Somma Vesuviana, si dimette l’assessore Anna D’Alessandro (Lavori Pubblici)

L’architetto Anna D’Alessandro
Va via adducendo «motivi strettamente personali». L’architetto Anna D’Alessandro era entrata nella nuova giunta del sindaco Salvatore Di Sarno a luglio scorso, all’indomani delle elezioni amministrative. Su indicazione del gruppo Udc, precisamente, che all’epoca – solo qualche mese fa – era costituito dai consiglieri Luigi Molaro e Angelo De Paola, oggi aderenti invece a «Svolta Popolare», altra compagine di maggioranza. Già da qualche settimana si vociferava in merito alle dimissioni della D’Alessandro, ma si supponeva sarebbero giunte dopo la tornata elettorale delle politiche. Intanto, i «motivi strettamente personali» sarebbero spiegabili con la difficoltà di conciliare lavoro, vita privata e impegno pubblico. Ora, mentre scatta il toto nomi per l’assessore che prenderà il suo posto – presumibilmente una donna nel rispetto delle quote rosa – il sindaco saluta l’ex componente dell’esecutivo con un post sulla sua pagina Facebook. «In pochi mesi – dice Di Sarno – è riuscita ad avviare una serie di importanti progetti per la nostra città, è stata tenace e caparbia riuscendo a sbloccare situazioni che si erano incancrenite e presto vedremo i risultati di un lavoro costante e determinato nonostante una serie di difficoltà».  La D’Alessandro, poco più che quarantenne, architetto e consulente tecnico, collabora con diversi studi d’architettura tra Somma Vesuviana, Castello di Cisterna e Napoli. Da luglio fino a poche settimane fa ha profuso il suo impegno in diversi settori delle deleghe che le erano state affidate (lavori pubblici, sicurezza del territorio, urbanistica, rapporti con le periferie), in particolare nel comparto edilizia scolastica curando l’iter per la partecipazione a diversi bandi. Si è occupata inoltre di numerose gare d’appalto e della riattivazione del sistema di videosorveglianza, portando avanti un progetto di potenziamento con installazione di nuove videocamere. Nel “saluto” di Di Sarno all’oramai ex assessore, una lunga serie di adempimenti tecnici che vanno dai rapporti con la Gori alla manutenzione delle strade cittadine.

Pollena Trocchia, totosindaco: soffia il vento delle primarie

Nel centrodestra locale non c’è ancora una sintesi sul nome che dovrà guidare lo schieramento per l’era post Pinto. Dopo le voci circolate in merito alla autocandidatura alla carica di sindaco di Pasquale Busiello spunta il nome  di Giuseppe Cianniello (ex assessore e consigliere comunale in giunta Pinto).  Risulterebbe maggioritaria la linea che vorrebbe trovare come sintesi lo strumento democratico e partecipativo delle primarie. Molte forze interne ed anche esterne all’attuale schieramento in consiglio comunale, troverebbero appunto, in tale strumento, il mezzo e la soluzione per mettere tutti d’accordo, anche perché in tal modo si potrebbe effettivamente misurare il gradimento o meno degli eventuali candidati. Sulla questione si registra ancora il silenzio del primo cittadino, ma forze interne alla maggioranza credono che i tempi siano maturi anche per una sua presa di posizione.
Ciannielllo

Batosta del tribunale su Medicina Futura: “Contratto sbagliato: restituisca un milione e mezzo ai lavoratori”

