San Giuseppe Vesuviano. Varato il nuovo piano anti buche: a breve il primo lotto di interventi di manutenzione

Dopo il maxi restyling di oltre cinquanta strade ecco gli ulteriori interventi programmati.   Dopo il maxi restyling che ha coinvolto moltissime arterie stradali cittadine, oltre cinquanta completamente riasfaltate secondo criteri tecnici moderni e di elevata qualità, arriva un nuovo piano grazie al quale saranno effettuati numerosi nuovi interventi di manutenzione, tesi a garantire una viabilità sicura e senza rischi. In base al piano di intervento elaborato dai tecnici dell’Ente di piazza Elena d’Aosta,  in virtù delle linee guida dettate dall’Amministrazione comunale, si procederà alla riqualificazione di intere porzioni stradali, archiviando, di fatto, l’obsoleta tendenza di procedere esclusivamente a rattoppi occasionali di buche e dislivelli. Si parte, dunque, con via delle Camelie, via Martiri di Nassiriya, via Vecchia Nappi, via Passanti (incrocio via Aielli), via XX Settembre (incrocio via Passanti), via Mattiuli e via Muscettoli (incrocio via Martiri di Nassiriya). Queste le aree che fanno parte del primo lotto di intervento che sarà realizzato entro l’estate ed in cui ampi tratti stradali saranno completamente riasfaltati. Si proseguirà, poi, in breve tempo, con un secondo lotto che coinvolgerà ancora più strade e, precisamente: via dell’Acanto, traversa Rocco Alfieri, via Telese, traverse di via Nappi, via Cortile Casilli, via Palomba. “La città di San Giuseppe Vesuviano è stata abituata per lunghi anni ad interventi occasionali e sporadici, risultati, tecnicamente, non idonei a garantire la presenza di un fondo stradale agevolmente percorribile dai veicoli – sottolinea Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano – la programmazione messa in campo, invece, ci consentirà, in due distinti lotti, di proseguire nel restyling delle strade cittadine, riasfaltando ulteriori tratti stradali, che si sommano a quelli già oggetto di intervento”.

Avellino. Partorire senza dolore

Presso la sala conferenze del Virginia Palace Hotel un convegno per approfondire le nuove metodiche che danno speranza alle future mamme. Dare una speranza concreta alle donne di poter partorire naturalmente senza dolore e, allo stesso tempo, favorire la riduzione delle percentuali di tagli cesarei non necessari. A questo mira il convegno ECM (Educazione Continua in Medicina) dal titolo “Parto Analgesia: tecniche, protocolli, stato dell’arte in Campania”, promosso dalla Casa di Cura Villa dei Platani Malzoni in collaborazione con l’I.R.C.C.S. Neuromed quale provider dell’evento, previsto per giovedì 29 giugno, a partire dalle ore 14.30 presso la Sala Conferenze del Virginia Palace Hotel di Monteforte Irpino (AV). Responsabile scientifico del meeting il dottor Sergio Pascale, Primario di anestesia, rianimazione e terapia del dolore Villa Dei Platani Malzoni. “Con questo incontro vogliamo dare il nostro contributo per formare una nuova generazione di figure professionali che possano favorire una assistenza al travaglio – parto in analgesia, obiettivo di ogni reparto di ostetricia e speranza della gran parte delle donne italiane. Una corretta informazione, poi, può contribuire a ridurre le percentuali di tagli cesarei, eccessivamente alte in tutta Italia.” Il corso è diretto a diverse figure professionali che, a vario titolo, in vario modo e in tempi diversi, sono coinvolte nell’evoluzione della gravidanza fisiologica o patologica e nell’evento culminante del travaglio e del parto. Parliamo di anestesisti, ostetriche ed infermieri professionali. Verranno prese in esame le varie tecniche di controllo del dolore nel travaglio-parto fisiologici oltre a quelle utili in caso di parto operativo. Non verranno tralasciate poi, sia dal punto di vista diagnostico che da quello della terapia, le più comuni sindromi patologiche che possono complicare una gravidanza ed un parto fisiologici. Per tale scopo il corso si avvale della presenza di relatori e personalità scientifiche di calibro nazionale ed internazionale.

