San Giuseppe Vesuviano. Varato il nuovo piano anti buche: a breve il primo lotto di interventi di manutenzione
Avellino. Partorire senza dolore
Tragico rientro dalle vacanze: 4 morti. Uccisi papà e figlioletto di 8 anni
Il risultato elettorale in tempo reale: boom di accessi per il Mediano.it
Somma Vesuviana, il segretario di Svolta Popolare: “Il cambiamento è avvenuto. E il merito va a Sergio D’Avino”
Somma Vesuviana, il nuovo consiglio comunale con Di Sarno sindaco


OPPOSIZIONE: Celestino Allocca, Lucia Di Pilato, Antonio Granato (Forza Italia, tre seggi), Umberto Parisi, Vincenzo Piscitelli (Allocca per Somma, due seggi), Salvatore Granato (Forza Somma, un seggio), Pasquale Piccolo, Di Mauro Pasquale (Aurora, due seggi), Salvatore Rianna (Ripartire si può, solo seggio al candidato sindaco).

I moralisti della politica ne sono certi: da martedì vincitori e vinti canteranno in coro, come sempre: scurdammoce ‘ o passato”…
Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno: «Sarò il sindaco di tutti, anche di chi non mi ha votato»
«Le parole d’ordine sono legalità e trasparenza» – commenta a caldo il neo primo cittadino di Somma Vesuviana che ha battuto il competitor Celestino Allocca per 543 voti in più. Sono 409 le schede nulle, 83 quelle bianche, nessuna risulta contestata.
Salvatore Di Sarno è sindaco della città per 543 voti in più rispetto all’avversario. Un testa a testa fino alla fine ma poi Celestino Allocca ha ammesso la sconfitta e ringraziato i suoi elettori e i suoi candidati, abbracciando tutti e uscendo tra gli applausi dal suo comitato di piazza Vittorio Emanuele III, con un discorso improvvisato dal predellino della sua Smart. «Ho provato a chiamare Salvatore, il nuovo sindaco, senza riuscire a raggiungerlo – ha detto – gli faccio i miei auguri». Più tardi il suo in bocca al lupo all’avversario è arrivato via facebook. Intanto Di Sarno, maresciallo della guardia di finanza, sfilava in corteo dal suo comitato di via Aldo Moro fino al municipio, fermandosi poi a brindare in piazza Vittorio Emanuele stretto tra l’abbraccio della folla. Stordito ma contento, il neo sindaco ha abbracciato i suoi sostenitori dicendo: «Ora lavoreremo per la città». Hanno votato 14.115 elettori su 28.039 (il 50,34 %), più di seimila in meno del primo turno, confermando la tendenza all’astensionismo che il 22% circa dell’elettorato ha preferito. Poche centinaia di voti in più hanno fatto prevalere l’ex vicesindaco di Ferdinando Allocca, tre volte primo cittadino, nella sfida contro il figlio dello stesso sindaco, il medico Celeste Allocca che al primo turno aveva conquistato 6832 voti mentre al ballottaggio ha finito per perderne 292: 6540 il totale degli elettori che hanno votato per lui. Di Sarno, che al primo turno si era aggiudicata la seconda posizione con 5321 voti, è riuscito a ribaltare il risultato conquistandone 7083, ben 1762 in più. Ha intercettato verosimilmente le preferenze del centrosinistra, orfano del Pd. Il neo sindaco arriverà a Palazzo Torino con una schiera di consiglieri per la maggior parte nuovi alla politica, mentre all’opposizione avrà una schiera di nomi noti. Non ci sarà presumibilmente quale oppositore il suo sfidante, Celeste Allocca che, se deciderà di mantenere quanto ipotizzato già alla vigilia del voto, si dimetterà per lasciare spazio al primo dei non eletti delle sue liste. Ma questa è una decisione che Allocca prenderà, o meno, solo al momento dell’insediamento. Potrebbe invece scegliere di restare in consiglio a fare opposizione, forte del consenso di circa metà dei cittadini che in questo secondo turno sono andati ai seggi. Di Sarno è alla guida di una coalizione formata da Udc, PSI, Verdi, Svolta Popolare, Liberamente, Siamo Sommesi. Il nuovo primo cittadino di Somma Vesuviana ha alle spalle quasi undici anni di politica, da consigliere, assessore al comune di Arzano, vicesindaco e infine sindaco facente funzioni, carica che ha ricoperto per alcuni mesi alla morte del sindaco Ferdinando Allocca. Ha 46 anni, è stato in servizio a San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Bari e infine distaccato al Senato della Repubblica quale assistente del segretario d’Aula senatore Cosimo Sibilia, di Forza Italia. Come il suo avversario, inseguiva da anni il sogno di diventare primo cittadino, sfiorò infatti la candidatura nel 2014 quando Forza Italia gli preferì Antonio Granato, eletto in questa tornata tra le fila di Allocca. «Manterremo tutti gli impegni presi in campagna elettorale» – dice Di Sarno. Metà dei cittadini sommesi ha scelto l’astensionismo, l’altra metà si è divisa tra i due competitor del ballottaggio. «Sarò il sindaco di tutti – sono state le prime parole di Di Sarno – anche di chi non mi ha votato, li ringrazio ma non farò sconti a nessuno, le prime parola d’ordine sono legalità e trasparenza».
