Pozzilli, il sistema sanitario e la tutela della salute in Italia oggi e nella storia

Un meeting per esaminare le prospettive future del SSN nel contesto della società attuale. Quale sarà il futuro del Servizio Sanitario Nazionale? Quali saranno le esigenze sanitarie future della popolazione in considerazione dei cambiamenti demografici, economici e sociali del nostro Paese? Quanto conta il settore della ricerca scientifica e quali gli effetti della responsabilità sanitaria, contenzioso e medicina difensiva in un contesto così dinamico per l’assistenza e la tutela della salute? Può l’obiettivo di efficienza e appropriatezza, da solo, garantire la sostenibilità? Sono questi gli interrogativi a cui si cercherà di rispondere nel corso del convegno, promosso dall’I.R.C.C.S. Neuromed, dal titolo “Il Sistema Sanitario e la tutela della salute in Italia oggi e nella storia”. L’incontro, aperto a tutti, valido anche come ECM (Educazione Continua in Medicina) per le professioni sanitarie, si terrà venerdì 26 gennaio, a partire dalle ore 9.00 nella Sala Conferenze del Parco Tecnologico dell’I.R.C.C.S. Neuromed, in Via dell’Elettronica, Pozzilli. Partendo dalla storia dell’assistenza ospedaliera e del livello di tutela della salute nel nostro Paese, il convegno affronta tutti gli aspetti di un sistema complesso e in continua evoluzione. A partire dal settore della responsabilità professionale sanitaria, per passare poi all’approfondimento sulla ricerca biomedica, le riforme sanitarie, l’assistenza farmaceutica e le prospettive future della pianificazione strategica sanitaria. La seconda parte dell’incontro sarà dedicata al finanziamento del SSN, modello di remunerazione, tetti di spesa e mobilità; ai temi dei disavanzi, piani di rientro e di efficientamento, alle dotazioni organiche e la legge 161/2016, al funzionamento delle strutture pubbliche. “Un excursus storico sull’evoluzione, nel corso di un secolo, – afferma il dottor Mario Morlacco, Responsabile scientifico del convegno, Ex Sub commissario per i piani di rientro, Componente del Collegio esperti del Presidente della Regione Puglia – della risposta dello Stato al bisogno sanitario e la conseguente tutela della salute. Questo consentirà di definire un quadro significativo e realistico del Servizio Sanitario Nazionale così come si presenta oggi. Tale quadro rappresenta il punto di partenza per valutare la possibile proiezione nei prossimi decenni e la relativa sostenibilità economica, tenuto conto del contesto macroeconomico, dell’evoluzione demografica e dei conseguenti bisogni sanitari nazionali, dei livelli di assistenza da garantire. È quanto ci si prefigge di far emergere dal dibattito conclusivo, nel corso del quale una particolare attenzione sarà data al ruolo della ricerca, della terapia farmacologica innovativa, della responsabilità professionale e della necessaria modifica dei setting assistenziali compatibili con le risorse”.

San Sebastiano al Vesuvio, cittadella del pane in casolare confiscato alla camorra

Il progetto, volto ad avviare i giovani a percorsi di formazione nell’arte della panificazione, è promosso dall’amministrazione comunale di San Sebastiano al Vesuvio. Una Cittadella del Pane e della Legalità in un immobile confiscato al clan di camorra: è un progetto promosso dall’amministrazione comunale di San Sebastiano al Vesuvio (Napoli) con l’obiettivo di avviare i giovani a percorsi di formazione nell’arte della panificazione e di sviluppare itinerari artigianali ed enogastronomici che richiamino turisti e residenti dei comuni vicini. Sede deputata ad ospitare il progetto è la villa confiscata al clan Vollaro, circondata da un vasto appezzamento di terreno, per la cui riqualificazione e riuso il Comune ha chiesto un finanziamento di un milione e 500 mila euro alla Regione Campania. Lì, nell’edificio in viale degli Ulivi che si affaccia su via Libertà e che si sviluppa su quattro livelli, giovani studenti o aspiranti panificatori saranno impegnati a valorizzare la specialità autoctona: il pane di San Sebastiano al Vesuvio.

