A luglio prosegue l’Agorà dei Praticanti Avvocati organizzato dalla Scuola Bruniana di Nola: ecco i prossimi appuntamenti

Riceviamo e pubblichiamo   Vanno avanti con successo i venerdì della Scuola Bruniana di Nola in collaborazione con l’ANM – Associazione Nazionale Magistrati sezione di Nola. Anche nel mese di luglio prosegue il “percorso formativo integrato” denominato “L’Agorà dei Praticanti Avvocati”, in modalità on line per evitare problematiche e difficoltà derivanti dal Covid, e in presenza (non appena sarà possibile). Oggi, venerdì 2 luglio, dalle 15 alle 17, ci sarà la redazione di un atto di citazione guidata dall’avvocato Martina Mastronardi. Venerdì 9 luglio, dalle 15 alle 17, invece, si terrà a cura dall’avvocato Giovanni De Vivo una rassegna critica sulle ultime novità giurisprudenziali. Nel corso dell’appuntamento di venerdì 16 luglio, sempre alla stessa ora, avrà luogo una simulazione di attività di udienza sul procedimento per convalida di licenza o sfratto tenuta dal magistrato del Tribunale di Nola Antonio Tufano con la collaborazione degli avvocati Rosalia Lo Sapio e Salvatore Travaglino. Infine, nel pomeriggio di venerdì 23 luglio, al consueto orario, l’incontro verterà su una tematica afferente alla deontologia. Per ulteriori informazioni info@scuolabruninananola.it  

Maresca a Palazzo Mediceo parla di Città Metropolitana e Recovery plan: “Le istituzioni siano vicine ai cittadini”

Ieri ad Ottaviano si è tenuto un incontro con una grande personalità napoletana, un magistrato che ha dedicato la sua carriera alla lotta alla criminalità organizzata: Catello Maresca.   Il magistrato, ufficialmente candidato alle prossime elezioni amministrative del comune di Napoli, è stato accolto a Palazzo Mediceo, bene confiscato alla camorra e dunque luogo simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Al dialogo con Maresca  hanno partecipato anche il sindaco di Ottaviano Luca Capasso e l’Europarlmentare Aldo Patriciello, con i quali il magistrato ha discusso dei piani da attuare per il futuro della città metropolitana di Napoli. Moderata dal giornalista Francesco Gravetti, la discussione è stata incentrata sul Recovery Plan e sul rapporto tra la città di Napoli e il resto dei territori che la circondano. Il punto fondamentale emerso ieri pomeriggio e su cuitutti i sindaci e i politici presenti erano fortemente d’accordo è, come ha sostenuto Capasso, “l’importanza dei paesi che circondano Napoli, i quali, però, sono spesso tenuti ai margini, non considerati dalla città e da chi la guida. Bisogna creare un rapporto solido con il futuro sindaco di Napoli, c’è bisogno di dialogo e di confronto per permettere ai nostri territori di rinascere insieme”-. Collaborazione è il termine che racchiude l’intera discussione tenuta ieri, alla quale hanno assistito diversi sindaci del vesuviano, forte dimostrazione simbolica dell’unione dell’intero territorio. “È una sfida”- sostiene Maresca – “bisogna ragionare in grande e lavorare solo. Dobbiamo iniziare subito, a partire dalla burocrazia che spesso rallenta i tempi tecnici e pratici dei lavori, dobbiamo capire come investire nel migliore modo possibile i soldi che abbiamo a disposizione per vedere dei veri miglioramenti nel territorio.” Con un lieve sorriso sul volto, che lascia trasparire la determinazione dell’uomo, Maresca continua:” Bisogna attuare un piano strategico per la città Metropolitana ma per farlo dobbiamo collaborare, dobbiamo comunicare, e il ruolo del sindaco di Napoli in questo senso è fondamentale. I comuni circostanti non possono essere considerati dalla la città di Napoli marginali, dunque dovrà essere il primo cittadino della città capoluogo a far funzionare i singoli incastri dell’intero territorio e permettere, in questo modo, un riavvicinamento dei cittadini alla politica.” La personalità e la maniera di intendere il ruolo istituzionale di sindaco Maresca lo racchiude in poche parole: “Serve vicinanza, le Istituzioni devono assolutamente recepire i bisogni dei cittadini che hanno il diritto di essere ascoltati e sostenuti. Ed è questo il ruolo della politica, intervenire per migliorare: io sto così bene tra la mia gente e cercherò di essere presente nelle strade il più possibile.”

