Napoli.Un’auto precipita dal ponte di un traghetto, un morto e un ferito grave

L’incidente sulla nave di linea in partenza per Palermo. Coinvolti due cittadini indonesiani. Una persona morta ed un’altra ferita. E’ questo il bilancio di un grave incidente avvenuto a bordo di un traghetto in partenza dallo scalo “Immacolatella”, nel porto di Napoli. Una autovettura, per cause ancora in corso di accertamento, ha schiacciato due stranieri – si tratta di due cittadini indonesiani – diretti a Palermo. Per il primo, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Il secondo, invece, ferito in maniera grave, è stato soccorso e trasferito in ospedale. La Guardia Costiera sta proseguendo “accertamenti e rilievi scientifici” dopo l’incidente nel porto di Napoli con un’auto che ha schiacciato due indonesiani, uno dei quali è morto. Al termine delle operazioni la nave partirà per Palermo. In una nota la ricostruzione dell’accaduto. Alle 18,15 alla sala operativa della Guardia Costiera di Napoli è arrivata la telefonata del responsabile del terminal 14 che avvisava dell’incidente verificatosi a bordo della nave Gnv Atlas ormeggiata al molo 14. Una pattuglia via terra ha raggiunto il posto constatando la morte del passeggero ed il ferimento della connazionale. La causa, la caduta di un’auto durante le operazioni di carico dal ponte superiore a quello inferiore.

Aumenta povertà in Italia, più di due milioni quelli senza cibo

Sono 2,7 milioni gli italiani costretti, nel 2017, a chiedere aiuto per mangiare attraverso le mense dei poveri o i pacchi alimentari. E’ quanto emerge dal rapporto Coldiretti sulla povertà alimentare presentato nell’ultima giornata del Villaggio della Coldiretti ai Giardini Reali di Torino. Tra le categorie più deboli si contano 455mila bambini sotto i 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila senza fissa dimora. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè, quasi 3 italiani su 4 (71%) hanno diminuito o annullato gli sprechi alimentari. Eppure nel bidone dell’immondizia finiscono ancora oltre 16 miliardi di cibo l’anno. Per aiutare i bisognosi Coldiretti e Campagna Amica lanciano dal Villaggio #stocoicontadini di Torino la ‘spesa sospesa’, a favore della Caritas, che mutuando l’usanza campana del ‘caffè sospeso’ consente di fare la spesa per i più bisognosi. Diversi anche i consigli per ridurre lo spreco, come leggere la scadenza delle etichette e riscoprire le ricette degli avanzi.

Acerra, prevenzione roghi: al via la pulizia nella zona Pip e nell’area dei regi lagni

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In corso intervento per lo sfalcio dell’erba e la pulizia nella zona Pip, nell’area dei Regi Lagni e in altre zone sensibili della città per prevenire i roghi

 

E’ iniziato  ieri mattina, e continuerà anche nei prossimi giorni, un intervento programmato dall’Amministrazione comunale di Acerra per lo sfalcio dell’erba nell’area della zona Pip e in particolare nell’area dei Regi Lagni del Comune di Acerra per prevenire pericoli alla popolazione ed evitare lo scoppio di roghi. Si tratta di un’azione che rientra nella strategia complessiva di contrasto ai roghi avviata in città, che va dalla vigilanza in strada con gli uomini della Polizia municipale, all’obbligo della pulizia dei fondi privati e di proprietà pubblica, allo sfalcio nella zona del campo rom e all’uso di fotocamere trappola. Sul posto, nel corso delle attività di questa mattina a tutela del decoro e della sicurezza in città, anche il Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri. Le operazioni di manutenzione del verde per evitare che qualche malintenzionato appicchi roghi, andranno avanti anche in altri luoghi sensibili della città, inoltre, riguarderanno anche la pulizia dei cigli stradali in queste zone e nei pressi dei Regi Lagni, mediante la rimozione di erba secca, sterpi, residui di vegetazione ed ogni altro materiale così da evitare anche il ricaccio delle specie erbacee durante il periodo di massima pericolosità degli incendi. Dal primo cittadino di Acerra, Raffaele Lettieri, è arrivato un appello alla collaborazione: «Con l’impegno fondamentale di tutti e un’attenzione particolare riusciremo ad avere sicuramente una città migliore»

Il doppio flauto campano: il racconto del musicista e costruttore Giovanni Saviello  

