non potranno infatti essere protetti dalla norma statutaria che invece li proteggeva quando si trovavano alle dipendenze della Gepin. Si ripete quindi in fotocopia quanto già successo nel settembre dell’anno scorso. Anche in quel caso c’era stato l’accordo separato finalizzato alla riassunzione in un’azienda che però poi è stata costretta a rinunciare perché la System House aveva nel frattempo vinto un ricorso al Tar. Si è resa dunque necessaria una seconda trattativa, con System House appunto, allo scopo di riassumere i giovani e meno giovani ex Gepin che avevano perso il lavoro. E il nuovo accordo è stato partorito stamane. Prevede che inizialmente i dipendenti, a partire dal 30 settembre, vengano inquadrati tutti a quattro ore. C’è però l’impegno in base al quale gradualmente « saranno incrementati sia i contratti che i profili professionali man mano che aumenteranno i volumi della commessa Poste ». Inoltre per i lavoratori che resteranno senza indennità di mobilità a partire da luglio è stata promessa dall’assessore regionale al Lavoro, Sonia Palmeri, la copertura attraverso l’erogazione fino al 30 settembre di un ammortizzatore sociale, l’ “APU”. C’è infine la possibilità, per coloro che non intendono perdere i soldi della mobilità garantiti fino alla fine di quest’anno, di essere assunti a dicembre. Pesa però la questione dell’articolo 18, la cui assenza rende la posizione dei lavoratori molto più debole che in precedenza. In sede di trattativa il responsabile di System House, l’ingegner Agostino Silipo, si è detto favorevole alla reintroduzione della norma statutaria ma ha anche dichiarato che comunque avrebbe dovuto ascoltare il parere degli altri componenti del suo consorzio di riferimento. Si vedrà. Sta di fatto che la Slc Cgil resta molto preoccupata. « E’ inaccettabile – dichiara Osvaldo Barba, segretario della Slc Cgil di Napoli – che in una sede come quella del ministero, alla presenza del governo nazionale e delle istituzione regionali rappresentate dagli assessori al Lavoro dei territori coinvolti, venga stipulato un accordo che scarica  pesantemente sui lavoratori e sulle loro famiglie tutte le problematiche relative ai cambi di appalto, alla mancata applicazione delle clausole sociali, alle gare al massimo ribasso ». L’organizzazione di categoria della Cgil punta l’indice anche contro la Gepin, ritenuta responsabile di questo disastro e del successivo abbandono al loro destino dei lavoratori. « Riteniamo che System House – aggiunge Barba – subentrata all’ultimo momento in questa vertenza debba produrre, così come richiesto da SLC,  un atto formale a tutela dei lavoratori in cui si metta per iscritto il mantenimento dell’articolo 18.  Inoltre quest’ azienda che non ha sede sul territorio di Napoli deve comunicare ai lavoratori ed al sindacato dove intende svolgere le sue attività e obbligatoriamente mantenere il vincolo della territorialità della commessa che deve essere lavorata sull’area  metropolitana di Napoli ». Si profila un nuovo tavolo di confronto in sede di verifica dell’accordo. « La riapertura della trattativa – puntualizza però il segretario della Slc partenopea –  così come richiesto da SLC al ministero, deve produrre necessariamente da parte di System House l’ aumento  del numero di ore da assegnare ai lavoratori per attribuire loro un salario più dignitoso ». Del tutto diversa la posizione della Fistel. Giuseppe Di Marzo, segretario regionale del sindacato di categoria della Cisl, stigmatizza il comportamento della Slc Cgil. « Abbiamo fatto l’impossibile – commenta – per riuscire a trovare dopo tanti mesi di iniziative ed incontri una soluzione che oggi annunciamo con enorme soddisfazione ma che purtroppo non è stata condivisa da tutti poiché permangono ancora organizzazioni sindacali che sui drammi umani fanno ideologia e politica ». E Salvatore Topo, segretario generale della Fistel Cisl della Campania, aggiunge che « bisogna però sottolineare gli sforzi compiuti dalla viceministro Teresa Bellanova e dall’assessore regionale al Lavoro Sonia Palmeri, che ha garantito gli ammortizzatori sociali a coloro che resteranno privi di coperture da luglio a settembre ».

