L’ultimo articolo di Giuseppe Galasso, “Il Meridione rischia di “sparire””, è un amaro saluto a Napoli e al Sud.

In questo  articolo, pubblicato dal “CdM” il  9 febbraio, lo storico napoletano, scomparso il 12 febbraio, dopo aver notato che la popolazione campana diminuisce e che il Sud è assente dai programmi elettorali dei partiti, esorta sarcasticamente i politici a non usare più parole come “meridionalismo” e “questione meridionale”: ““Sono ormai tutte “cattive parole”, cioè parole indecenti non degne della buona società e delle sue buone materie”. In poche righe, un saggio storico, un amaro e commosso saluto alla sua terra, un memorabile epitaffio per la sua tomba.   Molti anni fa Giuseppe Galasso presentò, nell’aula del Consiglio Comunale di San Giuseppe Ves.no, un libro di Gino Iroso e del sottoscritto sulla storia di San Giuseppe quando era ancora “quartiere” di Ottajano. Disse in quella circostanza il professore che era venuto il momento di promuovere la storiografia locale, a patto che essa rivolgesse la sua attenzione alla storia sociale e alle vicende del quotidiano ,soprattutto nell’Ottocento. C’era, alla base di questa dichiarazione, la convinzione che la storia di Napoli sotto gli ultimi Borbone e nei primi cinquanta anni dell’Italia unita presentava numerose e complesse questioni che aspettavano una risposta: e c’era un interesse più intenso per  i metodi della scuola francese degli Annali, e per le ricerche di Bloch, di Duby e di Le Goff.  Credo che Giuseppe Galasso non abbia mai sottovalutato l’importanza della “storia bassa”: i suoi studi si concentrarono a lungo sulla “storia alta”, perché bisognava definire il ruolo e il valore di personaggi che egli riteneva fondamentali nella storia del Regno: da questa sua convinzione nascono, per esempio, i capitoli densi e articolati che egli dedicò a Tanucci e a Luigi de’ Medici nella monumentale “Storia del Regno di Napoli”. Ma già nei suoi primi studi egli aveva sottolineato, per esempio, l’importanza dell’opera di Ludovico Bianchini sulla storia delle finanze del Regno. Leggere l’opera del Bianchini, che fu fedele ai Borbone e occupò un posto importante nel ministero dell’Economia sotto Ferdinando II, gioverebbe a molti neoborbonici. Ma quale fosse l’interesse di Giuseppe Galasso per le ragioni dell’economia è dimostrato dal capitolo che egli dedicò alla figura dell’“imprenditore meridionale” nel libro “L’ altra Europa”, pubblicato da Mondadori nel 1982. Agli studiosi, anche di grande nome, che pensavano che la fiacchezza delle capacità imprenditoriali dei Napoletani dipendesse dall’alchimia perversa dei “fattori umani” lo storico napoletano obiettò che ancora nella prima metà dell’Ottocento il “Mezzogiorno andava smaltendo il peso massiccio e paralizzante del suo passato feudale”. I Borbone aprirono l’economia industriale del Regno a capitali e a imprenditori stranieri: questa politica contribuì a rendere ancora più debole lo spirito di iniziativa della borghesia meridionale e impedì, di fatto, anche la modernizzazione dell’agricoltura: e Galasso considerava l’arretratezza dell’economia agricola ancora più grave della debolezza del capitalismo industriale napoletano. Gravi furono gli errori dei Borbone, ma non meno gravi furono quelli dello Stato unitario, le cui èlites non seppero, o non vollero, disegnare, per il Sud, un modello di sviluppo che mettesse al centro del sistema il patrimonio di tecniche e di valori dell’artigianato meridionale. Il saggio sulla figura dell’”imprenditore meridionale” analizza anche la situazione degli anni ’70 del Novecento e risulta un perfetto “esempio” del metodo storiografico dell’autore, della vastità dei suoi studi, della capacità di individuare nessi e relazioni tra aspetti e problemi della politica, dell’economia, delle dottrine: significativa, per esempio, è l’analisi che Galasso conduce sul saggio con cui F.S.Nitti apre, di fatto, la ”questione meridionale”: “Il grande dissidio della vita italiana. L’Italia del Nord e l’Italia del Sud”. L’ultimo articolo, pubblicato sul “Corriere del Mezzogiorno” il 9 febbraio e intitolato “Il Meridione rischia di sparire”, basta da solo a spiegare l’intensità della passione civile di Giuseppe Galasso, la forza luminosa dell’amore per la sua terra, e la gravità della perdita. Dopo aver ricordato che la diminuzione della popolazione campana è una cattiva notizia, dopo aver notato che il Mezzogiorno è assente dai programmi elettorali dei partiti, soprattutto di quelli che “si sentono presuntuosamente già vincitori”, Galasso si rivolge con sarcastica amarezza ai politici e li esorta a non usare più parole e espressioni come “meridionalismo”, “le due Italie”, “coesione”, “questione meridionale”: “Sono ormai tutte “cattive parole”, cioè parole indecenti non degne della buona società e delle sue buone materie”. In poche righe, un saggio storico, un amaro e commosso saluto alla sua terra, un memorabile epitaffio per la sua tomba.    