Il doppio flauto è uno strumento antichissimo; si ricava da una graminacea che cresce nel bacino del mediterraneo: la canna domestica. Nel sud Italia e in Campania l’archeologia , attraverso mosaici e dipinti ci ha fornito importanti testimonianze su questo strumento. Nella musica di tradizione orale Campana  il doppio flauto è stato per lungo tempo utilizzato come linea armonica al canto o per accompagnare il ballo. Diversi sono gli studiosi di etnomusicologia che hanno concentrato la loro attenzione su questo strumento, analizzando suonate e aspetti organologici. Il musicista costruttore Giovanni Saviello è da anni impegnato in una attività di ricerca e di costruzione, tesa alla conservazione e alla diffusione del doppio flauto campano. L’attività del liutaio  torrese affonda le sue radici in uno studio che è consapevolezza del passato, ma che proietta il doppio flauto verso il futuro: lo studio delle caratteristiche botaniche della canna, delle sezioni, delle frequenze e dei suoni, sono alcuni degli aspetti che Giovanni Saviello ha approfondito e continua ad approfondire instancabilmente. In una lunga intervista ripercorre la sua vicenda di polistrumentista e di costruttore. Con la sua preziosa testimonianza, Giovanni Saviello  inserisce la cultura immateriale del vesuviano in un contesto più ampio, facendola diventare protagonista di un’area che è una delle culle culturali del mondo: il mediterraneo.   L’arundo donax è una specie botanica antica, tipica della macchia mediterranea, comunemente conosciuta come canna domestica. I fusti dell’arundo donax possono raggiungere i 10 metri di altezza e ben si prestano ad una serie di attività agresti, soprattutto nella creazione di strutture di sostegno per il pomodoro e la vite. Da tempi remoti la canna domestica è familiare alle culture del bacino del mediterraneo anche per la realizzazione di alcuni strumenti musicali; ne cito due, ma potrei citarne molti altri, legati alla storia delle culture del mondo antico in occidente: Il flauto e il doppio flauto. I musei in Italia, che espongono reperti dei campi archeologici della penisola, sono pieni di mosaici, anfore, e altre suppellettili con raffigurazioni di suonatori di doppio flauto. Nel vesuviano e in alcune zone della Campania esiste una memoria d’uomo del doppio flauto, all’interno delle culture contadine e pastorali.  Somma vesuviana, per esempio, è il paese in cui si perpetua l’uso di accompagnare il canto sul tamburo con l’utilizzo di tale strumento. Una famiglia sommese, in particolare, quella di “Zi Peppe e scaracocchiol”,  vantava tra i suoi membri degli abili suonatori. La sopravvivenza di questi fiati non è tanto legata al loro uso quanto alla trasmissione dei saperi costruttivi. Uno dei pochissimi costruttori in Campania di doppio flauto è un vesuviano di Torre Annunziata si chiama Giovanni Saviello e per professione fa il polistrumentista di musica  tradizionale e il costruttore di flauti, doppi flauti, ciaramelle e doppie ciaramelle. Percorro la strada che congiunge la zona Orientale del Vesuvio alla costa per fargli visita. Giovanni, che è anche un abile cuoco, mi accoglie in casa con la tavola imbandita e dopo qualche bicchiere di vino racconta il suo incontro con gli strumenti che costruisce: “…. ho iniziato a costruire perché avevo voglia di suonare un doppio flauto, avevo visto  i doppi flauti dei sommesi  ma non sapevo assolutamente come procurarmene un esemplare. In quel periodo collaboravo con Giovanni Coffarelli, lui aveva a disposizione nel suo laboratorio un doppio flauto di Somma Vesuviana, un doppio flauto di Cusano Mutri, un Doppio flauto di Montemarano, modelli questi realizzati dai migliori costruttori dei posti che ho menzionato…”. Giovanni Saviello mi parla di un’etnomusicologia, ormai scomparsa, che ha persino saputo riportare fedelmente per iscritto l’organologia del doppio flauto campano. Il