Coronavirus, Asl Napoli2 Nord: oltre 1.500 richieste per tamponi da cittadini che rientrano dall’estero

Presso il Dipartimento prevenzione dell’Asl Napoli 2 Nord sono già state oltre 1.500 le richieste di effettuazione dei tamponi avanzate da cittadini residenti sul territorio e di rientro dall’estero. In una nota, l’Asl Napoli 2 Nord ricorda che “il tampone è sempre un esame diagnostico che fa seguito alle valutazioni degli epidemiologi” e che “un tampone effettuato troppo presto rispetto all’esposizione al virus infatti potrebbe determinare dei falsi negativi, causando gravi rischi per la popolazione. La tempistica di effettuazione del tampone, quindi, non è legata a questioni organizzative, ma a valutazioni epidemiologiche”. Già in queste ore molti dei cittadini rientrati dall’estero residenti nell’Asl Napoli 2 Nord sono stati contattati per essere sottoposti all’esame del tampone nell’arco di cinque giorni. L’Azienda sanitaria locale, che copre 32 Comuni soprattutto dell’area a Nord di Napoli e le isole di Ischia e Procida, chiede “ai viaggiatori di rientro la massima collaborazione osservando l’isolamento fino all’esito negativo del tampone per salvaguardare la salute dei propri cari e dei propri contatti stretti e non incorrere nelle sanzioni previste dalle ordinanze. Tali misure sono fondamentali per ridurre i rischi di diffusione del virus sul nostro territorio”. Antonio d’Amore, direttore generale della Asl Napoli 2 Nord, lancia un appello particolare “ai ragazzi di rientro in Italia dopo una vacanza all’estero: siate responsabili, portate pazienza per qualche giorno e rispettate le indicazioni dei sanitari. Il tempo richiesto dagli epidemiologi è importante per tutelare la salute dei vostri genitori e dei vostri cari. Collaborando insieme potremo far tornare presto il tempo del divertimento”.

Marigliano, bruciava rifiuti misti in uno stabilimento industriale: denunciato imprenditore

Durante il Ferragosto si è svolta una massiccia operazione di controllo del territorio da parte della polizia locale di Marigliano, impegnata nel contrasto ai roghi e nella prevenzione al fenomeno della prostituzione. Il controllo è durato ininterrottamente dalle 8 alle 20, spingendosi anche oltre il consueto orario. Grazie alla presenza dei nuovi agenti a tempo determinato, l’impiego di tre pattuglie ha permesso il controllo in contemporanea sia del centro che delle periferie. Proprio nella tarda serata, con l’ausilio del Nucleo Operativo di Emergenza “La Salamandra”, si scorgeva fumo nero all’altezza di via Nuova del Bosco, km 2, presso uno stabilimento industriale. Lo stesso fumo nero era stato segnalato dai cittadini circa una settimana, grazie all’avvistamento di una serie di auto in transito. Gli agenti raggiungevano subito la località e scoprivano che un uomo di 60 anni, all’interno di un deposito industriale, bruciava in un cassone rifiuti di ogni genere: plastica, carta e lattine di alluminio. Al momento dell’accesso la combustione nociva era ancora in atto. Immediato il sequestro del cassone e la denuncia a carico dell’imprenditore per combustione illecita dei rifiuti. Al vaglio della polizia locale ora la provenienza dei rifiuti e i motivi dell’attività esercitata dalla persona indagata.

Napoli, centro storico: Carabinieri setacciano le strade del centro durante il weekend di Ferragosto. Sequestrata un’ascia

In questo weekend di Ferragosto i Carabinieri della compagnia di napoli centro hanno continuato i controlli setacciando le strade del centro storico con l’obiettivo di garantire la sicurezza ai cittadini ed ai turisti che hanno deciso di visitare la città. I militari della compagnia insieme a quelli del reggimento campania – nell’ambito dei servizi disposti dal Comando provinciale di Napoli – hanno identificato 203 persone, delle quali 68 sono pregiudicati. 30 le contravvenzioni elevate al codice della strada e 3 i ciclomotori sequestrati. Durante le operazioni i Carabinieri hanno arrestato – in forza ad un provvedimento emesso dal Tribunale di Napoli – Francesco Biancardi, 21enne del quartiere Vicaria. Il ragazzo è stato sottoposto agli arresti domiciliari per spaccio di sostanze stupefacenti. Due persone sono state denunciate per ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale. Denunciato il titolare di un’attività commerciale di via Speranzella per non aver rispettato le norme sul lavoro per i dipendenti e per la sicurezza. Per lui sanzioni per un importo complessivo di 8mila e 500 euro. Tra le varie perquisizioni domiciliari è stata rinvenuta e sequestrata – in un abitazione dei quartieri spagnoli – un’ascia a doppia lama. Il proprietario è stato denunciato.