Frattamaggiore, gioielliere uccide rapinatore: tre fermi

Tre persone, di 27, 29 e 41 anni, sono state arrestate per la rapina nel corso della quale, sabato scorso, a Frattamaggiore (Napoli), un gioielliere ha ucciso un altro componente della banda. Uno dei rapinatori era stato arrestato dalla Polizia in flagranza di reato. Le indagini hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli altri due autori materiali e di un quinto soggetto che aveva avuto il ruolo di palo. Il gioielliere è indagato per omicidio colposo. Uno dei tre arrestati risulta ferito. Sono stati i carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna e della Tenenza di Caivano ad eseguire il provvedimento di fermo emesso dal Pubblico Ministero della Procura di Napoli Nord. Complessivamente sono stati in quattro ad agire, più una quinta persona, un palo, che ha consentito l’ingresso nella gioielleria Corcione. Due dei fermati hanno reso confessione al pm nel corso dell’interrogatorio avvenuto questa notte nella Caserma dell’Arma di Caivano. Nei confronti del terzo, i gravi indizi di colpevolezza si sono ricavati dal rinvenimento, a seguito di perquisizione domiciliare, di un giubbino e di un paio di scarpe utilizzate, secondo un video acquisito, nel corso della tentata rapina.

Corcione nelle immagini diffuse dagli organi di stampa, “non era intento a minacciare uno dei rapinatori, impugnando una pistola” ma era invece “intento a consegnare – a uno dei poliziotti intervenuti – una pistola sottratta a uno dei rapinatori”. A sostenerlo, attraverso un comunicato, è Luigi Ferrante, avvocato del gioielliere, secondo il quale la ricostruzione fatta “non corrisponde a verità” ed “è lesiva della reputazione” del suo assistito. L’avvocato chiede, quindi, “un’ampia rettifica” dei fatti.

In migliaia da Di Maio a Pomigliano: “Per fare il governo o si passa da noi o non si fa”

