La Pietà “di Fabio Viale: il “dissacrare” è soprattutto un gioco richiesto dal mercato dell’arte contemporanea.

La riproduzione della Pietà vaticana di Michelangelo con un giovane nero al posto di Gesù: la forza della “dissacrazione” si affievolisce quando notiamo che tutta la produzione di Viale, pur tecnicamente notevole, è segnata da quella retorica del paradosso e della ricerca della “meraviglia” che influenza in maniera incisiva l’arte contemporanea. Duchamp e i baffi della  “Gioconda” di Leonardo.   Dunque, dal 19 gennaio al 30 marzo lo scultore Fabio Viale espone nella sede di una galleria milanese una copia in marmo della Pietà vaticana di Michelangelo, senza il Cristo,  e, di fronte, un manifesto gigante con la fotografia della statua e di un giovane nero disteso sul grembo di Maria al posto di Gesù . Il giovane è Lucky Ehi, un rifugiato nigeriano di 22 anni, di religione cristiana – sul suo braccio destro è tatuata una croce – che proprio per la sua fede è stato costretto ad andar via dal suo Paese. I visitatori potranno ascoltare una registrazione audio in cui Lucky racconta la sua storia. La mostra si propone come un provocatorio commento dell’artista alla complicata vicenda dei rifugiati e dei migranti, che è un tema centrale della campagna elettorale da poco avviata e che appiccherà, con il passare dei giorni, polemiche sempre più incendiarie. A prima vista, la fotografia della Pietà con Lucky al posto di Cristo muove l’attenzione e suscita reazioni contrastanti: i “puristi” non sopporteranno “ l’oltraggio” che l’artista fa a un capolavoro assoluto della storia dell’arte, a un’opera in cui il genio di Michelangelo ha saputo rappresentare la bellezza sublime del Sacro e la commovente umanità della Madre che piange il Figlio morto. E tuttavia è proprio il confronto con la produzione dell’artista a ridurre, e di molto, la forza dissacrante dell’opera. Perché le sculture di Fabio Viale portano il segno della retorica del paradosso, della sorpresa, della “meraviglia”: egli scolpisce copie di statue famose e ne copre il dorso di tatuaggi, riproduce in marmo gli pneumatici dei camion, per dimostrare che la pietra può “rappresentare “l’elasticità” della gomma (vedi immagine in appendice), e anche l’aerea leggerezza dei palloncini, e una trave curvata al centro. Quando un giornalista gli ha chiesto se non trova “deprimente che oggi il valore di un artista sia determinato dal suo prezzo”, Viale ha risposto che il prezzo è “il criterio più valido, perché è la conseguenza di tutti gli altri”, e poi ha aggiunto che “l’Italia ha la sua cricca di artisti- galleristi- critici che cerca di fare sistema”, ma non sempre ci riesce ( Il Giornale.it, 10 /01/ 18). Viale accetta di iscriversi nel registro dell’arte pop, e di essere accostato alla “maniera di Claes Oldenburg”, l’artista che nel 2001 a Colonia piazzò in cima alla Neumarkt Galerie una sua scultura, e cioè un enorme cono da gelato, rovesciato (vedi foto in appendice). Viale non accetta che non venga riconosciuta la sua indiscussa abilità nella lavorazione del marmo: è un problema serio per tutti gli artisti italiani che, avendo frequentato l’Accademia, dispongono di un prezioso bagaglio di tecniche, ma che, per entrare nel sistema, devono piegarsi a scolpire ruote di gomma e coni per gelato. E’ la contraddizione strutturale dell’arte contemporanea, sottolineata con geniale chiarezza da Umberto Eco. Le Avanguardie del Novecento, colpevoli di “parricidio” modernista, decisero di cancellare per sempre ogni forma di rispetto per i giganti del passato, di “uccidere il chiaro di luna”, di scomporre, in pittura, le forme del reale negli schemi del Cubismo e dell’Astrattismo e nella follia delle tele perfettamente bianche o lacerate da buchi e da squarci; di sostituire la musica con il rumore, di scompaginare i flussi narrativi della grande letteratura dell’ Ottocento nei gorghi dello spazio, del tempo e di combinazioni linguistiche senza inizio e senza conclusione. Ma alla fine gli artisti del’900 si guardarono allo specchio e videro di essere nani, e per salvarsi si aggrapparono proprio a quei giganti che volevano demolire. Duchamp credette, nel1920, di aver scatenato una vera rivoluzione disegnando baffi e pizzetto sul volto della Monna Lisa di Leonardo. Ma per fare questo, notava sarcastico Umberto Eco, era stato costretto a usare una litografia del celebre quadro, non essendo capace di riprodurlo a colori. Duchamp, che voleva fare il rivoluzionario, ma era anche un giocatore di scacchi, ha ripetuto in numerose copie quello “scherzo” del1920: una copia del1964 è stata venduta, nel 2017, per 600000 euro. Anche per capire l’arte del nostro tempo bisogna partire, prima di tutto,  dal mercato.              

