Napoli, 61enne scoperto con 8 kg di coca
Otto chili di cocaina sono stati sequestrati dai carabinieri di Napoli a un uomo di 61 anni, di rientro da un viaggio in Olanda. La droga era nascosta nella sua vettura, in un vano segreto accessibile mediante un sofisticato congegno elettronico.
Curato nella persona, abbigliamento ricercato, nell’auto – una anonima familiare – trasportava scatole con vino e champagne, raccontando di viaggiare alla ricerca di bottiglie pregiate. Ma la sua versione non ha convinto i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli. Emilio Nappi, 61enne di Trecase già noto alle forze dell’ordine, era stato fermato per una manovra azzardata: aveva in tasca 20.000 euro in banconote di vario taglio.
I carabinieri hanno così controllato a fondo la vettura, scoprendo due nascondigli apribili attraverso motorini elettrici ma solo con chiavi, luci e marcia in una particolare combinazione. Sequestrati circa 8 kg di cocaina, che al dettaglio avrebbero reso oltre 30mila dosi.
Rifiuti zero, Boscoreale non può uscire fuori dal piano
Con una nota del Coordinamento Nazionale dello Zero Waste Italy, apprendo con profondo rammarico che il Comune di Boscoreale è in procinto di essere sospeso dall’elenco nazionale dei Comuni Rifiuti Zero.
Una tale risoluzione rappresenterebbe uno smacco per il nostro paese, in quanto è una bocciatura sulle politiche ambientali che tale Amministrazione sta adottando.
Prima da cittadino boschese, e poi da ex Assessore all’Ambiente, mi auguro che ciò non avvenga e invito l’Amministrazione Comunale ad aumentare l’impegno verso politiche ambientali più sostenibili rendendo operative tutte quelle iniziative che erano state avviate nei miei due anni di assessorato per aumentare la percentuale di raccolta differenziata, quali gli incentivi ai i cittadini virtuosi che aderivano al compostaggio domestico, nonché gli incentivi per chi versava materiale riciclabile quali carta, cartone, ferro, plastica, etc. direttamente all’isola ecologica di via Gesuiti.
Tali iniziative, tutt’ora in vigore, hanno bisogno di campagne di sensibilizzazione continue, attraverso l’affissione di manifesti, la distribuzione di opuscoletti tematici, in modo da informare tutta la popolazione delle iniziative intraprese per aumentare la raccolta differenziata con premi per i cittadini virtuosi.
Per un maggior controllo del territorio, invito l’Amministrazione a concludere il percorso iniziato nel 2015 per rendere operative le guardie ambientali. Tale progetto rappresenterebbe un modo per educare la cittadinanza a fare una raccolta differenziata più efficiente.
Voglio concludere dicendo che la sospensione dall’elenco dei Comuni Rifiuti zero può rappresentare per l’Amministrazione una sconfitta verso tutti i cittadini e le Associazioni che fanno parte dell’Osservatorio.
Una politica virtuosa ha bisogno del confronto continuo con i cittadini, attraverso il coinvolgimento alle iniziative da intraprendere in modo da far ritrovare quel senso di appartenenza, oramai smarrito in una società come la nostra caratterizzata da un enorme senso di sfiducia verso le istituzioni.
Il ragù napoletano
Il ragù napoletano è una salsa che ha una lunga storia e che ha subito notevoli evoluzioni nel corso del tempo.
L’antenato del ragù napoletano è un piatto molto antico e di tradizione popolare. Esso deriva da un piatto della cucina popolare medioevale provenzale che aveva nome “Daube de boeuf” e che era uno stufato di carne di bue, parti molto coriacee, mescolate a verdure e cotto lungamente in un recipiente di creta. Questo piatto pare risalga al tredicesimo/quattordicesimo secolo.
Il “ragout”, invece, che è un piatto francese posteriore, è sempre uno stufato con verdure, ma, generalmente, di carne di montone.
Il termine francese ragout deriva dall’aggettivo “ragoutant” che significa allettante, appetitoso o stuzzicante.
Questo tipo di preparazione francese inizia a comparire nella cucina napoletana dal diciottesimo secolo, però come piatto di mense ricche realizzato con carni di manzo o di vitello qualità e ancora senza pomodoro. Di esso parla già Vincenzo Corrado nel suo libro “Il cuoco galante” che risale alla prima metà del settecento. Dello stufato parla anche Ippolito Cavalcanti nelle prime edizioni della sua “Cucina teorica pratica” che risalgono alla prima metà dell’ottocento e cita anche per la prima volta dei maccheroni conditi con sugo di stufato e formaggio grattuggiato.