Marigliano, primi decreti del commissario prefettizio sui responsabili di settore

Il primo atto del viceprefetto Roberto Esposito, nuovo commissario prefettizio del Comune di Marigliano orfano dell’ex sindaco Antonio Carpino, sono i decreti con i quali vengono assegnati, in piena continuità, gli incarichi di posizione organizzativa. Con questo termine si intende la posizione di lavoro che, ai sensi dell’art. 13 e ss. del CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) del 21/05/2018, richiede, con assunzione diretta di elevata responsabilità di prodotto e di risultato: a) lo svolgimento di funzioni di direzione di unità organizzative di particolare complessità caratterizzate da un elevato grado di autonomia gestionale ed organizzativa; b) lo svolgimento di attività con contenuti di alta professionalità, comprese quelle comportanti anche l’iscrizione ad albi professionali, richiedenti elevata competenza specialistica acquisita attraverso titoli formali di livello universitario del sistema educativo e di istruzione oppure attraverso consolidate e rilevanti esperienze lavorative in posizioni di elevata qualificazione professionale o di responsabilità, risultanti dal curriculum. Confermati tutti i responsabili di settore con l’aggiunta dell’attribuzione al Segretario Generale, dott. Tommaso De Girolamo, della responsabilità dell’Ufficio di Staff:
  • Dott. Guglielmo Albano per il settore I (Servizi Sociali, Pubblica Istruzione, Elettorale, Statistica, Informatica, e Punto Inps);
  • Angelo Buonincontri per il settore II (Personale, Cultura, Urp, Informagiovani, Affari generali, Anagrafe e Stato Civile, Siad, Gabinetto del Sindaco, Politiche Giovanili, Biblioteca, Archivio, Servizi Cimiteriali e Sport);
  • Ing. Andrea Ciccarelli per il settore III (Suap, Attività Produttive, PIP, Patrimonio, Datore di Lavoro, Ecologia e Verde Pubblico);
  • Dott. Pasquale De Stefano per il settore V (Ragioneria, Controllo di Gestione, Economato e Tributi);
  • Magg. Emiliano Nacar per il settore Polizia Municipale e dei servizi, Protezione Civile, Ufficio passi, Vicesegretario e Ambiente.
L’unica novità riguarda il settore IV (Lavori Pubblici, Urbanistica e Manutenzione, Cimitero-Lavori Pubblici) per il quale è stata nominata l’ingegnere Rosalba Di Palma che prende dunque il posto dell’architetto Sabato Esposito, vacante da quasi venti giorni dopo il suo trasferimento presso il Comune di Pomigliano d’Arco. Gli incarichi in questione varranno fino alla nomina di un prossimo sindaco, atteso in seguito alle imminenti elezioni comunali, e comunque per non più di 90 giorni dai decreti appena pubblicati dal commissario Esposito.

Somma Vesuviana, nuove disposizioni anticovid, Di Sarno : “Chiedo il rispetto delle norme”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana. Il sindaco Di Sarno: “Ordinanza del Ministero della Salute: da oggi mascherine obbligatorie anche all’aria aperta dalle ore 18 alle ore 6 nei luoghi pubblici come ad esempio nelle piazze”.   “Sospese tutte le attività  che abbiano luogo in sale da ballo , discoteche e locali assimilati, all’aperto e al chiuso. Inoltre è fatto obbligo dell’uso della mascherina anche all’aria aperta dalle ore 18 alle ore 6 del mattino in particolare nelle aree di pertinenza dei luoghi e dei locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici come piazze e slarghi, ove per le caratteristiche  fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale. Chiedo il rispetto delle norme e ricordo che tali disposizioni sono contenute nella nuova ordinanza del Ministero della Salute che entra in vigore oggi”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, Sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano.