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C’erano gli ambientalisti di Acerra con lo striscione “Spegnete l’inceneritore” e poi tanti volti, di tutte le estrazioni sociali, tanti i giovani. Alla fine nel palazzetto dell sport si sono contate almeno duemila persone. Un altro migliaio non ha potuto fare ingresso per motivi di sicurezza. Numeri che fanno impallidire qualsiasi raduno di qualunque candidato finora apparso da queste parti, dalle parti della Pomigliano di Luigi Di Maio. Ieri sera è stata la capogruppo regionale pentastellata, e pomiglienese doc, a fare gli onori di casa, Valeria Ciarambino. Ha presentato i candidati nei vari collegi uninominali: Raffaele Mautone, dirigente medico che si batte contro lo smantellamento dell’ospedale Annunziata, Silvana Nappi, medico anestesista, Francesco Urraro, presidente dell’ordine degli avvocati di Nola, Gianfranco Di Sarno, di Somma Vesuviana, studioso di diritto, Salvatore Micillo, Andrea Castro, e Maria Giovanna Castellone, la ricercatrice Cnr che lotta contro il clientelismo politico nelle carriere. Lui, il candidato in pectore alla presidenza del Consiglio, ha ovviamente parlato per ultimo. “Voglio ringraziare i miei genitori di avermi fatto crescere qui: ora abbiamo in mano il destino dell’Italia”, l’incipit del suo discorso. Quindi l’attacco a testa bassa:  “Se hanno governato per vent’anni non chiedete loro che cosa faranno piuttosto chiedete loro perché non hanno cambiato l’Italia”. E sulla bufala dei posti di lavoro: ” I giovani mi scrivono: ma vuoi vedere che sono l’ unico a non aver trovato lavoro ? Quando vedete che si vantano del calo della disoccupazione si vantano di decine di migliaia di giovani che se ne sono andati via dall’Italia”. Lo sguardo rivolto agli artigiani, ai piccoli imprenditori, a chi vuole fare ma non ce la fa. “Aboliremo 400 leggi per battere la burocrazia – la promessa di Di Maio – intanto non hanno mai unito le banche dati pur di lasciare impuniti i grandi evasori. Un Paese civile rende comprensibili le proprie leggi”. La sanità: ” Dobbiamo slegare la sanità dalla politica, manager per concorso. Questi non sono incompetenti questi hanno sempre messo la loro competenza al servizio del male”. I costi: “Il nostro programma ha tutte le coperture economiche. La Camera costa un miliardo di euro all’anno. Perché paghiamo ancora a Cirino Pomicino i viaggi politici ?”. Clientelismo, enti inutili, immigrazione: “fin quando li voteranno questi problemi ci saranno sempre perché per loro è un business”. L’ambiente:” C’è l’eco reato ma hanno tolto i soldi per applicare la legge”. E la replica a chi lo taccia di incompetenza: ”  Si, ho fatto lavori umili per vivere ma De Luca i suoi due figli uno lo ha fatto vicesindaco e l’altro ha già un posto in parlamento”.  L’avvertimento all’Europa: “Bisogna chiedere parità di trattamento, altrimenti ci teniamo una parte dei conferimenti”. Sui voltagabbana: “Grazie ai cambi di casacca sono stati votati il jobs act, la Fornero, la buona scuola: chi cambia casacca da noi se ne va dal parlamento”. Sul “paracadutato” Sgarbi: “Quando lo incontrate offritegli un caffé e un sorriso”. Le ultime parole sono state per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Una cosa è certa: o si passa da noi per fare un governo o non si fa. L’inciucio non ci sarà più”.

Somma Vesuviana, giovedì al Summarte i candidati del centrodestra

Elisa Russo
«Famiglia, sicurezza ed impresa» i temi principali nella presentazione al territorio dei candidati alle politiche 2018. L’appuntamento alle urne del 4 marzo, per chi sceglierà la coalizione di centrodestra, è legato nel collegio che da Portici arriva fino a Somma Vesuviana a dei nomi ben precisi: innanzitutto quello di Elisa Russo, candidata alla Camera per l’uninominale. Sarà presente anche lei, imprenditrice, voce e volto dell’associazione “La forza delle donne”, insieme a Nunzio Testa (collegio uninominale Senato, già parlamentare Udc ed oggi nome della coalizione aderente a Noi con l’Italia).
on. Paolo Russo
Nunzio Testa
Inoltre, nella serata al Summarte che giovedì 15 febbraio inizierà alle 18, a dare la parola ai candidati nell’evento moderato da Simona Cerbone, sarà la capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Somma Vesuviana, Lucia Di Pilato. Con i due candidati all’uninominale, ci saranno il consigliere regionale Armando Cesaro, gli onorevoli Paolo Russo (collegio Napoli Sud, candidato alla Camera) e Domenico De Siano (Senato, collegio Napoli Nord e Napoli città), entrambi in lizza per il plurinominale come del resto Antonio Pentangelo (Napoli Nord).
Antonio Pentangelo
Armando Cesaro
 

