L’idrossiclorochina riduce la mortalità intraospedaliera da COVID-19

È un risultato che porta un contributo positivo al dibattito in corso su scala internazionale relativamente all’utilizzo dell’idrossiclorochina nella attuale pandemia. Una ricerca condotta su 3.451 pazienti ricoverati in 33 ospedali di tutto il territorio nazionale italiano (lista dei centri clinici partecipanti, allegata), mostra infatti che l’uso di questo farmaco riduce del 30% il rischio di morte nei pazienti colpiti da Covid-19. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Internal Medicine, è stato coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con Mediterranea Cardiocentro di Napoli e Università di Pisa, e ha visto la partecipazione di 33 centri ospedalieri che hanno formato la collaborazione CORIST (COvid-19 RISk and Treatments). I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 3.451 pazienti ricoverati per COVID-19: sono stati presi in esame numerosi parametri, tra i quali le patologie pregresse, le terapie che seguivano prima di essere colpiti dall’infezione e le terapie intraprese in ospedale specificamente per il trattamento del COVID-19. Tutte queste informazioni sono state confrontate con l’evoluzione e l’esito finale dell’infezione. “Abbiamo potuto osservare – spiega Augusto Di Castelnuovo, epidemiologo del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed, attualmente presso Mediterranea Cardiocentro di Napoli – che i pazienti ai quali è stata somministrata idrossiclorochina hanno avuto un tasso di mortalità intraospedaliera inferiore del 30% rispetto a quelli che non avevano ricevuto questo trattamento, naturalmente a parità delle altre condizioni valutate. I nostri dati sono stati sottoposti ad analisi statistiche estremamente rigorose, che hanno tenuto conto di tutte le variabili e tutti i possibili fattori di confondimento che potessero entrare in gioco e hanno valutato il ruolo di questo farmaco in svariati sottogruppi di pazienti. Il risultato favorevole all’uso dell’idrossiclorochina si è mantenuto invariato, rivelandosi particolarmente efficace nei pazienti che, al ricovero, mostravano uno stato infiammatorio più evidente”. “In attesa di un vaccino, identificare terapie efficaci contro il COVID-19 rappresenta una priorità assoluta – dice Licia Iacoviello, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione di Neuromed e professore ordinario di Igiene e Sanità Pubblica all’Università dell’Insubria a Varese – e siamo convinti che questa ricerca darà un contributo importante al dibattito internazionale sul ruolo dell’idrossiclorochina nella terapia dei pazienti ospedalizzati per coronavirus. Ulteriori studi osservazionali e trial clinici attualmente in corso permetteranno di valutare con precisione il ruolo del farmaco e le modalità di somministrazione più adeguate. Ma i dati della collaborazione CORIST sostengono l’utilizzo nei pazienti Covid-19 dell’idrossiclorochina alle dosi usate in Italia (200 mg, due volte al giorno), più basse di quelle usate in studi effettuati in altri Paesi e che non hanno osservato un’efficacia del farmaco”. “In questi mesi– commenta Giovanni de Gaetano, Presidente di Neuromed -l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato uno stop all’ utilizzo dell’idrossiclorochina sulla base di uno studio osservazionale internazionale, successivamente ritirato dagli stessi autori della ricerca. Ora i dati dello studio CORIST, derivanti da una straordinaria collaborazione nazionale, potranno aiutare le Autorità competenti a meglio chiarire il ruolo dell’idrossiclorochina nel trattamento dei pazienti COVID-19”.

Poggiomarino, stage di Fc Viribus Somma 100 in vista del prossimo campionato di Promozione

Riceviamo e pubblichiamo da Fc Viribus Somma 100.
Si comunica a tutti i giovani calciatori nati dal 01/01/2001 fino al 31/12/2003 che il prossimo giovedì 27/08/2020 alle ore 14:30 presso il Centro Sportivo ATHENA in Poggiomarino (NA) alla Via Macedonio Melloni 10 si terrà il 1 STAGE organizzato dalla Società ASD FC Viribus Somma 100 per l’inserimento nell’organico della società per la disputa del Campionato di Promozione e Juniores Regionale (UD 19).
Si ricorda che a seguito delle regole imposte a causa del COVID 19, i ragazzi maggiorenni e minorenni e loro accompagnatori che si recheranno al raduno, dovranno munirsi di una  copia di un documento di identità da consegnare all’arrivo ad un addetto della società che provvederà a compilare autocertificazione da firmare e consegnare al Centro Sportivo, necessaria per la partecipazione allo stage.
PS: È tassitivamente obbligatorio raggiungere il centro sportivo muniti di documento di riconoscimento e modulo di autocertificazione allegato precompilato.