Ancora sangue sulle strade: incidente mortale a Palma Campania

Un morto, un uomo in pericolo di vita e un altro leggermente ferito. È il tragico bilancio dell’incidente avvenuto a Palma Campania. In via Nuova Nola, all’incrocio con via Isernia, una Lancia Y è finita contro un autocarro. Sulla base di una prima ricostruzione della dinamica dei fatti, il 22enne alla guida della “Y” avrebbe perso il controllo della macchina, per cause che sono in corso di accertamento. Il giovane, di origini marocchine, è stato trasportato dal 118 al pronto soccorso dell’ospedale di Nola in “prognosi riservata”.  È poi deceduto all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove era stato successivamente trasferito. Con lui, sul lato passeggero della vettura, c’era un amico, un connazionale che si sta provvedendo a identificare: si trova ora nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Salerno, in pericolo di vita. Se l’è cavata con escoriazioni guaribili in due giorni il 25enne di Palomonte (in provincia di Salerno) che era alla guida dell’autocarro. Sulla terribile vicenda indagano i carabinieri. Sul luogo dell’impatto sono intervenuti per i rilievi i militari della stazione di Palma Campania e dell’aliquota radiomobile di Nola. Hanno sottoposto a sequestro i veicoli coinvolti nell’incidente. La salma della vittima è rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria: è stata portata all’istituto di medicina legale del Secondo policlinico di Napoli.    

Somma Vesuviana, il neosindaco Di Sarno: «Nella mia giunta solo menti pensanti che abbiano voglia di lavorare»

Salvatore Di Sarno
L’intervista che segue risale a ieri mattina, lunedì 26 giugno. Sono passate solo poche ore dai festeggiamenti per la vittoria di Salvatore Di Sarno sul competitor Celestino Allocca e ancora il web si riempie di polemiche, di accuse, di veleni, di video, di fake che dileggiano l’avversario arrivato secondo al ballottaggio con la distanza di poche centinaia di voti. È il sindaco eletto a mettere un freno a tutto ciò. «Ora basta – dice Salvatore Di Sarno – Celestino è un amico prima che un avversario, gli voglio un gran bene e se ci siamo trovati su fronti opposti per scelte politiche diverse, la stima e il rispetto restano, si calmino gli animi».   La proclamazione e poi il primo consiglio comunale non sono distanti, stai già pensando alla giunta? «Ci lavorerò nei prossimi giorni. I sette assessori saranno scelti tra professionisti esperti nei settori di riferimento, saranno menti pensanti che non dovranno venire a scaldare la sedia e non saranno “parenti o amici” di qualcuno. Ovviamente sarà rispettata la parità di genere». Nel tuo ultimo comizio a Rione Trieste avevi lanciato d’impulso una proposta, prospettando un assessorato alla Legalità e dicendo che l’avresti offerto al dottore Giuseppe Bianco o all’imprenditore- un tempo già vicesindaco di Ferdinando Allocca – Luigi Mele. Ne hai ancora intenzione? L’hai poi proposto di persona a uno dei due? «La mia intenzione era lanciare un segnale al Pd e ai rappresentanti di quelle liste che – per le vicende che hanno preceduto la campagna elettorale – non hanno partecipato alla competizione. Finora nessuno dei due ha risposto all’appello. Glielo chiederò di persona. In caso di rifiuto troverò un profilo adatto a detenere la delicata delega alla legalità, magari un collega che abbia fatto parte delle forze dell’ordine». Di cosa ha bisogno Somma Vesuviana sul fronte legalità? Nella prima conferenza stampa hai parlato di telecamere su tutto il territorio comunale, per sapere sempre chi entra ed esce dalla città. La questione privacy? «Quella è superabile con le nuove tecnologie, le registrazioni vengono fatte su chip e, dopo essere state controllate, sono eliminate. Occorre un senso di presenza sul territorio e, non ultimo, un controllo accurato degli atti amministrativi sul fronte della trasparenza». Su quella vicenda che risale a prima della competizione, fatta di minacce anonime, mancata presentazione di tre liste, lettere consegnate in Prefettura e poi contraddette da messaggi personali consegnati ai carabinieri