musicista e costruttore torrese cita con dovizia di particolari ricerche specifiche di studiosi, purtroppo dimenticati, come Diego Carpitella e Roberto Leydi: ”…. È anche grazie  agli studi di questi ricercatori se oggi sono riuscito a tirare le fila di forme e misure; oltre ai flauti di Somma Vesuviana ho avuto la possibilità di avere tra le mani i modelli Mastromarino, costruttore di Montemarano, i flauti di Mastromarino erano suonati da Celestino Coscia suonatore Montemaranese più volte registrato da Carpitella e Leydi…”. Ormai non riesco più a smettere né di ascoltare il musicista né di mangiare il pane e i taralli di Torre Annunziata. Giovanni cita altri due studiosi, le cui ricerche sono state determinanti nella costruzione di una geografia culturale del doppio flauto in Campania: Roberto Palmieri e Francesco Cleopatra, due studiosi dell’università di Bologna che negli Ottanta si interessano del doppio flauto in due paesi del beneventano: Cusano Mutri e Tocco Gaudio. Qui tale strumento veniva suonato in diverse occasioni rituali: San Silvestro, il pellegrinaggio a Montevergine e altre situazioni domestiche. Giovanni Saviello è guidato da un sogno, che in parte sta realizzando, quello di rendere accessibile a tutti questi strumenti: qui  finisce il sapere orale rappresentato dall’esperienza del “…così si è sempre fatto..”  e comincia uno studio che mira alla comprensione dei difficili rapporti matematici, geometrici e fisici che sono alla base dei suoni dell’ “altra musica”. Giovanni Saviello è un indefesso studioso soprattutto della questione degli armonici e delle frequenze. Mi parla di un sapere scientifico che nasce  dai sensi, dalla stretta relazione che l’uomo ha da sempre avuto con la natura.  Giovanni, senza saperlo, mi sta dando una lezione di filosofia; mi viene in mente Galileo Galilei il quale sostiene che alla base dell’ingegno scientifico c’è l’osservazione, quella degli occhi che scrutano il mondo che ci circonda; persino penso ad un filosofo nostro conterraneo, Giordano Bruno, il quale trasforma il mito di Diana e di Atteone in un mito positivo: Atteone rappresenta l’uomo che è così attento a scrutare la natura da diventare egli stesso natura. Il doppio flauto per il musicista e polistrumentista Giovanni Saviello, rappresenta questo: l’emblema della connessione tra l’uomo e la natura, una connessione sensibile che ha dei risultati intelligibili complessi dal punto di vista matematico, fisico e geometrico. Rimango meravigliato dalla semplicità e allo stesso tempo dalla difficoltà, dei temi che mi vengono proposti. Giovanni mi ricorda che queste questioni sono alla base di altri due strumenti complessi della musica di tradizione orale del sud Italia: La Zampogna e la ciaramella. Giovanni è un suonatore di ciaramella e di doppia ciaramella ma soprattutto un costruttore. Mi parla dell’esperienza delle novene che vive  insieme ad un suonatore ottavianese di zampogna a chiave. Gli ricordo che gli Ottavianesi sono una brutta razza e lui mi ammonisce dicendo che è affascinato dalla loro goliardia e dalla loro ironia che è socratica al cento per cento perché è prolusiva alla riflessione profonda; la stessa riflessione che guida Giovanni quando si mette al tornio o quando accorda un doppio flauto. La storia di giovani come Giovanni mi commuove e allo stesso tempo mi fa arrabbiare. Mi commuove perché penso che nel vesuviano e nel sud Italia ci siano delle intelligenze enormi che dovrebbero farci sentire parte di un grande popolo  e di una grande storia. Mi rimane anche una grande rabbia: penso ad una rappresentazione mediatica che diffonde, soprattutto tra le giovani generazioni, l’immagine della società di gomorra. Bisogna rispondere alla moda del “sta’ senz pensier” o del “…biv, aggia vere’ si me pozz fidà e te..” con un racconto diverso di questa terra; il racconto di vicende come quella del maestro Giovanni Saviello.