Sant’Anastasia, l’odissea delle associazioni e le prospettive dei candidati sindaco

Qualche giorno fa l’Uici ha diramato una nota stampa chiedendo a gran voce che non siano dimenticate le persone con handicap e che si comprenda che non può ritenersi una soluzione penalizzare una categoria debole per tutelarne un’altra. Giuseppe Fornaro, consigliere provinciale e responsabile della zona vesuviana per l’Unione Ciechi invocava inoltre con immediatezza spazi adeguati, idonei ai bisogni di persone diversamente abili affinché possano continuare le attività e percorsi di riabilitazione e formazione. Una nota che arrivava dopo la delibera con la quale il commissario Rodà, vista l’emergenza Covid, stabiliva che la “biblioteca” di Madonna dell’Arco (e non a caso mettiamo tra virgolette la parola perché biblioteca non lo è stata mai) servirà ad ospitare alcune aule del I circolo. Dove andranno le associazioni, l’Uici ma anche la Mir ed altre al momento è ancora un’incognita della quale dovrà farsi carico, ma definitivamente, il prossimo sindaco di Sant’Anastasia. Perciò, abbiamo chiesto ai quattro candidati di dire la loro in merito.    In origine era il Centro Liguori di via San Giuseppe, struttura comunale che fu adibita alle attività delle associazioni impegnate nel sociale e all’accoglienza di disabili o minori a rischio. Nel 2007 vi si insediò anche l’Uici, unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e i suoi volontari iniziarono a costruire pian piano percorsi di riabilitazione e sensibilizzazione, a progettare e realizzare eventi di integrazione anche insieme ad altre associazioni con diverse categorie di disabilità. Da allora però, molta acqua è passata sotto i ponti, il «Liguori» è stato pian piano sottratto alle associazioni tra mille polemiche e dopo la chiusura del plesso Sodani, non adeguato alle vigenti norme antisismiche, adibito ad ospitare aule del primo circolo didattico. L’amministrazione Abete «risolse» la questione associazioni assegnando loro alcuni spazi della biblioteca «Giancarlo Siani». «Spazi limitati e caotici che hanno visto morire pian piano tutte le attività di riabilitazione, integrazione ed inclusione a beneficio delle fasce deboli, ma non abbiamo perso la speranza che fosse restituito alla categoria dei disabili un ambiente idoneo – dice Giuseppe Fornaro, consigliere provinciale e responsabile della zona vesuviana per l’Unione Ciechi – purtroppo questo non è mai avvenuto, deludendo ogni speranza e anzi, con l’avvento del Covid -19, la decisione del commissario prefettizio, chiamato a risolvere il problema delle scuole, è stata quella di sfrattare i disabili fino a data da destinarsi, condannandoli a continuare un lockdown forzato». Il problema non riguarda solo l’Uici ma anche l’associazione Mir ed altre realtà, c’è da dire però che per i ciechi è più difficile, anche se fosse trovata una soluzione in altra struttura. «Nei locali della biblioteca – prosegue Fornaro – ad aprile 2019 fu installato il nuovo sistema tattilo vocale che mira all’autonomia, alla mobilità e alla fruizione autonoma degli spazi per le persone con disabilità visiva, i soci hanno compiuto numerose esercitazioni per imparare ad utilizzare il percorso, arrivando a spostarsi tutti autonomamente nei locali, estirparli da lì vuol dire precipitarli in condizioni di delusione e frustrazione. Comprendiamo che occorrano aule, ma non è tollerabile che in una società moderna la soluzione sia penalizzare una categoria debole per tutelarne un’altra». Nella delibera commissariale è ben precisato che, una volta cessata l’emergenza Covid, l’edificio di Madonna dell’Arco potrà riprendere la sua destinazione ma, di fatto, ogni decisione spetterà al sindaco eletto a settembre o dopo l’eventuale ballottaggio di ottobre. E ciascun possibile primo cittadino, tra i quattro candidati in lizza, ha la sua idea.