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La sentenza del giudice del Lavoro del tribunale di Nola è di quelle che pesano sia sotto il profilo sindacale che economico. Questo perché è stata annullata l’applicazione, risalente al 2013, del contratto “Aspat” per i 170 lavoratori, tra medici, tecnici e infermieri, dei centri diagnostici Medicina Futura di Acerra (110 addetti), Nola (40 addetti) e Napoli (20 addetti). Per dare il via all’applicazione del contratto Aspat, appena annullato dalla magistratura ma ritenuto peggiorativo dai sindacati, il gruppo Coleman cinque anni fa ha revocato unilateralmente il contratto nazionale precedentemente in vigore, quello Aiop, riconosciuto dai sindacati di categoria maggiormente rappresentativi di Cgil, Cisl e Uil. Intanto la conseguenza immediata di questa sentenza è che adesso il gruppo Coleman si ritrova col dover corrispondere ai 170 dipendenti dei suoi centri diagnostici circa un milione e mezzo di euro, che è il risultato della differenza retributiva tra l’applicazione del contratto Aiop, revocato ma poi ripristinato, e quella effettuata per quasi sei anni del contratto Aspat. Il giudice del lavoro di Nola è stato chiaro: l’applicazione del contratto Aspat è stata annullata perché non concordata con i sindacati maggiormente rappresentativi dei lavoratori. Il cuore della questione è che l’Aspat prevede l’aumento delle prestazioni, rispetto al contratto Aiop, da 36 a 40 ore settimanali ma a parità di salario e poi tagli sulle malattie e sul superminimo riassorbibile. La Cgil Funzione pubblica, con Ileana Remini e Lenina Castaldo, ha quindi subito fatto ricorso al tribunale di Nola, che si è infine espresso, dopo cinque anni. “La Cgil e la categoria FP Cgil della Campania – commentano intanto le organizzazioni sindacali – esprimono grande soddisfazione in merito alla sentenza con la quale il tribunale di Nola obbliga il centro Medicina Futura di Acerra al ripristino del contratto AIOP e all’applicazione retroattiva di tutti gli istituti contrattuali ad esso collegati. Con questa sentenza finalmente si fa giustizia. Che sia un monito per tutte le aziende della sanità privata. A Medicina Futura chiediamo di rispettare immediatamente la decisione della magistratura e quella che a novembre ha disposto il reintegro del nostro rappresentante sindacale aziendale, Carlo Del Vasto, licenziato anche per aver difeso il suo diritto al contratto nazionale”. Ufficialmente Del Vasto era stato licenziato, in base alle accuse dei dirigenti del centro diagnostico di Acerra, per non aver interpellato prima l’azienda circa un guasto tecnico che si era verificato nella radioterapia. Ma il giudice anche in questo caso ha dato ragione alla Cgil dichiarando illegittimo il licenziamento e reintegrando nel posto di lavoro Del Vasto. Sentenza che però non è stata totalmente applicata dal gruppo Coleman, che preferisce tenere Del Vasto a casa anche se regolarmente pagato ogni mese. Restano però i problemi di fondo: i 170 addetti di Medicina Futura non hanno ancora percepito le tredicesime di dicembre.

Alla Galleria “Pagea” di Angri vanno in mostra le giovani “Korai” mistiche e terrene di Rosanna Iossa.

