Caivano/Acerra, nella notte incendiata la discarica dei frigoriferi

Si trova accanto al campo rom. Ecco il meccanismo del business.    Incendiata stanotte  la grande discarica abusiva di frigoriferi ubicata accanto al campo rom di Caivano, di proprietà del comune. In fumo sono andati rifiuti speciali dai quali sono state sprigionate per ore sostanze altamente tossiche. Nella stessa nottata sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che sono riusciti a spegnere l’incendio soltanto dopo diverse ore. Poco dopo gli stessi pompieri, con mezzi speciali, hanno provveduto a rimuovere i frigoriferi ormai inceneriti. Il fumo prodotto dal rogo ha invaso anche la vicina Acerra provocando danni non quantificabili. Sono oltre due anni che l’associazione Volontari Antiroghi di Acerra segnala al Comune di Caivano la presenza di questa pericolosa discarica accanto al campo rom. Denunce che vengono sistematicamente effettuate con esposti scritti e firmati. Purtroppo però questi rifiuti sono rimasti in zona senza essere mai rimossi. C’è voluto un grosso incendio per mobilitare le forze necessarie a ripulire il sito inquinato. Ma qual è il disegno criminale che si nasconde dietro il business dello scarico abusivo dei frigoriferi ? «  Alcune aziende dei dintorni – racconta Alessandro Cannavacciuolo, noto ambientalista della zona -che si occupano della vendita e dell’assistenza di elettrodomestici affidano ai rom i frigoriferi non riparabili o inutilizzabili pagando 3 euro per ogni pezzo. Poi i rom prendono dai pezzi ciò che gli serve e bruciano le carcasse ».      
Caivano, la discarica di frigoriferi ripulita dopo il rogo
Caivano, la discarica di frigoriferi ripulita dopo il rogo

Sant’Anastasia, aggredisce sessualmente una giovane di 26 anni sulla Circum di Madonna dell’Arco

Arrestato dai carabinieri di Pomigliano d’Arco, il 46enne che oggi, in pieno giorno, ha aggredito e usato violenza ad una giovane di 26 anni che ha urlato disperata fino ad attirare l’attenzione. L’aggressore è stato arrestato in flagranza di reato.

Tragedia in autostrada: l’addio di Pomigliano al piccolo Luigi e a papà Raffaele

Il bollettino medico di mamma Antonietta e delle bambine.   L’immane dolore di una città nel caldo torrido di ieri pomeriggio ha conosciuto il suo momento più straziante. Al funerale del piccolo Luigi La Racca e del papà Raffaele, morti in un terribile incidente autostradale domenica scorsa, hanno infatti partecipato almeno un migliaio di persone. Nella chiesa di San Felice in Pincis, la chiesa madre, la messa funebre è stata officiata da don Peppino Gambardella. Disperati i parenti delle vittime. In chiesa c’erano il sindaco, Raffaele Russo, e i consiglieri comunali di maggioranza e d’opposizione. Una persona si è sentita male ed è stata portata via da un’ambulanza. C’è un clima cupo a Pomigliano. Intanto risulta confortante l’ultimo bollettino dell’ospedale di Cosenza, dove si trovano ricoverate la mamma di Luigi e moglie di Raffaele, Antonietta Dentino, di 37 anni, e la figlia primogenita, di 12 anni (l’altra bambina, di 4 anni, è fuori pericolo). Le condizioni di Antonietta sono stabili, è ancora ricoverata in terapia intensiva, mentre quelle della figlia adolescente, operata a un polmone, migliorano sensibilmente. La Chiesa e tutta la comunità che si è stretta attorno a questa famiglia ieri hanno pregato per tutti gli sfortunati La Rocca, coinvolti in un incidente stradale mentre stavano rientrando a Pomigliano da una breve vacanza trascorsa a Paola, località balneare della Calabria.

Il decreto Madia stecca ad Acerra: reintegrato vigile urbano accusato di assenteismo

Il maresciallo Marcello Formicola era stato licenziato dal Comune a marzo.   