Ospedale del Mare, operatore sanitario colpito con una testata al volto e con calci

Aveva chiesto di potersi stendere su una barella, in attesa dei risultati di un accertamento diagnostico. Quando un operatore socio-sanitario gli ha risposto che le barelle erano riservate alle emergenze, ha reagito colpendolo con una testata al volto e con calci. E’ accaduto stanotte, poco prima dell’ una, al Pronto soccorso dell’ Ospedale del Mare, a Napoli.  Protagonista, un 38 enne di Crispano , già denunciato in passato.  I carabinieri , intervenuti in Ospedale, hanno identificato l’ aggressore, ma al momento, nei suoi confronti, non è stata presentata denuncia. L’ operatore sanitario ha riportato una prognosidi tre giorni per contusioni e trauma al volto ed al ginocchio sinistro.
 

Sospetti sul contrasto alla legionella, i Nas negli uffici dell’ Asl Napoli 1

Corruzione, turbativa d’asta e falso: sono i reati ipotizzati dalla Procura di Napoli che ha disposto una serie di perquisizioni, 19 in tutto, nell’ambito di una indagine su appalti sospetti sul contrasto alla legionella all’Asl Napoli 1    Tra gli indagati figurano pubblici ufficiali, imprenditori privati. Il sospetto degli inquirenti è che le gare d’appalto siano state “cucite addosso a ditte ‘amiche”. I sostituti procuratori Antonello Ardituro, Mariella Di Mauro, Simone de Roxas ed Henry John Woodcock stanno facendo accertamenti sulle procedure amministrative degli appalti che coinvolgono un gruppo di funzionari pubblici i quali, per i pm, potrebbero avere privilegiato alcuni imprenditori. Tutto è partito da alcune verifiche eseguite dal Nas lo scorso marzo a seguito di alcune criticità sorte, appunto, nel servizio di contrasto anti legionella.

Somma Vesuviana, l’assessore Perna: “Crisommole 2021: grazie agli Amici del Casamale

