Primo Referendario della Corte dei Conti, e di madre argentina Nydia Torres De Sica, cugina del mitico Che Guevara. Il nonno, Domenico, era caffettiere in piazza “Tre Novembre” a Somma e viveva nel quartiere Margherita con la sua amata moglie Giuseppa Giuliano.
Tre anni fa moriva all’età di 82 anni a Roma l’ex magistrato e Alto Commissario Antimafia Domenico Sica. Nato a Roma nel 1932, era figlio del nostro amato concittadino Salvatore Sica (1902 – 1957), Primo Referendario della Corte dei Conti, e di madre argentina Nydia Torres De Sica, cugina del mitico Che Guevara. Il nonno, Domenico, era caffettiere in piazza “Tre Novembre” a Somma e viveva nel quartiere Margherita con la sua amata moglie Giuseppa Giuliano. Domenico Sica è sempre vissuto a Roma a Piazza Barberini, affidato alle amabilissime cure della governante di famiglia Angelina. Frequentava Somma Vesuviana con i suoi genitori e il divertimento in paese non mancava affatto con i suoi cuginetti paterni: Clementina Sica in Di Matteo lo ricorda ancora oggi con i suoi pantaloncini inglesi, calzettoni bianchi e scarpette chiare. Il padre Salvatore trascorreva determinati periodi dell’anno nella casa paterna in località Santa Maria del Pozzo e in quel poco tempo libero organizzava tavole di solidarietà con i Frati Francescani del Convento. I ricordi sono legati anche alle numerose scampagnate sul monte Somma in compagnia di quei pochi amici d’infanzia con sosta obbligatoria al Santuario di S. Maria a Castello e ritrovo con momenti conviviali. Il giovane Domenico incontrò e frequentò nella vicina Città di Ottaviano la signorina Rosaria Cola, figlia di un grossista di olio, che poi divenne sua moglie. L’incontro determinante con la giovane Ottavianese avvenne nella vecchia Clinica Trusso, dove la giovane Rosaria si intratteneva a discorrere con la cugina Rachele, moglie del Dott. Aurelio Trusso. Dopo i brillanti studi sostenuti, approdò alla Procura di Roma nel 1964 grazie a un apprendistato presso l’Avvocatura di Stato. E’ stata una fulgida figura della storia giudiziaria italiana e siciliana. Intanto dopo il matrimonio la sua famiglia era cresciuta di numero con l’arrivo delle figlie Simona e Francesca. Nel 1988 il suo destino si incrociò con quello di Giovanni Falcone. Il noto magistrato antimafia si candidò come Alto Commissario Antimafia, ma al suo posto venne scelto Domenico Sica, scatenando numerose polemiche.
Sica fu protagonista dell’inchiesta sul Corvo e di numerose vicende: ha indagato, infatti, su terrorismo, criminalità organizzata, delitti eccellenti e misteri. Nella sua encomiabile missione ha avuto molti sostenitori e tanti detrattori. L’ex giudice Ferdinando Imposimato, anch’egli protagonista di quel difficile periodo all’Ufficio Istruzione di Roma, ha sempre esaltato la figura di Domenico Sica, definendolo un grande investigatore, un personaggio della storia d’Italia, un maestro. Il suo ricordo tra i cittadini sommesi è legato alle sue visite lampo ai cugini e al cimitero comunale di Somma Vesuviana, dove riposano i suoi genitori e avi.
Alessandro Masulli
Archivio Storico Comunale “Giorgio Cocozza”