Polveri sottili a Pomigliano ed Acerra, l’assessore Tartari parla dello studio universitario

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  La città delle grandi fabbriche si conferma comune più “cinese” della Campania con 8 giorni di sforamento delle quantità di polveri sottili nei primi 11 giorni del 2018 (115 nel 2017). Un triste record immediatamente seguito dal numero di sforamenti nel confinante territorio di Acerra, con 7 giornate da bollino rosso. Nessun dato per Casalnuovo, dove l’unica centralina di rilevamento più vicina si trova nel territorio di Volla, in via Filichito: qui 2 sforamenti da inizio anno. Nel frattempo a Pomigliano si tenta di correre di nuovo ai ripari dopo lo “sfogo” lasciato al traffico veicolare durante il periodo natalizio. Oggi infatti stop alle auto fino a quelle Euro 3, senza impianto a metano o a gpl, dalle 8 alle 20 e 30, e blocco totale con domenica a piedi in tutto il territorio comunale dalle 14 e 30 alle 21 mentre nella prima parte della giornata, dalle 8 alle 14 e 30 varrà lo stesso sistema adottato per oggi. Non è finita. Il 17 gennaio saranno vietati i tradizionali falò di Sant’Antonio, l’usanza popolare che segna la fine delle festività con l’accensione per le strade di cataste di legno vecchio. Tutti provvedimenti che potranno almeno attenuare la morsa delle polveri killer. Resta l’interrogativo gigantesco su quali siano i motivi attendibili di questi pericolosi primati raggiunti dal territorio a est di Napoli. Alcune risposte le ha anticipate l’assessore comunale all’ambiente di Pomigliano, Mariagrazia Tartari, che la prossima settimana organizzerà insieme a tutta l’amministrazione municipale un’assemblea pubblica allo scopo di rendere noti i dati di uno studio commissionato nel 2016 dal Comune ai dipartimenti di chimica e ingegneria della Federico II. Tra i relatori ci sarà il professor Marco Trifuoggi, del dipartimento di chimica. “Ne sentirete delle belle – preannuncia l’assessore – comunque la morfologia sfavorevole del territorio è uno dei motivi, insieme al traffico e agli impianti di riscaldamento. Pomigliano si trova in una conca che funge da contenitore di smog proveniente anche dagli altri territori ”. A questo proposito il responsabile all’ecologia cita ciò che è successo l’anno scorso sul Vesuvio, il mastodontico rogo doloso del vulcano nelle giornate di luglio. Nel mese successivo, ad agosto, le centraline dell’Arpac piazzate a Pomigliano hanno fatto registrare 23 giorni di sforamento, record regionale anche in questo caso, nonostante la drastica diminuzione del traffico dovuto al periodo vacanziero. Dati che fanno ipotizzare che la nube di polveri si sia in parte depositata proprio nella conca, peraltro molto poco ventosa, ubicata tra Pomigliano, Acerra e Nola. “Come possiamo batterci contro eventi del genere ? – si chiede Tartari – a ogni modo abbiamo mille progetti in calendario”. Per quanto riguarda invece il vicino termovalorizzatore di Acerra e le ancora più vicine grandi fabbriche l’assessore municipale esclude che le loro emissioni siano tra le principali cause della contaminazione record.