Dal Comune di Somma Vesuviana riceviamo e pubblichiamo   Rosalinda Perna (Ass. ai Beni Culturali del Comune di Somma) : “Da oggi e fino a Domenica “Crisommole 2021” grazie agli Amici del Casamale.  Sabato 3 Luglio escursione urbana con la quale entreremo nei luoghi delle produzioni agricole locali. A Somma Vesuviana c’è la salma intatta di un sacerdote morto due secoli fa, ma a Santa Maria del Pozzo vedremo le “Nozze di Cana” del 1722 a firma del Caristo e le cripte e chiese sotterranee. Poi apertura degli Scavi Archeologici della Villa Augustea, visita al Museo di Tradizioni Etnostoriche delle Genti Campane. Ma entreremo anche in uno dei Santuari Mariani più piccoli al Mondo. Poi assaggeremo il Pasticciotto con le albicocche della nostra terra, il Panettone all’albicocca sommese, il gelato all’albicocca prodotta sul nostro territorio, e colazione mattutina al Chiostro Francescano con i cornetti all’albicocca. Poi conferenze, tavole rotonde e Domenica 4 Luglio, la stampa potrà entrare negli albicoccheti più panoramici, belli, grazie al trekking naturalistico che non sarà stancante”. E Sabato 3 Luglio, O’ Monaciello rivivrà e di sera accompagnerà nel Borgo lungo vicoli, cortili, luoghi dove c’è la produzione dell’albicocca ma entreremo anche nella Chiesa – Museo dove grazie ad un sistema innovativo di illuminazione sarà possibile filmare e ammirare opere del ‘600 e del ‘700 “Somma Vesuviana ha conquistato l’attenzione della Rete Turistica della Costa Vesuviana. L’obiettivo è quello di valorizzare le imprese, la produzione locale, la tradizione popolare ed i siti culturali. E da domani, a Somma Vesuviana, grazie Agli Amici del Casamale l’evento “Crisommole 2021” che si concluderà Domenica 4 Luglio”.  Lo ha annunciato Rosalinda Perna, Assessore ai Beni Culturali del Comune di Somma Vesuviana. Ed intanto da domani il Borgo Antico del Casamale si trasforma in borgo della cultura popolare, gastronomica e non solo. Ad esempio Sabato 3 Luglio, dalle ore 19 e 30 “A spasso co’ munaciello”.  La stampa potrà tranquillamente partecipare a questa escursione serale piena di sorprese. “Il monaciello a Somma Vesuviana farebbe riferimento alla salma rimasta miracolosamente intatta alcuni secoli fa di un monaco che per alcuni studiosi sarebbe del sacerdote Antonio Gaetano Domenico Gravina, nella cappella posta alle spalle della Collegiata – ha continuato la Perna – la chiesa più antica di Somma Vesuviana. Ecco, Sabato 3 Luglio a partire dalle ore 19 e 30, nel cuore del borgo sarà proprio o monaciello ad accompagnarci nei vicoli, nei cortili ma soprattutto nei luoghi della produzione agricola sommese. Dunque da domani, Venerdì 2 Luglio, prenderà il via “Crisommole 2021” a Somma Vesuviana. Per poter assistere agli eventi è obbligatoria la prenotazione. L’apertura dell’evento si terrà domani Venerdì 2 Luglio, alle ore 17 e 30, presso la sala Convegni del Complesso dei Padri Trinitari del Borgo del Casamale”. Da DOMANI – Venerdì 2 Luglio a Domenica 4 Luglio, grazie Agli Amici del Casamale, l’evento “Crisommole 2021”  con la media – partnership di Il Mediano.it. E domani un parterre davvero importante per confrontarsi su un tema davvero delicato: “Prospettive per L’albicocca del Vesuvio”. Domani, Venerdì 2 Luglio, alle ore 17 e 30, presso la Sala Convegni del Complesso Monumentale dei Padri Trinitari, interverranno: Maria Passari, Dirigente della Direzione Generale per le Politiche agricole alimentari e forestali, Francesco Ranieri, Presidente del GAL Vesuvio Verde, Chiara Cirillo, Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, Salvatore Faugno, Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Ciro Fiola, Presidente della Camera di Commercio di Napoli, Gennaro Scogliamiglio, Responsabile Generale dell’UNCI Campania, Clementina Iervolino, Presidente Strade del vino Vesuvio e dei prodotti tipici Vesuviani, Cristina Leardi, Presidente del Consorzio di tutela Pomodorino del Piennolo Vesuvio Dop, Ciro Giordano, Presidente del Consorzio di tutela Vini Vesuvio, Francesco Mosca, produttore, Gaetano Romano, produttore”. Alle ore 20 inaugurazione della Chiesa – Museo. “A cura delle Associazioni Tramandars e Amici del Casamale, entreremo nella Chiesa più antica del paese: la Collegiata che risale al XII secolo. E lì vedremo opere del ‘600 e del ‘700 con un sistema innovativo di illuminazione serale. Sabato 3 Luglio avranno inizio spettacolari, escursioni urbane ed extra – urbane con protagonista il Patrimonio Naturalistico ed Archeologico del