Giugliano in Campania, Carabinieri arrestano 63enne per l’omicidio della moglie

Nella mattinata odierna, a seguito di attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, militari della Compagnia Carabinieri di Giugliano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo, di anni 63, domiciliato in Giugliano, gravemente indiziato dell’omicidio della moglie, avvenuto in zona Lago Patria il 12 luglio scorso, nonché di lesioni personali gravi in pregiudizio di un sanitario del 118. Subito dopo il fatto, l’indagato aveva allertato i carabinieri e il “118” asserendo che, al suo risveglio, aveva trovato la moglie, priva di vita, impiccata al cordino delle tende, nel salotto della loro abitazione. Tuttavia, fin dai primo sopralluogo sul luogo del fatto, emergevano seri dubbi in ordine all’attendibilità della versione fornita dall’arrestato; in particolare, l’attenzione degli investigatori si concentrava sullo strumento che sarebbe stato utilizzato per commettere il suicidio, del tutto inadeguato a sostenere il peso del corpo della donna; successivamente, venivano acquisiti elementi significativi di un’accesa pregressa conflittualità fra i due, dovuta a dissidi economici connessi alla gestione di un centro medico. L’esame autoptico confermava che la causa del decesso non era da individuarsi nell’impiccagione, quanto, piuttosto, nello strangolamento preceduto da colluttazione. L’arrestato risulta essere, inoltre, indagato per aver cagionato lesioni personali gravi ad una donna, medico del 118, intervenuta sul luogo dell’evento, responsabile, agli occhi dell’uomo di non aver sottoposto, alcuni giorni prima, a TSO la moglie, pur avendo la stessa, sempre secondo il resoconto interessato del marito, manifestato segni di squilibrio mentale.

Pomigliano e Nola, comunità sotto shock per la prematura morte di Walter De Cicco

Avranno luogo questo pomeriggio a Pomigliano d’Arco, sua città natale e di residenza, i funerali di Walter De Cicco, Sovrintendente Capo del commissariato di Polizia di Nola scomparso ieri a 58 anni. Una morte prematura, ultima meta di un viaggio segnato negli ultimi due anni da un malattia che con grande dignità e riservatezza veniva affrontata quotidianamente dal servitore dello Stato. Ciononostante De Cicco non aveva smesso di lavorare e, anzi, era molto impegnato sul territorio: una peculiarità, quella della sua dedizione sul lavoro, che lo ha reso una persona molto stimata nella Città dei Gigli. Tantissimi i messaggi di cordoglio che continuano a giungere sulla sua pagina Facebook, dove egli alimentava l’amore per la vita condividendo gli scatti frutto della sua passione per la fotografia e i viaggi. Alle 17 l’ultimo saluto a Pomigliano, dove la salma del Sovrintendente Capo verrà accolta con il picchetto d’onore ma nel rispetto delle norme anti Covid per evitare assembramenti.

Nella Napoli del primo Ottocento un visitatore che non amava il “pittoresco”, K.A. Mayer