Un’ eccellenza Ottavianese: Mario Iervolino nominato Commissario Straordinario dell’ ASL di Salerno

L’importante incarico è il riconoscimento oggettivo di una professionalità di livello assai alto, in cui concorrono competenze tecniche, autorevolezza, sensibilità per i problemi concreti delle persone e sapienza psicologica.     Da Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera “Rummo” di Benevento al ruolo di Commissario Straordinario dell’ Asl di Salerno, che è composta da  13  Distretti Sanitari e 12 presidi ospedalieri, con migliaia di dipendenti. I numeri, da soli, dicono in modo oggettivo che la nomina conferita al dott. Mario Iervolino riconosce, ancora una volta, il livello assai alto di una professionalità in cui concorrono le competenze tecniche, l’autorevolezza, la sensibilità e l’attenzione per i problemi concreti delle persone,  la sapienza psicologica.  Quanto siano consistenti questi valori il dott. Iervolino lo ha dimostrato, oltre che con i risultati della sua gestione, attraverso i modi e le forme con cui ha gestito gli incarichi che fino ad oggi gli sono stati affidati, e tra questi, quelli di direttore sanitario all’ Ospedale “San Gennaro” di Napoli, di direttore sanitario della Azienda “ASL  Napoli 1”, di direttore sanitario del “Rummo” di Benevento. Tra i valori ho indicato la “sapienza psicologica”: un valore fondamentale per  chi dirige istituzioni incaricate di tutelare la salute dei cittadini – nel rispetto dei diritti e dei doveri dei medici, degli infermieri, del personale amministrativo- e di far sì che l’attività istituzionale si svolga sempre con efficacia e in una condizione di serenità:  episodi recenti dimostrano quanto sia difficile creare e conservare questa condizione.  Credo che la “sapienza psicologica” venga al dott. Iervolino, oltre che dalle inclinazioni del carattere e dal sistema culturale, anche dall’intensa attività politica che egli ha svolto come consigliere comunale, come assessore e come sindaco di Ottaviano. Questo importante incarico è motivo di orgoglio per il dott. Iervolino e per la città tutta di Ottaviano.  

Cassa integrazione alla FCA di Pomigliano e Nola: incontro in Regione giovedi 21

Scende in campo la Regione Campania nella questione della cassa integrazione per i 4622 addetti della Fiat di Pomigliano e dell’annesso reparto logistico di Nola. Il ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico prima di dare l’eventuale via libera all’operazione sta infatti prendendo tempo dopo l’annuncio di FCA, risalente ormai a quasi due settimane fa, di voler revocare i contratti di solidarietà per far posto a quindici mesi di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione. Intanto la Regione Campania l’altro giorno ha rotto gli indugi e attraverso l’assessore al Lavoro, Sonia Palmeri, ha convocato le parti, sindacati e azienda, per giovedi 21 giugno, all’ufficio regionale del Lavoro, l’Ormel. Ma la riunione servirà a sbloccare soltanto i primi due mesi di cigs, dal primo luglio al 31 agosto prossimi. L’intenzione del gruppo automobilistico è di far sottoscrivere l’accordo con i sindacati per questa prima tranche di ammortizzatori sociali che subentreranno al posto dei contratti di solidarietà, in vigore dal 2015 a Pomigliano e a Nola. I due mesi di cigs scadranno il 31 agosto per cui nel frattempo sindacati firmatari dell’accordo Panda e azienda chiederanno un tavolo al ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico allo scopo di ottenere altri 12 mesi di cassa straordinaria per riorganizzazione fino al 31 agosto 2019. Questa, dunque, la situazione sotto il profilo tecnico procedurale. A ogni modo, secondo quanto sostiene FCA, si tratta nel complesso << di una questione meramente burocratica >>. C’è però da sciogliere il nodo delle nuove missioni produttive per Pomigliano e Nola, missioni che non sono state ancora svelate e dettagliate, anche nella tempistica, e che gli stessi sindacati considerano fondamentali ai fini dell’erogazione dei lunghi periodi richiesti di cassa integrazione straordinaria. << I 12 mesi ulteriori di cigs che FCA si appresta a chiedere al ministero dello Sviluppo Economico – spiega Giuseppe Terracciano, segretario regionale della Fim Cisl Campania – sono messi a disposizione dalla normativa dell’ultima finanziaria varata quest’anno. Questa normativa – puntualizza il dirigente sindacale – prevede una proroga della cassa straordinaria solo per le aziende che presentano un progetto di investimenti chiaro, da inserire anche nel testo dell’eventuale accordo >>.