e quant’altro, bagarre mediatica senza precedenti a Somma Vesuviana, ci sono ancora indagini in corso. Non è indagato però il comandante della locale stazione dell’Arma – ora trasferito ad altri incarichi su sua richiesta-  Raimondo Semprevivo, tirato in ballo anch’egli, per presunti e mai dimostrati «inviti» rivolti ad un candidato nel desistere dalla competizione. Tu cosa pensi sia accaduto davvero e come accoglieresti l’eventuale ritorno a Somma Vesuviana del sottufficiale dei carabinieri? «Non posso che attendere gli esiti delle indagini, ricordando che la responsabilità penale è personale. Sull’operato del comandante Semprevivo, quello che in tanti anni ho avuto modo di conoscere, non ho alcuna remora e, nel momento in cui la questione dovesse risolversi, non vedo perché non possa tornare a fare il suo dovere a Somma Vesuviana. Ma è una decisione sulla quale, naturalmente, io non ho alcun potere». Naturalmente. Lo hai invece, perché è la legge a concedertelo, sulla formazione della giunta comunale in totale autonomia. Ci sarà nel tuo esecutivo qualche esponente del Pd? «Se fosse una mente pensante, ben venga quale valore aggiunto. Di sicuro sto valutando il coinvolgimento di componenti della società civile». Cosa ha la «società civile» di meglio rispetto alla politica? «Chiariamo, avrò una giunta politica. Se ci fossero tecnici validi nella nostra comunità cittadina e anche qualcuno che arrivi da oltre i confini sommesi a dare il proprio contributo, nessun problema. La mia è un’apertura a trecentosessanta gradi rispetto alla politica, alla società civile e ai tecnici preparati del territorio». C’è una delega che ti sta particolarmente a cuore, che vorrai tenere per te o assegnare ad un esperto che possa fare la differenza? «A me stanno particolarmente a cuore le politiche sociali, cerco perciò chi sappia avere cura di questo settore. Ma vorrò anche nella mia squadra un team che si occupi di intercettare fondi comunitari e sovracomunali: i fondi sono pochi e sono risorse che non possiamo consentirci di perdere». Castello d’Alagno: Università o Ufficio Tecnico? La tua idea o quella del consigliere Nocerino? «Siamo perfettamente d’accordo sulla questione: un ufficio che si occupi di fondi strutturali, con giovani che vogliano investire su sé stessi e sulle proprie competenze. Quel castello bisognerà innanzitutto aprirlo e presto, per pensare subito ad un connubio di sinergie pubbliche e private che ci consenta di insediarvi un corso universitario, giovani che lavorino su progetti per il territorio e quant’altro troveremo adeguato». Le priorità per il borgo Casamale? «Ho trovato eccezionale l’idea lanciata dal mio competitor Allocca e non ho alcun problema a sposarla: il nostro centro storico va inserito nella lista dei siti italiani del patrimonio mondiale Unesco. Il nostro borgo è già un vanto ma deve diventarlo sotto ogni aspetto: occorre un censimento, bisogna confrontarsi con i proprietari delle case e delle associazioni. L’Ente starà loro accanto, ma il sommerso deve emergere, dobbiamo liberarci dai fattori negativi. Dieci persone in un «basso» non ci possono stare, e lo dico con tutto il rispetto per chi ci vive: si tratta di persone che aiutano sicuramente l’economia della nostra città perché qui vivono e lavorano. Per normalizzare questa situazione ci vorrà tempo, ma intanto dobbiamo affrontare un’altra questione importante: il Casamale ha problemi di staticità, strutturali. L’Ufficio Tecnico dovrà verificare e poi occorrerà capire cosa fare dei parcheggi. Quello dietro le Torri e quello di via Casaraia». Ecco, parliamo del parcheggio di Casaraia. «È una struttura che secondo me configura un danno erariale e inoltre ci sono problemi di accesso e di viabilità circostante. Quello è un esempio di soldi buttati. Parleremo con chi vive in quella zona, capiremo se sono interessati ai posti auto, magari per la sosta notturna. Verificheremo se sia possibile installare una rampa o una sorta di carrello elevatore. Il parcheggio dietro le Torri va messo invece a regime, va pensata una convenzione con i cittadini, ma in base al reddito e