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Venerdì 16 febbraio ad Angri, nella Galleria “Pagea” di arte contemporanea, c’è il “vernissage” di una mostra collettiva, in cui espongono le loro opere anche Rosanna Iossa e Rosa Cuccurullo. La pomiglianese Rosanna Iossa continua la sua indagine sui segni del mito che si manifestano, come per prodigio, nelle forme dell’ambiente e sui volti della gente.   Nessuna figura meglio di queste “korai” che vanno in mostra alla galleria “Pagea” di Angri rappresenta più compiutamente e, direi, più immediatamente, la ricerca artistica di Rosanna Iossa, la forza e il fascino di un “destino” che la chiama a confrontarsi con la storia sacra e profana di un territorio in cui nei volti, nelle parole e nelle movenze delle persone che incontri per strada ti capita di cogliere i segni del mito, di una sacralità atemporale. Queste “korai” raccontano la sensibilità dell’artista, la sua capacità di stupirsi, di rinnovarsi restando assolutamente coerente con i principi della sua arte, di non cedere alle sirene della facile scolasticità, di quella banale e sconcertante “imitazione di sé” – così la chiamò Roger Fry- che spinge molti artisti a copiare sé stessi e a prostituirsi perché così vogliono i mercanti e la viltà: la viltà di chi rinuncia a sfidare la realtà, a entrare negli spazi del sogno, a percorrere le strade difficili del confronto con la propria interiorità. Rosanna Iossa è una donna coraggiosa e leale: il coraggio glielo leggi nello sguardo chiaro e diritto, nella concretezza con cui parla della sua arte senza nascondersi dietro i grovigli e le matasse dei luoghi comuni, delle parole tanto sonore quanto vuote di cui si compiace la retorica cara a certa critica d’oggi, che cerca di far passare il nulla per un metafisico Tutto. La lealtà di Rosanna Iossa la trovi nel “ductus” del suo disegno che sa rinunciare alla simmetria accidentale, alla facile armonia, e si propone come creatore di una forma che per contrasto dialettico genera uno spazio e un tempo. Le “korai” di Rosanna Iossa non stanno nello spazio e nel tempo, ma ci suggeriscono l’uno e l’altro con i moti del loro corpo, con i gesti essenziali e significativi, con la capacità di comunicarci che si stanno recando a un sacro convegno: perciò sono figure compiutamente mitiche, che vengono riportate sulla terra dalla simbolica densità e dal luminoso vigore cromatico di elementi descrittivi di cui l’artista si serve con rigorosa eleganza. Ogni volta che osservo le “korai” della Iossa avverto la precarietà del loro stare, percepisco la suggestione di un tempo sospeso, di un’attesa che sta per finire, di un fremito che percorre il corpo già pronto al moto: la figura si rivolge non solo a noi, ma anche ad altre figure che stanno intorno a lei, e che noi non vediamo, ma di cui si percepisce, per così dire, la presenza nel momento in cui si intuisce il senso del tendersi delle braccia e del movimento del capo. Ogni “kore” ci invita a contemplarla come membro di una sacra processione, come ieratica attrice di una danza rituale, di una cerimonia misterica in cui, alla fine, anche gli spettatori si sentiranno coinvolti. Sarebbe bello vivere la contemplazione di queste ammalianti figure attraverso il commento di una musica degna del loro silenzio metafisico e della loro spirituale bellezza. Una musica simile a quella che sono certo che Rosanna Iossa sente quando cerca nella sua interiorità le forme delle idee, dei sentimenti e dei sogni e nel momento in cui la sua mano, muovendosi con coraggiosa sicurezza, traccia sul supporto i segni di quelle forme e ci invita alla riflessione, e ci costringe a riconoscere, nella sua arte, la presenza dei “valori” del “realismo magico”. So che mentre ci costringe ad ammettere quella presenza sul volto dell’artista si disegna un sorriso soddisfatto e anche un poco ironico. Nello stesso spazio espositivo la scultrice Rosa Cuccurullo presenta al pubblico alcune sue opere recenti,  tutte ispirate al motivo guida della produzione dell’artista, e cioè ad una rilettura meditata del principio che la scultura e le arti figurative in genere sono “un mettere e un levare”,  sono una ininterrotta  verifica della “naturalezza” del paradosso,  sono, infine, una coraggiosa ricerca dei modelli archetipi che un dio artista ha riprodotto nelle forme contingenti e caduche del reale. Le opere della Cuccurullo  mi fanno pensare ai progetti di Baseltz e di Kiefer, e per la nitida dimensione psicologica, alle sculture di Louise Bourgeois, a cui la Cuccurullo rende esplicito omaggio: forse perché, come l’artista francese, anche lei  è convinta che chi percorre le vie dell’arte ha il privilegio di entrare nello spazio del proprio inconscio, e di trovarvi la forza e le ragioni per sopravvivere. Le “korai” di Rosanna Iossa, chiamate da una forza magnetica, si dirigono verso un’ “agape” misterica che si terrà negli antri del Vesuvio. Affascinata dal mito e dal complesso repertorio delle sue immagini e dei suoi valori, l’artista si dimostra capace di vedere in chiave mitica lo spazio e il tempo in cui le sue vergini disegnano gesti e accennano intenzioni di movimenti attraverso la suggestione dell’agire sospeso, dell’attimo “fermo” in cui la volontà e il pensiero riprendono totale possesso del corpo. Questo intenso dato percettivo viene configurato attraverso l’inserzione nell’opera di elementi narrativi che aggiungono simbolo a simbolo, producono contrasti cromatici vigorosi e sorprendenti, variano con raffinata misura l’impianto del disegno. Variazioni e contrasti diventano, alla fine, il segno di uno spazio e di una dimensione temporale che non hanno carattere oggettivo, ma si definiscono aprendosi, per gradi, sotto lo sguardo dell’osservatore, lo sollecitano a “entrare” nell’opera, a leggerla e a rileggerla da più punti di vista, a conquistare la certezza che ogni “kore” può essere sé stessa solo perché appartiene a un coro e si muove all’interno del corteo delle altre “korai”. Ancora una volta Rosanna Iossa interpreta il significato di “Mostra” nel senso più alto e completo. Il disegno dell’artista è essenziale: in un segmento ella è capace di condensare le tracce di un universo di immagini memoriali, di un sapere pensato, “sentito”, vissuto. Le linee non si adagiano sulla superficie, ma la aprono e la corrugano, quasi che le figure si manifestino improvvise uscendo alla luce dall’oscurità di luoghi ipogei: la loro epifania contribuisce a modulare la materia, a conferirle ordine e ritmo, e questo effetto è reso ancora più efficace dalla visione d’insieme delle figure, dalla scoperta che non ci sono due gesti corrispondenti, due movimenti uguali, e, soprattutto, che il corteo delle “korai” si svolge all’interno di un silenzio mistico. L’artista ci ricorda, con la sua abituale eleganza, che il tema della rappresentazione è non la figura della “kore”, ma una dimensione dello spirito che ogni “kore” vive ed esprime in modo originale. La combinazione di forme è, nello stesso tempo, necessaria e aleatoria: è necessaria perché il sistema della rappresentazione è perfetto, è aleatoria, perché grazie alla collocazione delle figure nello spazio il sistema si apre, induce a immaginare che altre “korai” possano manifestarsi, all’improvviso: allo stesso modo Dioniso sta all’inizio e alla fine del tempo circolare. E questo aspetto ci svela il senso “intimo” dell’opera di Rosanna Iossa, il tema essenziale del suo discorrere con sé stessa che è il progetto di dare ordine all’ essere, di orientare il flusso fuggente dell’esistere nella trama dei tratti che incidono la materia e compongono forme essenziali e definitive, forme che nascondono nel silenzio assoluto le voci della storia e ci sfidano a sentirle.                                      