Violenza giovanile e droga: è allarme rosso nei parchi pubblici di Pomigliano

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Dopo la selvaggia aggressione delle baby gang ai danni di due quindicenni italo marocchini, uno dei quali, ormai terrorizzato, ha deciso di lasciare l’Italia, continuano gli episodi di violenza giovanile all’interno e all’esterno del parco pubblico di Pomigliano e degli altri parchi comunali. Qui, appena domenica sera, le guardie giurate che sorvegliano l’area sono riuscite a sventare il furto di un’auto da parte di due ragazzini giunti sul posto a bordo di uno scooter. Ma è stato un altro grave episodio da arancia meccanica a scuotere questa strategica zona di ritrovo per l’intero territorio orientale dell’hinterland. Sabato pomeriggio infatti un anziano è stato aggredito e picchiato da due giovani, mentre portava a spasso il suo cagnolino, proprio nei pressi del piazzale in cui la settimana prima erano stati pestati a sangue da un branco formato da una dozzina di adolescenti Marwan e Abdou, quindicenni italiani di origine marocchina sopresi dai bulli mentre stavano parlando tranquillamente con alcuni amichetti. Intanto l’anziano aggredito sabato ha riportato una ferita al viso curata con due punti di sutura. Proprio così: l’uomo subito dopo essere stato preso a pugni da due giovani non ancora identificati è stato ricoverato ancora sanguinante al pronto soccorso di un vicino ospedale. Qui i medici gli hanno chiuso la ferita al volto con un paio di punti. Ancora poco chiari i motivi dell’aggressione. Le poche cose che si sanno è che alle cinque del pomeriggio di sabato l’anziano stava portando il suo cagnolino all’esterno del recinto del parco pubblico. A un certo punto pare che – ma questa circostanza non è stata pienamente confermata – sia nato un diverbio con dei ragazzi a causa del cane. Restano però ancora oscuri i motivi dettagliati della lite. Fatto sta che uno dei due ragazzi ha aggredito l’uomo più anziano sferrandogli un pugno al volto. I due aggressori subito dopo si sono dileguati. Un’ora più tardi i carabinieri, che erano alla ricerca di un giovane con la maglia celeste, hanno fermato quattro minorenni. Stavano bevendo alcune birre nel fossato del parco pubblico. I ragazzini sono stati però subito rilasciati. Si cerca intanto il barista della zona che ha venduto loro le birre. La vendita di alcolici ai minori è infatti vietata dalla legge. Non è finita. Sempre domenica  pomeriggio, intorno alla cinque, due ragazzi a bordo di uno scooter si sono avvicinati a un’auto parcheggiata all’interno del parco. Uno dei due ha tentato di forzarne la portiera ma si sarebbe accorto di tutto un vigilante della villa comunale. E’ stato quindi l’allarme e i due malintenzionati si sono dati alla fuga. Nel frattempo i carabinieri sono alla ricerca dei responsabili della terribile aggressione del 14 gennaio ai danni di Marwan e Abdou, finiti in ospedale con ferite al volto e contusioni sul corpo. Uno dei componenti della baby gang è stato rinchiuso nel centro di contenzione minorile dei Colli Aminei. E’ di Pomigliano ed ha solo 15 anni. Un suo complice è un tredicenne di Somma Vesuviana, quindi non imputabile. Gli investigatori sarebbero però sulle tracce degli altri bulli della gang. A ogni modo, nonostante le misure di sicurezza finora adottate, ha deciso di lasciare l’Italia una delle vittime del 14 gennaio, Abdou. “Qui non mi piace, me ne vado”, ha dichiarato il ragazzo. Abdou è partito per il Marocco venerdi scorso. Nessuno lo ha chiamato nel tentativo di persuaderlo a restare. Marwan invece ha deciso di rimanere. Continuerà a frequentare la scuola media Catullo. Rimane lo sfondo di un territorio violento, difficile. L’altro giorno è stata segnalata la presenza di tossicodipendenti abituali nel Parco delle Acque, l’altro parco pubblico di Pomigliano.