Licenziato a marzo per assenteismo ma poi reintegrato l’altro giorno nel posto di lavoro dai giudici del tribunale di Nola « perché il fatto non sussiste ».  Il maresciallo della polizia municipale di Acerra Marcello Formicola era stato Licenziato per effetto del decreto Madia, accusato di essersi procurato la falsa attestazione di entrata in servizio. Secondo quanto era trapelato, a scoprire “l’inganno” sarebbero stati gli stessi colleghi del comando dei caschi bianchi, che non avrebbero esitato a segnalare l’accaduto all’ufficio provvedimenti disciplinari. Formicola, 64 anni, era stato accusato di aver attestato la propria presenza al lavoro, e di aver effettuato anche del lavoro straordinario nella stessa giornata, falsificando l’orario di entrata in servizio, facendosi firmare il foglio d’entrata da un altro dipendente, sostenendo che il badge non aveva «funzionato». Il vigile urbano, una volta scoperto, era stato sospeso in via cautelare insieme con l’altro dipendente accusato di aver acconsentito alla richiesta di accertare il diverso orario di lavoro: per quest’ultimo il procedimento disciplinare è stato archiviato. Per il vigile urbano, invece, è scattato il licenziamento, per effetto del decreto Madia, per «aver posto in essere una condotta vietata, assicurandosi una falsa attestazione dell’entrata in servizio». Di parere del tutto opposto invece i giudici della sezione lavoro del tribunale di Nola secondo i quali questa versione dei fatti non sussiste, non c’è. Il collegio difensivo composto dagli avvocati Giovanni Carlo Esposito, Michelangelo Emione, Giovanni Della Corte e Pasquale Guadagni, che hanno assistito il maresciallo dei vigili urbani sia in sede civile che penale, in un comunicato fa sapere che  « giustizia è stata fatta » e che « il maresciallo è stato denigrato ingiustamente ed etichettato come “furbetto”:il Giudice ha riconosciuto l’insussistenza dell’addebito e che non vi è stata alcuna falsificazione ».

PNV: una rivoluzione culturale contro i roghi

 

A ventidue anni di distanza dalla creazione del PNV e a molti di più da quando s’è capito che la natura andrebbe difesa, stiamo ancora a parlare di antincendio boschivo e lotta contro gli incendiari.

A volte le coincidenze sono impressionanti, proprio come è accaduto lo scorso mese di marzo con l’inaugurazione del restaurato castello mediceo, sede del PNV LEGGI , così ieri, un incendio, anche stavolta a Somma, divampa proprio lo stesso giorno in cui ci si riunisce presso la sede del Parco e proprio per discutere sui roghi delle ultime settimane.

Sarà la siccità, sarà stato il vento caldo dell’estate ma quando le coincidenze si susseguono con tale ciclicità, incominciano a diventare indizi. La cosa grave è che questi indizi sono anni che non vengono recepiti e sono anni ormai che ci tocca fare la cronaca ed essere testimoni inermi di un Parco Nazionale che va letteralmente in fumo.

Ieri sera, solo per il pronto intervento della protezione civile è stato scongiurato il peggio, si è evitato che le fiamme, oltre a diffondersi nel bosco, raggiungessero le case della frazione di Santa Maria a Castello a Somma Vesuviana LEGGI  VEDI.

Sempre ieri, in mattinata, c’è stato anche un incontro tra le parti in causa presso la sede del Parco Nazionale per fare il punto della situazione sul Piano AIB 2017. Si è chiesto in pratica, ai rappresentanti dei pochi comuni intervenuti, di stimolare la costituzione o il rafforzamento dei gruppi di Protezione Civile locali, di raccordarli tra loro, con il Parco e con i VVF. Azione un po’ tardiva, visto che sono mesi ormai che gli incendi scoppiano a macchia di leopardo lungo tutto il territorio del PNV ma, meglio tardi che mai! Vedremo cosa partorirà quest’ennesimo stato generale delle buone intenzioni e dello scaricabarile delle responsabilità.