Nelle edizioni sucessive qualche volta il Cavalcanti parla del sugo di stufato con il nome di “brodo rosso”, senza però citare esplicitamente il pomodoro fra gli ingredienti di cottura dello stufato.
In una delle ultime edizioni infine cita per la prima volta la parola “ragù” riferendosi ai maccheroni nel seguente contesto:
“…li frammezzerai in zuppiera con once 12 di parmigiano grattuggiato e sugo di carne ovvero brodo di ragù”. Ma anche in questo caso non specifica se vi entri o meno il pomodoro.
Dell’uso del pomodoro nel ragù, invece, parla, forse per la prima volta, Carlo Dal Bono che nella sua opera “Usi costmi di Napoli” risalente al 1857, cosi descrive la distribuzione dei maccheroni da parte dei tavernai.
“Talvolta poi dopo il formaggio si tingono di color purpureo o paonazzo, quando cioè il tavernaio del sugo di pomodoro o del ragù (specie di stufato) copre, quasi rugiada di fiori, la polvere del formaggio”.
La parola ragù, ovviamente, è una deformazione del termine francese “ragout” che rispecchia la sua effettiva pronuncia. Questa è un deformazione tipica del dialetto napoletano che ritroviamo anche nei termini: sartù, gattò, crocchè, purè. L’acquisizione nel dialetto napoletano di questi termini derivati dal francese, avviene proprio nel periodo a cavallo fra il diciottesimo ed il diciannovesimo secolo quando, sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone vi fu una grande influenza della cultura e delle mode francesi nella corte Borbonica.
Le ricette sono infinite e la letteratura napoletana abbonda di aneddoti e storie che riguardano tale succulenta pietanza. Noi ve ne proponiamo che trae ispirazione da quella di Raffaele Bracale, riportata in modo fedele la Luciano Pignataro, ma da cui ci discostiamo per qualche dettaglio.
Qualunque sia, comunque, la vostra versione de ragù, non dimenticate mai l’ingrediente principale: l’amore, che arricchisce e migliora anche la più semplice delle pietanze.
Buon appetito
IL RAGU’ NAPOLETANO
Ingredienti e dosi per 6 persone
1,5 Kg. in un sol pezzo di primo o anche secondo taglio di manzo (spalla(pezza a cannella) o meno opportunamente magatello (lacerto))
1 Kg di brasciole (involti) da fette di locena (adeguatamente imbottite con sale fino, pepe, cubetti di formaggio pecorino, aglio e prezzemolo tritati, uvetta e pinoli e legate),
3 tracchiolelle (puntine) di maiale per complessivi 400 gr
600 – 800 g. di cipolle dorate vecchie
100 g. di strutto
50 g. di lardo di pancia
1 bicchiere e mezzo d’olio d’oliva extravergine
50 g. di pancetta tesa affumicata
250 – 300 ml di generoso vino rosso secco
da 100 a 300 grammi di doppio concentrato di pomodoro
1 litro e mezzo di passata di pomodoro o 1 kg. e mezzo di pomidoro tipo Roma o san Marzano sbollentati, pelati e passati al passaverdure a buchi fitti.
Un ciuffetto di basilico
sale doppio q.s.
Preparazione
Prima fase
Tritate grossolanamente su un tagliere di legno prima il lardo e, via via la pancetta, e le cipolle evitare strumenti elettrici, quali frullatori, ecc… c’e il rischio di perdere il succo e con esso l’aroma delle cipolle.

Ponete tutto il trito nella casseruola possibilmente di coccio o di rame stagnato, insieme allo strutto ed all’olio e, a fuoco bassissimo, riscaldate fino a quando lo strutto non si sarà fuso e la cipolla comincerà appena a soffriggere. Aggiungete la carne, le brasciole ed eventualmente le puntine (tracchiolelle) di maiale.
Coprite e lasciate rosolare, sempre a fuoco bassissimo, rivoltando frequentemente le carni: questa fase a Napoli vien detta sturdí ‘a carne (stordire la carne) ed è fase importantissima con cui si mira a sigillare i pori della carne perché – nella cottura – quest’ultima non ceda tutti i liquidi e gli umori, risultando alla fine poco morbida ed eccessivamente secca.