Enzo Iervolino
Enzo Iervolino, per esempio, che il Centro Liguori fece nascere sotto la sua amministrazione (1997- 2007), commenta: «Non vorrei sparare sulla Croce Rossa ma è dal 2007 che chi ha governato non ha fatto altro che distruggere, smantellare. Tutto va ripensato, ricollocato, con una struttura adeguata ad ospitare tutte le attività sociali e non è detto che il Centro Liguori non possa tornare ad essere fucina di attività così come lo abbiamo lasciato. Per il momento, se dobbiamo pensare ad una soluzione, l’unico edificio che abbia un accesso per disabili è la struttura di via Primicerio che fino a poco tempo fa ospitava polizia locale e uffici urbanistica».
Carmine Pone
Di diverso avviso è il candidato sindaco Carmine Pone (sindaco dal 2007 al 2009): «La soluzione c’era e stavano per adottarla, hanno anche sondato il mercato, tant’è che nella delibera commissariale risulta la disponibilità di alcune aule nell’istituto proprietà dei Padri Domenicani a Madonna dell’Arco, ma si è preferita la soluzione più economica finendo per sottrarre spazi alle associazioni. Non discuto né l’economicità, né l’emergenza che è reale, ma si poteva pensare ad affittare per esempio due aule invece di quattro, contenendo i costi senza dover penalizzare nessuno. Il futuro? Ci si dovrà far carico di un adeguato spazio fisico per ospitare le attività sociali ma nel frattempo, una buona soluzione a medio termine sarebbe quella di ospitare le associazioni nel Centro Anziani di via IV Novembre».
Carmine Esposito
Il candidato sindaco Carmine Esposito (già sindaco dal 2010 al 2013) d’altro canto, concorda con uno dei suoi predecessori sulla soluzione definitiva circa la destinazione delle associazioni che operano con disabili, minori a rischio ed altre fasce deboli: «Non vorrei rivangare il passato ma negli ultimi anni è stato un gioco allo sfascio con il patrimonio comunale, basti pensare al plesso Sodani, al mattatoio comunale, all’edificio di via Primicerio, il risultato è che ora ci si trova, in piena emergenza Covid, a dover urgentemente reperire una destinazione dignitosa non solo per l’Unione Ciechi ma anche per la Mir e altre associazioni. Ritengo che la soluzione migliore sia via Primicerio, con adeguati interventi sulla struttura. Sul resto del patrimonio, laddove toccasse a noi il governo della città, andranno fatte verifiche: penso per esempio all’incubatore d’impresa che ospita al momento un’attività che nulla sta dando al territorio o alla biblioteca alla quale va data una dignità e una connotazione adeguata, un paese civile non è tale senza una biblioteca».
Rosalba Punzo
Per la candidata sindaco Rosalba Punzo, già presidente del consiglio comunale che ha già inserito nel programma la volontà di non percepire alcuno stipendio se dovesse andare a ricoprire la carica di sindaco, la situazione va studiata nel dettaglio, ottimizzando la resa del patrimonio degli immobili comunali. «L’emergenza va gestita qui e ora, dunque si dovrà risolvere mettendo a disposizione, anche in parte, locali comunali, toccherà poi al prossimo sindaco, da qui a poco più di un mese, preoccuparsi di adibire un adeguato luogo fisico di aggregazione e, se dovessi essere io, sarà di sicuro una priorità».                