Oggi invece si terrà ad Ercolano un corteo al quale pare parteciperanno tutti, vittime e carnefici, attivisti di strada e da FB, gli ecologisti verdi e quelli scagnati e così, mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata, o brucia, come in questo caso, e come qualcuno ama sottolineare comodamente dietro un pc, mentre costruisce certosinamente il suo curriculum ambientale. Per molti però, più che curare la cosa pubblica, più che tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, conviene più partecipare ad un corteo che affrontare problemi che mai risolverà. Ci sarà chi chiederà esercito, telecamere e droni, Goldrake, Geeg robot d’acciaio e Capitan Harlock ma non muoverà un dito verso le reali problematiche del territorio. Tutti annuiranno, qualcuno applaudirà e con le facce meste si sentiranno tutti protagonisti della celebrazione di un nulla che avrà però conseguenze letali per tutti, loro stessi compresi.

Come se tutto ciò poi bastasse per risolvere un problema ormai conosciuto da tutti ma da molti sottaciuto, quello dell’economia sommersa del nostro territorio, quella che produce i rifiuti speciali e pericolosi e che vengono scaricati e bruciati nelle nostre terre. L’importante è andare avanti, e sperare che la malasorte non tocchi anche noi, quel che importa non è la realtà e che questa venga compresa, ma l’illusione che si offrirà all’elettore, nulla di più. Perché toccare quell’economia nascosta, quella che nessuno vorrà e potrà mai toccare, perché significherebbe attuare una rivoluzione sconvolgente per le nostre latitudini, significherebbe rivoltare come un guanto un tessuto sociale anarchico ed individualista e che non si riconosce se non nei propri meschini interessi personali.

Molti si chiederanno, qual è allora la soluzione? Morire in silenzio sotto questi veleni quotidiani? No di certo! C’è bisogno come ho scritto sopra di una rivoluzione culturale, radicale e diffusa a tutti gli strati della società; non una rivoluzione violenta dove c’è chi la spara più grossa per mettere in luce più se stesso che la problematica, ma quel movimento radicale che inizia nelle famiglie e che passa per le scuole ed arriva fino alle istituzioni, quella rivoluzione chiamata coerenza. L’INCENDIO DI IERI A SOMMA

Ottaviano: gli alunni dell’I.C. “Beneventano” regalano una meravigliosa “lezione” sulla bellezza del sogno che si fa musica