Attenzione! Le puntine di maiale cuociono molto prima, quindi potrebbe essere necessario toglierle per qualche tempo dalla pentola.
Quando le cipolle cominciano a prendere colore, scoprite, mescolate e rivoltate la carne piú spesso, aggiungendo poco per volta il vino che dovrà evaporare tutto. Fatto questo, le cipolle saranno ormai ben rosolate, ogni traccia di liquido sarà sparita e non rimarrà che il grasso che sobbolle lentamente.
Questa prima fase vi vedrà impegnati per circa 2 – 2,5 ore. Durante tutto questo tempo non è consigliabile allontanarsi dai fornelli: le cipolle potrebbero bruciare, rovinando tutto.
Seconda fase
Aumentate, ma di poco, il fuoco, per dargli un po’ di forza, ma non molta: appena sufficiente ad accogliere gli altri ingredienti che sono freddi.
Aggiungete non piú di due o tre cucchiai di concentrato di pomodoro e fatelo soffriggere, fino a quando non diventi scurissimo.Fate molta attenzione: il concentrato deve sciogliersi nel grasso, prendendo sí calore, ma non bruciare!
Solo a questo punto va aggiunto tutto l’altro concentrato, sempre nelle stesse quantità, e cosí via, sempre con la stessa procedura, finché non l’avrete terminato.
Durante questa fase sicuramente le puntine (tracchiolelle) di maiale saranno cotte e vanno tolte delicatamente, per evitare che si spacchino aprendosi e disfacendosi.
Questa seconda fase (ancor piú delicata della prima perché dovrete controllare la cottura della carne e perché si corre il rischio che il pomodoro si attacchi) vi impegnerà per altre 2 o 3 ore.
A questo punto aggiungete tutto il passato di pomodoro,un po’ di sale le foglie di basilico spezzettate a mano e non piú di un mestolo d’acqua,e a pentola scoperta lasciate prima cuocere per circa un’ora e poi, incoperchiando come suggerito, lasciate peppiare (cuocere a fuoco bassissimo) per almeno un’ora e mezzo.
Se non l’avete già fatto, togliete tutta la carne e disponetela in un piatto: la rimetterete nel sugo a fine cottura.

La salsa sarà cotta quando vi apparirà densa, lucida, scurissima ed untuosa.
Verificate il sale, non dovrebbe essere necessario aggiungerne, rimettete la carne in casseruola e lasciate riprendere il bollore per pochi minuti.
(foto piatto finito: rete internet) La giornata mondiale del pizzaiolo
Sarà il 17 gennaio, giorno che coincide con la celebrazione di Sant’Antonio Abate, protettore dei fornai e dei pizzaioli.
Dopo il riconoscimento Unesco per l’arte di fare la pizza arriva la “Giornata Mondiale del Pizzaiolo”. Sarà il 17 gennaio, giorno che coincide con la celebrazione di Sant’Antonio Abate, protettore dei fornai e dei pizzaioli. “Anticamente – ricorda il presidente dell’Associazione verace pizza napoletana, Antonio Pace – le famiglie dei pizzaioli per celebrare il santo protettore erano solite chiudere le loro pizzerie e ritrovarsi insieme alle loro rispettive famiglie per accendere un grande fuoco propiziatorio. Per questo motivo abbiamo scelto di festeggiare proprio il 17 gennaio per riproporre questa antica tradizione, pressoché scomparsa, e aprire la sede dell’associazione a tutti i pizzaioli associati e alle loro famiglie”. Non solo, l’associazione Verace Pizza Napoletana e l’associazione Pizzaioli Napoletani hanno già chiesto ad un grande artista di realizzare una statua in bronzo, alta oltre 2 metri, che diventerà il simbolo anche per le future generazioni di questo riconoscimento mondiale. (Fonte foto:rete internet)Caserta, vittima mafia riapre impianto dopo sedici anni
Ci sono voluti 16 anni ma oggi si avvia finalmente a conclusione la vicenda dell’imprenditore Luigi Gallo, grande accusatore dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino e di un sistema di potere in odore di camorra: con la sue denunce Gallo ha fatto arrestare, tre anni fa, 13 persone.
Nelle prossime settimane Gallo riuscirà infatti ad inaugurare la sua pompa di benzina nel Comune casertano di Villa di Briano, apertura che, come è stato dimostrato, fu impedita per eliminare un pericoloso concorrente. Alla sbarra sono finiti anche funzionari pubblici e alti dirigenti di società petrolifere.
