Sant’Anastasia volta pagina: Caserta manda a casa il sindaco uscente Esposito

Le elezioni comunali di Sant’Anastasia consegnano un risultato chiaro e senza margini di interpretazione. Dopo settimane di tensioni politiche, polemiche e scontri durissimi tra i candidati, a spuntarla è Mariano Caserta, che diventa il nuovo sindaco del comune vesuviano battendo nettamente il primo cittadino uscente Carmine Esposito.

L’ex vicesindaco, sostenuto da una coalizione ampia e trasversale, ha superato il 55% dei consensi, chiudendo la partita già al primo turno e imponendosi con un distacco significativo sugli avversari. Un dato che certifica la volontà di cambiamento espressa dagli elettori al termine di una delle campagne elettorali più tese degli ultimi anni in città.

Per Carmine Esposito arriva invece una sconfitta pesante. Il sindaco uscente non riesce a confermare la fiducia ottenuta nelle precedenti elezioni e vede il proprio schieramento fermarsi molto distante dal risultato ottenuto da Caserta. Ancora più indietro Alessandro Pace, rimasto fuori dalla vera corsa per la guida del Comune con una percentuale ridotta di voti.

Lo scrutinio, con il passare delle ore, ha consolidato sempre di più il vantaggio del nuovo sindaco, rendendo evidente un orientamento preciso dell’elettorato. La vittoria di Caserta segna così l’inizio di una nuova fase amministrativa per Sant’Anastasia, destinata a cambiare gli equilibri politici locali dopo anni di forte contrapposizione tra le diverse anime del centrosinistra cittadino.

Adesso l’attenzione si sposta sulla composizione del nuovo consiglio comunale e sulle prime mosse della futura amministrazione, chiamata a raccogliere le aspettative di una città che, attraverso il voto, ha chiesto discontinuità e una nuova direzione politica.

Elezioni a Saviano, plebiscito per Peppe Franco: è il nuovo sindaco

Saviano volta pagina e sceglie il nuovo sindaco. Sarà Giuseppe Franco a guidare il Comune nolano dopo il risultato emerso dallo scrutinio delle amministrative, che lo ha visto prevalere con un ampio vantaggio sugli avversari. Il candidato vincente ha conquistato oltre il 60% delle preferenze, staccando nettamente Giuseppe Allocca, fermo poco sopra il 30%. Un risultato chiaro che consegna a Franco una larga fiducia da parte degli elettori e un mandato politico particolarmente solido per affrontare i prossimi anni di amministrazione. La giornata elettorale è stata caratterizzata anche da una forte partecipazione popolare. A Saviano l’affluenza ha raggiunto circa il 73%, uno dei dati più alti registrati tra i Comuni dell’area nolana e vesuviana chiamati al voto. Numeri che confermano quanto la sfida amministrativa fosse sentita dalla cittadinanza e quanto forte sia stato il coinvolgimento degli elettori. Con la chiusura dello spoglio si conclude così una campagna elettorale intensa, che ha animato il dibattito politico locale nelle ultime settimane. Per Saviano si apre ora una nuova fase istituzionale e amministrativa, mentre il nuovo sindaco sarà chiamato a trasformare il consenso ottenuto alle urne in risposte concrete per il territorio. L’ampio margine con cui Giuseppe Franco ha conquistato la fascia tricolore ridisegna anche gli equilibri politici cittadini, segnando una vittoria significativa nel panorama locale. Da oggi, dunque, parte ufficialmente il nuovo corso amministrativo del Comune, sostenuto da un consenso importante espresso dagli elettori.

