Giancarlo Bigazzi: il genio della canzone

Nato a Firenze il 5 settembre del 1940, come non ricordare il geniale autore, compositore e produttore nell’ottantesimo anniversario della sua nascita. Dal 1966 al 2012, anno della sua scomparsa, in quasi cinquant’anni segnati da grandi cambiamenti della nostra società, Giancarlo Bigazzi ha saputo raccontare in musica le emozioni del nostro Paese, creando alcune delle pagine più belle e indicative del costume e della cultura popolare, non di certo figlia di un dio minore, vissuta e abilmente sintetizzata in parole e musica. Toscanaccio e geniaccio della canzone, autoironico e sornione, schivo e burbero quanto si vuole, ma vero, antidivo, libero e senza filtri, dotato di un’umanità e di una generosità al di fuori del comune. La peculiarità delle sue creazioni musicali che maggiormente colpisce è la capacità di comporre innumerevoli brani di grande successo, in momenti così diversi e distanti nel tempo, per artisti altrettanto eterogenei. Sicuramente in questo risiedono la sua grandezza e la sua genialità. L’altro elemento (non meno importante), che ha dato il valido contribuito alla nascita delle fortunate creature del Maestro, è la gestione della mitica Factory di Settignano della Cingallegra, sulle colline di Firenze. Fucina di creazioni, talenti e successi che hanno segnato la storia della musica (cosiddetta leggera) italiana. E se è vero che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, come non sottolineare il ruolo di sua moglie Gianna Albini Bigazzi la quale ha saputo abilmente creare i presupposti di un ambiente familiare foriero d’ispirazione, accogliendo, coccolando, mettendo a proprio agio i tanti artisti e addetti ai lavori che hanno da sempre popolato la loro casa. Gianna è senza dubbio colei che ha saputo supportare con spirito di abnegazione il suo amato e stimato compagno di vita, incidendo al meglio, nella giusta misura, sulla nascita di questi grandi successi, molti dei quali (è importante rilevarlo) hanno fatto la fortuna di numerosi artisti alla loro primissima esperienza professionale. Tra le altre cose, Gianna è stata anche coautrice di molte creazioni e una su tutte citiamo la bellissima Cosa resterà degli anni ottanta. Bigazzi ha venduto oltre duecento milioni di dischi in tutto il mondo e scritto oltre mille e cinquecento canzoni. Per ovvi motivi di spazio possiamo ricordare solo le più famose e con esse i loro interpreti: Luglio (Riccardo Del Turco), Il carnevale, Meglio morire che perdere te (Caterina Caselli), Cosa hai messo nel caffè (Riccardo Del Turco, Antoine), Rose rosse, Vent’anni, Se bruciasse la città, Erba di casa mia (Massimo Ranieri), Lisa dagli occhi blu (Mario Tessuto), Eternità (Ornella Vanoni, I Camaleonti), Lady Barbara (Renato Dei Profeti), Montagne verdi, Sole che nasce sole che muore, Io domani, Nessuno mai (Marcella Bella), Dirtelo non dirtelo (Loretta Goggi), Non si può morire dentro, Io canto e tu, Toc toc, Dolce uragano, Questo amore non si tocca (Gianni Bella), Miele (Il Giardino dei Semplici), Donna amante mia, Io camminerò, Ti amo, Tu, Gloria, Qualcosa qualcuno, Stella stai, Notte rosa, Eva, Nell’aria c’è, Gente di mare, Gli altri siamo noi (Umberto Tozzi), Non succederà più (Claudia Mori), Self control, Cosa resterà degli anni ottanta, Ti pretendo (Raf), Si può dare di più (Tozzi, Ruggeri, Morandi), Disperato, Ci vorrebbe il mare, Perché lo fai, Cenerentola innamorata, Malinconoia, Ti vorrei, Bella stronza, Vaffanculo (Marco Masini), Gli uomini non cambiano, Lacrime, Rapsodia, Versilia, Fammi sentire bella (Mia Martini), Non amarmi (Aleandro Baldi, Francesca Alotta), Brutta (Alessandro Canino), Passerà, Soli al bar (Aleandro Baldi), Cirano (Francesco Guccini), Un colpo al cuore, Il pazzo (Mina), Mia sorella (Povia), …E mi alzo sui pedali (Stadio), Pensa (Fabrizio Moro), Un’apertura d’ali (Renato Zero). Senza contare i numerosi successi da hit parade dei goliardici Squallor di cui Bigazzi è fondatore con Totò Savio, Daniele Pace e Alfredo Cerruti e le colonne sonore dei film Mary per sempre e Ragazzi fuori di Marco Risi e di Mediterraneo di Gabriele Salvatores, quest’ultima insignita del prestigioso premio Oscar. Caro Maestro Bigazzi, hai sempre sostenuto che le canzoni fossero come farfalle che a volte prendono il volo e allora non sai fin dove possono viaggiare e andare a posarsi. Grazie infinite per avercele donate.