paese. Alle ore 9 di Sabato 3 Luglio, colazione nel meraviglioso Chiostro Francescano di Santa Maria del Pozzo con cornetti alla marmellata di albicocca del nostro territorio, ammirando e conoscendo splendidi affreschi di recente restauro. A seguire, il prof. Emanuele Coppola, Direttore dei Beni Culturali del Complesso Monumentale riconosciuto anche quale Sito di Interesse Nazionale, accompagnerà stampa, turisti e cittadini, in visita presso le Cripte sotterranee con altri, numerosi affreschi restaurati di recente, la Biblioteca, la Sala del Cenacolo dove sarà possibile vedere il dipinto “Le Nozze di Cana” risalente al 1721 a firma del Caristo. A seguire la visita agli Scavi Archeologici della Villa Augustea. Entreremo in un cantiere vivo dove proprio in queste ore sono ripresi gli scavi a cura della Missione Archeologica Internazionale con Archeologi dell’Università di Tokyo e dell’Università Suor Orsola Benincasa. L’escursione sarà ad opera della ProLoco di Somma Vesuviana. Questo itinerario proseguirà con la visita al Complesso Monumentale di San Domenico con splendida degustazione del Pasticciotto all’albicocca sempre del territorio sommese. In Piazza Matteotti, invece, sarà possibile assaggiare anche il Panettone all’albicocca sommese. Poi saliremo verso il Borgo Antico del Casamale con visita alla Chiesa di San Pietro Apostolo con la compagnia del prof. Domenico Russo. Giunti al Casamale entreremo nei luoghi artistici e culturali del Borgo Antico come la Chiesa delle Alcantarine, le Mura Aragonesi e dopo il pranzo il trekking urbano proseguirà con il Castello D’Alagno, il Castello Normanno”. Visite nella zona montuosa del paese con evento al Museo delle Tradizioni Etnostoriche delle Genti Campane, poi visita ad uno dei Santuari Mariani più piccoli al Mondo!  “Nel pomeriggio di Sabato 3 Luglio – ha continuato la Perna –  la stampa con noi potrà entrare e filmare il Museo delle Tradizioni Etnostoriche delle Genti Campane, nella zona alta di Santa Maria a Castello dove si visiterà uno dei Santuari Mariani più piccolo al Mondo”. Domenica 4 Luglio il Trekking dell’oro con ingressi e visite a spettacolari albicoccheti dove la stampa potrà gustare le qualità culinarie di Somma Vesuviana. “Si partirà alle ore 9 di Domenica 4 Luglio – ha dichiarato Rosalinda Perna – con percorso di trekking – extraurbano, accompagnati dalle Guide Ambientali Escursionistiche di Somma Trekking, tra sentieri naturalistici del Monte Somma alla scoperta delle albicocche ma accompagnati da visite a monumenti davvero unici in un panorama unico.  Sempre Domenica 4 Luglio, alle ore 19, saremo ancora a Sasso co’ Munaciello per i vicoli del Borgo Antico e alle ore 20 visiteremo nuovamente la Chiesa – Museo de La Collegiata proprio nel cuore del Borgo Antico del Casamale”. Numerosi anche i convegni nel pieno rispetto delle norme sanitarie: Sabato 3 Luglio, alle ore 10, “Mens sana in corpore sano” a cura dell’Associazione “L’Isola che c’è” presso la sala Convegni del Complesso Monumentale dei Padri Trinitari al Casamale. Ancora Sabato 3 Luglio ma alle ore 18, altra ed importante Conferenza “Territorio vesuviano e bonus economici: limiti e opportunità, a cura dell’Associazione Ingegneri e Architetti di Somma Vesuviana, sempre presso la Sala Conferenza del Complesso Monumentale dei Padri Trinitari al Borgo Antico del Casamale. Ricordiamo che Crisommole 2021 è voluto, ideato ed organizzato  dalle Associazioni “Tramandars” ed “Amici del Casamale”, “Outdoor Vesuvio” con la collaborazione della ProLoco di Somma Vesuviana, Museo di Tradizioni Etnostoriche delle Genti Campane, “Somma Trekking” , “BMW Motorrad Club Partenope”, Associazione Ingegneri ed Architetti di Somma Vesuviana, GAL Vesuvio, Regione Campania, Comune di Somma Vesuviana. Ma il 10 Luglio, altro grande evento a Somma Vesuviana. Il Gruppo di Canto Popolare “La Tammorra” proprio nel prestigioso sito archeologico della Villa Augustea. “Sabato 10 Luglio, alle ore 21 – ha dichiarato Rosalinda Perna, Assessore Ai Beni Culturali di Somma Vesuviana – apertura degli Scavi Archeologici della Villa Augustea. Un grande evento anche molto rappresentativo del turismo archeologico esperenziale con Consiglia Licciardi, Liliana Palermo, Salvatore Minopoli, Adriana Larusso, Pino Jove, Peppe Licciardi, Salvatore Esposito, Vittorio Cataldi, Francesco Liuzzi, Peppe Quiriti, Antonio Iovino, e tanti altri artisti. Ricordo che anche questo evento è ad ingresso limitato e contingentato con obbligo di prenotazione gratuita”.

