
Caivano/Acerra, nella notte incendiata la discarica dei frigoriferi

Sant’Anastasia, aggredisce sessualmente una giovane di 26 anni sulla Circum di Madonna dell’Arco
Tragedia in autostrada: l’addio di Pomigliano al piccolo Luigi e a papà Raffaele
Il decreto Madia stecca ad Acerra: reintegrato vigile urbano accusato di assenteismo
Licenziato a marzo per assenteismo ma poi reintegrato l’altro giorno nel posto di lavoro dai giudici del tribunale di Nola « perché il fatto non sussiste ». Il maresciallo della polizia municipale di Acerra Marcello Formicola era stato Licenziato per effetto del decreto Madia, accusato di essersi procurato la falsa attestazione di entrata in servizio. Secondo quanto era trapelato, a scoprire “l’inganno” sarebbero stati gli stessi colleghi del comando dei caschi bianchi, che non avrebbero esitato a segnalare l’accaduto all’ufficio provvedimenti disciplinari. Formicola, 64 anni, era stato accusato di aver attestato la propria presenza al lavoro, e di aver effettuato anche del lavoro straordinario nella stessa giornata, falsificando l’orario di entrata in servizio, facendosi firmare il foglio d’entrata da un altro dipendente, sostenendo che il badge non aveva «funzionato». Il vigile urbano, una volta scoperto, era stato sospeso in via cautelare insieme con l’altro dipendente accusato di aver acconsentito alla richiesta di accertare il diverso orario di lavoro: per quest’ultimo il procedimento disciplinare è stato archiviato. Per il vigile urbano, invece, è scattato il licenziamento, per effetto del decreto Madia, per «aver posto in essere una condotta vietata, assicurandosi una falsa attestazione dell’entrata in servizio». Di parere del tutto opposto invece i giudici della sezione lavoro del tribunale di Nola secondo i quali questa versione dei fatti non sussiste, non c’è. Il collegio difensivo composto dagli avvocati Giovanni Carlo Esposito, Michelangelo Emione, Giovanni Della Corte e Pasquale Guadagni, che hanno assistito il maresciallo dei vigili urbani sia in sede civile che penale, in un comunicato fa sapere che « giustizia è stata fatta » e che « il maresciallo è stato denigrato ingiustamente ed etichettato come “furbetto”:il Giudice ha riconosciuto l’insussistenza dell’addebito e che non vi è stata alcuna falsificazione ».
PNV: una rivoluzione culturale contro i roghi
A ventidue anni di distanza dalla creazione del PNV e a molti di più da quando s’è capito che la natura andrebbe difesa, stiamo ancora a parlare di antincendio boschivo e lotta contro gli incendiari.
A volte le coincidenze sono impressionanti, proprio come è accaduto lo scorso mese di marzo con l’inaugurazione del restaurato castello mediceo, sede del PNV LEGGI , così ieri, un incendio, anche stavolta a Somma, divampa proprio lo stesso giorno in cui ci si riunisce presso la sede del Parco e proprio per discutere sui roghi delle ultime settimane.
Sarà la siccità, sarà stato il vento caldo dell’estate ma quando le coincidenze si susseguono con tale ciclicità, incominciano a diventare indizi. La cosa grave è che questi indizi sono anni che non vengono recepiti e sono anni ormai che ci tocca fare la cronaca ed essere testimoni inermi di un Parco Nazionale che va letteralmente in fumo.
Ieri sera, solo per il pronto intervento della protezione civile è stato scongiurato il peggio, si è evitato che le fiamme, oltre a diffondersi nel bosco, raggiungessero le case della frazione di Santa Maria a Castello a Somma Vesuviana LEGGI VEDI.
Sempre ieri, in mattinata, c’è stato anche un incontro tra le parti in causa presso la sede del Parco Nazionale per fare il punto della situazione sul Piano AIB 2017. Si è chiesto in pratica, ai rappresentanti dei pochi comuni intervenuti, di stimolare la costituzione o il rafforzamento dei gruppi di Protezione Civile locali, di raccordarli tra loro, con il Parco e con i VVF. Azione un po’ tardiva, visto che sono mesi ormai che gli incendi scoppiano a macchia di leopardo lungo tutto il territorio del PNV ma, meglio tardi che mai! Vedremo cosa partorirà quest’ennesimo stato generale delle buone intenzioni e dello scaricabarile delle responsabilità.