Poggiomarino e San Giuseppe Vesuviano: reati ambientali, stretta dei Carabinieri

Carabinieri e contrasto ai reati ambientali in un servizio disposto dal Comando Provinciale di Napoli. A finire nella lente dei controlli l’area sud della provincia napoletana. I militari della Compagnia di Torre Annunziata hanno denunciato per sversamento illecito di rifiuti due persone, un 45enne e un 32enne già noti alle ffoo. Sono stati sorpresi in un noccioleto di Via Pasquale Giulio Annunziata a Poggiomarino mentre scaricavano da un furgone mezza tonnellata circa di rifiuti speciali: batterie per auto, pezzi di ricambio di auto, fusti di olio motore, pneumatici, elettrodomestici. Abbandonati sul terreno avrebbero col tempo inquinato la falda acquifera e reso potenzialmente pericolose le coltivazioni. Scenario simile a San Giuseppe Vesuviano dove i carabinieri hanno beccato, in Via Vasca al Pianillo, un 52enne di origini jugoslave già noto alle ffoo mentre trasportava rottami di ogni genere senza autorizzazione.  Il furgone che guidava – così come i circa 300 chili di rifiuti trasportati –  è stato sequestrato e l’uomo denunciato. I controlli continueranno senza sosta anche nei prossimi giorni.

Marigliano, Peppe Jossa: “Persone fragili al primo posto in una città a misura d’uomo”

Riceviamo e pubblichiamo da Peppe Jossa, candidato sindaco a Marigliano per la coalizione composta da Pd, Azzurra Libertà, Impegno Civico, La Città che Vogliamo, Città in Movimento.

Al primo posto della nostra azione amministrativa ci saranno le persone che vivono delle fragilità, delle debolezze. Occorre consentire a tutti di abitare in una città migliore, nessuno deve sentirsi lasciato indietro. Interverremo in maniera complessiva per rendere più facile la quotidianità dei nostri concittadini, già costretti a fare i conti con situazioni di difficoltà: ci attiveremo, ad esempio, sui tributi, sui servizi scolastici, sulle politiche di inclusione e su quelle sanitarie”. È quanto afferma Peppe Jossa, candidato sindaco a Marigliano per la coalizione composta da Pd, Azzurra Libertà, La Città che Vogliamo, Impegno Civico e la Città in Movimento.

“Un forum permanente misurerà la corrispondenza tra le esigenze dei cittadini e le azioni messe in campo dall’amministrazione. Questo varrà per le politiche sociali ma anche per altre attività che riguardano l’ambiente, i servizi, il lavoro, la cultura e le altre tematiche che toccano da vicino la vita della nostra comunità”.

Jossa ha dato appuntamento domani alla cittadinanza, per un confronto sulle idee e le proposte per la città: a partire dalle ore 10.00 gazebo allestiti in piazza Municipio e nello slargo antistante la Scuola “Elia Aliperti” di Lausdomini.