Aumenti e ingiunzioni di pagamento Gori, assemblea dei comitati per l’acqua pubblica a Marigliano

Si riuniscono giovedì 15 febbraio a Marigliano i comitati della Rete civica per l’acqua pubblica. Appuntamento alle ore 18 presso la sede mariglianese della Cgil in Corso Umberto I per un’assemblea aperta alla partecipazione di tutti i cittadini. Al centro della discussione la mobilitazione dei comitati civici per la ripubblicizzazone del servizio idrico e le iniziative legali che sono state avviate per bloccare le illegittime ingiunzioni di pagamento inviate nelle ultime settimane da Gori SpA. Sulle spalle degli utenti, infatti, grava anche il decreto ministeriale con cui si autorizzerebbe il gestore Gori a procedere autonomamente alla riscossione coattiva dei crediti. “Fiduciosi di vedere riconosciute ancora una volta le nostre ragioni, presentiamo ricorso al Tar contro l’ennesimo scempio ai danni della cittadinanza – annunciano gli attivisti – nel silenzio generale il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha autorizzato una società privata come Gori a inviare agli utenti ingiunzioni di pagamento per crediti presunti e non specifici, come se fosse la nuova Equitalia”. Sul tema delle ingiunzioni di pagamento, oltre che sul rischio di nuovi imminenti aumenti tariffari e la spinosa vicende delle partite pregresse per 122 milioni di euro, si sarebbe dovuto esprimere il Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano nella seduta del 24 gennaio scorso. Decisione poi rinviata dopo l’animata discussione provocata dall’intervento del consigliere Vincenzo Esposito, rappresentante del Comune di Marigliano, come riportato anche nel verbale della seduta. “Il coordinatore del Distretto, Felice Rainone, indicato dal sindaco di Nola, aveva garantito di riconvocare a breve il consiglio per decidere cosa fare – denunciano gli esponenti della Rete dei comitati – sono passati oltre 20 giorni e non risulta alcuna convocazione. La situazione è gravissima e i nomi dei responsabili di questo scellerato immobilismo sono sotto gli occhi di tutti i cittadini”.

Acerra. Elezioni politiche 2018, Falcone: “Affrontare subito la questione ambientale. Ipotesi green bond per finanziare la bonifica”