Pomigliano d’Arco, la vittoria di Serena: salva grazie a un donatore

A Pomigliano d’Arco, e non solo, c’è aria di festa per la piccola Serena. La giovane guerriera ha vinto la sua battaglia grazie all’aiuto di un donatore. Toccante l’annuncio del padre che con una lettera dalle note intime ringrazia il suo eroe. La storia della piccola guerriera di Pomigliano d’Arco, Serena Piccolo, ha commosso tutti da quando lo scorso novembre 2019 ha iniziato il suo lungo e faticoso percorso. Un viaggio alla ricerca di una cura che potesse salvare la giovane ragazza e che si sarebbe concluso solo grazie alla donazione del midollo. Un percorso sofferto, per niente facile: tante le iniziative di solidarietà e sensibilizzazione; la tipizzazione midollare era il primo step per arrivare alla salvezza. Sgomento, paura, apprensione per Serena e per le sue sorti, ma la famiglia non si è mai fermata, sempre al suo fianco, pronta a darle sostegno e fiducia. Alla fine del tunnel, la luce. Dopo circa nove mesi dalla scoperta della malattia, con grande gioia arriva l’annuncio del padre, Carmine Piccolo: “Silenziosamente, in punta di piedi, ma poi sempre più spavaldamente e prepotentemente, si faceva avanti un ragazzone tedesco di 25 anni e 83 kg di peso, che con una poderosa spallata ci ha relegati in panchina mentre lui indossava la maglia titolare da centravanti di sfondamento”. Prima un malore, poi il ricovero: Aplasia Midollare, questo il nome del mostro contro cui ha combattuto la giovane guerriera. Occhi grandi, profondi e pieni di speranza, un sorriso luminoso nonostante la grande sofferenza. Con queste armi e tanto coraggio Serena ha vinto la sua battaglia. Una paladina che ha finalmente trovato il suo eroe: “Quando tutto sembrava perso è arrivato questo “angelo” che non ha esitato ad acconsentire a tutte le richieste dei medici, anche le più fastidiose, come quella di donare facendo i prelievi dalle ossa del bacino in sala operatoria, piuttosto che farlo comodamente in poltrona da sangue periferico” aggiunge il padre di Serena. Una commovente lettera di gratitudine di Carmine Piccolo, condivisa tramite la forza dei social, affinché le sue parole d’amore possano giungere al giovane che ha messo in salvo la figlia. “Non posso non rivolgere ancora una volta un pensiero a te, giovane eroe, e ti dico che da oggi, anche se non ti conosco e probabilmente non verrò mai accontentato, sarai il mio migliore amico, il fratello che Serena non ha, la persona che grazie a questo esempio di altruismo le ha ridato una speranza di vita normale, sei la persona che guarderei con occhi colmi di commozione, ammirazione e gratitudine, sei la prova che questo mondo può migliorare, può salvarsi, sei l’angelo salvatore di Serena e di certo non ho la presunzione di pensare che con queste poche e confuse parole sia riuscito ad esprimerti tutta la mia riconoscenza, caro mio bel giovanotto tedesco”. La lotta di Serena, il suo coraggio, il suo sorriso, la forza con cui ha saputo affrontare questo lungo percorso, così impervio e sofferto, varranno per tutti come quella storia da raccontare e da considerare come esempio per aiutare quanti, proprio come lei, vivono nella speranza di trovare quel giusto donatore che possa finalmente schiarire le proprie giornate. “Tipizzatevi, avrete così posato il primo mattone per arrivare un domani a donare, regalare e regalarsi delle emozioni inimmaginabili”, chiude il padre della giovane con il cuore colmo di gioia e di fiducia nel domani.

Sant’Anastasia, Iervolino all’attacco: “Con me tanti giovani per voltare pagina”

  Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del candidato sindaco Iervolino. Giovedì 27 la presentazione delle liste e del progetto politico “Città in Salute” Un evento pubblico per presentare i candidati e il progetto politico per una nuova stagione per Sant’Anastasia. Giovedì 27 agosto, alle ore 19.00, presso il London Park di via Libero Grassi, il candidato sindaco Vincenzo Iervolino presenterà alla città “Sant’Anastasia 2020-2025. Una Città in Salute”. “Una proposta politica – sono le parole del medico candidato alla fascia tricolore – di ampio respiro che abbraccia non solo la salute fisica e del corpo, ma dell’intera comunità, come l’ambiente che ci circonda, le strade che viviamo, le nostre relazioni. Il titolo del progetto fa esplicito riferimento al quinquennio che abbiamo davanti. Gli ultimi 13 anni nella nostra cittadina sono stati caratterizzati da una forte discontinuità amministrativa che non ha consentito di programmare e realizzare nulla. La nostra proposta – continua Iervolino – abbraccia tutti i cinque anni che abbiamo davanti”. Nel corso della serata saranno presentati anche i 64 candidati al Consiglio Comunale, 16 per ognuna delle quattro liste della coalizione (Partito Democratico, Una Città in Salute, Partito Socialista Italiano e Progetto per Sant’Anastasia). “Il nostro è un progetto radicato nei valori del centrosinistra cittadino – precisa Iervolino – unico, chiaro e preciso dinanzi a un moltiplicarsi di liste civiche che vanno in ordine sparso. Siamo gli unici con un’identità chiara e riferimenti precisi. La squadra che caratterizza la nostra coalizione è ampia, coesa e motivata. Con noi inoltre tantissimi giovani che hanno a cuore il futuro del nostro paese e con i quali costruire una nuova stagione politica per Sant’Anastasia”.

Pomigliano, Rinascita: “L’amministrazione di centrodestra sta violando la legge sulle affissioni elettorali”

Riceviamo e pubblichiamo. «Il Comune è inadempiente nell’assegnazione degli spazi per la propaganda elettorale prevista dalla legge. Allo stesso tempo però, i candidati vicini all’amministrazione uscente hanno tappezzato la città di manifesti elettorali». Parole dei rappresentanti di Rinascita, lista di sinistra della coalizione capeggiata dal candidato sindaco Gianluca Del Mastro. «Oggi, 25 agosto, – continuano i portavoce di Rinascita – abbiamo deciso di inviare una diffida al sindaco di Pomigliano Lello Russo, candidato con una sua lista omonima alle prossime amministrative, e al Prefetto della Provincia di Napoli per sottolineare questa gravissima mancanza». Il testo della diffida cita testualmente la legge 04/04/1956 n. 212, che all’art. 2 spiega che: «In ogni comune la giunta municipale, tra il 33° e il 30° giorno precedente quello fissato per le elezioni è tenuta a stabilire in ogni centro abitato, con popolazione residente superiore a 150 abitanti, speciali spazi da destinare, a mezzo di distinti tabelloni o riquadri, esclusivamente all’affissione dei manifesti, avendo cura di sceglierli nelle località più frequentate ed in equa proporzione per tutto l’abitato». «Alla data odierna, – si legge al termine della diffida – la giunta municipale non ha ancora individuato gli spazi né installati gli appositi tabelloni da destinare esclusivamente all’affissione di propaganda elettorale. Tale circostanza danneggia, oltremodo, l’interesse ed il diritto della lista presentata dai sottoscritti alla corretta e democratica competizione elettorale. A ciò si aggiunga che diversi candidati, tra cui non mancano amministratori in carica, affiggono la loro propaganda elettorale impropriamente sugli spazi destinati alle pubbliche affissioni». «Vogliamo che la competizione elettorale sia quanto più è possibile democratica, equa e trasparente – sottolinea Rinascita – ma questa amministrazione continua a sentirsi padrone della città con l’atteggiamento di strafottenza che l’ha sempre contraddistinta». Rinascita è un laboratorio civico che ha messo insieme le diverse anime di sinistra presenti in città. Per questa tornata elettorale ha deciso di affidarsi ad un gruppo di giovanissimi, quasi tutti nati dopo il 1990, affiancati da alcuni rappresentanti con più esperienza, per riportare la cultura della sinistra in Consiglio Comunale.