Regionali, Iovino (Italia Viva): “Il rilancio delle imprese attraverso la Blue Economy”

Riceviamo e pubblichiamo da Francesco Iovino, candidato al Consiglio Regionale e iscritto nelle liste di Italia Viva a sostegno del governatore Vincenzo De Luca. Valorizzare le eccellenze del territorio e promuovere progetti che abbiano come parola d’ordine la Blue Economy. È una delle idee che sta portando avanti il candidato al consiglio regionale nella lista Italia Viva, Francesco Iovino. Già vicesindaco della Città Metropolitana, Iovino lancia una proposta per il rilancio delle imprese facendo riferimento a un tipo di economia che potrebbe rivoluzionare il mondo delle imprese. «Il nostro è un territorio pieno di risorse – dice il giovane candidato in campo con Italia Viva a sostegno del presidente Vincenzo De Luca – e mettere in campo una rete di progettualità che parta dalla costituzione di un Consorzio dei Mari in primis, come apri pista, alla filiera pesca valorizzando poi i poeti e tutti i settori che girano intorno». Francesco Iovino punta poi a valorizzare il territorio con investimenti destinati a creare più parchi attrezzati e aeree per i bambini e famiglie. «In tutta la Regione Campania ci sono luoghi meravigliosi, poco conosciuti perché non attrezzati e questi possono diventare attrazione turistica e copertina di torna conto per una terra che può tanto offrire ma alla quale spesso non vengono dati strumenti e mezzi. Progetti piccoli ma efficaci, realizzabili partendo dalla rete tra comuni, e che non rappresentano promesse del momento. La mia è sempre stata una politica del fare ascoltando le esigenze dei cittadini».

Gigli di Nola, Lucigrafie: martedì la proiezione del docufilm che racconta la Festa sospesa

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del piano di salvaguardia e promozione della Festa dei Gigli portato avanti dalla Rete delle Grandi Macchine a Spalla.
“La Festa sospesa” diventa un docufilm. Immagini poetiche immortalate dal regista musicologo Francesco de Melis pronte a raccontare uno degli eventi più belli riconosciuti patrimonio immateriale dell’umanità: la Festa dei Gigli di Nola. Si chiama “Lucigrafie” il titolo del film sperimentale che coinvolge le città della Rete delle Grandi Macchine a Spalla e che martedì 8 settembre sarà proiettato sulla facciata del comune di Nola a partire dalle 21. Quattro le tappe previste, tra cui Nola appunto, per un evento itinerante di grande suggestione. Ad inaugurare la quattro giorni è stata Viterbo lo scorso 3 settembre, seguirà Nola l’8, Sassari il 12 e Palmi il 18. Nato da un’idea di Patrizia Nardi, responsabile tecnico-scientifico della Rete, l’evento è stato modulato su un progetto dell’Istituto Nazionale per il Patrimonio Immateriale insieme all’ufficio patrimonio Unesco del Mibact. “Un grande momento di condivisione con le città gemellate che di certo non sostituisce l’assenza di quest’anno ma che ci induce ad una riflessione comune – spiega l’assessore ai beni culturali Ferdinando Giampietro – Pensiamo ad un nuovo percorso di valorizzazione e promozione della nostra amata festa che metta in luce prima la storia e poi il folklore della kermesse, inteso non come semplice esibizione degli obelischi ma recuperando le tradizioni, a cominciare dagli antichi mestieri, veicolo identitario dell’evento in onore di San Paolino. Un percorso che ci auguriamo di intraprendere già nelle prossime settimane coinvolgendo non solo le maestranze interessate ma anche i giovani e le scuole”. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina istituzionale Facebook del Comune di Nola così da garantire la massima diffusione e partecipazione dei cittadini. “Un importante tassello di promozione che si inserisce nell’ambito delle azioni di salvaguardia e tutela del riconoscimento Unesco – aggiunge il sindaco Gaetano Minieri – Con entusiasmo abbiamo dunque accolto l’idea progettuale della dottoressa Nardi che dà continuità al programma di condivisione portato avanti dalla Rete e che offre nuovi spunti di riflessione e di programmazione futura. Siamo in un momento particolare e proprio per assicurare la massima diffusione dell’evento – continua Minieri – l’iniziativa sarà trasmessa sui social attraverso la pagina Facebook del comune di Nola. Mi appello dunque al senso di responsabilità dei cittadini a cui raccomando di evitare assembramenti in piazza e di assistere allo spettacolo via social. Sono certo che le emozioni non perderanno di intensità”.