Portici nel solco dell’era Cuomo: Teodonno stravince col centrosinistra

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Claudio Teodonno, candidato del Partito democratico e sostenuto da otto liste, e’ il nuovo sindaco di Portici. Il risultato appare ormai consolidato, nonostante lo scrutinio abbia finora interessato poco più della meta’ delle sezioni. Il vantaggio sul principale sfidante, Fernando Farroni, e’ infatti ampio e consente già di delineare con chiarezza l’esito del voto. Su 36 sezioni scrutinate su 62, Teodonno si attesta al 60,79 per cento, mentre Farroni e’ fermo al 36,02 per cento. Teodonno era sostenuto dal Pd, Europa Verde, A Testa Alta, PER e dalle liste civiche Portici nel Cuore, Portici Libera, Il Cittadino e Progetto Portici – Avanti. La sua proposta politica si inserisce nel solco della continuita’ amministrativa con l’esperienza guidata da Enzo Cuomo, storico ex sindaco e attuale assessore regionale. Farroni era invece sostenuto da Casa Riformista, Sinistra e Ambiente, Noi di Centro, dal Movimento 5 Stelle – unico partito rimasto all’opposizione durante l’ultima giunta Cuomo – e dalle civiche Fernando Farroni Sindaco, AttivaMente, Su Portici, Oltre e Ribalta. La competizione si e’ giocata principalmente all’interno dell’area di centrosinistra, mentre restano molto distanziati gli altri due candidati del centrodestra, Giovanni Ciaramella e Ione Abbantangelo. La vittoria di Teodonno e’ stata riconosciuta da Fernando Farroni, che in un post su Facebook ha comunicato il risultato elettorale: “Ho appena sentito Claudio Teodonno per fargli i complimenti e augurargli buon lavoro per la nostra Citta’. Abbiamo con coraggio affrontato una campagna elettorale difficile. Abbiamo raccolto migliaia e migliaia di consensi che mi daranno la forza di portare avanti nel consiglio comunale di Portici come capo dell’opposizione i temi delle nostre proposte. Oggi inizia un nuovo percorso. Insieme, perche’ Portici e’ tua, Portici e’ vostra”.

Giustino fa il cappotto al centrodestra: il campo largo si prende Afragola

Ad Afragola si profila una svolta politica destinata a lasciare il segno. Gennaro Giustino, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra, è ha conquistato fascia tricolore dopo uno scrutinio che ha evidenziato un vantaggio sempre più netto sulla candidata del centrodestra Alessandra Iroso.

Con il passare delle ore, infatti, il distacco tra i due candidati si è consolidato fino a sfiorare i venti punti percentuali, un dato che fotografa una vera e propria débâcle per il centrodestra cittadino. Nonostante il sostegno di ben dieci liste e l’appoggio di esponenti storici dell’area moderata locale, la coalizione non è riuscita a contenere l’avanzata del cosiddetto campo largo guidato da Giustino.

I primi dati raccontano di una città che ha scelto di voltare pagina dopo anni di equilibri politici differenti. Il risultato rappresenta anche un duro colpo per i riferimenti politici del centrodestra afragolese e per la parlamentare Pina Castiello, da anni tra i volti principali dell’area conservatrice sul territorio.

Dalle proiezioni emergono già anche le prime indicazioni sulla composizione del futuro consiglio comunale. La lista più votata risulterebbe “A Testa Alta”, che avrebbe raccolto un consenso particolarmente significativo. Subito dietro si piazza il Partito Democratico, altro protagonista della vittoria della coalizione progressista.

In città il clima è quello delle grandi occasioni per i sostenitori di Giustino, mentre nel centrodestra si apre inevitabilmente una fase di riflessione dopo un risultato considerato da molti inatteso nelle proporzioni.

Adesso resta da attendere soltanto i dati ufficiali definitivi e la distribuzione dei seggi, ma ad Afragola il quadro politico appare già profondamente cambiato.

Il dottore si prende la rivincita: Raimo è il nuovo sindaco di San Vitaliano

PASQUALE RAIMO È IL NUOVO SINDACO DI SAN VITALIANO: RIBALTATO IL RISULTATO DEL 2023
 

«Ho visto un post su Instagram e ho deciso di provarci»: Fabio, 21 anni, dalla formazione ITS ACADEMY TEC MOS al lavoro con Alstom