La salma col bollino

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In questi ultimi giorni Macerata sembra essere diventata l’ombelico del mondo. A Macerata è stata uccisa da alcuni nigeriani la giovane Pamela, il cui corpo è stato poi smembrato è nascosto in due trolley; a Macerata si è avuto un raid razzista di un tal Luca Traini, esaltato e leghista, oggi simpatizzante di Forza Nuova e CasaPound, formazioni di estrema destra.

Di Macerata era un signore morto a Genova, rimasto parcheggiato per 24 ore nel carro funebre, sotto sequestro per l’assicurazione scaduta e mancata revisione del mezzo. Il caso per la verità, in un primo momento, aveva trovato una soluzione. I vigili avevano chiarito che ad essere sotto sequestro fosse il mezzo, l’autoveicolo, e non certo la bara con la salma, la quale avrebbe potuto, volendo, continuare il suo viaggio per il camposanto di Macerata. Un comportamento ineccepibile, non c’è che dire.

I parenti del morto hanno pure provato a convincerlo a proseguire da solo…ma testardo com’è, ha preferito pernottare nel mezzo, sul sagrato della chiesa dove si erano svolte le esequie.

Cosa ci insegna questa vicenda?  Che dal RIP (Riposa In Pace) bisogna assolutamente passare al RAM (Ricordati di Assicurare il Morto) o tuttalpiù al RAPP (Riposando Assicurato Potrai Proseguire).

L’altro Pd fa il pienone a Pomigliano con i candidati: “Contro turpiloquio e nulla politico”

Ieri la fronda contraria all’attuale segretario cittadino del Pd  ha riempito di simpatizzanti il salone della ex distilleria di Pomigliano, dove circa duecento persone hanno assistito alla seconda presentazione dei candidati nel collegio uninominale di Pomigliano. Presenti al convegno Giovanni Russo e Angelo Toscano, consiglieri comunali democratici, ex consiglieri e dirigenti locali de partito, Eduardo Riccio, Giovanni D’Onofrio, Sebastiano Seneca ed Ester Cimitile, il consigliere metropolitano Giovanni Varchetta e i candidati alla Camera, Antonio Falcone, e al Senato, Francesco Russo, nei collegi uninominali che afferiscono anche alle città di Pomigliano e Acerra. Tutti hanno espresso la necessità di mettere da parte le beghe di partito per dedicare le energie che restano alla campagna elettorale per il Pd, “campagna che in questo territorio – secondo quanto hanno dichiarato – si sta caratterizzando per il turpiloquio del candidato di Forza Italia, Vittorio Sgarbi, e per le false promesse e il nulla politico del candidato del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio”. Intanto la senatrice Pd Laura Puppato in una dichiarazione ha minacciato di volersi rivolgere ai probiviri nazionali del partito per sanzionare il segretario cittadino di Pomigliano, Vincenzo Romano, che in una intervista aveva dichiarato che “una sconfitta alle elezioni in questo collegio non sarà colpa sua”. Romano poco prima aveva chiesto al segretario provinciale di Napoli di sanzionare gli esponenti del partito per la manifestazione poi tenuta ieri alla Distilleria.