Somma Vesuviana, 2021: ancora Crisommole…

Dal  Presidente della Pro Loco Somma Vesuviana Franco Mosca riceviamo e pubblichiamo   E’ il caso di proporre qualche riflessione per tentare di  capire come e dove siamo messi. Non parlo agli agricoltori: hanno già tanti problemi e non è l’occasione  per creargliene altri. Mi rivolgo devotamente  alla comunità tutta di cui ormai quei pochi coltivatori pur fanno parte. Partiamo dai greci che nell’ottavo secolo a. C. fondarono Partenope? O partiamo dai bizantini che come forse sapete  sono stati  di casa a Napoli e a Somma fino all’undicesimo secolo d. C.? Nell’uno e nell’altro caso parliamo dunque di uno-due-tre millenni fa. E la storia di “Crisommola” affonda dunque nei millenni. E sì. Altrimenti non riusciamo a comprendere di cosa ci stiamo occupando. “Cruson Melon”. Frutto d’oro. Ovvero dal greco antico: Crisommola. Secondo questo etimo è probabile che sia arrivata qui attraverso i greci (fondatori di Cuma e poi Partenope?). Ed i romani l’hanno già trovata qui come tante altre belle cose. Oppure è arrivata dall’Oriente  insieme al culto di Dioniso. Perché no? E stiamo sempre nell’ambito di qualche millennio fa. Una cosa è certa: le “crisommele” ed i napoletani insieme ai sommesi si conoscono e si frequentano… da decine di secoli. Sicuramente prima che gli arabi abbiano portato le “albicocche” nel resto della penisola diversi secoli dopo. In arabo al-barquq. Ma forse i diversi nomi indicano frutti diversi.  Nel 1583 il grande napoletano Giovanbattista Della Porta  descrive  nel suo Pomarium  le “bericocche”, ben distinguendole dalle  nostre già pregiate“crisommele”. Della Porta  racconta come  quest’ultime hanno la comoda  caratteristica di spaccarsi in due parti  liberando di netto il nocciolo. Le bericocche no. Con “Crisommole” dunque ci stiamo occupando non di un qualsiasi frutto delle nostre campagne ma di qualcosa molto radicato nella storia di questi luoghi e molto radicato nella cultura dei nostri antenati. E gli attuali pochissimi produttori di crisommele sono solo gli ultimi depositari-coltivatori di una catena lunghissima di  “selezioni” naturali  di prelibatezze gastronomiche  nate e sapientemente moltiplicate sulle pendici vesuviane.  Con infinite varietà, ognuna con un pregio particolare e con nomi  precisi,  o di provenienza della pianta: don Aniello, Vicienzo ‘e Maria, prevete, ottavianese;  oppure  di descrizione del frutto: cerasella, pellecchiella, boccuccia, ecc. Un patrimonio enorme di biodiversità incredibile frutto di fortunate importazioni, clima adatto, condizioni pedologiche perfette ma anche di sapienti pratiche di sperimentazioni contadine tramandate di generazione in generazione. Un lavoro colossale, irripetibile, purtroppo disperso in pochi decenni. I guai di questa produzione mettono a rischio dunque non i quattro  cinque coltivatori superstiti ma scuotono una caratteristica culturale di un popolo intero e la sua storia millenaria. Dunque non è un problema solo di produzione. E il nostro disagio non deriva solo dalla crisi del settore ma dalle connotazioni antropologiche collegate. Se le “crisommole” saranno soppiantate dalle  generiche “albicocche” dovremmo dire addio definitivo ad una civiltà. Tanto per chiarirci qui si potranno coltivare benissimo anche cultivar forestiere (aurora, ninfa, tirintos, ecc) meglio se virus esenti, ma alle nostre cultivar cosa sta accadendo? Le  prevete, le don Aniello, le  boccucce scompariranno definitivamente? Si potranno salvare? Cosa bisogna fare? E’ vero che ormai  il problema sharka (plum pox virus) riguarda