Sulla splendida “scena” dei giardini di Palazzo Medici i ragazzi hanno recitato un adattamento del “Sogno di una notte di mezza estate”, e in piazza San Giovanni il coro dell’ Istituto ha interpretato canzoni che si ispiravano al tema del sogno. L’importanza di un coerente e originale progetto didattico che arricchisce il patrimonio culturale e la sensibilità degli allievi. Giovedì 22 giugno nei giardini del Palazzo Medici gli alunni dell’I.C. “D. Beneventano” hanno interpretato la pièce “Sognando Shakespeare”, libero adattamento di un immenso capolavoro del genio inglese, “Sogno di una notte di mezza estate”. L’evento concludeva il percorso del “por” “Teatro Scuola Viva”: e bisogna riconoscere i meriti dell’ Istituto, della Preside Fornaro, della prof.ssa Giovanna Andreoli, dei docenti tutti, che hanno individuato nel teatro il “momento” e lo strumento capaci di arricchire il patrimonio culturale dei ragazzi, di affinarne la sensibilità, di abituarli a esprimersi come singoli e nello stesso tempo come membri di un gruppo, di avvicinarli alla magia della realtà che si fa sogno, e del sogno che si fa chiave di lettura della verità. E, per svolgere questo progetto, non si poteva scegliere opera più adatta del testo scespiriano, che, disse Benedetto Croce, sembra nato da un sorriso, tanto è delicato, sottile, aereo. Per quello che ho potuto vedere, devo riconoscere che i registi Rosario D’ Angelo e Tiziana Mastropasqua, la “tutor didattica” prof.ssa Andreoli, e i ragazzi hanno saputo cogliere, esprimere, rappresentare la leggerezza della fiaba e le vibrazioni dell’ironia che apre le porte alla realtà. Ho assistito a passaggi di una recitazione incantevole: e mentre ascoltavo, pensavo, con malinconia, al mio amico Antonio Annunziata, prematuramente scomparso, alla sua razionale passione per il teatro, alla sua idea di portare nelle scuole un progetto sulle “tecniche dell’improvvisazione”. E poi mi guardavo intorno, e mi chiedevo quanto contribuisse all’incanto la bellezza del “luogo”, il giardino, la facciata del Palazzo: e la voce melodiosa dei giovani attori mi spingeva a ricordare che in quel “luogo” hanno suonato Cimarosa e Bellini e hanno cantato, tra il 1840 e il 1880, tenori di grande fama, e che l’ultima signora del Palazzo, Maria Eleonora Gallone dei principi di Tricase, fu, per diletto, una raffinata pianista. Sarebbe un’esperienza straordinaria ascoltare, nella scenografia del Palazzo, la musica d’ acque della “Grotta di Fingal” che a Felix Mendelssohn venne ispirata dalla commedia di Shakespeare. I ragazzi dell’I.C. Beneventano e i loro docenti possono compiere il “miracolo”: mi auguro che il loro “viaggio” sulla scena del teatro continui, perché diceva Eugène Ionesco che il teatro forse non serve a niente, ma è indispensabile che ci sia.I ragazzi e i loro docenti meritano un “grazie” anche perché hanno indicato una strada a chi ha il compito di promuovere il patrimonio di arte e di cultura della nostra città. Del resto, la musica è parte importante dei programmi dell’I.C. “Beneventano”. Il coro dei ragazzi, diretto splendidamente dalla prof.ssa Andreoli, si è esibito in piazza San Giovanni, nella prima serata della “Sagra”, in un repertorio che si svolgeva intorno al tema del “sogno”, quasi a dimostrare che tra Shakespeare, “ Healt the Word” di Michael Jackson e “I have a dream” degli Abba c’è una trama di corrispondenze: la speranza in un mondo migliore, il culto della bellezza, il valore dei sentimenti. Gli amici presenti in piazza mi hanno detto che i ragazzi hanno cantato “Healt the Word” con una intensità tale da trasmettere al pubblico, immediatamente, ogni impulso della loro emozione. Mi piace pensare che anche in questa circostanza abbia esercitato la sua influenza la magia del “luogo”, poiché la piazza e la Chiesa di San Giovanni sono state testimoni, nei secoli, di una bella storia di musica sacra e di canti popolari, come quelli che l’8 maggio accompagnavano la recita della “caduta” del diavolo davanti al vincitore San Michele. Il coro ha anche cantato un originale arrangiamento dell’inno dell’ I.C. “ Beneventano”, un testo scritto dagli alunni e musicato dal prof. Patalano. Il pubblico ha apprezzato la bella voce di Alessia Menna e la delicata poesia “Ho sognato un fiorellino”, scritta da un alunno di terza, Emanuele Vitobello, che ha conquistato il secondo premio al concorso “Il maggiolino d’oro”, organizzato dal primo Circolo di Pomigliano e patrocinato dal “Miur”. Musica, canto, teatro: una scuola che insegna agli allievi l’arte del ritmo e delle pause, che consente agli allievi di confrontarsi con il pubblico e di misurarsi con tecniche complesse e raffinate, una scuola in cui gli insegnanti conoscono ancora il valore della “passione” è una scuola “buona”, è una scuola “bella”. Qualche mese fa, nel Circolo “A.Diaz”, mentre osservavo l’espressione della prof.ssa Andreoli che dirigeva il coro dei ragazzi, mi venne da pensare che il “mestiere” di insegnante sia, nonostante tutto, ancora un “mestiere” affascinante.  

Vertenza Spiezia, oggi l’incontro con la Regione

Previsto per oggi alle 15,30 il meeting con la Regione Campania per discutere del futuro del Salumificio Spiezia e dei suoi dipendenti. Revocata la procedura di mobilità che era stata avviata per i lavoratori, ora bisogna trovare la strada per dare un futuro alla fabbrica. Di ciò si parlerà con i sindacati e i rappresentanti aziendali negli uffici dell’ente regionale. La società è in fase di liquidazione e, se non si pensa a una soluzione, il licenziamento potrebbe diventare il drammatico epilogo di una storia lunga 110 anni. Il Salumificio Spiezia, nato nel 1907, attualmente ha la produzione ferma. Agli operai è stata approvata la cassa integrazione a partire da aprile. Ad oggi ancora non gli sono stati versati gli stipendi di febbraio e marzo. Da cinque mesi non percepiscono nulla. Dopo la protesta di Salvatore e Pasquale, saliti sul tetto della fabbrica il 19 giugno scorso per disperazione, i lavoratori hanno riferito di aver ottenuto soltanto 300 euro sul totale degli arretrati. Qualche notizia positiva si aspettano che possa venire fuori dall’incontro di oggi.