Tragico rientro dalle vacanze: 4 morti. Uccisi papà e figlioletto di 8 anni

In prognosi riservata moglie e altri due figli. Tutti i particolari.    Vite distrutte sull’autostrada della morte e dei lavori eterni, la Salerno-Reggio Calabria. Qui nella mattinata di ieri un’intera famiglia napoletana, papà, mamma e tre figli, tutti bambini, stava tornando a casa, a bordo di una Renault, da una breve vacanza in Calabria. Quindi l’impatto fatale con un’auto proveniente in senso opposto, una Suzuki occupata da una coppia di anziani genovesi. Tragico il bilancio: quattro morti. Hanno perso la vita Raffaele La Rocca, 40 anni, di Pomigliano d’Arco, il suo figlioletto, Luigi, di appena 8, e Santo Moschella e Olga Brancone, rispettivamente di 83 e 85 anni, residenti a Genova ma di origini siciliane. Ricoverate in prognosi riservata nell’ospedale di Cosenza la moglie di Raffaele La Rocca e mamma di Luigi, Antonietta Dentino, di 37 anni, e le altre due figliolette, di 12 e 4 anni. L’incidente è avvenuto in un tunnel, lo “Jannello”, ubicato tra Mormanno e Borgo Laino, nell’alto cosentino, a poca distanza dal confine con la Basilicata. Nel tunnel la circolazione era a doppio senso di scorrimento a causa di lavori di manutenzione che si stavano effettuando nella galleria gemella, l’altra carreggiata chiusa al traffico proprio in questi giorni di intenso pendolarismo vacanziero. E ora scorre di nuovo il sangue sulla Salerno Reggio Calabria. Lo scontro tra la Renault proveniente da sud e la Suzuki che procedeva in senso opposto è stato di quelli terribili. La Renault occupata dalla famiglia napoletana si è addirittura ritrovata in posizione verticale su una fiancata del tunnel. Ancora misteriose le cause dell’incidente. Secondo quanto trapelato finora si ipotizza un colpo di sonno che avrebbe interessato uno dei due conducenti. A ogni modo l’autostrada è rimasta chiusa per circa cinque ore. Paralizzati i collegamenti tra il nord e il sud del Paese. Durante questo blocco il traffico è stato deviato sulla parallela strada statale 19. Sul posto sono intervenute le squadre dell’Anas, l’eliambulanza del 118 e la Polizia stradale. Intanto a Pomigliano si piange per il lutto che ha devastato una giovane famiglia numerosa. Raffaele La Rocca, salutista ed appassionato di ginnastica, era un dipendente del caseificio Beneduce, un noto esercizio commerciale ubicato nella vicina Sant’Anastasia. Abitava con la moglie, casalinga, e i tre figlioletti in una casa che aveva comprato di recente, dopo immensi sacrifici, all’interno di un condominio ristrutturato di via Borgo Paciano 41, nella parte vecchia di Pomigliano, zona occidentale. Raffaele era molto benvoluto dai vicini. Gli abitanti del condominio hanno infatti già deciso di intitolare a lui e al suo piccolo Luigi il nome del complesso urbanistico. Un amico di Raffaele, Antonio, racconta l’ultima volta che ha visto la famiglia La Rocca. « Sono partiti per Paola, in Calabria, nella notte tra domenica a lunedi della scorsa settimana – spiega Antonio – lui, Raffaele, era entusiasta di questa breve vacanza. Gli avevano dato una settimana di ferie e non vedeva l’ora di portare al mare sua moglie e i suoi figli ». I parenti di Raffaele e della moglie sono intanto tutti accorsi all’ospedale di Cosenza. Attorno al palazzo in cui risiede la famiglia La Rocca regna un silenzio irreale. « Tutti qui siamo rimasti sconvolti – aggiungono alcuni conoscenti – Raffaele era un ragazzo che lavorava dalla mattina alla sera, dalle cinque del mattino: questa bruttissima storia ci ha spezzato il cuore ». Gli abitanti del rione Paciano ricordano la generosità della famiglia La Rocca: « Hanno sempre aiutato tutti ». Una famiglia normale, di lavoratori. Non si sa ancora quando saranno svolti i funerali di Raffaele e del figlioletto. Tutta Pomigliano li attende per l’estremo saluto.