A 21 anni lavora a Foggia con Alstom Service Italia nel deposito Trenitalia. «Non sapevo nemmeno cosa fosse uno schema elettrico, oggi ho due abilitazioni e una proposta di contratto a tempo indeterminato» Prosegue il viaggio tra le storie di chi ha trasformato la formazione tecnica in una strada concreta verso il lavoro. Dopo i racconti di Gennaro Berlingieri e Dalila Saetta, il percorso dentro ITS Academy TEC MOS incrocia questa volta la storia di Fabio Sergi, 21 anni, nato a Napoli, oggi impegnato a Foggia nel deposito ferroviario Trenitalia con Alstom Service Italia. È una storia che comincia in modo molto contemporaneo: non davanti a uno sportello, non con un manifesto attaccato a un muro, ma scorrendo Instagram. Fabio aveva da poco concluso il diploma in Relazioni internazionali per il marketing e, come molti ragazzi in quella fase sospesa tra “e adesso?” e “vediamo che succede”, cercava una direzione. Poi, tra un contenuto e l’altro, compare un post su un corso di formazione nell’ambito ferroviario. «Stavo girovagando su Instagram, come facciamo tutti oggi, quando mi uscì un post che parlava della possibilità di partecipare a un corso di formazione nel settore ferroviario. Erano passati pochi mesi dal diploma e decisi di provarci. Mi dissi: sicuramente non mi farà male», racconta Fabio. La scelta, però, non era scontata. Il suo percorso scolastico non aveva nulla di tecnico in senso stretto. Ragioneria, diritto internazionale, marketing: un mondo apparentemente lontano da elettrotecnica, rotabili, circuiti e manutenzione ferroviaria. E infatti il primo pensiero fu quello di molti: sarò all’altezza? «La mia preoccupazione era proprio questa. Venivo da una scuola di ragioneria e diritto internazionale e pensavo che avrei trovato parecchie difficoltà. Non sapevo neanche dell’esistenza di uno schema elettrico. Però a casa il fai da te non era così raro, quindi un minimo di manualità c’era. Mi sono detto: proviamo». A dicembre 2023 inizia il corso con ITS Academy TEC MOS a Maddaloni. La prima parte è dedicata alle materie scientifiche: elettrotecnica, matematica, fisica, informatica. Poi arrivano le lezioni più specifiche, teoriche e pratiche, sugli organi di sicurezza dei rotabili. È lì che le formule cominciano a perdere quell’aria minacciosa da interrogazione scolastica e diventano qualcosa di concreto. «All’inizio vedi numeri, formule, schemi e pensi: va bene, ma tutto questo a cosa serve? Poi, quando cominci a entrare nella parte pratica, capisci. Le lezioni erano tenute anche da ingegneri provenienti da diverse aziende: prima teoria con presentazioni e lavagna digitale, poi attività pratiche nei depositi. Da quel momento ho iniziato a capire davvero il senso di quello che stavo studiando». Nel racconto di Fabio c’è un passaggio che resta impresso: l’ingresso negli impianti aziendali. La formazione, nel modello ITS, non resta chiusa in aula. Si misura con luoghi veri, procedure vere, tecnici veri. Ed è proprio lì che qualcosa si accende. «Spoiler: da lì in poi ho iniziato a puntare ad Alstom. Se parteciperete al corso capirete il perché nel momento esatto in cui entrerete nel loro impianto. È spettacolare», dice con entusiasmo. Dopo le lezioni arriva il momento dello stage. Fabio sceglie una strada diversa rispetto agli altri compagni di corso: lascia la Campania e va a Foggia. Una decisione non banale, soprattutto a vent’anni, ma cercata con lucidità. «Sono stato l’unico del corso a decidere di andare fuori regione. L’ho fatto perché volevo uscire dalla mia comfort zone, volevo una sfida in più. Ho iniziato lo stage con Alstom Service Italia il 3 marzo 2025 nel deposito ferroviario Trenitalia di Foggia. È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere tantissimo». Lo stage dura circa sei mesi, 800 ore di formazione sul campo. Nel deposito Fabio entra in contatto con due tipologie di rotabili, ETR104 2.0 e DMU. All’inizio non può operare direttamente sui mezzi, perché nel settore ferroviario le abilitazioni sono un passaggio fondamentale. Ma osserva, affianca, aiuta, assorbe. E anche questo, nel suo percorso, diventa apprendimento. «Durante lo stage non potevo intervenire direttamente sul rotabile perché non avevo ancora le abilitazioni ferroviarie, una parola che sentirete spesso se farete questo percorso. Però aiutavo il team in tutto quello che potevo e soprattutto osservavo. Guardavo qualsiasi cosa facessero sul rotabile. È stato fondamentale». Poi arriva una data che Fabio ricorda con precisione: 17 luglio. Alstom Service Italia gli propone un contratto a tempo determinato di un anno con agenzia interinale, tramite Gi Group. Un primo traguardo vero, arrivato poco dopo l’esperienza formativa. «Il 17 luglio me lo ricordo ancora. Alstom mi ha proposto un contratto di un anno. Oggi ho due abilitazioni, porte e trazione-repulsione, e sto per studiare circuiti elettrici e impianto pneumatico-freno. Da poco ho ricevuto anche una proposta di contratto a tempo indeterminato con Gi Group per conto di Alstom Service». Oggi Fabio lavora con il suo team soprattutto su interventi di manutenzione correttiva e modifiche. Un mestiere tecnico, impegnativo, in cui la giornata non è mai uguale alla precedente. Ed è proprio questa variabilità, questa necessità continua di capire, intervenire, risolvere, a piacergli di più. «Ogni giorno è diverso, e adoro questo lavoro soprattutto per questo. Trovi ostacoli, certo. Ma il bello è trovare il modo di superarli. È così nel corso, è così nel lavoro, è così nella vita». A chi oggi sta valutando se iscriversi a un percorso con ITS Academy TEC MOS, Fabio manda un messaggio diretto, senza troppi giri di parole. «Ragazzi, provateci. Non fermatevi davanti a un ostacolo. Io mi sono messo in gioco in tutto e per tutto e grazie al corso, ma soprattutto alla voglia di fare, sono arrivato dove sono ora. E non ci sono arrivato a 30 o 40 anni, ma a 21. Ho conosciuto persone che mi hanno cambiato il modo di vedere le cose, e la cosa che mi elettrizza di più è sapere che continuerò a conoscerne di nuove. Servono impegno e dedizione, questo è chiaro. Ma se trovate un ostacolo, il bello è imparare a superarlo. Mettetevi in gioco».   Vedi anche   https://www.ilmediano.com/studiare-formarsi-lavorare-il-percorso-che-porta-alloccupazione-speciale-its-academy-tec-mos/   https://www.ilmediano.com/dalla-formazione-al-contratto-in-eav-il-viaggio-di-gennaro-con-its-academy-tec-mos/   https://www.ilmediano.com/cosi-ho-trasformato-la-formazione-in-lavoro-il-percorso-di-dalila-con-its-academy-tec-mos/