“Pasta alla lardiata in bianco”: l’elogio della “lentezza” e la riabilitazione dei “grassi incolpevoli”

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Michele Masneri parla della “congiura” degli industriali dello zucchero contro i “grassi”, accusati di danneggiare cuore e arterie. Il lardo è “simbolo” di quella sazia lentezza di cui oggi sentiamo tutti il bisogno. Il ruolo degli “ziti” nella filosofia dei maccheroni: la metafora dannunziana del verbo “masticare”. La poesia di Viviani “Faciteme magnà’”.   Ingredienti: 400 gr  di mezzanelli, maccaroncelli o ziti; 140 gr. di lardo di pancia di maiale o di colonnata,1 cipolla o 1 spicchio d’aglio, peperoncino o pepe,sugna oppure olio extra vergine d’oliva, mezzo bicchiere di vino bianco secco,parmigiano e pecorino romano grattugiati, basilico fresco, sale q.b. Tagliare il lardo a pezzetti e poi batterlo a coltello facendolo diventare una cremina; far soffriggere leggermente e delicatamente la cipolla in pochissima sugna, oppure in  olio extravergine, e poi aggiungere il lardo e  farlo sciogliere bene e delicatamente a fiamma dolce: altrimenti si secca e si indurisce. Poi aggiungere il  vino bianco per deglassare il fondo della padella, e far evaporare completamente. Aggiungere peperoncino o pepe. Scolare la pasta bene al dente e saltarla in padella, aggiungendo anche un po’ di acqua di cottura per far legare il tutto. Servire il piatto con una bella manciata di pecorino romano, o misto parmigiano, o grana e pecorino, e  con basilico ( dal sito: La  Cucina di Napoli).   La ricetta mi è stata suggerita da un articolo di Pierluigi Battista (Sette. Corriere.it del 28/8) e da quello che egli scrive su Michele Masneri. Il quale racconta, nel libro “Steve Jobs non abita più qui” che la guerra contro i “grassi”, con tutto il corteo di “astinenze crudeli e diete feroci”, è stata una manipolazione degli industriali dello zucchero che “avrebbero pagato vari scienziati per occultare l’effetto del glucosio sul cuore e arterie (e pance), spostando invece l’attenzione sugli incolpevoli grassi, espulsi da ogni dieta per cinquant’anni”. “Da questo mondo non se ne ave altro, se non quanto nei tiri con i denti.”. Lo dice il “parassita” della commedia di G.B. Della Porta, “La Tabernaria”. E questo “parassita” si chiama Lardone, perché da sempre il “lardo” è il simbolo letterario di un’abbondanza che provoca non preoccupazioni e tensioni, ma solo il piacere della sazietà. “Tene ‘o llardo” dicevano i Vesuviani di quei contadini che avevano il forno per il pane, il pozzo per l’acqua, la stalla per cavalli e asini, e allevavano maiali e polli. Il lardo, lo diceva anche Niccolò Tommaseo, si mangia lentamente, anche se è ridotto a “cremina”, perché ogni stilla   porta dentro di sé una lunga storia. Il lardo potrebbe essere il simbolo di quella “lentezza”, di cui tutti noi oggi sentiamo il bisogno. La poesia dei maccheroni di grosso calibro – gli ziti e i maccaroncelli-  sa di misticismo. Prima di tutto, i maccheroni vanno  masticati. Consapevolmente. Artisticamente. E masticare è un verbo che da solo macina simboli e richiami. Masticare forse viene dal greco mastòs, la mammella, il latte, il cibo primigenio, il ritorno all’infanzia, il piacere archetipo dell’eros del cibo. L’uomo che mastica si oppone all’uomo che divora, perché anche se sminuzza le cose, sa che non può trarne fuori tutti i segreti: le cose, pur sminuzzate, sono più forti di lui, e lui si arrende al mistero, o si accontenta di sollevare solo il primo velo. Il masticatore assapora il piacere del tempo lento, che è negato al divoratore. In Notturno D’ Annunzio scrive: Usciamo. Mastichiamo la nebbia. La città è piena di fantasmi. Gli occhi ammalati del poeta affidano alla bocca il compito di provare e di capire la vanità, vera  e simbolica, delle cose. Si mastica e ciò favorisce la meditazione: anche quando i maccheroni vengono infilzati a due o a tre, conservano integra la loro identità: così non c’è folla , a Napoli, che non risulti, a guardarla bene, una schiera di ben distinti individui. Ogni maccherone ha il suo proprio carattere, fatto di consistenza, lunghezza, colore e permeabilità al sugo: perciò i maccheroni vanno mangiati uno alla volta, o, tutt’al più, a coppie. Il vero mangiatore di ziti sta a schiena diritta, osserva i  maccheroni infilzati, medita sulla sacralità dei gesti: non si chiacchiera, intorno ai maccheroni,  si parla con gli occhi. Sono improvvise ventate di silenzio: il silenzio è necessario, perché la mano non si distragga, e perché i denti e la lingua  trasmettano a tutti i nervi e a tutte le fibre la percezione assoluta e definitiva dell’istante in cui il corpo del  maccherone e l’ essere del mangiatore diventano una cosa sola. E questa è esperienza mistica. Questa è percezione panica dell’unità del cosmo. Lo avverte il protagonista della poesia di Viviani, Faciteme magnà. In un ristorante di Santa Lucia egli non vuole accanto a sé né  il cantante, né l’orchestrina con la sua musica scucciante  che lo distrarrebbe dalla musica vera, quella  d’ ‘a vungulella ‘ncopp’ ‘ o maccarone, e dalla mistica esperienza degli odori che il piatto esala: nu vermicello a vongole abbondante / cu ‘o ppetrusino cruro e ‘addore ‘e scoglie, / e a’ primma forchettata, t’hè ‘a scustà’ / si no svenisce, mentre l’arravuoglie. Bartolomeo  Nardini ci ha tramandato un motto dei “lazzari” napoletani che egli vide in azione durante i moti del 1799: ‘stu maccarone se magagna / guardanno ‘ncielo.  In questo detto si accordano, mirabilmente, il moto dello sguardo che volgendosi al cielo esprime il valore ideale del piacere, e la forza ferina della fame che magagna i vermicelli, li maltratta, li stropiccia, li lacera, e poi li ingoia. I vermicelli come i nobili e i borghesi: magagnati  dai sanfedisti e dalla plebe in rivolta.  Un “piatto” può diventare metafora della storia sociale. (fonte foto:rete internet)

