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Tutto suo padre…

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La storia dei padri e dei figli in politica è vecchia come il mondo. D’altra parte seguire le orme paterne è un istinto naturale, perché il capofamiglia traccia la strada, offre l’esempio, indica la via e insegna a distinguere il bene dal male, il grano dal loglio, le pere dalle mele.

I Cesaro, padre e figlio sono tutto questo. “Purpetta” e “Purpettina”; deputato nazionale l’uno e deputato regionale l’altro; il Senior in procinto di candidarsi al Senato e lo Junior alla Camera dei deputati. Una famiglia di onorevoli persone intimamente legate a Forza Italia e a Silvio Berlusconi, che spessissimo si sono scontrate con la giustizia a loro insaputa. Gente che non trascura niente, neanche il voto di scambio.

Padre e figlio infatti sono indagati per questo odioso reato che sarebbe stato consumato in occasione delle elezioni regionali di tre anni fa. Avrebbero promesso, promesso, promesso, per accaparrarsi voti e far eleggere il pupo alla regione Campania. La tesi accusatoria dovrebbe allargare lo sguardo e accusare anche chi li ha votati.

Ma come, nel 2018, nel pieno dominio di internet che offre pagine di notizie se si clicca la parola chiave “Cesaro”, si trovano ancora in giro persone che regalano la loro fiducia a certi personaggi? Per questi cittadini già negli anni ‘60 furono individuati i termini consoni, adatti per l’epoca ma spendibilissimi ancora oggi. Il grande Totò, nel film “Gli onorevoli” li elencò tutti durante un comizio.

Ad un certo punto del film, ci sono dei loschi personaggi che promettono tutto: posti, ponti, scuole, fabbriche, case, case, case… Il candidato Antonio La Trippa (Totò) chiede ai cittadini: “Voi veramente credete che questi signori stiano per fare il vostro bene?” Al “Sì” della popolazione presente al comizio, La Trippa sbotta: «…E siete ingenui, fessacchiotti, deficienti, incoscienti, gonzi, imbecilli, burini. Questi vi faranno fessi perché sono papponi…papponi…papponi!».