Marigliano, indagini sulle cappelle gentilizie: estumulazione e tre indagati nell’inchiesta

Dopo il dissequestro disposto sulle cappelle gentilizie del cimitero comunale di Marigliano, proseguono le indagini legate agli sfiati e alle condotte per i gas ritenute abusive. Gli accertamenti effettuati dall’ufficio tecnico comunale avrebbero confermato diverse irregolarità nella realizzazione delle tubazioni di aerazione installate all’interno delle strutture funerarie.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, alcune condotte sarebbero state realizzate in violazione del regolamento nazionale di polizia mortuaria e senza il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa vigente. Proprio per questo motivo il Comune starebbe predisponendo una serie di provvedimenti amministrativi e sanzioni considerate particolarmente pesanti nei confronti dei responsabili.

Il comando della polizia locale avrebbe già trasmesso una dettagliata informativa al sindaco e agli uffici tecnici competenti, chiedendo l’adozione di un’ordinanza finalizzata alla rimozione e all’abbattimento delle tubazioni giudicate irregolari. L’obiettivo dichiarato è quello di ripristinare le condizioni di sicurezza e legalità all’interno dell’area cimiteriale.

Ma l’inchiesta non si fermerebbe soltanto agli sfiati abusivi. Gli investigatori stanno infatti approfondendo anche la posizione di alcune nuove cappelle gentilizie e dei relativi permessi a costruire rilasciati negli ultimi anni, per verificare eventuali anomalie o autorizzazioni non conformi.

Nel frattempo, nella giornata di domani, è prevista anche l’estumulazione di una salma nell’ambito di un altro filone investigativo già sfociato in un sequestro convalidato dall’autorità giudiziaria. L’indagine, che al momento vedrebbe tre persone indagate, avrebbe acceso i riflettori sulle dinamiche legate alla gestione del cimitero comunale.

Massimo il riserbo da parte degli inquirenti, mentre la polizia locale continua il lavoro di controllo e verifica per riportare piena legalità nell’area cimiteriale di Marigliano.

Undici tessere elettorali nel sottosella: scatta denuncia per corruzione elettorale

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Un controllo dei Carabinieri nei pressi di un seggio elettorale di Mugnano di Napoli ha portato alla denuncia di un 49enne accusato di corruzione elettorale. L’uomo, un operatore ecologico già noto alle forze dell’ordine, sarebbe stato sorpreso dopo uno scambio ritenuto sospetto avvenuto all’esterno della struttura di voto di via Cristoforo Colombo.