Elezioni in tempo reale
Alla scoperta del sottosuolo vesuviano
Quattro amici al bar alla riscoperta di quanto di più prezioso e recondito la nostra storia può offrire.
La nostra fragile e inestimabile ricchezza culturale può essere rappresentata in tanti modi, senz’altro con quanto vediamo o scopriamo quotidianamente alla luce del sole ma non sempre il patrimonio artistico ed infrastrutturale antico è pienamente rappresentato se non si considera anche quella punta dell’iceberg che costituisce il nostro sottosuolo, ricco di strutture antiche ed interessanti per l’analisi del nostro passato e talvolta anche del nostro presente.
Il Vesuviano è pieno di strutture idrauliche che fornivano acqua ad un territorio già in passato densamente popolato ma soprattutto attrezzato in modo da offrire comodità, lusso ed il bene essenziale dell’acqua a chi poteva. Oggi molte di queste strutture sono state riutilizzate dagli attuali fornitori idrici che servono la Campania ma altre giacciono in uno stato di abbandono ed oblio.
Per questo, per la riscoperta e l’eventuale valorizzazione di queste strutture, in prevalenza cunicoli, esiste un gruppo di persone ispirate dall’attivista Angelo Visone, che si impegna alla ricerca e ai sopralluoghi di questi anfratti, ai più sconosciuti o presenti solo nei ricordi dell’infanzia. Angelo è una persona molto impegnata nel sociale a Cercola ed ha coinvolto in questa sua passione altre persone appartenenti ad alcune associazioni locali e nazionali come Francesco Graziuso dell’associazione speleo-archeologica e culturale “La Macchina del Tempo”, il sottoscritto del Club Alpino Italiano ed altri amici con la passione del territorio e lo spirito d’avventura che continua a spingerci oltre quel divano che altrimenti ci fagociterebbe.
L’ultima esplorazione, coadiuvata dal Comune di Massa di Somma che ha dato i permessi per entrare ed ha fornito la collaborazione tecnica di un suo dipendente, è stata quella di un cunicolo dell’Acquedotto Campano; quasi 200 metri di stretta galleria ad una profondità di circa 15, il tutto tra San Sebastiano, Massa e Cercola, uno stretto corridoio con una volta in tufelli e che attraversa la frazione dei Catini, nei luoghi dove si fermò la lava del 1872.
Angelo e i suoi amici non sono nuovi a queste avventure, in precedenza hanno individuato un tunnel, di probabile epoca borbonica, ma sicuramente ristrutturato col tempo ed adibito a rifugio durante la seconda guerra mondiale. Questo tunnel, con buona probabilità collegava Masseria Rota a Cercola, ai cosiddetti Censi dell’Arco (detti così perché di proprietà dei domenicani del santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia) tra Cercola e Napoli. Purtroppo tale esplorazione non è stata portata a termine per il diniego dei proprietari dei terreni a valle, presso i “Censi” dove si sta costruendo un esteso centro sportivo. Si spera che un altro pezzo di storia non vada perduto o dimenticato definitivamente.
Festa dei Gigli di Nola: le parole di vescovo e sindaco
andata la mattinata: “Massima sicurezza nelle strade, un’organizzazione perfetta. Facciamo i dovuti scongiuri e aspettiamo a domani” ha affermato. Sulla questione dei tre Gigli realizzati in difformità al protocollo predisposto dalla Fondazione Festa dei Gigli, ha dichiarato: “C’è stata una violazione regolamentare e attraverso lo stesso regolamento l’abbiamo sanata. Se ci saranno sanzioni amministrative lo deciderà la Fondazione”.