Sant’Anastasia, mamme e studenti bloccano i lavori iniziati nel Centro “Siani”

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Riceviamo e pubblichiamo  Fuori i “senza diritti”: mamme e studenti bloccano  i lavori iniziati nel Centro  “Siani” per trasformare la sede in aule scolastiche. Le fasce deboli della popolazione ancora non sanno dove andare.  “Abbiamo sbagliato a costruire quel muro” si difende il funzionario. Scattano le denunce. Fuori tutti dalla “biblioteca comunale”.  Minori a rischio, diversamente abili, ciechi, ipovedenti e studenti universitari dovranno fare a meno della struttura polifunzionale per dare spazio alla costruzione di cinque aule scolastiche. A deciderlo sono stati i funzionari comunali dopo che la delibera firmata  dalla commissaria straordinaria, Stefania Rodà, era stata chiara: l’istituto scolastico  “Tenente De Rosa”  ha bisogno di aule supplementari per gestire l’emergenza  Covid 19.  E consentire così l’inizio dell’anno scolastico. Peccato però che a palazzo Siano hanno deciso senza farlo sapere ai diretti interessati, i cui rappresentanti  vagano ancora da un ufficio all’altro in attesa di un sito alternativo,  mentre altri stabili – sotto gli occhi dei cittadini –  sono abbandonati all’incuria ed alla mancanza di manutenzione. I lavori nel Centro “G. Siani” di via Arco erano iniziati l’altro giorno, alla chetichella, ma la notizia si è subito diffusa via wattapp.  Mamme, associazioni ( MIR odv e UIC in primis) e personale,  tutti in subbuglio. E dire che nelle scorse settimane, dopo varie proteste,  dal Comune avevano fatto trapelare la soluzione del problema, fino all’epilogo di questa mattina.  A far scattare la rabbia di mamme e genitori  sono stati i disegni dei disabili strappati dal muro. Libri, giochi e quant’altro giacevano negli armadi o a terra, insudiciati dalla polvere e dal calpestio delle scarpe dei lavoratori.  Il lavoro di anni dei volontari archiviato nella spazzatura.   “Qui la scuola non si farà. Bloccheremo l’ingresso” ha detto disperato il genitore di un ragazzo disabile. Non da meno i volontari della Mir presenti questa mattina nella struttura di via Arco. “Qui mancano delle cose: l’altro computer dove sta”? “C’era anche una cassetta con il  materiale,  dati sensibili dei bambini, non la troviamo”.  “E’ uno schifo, una vergogna”. Inaudito. Dopo pochi minuti arriva un’altra funzionaria che si difende così:” Io non sapevo niente”. Insomma un “papocchio”- Ma questa sera partiranno le denunce alle forze dell’ordine.        