Somma Vesuviana, questione cimitero, incontro sindacati e amministrazione : “Ci hanno rassicurati, stop allo stato di agitazione”

L’incontro tra sindacato e amministrazione  è stato anticipato di un giorno ed è stato un incontro positivo giacché il Comune si è impegnato a mantenere tutti i livelli occupazionali e ha rassicurato circa l’avvio di una gara che sarà espletata al più presto e che dovrà avere una durata più lunga al fine di evitare le continue proroghe. In attesa è stata fatta una proroga alla ditta I Cipressi per un altro mese. Dunque, stop allo stato di agitazione. Di seguito il comunicato stampa della Failms “Oggi 23 gennaio 2018 la FAILMS si è incontrata con l’amministrazione comunale di Somma Vesuviana per discutere ed avere chiarimenti circa i livelli occupazionali dei lavoratori  impegnati nell’appalto cimiteriale. Visto che nei giorni precedenti si è venuto a conoscenza di un affidamento temporaneo che poteva mettere a rischio i livelli occupazionali, dopo un’ ampia discussione sulla vicenda, il Comune ha dichiarato di aver provveduto ad un affidamento temporaneo fino al 2 febbraio 2018, data in cui si dovrebbe procedere all’affidamento della nuova gara, alle stesse condizioni e agli stessi patti precedenti. Inoltre, il Comune ha dichiarato la sua piena volontà di salvaguardare i livelli occupazionali esistenti, pertanto in questi giorni stanno valutando e mettendo in atto tutte le soluzioni  al fine di poter migliorare i servizi cimiteriali, per garantire migliori condizioni ai cittadini e per mantenere l’occupazione.Tali dichiarazioni hanno tranquillizzato l’organizzazione sindacale che sospende lo stato di agitazione”.

Sant’Anastasia, all’Istituto Pacioli il progetto “Incontro con l’autore”

 L’istituto “Luca Pacioli” di Sant’Anastasia, diretto dal prof. Antonio De Michele, ha realizzato un progetto dal titolo “Incontro con l’autore”. L’evento finale di questo percorso didattico si è tenuto ieri nell’Aula Magna della sede centrale dell’istituto. Gli alunni hanno incontrato Valeria Parrella, autrice del libro “Troppa importanza all’amore”. Il libro parla dell’amore,  di tutte le sue sfumature e dell’importanza che i protagonisti danno a questo sentimento. La Parrella tratta tematiche sociali di notevole spessore  come lo stupro, la prigionia, l’immigrazione, il tradimento, la disabilità, la malattia  e tutte le avventure dei protagonisti hanno un unico filo conduttore  che è l’amore: l’amore di un uomo che per anni ha amato la stessa donna, una suora che decide di lasciare l’abito monacale per crescere un bambino indigente, una donna che combatte coraggiosamente contro la leucemia, una coppia che si è persa e di un’adolescente che rimprovera i suoi genitori di aver dato troppa importanza all’amore, un uomo che in carcere cerca il proprio riscatto attraverso lo studio. Sono storie che accomunano ed inducono alla riflessione sull’importanza del dare, del donare, dell’amore. “Gli alunni- spiegano i docenti- si si sono cimentati nella lettura, condivisione, disegno, confronto, power point. Hanno studiato la  biografia dell’autrice e sul suo libro e si sono dimostrati attenti, motivati ed entusiasti del progetto. Lo scopo è stato quello di avvicinare gli alunni alla lettura del libro d’autore, di avvicinarli a  in un testo che esula dal semplice manuale scolastico. Questo progetto inaugura una rinnovata voglia di ripetere l’evento nei prossimi anni”.  