anche le susine e le ciliegie? C’entra il clima? Veniamo ora alle domande che più interessano l’intera comunità. Nei centri regionali adibiti alla conservazione del germoplasma sono conservate sane ed “in vita” le cultivar sommesi? E’ possibile dunque, passata la tempesta “vaiolatura delle drupacee”, ripiantare le vecchie e gloriose cultivars? I nostri nipoti conosceranno il profumo ed il sapore ammaliante delle “prevete belle”? Non è un problema di contadini. Riguarda tutti noi. E le colpe, se ci sono state, sono di tutti. Quando il complesso monumentale di S. Maria del Pozzo era alla rovina non è bastato l’intervento dei frati francescani: sono intervenuti i fondi della Comunità Europea. Le crisommele sono un bene di tutti: i contadini le hanno (le avevano?) solo in custodia. Ma sono stati abbandonati a se stessi. Anzi sono diventati i facili colpevoli principali. Ma la comunità cosa ha fatto per aiutarli? Per i commercianti arricchitisi era solo merce? E le varie amministrazioni comunali cosa hanno prodotto? Tranne un fragile tentativo pratico di qualche decennio fa di dotarsi di uno strumento promozionale  e di salvaguardia utilissimo alle piccole produzioni di nicchia (De.Co. – Denominazione di origine Comunale ), ispirato dalla  lungimiranza  del grande Luigi Veronelli, tutto si è risolto tra commissioni ed incontri improduttivi. Certo il disastro più grande è stato, anno 2004, la bocciatura del progetto igp albicocca vesuviana. Unico caso in Italia. Tutto pronto, anche le fanfare politiche, ma Bruxelles boccia tutto per vizi di forma (forse voluti?). Ancora oggi nessuno degli attori in campo ha chiesto scusa alla comunità vesuviana. Solo la caparbietà piemontese di Slow Food ci crede ancora mettendo a punto il presidio albicocca. Non si sono ancora stancati dei vesuviani. Andrebbero osannati ma non lo farà mai nessuno. Certo è una materia molto complessa  e come tutti i problemi complessi presuppone un grande sforzo collettivo. La comunità di Somma non può far finta di niente e sperare che risolvano gli altri. E in gioco la stessa identità di questa sempre meravigliosa comunità. Per l’altro famoso prodotto storico, la Catalanesca, si è riusciti a portare a casa qualcosa grazie soprattutto alla determinazione di cinque micro-produttori dell’intero Monte Somma e per fortuna non ci fu nessun vizio di forma e non c’erano le fanfare pronte. Il rischio gravissimo per la terra di Somma è quello dell’esproprio totale  delle caratteristiche originarie di un luogo ricchissimo ma colpevolmente trasandato. La visione  turistica di Somma  presuppone anche prodotti di interesse gastronomico. Il panettone all’albicocca pellecchiella: ottima cosa. La pizza alla pellecchiella di Franco Pepe: un vero miracolo (a Caiazzo però). Significa che siamo in presenza di eccellenza già ben riconosciuta. La tragedia è che non siamo riusciti a produrre nessun marchio di tutela. Guaio peggiore è la scomparsa in atto dalle campagne di un patrimonio genetico a tutto vantaggio di altri sempre meglio organizzati. Non bastano buoni  tecnici. Ci vuole un disegno sul futuro prossimo, necessita una spinta propulsiva che costringa queste popolazioni ad essere comunità ed  i suoi amministratori ad interessarsi seriamente del  patrimonio collettivo materiale ed immateriale. Difficile oggi che arrivino qui dall’Oriente cose belle e rivoluzionarie come ci è capitato nel passato. L’unica risorsa certa è il buono che già arrivò. Meritiamocelo. La Crisommola non è un semplice frutto. E’ un bene culturale per Somma e per Napoli. (fonte foto: rete internet)    