Somma Vesuviana, in arrivo fondi per la biblioteca comunale. Saranno acquistati nuovi libri

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana Di Sarno: “Il Ministero per i Beni e Attività Culturali ha approvato la nostra richiesta di fondi per la Biblioteca Comunale. Con questi soldi potremo comprare nuovi libri. Dobbiamo così avvicinare le nuove generazioni alla lettura, perché leggere migliora la qualità della vita dell’intera comunità”. “Il Ministero per i Beni e Attività Culturali e del Turismo, ha approvato la nostra richiesta di fondi per la Biblioteca Comunale di Somma Vesuviana. Si tratta di un riconoscimento importante che testimonia l’impegno di questa Amministrazione per la cultura. Le possibilità variavano dai 1500 euro ai 7000 euro per Comune, in quanto la richiesta era vincolata al numero di libri in Biblioteca. Noi siamo riusciti, grazie all’ottimo lavoro dell’Assessore alla Cultura, Rosalinda Perna, ad ottenere quasi il massimo e dunque ben 5000 euro da destinare all’acquisto di nuovi libri. Solo due Comuni di questa parte del territorio vesuviano sono riusciti ad ottenere questo riconoscimento e Somma Vesuviana è uno dei due Comuni. Testi che saranno a disposizione della città perché la lettura contribuisce al miglioramento della qualità della vita dell’intera comunità. L’auspicio è che i ragazzi trascorrano qualche ora in più in ambienti culturali e magari qualche minuto in meno in strada”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano.

Sant’Anastasia, il candidato sindaco Esposito: “Siamo in quattro potenziali sindaci, uniamoci per aiutare le associazioni”

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Riceviamo e pubblichiamo dal candidato sindaco Carmine  Esposito La vicenda che ha visto “sfrattate” le associazioni di volontariato dalla biblioteca comunale è stata oggetto di interventi da parte di tutti i candidati sindaco in campo, prima e soprattutto dopo la decisione della Commissaria Prefettizia di utilizzare i locali della Siani come aule scolastiche. Considerato che il tema delle politiche sociali ha grande spazio nei programmi elettorali di tutti i candidati, proporrei di mettere da parte stavolta quel che ci divide e compiere un gesto di responsabilità e solidarietà. “Avrei potuto strumentalizzare la questione, accollarmi gli oneri di una sede temporanea da solo, ma non sarebbe giusto in particolar modo perché tra qualche settimana la decisione spetterà a chi i cittadini sceglieranno per governare Sant’Anastasia – dichiara il candidato sindaco Esposito – perciò propongo che i comitati elettorali di ciascuno dei quattro candidati si autotassino per impegnare una sede temporanea, fino a soluzione che toccherà al prescelto dall’elettorato cittadino. Ne abbiamo il dovere e da aspiranti sindaci sarebbe opportuno ne avessimo anche la sensibilità”. I locali della Biblioteca “G. Siani” in via Arco, da circa due anni sono stati destinati agli studenti, al centro diurno per ragazzi con disabilità, alla Mir Odv, che da molti anni segue, a titolo volontario, minori a rischio nel supporto post scolastico e UICI di Sant’Anastasia che si occupa di persone cieche ed ipovedenti. (Ricordiamo circa 15 ragazzi con disabilità frequentano il centro diurno; circa 25 i bambini e ragazzi che svolgono attività con la Mir più gli operatori e 30 persone ipovedenti). Soluzione fornita dall’Amministrazione uscente in seguito alla decisione della stessa di allocare alcune classi del I I.C. Tenente Mario De Rosa, plesso Sodani, nel centro polifunzionale “G. Liguori”, che è stato per anni sede delle attività delle suddette Associazioni e del centro diurno, fatta eccezione per gli studenti. La Commissaria, dott.ssa Stefania Rodà, con delibera n.99 dell’11 agosto 2020  “manifesta la volontà di destinare l’edificio di Via Madonna dell’Arco, attualmente sede della “biblioteca comunale”, ad aule scolastiche da assegnare all’Istituto Comprensivo Tenente Mario De Rosa, in ossequio a quanto stabilito dalle “Linee Guida” dettate dal MIUR con Decreto n.39 del 26.06.2020 “ e di “demandare  al Responsabile del Servizio Politiche Sociali ed al Responsabile dell’UTC… di reperire altri spazi da destinare alle Associazioni di volontariato, nel rispetto dell’economicità della scelta operata”. La coalizione del candidato sindaco Carmine Esposito, Considerato che –        Nonostante La Commissaria e gli uffici intendano trovare una soluzione per le quattro diverse realtà, ancora queste soluzioni non sono state messe in essere; –        Il tema delle Politiche Sociali è fondamentale nei programmi elettorali dei quattro candidati sindaco, sono alle porte le elezioni e quindi di qui a breve si insedierà la nuova Amministrazione, che dovrà necessariamente e immediatamente prendersi carico di questa questione che interessa le fasce deboli di Sant’Anastasia per destinare ai cittadini appartenenti alle fasce deboli, utenti delle progettualità dei  servizi sociali  ed ai loro operatori una struttura/sede degna di accogliere e fornire servizi adeguati; PROPONE di supportare insieme agli altri candidati sindaci e alle nostre squadre, fino al ripristino della biblioteca Siani come temporanea (comunque) sede delle Associazioni e del centro diurno, che tornerà tale, così come da delibera, al termine dell’emergenza Covid, autotassandosi per affittare una altrettanto temporanea sede adeguata, consona e fruibile. “Il nostro candidato sindaco si è subito dimostrato disponibile, sposando una soluzione che ritengo possa avere due effetti – dice la candidata al consiglio comunale Cettina Giliberti – il primo è quello di dare un po’ di settimane di respiro alle associazioni, il secondo è quello di contribuire ad un vero concetto di comunità mettendo da parte per una volta ciò che divide i quattro candidati a sindaco, noi siamo qui e speriamo che ciascuna delle altre squadre si unisca a noi in questa soluzione sia pure solo temporanea”.

