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Nato a Firenze il 5 settembre del 1940, come non ricordare il geniale autore, compositore e produttore nell’ottantesimo anniversario della sua nascita.

Dal 1966 al 2012, anno della sua scomparsa, in quasi cinquant’anni segnati da grandi cambiamenti della nostra società, Giancarlo Bigazzi ha saputo raccontare in musica le emozioni del nostro Paese, creando alcune delle pagine più belle e indicative del costume e della cultura popolare, non di certo figlia di un dio minore, vissuta e abilmente sintetizzata in parole e musica.

Toscanaccio e geniaccio della canzone, autoironico e sornione, schivo e burbero quanto si vuole, ma vero, antidivo, libero e senza filtri, dotato di un’umanità e di una generosità al di fuori del comune.

La peculiarità delle sue creazioni musicali che maggiormente colpisce è la capacità di comporre innumerevoli brani di grande successo, in momenti così diversi e distanti nel tempo, per artisti altrettanto eterogenei. Sicuramente in questo risiedono la sua grandezza e la sua genialità.

L’altro elemento (non meno importante), che ha dato il valido contribuito alla nascita delle fortunate creature del Maestro, è la gestione della mitica Factory di Settignano della Cingallegra, sulle colline di Firenze. Fucina di creazioni, talenti e successi che hanno segnato la storia della musica (cosiddetta leggera) italiana. E se è vero che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, come non sottolineare il ruolo di sua moglie Gianna Albini Bigazzi la quale ha saputo abilmente creare i presupposti di un ambiente familiare foriero d’ispirazione, accogliendo, coccolando, mettendo a proprio agio i tanti artisti e addetti ai lavori che hanno da sempre popolato la loro casa. Gianna è senza dubbio colei che ha saputo supportare con spirito di abnegazione il suo amato e stimato compagno di vita, incidendo al meglio, nella giusta misura, sulla nascita di questi grandi successi, molti dei quali (è importante rilevarlo) hanno fatto la fortuna di numerosi artisti alla loro primissima esperienza professionale. Tra le altre cose, Gianna è stata anche coautrice di molte creazioni e una su tutte citiamo la bellissima Cosa resterà degli anni ottanta.

Bigazzi ha venduto oltre duecento milioni di dischi in tutto il mondo e scritto oltre mille e cinquecento canzoni. Per ovvi motivi di spazio possiamo ricordare solo le più famose e con esse i loro interpreti: Luglio (Riccardo Del Turco), Il carnevale, Meglio morire che perdere te (Caterina Caselli), Cosa hai messo nel caffè (Riccardo Del Turco, Antoine), Rose rosse, Vent’anni, Se bruciasse la città, Erba di casa mia (Massimo Ranieri), Lisa dagli occhi blu (Mario Tessuto), Eternità (Ornella Vanoni, I Camaleonti), Lady Barbara (Renato Dei Profeti), Montagne verdi, Sole che nasce sole che muore, Io domani, Nessuno mai (Marcella Bella), Dirtelo non dirtelo (Loretta Goggi), Non si può morire dentro, Io canto e tu, Toc toc, Dolce uragano, Questo amore non si tocca (Gianni Bella), Miele (Il Giardino dei Semplici), Donna amante mia, Io camminerò, Ti amo, Tu, Gloria, Qualcosa qualcuno, Stella stai, Notte rosa, Eva, Nell’aria c’è, Gente di mare, Gli altri siamo noi (Umberto Tozzi), Non succederà più (Claudia Mori), Self control, Cosa resterà degli anni ottanta, Ti pretendo (Raf), Si può dare di più (Tozzi, Ruggeri, Morandi), Disperato, Ci vorrebbe il mare, Perché lo fai, Cenerentola innamorata, Malinconoia, Ti vorrei, Bella stronza, Vaffanculo (Marco Masini), Gli uomini non cambiano, Lacrime, Rapsodia, Versilia, Fammi sentire bella (Mia Martini), Non amarmi (Aleandro Baldi, Francesca Alotta), Brutta (Alessandro Canino), Passerà, Soli al bar (Aleandro Baldi), Cirano (Francesco Guccini), Un colpo al cuore, Il pazzo (Mina), Mia sorella (Povia), …E mi alzo sui pedali (Stadio), Pensa (Fabrizio Moro), Un’apertura d’ali (Renato Zero). Senza contare i numerosi successi da hit parade dei goliardici Squallor di cui Bigazzi è fondatore con Totò Savio, Daniele Pace e Alfredo Cerruti e le colonne sonore dei film Mary per sempre e Ragazzi fuori di Marco Risi e di Mediterraneo di Gabriele Salvatores, quest’ultima insignita del prestigioso premio Oscar.

Caro Maestro Bigazzi, hai sempre sostenuto che le canzoni fossero come farfalle che a volte prendono il volo e allora non sai fin dove possono viaggiare e andare a posarsi. Grazie infinite per avercele donate.