San Valentino ad Ercolano: biglietto per due e foto panoramica ocn l’ “Incorniciamo”

San Valentino? Perché non passarlo ad Ercolano. Per gli innamorati che sceglieranno la meta archeologica per festeggiare il loro amore, duplice sorpresa: ogni coppia, pagherà un unico biglietto d’ingresso e potrà farsi ritrarre, con un clic, in una grande cornice rossa installata in una posizione panoramica dell’antica città. La foto potrà essere poi postata sulle pagine ufficiali del Parco e sulle proprie con l’#incorniciAmo. ”La cornice rossa si apre come una finestra sul panorama di Herculaneum, rievocandone la storia e i suoi protagonisti attraverso uno dei monumenti più celebri, l’ara sepolcrale di Marco Nonio Balbo, illustre esponente politico e benefattore della città, vissuto nella seconda metà del I sec. a. C. Vogliamo che i nostri visitatori possano portare con sé un ricordo ogni volta che verranno al Parco” dice il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano. L’installazione #incorniciAmo, spiegano dal Parco archeologico, è stata ideata per dare una veste speciale agli scatti fotografici nel giorno di San Valentino, che daranno seguito al contest #incorniciAmo sui canali social del Parco (facebook e instagram). Lo scatto che riceverà il maggior numero di like sarà premiato con due ingressi per la visita al Teatro antico del Parco, evento che si terrà durante la stagione estiva.

Casalnuovo. Assegno Civico, al via la selezione per 45 disoccupati

Il Sindaco Massimo Pelliccia: “Realizziamo un altro punto del nostro programma elettorale, la misura serve a favorire l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati”.

Casalnuovo. Assegno Civico – Borse Lavoro: l’ambito territoriale N21 del Comune di Casalnuovo di Napoli avvia il processo di selezione per 45 cittadini svantaggiati da impegnare in azioni di tirocinio formativo e di orientamento da svolgersi presso enti, aziende e cooperative presenti sul territorio. Un ‘investimento’ per l’amministrazione di circa 120mila euro finalizzato ad offrire opportunità d’inserimento in ambito lavorativo, attraverso prestazioni rese da utenti, appositamente selezionati. Si tratta di una misura sperimentale che risponde ad uno dei punti principali del programma elettorale del sindaco Massimo Pelliccia: “La finalità di questo articolato intervento – ha dichiarato il primo cittadino- è rappresentata dall’intento di migliorare i livelli occupazionali dei soggetti socialmente più fragili formulando, in contrapposizione ad un modello di ‘assistenza passiva’, nuove modalità di prevenzione ed intervento sul disagio all’interno delle quali l’avvicinamento al lavoro assume un ruolo centrale. Questo intervento, che avvieremo in via sperimentale, era inserito nel programma elettorale che abbiamo presentato alla città: questo a dimostrazione che stiamo mantenendo, e manterremo, tutti gli impegni che ci siamo assunti nei confronti delle famiglie casalnuovesi”. I destinatari dell’Assegno Civico sono soggetti deboli, disoccupati ed inoccupati italiani e stranieri  residenti sul territorio comunale, abili al lavoro, di età non inferiore a 30 anni e non superiore a 60 anni, a rischio di emarginazione/disadattamento sociale dovuto alla mancanza di lavoro e/o in condizione di disagio psichico, sociale e familiare (non beneficiari di carta Sia e Rei). I tirocini rappresentano uno strumento che incontra la crescente esigenza espressa da quella fascia di popolazione inserita in quadri di fragilità propria degli adulti, molto spesso già seguiti e presi incarico dai servizi sociali perché componenti di famiglie multi-problematiche. Il sostegno e l’accompagnamento professionale nei percorsi di entrata o reinserimento in contesti lavorativi è diventato uno degli interventi attivabili all’interno di un più complesso intervento di promozione e sostegno d’inclusione sociale. Alla manifestazione d’interesse avviata per selezionare gli Enti che ospiteranno i lavoratori hanno risposto oltre 30 aziende del territorio: “Un ottimo risultato – ha aggiunto il sindaco Pelliccia – perché in questo modo riusciremo a sostenere ed a fornire vantaggi anche alle piccole e medie imprese che lottano contro la crisi generale dei consumi”. I lavoratori saranno impiegati per cinque giorni a settimana (per quattro ore al giorno) e percepiranno un assegno di 400 euro mensili: il Comune finanzierà anche i costi per la coperture delle spese assicurative. “Ai cittadini che selezioneremo – ha concluso il sindaco – intendiamo offrire la possibilità di acquisire conoscenze spendibili nel mondo del lavoro e soprattutto offriremo loro la possibilità di entrare in contatto diretto con le aziende che ospiteranno i tirocini, in modo da costruire le basi per un auspicabile rapporto di lavoro futuro”. C’è tempo fino al 15 marzo per inoltrare istanza al Comune: avviso completo e modello di domanda sono disponibili sul sito istituzionale dell’ente municipale.

