La città delle grandi fabbriche si conferma comune più “cinese” della Campania con 8 giorni di sforamento delle quantità di polveri sottili nei primi 11 giorni del 2018 (115 nel 2017). Un triste record immediatamente seguito dal numero di sforamenti nel confinante territorio di Acerra, con 7 giornate da bollino rosso. Nessun dato per Casalnuovo, dove l’unica centralina di rilevamento più vicina si trova nel territorio di Volla, in via Filichito: qui 2 sforamenti da inizio anno. Nel frattempo a Pomigliano si tenta di correre di nuovo ai ripari dopo lo “sfogo” lasciato al traffico veicolare durante il periodo natalizio. Oggi infatti stop alle auto fino a quelle Euro 3, senza impianto a metano o a gpl, dalle 8 alle 20 e 30, e blocco totale con domenica a piedi in tutto il territorio comunale dalle 14 e 30 alle 21 mentre nella prima parte della giornata, dalle 8 alle 14 e 30 varrà lo stesso sistema adottato per oggi. Non è finita. Il 17 gennaio saranno vietati i tradizionali falò di Sant’Antonio, l’usanza popolare che segna la fine delle festività con l’accensione per le strade di cataste di legno vecchio. Tutti provvedimenti che potranno almeno attenuare la morsa delle polveri killer. Resta l’interrogativo gigantesco su quali siano i motivi attendibili di questi pericolosi primati raggiunti dal territorio a est di Napoli. Alcune risposte le ha anticipate l’assessore comunale all’ambiente di Pomigliano, Mariagrazia Tartari, che la prossima settimana organizzerà insieme a tutta l’amministrazione municipale un’assemblea pubblica allo scopo di rendere noti i dati di uno studio commissionato nel 2016 dal Comune ai dipartimenti di chimica e ingegneria della Federico II. Tra i relatori ci sarà il professor Marco Trifuoggi, del dipartimento di chimica. “Ne sentirete delle belle – preannuncia l’assessore – comunque la morfologia sfavorevole del territorio è uno dei motivi, insieme al traffico e agli impianti di riscaldamento. Pomigliano si trova in una conca che funge da contenitore di smog proveniente anche dagli altri territori ”. A questo proposito il responsabile all’ecologia cita ciò che è successo l’anno scorso sul Vesuvio, il mastodontico rogo doloso del vulcano nelle giornate di luglio. Nel mese successivo, ad agosto, le centraline dell’Arpac piazzate a Pomigliano hanno fatto registrare 23 giorni di sforamento, record regionale anche in questo caso, nonostante la drastica diminuzione del traffico dovuto al periodo vacanziero. Dati che fanno ipotizzare che la nube di polveri si sia in parte depositata proprio nella conca, peraltro molto poco ventosa, ubicata tra Pomigliano, Acerra e Nola. “Come possiamo batterci contro eventi del genere ? – si chiede Tartari – a ogni modo abbiamo mille progetti in calendario”. Per quanto riguarda invece il vicino termovalorizzatore di Acerra e le ancora più vicine grandi fabbriche l’assessore municipale esclude che le loro emissioni siano tra le principali cause della contaminazione record.