Secondo quanto emerso, i militari della sezione operativa di Marano e della stazione di Mugnano stavano monitorando l’area quando hanno notato un uomo consegnare una tessera elettorale ad un’altra persona. Un gesto che ha immediatamente attirato l’attenzione dei Carabinieri, intervenuti poco dopo per bloccare il 49enne mentre tentava di allontanarsi a bordo del proprio scooter.

Durante la perquisizione del mezzo è stata fatta la scoperta: nel sottosella erano custodite undici tessere elettorali intestate a cittadini residenti a Mugnano. Insieme ai documenti sono stati trovati anche alcuni volantini riportanti il fac-simile della scheda elettorale con preferenze già espresse, materiale che gli investigatori ritengono possa essere stato utilizzato come indicazione di voto.

Tutto è stato sequestrato per gli accertamenti del caso mentre per il 49enne è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria. Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire il contesto della vicenda e verificare se vi siano altre persone coinvolte.

L’operazione rientra nei controlli predisposti dalle forze dell’ordine per garantire il regolare svolgimento delle consultazioni elettorali e prevenire eventuali irregolarità nei pressi dei seggi. A Mugnano l’episodio ha subito fatto discutere, soprattutto per il numero di tessere rinvenute nel mezzo dell’uomo fermato.

“Cristo e la processione degli umili”: a Portici arte e fotografia dialogano sulla misericordia

Dal 30 maggio al 5 giugno la Cappella di Palazzo Pennese, ospiterà la mostra nata dalla collaborazione tra Giancarlo Brugnano ed Enrico Ventrosini. L’esposizione prende ispirazione da una riflessione del professor Massimo Recalcati sul Cristo “contro il sacrificio”, capace di anteporre la misericordia alla sofferenza rituale e al formalismo religioso. Da questa visione prende forma un percorso artistico che intreccia spiritualità, memoria e attenzione verso gli ultimi.
Le installazioni e i dipinti di Brugnano, dedicati ai momenti della Passione e della Resurrezione, si affiancano agli scatti fotografici di Ventrosini, che raccontano processioni, riti popolari, volti segnati dal tempo e figure ai margini della società. Le immagini dedicate alla Processione Bianca dell’Addolorata di Sorrento, ai riti settennali di Guardia Sanframondi e agli “invisibili” delle periferie urbane trasformano la fragilità umana in racconto collettivo. Opere come “La Derisione”, “La Flagellazione”, “La Crocifissione” e “La Resurrezione” propongono una lettura contemporanea del dolore e della redenzione, attraverso un linguaggio essenziale ma fortemente evocativo.
Anche il luogo scelto per la mostra assume un significato preciso. La Cappella di Palazzo Pennese non fa semplicemente da cornice all’esposizione, ma diventa parte integrante del messaggio artistico: uno spazio in cui arte, coscienza e spiritualità si incontrano, richiamando le parole evangeliche che, attraverso il profeta Osea, pongono la misericordia al centro dell’esperienza umana. Più che offrire risposte, la mostra invita il visitatore a interrogarsi sul senso del dolore, della compassione e della dignità degli ultimi in una società spesso distratta dalle fragilità umane.
L’inaugurazione è prevista il 30 maggio alle ore 18.00. La mostra sarà visitabile fino al 5 giugno presso la Cappella di Palazzo Pennese, in via Vittorio Emanuele a Portici, con apertura sia mattutina (9:30-13:00) che pomeridiana (16:30-19:30).
(fonte foto: rete internet)
 

Somma Vesuviana. Carlo Petrini, il Vesuvio e la battaglia per i prodotti della nostra terra