Il risultato elettorale in tempo reale: boom di accessi per il Mediano.it

Decine di volontari per centinaia di migliaia di accessi: si parla spesso del contributo che il web e le nuove tecnologie possono dare alla democrazia e alla partecipazione. Spesso se ne parla a sproposito, altre volte si esagera: il dibattito, insomma, non solo è apertissimo ma è lontanissimo dal chiudersi. Ieri, però, a Somma Vesuviana un piccolo apporto alla questione è arrivato: il Mediano.it ha garantito gli aggiornamenti dei risultati del ballottaggio tra Salvatore Di Sarno e Celeste Allocca in tempo reale. È bastato collegarsi al sito per seguire l’andamento dello scrutinio, grazie al lavoro di decine di ragazzi, che hanno raccolto i dati nelle singole sezioni e le hanno inserite nel software messo a punto dai tecnici del Mediano. Un meccanismo perfetto? Niente affatto: i problemi ci sono stati, le difficoltà non sono mancate. Abbiamo avuto un alto numero di accessi che, ad un certo punto, ha mandato in tilt il sistema. Problemi di abbondanza, insomma. Tutto è perfettibile, ma il grande sforzo organizzativo della redazione (e soprattutto dei ragazzi e delle ragazze) andava comunque sottolineato per quello che è stato: un servizio in più per i cittadini e per i lettori

Somma Vesuviana, il segretario di Svolta Popolare: “Il cambiamento è avvenuto. E il merito va a Sergio D’Avino”

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Di seguito la nota stampa di Tommaso Rea, segretario di Svolta Popolare.   Cambiare non è  mai stato così semplice. Insieme a Svolta Popolare si può. Infatti il cambiamento è avvenuto: lista civica – svolta popolare               1.629    8,53 % lista civica – liberamente                       692    3,62% 2321 voti Dietro ad ogni CAMBIAMENTO a volte però si scopre che ci sono UOMINI ai quali non va mai data la dovuta GRATIFICAZIONE. In questo caso mi è DOVUTO l’obbligo, come nel mio stile di vita, di voler dare a “CESARE quello che è di CESARE”. Questo risultato è frutto di una creatura nata dalle mani del creatore stesso (ex SEGRETARIO) e oggi futuro CONSIGLIERE di SVOLTA POPOLARE: sergio d’avino A Lui va tutta la mia gratitudine, e anche tutta la mia STIMA per aver creduto in me ed in tutto il GRUPPO DI: svolta popolare e liberamente Dopo questo risultato ottenuto, sono sempre più convinto che il nostro cammino insieme a SERGIO D’AVINO ci porterà a risultati e cifre sempre più in crescita. Siamo nati per CRESCERE e CREDERE in UN FUTURO diverso, il nostro GRUPPO continuerà a mantenere e a credere nel CAMBIAMENTO voluto dal PADRE stesso di questo NUOVO MOVIMENTO. Confido in tutti VOI miei cari TESSERATI di SVOLTA e LIBERAMENTE a tenerci stretto questo nostro PADRE di FAMIGLIA per poter raggiungere finalmente LA “SVOLTA” che ci siamo prefissati NOI TUTTI sin dalla nascita di questo MOVIMENTO. IL SEGRETARIO Tommaso Rea  