Saltando in cucina, proverbio: “O’ mare nun tene taverna!”, dicette Pullecenelle

“O’ mare nun tene taverna!”, dicette Pullecenelle. Il mare non ha taverna (non fornisce aiuti), disse Pulcinella   E chi ve lo dice, ama smisuratamente il mare: per DNA (sono mezzo napoletano e mezzo siciliano);  per filosofia (l’acqua è uno dei quattro elementi primordiali, secondo i filosofi greci); per conoscenze scientifiche (veniamo dal mare e il nostro plasma sanguigno è identico alla composizione dell’acqua marina); per motivi religiosi (“e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque” [Gen 1,2]) e, sicuramente non ultimo, per i motivi che accomunano me e voi, amati lettori, che sono quelli legati al fatto che il mare è sempre stata una fonte inesauribile di gaudi: per quello che c’è dentro (il pescato) e per il fatto che sul mare hanno viaggiato cibi, bevande, delizie di ogni genere e persino le sole conoscenze delle abitudini alimentari e ricette di popoli lontani. Però, come ricorda Pulcinella, il mare non ha taverne, posti dove riposare, e merita, pertanto, rispetto e timore, oltre che amore. Chi non teme il mare non lo conosce, perciò, attenzione sempre!   Niente bagni dopo mangiato; calcolate, nuotando, che ogni bracciata ne presuppone un’altra per tornare: a metà affaticamento, di conseguenza, tornate indietro. Se avete crampi, niente paura, fate, semplicemente, “il morto”; dopo un paio di minuti (dopo esservi riposati) iniziate, se necessario a massaggiare l’arto offeso. Se non siete più che esperti, non vi allontanate; e se lo siete, non fatelo mai da soli. Le macabre leggende e le credenze su Ferragosto, nascono proprio dal fatto che in quei giorni  vanno tutti al mare, anche coloro che non lo conoscono, e i conseguenti incidenti aumentano. Ancora un paio di domeniche e il mese di agosto finirà. E, con esso anche la discontinuità nel pubblicare i miei consigli gastronomici: tutti al lavoro! Intanto che attendiamo il refrigerio settembrino, però, meglio stare a tavola, e, meglio ancora, a mangiare in riva al mare… Misto mare e anguria Crepès “enchanted sea”   Misto mare e anguria   Ingredienti per 6 persone 500 grammi di pesce spada fresco 300 grammi di salmone fresco 250 grammi di gamberetti freschi Sei fette grandi di anguria Olio extravergine q.b. Sale q.b. Succo di sei limoni grandi (più o meno: dovrà coprire il pesce, regolatevi voi) Pepe rosa q.b.   Sgusciate i gamberetti (conservate le teste per la ricetta successiva), tagliate il salmone ed il pescespada a fettine sottilissime (lo può fare il pescivendolo). Fate marinare, per un paio d’ore, la quantità desiderata in succo di limone ben salato, rigirando ogni tanto. Sciacquate il tutto ed asciugate. Ponete, a porzione, gamberi, salmone e pescespada sulle fette di anguria freddissima a cui avrete tolto i semi; aggiungete un filino di olio extravergine e pepe rosa sminuzzato. Si accompagna con pane o crostini di pancarrè.   