Oggi invece si terrà ad Ercolano un corteo al quale pare parteciperanno tutti, vittime e carnefici, attivisti di strada e da FB, gli ecologisti verdi e quelli scagnati e così, mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata, o brucia, come in questo caso, e come qualcuno ama sottolineare comodamente dietro un pc, mentre costruisce certosinamente il suo curriculum ambientale. Per molti però, più che curare la cosa pubblica, più che tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, conviene più partecipare ad un corteo che affrontare problemi che mai risolverà. Ci sarà chi chiederà esercito, telecamere e droni, Goldrake, Geeg robot d’acciaio e Capitan Harlock ma non muoverà un dito verso le reali problematiche del territorio. Tutti annuiranno, qualcuno applaudirà e con le facce meste si sentiranno tutti protagonisti della celebrazione di un nulla che avrà però conseguenze letali per tutti, loro stessi compresi.
Come se tutto ciò poi bastasse per risolvere un problema ormai conosciuto da tutti ma da molti sottaciuto, quello dell’economia sommersa del nostro territorio, quella che produce i rifiuti speciali e pericolosi e che vengono scaricati e bruciati nelle nostre terre. L’importante è andare avanti, e sperare che la malasorte non tocchi anche noi, quel che importa non è la realtà e che questa venga compresa, ma l’illusione che si offrirà all’elettore, nulla di più. Perché toccare quell’economia nascosta, quella che nessuno vorrà e potrà mai toccare, perché significherebbe attuare una rivoluzione sconvolgente per le nostre latitudini, significherebbe rivoltare come un guanto un tessuto sociale anarchico ed individualista e che non si riconosce se non nei propri meschini interessi personali.
Molti si chiederanno, qual è allora la soluzione? Morire in silenzio sotto questi veleni quotidiani? No di certo! C’è bisogno come ho scritto sopra di una rivoluzione culturale, radicale e diffusa a tutti gli strati della società; non una rivoluzione violenta dove c’è chi la spara più grossa per mettere in luce più se stesso che la problematica, ma quel movimento radicale che inizia nelle famiglie e che passa per le scuole ed arriva fino alle istituzioni, quella rivoluzione chiamata coerenza. L’INCENDIO DI IERI A SOMMAOttaviano: gli alunni dell’I.C. “Beneventano” regalano una meravigliosa “lezione” sulla bellezza del sogno che si fa musica
Vertenza Spiezia, oggi l’incontro con la Regione
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Scisciano, convegno “Sud, Campania, Solidarietà e Lotte”
Somma Vesuviana, preoccupante incendio in area parco
Nuova giornata infernale nel Vesuviano, roghi a Torre del Greco e Sant’Anastasia ma soprattutto è ancora il Monte Somma ed il Parco Nazionale del Vesuvio a bruciare.
Complice l’arsura di questo torrido mese di giugno, il forte vento, una siccità che non si ricordava da anni ed un’incuria dei boschi, oramai atavica, ma a bruciare è ancora una volta il Parco Nazionale del Vesuvio. Questo pomeriggio le fiamme sono divampate a monte del santuario di Santa Maria a Castello nel comune di Somma Vesuviana, lambendo le mura di una villetta ma senza creare danni a questa per il pronto intervento e l’azione congiunta dei volontari della protezione civile Cobra 2 e il Corpo Volontari di Pronto Intervento di Somma e del corpo dei volontari della Protezione Civile di Sant’Anastasia e Massa di Somma.
Sul posto erano presenti anche i Carabinieri Forestali del CTA e le Guardie Giurate della SIPRO
L’incendio, in buona parte sotto controllo verso le ore 18.45, vedeva interessata anche l’area prossima all’imbocco del sentiero che porta verso Punta Nasone, ‘O Ciglio delle devozioni Sommesi. Verso le ore 19.00 sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco, anche loro come la Protezione Civile, impegnati sui tanti fronti di questa estate vesuviana che non promette nulla di buono.