Somma Vesuviana, nuovi casi di Covid: ulteriore appello del primo cittadino

Riceviamo e pubblichiamo dall’amministrazione di Somma Vesuviana. Le dichiarazioni del sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, in merito all’emergenza Covid. “Ben 28 persone in isolamento ufficiale ed altre 4 persone positive al Coronavirus. Fino a qualche giorno fa avevamo un solo caso. Sugli altri tre però attendo ulteriore conferma ufficiale. Il sindaco è giusto che comunichi ma che lo faccia su dati ufficiali. Dunque a breve forniremo ulteriori aggiornamenti sulla situazione di Somma Vesuviana. Per i nuovi positivi si tratterebbe di casi di rientro dalle zone maggiormente colpite. Ricordo che tutti coloro i quali rientrano dai Paesi stranieri e dal Nord Italia devono, ribadisco, devono darne notizia alle autorità sanitarie territoriali”. “Si continuano a vedere persone in assembramento senza mascherina all’aria aperta. Dalle ore 18 la mascherina va sempre indossata anche all’aria aperta quando si è in piazze e slarghi e soprattutto quando il distanziamento non è garantito. Negli ambienti chiusi, in tutti gli ambienti chiusi, la mascherina è sempre obbligatoria. Inoltre la mascherina anche all’aria aperta va sempre indossata, senza differenza di orario, tutte le volte in cui non c’è distanziamento. Si può parlare con amici a distanza ravvicinata senza la mascherina? NO! A voi ragazzi chiedo di prestare attenzione alle regole, di rispettarle, per tutelare voi, i vostri genitori, parenti e nonni. Stiamo seguendo l’evolversi dell’emergenza sanitaria secondo per secondo e forniremo notizie alla stampa ed alla città solo dinanzi all’ufficialità”.

Marigliano, presidio in piazza Municipio a sostegno del lavoro e della dignità

In mattinata il Partito della Rifondazione Comunista di Marigliano, insieme ai SI COBAS di Napoli e Caserta, ha organizzato un presidio che ha fatto sentire la propria voce sotto alle finestre della casa comunale. Si era in piazza per manifestare ancora una volta il sostegno a Sebastiano Piccolo e ai suoi colleghi, nel complesso gli otto ex lavoratori di Ambiente SpA licenziati quattro anni fa dall’azienda di San Vitaliano. Il gruppo aveva chiesto un incontro al commissario prefettizio attualmente alla guida della città, il viceprefetto Roberto Esposito, il quale aveva accordato la propria disponibilità per un colloquio già nel tardo pomeriggio di ieri: tuttavia i manifestanti hanno preteso che l’incontro avvenisse nel corso del presidio ma pare che in mattinata il commissario non si trovasse a Marigliano. Per il momento, dunque, è saltato il confronto dalle parti. Sebastiano Piccolo, da quattro anni senza lavoro ma con una famiglia da mantenere (una moglie disoccupata e due figli piccoli), ormai da tempo chiede a gran voce un aiuto alle istituzioni locali e si domanda come mai il suo profilo professionale – corrispondente per esperienza, know how e necessità di reddito – non sia stato preso in considerazione nell’atto di assumere ulteriori 19 lavoratori per la ditta che si occupa dell’igiene urbana in città. Assunzioni che, non a caso, hanno fatto molto discutere anche nei mesi scorsi, quando l’ex sindaco Carpino rispose piccato agli attacchi dell’opposizione. Sono dure anche le parole di Paolo Esposito Mocerino del Partito della Rifondazione Comunista, candidato per l’attuale tornata elettorale nella lista Oxigeno, a sostegno di Saverio Lo Sapio: “Stamattina siamo stati in piazza a Marigliano per chiedere lavoro e dignità per Sebastiano, che è stato fatto fuori perché si era opposto a dei ricatti che gli erano stati imposti e si è rivolto per anni ai politici e agli imprenditori locali per chiedere aiuto. Nonostante l’esperienza pluriennale di Sebastiano nelle aziende di nettezza urbana, egli non è stato coinvolto nelle nuove 19 assunzioni per la nettezza urbana di Marigliano e ancora oggi Sebastiano non riesce a ottenere una risposta dalle forze politiche del territorio”. “A questo punto – prosegue il docente – noi chiediamo chiarezza e trasparenza: vorremmo verificare gli atti per capire come sono avvenute le assunzioni. L’attuale commissario prefettizio è viceprefetto, per cui egli sarà anche uno dei responsabili di questa commissione d’accesso che dovrà indagare sui documenti e riguardo a ciò che è avvenuto sul territorio”. Ad ogni modo Sebastiano è un dipendente licenziato da un privato: non è il primo e purtroppo non sarà l’ultimo, ma la dignità che lui chiede con insistenza alla politica è la stessa che tante altre persone meritano. La soluzione a un problema collettivo, quindi, non può essere individuale. Tuttavia è indubbio che la battaglia di Sebastiano contribuisca a tenere viva l’attenzione sul tema, che però va affrontato nel complesso delle sue criticità: flessibilità del mondo del lavoro, misure assistenzialiste, welfare, politica clientelare, rapporto tra pubblico e privato e tanto altro.