Somma Vesuviana, il nuovo consiglio comunale con Di Sarno sindaco

Giuseppe Nocerino
Giuseppe Sommese
MAGGIORANZA: Giuseppe Nocerino, Giuseppe Sommese, Adele Aliperta, Luisa Carmen Feola (Siamo Sommesi, quattro seggi), Andrea Scala, Antonio Auriemma (Liberamente, due seggi), Luigi Molaro, Angelo De Paola (Udc, due seggi), Salvatore Esposito (Verdi, un seggio), Domenico Beneduce (Psi, un seggio), Maria Rosaria Raia, Sergio D’Avino, Luisa Cerciello, Vincenzo Neri, Rubina Allocca (Svolta Popolare, cinque seggi).   OPPOSIZIONE: Celestino Allocca, Lucia Di Pilato, Antonio Granato (Forza Italia, tre seggi), Umberto Parisi, Vincenzo Piscitelli (Allocca per Somma, due seggi), Salvatore Granato (Forza Somma, un seggio), Pasquale Piccolo, Di Mauro Pasquale (Aurora, due seggi), Salvatore Rianna (Ripartire si può, solo seggio al candidato sindaco).
Celestino Allocca

I moralisti della politica ne sono certi: da martedì vincitori e vinti canteranno in coro, come sempre: scurdammoce ‘ o passato”…