Giugliano in Campania : Angelo Iannelli riceve il Premio alla Carriera come Pulcinella della legalita’

Sabato 20 Dicembre nella biblioteca comunale di Giugliano in Campania si è svolta la I Edizione del Premio Letterario” Uniti Per la Legalità” Ideato e organizzato da Francesco Gemito , poeta e scrittore . Il premio ha ricordato tanti esempi di legalità come i giudici: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Don Peppe Diana Parroco di Casal Di Principe ucciso dalla camorra, Gelsomina Verde torturata e uccisa dalla faida di Scampia, il carabiniere ucciso a Marano Salvatore Nuvoletta in un agguato di camorra, Mena Morlando, uccisa da un proiettile vagante durante un conflitto a fuoco tra clan rivali e la piccola Fortuna Loffredo vittima di un maniaco al Parco Verde di Caivano. Alla manifestazione erano presenti il Sindaco di Giugliano Antonio Poziello e tantissime personalità della chiesa , dell’arma dei carabinieri, della Polizia di Stato, Esercito italiano oltre ai vari scrittori e poeti presenti per la premiazione. La kermesse è stata aperta con una performance toccante e ricca di pathos dall’attore Angelo Iannelli , che indossato il camicione bianco e la maschera nera di pulcinella , ha ricordato alla sua maniera il termine legalità, soffermandosi sull’importanza del rispetto e del dialogo in famiglia ,purtroppo la carenza dei sani valori in questa società origina difficoltà . Sottolineando che la Chiesa,le Istituzioni , lo Stato e le Scuole devono essere unite, solo così si potrà vincere la battaglia contro l’illegalità. Tra scoscianti applausi Angelo Iannelli è stato premiato dai presentatori: Ida Piccolo e Francesco Gemito ,con la seguente motivazione” Premio alla carriera al Pulcinella della legalita’ , per il suo impegno culturale e sociale ” . L’artista commosso, ha ringraziato il numeroso pubblico e tutta l’organizzazione per il prestigioso riconoscimento che glorifica il precedente riconoscimento sul tema legalità al Parco Verde di Caivano nella Chiesa di Don Maurizio Patriciello a premiarlo il Questore della Polizia Marino e il dirigente scolastico IC3 Bartolomeo Perna per l’impegno con gli studenti sul problema terra dei fuochi.

Blitz anticamorra nel Napoletano, 45 ordinanze di custodia in carcere per esponenti clan Moccia

Agenti della Dia, della squadra mobile di Napoli e carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna, anche con l’ausilio della GdF, stanno eseguendo 45 ordinanze di custodia in carcere emesse nell’ambito di una inchiesta della Dda sulle attività del clan Moccia, attivo in ampie aree dell’hinterland settentrionale. Gli investigatori hanno ricostruito il gruppo di vertice del clan, tra i quali Luigi e Teresa Moccia, Filippo Iazzetta e Anna Mazza,la ‘vedova della camorra’, morta negli anni scorsi. Le accuse contestate vanno dall’associazione mafiosa, alla detenzione di armi comuni e da guerra, estorsioni e riciclaggio di ingenti somme di denaro. L’organizzazione è attiva da anni nei territori dei comuni di Afragola, Casoria, Arzano, Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito, Crispano, Caivano e Acerra e in alcune città del Lazio. Le indagini, che si sono avvalse del contributo di collaboratori di giustizia, si basano anche su intercettazioni di colloqui in carcere che hanno portato al sequestro di manoscritti con cui i detenuti del clan comunicavano con l’esterno. Gli inquirenti hanno ricostruito, oltre al gruppo di vertice, anche quello dei cosiddetti ‘senatori’ indicati come ‘affidatari delle direttive’: Salvatore Caputo (deceduto), Domenico Liberti, Maria Luongo, Pasquale Puzio e Antonio Senese. Le indagini hanno portato alla luce i profondi contrasti esistenti tra alcuni dei cosiddetti senatori, ed hanno evidenziato il ruolo di primo piano assunto da Modestino Pellino, sorvegliato speciale domiciliato a Nettuno (Roma) e ucciso il 24 luglio 2012, subordinato solo a quello del capo indiscusso dell’associazione Luigi Moccia, già sottoposto a libertà vigilata a Roma, dove aveva da tempo trasferito i propri interessi. Sono state ricostruite – sottolineano gli investigatori – la più recente conformazione del clan Moccia, le responsabilità del suo vertice assoluto, dei dirigenti e dei relativi referenti sul territorio, le modalità di comunicazione tra gli affiliati, anche detenuti, la capillare attività estorsiva, l’imposizione delle forniture per commesse pubbliche e private, la ripartizione tra i sodali, liberi e detenuti, dei profitti illeciti, e le infiltrazioni del sodalizio negli apparati investigativi.