con le dovute differenze. Chi ha una Ferrari non può aspettarsi le stesse agevolazioni di chi possiede una 500. Lì accanto ci sono ristoranti, ecco le auto dei clienti potrebbero trovare posto lì piuttosto che sui marciapiedi. Studieremo un piano di viabilità». Torniamo alla giunta. Hai intenzione di chiedere a consiglieri eletti di farne parte? «Sì, proporrò deleghe a chi ha competenze specifiche». Per esempio ai tributi? «Ai tributi mi piacerebbe una donna in giunta, penso ad una esponente di “Siamo Sommesi”». Istruzione, cultura. Che profilo deve avere l’assessore al quale affiderai queste deleghe? «Una persona preparata, che conosca bene il territorio e le caratteristiche peculiari della cultura sommese. Penso ci sia qualcuno con queste doti». Il piano di insediamento produttivo di via Pizzone Cassante, l’unico varato in città e nei mesi in cui facevi funzioni da sindaco dopo la scomparsa di Ferdinando Allocca, porta la tua firma. «Bisognerà alleggerirlo». Cosa intendi? «Salvaguardare gli insediamenti urbani, prevedere aree dove ci siano agevolazioni per chi vuole investire». Parli di zone tax free? «Se la legge lo consente, assolutamente sì. Penseremo anche a via Colle, lì dove il sindaco Piccolo ha dato – diciamo così- un’impronta, ci sono però problemi di viabilità. Ci aspetta un lavoro immane». Intendi coinvolgere l’opposizione nelle scelte? «In quelle importanti per la città, sicuramente. Ma, sempre con il massimo rispetto di ciascuno, c’è una maggioranza di governo che decide». Il prossimo anno ci sono le elezioni politiche. La tua coalizione ha una connotazione di centrosinistra, tu un po’ di meno. Credi ci sia la possibilità che pezzi importanti della tua compagine confluiscano sotto una sigla, magari il Pd? E tu? «Lascerò a tutti i miei amici di coalizione la libertà di valutare le proprie scelte. Io farò le mie. La nostra coalizione è eterogenea, ci sono persone di sinistra, di destra, di centro. Rispetterò chi vorrà compiere scelte diverse da quelle mie. Sai bene che nasco democristiano». La campagna elettorale è finita. E per te è finita con una vittoria. C’è qualcosa che vorresti dire al tuo competitor, Celestino Allocca? «Io non ho mai visto Celestino come avversario, sempre come un amico. Ci siamo trovati su fronti opposti per scelte politiche diverse, ma non ho mai perso il rispetto e la stima della persona. Nelle ultime settimane avrei voluto chiamarlo tante volte per dirgli di calmare i suoi supporter e forse anche a lui sarà balenata la stessa idea. Siamo stati presi dalla foga, ci siamo per così dire un po’ alienati. Ma credo che nessuno tra noi due abbia mai voluto offendere l’altro. Ho sentito che potrebbe prendere in considerazione l’idea di dimettersi, so che la mia richiesta potrebbe non contare nulla per lui, ma voglio lo stesso chiedergli di non farlo, di non abbandonare Somma Vesuviana. In questa città ha investito molto, moralmente e fisicamente, ha lottato tanto e rappresenta una consistente fetta di cittadini che ha votato per lui. Spero che resti a fare una sana opposizione e che questa avventura possa rafforzare il nostro rapporto». Le tue sono belle parole. Ma i tuoi sostenitori, ieri sera (ndr, domenica 25 giugno), nel festeggiare la vittoria urlavano: «Ha vinto la legalità». Dall’altra parte c’erano delinquenti? «No, assolutamente no. Non l’ho mai detto. La legalità e la trasparenza sono mie priorità ma se posso aver detto involontariamente qualcosa che abbia potuto offendere gli avversari, me ne scuso». Eppure il popolo dei social pare aver frainteso. «Gli animi si devono calmare, intanto è un punto di partenza. Io ho vinto, è vero. Ma devo dimostrare qualcosa. Adesso è tutto bello, va tutto bene, ma è ora di rimboccarsi le maniche e tendo una mano a Celestino chiedendogli una sana collaborazione istituzionale. Spero voglia accettare. Il giorno del suo compleanno, il 22 giugno scorso, ho detto in una intervista che gli voglio un gran bene. Era vero allora ed è vero adesso, basta con le polemiche. Lo dico soprattutto ai miei. Per chi vince non è onorevole rimarcare la sconfitta altrui, non può piacermi