Pomigliano d’Arco, la vittoria di Serena: salva grazie a un donatore

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Giovane di Pomigliano d'Arco
Serena, la giovane di Pomigliano d'Arco vince la sua battaglia.

A Pomigliano d’Arco, e non solo, c’è aria di festa per la piccola Serena. La giovane guerriera ha vinto la sua battaglia grazie all’aiuto di un donatore. Toccante l’annuncio del padre che con una lettera dalle note intime ringrazia il suo eroe.

La storia della piccola guerriera di Pomigliano d’Arco, Serena Piccolo, ha commosso tutti da quando lo scorso novembre 2019 ha iniziato il suo lungo e faticoso percorso. Un viaggio alla ricerca di una cura che potesse salvare la giovane ragazza e che si sarebbe concluso solo grazie alla donazione del midollo. Un percorso sofferto, per niente facile: tante le iniziative di solidarietà e sensibilizzazione; la tipizzazione midollare era il primo step per arrivare alla salvezza.

Sgomento, paura, apprensione per Serena e per le sue sorti, ma la famiglia non si è mai fermata, sempre al suo fianco, pronta a darle sostegno e fiducia. Alla fine del tunnel, la luce. Dopo circa nove mesi dalla scoperta della malattia, con grande gioia arriva l’annuncio del padre, Carmine Piccolo: “Silenziosamente, in punta di piedi, ma poi sempre più spavaldamente e prepotentemente, si faceva avanti un ragazzone tedesco di 25 anni e 83 kg di peso, che con una poderosa spallata ci ha relegati in panchina mentre lui indossava la maglia titolare da centravanti di sfondamento”.

Prima un malore, poi il ricovero: Aplasia Midollare, questo il nome del mostro contro cui ha combattuto la giovane guerriera. Occhi grandi, profondi e pieni di speranza, un sorriso luminoso nonostante la grande sofferenza. Con queste armi e tanto coraggio Serena ha vinto la sua battaglia. Una paladina che ha finalmente trovato il suo eroe: “Quando tutto sembrava perso è arrivato questo “angelo” che non ha esitato ad acconsentire a tutte le richieste dei medici, anche le più fastidiose, come quella di donare facendo i prelievi dalle ossa del bacino in sala operatoria, piuttosto che farlo comodamente in poltrona da sangue periferico” aggiunge il padre di Serena.

Una commovente lettera di gratitudine di Carmine Piccolo, condivisa tramite la forza dei social, affinché le sue parole d’amore possano giungere al giovane che ha messo in salvo la figlia. “Non posso non rivolgere ancora una volta un pensiero a te, giovane eroe, e ti dico che da oggi, anche se non ti conosco e probabilmente non verrò mai accontentato, sarai il mio migliore amico, il fratello che Serena non ha, la persona che grazie a questo esempio di altruismo le ha ridato una speranza di vita normale, sei la persona che guarderei con occhi colmi di commozione, ammirazione e gratitudine, sei la prova che questo mondo può migliorare, può salvarsi, sei l’angelo salvatore di Serena e di certo non ho la presunzione di pensare che con queste poche e confuse parole sia riuscito ad esprimerti tutta la mia riconoscenza, caro mio bel giovanotto tedesco”.

La lotta di Serena, il suo coraggio, il suo sorriso, la forza con cui ha saputo affrontare questo lungo percorso, così impervio e sofferto, varranno per tutti come quella storia da raccontare e da considerare come esempio per aiutare quanti, proprio come lei, vivono nella speranza di trovare quel giusto donatore che possa finalmente schiarire le proprie giornate. “Tipizzatevi, avrete così posato il primo mattone per arrivare un domani a donare, regalare e regalarsi delle emozioni inimmaginabili”, chiude il padre della giovane con il cuore colmo di gioia e di fiducia nel domani.