Crepès “enchanted sea”   Ingredienti per 6 persone 18, 20 crepès Una pescatrice di un chilo e mezzo, 300 grammi di gamberi Tre fette di pane duro (se non lo avete, biscottatelo al forno) Due barattoli di pomodori a pezzettoni (da 400 grammi) 2 dl di olio extravergine Aglio, due spicchi Un bicchierino di brandy o cognac Latte q.b. Noce moscata q.b. Pepe q.b.   Sgusciate i gamberi e conservate le teste. Mettere la pescatrice nel forno a 180 gradi con poco olio , sale e aglio. Dopo 10 minuti aggiungete i gamberi e spegnete. Lasciate in forno per altri 5 minuti. Pulite bene la pescatrice e mettetela nel mixer assieme a tre fettine di pane duro inzuppato nel latte e strizzato bene , i gamberi, poco pepe e una grattugiata  di noce moscata. Riempite le crepès e ponetele in una teglia grande unta. Sugo: in una padella, mettete 2 dl di olio extravergine, uno spicchio di aglio a fettine. Appena dorato, aggiungete le teste dei gamberi (anche quelli della ricetta sopra) e sfriggete bene. Aggiungete il brandy (attenzione ad involontari flambees); appena sfumato (1-2 minuti), spegnete, strizzate le teste dei gamberi nello schiacciapatate. Rimettete al fuoco, aggiungendo i pomodori a pezzettoni; spegnete dopo 10 minuti ( il sugo dovrà essere mediamente denso). Ricoprite con la salsa le crepès,  e lasciate al forno per 10-15 minuti. Penso che ognuno di voi abbia la sua ricettina per le crepès: se a voi piacciono come le fate, ignorate quanto segue. Scrivo la mia ricetta solo per chi non le ha mai fatte. Sono facili da cucinare, versatilissime (puoi riempirle praticamente di tutto, dolce, salato, gelati marmellate, Nutella, dico: di tutto) Ingredienti per 14-16 crepès da 20 cm o una ventina da 15 cm (io esagero sempre, se avanzano, conservatele in frigo e riempitele di marmellata o altro, scaldandole, prima di consumarle, in fornetto o microonde). Ingredienti 6 Uova, 1 pizzico di sale,  Farina, 250 grammi,  500 ml di latte.   Preparazione Battete le uova, aggiungete il sale, la farina e il latte. Mescolate bene fino ad ottenere un composto semi liquido ed omogeneo. Lasciatelo riposare per almeno 20 minuti in frigo. Ungete di olio, con un tovagliolo una crepiera o un padellino antiaderente di 15 o 20 cm.(compratene uno nuovo che userete solo per le crepès) Rimescolate l’impasto (ad evitare eventuali precipitati dovuti al riposo in frigo) Riscaldate bene al fuoco e versatevi un mestolo d’impasto. Lasciate che quest’ultimo ricopra tutta la superficie della padella;  aspettate qualche secondo che il composto prenda corpo, dopodiché  giratelo e fate cuocere l’altra parte ancora per un po’ (controllate sotto, con una forchetta, la cottura). Bastano uno, due minuti, per cuocerle. Dessert Questa settimana il dessert preferisco non inserirlo. Mi sono davvero scervellato per trovarne uno che andasse bene per tutti, ma, poi, mi sono arreso. Nel senso che la ricetta di questa settimana può risultare leggera per qualcuno, soddisfacente o greve per qualcun altro. Una dessert “sostanzioso” o “delicato”, scontenterebbe certamente qualcuno di voi… Pertanto, vi ripasso la mano e… pensate un po’ anche voi! Alla prossima, con nuove idee! Toutjour votre (FONTE FOTO: RETE INTERNET)