un atteggiamento simile e chi mi conosce bene lo sa». Il turismo? La risorsa precipua di Somma Vesuviana della quale tutti parlano e che nessuno riesce a incrementare? «Somma deve entrare nel circuito regionale. Abbiamo nostre opere d’arte confinate a Nola, la Villa Augustea, il Castello d’Alagno, Santa Maria del Pozzo, la Collegiata…ci sarà una sinergia con la Regione Campania tentando di valorizzare un percorso, anche religioso oltre che culturale, che comprenda Madonna dell’Arco, Pompei, Ottaviano. Per ottenere ciò va migliorata la viabilità e vanno incentivati gli investimenti, prevedendo attività compatibili con il Parco Nazionale del Vesuvio». Parliamo della macchina amministrativa. Come ti comporterai con i funzionari al momento in servizio? Hai intenzione di continuare la «tradizione», per la verità non solo sommese, secondo la quale le nomine diventano merce di scambio per i partiti? «Non devono essere merce di scambio, se lavorano bene e sono validi non vedo perché non debbano rimanere al loro posto. Valuteremo secondo un unico criterio, oltre a quelli previsti dalla normativa in materia: il lavoro. Se non danno quello per cui li paghiamo, si potrà pensare magari a riposizionamenti». Qual è il settore da potenziare? «Tutta la macchina comunale andrebbe svecchiata. L’organico dei vigili urbani, di sicuro. Somma Vesuviana è una città di circa 40mila abitanti, deve poter contare su tre turni, compreso uno notturno. Valuteremo la possibilità di concorsi, e non solo in questo settore». Riceverai personalmente i cittadini? «Anche, poi ci sarà l’impegno giornaliero di tutti i miei collaboratori che dovranno essere presenti, a rotazione, nella casa comunale per essere in contatto con i cittadini». Riqualificazione delle periferie: da dove comincerai? «Su 32 kmq di territorio non si possono fare interventi a pioggia, ma occorre avere le idee chiare. Il segretario del Psi, Nencini, che ho incontrato di recente, ha la delega di governo alle aree disagiate. Presenteremo un progetto serio per creare le fognature in quanti più rioni è possibile. In via del Cenacolo, per esempio, in alcune zone di Rione Trieste, a Malatesta. Con i pochi soldi che abbiamo i progetti si possono fare, ma non per tutte le aree. Dunque dovremo intercettare finanziamenti». La tua amministrazione durerà cinque anni? «Se no che mi sarei candidato a fare? Sia chiaro, sono pronto ad andare via subito se qualcosa non dovesse andare, perché non diventerò mai schiavo di nessuno». Credo di aver posto, il giorno dopo le elezioni, la stessa domanda ai tuoi predecessori. La risposta era simile, eppure a Somma Vesuviana si è votato ogni due anni. Ora comincerà la giostra…le rose di nomi, le proposte per gli assessorati…auguri, Salvatore. Mi dici come eviterai che si torni al voto se non tra cinque anni? «La guida è forte ed è la mia. Sono io ad assumermi tutti gli oneri e a prendermi tutti i problemi. Avrò un buon team che si confronterà. Io sono certo che riusciremo a ridare luce a Somma Vesuviana, a riaccendere la speranza di questa città. C’è da lavorare tanto e non basta uno schiocco di dita. Cominceremo con il capire come stanno le finanze, ripartiremo dal bilancio del Comune. Vedremo cosa si può fare, subito». Una cosa che farai subito me la dici? «Ho notato che le strisce pedonali realizzate tre mesi fa non ci sono già più. Questo vuol dire che la vernice non era adeguata e non va bene così. Se noi paghiamo profumatamente le ditte dobbiamo poi avere la possibilità di pretendere servizi e se questi non sono idonei ci saranno penali. Bisogna rispettare i cittadini che pagano le tasse, i soldi sono loro». Vuoi fare una promessa alla città? «Di solito i politici sono tacciati di fare false promesse, in campagna elettorale». Già, ma la campagna elettorale è finita. Puoi farne una vera. «Assicuro il mio impegno quotidiano e costante. Se occorre ci sarò anche di notte. La prima cosa della quale mi occuperò sarà rifare la segnaletica orizzontale, subito dopo verificheremo la staticità di tutti gli edifici scolastici».

Hinterland a est di Napoli: terra di onesti o di impuniti ?