Nel film “Il Turco napoletano” l’on. Cocchetelli dice una verità eterna: il politico deve essere pronto a ogni sacrificio “per il bene della Nazione”. E perciò i moralisti non incomincino a lamentarsi se da martedì, conclusa la battaglia elettorale, vincitori e vinti canteranno in coro i testi sacri della filosofia napoletana: “Simmo ‘e Napule, paisà’”, “ Tammurriata nera “ e “Dove sta Zazà?”. I moralisti della politica sono dei presuntuosi estremisti dell’idealismo: non ammettono che la realtà possa non tener conto delle loro indicazioni e delle loro attese. Da queste elezioni amministrative i moralisti si aspettavano una svolta, anche piccola, almeno un tentativo di girar pagina. E invece dicono gli incontentabili che non c’è nulla di nuovo. Io, invece, ho letto programmi fantastici, dominati da parole ossitone in – tà, vivibilità, equità, legalità, che da sole, con il loro rumore, danno peso e sostanza ai discorsi ,e ho ascoltato bellicosi proclami di guerra alla camorra. Dicono i moralisti: parole, parole : ma, essendo un meccanicista, e non un idealista moralista, non posso escludere che questa volta alle parole seguano i fatti.. A Trapani è capitato che i candidati alla poltrona di sindaco, mentre cercavano voti in giro per la città, fossero ricercati dai funzionari delle Procure addetti alla consegna di avvisi di garanzia: ma è un caso isolato, che tutt’al più ha dato una nota di colore a questa campagna elettorale. Non dimentichiamo che in Italia è accaduto almeno tre volte che il popolo sovrano eleggesse come sindaco un candidato che, prima dell’elezione e anche dopo, si trovava come ospite in una cella delle patrie galere. A Somma Ves.na il PD non ha partecipato alla battaglia: i motivi non sono del tutto chiari, ma quali che siano, fanno parte della storia consolidata del nostro territorio: del resto, diceva un sindaco ottajanese che in politica, quando si possiede una buona dose di cazzimma, l’assenza può pesare più della presenza. Candidato sindaco a Somma era un assessore della Giunta che amministra Ottaviano: ha fatto campagna elettorale da assessore in carica. Embé, qual è il problema? La legge lo consente: anzi i teorici della politica dicono da tempo che è cosa buona e giusta disegnare una nuova organizzazione del territorio sulla base di consorzi intercomunali. La globalizzazione ha cancellato le concezioni tradizionali di “spazio” e di “confine”: E dunque diamo a Cesare quello che è di Cesare, e al sindaco avv. Capasso quello che è del sindaco avv. Capasso. I moralisti delusi si adagiano in un melmoso pessimismo: dicono che da martedì incominceranno le solite manovre: salti della quaglia, balzi olimpionici dal carro degli sconfitti su quello del vincitore, la caccia alle deleghe: insomma, la solita storia. Ma non è colpa di nessuno, ribattono i meccanicisti, se fin dai tempi dei Faraoni d’Egitto l’edificio della politica ha, oltre alle sale per le cerimonie, anche un retrobottega e una tavernetta: i sindaci amministrano persone, e le persone sono composte di anima, forse, e di corpo certamente: e il corpo ha fame e ha sete. L’ho già detto e lo ripeto: in questi tempi, inquinati e ammorbati da folle di moralisti, il fortunato è chi non viene eletto sindaco. Il pessimismo dei predicatori diventa opprimente come questa afa quando si colora dei toni grigi dello scetticismo napoletano, del “tiramm’’a campà’”. Questa filosofia, diceva Vittorio Paliotti, ha molti testi sacri, ma il più sfizioso di tutti è la canzone “ Simmo ‘e Napule, paisà’: il testo, di Peppino Fiorelli, venne musicato da Nicola Valente. Era il 1944, e per le strade della città fascisti, che negavano di essere stati fascisti, e freschi antifascisti dell’ultima ora cercavano un modo per mettere sul passato non una pietra, ma una piramide di macigni : “ Nun vale cchiù a niente / ‘o passato ‘a penzà’….chi ha avuto, ha avuto, ha avuto / chi ha dato, ha dato, ha dato / scurdammoce ‘o passato / simmo ‘e Napule, paisà’…”. Nello stesso anno, per chiarire meglio il concetto che bisognava accettare le apparenze come se fossero la realtà e, soprattutto, che era necessario non vedere, e dimenticare ciò che si era visto, e cancellare i ricordi con l’acido dell’ironia amara, i napoletani cantavano “ Tammurriata nera” , “ E chello ca se vede / nun se crede, nun se crede”, è nato “nu criaturo niro niro”, e la mamma lo ha battezzato come napoletano perfetto, l’ha chiamato Ciro. E in quell’incredibile 1944 i napoletani cantavano “ Dove sta Zazà ?”, l’amara storia di Isaia che è stato abbandonato dalla sua donna, Zazà, e dopo una vana ricerca, si accontenta di “trovare” la sorella di lei, con la speranza che non si “fumino” anche lei, come “ si fumarono Zazà”. Un sindaco ha l’obbligo di dare un governo alla città che lo ha eletto: se Zazà non è disponibile, chiederà il sostegno della sorella di Zazà, e se un sindaco del Pd fa maggioranza con consiglieri eletti a destra, embé qual è il problema? I consiglieri venuti in soccorso faranno un gruppo nuovo, e gli daranno un nome “sinistro”. Come dicevano alcuni filosofi, i nomi sono la sostanza delle cose: il bimbo sarà pure nero, ma è totalmente e veracemente napoletano, perché si chiama Ciro. E voi, moralisti idealisti, non chiamateli “imbrogli” e non parlate di “campagna acquisti”. La verità è quella che nel film “Il Turco napoletano” l’on. Cocchetelli svela a Totò turco: sopporto tutto, anche che tu, turco napoletano, metta le mani addosso alla mia donna: sopporto tutto “per il bene della Nazione”. Giova ricordare che Totò, il suo “ma mi faccia il piacere…”, non l’ha detto in quella circostanza….Se alla pescivendola di Pasquale Celommi – un piccolo capolavoro – tu chiedi: “Ma è pesce fresco?”, lei non ti risponde un semplice “sì” o un semplice “no”, ma un complicato: “ E tenite ‘o coraggio ‘e m’ ‘o domandà’”? A te tocca tradurre e capire, se è “sì” o se è “no”. Ma c’è qualche nesso, tar i sindaci e la “pisciajola”? C’è, il nesso c’è…..    

Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno: «Sarò il sindaco di tutti, anche di chi non mi ha votato»

«Le parole d’ordine sono legalità e trasparenza» – commenta a caldo il neo primo cittadino di Somma Vesuviana che ha battuto il competitor Celestino Allocca per 543 voti in più. Sono 409 le schede nulle, 83 quelle bianche, nessuna  risulta contestata. Salvatore Di Sarno è sindaco della città per 543 voti in più rispetto all’avversario. Un testa a testa fino alla fine ma poi Celestino Allocca ha ammesso la sconfitta e ringraziato i suoi elettori e i suoi candidati, abbracciando tutti e uscendo tra gli applausi dal suo comitato di piazza Vittorio Emanuele III, con un discorso improvvisato dal predellino della sua Smart. «Ho provato a chiamare Salvatore, il nuovo sindaco, senza riuscire a raggiungerlo – ha detto – gli faccio i miei auguri». Più tardi il suo in bocca al lupo all’avversario è arrivato via facebook. Intanto Di Sarno, maresciallo della guardia di finanza, sfilava in corteo dal suo comitato di via Aldo Moro fino al municipio, fermandosi poi a brindare in piazza Vittorio Emanuele stretto tra l’abbraccio della folla. Stordito ma contento, il neo sindaco ha abbracciato i suoi sostenitori dicendo: «Ora lavoreremo per la città».  Hanno votato 14.115 elettori su 28.039 (il 50,34 %), più di seimila in meno del primo turno, confermando la tendenza all’astensionismo che il 22% circa dell’elettorato ha preferito. Poche centinaia di voti in più hanno fatto prevalere l’ex vicesindaco di Ferdinando Allocca, tre volte primo cittadino, nella sfida contro il figlio dello stesso sindaco, il medico Celeste Allocca che al primo turno aveva conquistato 6832 voti mentre al ballottaggio ha finito per perderne 292: 6540 il totale degli elettori che hanno votato per lui. Di Sarno, che al primo turno si era aggiudicata la seconda posizione con 5321 voti, è riuscito a ribaltare il risultato conquistandone 7083, ben 1762 in più. Ha intercettato verosimilmente le preferenze del centrosinistra, orfano del Pd. Il neo sindaco arriverà a Palazzo Torino con una schiera di consiglieri per la maggior parte nuovi alla politica, mentre all’opposizione avrà una schiera di nomi noti. Non ci sarà presumibilmente quale oppositore il suo sfidante, Celeste Allocca che, se deciderà di mantenere quanto ipotizzato già alla vigilia del voto, si dimetterà per lasciare spazio al primo dei non eletti delle sue liste. Ma questa è una decisione che Allocca prenderà, o meno, solo al momento dell’insediamento. Potrebbe invece scegliere di restare in consiglio a fare opposizione, forte del consenso di circa metà dei cittadini che in questo secondo turno sono andati ai seggi.  Di Sarno è alla guida di una coalizione formata da Udc, PSI, Verdi, Svolta Popolare, Liberamente, Siamo Sommesi. Il nuovo primo cittadino di Somma Vesuviana ha alle spalle quasi undici anni di politica, da consigliere, assessore al comune di Arzano, vicesindaco e infine sindaco facente funzioni, carica che ha ricoperto per alcuni mesi alla morte del sindaco Ferdinando Allocca. Ha 46 anni, è stato in servizio a San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Bari e infine distaccato al Senato della Repubblica quale assistente del segretario d’Aula senatore Cosimo Sibilia, di Forza Italia. Come il suo avversario, inseguiva da anni il sogno di diventare primo cittadino, sfiorò infatti la candidatura nel 2014 quando Forza Italia gli preferì Antonio Granato, eletto in questa tornata tra le fila di Allocca. «Manterremo tutti gli impegni presi in campagna elettorale» – dice Di Sarno. Metà dei cittadini sommesi ha scelto l’astensionismo, l’altra metà si è divisa tra i due competitor del ballottaggio. «Sarò il sindaco di tutti – sono state le prime parole di Di Sarno – anche di chi non mi ha votato, li ringrazio ma non farò sconti a nessuno, le prime parola d’ordine sono legalità e trasparenza».  
Elezioni in tempo reale
   

Alla scoperta del sottosuolo vesuviano

 

Quattro amici al bar alla riscoperta di quanto di più prezioso e recondito la nostra storia può offrire.