Ventenne arrestato dalla Polizia nel casertano. Minacciava la fidanzata: “Soldi o pubblico i tuoi video”

Si è fatto dare più volte i soldi dalla sua fidanzata con la minaccia di pubblicare sui social le foto e video che la ritraevano in atteggiamento “intimo”. È questa l’accusa a carico di un 20enne del Casertano, arrestato dalla Polizia di Stato e finito agli arresti domiciliari su disposizione della Procura di Santa Maria Capua Vetere e del Gip del locale tribunale, che ha convalidato il fermo. L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa, quando il 20enne ha preteso nuovamente i soldi dalla ragazza, anch’essa molto giovane, reiterando la minaccia di rendere pubbliche le immagini che la riguardavano, e dandole un appuntamento. A quel punto l’adolescente, stanca di pagare e di vivere in un incubo, si è presentata alla Questura di Caserta denunciando gli episodi estorsivi di cui è rimasta vittima negli scorsi mesi, e preannunciando di dover incontrare il giovane aguzzino; l’incontro alla fine c’è stato, ma sotto stretta osservazione dei poliziotti, che hanno arrestato in flagranza il 20enne. È stato così arrestato per tentativo di estorsione e denunciato per numerosi altri episodi estorsivi. (foto ANSA Campania)

Covid, il direttore generale dell’ospedale di Napoli: “Non venite al Cotugno se non avete sintomi”

”Penso che terminata la fase dei rientri dalle vacanze torneremo a una fase di ordinarietà in Campania per quanto riguarda i contagi. Questa settimana e la prossima sono pertanto cruciali per capire l’evoluzione del processo ma sono ottimista perché come Regione stiamo facendo un’opera eccezionale di tracciamento e di circoscrizione dei soggetti positivi e dei loro congiunti”. Così all’ANSA il direttore generale dell’Azienda dei Colli, Maurizio Di Mauro, da cui dipende l’ospedale Cotugno. È proprio lui a lanciare un appello diretto a chi rientra a non recarsi al Cotugno per effettuare il tampone e a seguire le procedure: ”Chi torna e non ha alcun sintomo non deve assolutamente venire qui per fare il tampone ma deve andare a casa e contattare la propria Asl che nel giro di 24-48 ore effettuerà il tampone”. Due i motivi evidenziati da Di Mauro per cui non bisogna recarsi al Cotugno dove ieri si sono registrare oltre 150 persone in fila e stamattina già si vede qualcuno. ”Venendo qui, inevitabilmente si creano assembramenti che possono essere pericolosi perché se in fila ci sono positivi possono trasmettere il virus e poi – ha aggiunto – così siamo costretti a distrarre personale, già stanco perché in questi mesi non si è fermato mai, per assolvere a un compito che non è degli ospedali e inoltre così si mette in discussione la tracciabilità del processo”. Di Mauro ha rimarcato che devono ”correre al Cotugno solo le persone che rientrano già con sintomi quali febbre, tosse, senso di oppressione e difficoltà respiratorie. A loro offriremo tutta la nostra disponibilità e competenza”. Nell’ospedale napoletano ad oggi sono 12 i ricoveri in terapia sub intensiva (su una disponibilità di 8 posti letto) e 2 i pazienti in terapia intensiva di cui uno intubato. (foto ANSA Campania)