In vent’anni qui sono stati pochissimi i pubblici amministratori finiti nei guai con la giustizia.   Probabilmente nella provincia a oriente del capoluogo partenopeo ( decine di comuni e mezzo milione di abitanti ) il caso più clamoroso di giustizia mancata è quello di Casalnuovo, quando nel 2007 vengono sequestrati interi rioni abusivi sorti dai suoli agricoli. La vicenda fa il giro del mondo. Ne parlano anche i principali giornali francesi, inglesi, americani. Ma alla fine l’inchiesta partorisce il più classico dei topolini. Nonostante i politici del posto si permettono il lusso di sfottere i cronisti de Il Mattino dichiarando di non essersi accorti di niente perché i palazzi fuorilegge alti fino a sette piani « erano stati coperti dai cespugli » nessuno di loro finisce sotto processo. Se la cavano a buon mercato tutti, anche il sindaco dell’epoca, che pronuncia pure una frase di scherno nei confronti dei suoi concittadini « rei » di non aver visto bene i palazzoni « evidentemente perché non avevano gli occhiali ». Le cronache di inchieste mozzate nell’hinterland a est di Napoli portano qualche anno dopo, nel 2011, all’arresto di un assessore, che tra l’altro nella vita di tutti i giorni faceva il poliziotto, e di un consigliere comunale di Pomigliano filmati dai carabinieri mentre artigliano una tangente dal titolare della ditta che si occupava del trasporto dei rifiuti organici. Mesi dopo i due tangentisti sono condannati a pene lievi. Non sono andati in carcere. Sulla vicenda c’è sempre stato il pesante sospetto che i pubblici amministratori corrotti avessero goduto di una serie di complicità. Nessuna indagine suppletiva però. Niente di niente. Nel 2013 invece vengono condannati per concussione il sindaco, un medico dell’asl, e il vicesindaco di Brusciano, entrambi in carica nel 2004.  E nel dicembre dello stesso anno finisce in manette il sindaco di Sant’Anastasia, anche lui medico e anche lui colto sul fatto per una tangente di 15mila euro. Quindi nel 2015 termina in carcere l’assessore all’urbanistica del comune di Nola per una storia di presunti intrecci tra edilizia e camorra. In questo caso però è la Dda di Napoli a occuparsi della faccenda. Infine, quest’anno, viene condannato per voto di scambio un ex consigliere comunale di maggioranza del comune di Acerra, eletto nel 2012. Per il resto la vita scorre più che tranquilla da venti anni esatti in tanti comuni della provincia orientale, nel cosiddetto Nolano. Per cui la domanda sorge spontanea: è una terra di onesti o di impuniti ?

Sant’Anastasia. Vesuvius Art 2017: in piazza mostre di giovani artisti

E’ partita dai giovani dell’ass.ne Urbe Vesuviana la proposta di rivitalizzare le piazze come luoghi di incontro per valorizzare le risorse del territorio vesuviano. Questo lo scopo principale dell’evento più emblematico dell’associazione, il Vesuvius Art, tenutosi in piazza IV Novembre: una mostra di opere di giovani artisti per valorizzarli, riqualificare le tradizioni e ridare importanza all’arte e all’artigianato locale. Improvvisandosi falegnami ed arredatori hanno allestito la piazza centrale del paese, puntando a creare un’atmosfera calda e distesa, atta ad accogliere le opere dei disegnatori: Ilaria Aprile, Sara Cozzolino, Ivan Chianese, Eugenio Di Marzo; dei pittori Antonio Raia, Mario Sepe, Lisa Sodano, Lucio Casillo, Luisa D’Avino, Simona Coppola; dei grafici Marco De Natale, Laura Balisciano; dei fotografi Raffaele Di Lorenzo, Mario Tuorto, Vincenzo Masucci; degli artigiani Vincenzo Bacco e Giacomo D’Alterio, scultori; Luigi Magnetta, maestro ramaio; del ceramista Acampora e delle ricamatrici della Caritas parrocchiale di Santa Maria La Nova. Per una intera giornata e soprattutto in serata la piazza è stata piena di gente, di famiglie, di associazioni, di giovani visibilmente interessati, che hanno poi applaudito l’esibizione di Daniele Galasso, giovanissimo ambasciatore della musica napoletana nel mondo col suo mandolino. “Il nostro è un territorio ricco di risorse e noi di Urbe Vesuviana crediamo che la qualità e la varietà dei lavori artistici e di artigianato sia talmente elevata che questi settori possono davvero divenire il traino della rinascita economica ed il riscatto socioculturale dei Paesi