Karl August Mayer, saggista, poeta, professore soggiorna a lungo a Napoli negli anni ’30 dell’Ottocento, e su questa sua esperienza pubblica un’opera in due volumi, che Lidia Croce tradusse poi con il titolo:” Vita popolare a Napoli nell’età romantica”. Il carattere dei Napoletani e l’ intelligenza e la loquacità delle donne. Il quadro pubblicato è un’opera di R. Santoro, “Contadinelle”. “Non capisco quelli che si permettono di parlare di Napoli dopo aver svolazzato in città, come farfalle, per un paio di settimane, tutt’al più. Il meglio che conosco di Napoli l’ho imparato vagabondando, guardando, osservando e chiacchierando con i lazzaroni e i pescatori, e l’ho appreso anche dalla bocca di persone di alto rango, che qui però si differenziano poco dai primi”. Si capisce perché l’opera del Mayer sia ritenuta dagli studiosi di fondamentale importanza per cogliere la sostanza della società napoletana in un momento decisivo per la storia d’ Italia e d’Europa: il tedesco cerca di andare oltre le apparenze, oltre quel folklore e quel “pittoresco” della “napoletanità” di cui si erano accontentati altri “viaggiatori” stranieri. E per questo grande è l’elogio che gli fece Domenico Rea. Per Mayer le donne napoletane non hanno la grazia delle italiane del Nord e la matronale “presenza” delle romane, ma i “loro occhi scuri sono profondi, ben tagliati e vividi come fuoco… non guardano mai smorti e inespressivi come tanti occhi nel nord”. Le donne napoletane sono loquaci, e contro questa loro loquacità spesso i predicatori scagliano dal pulpito aspri rimproveri. “Una volta – racconta il Mayer – un prete salì sul pulpito e così incominciò a predicare: – Io sono in un bagno di sudore. Sapete da dove vengo? Vengo dall’inferno. Sapete qual è l’aspetto dell’inferno? E’tutto pavimentato da lingue di donna”. Delle donne di Ischia anche lui scrive che sono “alte, svelte, esuberanti”, e che sembrano principesse, sia quando lavorano al telaio, sia mentre scendono le scale di casa “portando sulla testa l’anfora”. Significativo è il confronto che il professore fa tra i Napoletani e gli altri popoli europei: “Essi, i Napoletani, non sono pesanti e pedanti come i tedeschi, non vani e irrequieti come i francesi, né chiusi, superbi e legati a uno stupido cerimoniale come gli inglesi. Quanto poco il Napoletano sia incline alla malinconia lo mostra anche il fatto che qui molto di rado avvengono suicidi.”. Ed è un dato confermato per tutto l’Ottocento, prima e dopo l’Unità, dagli archivi di polizia e dalle pubblicazioni dei medici. Notevoli sono le riflessioni del Mayer sul complicato rapporto tra i Napoletani e il danaro, ma il tema, che desterà l’attenzione anche di altri viaggiatori, merita un articolo a parte. Mayer registra con precisione le scene della vita pubblica. Il 24 giugno, egli scrive, “nel villaggio di San Giovanni, che è sulla strada per Portici, si celebra la festa del Santo che battezzò Cristo” e che è il patrono dei facchini. “Non vi sono bei costumi da vedere, come alla Madonna dell’Arco, tuttavia la grande quantità di veicoli tra Napoli e San Giovanni offre uno strano spettacolo: ogni sorta di birocci e di “curricoli”, pieni come se portassero vitelli, non uomini, copre la strada. In un carretto a due sedili contai quindici persone, quattro in carrozza, tre a cassetta, due sotto la cassetta, quattro dietro e una sotto, nella gabbia. Lo stesso cocchiere penzolava da un lato sul predellino.”. Solo il Mayer ci parla dei musici e dei “virtuosi” che la sera “improvvisavano” spettacoli musicali lungo la strada del molo, davanti a un pubblico di “lazzaroni e barcaioli” e solo lui ci dà notizia dei “cantastorie”, che, sullo stesso meraviglioso palcoscenico, cantavano “con voce melodiosa” e recitavano versi di Ariosto e di Tasso, usando ora la lingua italiana, ora quella napoletana. Anche quando pare che perfino lui sia vinto dal “pittoresco”, Mayer non trascura mai i dettagli realistici. A Madonna dell’Arco, nell’osteria che sta proprio di fronte al Santuario, egli incontra, realmente, le figure dei pellegrini, dell’oste, delle “serve” che fino a quel momento aveva visto solo nelle stampe e nelle “gouaches”, “ il più ricco bottino per i pittori di genere”.Pare al Mayer che tra tori, asini, muli e capre, tutti ballino la tarantella, mentre “nell’enorme cucina gli spiedi si voltavano lietamente e i pesci si crogiolavano nella padella “ e sul tetto, all’ombra della pergola, le ragazze di paese, secondo l’uso campagnolo, “offrivano allo straniero un piatto di maccheroni”. È la magia dei luoghi e dei dettagli a cui anche Mayer deve arrendersi. Nel 1853 il suo connazionale  Ferdinand Gregorovius va a Nola, per la festa di San Paolino, e lì, nella città di Marcello, di Augusto, di Livia, vede che in una osteria gli avventori bevono il vino non dai bicchieri, ma dalle anfore. Come gli antichi. E’ fatale, dunque, che una vecchia signora che viene verso l’osteria circondata da belle ragazze, forse le sue nipoti, gli appaia come “ una matrona d’una bellezza classica”, avvolta in una veste di broccato che non può che essere “ a vita alta, alla maniera greca”.

Acerra, il vescovo Di Donna: “Mascherina? Qui necessaria contro la puzza dei roghi”

“L’aria continua ad essere irrespirabile soprattutto d’estate, con i roghi che ancora continuano, e la puzza nauseabonda che molte volte, soprattutto la sera, dobbiamo respirare. Altro che mascherine per non prendere il contagio, qui ad Acerra la mascherina a noi serve contro la puzza e contro quello che dobbiamo respirare, e niente viene fatto per controllare la qualità dell’aria, le centraline sforano continuamente e intanto ci si continua ad ammalare e a morire”. Non usa mezzi termini il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, per denunciare la persistenza – in piena estate – di roghi di rifiuti nella cosiddetta ‘Terra dei Fuochi’, tra le province di Napoli e Caserta. Il vescovo, nell’omelia dell’Assunta, cita, per denunciare il disastro ambientale del territorio, il “sangue innocente dei ragazzi e dei giovani morti per cancro in questi anni, quel sangue che grida vendetta al cospetto di Dio”. “Ritorneremo su questi temi, soprattutto sull’educazione alla salvaguardia del creato, lungo tutto quest’anno che Papa Francesco ha voluto dedicare proprio alla Laudato si’, a quel suo documento sulla cura e la custodia della casa comune, la nostra Madre Terra, il Creato. E lo faremo anche in preparazione alla sua visita, che ha promesso, si è impegnato solennemente, lo ha detto pubblicamente nel Regina Coeli del 24 maggio scorso: «Andrò ad Acerra, sicuro». E noi ci prepareremo alla sua visita. Anzi, non solo noi come vescovo e diocesi di Acerra, ma addirittura i vescovi e le dieci diocesi comprese nel territorio tra Napoli e Caserta, interessate al dramma dell’inquinamento ambientale. Faremo insieme questo cammino di preparazione alla visita del Papa, per vivere quest’anno dedicato alla Laudato si'”. (foto dal web)

