Il maresciallo Marcello Formicola era stato licenziato dal Comune a marzo.
Licenziato a marzo per assenteismo ma poi reintegrato l’altro giorno nel posto di lavoro dai giudici del tribunale di Nola « perché il fatto non sussiste ». Il maresciallo della polizia municipale di Acerra Marcello Formicola era stato Licenziato per effetto del decreto Madia, accusato di essersi procurato la falsa attestazione di entrata in servizio. Secondo quanto era trapelato, a scoprire “l’inganno” sarebbero stati gli stessi colleghi del comando dei caschi bianchi, che non avrebbero esitato a segnalare l’accaduto all’ufficio provvedimenti disciplinari. Formicola, 64 anni, era stato accusato di aver attestato la propria presenza al lavoro, e di aver effettuato anche del lavoro straordinario nella stessa giornata, falsificando l’orario di entrata in servizio, facendosi firmare il foglio d’entrata da un altro dipendente, sostenendo che il badge non aveva «funzionato». Il vigile urbano, una volta scoperto, era stato sospeso in via cautelare insieme con l’altro dipendente accusato di aver acconsentito alla richiesta di accertare il diverso orario di lavoro: per quest’ultimo il procedimento disciplinare è stato archiviato. Per il vigile urbano, invece, è scattato il licenziamento, per effetto del decreto Madia, per «aver posto in essere una condotta vietata, assicurandosi una falsa attestazione dell’entrata in servizio». Di parere del tutto opposto invece i giudici della sezione lavoro del tribunale di Nola secondo i quali questa versione dei fatti non sussiste, non c’è. Il collegio difensivo composto dagli avvocati Giovanni Carlo Esposito, Michelangelo Emione, Giovanni Della Corte e Pasquale Guadagni, che hanno assistito il maresciallo dei vigili urbani sia in sede civile che penale, in un comunicato fa sapere che « giustizia è stata fatta » e che « il maresciallo è stato denigrato ingiustamente ed etichettato come “furbetto”:il Giudice ha riconosciuto l’insussistenza dell’addebito e che non vi è stata alcuna falsificazione ».