Ottaviano: i Revisori dei Conti dicono no al progetto del tempio crematorio. Vulesse capì’  ‘nu par’’e cose…

Il progetto prevede che il tempio sia costruito su un terreno che viene valutato euro 520.000. I revisori ritengono che il terreno “agricolo in fascia di rispetto cimiteriale” sia “ampiamente sovrastimato”. Il complicato cammino di un piano che in ogni caso verrà realizzato. Dall’ ufficio comunale scompare il plico con la proposta della società che ha ideato il progetto del tempio. Il cimitero di Ottajano e le polemiche dell’Ottocento.   Il cimitero di Ottaviano, che venne progettato e aperto, in parte, durante il regno di Murat, fu, dal primo momento, causa di aspri contrasti tra le famiglie dei “galantuomini” che amministravano la città. Ricordiamo che per più di un secolo il cimitero ottavianese ha fornito l’ultima dimora ai defunti di Ottaviano, di San Giuseppe e di Terzigno, e che oggi solo Terzigno non fa più parte del consorzio. Quando i contrasti tra i “potenti” divennero da aspri anche violenti e quando fu noto che gli affari connessi con il cimitero venivano gestiti da un’ostessa, amante del Giudice Regio, e non solo del Giudice Regio, si capì che bisognava risolvere in via definitiva la questione. Si decise, perciò, tra il1848 e il1850, che la gestione del cimitero venisse affidata nella sua interezza al sindaco in carica. Nel dicembre del 1878 il sindaco Giuseppe Bifulco costituì un ufficio comunale per l’amministrazione degli affari cimiteriali” e ne affidò la direzione al fratello ingegnere, già responsabile di quello che oggi chiameremmo Ufficio Tecnico del Comune. Del sacerdote Giuseppe Bifulco- dei Bifulco di Terzigno- si diceva che gli piacessero le donne, che bazzicasse la moglie di un suo cugino, che avesse protetto il brigante Pilone, che portasse sempre addosso una pistola carica e che fosse una specie di “Grande Vecchio” della camorra vesuviana: quest’ultima cosa la dicevano non solo i calunniatori, ma anche, con qualche cauteloso “forse”, le forze dell’ordine. In ogni caso, egli è stato uno dei più grandi sindaci di Ottaviano, “diplomato” con elogi ufficiali e con onorificenze anche dal Re: le vicende del suo lungo sindacato sono, nello stesso tempo, e nel bene e nel male, didattica sintesi della storia passata della città e prefigurazione di aspetti significativi della storia futura. E veniamo ad oggi. Dunque, nel 2015 viene presentato un primo progetto per la costruzione di un tempio crematorio a Ottaviano. E’ una iniziativa lodevole, da molti punti di vista: ho sempre pensato che uno degli errori “sociali” più gravi della Chiesa Cattolica sia stata la millenaria opposizione al rito della cremazione: un errore pagato dalle comunità con danni devastanti alla salute e alla corretta amministrazione della cosa pubblica. Ma per un anno e mezzo “a tale proposta non fu dato alcun seguito da parte dell’Amministrazione Comunale…solamente in data 17/11/ 2016, a seguito di nuovo impulso dato all’iniziativa, veniva presentata” ai Carabinieri di Ottaviano “denunzia di scomparsa dall’ Ufficio del Settore Servizio