Vesuviani. L’evento ha mostrato a tutti una Sant’Anastasia diversa, capace di emozionarsi ma soprattutto intenzionata a cambiare, a non nascondersi dietro stereotipi e a mostrarsi senza maschere. I giovani hanno dato dimostrazione autentica di coraggio, di volontà di rinnovamento e di riscatto, hanno dimostrato di voler costruire il domani senza la paura di osare, guardando con orgoglio il passato e custodendolo gelosamente come patrimonio da salvaguardare. Il Vesuvius Art – afferma il presidente Angelo Terracciano – sarebbe stato una vittoria se anche un solo giovane si fosse avvicinato a noi, e la nostra audacia è stata ampiamente premiata. Un ringraziamento particolare agli sponsor che hanno reso possibile tutto questo, al sindaco Lello Abete, all’assessore Fernando De Simone, che ci hanno sopportato e supportato in queste settimane di preparativi; a don Ciccio D’Ascoli per gli incoraggiamenti; ma il grazie maggiore va a Sant’Anastasia, ai suoi cittadini, ai giovani e ai meno giovani, ai ragazzi di questa associazione che raccoglie, tra gli iscritti, associati di 4 diversi paesi vesuviani, per essersi davvero regalati una speranza, un angolo di gioia e serenità, per aver acceso finalmente un faro in una buia società, spesso standardizzata”. “Abbiamo sostenuto un evento in grado di portare in piazza IV Novembre, che abbiamo reso molto più viva e vivibile, varie forme d’arte, cultura e tradizioni – dice il sindaco Lello Abete – grazie ai nostri giovani, impegnati nel sociale e desiderosi di essere artefici del cambiamento in cui tutti confidiamo. E’ questa la Sant’Anastasia che ci piace”.  

Sorrento. “Premio Biagio Agnes 2017” Consegnati i 16 riconoscimenti. Fiorello mattatore della premiazione

Grande successo di pubblico e di presenze per la IX edizione del Premio Internazionale del Giornalismo, presieduto da Simona Agnes, a Sorrento dal 23 al 25 giugno. Sabato 24 giugno, la Cerimonia di consegna a Marina Grande ripresa da Rai Uno con un cast d’eccezione. Si è chiusa ieri, domenica 25 giugno, la IX Edizione del “Premio Internazionale del giornalismo Biagio Agnes 2017”. Ieri, nell’incantevole scenario di Marina Grande a Sorrento, si è tenuta la cerimonia di premiazione del “Premio Biagio Agnes 2017”. La manifestazione, presentata da Alberto Matano e Francesca Fialdini e ripresa dalle telecamere di Rai Uno, ha assegnato 16 riconoscimenti a illustri giornalisti e opinion leader che si sono contraddistinti per innovazione e professionalità. “Vorrei sottolineare- ha affermato Simona Agnes, Presidente della Fondazione Biagio Agnes – che grazie alle varie iniziative promosse dalla Fondazione che presiedo è stata creata una rete che investe tutto il mondo della cultura e del sapere. Stiamo già lavorando alla prossima edizione del Forum Turismo e Cultura all’interno del quale come ogni anno sarà consegnato il Premio Biagio Agnes Turismo e Cultura. E ad ottobre si terrà la prima edizione del “Forum Medicina e informazione scientifica, all’interno del quale consegneremo il Premio Biagio Agnes per l’informazione medico-scientifica”. Dall’economia alla cronaca fino allo sport senza dimenticare medicina e spettacolo. Sono stati i protagonisti della IX edizione del premio Biagio Agnes, l’ambito riconoscimento intitolato all’ex Direttore Generale Rai, ideato e promosso dalla Fondazione Biagio Agnes, presieduta da Simona Agnes che da sempre, sotto la spinta dell’insegnamento paterno, ha guardato con interesse il mondo dell’informazione. Degli illustri ospiti spiccano le testimonianze del direttore di Bloomberg News, John Micklethwait, a lui la giuria ha riconosciuto il Premio Internazionale. Per Micklethwait il giornalismo riuscirà a sopravvivere ai mutamenti dell’era digitale conservando il ruolo essenziale di filtro tra mezzo e utente. Il Premio Stampa Periodica è stato attribuito al direttore di Panorama Giorgio Mulé, da una sua idea è nato il progetto Panorama d’Italia che è riuscito a promuovere il made in Italy in ogni ambito da nord a sud del Paese fino a sbarcare in America. A Massimo Gramellini, che con “Fai bei sogni” ha venduto più di tutti nel 2012, un milione di copie, va il premio giornalista scrittore. Prima il Buongiorno e adesso il Caffè di Gramellini sono tra i corsivi più letti