“Da troppi anni la questione della bonifica e di una riqualificazione vera del territorio acerrano – pomiglianese e mariglianese attende di essere affrontata in maniera seria. Penso, solo per fare un esempio, ai Regi Lagni, un reticolo di canali che risale al 1600 circa e che negli anni è diventato oggetto di sversamenti selvaggi e abusi di ogni tipo. Qualche anno fa la Regione avviò un progetto di recupero, ma il costo a carico dei Comuni era e resto eccessivo: impossibile per enti economicamente in difficoltà farsene carico. Quello dei Regi Lagni, insieme a tutta la questione ambientale del territorio, è un problema da porre all’attenzione nazionale: solo con un impegno concreto del governo centrale si può prendere la giusta direzione”. A dirlo è Antonio Falcone, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Acerra per il Pd e il centrosinistra. Falcone fa anche una proposta: “Faccio mia l’idea del giornalista Vitaliano D’Angerio, che tempo fa ha proposto l’emissione di green bond per bonificare le aree inquinate della Campania. I green bond servono per finanziare progetti ambientali e sono ormai uno strumento noto e consolidato sul mercato. Vengono usati in tutta Europa e qualche giorno fa se ne è discusso anche nel Parlamento europeo, dopo un’iniziativa dell’eurodeputato Nicola Caputo. Stiamo parlando di una proposta vera, concreta, che non esiterò a portare in Parlamento in caso di mia elezione: conosco questo territorio, so quali sono i suoi problemi e mi spenderò per risolverli”.

Somma Vesuviana. Inaugurato lo Sportello per le Politiche attive del Lavoro

. Inaugurato lo Sportello per le Politiche attive del Lavoro realizzato in collaborazione tra il Comune e la società “Time Vision”. Ha la sua sede al piano terra del Municipio in piazza Vittorio Emanuele III e sarà aperto il lunedì dalle 10 alle 13, martedì dalle 15 alle 18, giovedì dalle 15 alle 18. “Viviamo un momento di crisi economica molto forte”, commenta il sindaco Salvatore Di Sarno, “ogni giorno riceviamo decine di richieste di persone che cercano lavoro, il Comune non è un ufficio di Collocamento, ma non possiamo neanche restare indifferenti alle sofferenze dei nostri cittadini. Per questa ragione abbiamo attivato una convenzione per fornire servizi che agevolino le persone a trovare lavoro e le aziende per assumere”. Soddisfatta anche il vicesindaco Maria Vittoria Di Palma, delegata proprio al Lavoro: “Si tratta di un’ottima soluzione, innovativa sicuramente per la nostra città perché funge anche da Centro dell’Impiego, mettendo in contatto la domanda con l’offerta”. “Quando ci siamo insediati avevamo pensato di puntare molto sulle attività Produttive e oggi con questo Sportello realizziamo un importante passo avanti”, spiega proprio l’assessore alle Attività Produttive Giuseppe Castiello, “Un’opportunità concreta sia per i giovani di trovare spazio per le loro idee innovative che per probabili ‘star up’. I cittadini, i giovani e le imprese rivolgendosi allo Sportello avranno la possibilità di interfacciarsi con un tecnico che potrà dargli i suggerimenti più utili”. Nell’ambito delle iniziative messe a disposizione dei cittadini sono previsti, tra l’altro, servizi per l’orientamento al lavoro, da realizzare anche presso gli Istituti Scolastici presenti nell’area di pertinenza, iscrizione al sito oggilavoro.com, assistenza nella redazione del curriculum vitae, accesso alla visualizzazione delle offerte di lavoro ed assistenza alla candidatura. Nell’ambito, invece, dei servizi messi a disposizioni delle imprese sono previste azioni di diffusione dei seguenti programmi: ricerca & Selezione, incentivi per le assunzioni e l’inserimento lavorativo, programma FILA e formazione continua del personale. “Time Vision” offre all’imprese anche un’accurata analisi di tutte le misure, gli incentivi e gli sgravi messi a disposizione del mercato del lavoro, consigliando la migliore soluzione per procedere all’assunzione di nuovo personale.

Auchan: torna lo spettro dei tagli in Campania. Stato di agitazione nell’iper di Nola