La nostra fragile e inestimabile ricchezza culturale può essere rappresentata in tanti modi, senz’altro con quanto vediamo o scopriamo quotidianamente alla luce del sole ma non sempre il patrimonio artistico ed infrastrutturale antico è pienamente rappresentato se non si considera anche quella punta dell’iceberg che costituisce il nostro sottosuolo, ricco di strutture antiche ed interessanti per l’analisi del nostro passato e talvolta anche del nostro presente.

Il Vesuviano è pieno di strutture idrauliche che fornivano acqua ad un territorio già in passato densamente popolato ma soprattutto attrezzato in modo da offrire comodità, lusso ed il bene essenziale dell’acqua a chi poteva. Oggi molte di queste strutture sono state riutilizzate dagli attuali fornitori idrici che servono la Campania ma altre giacciono in uno stato di abbandono ed oblio.

Per questo, per la riscoperta e l’eventuale valorizzazione di queste strutture, in prevalenza cunicoli, esiste un gruppo di persone ispirate dall’attivista Angelo Visone, che si impegna alla ricerca e ai sopralluoghi di questi anfratti, ai più sconosciuti o presenti solo nei ricordi dell’infanzia. Angelo è una persona molto impegnata nel sociale a Cercola ed ha coinvolto in questa sua passione altre persone appartenenti ad alcune associazioni locali e nazionali come Francesco Graziuso dell’associazione speleo-archeologica e culturale “La Macchina del Tempo”, il sottoscritto del Club Alpino Italiano ed altri amici con la passione del territorio e lo spirito d’avventura che continua a spingerci oltre quel divano che altrimenti ci fagociterebbe.

L’ultima esplorazione, coadiuvata dal Comune di Massa di Somma che ha dato i permessi per entrare ed ha fornito la collaborazione tecnica di un suo dipendente, è stata quella di un cunicolo dell’Acquedotto Campano; quasi 200 metri di stretta galleria ad una profondità di circa 15, il tutto tra San Sebastiano, Massa e Cercola, uno stretto corridoio con una volta in tufelli e che attraversa la frazione dei Catini, nei luoghi dove si fermò la lava del 1872.

Angelo e i suoi amici non sono nuovi a queste avventure, in precedenza hanno individuato un tunnel, di probabile epoca borbonica, ma sicuramente ristrutturato col tempo ed adibito a rifugio durante la seconda guerra mondiale. Questo tunnel, con buona probabilità collegava Masseria Rota a Cercola, ai cosiddetti Censi dell’Arco (detti così perché di proprietà dei domenicani del santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia) tra Cercola e Napoli. Purtroppo tale esplorazione non è stata portata a termine per il diniego dei proprietari dei terreni a valle, presso i “Censi” dove si sta costruendo un esteso centro sportivo. Si spera che un altro pezzo di storia non vada perduto o dimenticato definitivamente.

Festa dei Gigli di Nola: le parole di vescovo e sindaco

Personalmente, non sono abituato ad espressioni così forti di fede. Però bello”. Commenta così la sua prima Festa dei Gigli, il vescovo di Nola Francesco Marino.  Per il presule, “ogni occasione di festa va accolta e vissuta nel suo significato più autentico. La festa crea integrazione, spirito di unità, apre alla solidarietà, sviluppa amicizia. E qui in maniera particolare, perché alla radice di questa festa c’è il sentimento di fede”. Quella di quest’anno, poi, “è per ora ben riuscita”, per il sindaco Geremia Biancardi, che esprime soddisfazione per com’è andata la mattinata: “Massima sicurezza nelle strade, un’organizzazione perfetta. Facciamo i dovuti scongiuri e aspettiamo a domani” ha affermato. Sulla questione dei tre Gigli realizzati in difformità al protocollo predisposto dalla Fondazione Festa dei Gigli, ha dichiarato: “C’è stata una violazione regolamentare e attraverso lo stesso regolamento l’abbiamo sanata. Se ci saranno sanzioni amministrative lo deciderà la Fondazione”.