Brusciano, amministrative 2018: Esposito e Montanile impegnati per il ballottaggio

Brusciano Amministrative 2018 l’Avvocato Peppe Montanile ed il Giudice Carminantonio Esposito impegnati per il Ballottaggio del 24 Giugno.                       A Brusciano, domenica 10 Giugno, per le Amministrative 2018, hanno votato in 10.164, il 74,85% degli elettori, i quali hanno distribuito in maniera assai significativa le loro preferenze decidendo i destini elettorali dei 5 candidati alla carica di Sindaco e dei 304 candidati al Consiglio Comunale capiente di soli 16 posti per le attività del Civico Consesso. Intanto, la libera e democratica partita elettorale bruscianese non si è ancora chiusa, tutto è rimandato al Ballottaggio di Domenica 24 Giugno 2018. Il primo turno è stato superato dall’Avvocato Peppe Montanile con 4.550 voti, il 45,60% e dal Giudice Carminantonio Esposito, con 3.488 voti, il 34,95%. Il Candidato a “Sindaco per Brusciano” Peppe Montanile ha stabilito il provvisorio primato grazie all’apporto di sette liste civiche: Nuovi Orizzonti, con 1.268 voti; Brusciano Cambia, 743; Il Grano, 641; La Politica Per Bene, 575; Terra Nostra, 500; La Rondine, 488; Brusciano Sei Tu con 454 voti. Il Candidato a “Sindaco di Brusciano”, Carminantonio Esposito, anch’egli sostenuto da sette liste civiche, lo incalza con i contributi di Rinascimento Bruscianese con 1.199 voti; Forza Brusciano, 689; Mir Moderati in Rivoluzione, 659; Brusciano Libera, 565; La Città che Vogliamo, 397; Insieme, 90; Prima Brusciano con 58 voti. Gli altri tre competitori hanno ottenuto risultati insufficienti a superare il primo turno. L’aspirante Primo Cittadino scelto dal Partito Democratico, il Dottore Antonio Castaldo, ha conquistato 971 voti, 9,73%, sostenuto da tre liste, quella del PD e di due civiche, Avanti Brusciano e Prospettive per Brusciano. La Candidata Sindaca, Liana Rollino del Movimento 5 Stelle, qui al debutto elettorale comunale, con una sola lista, ha raggiunto 567 voti, il 5,81%. Il Popolo Sovrano di Gaetano Alloca ha espresso 154 voti, il minimo registrato, 1,57%. L’appuntamento è dunque fissato per il Ballottaggio di Domenica 24 giugno 2018. I diretti interessati, Montanile ed Esposito, nel corso della campagna elettorale sono stati percepiti dalla Comunità di Brusciano, memore di passate elezioni comunali segnate da grandi oratori, in un crescendo di simpatie e consensi per i candidati divenuti nell’immaginario popolare “L’Avvocato” ed “Il Giudice” che si affronteranno nella finalissima di Domenica 24 giugno 2018. Peppe Montanile, per una “Politica per Bene”, dopo la notte dello spoglio, tra il 10 e l’11 giugno, che ha visto la sua colazione sempre in vantaggio sugli avversari, ha dichiarato: “È un ottimo risultato. Sapevamo che con 5 candidati sindaco in ballo sarebbe stata difficile, ma sfondare il muro del 45% ci dà una garanzia importante: quasi un bruscianese su 2 ha scelto la nostra coalizione. La vittoria è solo rimandata. Affrontiamo queste due settimane di campagna elettorale ripartendo da zero ma con la consapevolezza che il nostro messaggio è giunto forte e chiaro: la politica perbene è sinonimo di lealtà, coerenza e determinazione. E questo i bruscianesi lo hanno ben capito. Adesso -ha concluso Montanile- più che mai siamo pronti a continuare questa sfida avendo ben in mente il nostro traguardo: amministrare la città con i bruscianesi e per i bruscianesi”. Carminantonio Esposito coerente al motto “Lealtà e legalità per lo sviluppo di Brusciano” ha dichiarato: “Grazie ai cittadini che mi hanno dato la fiducia nelle votazioni del 10 giugno. Una manifestazione di stima, affetto e fiducia per il seme nuovo che ho gettato per un nuovo metodo di fare politica per il bene di Brusciano. Contenuti nuovi che hanno portato al ballottaggio. Metodo nuovo fondato sulla lealtà e sul rispetto verso tutti. Questa è la nostra impostazione. Si devono dire i fatti nella loro oggettività, lasciando i giudizi agli altri. I dati oggettivi devono essere rispettati da tutti. Una volta diventato sindaco -ha prospettato Esposito- provvederò a tutelare le fasce deboli. A migliorare l’efficienza dei servizi pubblici. A dichiarare la fine delle clientele, non avendo promesso niente a nessuno in sede di campagna elettorale”. Quale sarà l’esito? Lo decideranno i bruscianesi domenica prossima.Chi volesse soddisfare una curiosità statistica sull’andamento dei ballottaggi, in generale in Italia, potrebbe consultare un studio, frutto di ricerca indipendente, sulle amministrative effettuate dal 2010 al 2015,dell’Istituto Cattaneo, pubblicato durante le Comunali del 2016.Questo è quanto si legge in merito ai “Ballottaggi italiani fra conferme. Rimonte e sorprese nell’analisi a cura di Filippo Tronconi e Marco Valbruzzi: «In media, il vincitore del primo round delle elezioni riesce a confermare la propria vittoria anche nel turno successivo (e decisivo) nel 71% dei casi, mentre i casi di rimonta sono all’incirca tre su dieci (29%). Ne consegue, quindi, che i ballottaggi comunali non sono tutti uguali e, soprattutto, che la metafora calcistica dello “zero a zero” non tiene alla prova dei fatti. In molti casi il ballottaggio conferma il responso del primo turno e solo in una (significativa) minoranza di episodi il secondo turno produce un risultato “sorprendente”». (Fonte Webhttps://www.cattaneo.org/2016/06/16/zero-zero-palla-al-centro-ballottaggi-italiani-conferme-rimonte-sorprese). Comunque sia, la scelta conclusiva verrà espressa dalla volontà popolare. Domenica 24 Giugno gli elettori di Brusciano torneranno alle urne elettorali per lo storico Ballottaggio fra Peppe Montanile e Carminantonio Esposito. In quella occasione Brusciano sceglierà il suo Sindaco per il prossimo quinquennio.