Tragedia delle vacanze: oggi il funerale del piccolo Luigi e del papà.

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Migliorano le condizioni di mamma Antonietta e delle due sorelline.   Secondo quanto riferiscono i medici dell’ospedale di Cosenza, Antonietta Dentino, casalinga, 37 anni, ancora ricoverata in rianimazione, sta lentamente guarendo. La sua figlioletta di 4 anni è stata dimessa mentre la primogenita di 12 resta ricoverata ma anche lei sta meglio ed è fuori pericolo. Oggi invece si svolgerà il funerale del marito di Antonietta, Raffaele La Rocca, di 40 anni, dipendente del caseificio Beneduce di Sant’Anastasia, e del figlioletto secondogenito, Luigi, di appena 8 anni. Pomigliano rivolgerà l’estremo saluto a questa famiglia distrutta alle ore 15, nella chiesa madre di San Felice in Pincis. La messa sarà officiata da don Peppino Gambardella.  La famiglia La Rocca domenica mattina stava rientrando da una breve vacanza fatta a Paola quando la loro vettura si è scontrata frontalmente contro un’altra proveniente in senso opposto e in cui c’era una coppia di anziani di origini siciliane ma residenti da tempo a Genova. Nel terribile impatto sono morti anche loro.

Scisciano, convegno “Sud, Campania, Solidarietà e Lotte”

Organizzato dal Partito della Rifondazione Comunista  Domenica 2 luglio 2017 a Scisciano (NA), a partire dalle 9.30 e fino alle 19.00, nella chiesetta dismessa di Piazza XX settembre, il Partito della Rifondazione Comunista promuove un seminario regionale, aperto a chiunque voglia partecipare, dal titolo “Sud, Campania, Solidarietà e Lotte”. Al centro dei lavori, che vedranno un’ampia partecipazione di comitati e realtà associative, l’attenzione al conflitto sociale e alle pratiche di mutualità solidaristica che si stanno sviluppando nel Mezzogiorno d’Italia. L’incontro è coordinato dalla segreteria regionale e dai segretari delle federazioni della Campania, Tony della Pia (Avellino), Pierluigi Di Rauso (Caserta), Gabriele Gesso (Napoli), Loredana Marino (Salerno). L’obiettivo è il rilancio, in termini nuovi, della “questione meridionale”. In particolare si discuterà di una “carta dei diritti del e nel Mezzogiorno”, da far vivere nell’iniziativa politica complessiva della sinistra antiliberista.  

Somma Vesuviana, preoccupante incendio in area parco

 

Nuova giornata infernale nel Vesuviano, roghi a Torre del Greco e Sant’Anastasia ma soprattutto è ancora il Monte Somma ed il Parco Nazionale del Vesuvio a bruciare.

Complice l’arsura di questo torrido mese di giugno, il forte vento, una siccità che non si ricordava da anni ed un’incuria dei boschi, oramai atavica, ma a bruciare è ancora una volta il Parco Nazionale del Vesuvio. Questo pomeriggio le fiamme sono divampate a monte del santuario di Santa Maria a Castello nel comune di Somma Vesuviana, lambendo le mura di una villetta ma senza creare danni a questa per il pronto intervento e l’azione congiunta dei volontari della protezione civile Cobra 2 e il Corpo Volontari di Pronto Intervento di Somma e del corpo dei volontari della Protezione Civile di Sant’Anastasia e Massa di Somma.

Sul posto erano presenti anche i Carabinieri Forestali del CTA e le Guardie Giurate della SIPRO

L’incendio, in buona parte sotto controllo verso le ore 18.45, vedeva interessata anche l’area prossima all’imbocco del sentiero che porta verso Punta Nasone, ‘O Ciglio delle devozioni Sommesi. Verso le ore 19.00 sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco, anche loro come la Protezione Civile, impegnati sui tanti fronti di questa estate vesuviana che non promette nulla di buono.