Anche se le aule dei tribunali hanno dato ragione a Gallo, a causa di un contenzioso con l’Anas, l’imprenditore non ha mai potuto aprire il distributore, che attende il taglio del nastro dal 2002. Le cose sono cambiate con l’arrivo in Anas del presidente Gianni Vittorio Armani che dice “chi ha combattuto il crimine si merita che la burocrazia gli risolva i problemi e non si trasformi in un muro”.
FCA, finanza su ma occupazione giù: stop totale di 22 giorni a Pomigliano. Chiusure anche nel resto del gruppo
Utili finanziari su ma occupazione giù. Si può sintetizzare in questa pardossale espressione la situazione attuale del gruppo FCA. Intanto da Pomigliano a Mirafiori, da Cassino a Melfi il gruppo nazionale delle produzioni automobilistiche sta facendo registrare un calo che si traduce in una serie di chiusure collettive provvisorie annunciate un po’dappertutto in Italia, sia attraverso l’utilizzo della cassa integrazione che delle ferie e dei permessi retribuiti. Emblematica è la situazione in cui è piombato il sito di Pomigliano. Oggi nella fabbrica della Panda l’azienda comunicherà le giornate del più lungo stop produttivo fatto registrare nell’era dell’utilitaria, cioè dall’ormai lontano 2011. L’impianto (4500 addetti) chiuderà i battenti per 18 giorni consecutivi, dal 22 dicembre all’8 gennaio. Il 22 dicembre si utilizzeranno permessi retribuiti o ferie, il 27, 28 e 29 dicembre la cassa integrazione per solidarietà, il 2 gennaio ancora permessi retribuiti e il 3, 4, 5 e 8 gennaio di nuovo cassa integrazione per solidarietà. Stop collettivo previsto anche per quattro date di febbraio. In questo caso si parla delle giornate dell’1, del 2, del 5 e del 6 ma se ne attende conferma ufficiale. L’azienda ha comunicato ai sindacati che nel primo bimestre del 2018 la Panda segna un calo degli ordini di 8mila vetture rispetto allo stesso periodo di quest’anno. Nel frattempo FCA Pomigliano sta iniziando a trasferire tutti i lavoratori dei settori B e C al settore A, dove c’è la possibilità di sfruttare il contratto di solidarietà per un periodo più lungo, fino all’estate del 2019. I timori però riguardano l’intero gruppo italiano. Martedi scorso alla Maserati di Modena hanno scioperato tutti i lavoratori nell’ambito di un’astensione proclamata dalla Fiom con l’obiettivo di avere certezze sul futuro occupazionale. La preoccupazione già manifestata nei giorni scorsi circa le prospettive degli stabilimenti del polo del lusso, in particolare circa gli impianti Maserati, è stata poi confermata da una ulteriore richiesta di ammortizzatori sociali, comunicata per i lavoratori di Grugliasco e Mirafiori dall’8 al 12 gennaio del 2018. A questa situazione si aggiungono preoccupazioni per i lavoratori di Mirafiori scaturite dalla scadenza degli ammortizzatori sociali fissata all’estate del 2018. Insomma, lo scenario complessivo degli stabilimenti italiani sembra non rispettare le previsioni ottimistiche dei mesi precedenti. Tanto per fare qualche altro esempio nello stabilimento di Cassino non è stato possibile concretizzare l’annuncio delle 1.800 assunzioni. Nell’impianto ciociaro, dove si producono le Alfa Romeo Stelvio, Giulia e Giulietta, degli 835 nuovi assunti con contratto interinale sono stati appena riconfermati solo 300 di questi e solo con contratti a tempo molto breve, fino al 31 gennaio prossimo. Inoltre per quanto riguarda lo stabilimento di Melfi la preoccupazione è relativa all’aumento delle fermate dell’impianto determinate dalla stabilizzazione dei volumi di Jeep e 500X e dalla riduzione progressiva fino alla cessazione completa della produzione della Punto. Preoccupazioni anche ad Avellino, alla FCA ex FMA di Pratola serra, dove si producono motori e dove l’azienda ha annunciato ai sindacati un fermo produttivo coincidente con le festività di fine anno e con alcuni lunedì, coperti con i permessi retribuiti dei lavoratori, compresi quelli non ancora maturati del 2018. Qui il calo produttivo riguarda il settore dei propulsori turbodiesel.