Somma Vesuviana, Casamale dopo cento giorni ancora all’anno zero: una lettera dagli «Amici del Borgo»

Parcheggio pronto ma non ancora aperto e senza che si conoscano le condizioni alle quali lo sarà, nessun cenno di un censimento, auto in sosta selvaggia. Gli Amici del Borgo si «sfogano» in una lettera al Mediano.it che riceviamo e volentieri pubblichiamo. «Svolta? Ancora non si vede». Le consultazioni elettorali che si sono tenute l’11 giugno scorso hanno dato a Somma Vesuviana un nuovo Sindaco, il dott. Salvatore Di Sarno, appoggiato tra le varie liste da Svolta Popolare, quella svolta che i residenti del borgo si auguravano e che ad oggi sembra solo essere stato il solito impegno elettorale non rispettato.  Un nuovo consiglio fatto per lo più da nuovi volti con molti giovani (almeno all’anagrafe) e proprio dai giovani dai quali si attendeva questo cambio di marcia, questa inversione di rotta, arriva la delusione più cocente.  Si, perché i giovani del borgo pensavano che tra loro e i nuovi consiglieri potesse nascere un dialogo che ad oggi ancora non si vede. Solo qualche faccia sorridente e pronta a qualche scatto che immortala la sua disponibilità ma, ci dispiace dirlo, la maggior parte di essi sembra dare continuità a quella tendenza a considerare il borgo Casamale un ghetto di emarginati lasciati al loro destino. Le varie associazioni (e gruppi di persone) hanno provato più volte e con varie iniziative, a dare quella scossa purtroppo senza esito, perché senza l’appoggio di una politica costruttiva non c’è manifestazione o evento che tenga, e tutto torna come prima, nel silenzio, quel silenzio che fa comodo a chi deve fare, ma da altra parte e altre cose. Bisogna aspettare l’apertura del parcheggio, perché senza di esso le auto sono “autorizzate” alla sosta, anche selvaggia, negli spazi che trovano nonostante i divieti. Parcheggio, pronto con tutte le autorizzazioni necessarie per l’apertura, ma che ad oggi ancora non è utilizzabile nonostante l’accordo siglato con la ditta che gestisce attualmente la sosta a pagamento per l’intero paese. In questi giorni si stanno facendo ulteriori accorgimenti alla struttura, ma è fumo negli occhi o qualcosa si muove? O l’ennesima mossa per prendere tempo? Apertura prossima? A quali condizioni? Aspetteremo ancora, ma la pazienza sta veramente per finire, il Casamale chiede troppo se vuole strade pulite e senza pericoli? Chiedono troppo i cittadini se vorrebbero conoscere chi sta nella casa a fianco? Queste sono le domande che ormai da troppo tempo attendono risposte, aspettiamo smentite e date, nel frattempo traspare la delusione sulle facce dei Casamalisti che si sentono ancora una volta ingannati. Gli Amici del Borgo  

Contaminazione cinese: domenica pedonale a Pomigliano. L’assessore: “A breve i dati sulle cause”