Bene ha fatto Il Mediano, attraverso la firma del caro Luigi Jovino, ad occuparsi della morte di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Ma non posso far passare l’occasione della triste perdita di  Petrini, senza una testimonianza diretta dell’incidenza su Somma della sua grande opera rivoluzionaria. Da sostenitore Slow Food ne sento il dovere morale.     Pochi sanno infatti che due dei tre prodotti agricoli tipici del nostro territorio hanno avuto a che fare, ed ha ancora a che fare uno (l’albicocca vesuviana), con l’associazione internazionale. In primis il pomodorino del piennolo del Vesuvio. La relativa DOP è nata in casa Slow Food. Erano i tempi della nascita dell’Arca dei Presidi con cui Carlo Petrini cominciò la sua grande opera di tutela e valorizzazione delle piccole produzioni agricole di nicchia in fase di estinzione, in Italia ma poi in tutto il mondo. Aveva cominciato con l’ormai famosissimo lardo di Colonnata e le meno famose pesche insacchettate di Leonforte. Slow Food aveva già conosciuto i pomodorini del Vesuvio attraverso l’attivismo dell’assessore  provinciale Tommaso Sodano  che, nel 2000 pare, “costrinse” qualche produttore locale a partecipare al Salone del Gusto di Torino.   E quando la Condotta Vesuviana fu investita dagli input di provenienza piemontese i soci misero in cantiere i lavori per il pomodorino e le albicocche. I primissimi incontri si fecero all’agriturismo “Bel Vesuvio In” a San Sebastiano al Vesuvio con appena cinque presenze. Erano gli anni 2002/2004.  Per il pomodorino del Vesuvio le cose furono relativamente facili. Nessuno ci credeva e quindi fu comodo per i promotori arrivare al dunque ed addirittura  cominciare a lavorare sulla DOP che puntualmente fu approvata (2009).   Per le albicocche, invece, cominciati i primi incontri, sempre i soliti cinque scatenati e appassionati componenti, cominciarono anche le “interferenze” delle categorie professionali che  volevano l’esclusiva genitura, non capendo neppure i sacrosanti principi culturali e liberali di Slow Food. E credendo di riuscire in proprio nella valorizzazione di un prodotto di grande pregio commerciale, ma anche necessario di doveroso sostegno culturale, intrapresero in solitaria, lo sgangherato e disastroso percorso della IGP. Infatti, dopo grandi proclami e affollatissime assemblee, ebbe una sonora bocciatura dagli organismi preposti (italiani ed europei). Pare fosse l’anno 2010. Fortunatamente proprio l’ anno scorso,  su iniziativa dei sommesi Angrisani e pochissimi altri, ci si è rimessi all’opera per una tardiva, ma pur sempre utile IGP, che pare ormai in dirittura di positiva approvazione. Comunque Slow Food, in questi anni terribili, tra virus, malattie, clima e abbandoni, ha garantito una validissima e provvidenziale tutela e sostegno di presidio della impareggiabile drupacea vesuviana.   E chi erano i cinque “pazzi” promotori dei prodotti vesuviani? Alcuni neppure agricoltori, ma erano quasi tutti di militanza “petriniana”. E stessa origine avevano i sempre pazzi promotori (tra cui Marino e Mosca) del Catalanesca IGP Monte Somma, subendo anche in questo caso le interferenze negative della grande produzione settoriale. Ma stavolta le cose andarono meglio arrivando al traguardo con pochi danni collaterali.   Ad onore del vero mai Slow Food ha rivendicato l’esclusività del successo ma i fatti non possono smentire la realtà di decenni di presenza nel vesuviano e di centinaia di iscritti a tutt’oggi (tra cui tanti sommesi). E rimane il fatto che una piccola comunità di produttori agricoli vesuviani nel 2004 furono invitati da Carlin Petrini e ospitati in quel di Torino da Slow Food per partecipare alla prima edizione di Terra Madre. Tra questi ricordiamo Luigi Feola, Aniello Iovino (agriturismo), Luigi Beneduce (fattoria didattica), io stesso, ecc. Lì trovarono Giovanni Marino (Casa Barone), Libera Feola ecc. insieme a migliaia di altri contadini provenienti da tutto il mondo e insieme al principe Carlo d’Inghilterra (contadino), alla scrittrice indiana Wandana Shiva al regista Ermanno Olmi e tanti altri noti, e non, per dare voce a chi di agricoltura viveva, per discutere di biodiversità, sostenibilità, clima ecc.   Come sempre solo il futuro ci svelerà la grande opera di riscatto sociale e culturale che Carlo Petrini con le sue intuizioni ha prodotto nelle sue Langhe, in Piemonte, in Italia (e anche da noi), nel mondo. Tra la tanta bella gente di quell’epopea d’oro di movimentismo in agricoltura manca però il nome del compianto concittadino prof Peppe Nota. Fu il primo responsabile della Condotta del Vesuvio. Nonché  amico della prima ora di Carlin Petrini. E’ stata una generazione, ormai in estinzione, di persone cresciute  con l’intento di lavorare al bene comune mettendo a repentaglio qualche volta anche i  bilanci familiari pur di riuscirci. Ma la cui militanza ed abnegazione ha contribuito a portare reali benefici di grande utilità pratica.