Opere Pubbliche del plico contenente la proposta presentata dall’ ATI”. L’ ATI è composta da due società, il cui nome viene indicato dal verbale n.59/ 2017 del Collegio dei Revisori dei Conti (prot.n. 0026223 del 23/11/2017). Il 24/01/ 2017 un funzionario del Comune chiede a una delle due società che compongono l’ATI di “ritrasmettere la documentazione smarrita”, e già il giorno dopo la “costituenda” (??) “ATI ritrasmetteva la proposta con riferimento alla nuova normativa”.. Alla fine del complesso percorso previsto dalla legge, il Collegio dei Revisori è chiamato a esprimersi sulla proposta di “realizzazione in project financing di un “tempio crematorio” in adiacenza del Cimitero Consortile di Ottaviano- San Giusepppe.” Notano i Revisori che “il progetto a base dell’iniziativa risulta datato e superato” e rilevano “un’incongruenza tra la bozza di convenzione, che prevede il pagamento di un canone di concessione, e il piano finanziario, ove non viene previsto tale onere”. Il piano finanziario   prevede in maniera innovativa, l’autorizzazione da parte del Consiglio Comunale all’acquisto da parte dell’Ente, con oneri in capo al vincitore della gara, del terreno sul quale lo stesso vincitore dovrà realizzare l’opera.”. Scrivono i Revisori: l’importo “previsto per l’acquisto, a titolo di esproprio, è di euro 520.000”: il terreno, “per le sue caratteristiche (agricolo in fascia di rispetto cimiteriale), per la sua estensione (mq.6700), risulta essere ampiamente sovrastimato, tenuto conto anche di quanto appreso nelle varie riunioni, tenute sull’argomento con il segretario comunale”. “L’eccessivo valore attribuito al terreno rende poco appetibile l’eventuale futura partecipazione alla gara da parte dei terzi interessati, atteso che costoro si troverebbero a cospetto di un quadro economico poco interessante, dovendo garantire un esborso iniziale difficilmente recuperabile nell’arco temporale previsto dallo stesso piano; il che potrebbe favorire, in qualche modo, il promotore dell’iniziativa.”. Dunque, il parere dei revisori non è favorevole. Sperando di aver capito – se non ho capito, è solo colpa mia-, riassumo: la società che promuove “l’iniziativa” del tempio crematorio ha nella sua disponibilità il terreno su cui il tempio dovrà essere costruito : se questa società vince la gara, ogni problema è risolto a monte; ma se la gara la vince un altro concorrente, il vincitore dovrà acquisire la disponibilità del terreno versando mezzo milione di euro: e abbiamo letto qual è il giudizio dei revisori. Se non fossi frenato dalla mia accertata incompetenza circa le cose della politica, oserei chiedere agli amministratori e ai funzionari quali ragionamenti li hanno indotti a giudicare logico e rispondente ai parametri del mercato reale il valore di euro 520.000 attribuito a quel terreno. Sarebbe interessante sapere anche chi è il proprietario: ma credo che le ragioni della privacy impediscano,  giustamente, di rendere pubblico il nome. Tornerò sull’argomento, perché il tempio crematorio si farà: ne sono certo. La storia è solo al primo capitolo……  