La contaminazione dell’aria ha raggiunto anche in questi primi giorni dell’anno livelli record praticamente insostenibili a Pomigliano e ad Acerra. Intanto a Pomigliano il Comune ha ordinato il blocco delle auto fino ai motori Euro 3, ad esclusione di quelli a gpl o a metano, dalle 8 e 30 alle 21 su tutto il territorio e per tutta la giornata di oggi. Anche per la prima parte di quella di domani, fino alle 14 e 30. E sempre domani, dalle 14 e 30 alle 21, blocco totale del traffico ancora nell’intero territorio di Pomigliano. Mezza domenica a piedi, dunque. Nello stesso tempo il Comune ha ordinato anche il divieto dei falò di Sant’Antonio nella giornata del 17 gennaio prossimo, falò che per tradizione segnano la fine delle festività con l’incendio del legno vecchio. Per quanto riguarda i motivi di questa contaminazione record che sta affliggendo l’intera area pianeggiante a oriente di Napoli, da Pomigliano a Nola, l’assessore comunale all’ambiente della città delle fabbriche, Mariagrazia Tartari, ha preannunciato che a breve saranno resi noti i dati dell’università Federico II di uno studio commissionato apposta dal municipio.

Lega Nazionale di Salvini: tra i candidati alle politiche il presidente del consiglio di Sant’Anastasia, Mario Gifuni

C’è anche Mario Gifuni, presidente del consiglio comunale di Sant’Anastasia, nella rosa dei candidati con la Lega Nazionale di Salvini. Nella nota inviata ieri alla stampa, il coordinatore provinciale Biagio Sequino parla di un calendario di eventi che sarà ufficializzato nei prossimi giorni e che avrà date in tutti i 92 comuni della provincia di Napoli. Poi annuncia che tra i “papabili” c’è proprio Gifuni.  Di seguito, la parte della nota stampa in cui si annuncia la prossima candidatura, con tanto di dichiarazioni del presidente del consiglio comunale anastasiano. “Tra i papabili candidati c’è il presidente del Consiglio Comunale di Sant’Anastasia Mario Gifuni, uno dei primi amministratori ad aderire la progetto Lega. “La mia scelta di schierarmi con Matteo Salvini nasce dalla volontà di contribuire alla costruzione di una nuova classe politico-dirigente, distinta e distante dal nepotismo, dal favoritismo e dai privilegi di classe, che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni della politica meridionale. Tra le nostre fila non ci sono il De Luca jr. o il Mastella jr. e il nipote di De Mita, né tanto meno statuine da garantire, ma persone che hanno già dimostrato di avere il merito per occupare un ruolo o una posizione” – dichiara Mario Gifuni “C’è bisogno di una ventata di novità, tecnocrati e burocrati non possono più decidere la vita dei cittadini, sono d’accordo su tutto il programma proposto da Salvini e sarà un mio preciso impegno portare avanti la battaglia per semplificare la macchina amministrativa” – continua Mario Gifuni “Bisogna adottare politiche coraggiose ripartendo dalle tante risorse che ci offre la nostra terra, il Meridione è stato trasformato in un rimpianto a causa delle tante opportunità mancate da una classe politica disastrosa, che oggi anziché ritirarsi a vita privata si propone ancora una volta sulla scheda elettorale o in prima persona o tramite figli, nipote o compagne”. – conclude Mario Gifuni.    

Madonna dell’Arco, premio «Buona Sanità» alla residenza anziani dei Domenicani

Il comitato tecnico – scientifico dell’Associazione Buona Sanità, presieduto da Maria Rosaria Rondinella, ha voluto assegnare alla residenza per anziani di Madonna dell’Arco tenuta dai padri Domenicani il premio «Buona Sanità». La premiazione, per celebrare i vent’anni dalla costituzione dell’Associazione, si terrà venerdì 26 gennaio, alle ore 18, al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare di Napoli. «Riteniamo che la sua struttura – scrive la presidente dell’associazione nella lettera con cui comunica il riconoscimento a padre Alessio Romano, Rettore del Santuario di Madonna dell’Arco – rappresenti degnamente l’immagine della nostra Sanità Nazionale e sia degna di tale riconoscimento». Nella stessa occasione, sarà assegnato il «Premio Giornalistico Buona Sanità». L’evento, che si svolge sotto l’Alto Patronato dei Principi Carlo e Camilla di Borbone, Duca e Duchessa di Castro, ha tra l’altro i patrocini di Regione Campania, Comune di Napoli, Ordine dei Giornalisti della Campania, Unione Industriali di Napoli, Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e provincia, Fondazione Ipasvi. La finalità del premio è dare una meritata visibilità a strutture e istituzioni che si adoperano ogni giorno nel fornire un’adeguata assistenza, fronteggiando situazioni difficili con passione, dedizione e umanità.