Somma Vesuviana, gli alunni del liceo “Colombo” a Santa Maria del Pozzo
Gli alunni del liceo Colombo, sotto la guida esperta del Prof Emanuele Coppola, hanno avuto l’opportunità di fare un interessante percorso culturale in tutte le aree di interesse storico, artistico, architettonico ed archeologico del suggestivo complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo. Coppola: “Esperienze professionali al servizio della collettività”.
Ieri, 14 dicembre 2017, le porte del Complesso Monumentale Santa Maria del Pozzo di Somma Vesuviana, nell’ambito delle attività di alternanza scuola/lavoro, si sono aperte per ospitare la classe III F (scientifico) del Liceo “C. Colombo” di Marigliano, su invito del Dirigente Scolastico prof.ssa Maria Grazia Manzo, della docente referente dell’alternanza scuola/lavoro prof.ssa Teresa Picca ed accompagnati dal prof. Felice Del Prete, tutor interno ed ideatore.
Seconda tappa di un progetto che consiste in un avventuroso viaggio alla scoperta del nostro passato e della nostra identità. A fargli da tutor esterno per l’intera mattinata proprio il Direttore Beni Culturali del Complesso Monumentale, il prof. Emanuele Coppola.
I giovani allievi sono stati guidati in un percorso culturale in tutte le aree di interesse storico, artistico, architettonico ed archeologico, per poi culminare nella biblioteca storica del convento in fase di allestimento. Proprio in quest’ultimo spazio, sono arrivati importanti testi provenienti dal complesso religioso di San Pietro ad Aram di Napoli e dal complesso religioso di Sant’Angelo in Palco di Nola, ancora da sistemare, inventariare e catalogare. I ragazzi del liceo, attentamente guidati, hanno subito iniziato questo delicato lavoro, affinché tutti possano quanto prima usufruire di questo importante patrimonio letterario.
“Ho accolto con entusiasmo l’invito- ha dichiarato il prof Coppola- ma soprattutto la fattiva collaborazione di docenti ed alunni del Liceo Colombo. Un’esperienza, umana e professionale, foriera di un percorso formativo e lavorativo che vedrà sempre di più le Scuole al servizio della collettività”
Pollena Trocchia, Teatro e coriandoli:” Nell’aula consiliare la rappresentazione dei libri di Giuseppe Russo
Un importante appuntamento culturale è stato messo in programma nell’aula consiliare “Falcone-Borsellino”: saranno qui presentati alla cittadinanza gli ultimi due lavori del professor Giuseppe Russo, “Teatro” e “Cordiandoli”. Il primo testo, come è facile intuire fin dal titolo, è dedicato al teatro, ne illustra la nascita e propone ai lettori sei opere, perlopiù commedie, scritte da Russo tra il 1983 e il 2011. Il secondo testo, “Coriandoli”, è sottotitolato “Una manciata multiculturale di popolari quadretti napoletani” e offre ai lettori memorie e riflessioni, proverbi, detti antichi, ma anche poesie e raccolte di tradizioni, usi e costumi del nostro popolo. Sabato 16 dicembre, a partire dalle ore 11:00, entreranno nel dettaglio dei due libri l’autore Giuseppe Russo e il giornalista Ermanno Corsi. A precedere i loro interventi i saluti istituzionali del sindaco di Pollena Trocchia Francesco Pinto e quelli dell’assessore alla cultura Margherita Romano. “Giuseppe Russo si è sempre contraddistinto per il suo grande impegno nella difesa e nella valorizzazione della cultura, delle tradizioni e della storia del nostro territorio, a cui ha sempre guardato con amore e con la viva curiosità di chi non smette mai di voler apprendere. Tutto ciò trova eco nelle pagine dei suoi ultimi due libri, che siamo lieti di presentare qui a Pollena Trocchia” ha detto il Sindaco Francesco Pinto. “Invitiamo i nostri concittadini a prendere parte a questo evento: sarà un’occasione di apprendimento, di riflessione, emozioni e ricordi. Insomma, un appuntamento di cultura” ha commentato l’Assessore alla Cultura Margherita Romano.
Arpac Campania risponde alle accuse della consigliera M5s Muscarà
In riferimento ai recenti articoli di stampa in cui venivano riportate dichiarazioni della Consigliera regionale Muscarà del Movimento 5 Stelle, in relazione ad una possibile mancata realizzazione di controlli agli scarichi di acque reflue di impianti di depurazione delle Province di Avellino e Salerno negli anni dal 2014 al 2016, l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania, ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti. Si sottolinea quindi, in premessa, che ulteriormente agli accertamenti riportati in tabella, tutta una serie di scarichi abusivi sono stati oggetto di controlli da parte dell’Agenzia.