Napoletani insicuri ed insoddisfatti del contesto in cui vivono: lo rivela una ricerca

Tre napoletani su quattro ritengono insufficienti le forze dell’ordine nel territorio per garantire la sicurezza e quasi uno su due ha paura ad uscire da solo nelle ore notturne (oltre il 10% in più rispetto alla media nazionale). Sono alcune delle evidenze emerse dall’indagine che il Gruppo Mondadori con la società Inthera presenta oggi a Napoli, in apertura dell’intervista pubblica al sindaco Luigi de Magistris con il direttore di Panorama Raffaele Leone. Analizzando i risultati dell’indagine – che applica una metodica in grado di valutare non solo le opinioni ma anche i sentimenti delle persone interpellate – emerge che quello della sicurezza rappresenta il principale problema del contesto napoletano. Ma non il solo: i napoletani si rivelano molto critici nel valutare il contesto che li circonda. In particolare, l’aspetto che genera maggiore insoddisfazione è rappresentato dai trasporti. Infatti, ben il 67% di cittadini si dichiarano molto o abbastanza insoddisfatti del sistema di traporti, contro il 33% della media nazionale. Tali criticità influiscono negativamente sull’orgoglio cittadino. Infatti, poco meno della metà degli intervistati (44%) si sente orgoglioso di vivere a Napoli (in Italia la media è del 63%) e solo il 39% sarebbe felice se figli o nipoti restassero a vivere in città (contro il 61% della media italiana). Sette napoletani su dieci valutano negativamente la situazione politica italiana. Ma, a differenza di altri contesti, l’immigrazione non viene percepita come una causa: la percentuale di coloro che attribuiscono agli immigrati la principale responsabilità di molte delle negatività del contesto urbano (degrado, mancanza di lavoro) è più bassa che nel resto d’Italia. Ad esempio, solo il 28% attribuisce agli immigrati la responsabilità del degrado di molte aree urbane, contro il 36% della media italiana Per quanto riguarda i consumi i napoletani sono disposti a spendere di più per la cura del proprio aspetto (bellezza + abbigliamento) e dell’ambiente in cui vivono (home), ma si mostrano meno sensibili alle problematiche ambientali: solo il 67% dei napoletani fa sforzi concreti per ridurre l’energia che utilizza, contro il 75% della media italiana. In cima alle preferenze troviamo comunque viaggi, food e cultura, in linea con il trend nazionale. In generale, in conclusione, il futuro desta molta preoccupazione nei napoletani (ben il 66% si dichiara molto o abbastanza preoccupato). Inoltre, il 67% pensa che nella società in cui viviamo è impossibili fare progetti a lungo termine (in Italia è il 63%).

Sant’Anastasia, al borgo storico successo marchiato “Love For”

Il centro storico del caratteristico borgo Sant’Antonio, scenario della due giorni di “Una notte al Borgo: itinerari di gusto e tradizione”, ha conquistato i numerosi visitatori per le caratteristiche del luogo, dei portoni antichi ravvivati da postazioni di prodotti tipici, dell’itinerario del gusto e della tradizione scelto e realizzato dall’associazione socio-culturale Love For Sant’Anastasia, con metodo e intuizioni puntuali nella scelta delle ditte locali e dei paesi limitrofi. L’evento, patrocinato dal Comune di Sant’Anastasia ed organizzato dalla Love For, stante al successo ottenuto ha raggiunto gli obiettivi di riproporre suoni e tradizioni popolari e prodotti tipici selezionati per un ritorno alle radici, un’immersione nella comunità del borgo storico e l’esaltazione del territorio vesuviano come risorsa sotto vari aspetti. “Una notte al Borgo, nella cornice suggestiva del Borgo Sant’Antonio, ha soddisfatto tutti gli attori protagonisti degli stand degustativi, gli interpreti della musica popolare, gli associati e me – dice Mimmo De Simone, Presidente Love For Sant’Anastasia – coinvolti, nel portare a termine il progetto, in un’atmosfera che avevamo pensato, ma mai immaginato potesse essere così come poi si è rivelata. E gli apprezzamenti avuti dai tanti cittadini locali e non che hanno gradito ed animato la notte al Borgo, sono stati la conferma e l’invito a procedere su questa strada”. “Eravamo certi che “Una Notte al Borgo’” potesse regalare soddisfazione all’Ente, alla Love For, alle imprese ed ai visitatori – dicono il sindaco Lello Abete e l’ass. Carmen Aprea – perché quando si mettono in campo idee e progettualità propositive per una cultura ed una valorizzazione reale delle eccellenze del nostro ricco territorio i risultati rispondono e superano le aspettative. In questo periodo abbiamo proposto come amministrazione tante iniziative culturali che hanno registrato un grande successo di pubblico. Guardiamo avanti con fiducia, rafforzando i valori della Comunità”.