Marigliano, la denuncia di Terra: “Periferie completamente abbandonate, qui i riflettori”

Parte da via San Giorgio la campagna elettorale di Alessio Malinconico, candidato della lista Terra al consiglio regionale della Campania per le elezioni del 20 e 21 settembre. Una serie di dirette, annunciate da Malinconico, scandiranno il suo impegno per il territorio, già ben rappresentato dalla sua febbrile attività sociale svolta tra Scisciano e Marigliano. Proprio a Marigliano si trova via San Giorgio, esattamente sul confine di Brusciano: una stradina lunga e stretta che punta dritto verso il Monte Somma ma che soprattutto viene “puntata” da quanti vi si recano, magari apposta, per sversare rifiuti di ogni tipo e a tutte le ore. “Puntualmente qui si creano enormi accumuli di immondizia – racconta Alessio Malinconico nella diretta Facebook del suo tour di Terra – I residenti di questa strada hanno segnalato più volte alle autorità comunali (in particolare all’ex assessore all’Ambiente, Giovanni Ricci, ndr) e giudiziarie la situazione che vede protagonista via San Giorgio, quotidianamente presa d’assalto per sversamenti illeciti. Come lista Terra crediamo che proprio qui debbano essere inviati i droni, proprio qui debba essere installato un sistema di videosorveglianza, anche perché questa strada viene puntualmente ripulita e puntualmente devastata da nuovi sversamenti e accumuli”. Un presidio costante del territorio, è questa l’intenzione di Terra che nelle parole del candidato Alessio Malinconico lancia anche un appello alle autorità: “Perché non promuovere la mappatura dei luoghi degli sversamenti, dato che sono sempre gli stessi e ormai tutti li conosciamo bene, soprattutto chi governa?”. E così, mentre i candidati sindaco realizzano video sui luoghi delle opere pubbliche, ferme in attesa di giudizio, chi si candida alla Regione opera una scelta differente e si reca dove l’occhio lungo delle istituzioni sembra non riuscire ad arrivare quasi mai, come dimostrano le foto a corredo (di oggi).