Il rilievo sottolineato, circa l’affermazione che non tutti gli impianti sono stati controllati e che le frequenze non sempre coincidono con quelle previste dalla normativa, trova rispondenza nella normativa vigente. Giacché, nel D.Lgs. 152/06, viene sancito che i controlli degli scarichi, oltre che dai gestori degli impianti, vengano effettuati dall’Autorità competente, indicandola nel soggetto che rilascia l’autorizzazione. In Campania le autorità preposte al rilascio delle autorizzazioni sono i Comuni, competenti per gli scarichi in corpi idrici superficiali e gli ATO in relazione agli scarichi in fogna. Nonostante, non rientrasse nei suoi controlli periodici di legge l’Agenzia attua in ogni caso, senza preavviso e a campione, una serie di controlli con programmazione annuale, tenendo conto delle risorse umane ed economiche disponibili nonché del contesto ambientale in cui è localizzato l’impianto. A maggior chiarezza, si riportano le tabelle dove vengono indicati i controlli effettuati, nel periodo di riferimento, riguardo agli impianti di depurazione di reflui urbani e ai reflui industriali nelle due province segnalate.
Anno Provincia № impianti controllati Reflui urbani № aziende controllate REFLUI INDUSTRIALI N° controlli scarichi (non da depuratori)
2014 Avellino 43 9 15
2015 Avellino 32 3 11
2016 Avellino 29 15 7
2014 Salerno 93 31 49
2015 Salerno 108 66 28
2016 Salerno 98 50 34
Il numero complessivo di campioni di acque reflue prelevate è il seguente:
anno Avellino Salerno
2014 58 226
2015 38 298
2016 52 250
San Giorgio a Cremano. Appuntamento con la musica e i mercatini di natale
Il Natale a Villa Tufarelli si inizia a festeggiare il 15 di dicembre con il Live music&dance negli splendidi saloni affrescati della Villa di San Giorgio a Cremano.
Giovedì, dalle 21.30, nella incantevole dimora, a ridosso del Miglio d’oro, si esibiranno Alessandra Rimonti e Jesus Guia, travolgenti ballerini professionisti della Race Company e, a seguire, tutti in pista per ballare a ritmo scatenato fino a notte fonda tra cocktail, piroette e calici di prosecco per un’ indimenticabile dance evening prenatalizia. Soundtrack della serata la musica anni 80/90 del dj Raffaele Cimmino.
Domenica 17 (dalle 11.30 e fino alle21:30) in occasione della prima edizione “Bosco di Natale”, invece i battenti della Villa si apriranno nuovamente a tutti coloro che vorranno trascorrere una giornata all’aperto, tra tante attrazioni e decine di stand dedicati all’artigianato. Nel bosco delle meraviglie, tra le piante secolari, e nei saloni gentilizi sarà possibile acquistare regalini per Natale, far divertire i bambini con simpatiche truccatrici e i balloon art, ballare al ritmo di salsa e merengue, ascoltare concerti, degustare prelibatezze realizzate da pasticcerie selezionate da Gambero rosso, spuntini saporiti e bere caffè serviti su un bancone di legno itinerante, montato su di una bicicletta anni ’50 smontata e restaurata per portare dovunque l’oro nero napoletano in maniera insolita e senza inquinare l’ambiente.
Tra i numerosi stand dei mercatini sarà possibile trovare: gioielli rigorosamente handmade, borse artigianali, oggetti d’arredamento, maioliche napoletane, cosmetici, profumi naturali e presepi.
Inoltre sarà presente anche una postazione dell’Unicef dove acquistare una Pigotta, la famosa bambola di pezza realizzata a mano, la cui vendita serve per raccogliere fondi per aiutare i bambini dei paesi in via di sviluppo.
La manifestazione “Bosco di Natale”, offre ai suoi partecipanti anche la possibilità di visitare la splendida dimora cinquecentesca di San Giorgio a Cremano, residenza dei conti Tufarelli da quasi tre secoli, recentemente inserita tra i Siti di interesse Unesco.
Tra i suggestivi saloni e le antiche scuderie, i romantici boschetti e le grotte di tufo, sarà possibile vivere tutta la magia del Natale.
Per informazioni telefonare al 329 1163824 o scrivere a info@villatufarelli.it