Conato liberatorio

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Ma l’incoerenza è una scienza? Senza scomodare Machiavelli e la sua opera Magna, come ci si difende da chi predica bene e razzola male? Evitando di esumare figure più o meno rilevanti degli ultimi anni, restiamo alla cronaca e parliamo di Carlo De Benedetti. L’ingegnere ha la residenza fiscale a Sankt Moritz, in Svizzera, dove vige da sempre un regime fiscale molto comodo per i residenti.

I soldi sono la principale ragione di vita dell’ingegnere? Non lo crediamo assolutamente. Però fa un certo effetto sapere che in un sol giorno ha guadagnato 600 mila euro grazie alla soffiata di Renzi sul decreto riguardante le banche popolari.

Lo storico editore di “La Repubblica” ha sempre svolto una pesante influenza sulla sinistra italiana. E così, mentre intascava i 6oo mila euro, il giornale che ha come padre nobile Eugenio Scalfari, attaccava i cosiddetti squali della finanza, quelli che fanno soldi facili a danno del lavoro reale.

Stando alle stesse dichiarazioni di De Benedetti, sarebbe stato lui l’artefice del Jobs Act, una sorta di riforma del lavoro molto sostenuta dal Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e la Banca Centrale Europea. In sostanza, Renzi avrebbe fatto approvare dal suo governo un desiderio di De Benedetti che ha portato all’aumento degli incentivi alle aziende per stimolarne la crescita e favorire l’aumento dell’occupazione. Però, è stato un fuoco di paglia perché finiti gli incentivi sono stati cancellati anche i contratti di lavoro nati di conseguenza. Tutto questo mentre “La Repubblica”, sosteneva i giovani precari che proprio grazie al Jobs Act diventavano sempre più precari.

Non so a voi, ma questa sorta di schizofrenia tra il dire e il fare, la distonia di certi personaggi e la loro pacchiana incoerenza, a me provocano un leggero mal di mare. Ecco, diciamola tutta: provocano un sano, robusto e liberatorio vomito.

Ottaviano. Istituto “Mimmo Beneventano”, è tempo di open day: si parte dal plesso Lucci

Il calendario degli incontri della scuola diretta dalla preside Fornaro. È tempo di open day per le scuole, ad Ottaviano come in altri Comuni. Nel caso della cittadina vesuviana, ad aprire le sue porte è l’istituto comprensivo “Mimmo Beneventano”. Si comincia domani 13 gennaio con il plesso di via Lucci, dalle 16 alle 19, e si prosegue il giorno successivo con i plessi Zabatta (dalle 16 alle 19) e Regina Margherita (dalle 9 alle 12). Il 20 gennaio, invece, tocca al plesso Cacciabella (dalle 9 alle 12) e al plesso D’Annunzio (dalle 16 alle 19). Diretto dalla preside Anna Fornaro, l’istituto è intitolato a Domenico Beneventano, medico chirurgo e consigliere comunale di Ottaviano ucciso dalla camorra nel 1980. L’open day è una giornata durante le scuole aprono le porte ai visitatori o a coloro che vogliono ottenere informazioni. L’istituto “Beneventano” come ogni anno si apre al territorio, esponendo progetti e programmi e raccontando tutto il lavoro svolto da docenti e personale scolastico per coinvolgere gli alunni e renderli protagonisti del mondo della scuola

Convegno sulla sicurezza stradale nell’area vesuviana orientale.