Tutto suo padre…

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La storia dei padri e dei figli in politica è vecchia come il mondo. D’altra parte seguire le orme paterne è un istinto naturale, perché il capofamiglia traccia la strada, offre l’esempio, indica la via e insegna a distinguere il bene dal male, il grano dal loglio, le pere dalle mele.

I Cesaro, padre e figlio sono tutto questo. “Purpetta” e “Purpettina”; deputato nazionale l’uno e deputato regionale l’altro; il Senior in procinto di candidarsi al Senato e lo Junior alla Camera dei deputati. Una famiglia di onorevoli persone intimamente legate a Forza Italia e a Silvio Berlusconi, che spessissimo si sono scontrate con la giustizia a loro insaputa. Gente che non trascura niente, neanche il voto di scambio.

Padre e figlio infatti sono indagati per questo odioso reato che sarebbe stato consumato in occasione delle elezioni regionali di tre anni fa. Avrebbero promesso, promesso, promesso, per accaparrarsi voti e far eleggere il pupo alla regione Campania. La tesi accusatoria dovrebbe allargare lo sguardo e accusare anche chi li ha votati.

Ma come, nel 2018, nel pieno dominio di internet che offre pagine di notizie se si clicca la parola chiave “Cesaro”, si trovano ancora in giro persone che regalano la loro fiducia a certi personaggi? Per questi cittadini già negli anni ‘60 furono individuati i termini consoni, adatti per l’epoca ma spendibilissimi ancora oggi. Il grande Totò, nel film “Gli onorevoli” li elencò tutti durante un comizio.

Ad un certo punto del film, ci sono dei loschi personaggi che promettono tutto: posti, ponti, scuole, fabbriche, case, case, case… Il candidato Antonio La Trippa (Totò) chiede ai cittadini: “Voi veramente credete che questi signori stiano per fare il vostro bene?” Al “Sì” della popolazione presente al comizio, La Trippa sbotta: «…E siete ingenui, fessacchiotti, deficienti, incoscienti, gonzi, imbecilli, burini. Questi vi faranno fessi perché sono papponi…papponi…papponi!».

Piano scuola bocciato dalla Regione: il Comune di Pomigliano fa ricorso al Tar. Tutti i particolari

«Proporremo ricorso al Tar – annuncia il sindaco Raffaele Russo – perché nella delibera regionale si pongono criteri mai contemplati nelle linee guida e perché ci stiamo ancora domandando a quali criteri di trasparenza e di corretti rapporti istituzionali possa mai ascriversi quanto accaduto». La bocciatura del piano scolastico di Pomigliano 2018-2019 oltre alle polemiche sta facendo scaturire un braccio di ferro giudiziario tra il sindaco di Pomigliano e la giunta regionale presieduta dal governatore Vincenzo De Luca. Russo ha dunque annunciato che il Comune si rivolgerà al Tar Campania contro la delibera del 28 dicembre voluta dall’assessorato regionale alla pubblica istruzione presieduto da Lucia Fortini. Delibera che esclude la città delle grandi fabbriche dal piano di dimensionamento scolastico, vale a dire dal piano di riorganizzazione della pubblica istruzione, dalla scuola dell’infanzia alla media di primo grado, che i comuni sottopongono all’approvazione delle regioni previa consultazione con i provveditorati. L’obiettivo degli enti locali, in caso di via libera regionale, è di rendere più efficiente questo settore. Ma secondo quanto finora trapelato il dimensionamento presentato dal Comune di Pomigliano presenterebbe errori di fondo. In sostanza sarebbe stato fatto male. Cosa che ha quindi spinto il consigliere municipale del Pd, Giovanni Russo, a chiedere le dimissioni dell’assessore alla pubblica istruzione, Franca Trotta. La delibera di giunta regionale in cui è contenuto l’elenco dei comuni che ce l’hanno fatta è la numero 839 del 28 dicembre, pubblicata sul burc Campania il primo di gennaio. All’interno Pomigliano non c’è. “Eppure – eccepisce la giunta Russo – nelle linee guida fornite dalla Regione vi erano bene espressi tutti i criteri cui attenersi per emanare la delibera di giunta comunale: caratteristiche del territorio, trend demografico, adeguatezza della rete di trasporti, sostenibilità economica delle scelte programmate, efficacia ed efficienza della distribuzione territoriale dell’offerta, raccordo della programmazione territoriale con le dotazioni di edilizia scolastica e della compatibilità con le risorse strutturali e strumentali disponibili”. Intanto nemmeno un “blitz” nell’assessorato regionale alla pubblica istruzione da parte del sindaco Russo, che la scorsa settimana si è recato personalmente in Regione, ha persuaso la giunta De Luca a rivedere la bocciatura. Uno dei problemi è l’intento del Comune di smembrare la scuola media Catullo-Falcone eliminandone la presidenza.