Dopo la “sfoltita” del 2015, che ha portato al licenziamento di 1476 persone in tutto il gruppo italiano di Auchan, la multinazionale francese della grande distribuzione torna nuovamente all’attacco partendo dal comparto napoletano. Un’offensiva sferrata con tagli salariali in deroga al contratto, trasferimenti forzati fuori regione, incentivi all’esodo e ricollocazioni in base al jobs act. L’allarme rosso occupazionale e produttivo è scattato nell’ipermercato di Nola, cuore pulsante del grande centro commerciale Vulcano Buono, anch’esso complessivamente in pesante difficoltà. Qui Auchan ha posto condizioni durissime in cambio della firma della proroga di sei mesi del contratto di solidarietà, che scadrà il 31 marzo prossimo. Proroga che consentirebbe di evitare altri 40 licenziamenti su un organico di 150 dipendenti. Ma le pregiudiziali poste dalla multinazionale sono durissime: taglio, in deroga al contratto nazionale di lavoro, di quasi un quarto del salario, trasferimenti forzati fuori regione ( si parla di Sardegna e Lombardia), esodi incentivati e, “dulcis in fundo”, ricontrattualizzazione dei lavoratori inserendo una norma del jobs act che consente di prestare ad altre aziende o di ricollocare propri dipendenti. Ma il sindacato ha proclamato lo stato di agitazione, respingendo al mittente la proposta, che giudica “indecente e inattuabile”. Oggi la Uiltucs-Uil, unica organizzazione di categoria presente nella rappresentanza aziendale, terrà le assemblee con i lavoratori propedeutiche a possibili azioni di lotta. La proposta di Auchan punta alla riduzione drastica delle ore di lavoro del 23,5 %, cosa che falcidierebbe gli stipendi. “Altro aspetto inaccettabile – aggiunge Antonio Napoletano, della segreteria regionale Uiltucs – è che i tagli sono puntati esclusivamente sui terzi e quarti livelli mentre come al solito i livelli superiori, direttore compreso, sono immuni da qualsiasi provvedimento: un modo di procedere uguale a quello del 2015”. Scontato dunque l’esito fallimentare del primo faccia a faccia tenuto qualche giorno fa a Nola tra azienda e sindacato. Durante l’incontro, terminato con l’immediata rottura delle trattative, i rappresentanti del gruppo francese hanno affermato che le misure avanzate sono state proposte per una serie di motivi. “A causa della profonda crisi delle vendite che ha coinvolto l’intera azienda e in particolare l’ipermercato di Nola – ha fatto scrivere Auchan nel verbale del confronto sindacale – abbiamo la necessità di adeguare l’organico di questa unità commerciale al fatturato realizzato”. “Nel corso degli ultimi anni – ha aggiunto la multinazionale d’Oltralpe – l’ipermercato Auchan di Nola ha registrato una continua e costante contrazione delle vendite e dei clienti e per evitare la riduzione di personale sono state effettuate varie proroghe dei contratti di solidarietà dal marzo del 2014 fino al contratto di solidarietà vigente che scadrà, appunto, alla fine di marzo”. In contratto di solidarietà, ma con scadenze diverse da quella di Nola, si trovano anche gli altri ipermercati campani dislocati a Napoli via Argine e a Giugliano. Per Mugnano intanto si parla di riduzione della superficie di vendita. Lo spettro di altri tagli si profila anche a Pompei. La Uiltucs nel frattempo ha diramato un comunicato al curaro. “L’ultimo stillicidio di posti di lavoro – scrive l’organizzazione di categoria – si era concluso con un accordo che prevedeva da parte di Auchan una serie di contromisure commerciali puntate al rilancio degli ipermercati, in particolare di quelli napoletani. Ma di queste contromisure non si è vista nemmeno l’ombra”.

Nas in azione in un bar pasticceria di Nola: sequestrati cento chili di alimenti

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A Nola, presso un noto esercizio di bar pasticceria ubicato in via Fonseca, i militari del NAS di Napoli, il Nucleo Anti Sofisticazioni, hanno effettuato una verifica igienico sanitaria al termine della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di un quintale circa di prodotti tipici della pasticceria rosticceria (pasticceria mignon, rustici vari, vegetali farciti) ed insaccati vari (salame e pancetta) rinvenuti privi di qualsivoglia indicazione utile a garantirne la loro rintracciabilità.

I social fanno male

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Attenzione! Fate attenzione quando usate i social e Facebook in particolare. Nelle vostre lunghe ore, ipnotizzati a guardare pagine che lentamente scivolano via, può capitare di imbattervi nel sito web di Matteo Salvini, quello della Lega (ex Nord), alleato (eterno) di Berlusconi, dal quale tenta di smarcarsi disperatamente su ogni tema politico, inutilmente.

I social fanno male; di sicuro vi sarà capitato di restare con lo sguardo fisso sullo schermo mentre fate scorrere le pagine; ecco, quella situazione di trance potrebbe esservi fatale. Cioè rischiate di mettere un “mi piace” alla pagina di Salvini, con la conseguenza di essere invitati da lui, in persona personalmente, a fare una chiacchierata al telefono, addirittura ad un incontro riservato per discutere di un argomento a piacere.

Eh… e poi non dite che non vi avevo avvisato.