Mascherina anti Covid 19: prima, dopo o durante i pasti?

Grande è il problema “mascherina” anti COVID 19 al bar e ai ristoranti. Bisogna rigorosamente indossarla, prima e dopo i pasti. E durante? In tanti si chiedono che danno può provocare il mantenere la mascherina nel durante della consumazione del pasto e/o della successiva digestione. La narrativa dal ‘900 ad oggi ha sempre immaginato come l’uomo potesse vivere e sopravvivere in universi e mondi lontani ed inospitali, potendo così escogitare in quali modi poter comunque garantirsi il “respirare”. L’aria entra nella bocca e/o nel naso, attraversa le vie respiratorie superiori ed inferiori fino ad arrivare ai polmoni, alveoli polmonari. L’ossigeno entra nei capillari arteriosi dove viene rilasciato mentre contestualmente, nei capillari venosi viene immessa nell’anidride carbonica che verrà successivamente scambiata con l’ambiente esterno. Tutto questo è altamente coordinato dal muscolo diaframma il quale con il suo movimento determina la corretta espansione della gabbia toracica il conseguente sano movimento polmonare. Purtroppo però, se invece di respirare ossigeno immettiamo continuamente l’anidride carbonica da noi stessi prodotta, perché manteniamo la mascherina anche durante la masticazione, gli scambi polmonari non riescono più ad avvenire nella corretta maniera portando ad una respirazione non corretta, ed un conseguente solo parziale movimento del muscolo diaframmatico ed una successiva mal digestione. Inoltre, il grasso addominale in eccesso limita il movimento del diaframma e l’accumulo di grasso intorno al torace ne impedisce l’espansione durante l’atto respiratorio. Questa condizione rende il respiro molto difficoltoso, portando un affaticamento di muscoli respiratori e ad un dispendio energetico molto superiore al necessario. Anche la postura scorretta collegata alla gran parte della nostra giornata “ingobbiti”, magari seduti davanti ad un computer o in auto. I polmoni vengono compressi e il torace non riesce ad espandersi in modo efficace. Il diaframma, che è un muscolo, si ritrova “costretto” in uno spazio innaturale  e viene cosi “dimenticato”, a favore di una respirazione alta a superficiale. Non dimentichiamoci dello stress. Quando siamo stressati subiamo un sovraccarico a livello mentale, emotivo e fisico. In questa condizione il nostro respiro cambia, diventando più corto e superficiale. Tendiamo a respirare solo con una parte del nostro corpo, limitando l’apporto di ossigeno nell’organismo. Quando abbiamo paura o avvertiamo ansia, tendiamo a trattenere il respiro: questo provoca un accumulo di anidride carbonica che induce stress nel sistema nervoso. Intanto c’è  chi studia per creare mascherine utili a bovini e mucche: questi animali vantano un particolare sistema digestivo grazie al quale riescono a mangiare e digerire grosse quantità di erbe e fieno. Tuttavia per abbattere questa tipologia di alimento fanno ricorso a particolari ceppi di microbi che, durante il processo digestivo, producono anche notevoli quantità di metano, un pericoloso gas serra. Queste emissioni avvengono fino al 95% attraverso la bocca, sotto forma di rutti, o attraverso il naso, sotto forma di respiro. È quanto si legge in un articolo su Bloomberg che si concentra sull’iniziativa di una nuova start-up denominata Zelp (abbreviazione di Zero Emissions Livestock Project). Secondo i vertici della nuova azienda, un dispositivo del genere potrebbe arrivare a ridurre le emissioni di metano nell’ambiente prodotto dai bovini fino al 60%. Qualcuno si è chiesto se una remissione di metano nei polmoni dei bovini possa loro provocare danni? Creata questa breve parentesi bovina, la raccomandazione è: indossare la mascherina sempre in modo corretto ma facendo attenzione al momento del pasto  e del post prandiale.