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Sabato 13 gennaio alle ore 18, presso la Casa Comunale di San Giuseppe Vesuviano si parlerà di Sicurezza Stradale, in particolare nell’Area Vesuviana Orientale.

Come relatore ci sarà il Dott. Marco Guidarini, medico traumatologo e Presidente dell’Associazione Motociclisti Incolumi, oltre ad essere un Motociclista per passione. A seguire i sindaci di: San Giuseppe Vesuviano, Avv. Vincenzo Catapano; di Ottaviano, Avv. Luca Capasso e quello di Poggiomarino, Dott. Leo Annunziata. Chiuderà i lavori l’Avv. Francesco Urraro, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Nola.

Nel piazzale antistante la Casa Comunale, in Piazza E. D’Aosta si svolgerà, durante l’intera giornata, l’OPEN DAY DUCATI organizzato dal Moto Club Historic Club Ducati in collaborazione con il Concessionario Ducati Mario Manzo di Angri (SA) e con l’Officina autorizzata Ducati LASAMOTO di San Giuseppe Vesuviano. Un intera giornata all’insegna dei motori su due ruote e della sicurezza stradale. L’ingresso è libero.

Locandina evento

Somma Vesuviana, il fucarone di Sant’Antuono in via Colle in memoria di «Zì Riccardo»  

 A volte ci sono eventi inspiegabili che partono senza neanche troppe convinzioni, non sai neanche da chi, succede e basta. Il primo anno ci sono solo i parenti stretti intorno a quel focolare, l’anno seguente i vicini, quello dopo l’intera strada, fino a toccare le circa 500 persone di oggi. Il cortile si anima più di quanto non lo fosse già, si montano i gazebo, si prendono fascine e fascine di legna, qualche bambino birichino le ruba nelle terre vicine facendo sbraitare i poveri anziani che le custodivano con cura, le donne cucinano per sera facendo assaggiare a pranzo qualcosina ai baldi giovani che lavorano, dando vita così ad uno dei più grandi eventi che il popolo di Somma Vesuviana conosce. “Pigliati o viecchio e dacce o nuovo” dice la piccola preghiera rivolta a Sant’Antuono e, proprio come una magia, il fuoco prende vita, bello, alto e luminoso facendo brillare cosi gli occhi di tutti i presenti. Da anni, tanti anni, le persone del cortile, quel cortile, lo fa così, con spirito, con gioia e perché no anche con qualche difficoltà che purtroppo non manca mai ma che rende ogni cosa speciale. Il fuoco azzera sempre tutto, i dissapori, le divergenze, per quella sera non c’è nulla, tutto va, “dint o’ fuoco”. Il cortile si trasforma per quella notte: festa, magia, cibo, musica che, ovvio anche questo, solo all’associazione “Zi Riccardo e le donne della tammorra” può essere affidata, chiamando a raccolta tutti gli artisti, i musicisti, le paranze, i gruppi folk, gli appassionati che suoneranno insieme a loro.  Tutto procede, dalle 20 della sera del 17 gennaio fino all’alba seguente, quando i pochi rimasti, sfiniti, non possono andar via senza aver fatto “colazione”, si accartocciano le patate fresche nella carta argentata, vengono messe nelle ceneri roventi del fuoco che via via va spegnendosi, si lasciano cuocere e si mangiano, per poi andare tutti a dormire, soddisfatti di quei due giorni di ferie spesi bene perché alla festa del Sant’Antuono nella cortina non si può mancare. Il 17 gennaio, via colle Somma vesuviana, in quel cortile, che da poco è anche il mio di cortile, tutto diventa vivo, ma sopratutto diventa vivo un ricordo, il SUO ricordo e di quello che era la SUA di festa… Il ricordo e la memoria di Zi Riccardo. Vi aspettiamo tutti, il 17 gennaio.  a cura di Giuseppe Ciampa