dagli italiani. La passione per la lettura e la politica l’hanno avvicinato al giornalismo, Mario Ajello de Il Messaggero vince il Premio della categoria Cronaca e Attualità. Un altro importante riconoscimento per il quotidiano romano che con Carla Massi si aggiudica anche la sezione Medicina e Informazione Scientifica. L’animo poliedrico e innovatore ne fanno di lui un personaggio amato e vincente. Lo showman Fiorello si aggiudica il Premio Nuove Frontiere con la trasmissione Edicola Fiore. In onda tutti i giorni su Sky Uno e su TV8. Nel segno dell’allegria e del buon umore. A Carlo Conti consegnato uno dei 5 Premi Speciali previsti quest’anno dalla giuria presieduta da Gianni Letta. Il conduttore e presentatore toscano si è distinto per la scrittura e il successo delle ultime edizioni del festival di Sanremo da lui diretto. Gli altri quattro sono stati consegnati a Uno Mattina (per i 30 anni della messa in onda); Scarp de’ tennis, mensile di impegno sociale; Correo de Andalucia del gruppo Maldonado e Premio Speciale alla Memoria di Ettore Bernabei, storico Direttore Generale della Rai scomparso meno di un anno fa. Il Premio alla Carriera quest’anno è stato riconosciuto a Gianni Clerici, il mancato tennista che ha saputo raccontare il tennis in chiave moderna tanto da coniare nuove parole e scoprire futuri campioni come l’americano Sampras. Premio per la Carta Stampata al direttore de La Stampa Maurizio Molinari, esperto di politica estera dagli Usa al vicino Oriente. Nella categoria Under 35 trionfa Caterina Dall’Olio videomaker e inviata di Tv2000. Il Premio per la Televisione va ad Alberto Angela, paleontologo, naturalista, divulgatore scientifico e scrittore italiano che attraverso il mezzo televisivo è riuscito a raccontare in modo innovativo mondi vicini e lontani. Carmela Giglio, una vita a raccontare come inviata di Radio Rai, dai teatri di crisi e conflitti, attribuito il Premio per la Radio. La Fondazione Agnes, in linea con lo spirito che la anima, anche quest’anno ha assegnato una borsa di studio ad un giovane giornalista praticante dell’Università Luiss Guido Carlo di Roma. Appuntamento per l’anno prossimo con la X edizione del “Premio Biagio Agnes” tra continuità e innovazione. LE FOTO DELLA SERATA

San Giuseppe Vesuviano. Varato il nuovo piano anti buche: a breve il primo lotto di interventi di manutenzione

Dopo il maxi restyling di oltre cinquanta strade ecco gli ulteriori interventi programmati.   Dopo il maxi restyling che ha coinvolto moltissime arterie stradali cittadine, oltre cinquanta completamente riasfaltate secondo criteri tecnici moderni e di elevata qualità, arriva un nuovo piano grazie al quale saranno effettuati numerosi nuovi interventi di manutenzione, tesi a garantire una viabilità sicura e senza rischi. In base al piano di intervento elaborato dai tecnici dell’Ente di piazza Elena d’Aosta,  in virtù delle linee guida dettate dall’Amministrazione comunale, si procederà alla riqualificazione di intere porzioni stradali, archiviando, di fatto, l’obsoleta tendenza di procedere esclusivamente a rattoppi occasionali di buche e dislivelli. Si parte, dunque, con via delle Camelie, via Martiri di Nassiriya, via Vecchia Nappi, via Passanti (incrocio via Aielli), via XX Settembre (incrocio via Passanti), via Mattiuli e via Muscettoli (incrocio via Martiri di Nassiriya). Queste le aree che fanno parte del primo lotto di intervento che sarà realizzato entro l’estate ed in cui ampi tratti stradali saranno completamente riasfaltati. Si proseguirà, poi, in breve tempo, con un secondo lotto che coinvolgerà ancora più strade e, precisamente: via dell’Acanto, traversa Rocco Alfieri, via Telese, traverse di via Nappi, via Cortile Casilli, via Palomba. “La città di San Giuseppe Vesuviano è stata abituata per lunghi anni ad interventi occasionali e sporadici, risultati, tecnicamente, non idonei a garantire la presenza di un fondo stradale agevolmente percorribile dai veicoli – sottolinea Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano – la programmazione messa in campo, invece, ci consentirà, in due distinti lotti, di proseguire nel restyling delle strade cittadine, riasfaltando ulteriori tratti stradali, che si sommano a quelli già oggetto di intervento”.