San Giuseppe Vesuviano, cyberbullismo: il primo circolo didattico organizza eventi di sensibilizzazione

Il Primo Circolo Didattico di San Giuseppe Vesuviano, in occasione del “Safer Internet Day” e della “Giornata internazionale contro il bullismo ed il cyberbullismo”, ha svolto un intenso programma di attività ed iniziative che hanno coinvolto alunni, docenti e genitori.  Maria Rosaria Fornaro – Dirigente del Primo Circolo – ha inaugurato gli eventi che hanno impegnato i partecipanti nel corso di due giornate, illustrando il ruolo della scuola nella lotta al bullismo ed al cyberbullismo, soffermandosi sulla necessità di un uso consapevole dei social-network e sul contributo che ciascuno può dare per evitare distorsioni nell’uso di questi strumenti.  Adulti e bambini hanno condiviso il “Nodo Blu”, simbolo della lotta delle scuole italiane contro il bullismo e si sono stati protagonisti delle attività programmate per l’occasione: proiezione di docu-film, condivisione di riflessioni sulle testimonianze raccolte, letture guidate e laboratori grafico-espressivi.  A conclusione delle due giornate, gli alunni hanno realizzato “L’Albero dei Nodi”, costituito da tutti i nodi che simbolicamente legano gli studenti nella lotta al cyberbullismo.  Sulle note di “Guerriero”, di Marco Mengoni, è stata data lettura de “Il manifesto della comunicazione non ostile”. Il cielo azzurro, poi, si è riempito dei palloncini bianchi con i nodi blu, lasciati volare dai piccoli alunni del Primo Circolo Didattico, per lanciare un solo messaggio: “siamo insieme contro il bullismo”.

D’Angelo stringe il patto con il territorio: “basta odio, la campagna elettorale si faccia sui contenuti”

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Di seguito le dichiarazioni della candidata al Senato nel collegio Portici-Nola “sono qui per metterci la faccia e per stringere un patto con questo territorio. La campagna elettorale continuiamola sui fatti, non sull’odio”. E’ questo il messaggio che Libera D’Angelo porta sul palco del teatro Umberto di Nola, durante la presentazione dei candidati della coalizione Pd.

“Sono abituata all’impegno quotidiano più che alle parole ma vanno ristabiliti i giusti toni in questa campagna elettorale prigioniera della violenza e dell’odio. Il clima avvelenato confonde l’elettore: la gente ha bisogno di comprendere e io mi batterò perché ciò avvenga. Il mio impegno è votato ai più deboli e il Pd ha dimostrato in questi anni di avere attenzione su temi dimenticati da altri”.

La candidata al Senato nel collegio Portici-Nola ha espresso vicinanza ai due commercianti di San Sebastiano al Vesuvio, i cui negozi nella notte sono stati danneggiati dall’esplosione di un ordigno: “Sono vicina alle vittime di quest’azione ed ho fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine ma mi aspetto che da adesso anche la lotta alla camorra torni ad essere un tema centrale in questa campagna elettorale e soprattutto condiviso da tutti. La politica non può permettersi di abbassare la guardia.”