Per il concerto del “Lions Club” di San Giuseppe la voce “filologica” di Ferdinando Guarino

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Lo scopo del concerto  che si è tenuto martedì è stato illustrato in un post dalla presidentessa del “Lions Club” di San Giuseppe Maria Lucia Ambrosio:” È importante non perdere mai il senso dell’ appartenenza, sentirsi parte di una terra che, per quanto malridotta, derubata, bistrattata, violentata, è sempre la nostra terra. La memoria storica, il filo che ci lega ai nostri avi va rinsaldato e non spezzato, far conoscere e non far dimenticare chi siamo e da dove veniamo è un compito fondamentale per dare ai giovani il senso dell’ appartenenza, far scattare in essi il senso dell’ orgoglio e il desiderio del riscatto. La raccolta fondi, per cui è stata organizzata questa serata- spettacolo, mira proprio a realizzare un service che cercherà di far conoscere e di divulgare le nostre radici.     Il “Lions Club San Giuseppe Terre del Vesuvio” ( distretto 108 ya, III circoscrizione) la speranza che si torni alla normalità e che si riprenda il viaggio per costruire il presente e il futuro ha voluto esprimerla nel modo più suggestivo, e cioè con il concerto di Ferdinando Guarino “La canzone di Napoli dalle Villanelle al ‘900”. E di questa decisione bisogna ringraziare i soci tutti del “Lions Club” e la Presidentessa, Maria Lucia Ambrosio, che con poche parole e con molti fatti – così vogliono la sua personalità e il suo stile – copre un ruolo sempre più importante nel panorama culturale delle terre vesuviane. Ferdinando Guarino non è solo un cantante, è anche uno storico della canzone napoletana: e la conoscenza profonda della storia delle canzoni gli permette di fare una raffinata “lettura” dei testi, degli accordi, e di cogliere nelle parole napoletane del tempo che fu i segni di una forte capacità di produrre suggestioni: una “lettura” che conosce tutti i toni, il malinconico, l’appassionato, l’ironico. Guarino ha cantato alcuni versi di “So’ le sorbe e le nespole amare”, una “tarantelluccia” composta nel  Settecento da Leonardo Vinci e che è densa di immagini di quell’antifemminismo che venne forgiato da un certo Illuminismo.  Le “femmene toste” sono come “le sorbe e le nespole amare”, ma tempo e purchie le fanno ammullà’.”: tempo e danaro le renderanno “morbide”. La voce di Guarino ha suggerito una interpretazione ironica del durissimo verso, e le signore presenti non si sono offese.  Il suo autentico “sentire” per le donne il cantante lo ha fatto capire interpretando con una magistrale intensità, e con quella che Paliotti chiamava “l’arte della pausa”, alcuni significativi  passaggi di “Era de maggio”, di “Reginella”, di “Carmela”. La chitarra “parlante” del Maestro Filippo Vitiello e la voce di Ferdinando Guarino hanno magicamente trasformato in azione scenica gli accenni di “Te voglio bene assaie” e della “Rumba d’’e scugnizze”. Di Ferdinando Guarino questo scrivevo due anni fa: “ Guarino è laureato in “Discipline delle arti e dello spettacolo” e in “Beni Culturali e Scienze dello Spettacolo”: egli è, da regista, da giornalista e da storico, uno studioso profondo della civiltà napoletana: tra l’altro, ha scritto pagine di notevole sostanza su Roberto Bracco, Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani e su Eduardo. Tutte le sue idee sulla napoletanità si sintetizzano nel realizzato progetto della compagnia teatrale “Vantanapoli” e trovano forma concreta nella sapienza con cui la sua voce  interpreta il ritmo complesso e il variare dei toni di “Fenesta Vascia”  e la smagliante invenzione verbale che permise a Di Giacomo di fare di “Era de Maggio” un capolavoro destinato a cambiare la storia della canzone napoletana.  Guarino è riuscito, con la sua interpretazione, a illustrare ai presenti la correttezza dell’intuizione di Vittorio Paliotti, che vide nei versi di “Santa Lucia luntana” una musica ancora più intensa e originale di quella creata con le note: insomma, il testo del capolavoro composto da E.A. Mario nel 1919 risulterebbe un canto anche se venisse solo recitato”. La lunga citazione serve come conferma della sapiente coerenza dell’arte e degli studi di Ferdinando Guarino. La magia della musica: le note del canto  risuonavano ancora, anche dopo la fine del concerto di martedì, tra le delicate ombre dello splendido giardino di Villa Sant’Andrea, “teatro” anche del “buffet” che ha concluso la serata nel segno dell’armonia.

Cicciano ricorda Francesco Petillo e il suo splendido “Compendio” della storia della città

Mercoledì sera, al Centro Nadur, l’ Amministrazione di Cicciano e le associazioni hanno ricordato Francesco Petillo, storico della città, deceduto nel marzo di quest’anno, autore del “Compendio storico” di cui hanno parlato la moglie dell’autore, Maria De Riggi, e Domenico Campolongo, Ugo De Flaviis e Carmine Cimmino. Cimmino ha sottolineato l’importanza del metodo storiografico adottato dal Petillo.   La manifestazione, organizzata dall’ Amministrazione Comunale di Cicciano e dalla “Pro Loco”, si è aperta con i saluti del sindaco, Giovanni Corrado, e dall’assessore alla Cultura, Lucia Marotta, i quali hanno ricordato la passione con cui Francesco Petillo aveva condotto le sue ricerche sulla storia di Cicciano. “In memoriam”, l’Amministrazione Comunale ha consegnato alla signora De Riggi una pergamena, e una targa è stata offerta dalla “Uni Tre” di cui la De Riggi è presidentessa. Nel corso della serata la signora ha ricordato, controllando a fatica la commozione, l’amore per la sua terra che spinse il marito a condurre complesse ricerche d’archivio e a scrivere un gran numero di pagine sulla storia della sua città, anche perché egli era fermamente convinto del fatto che non c’è futuro per chi non conosce il passato, e che questo vale soprattutto per le giovani generazioni. La passione di Francesco Petillo è stata sottolineata, da diversi punti di vista, anche da Ugo De Flaviis, discendente di una famiglia che svolse un ruolo importante nelle vicende della Cicciano dell’’800, e da Domenico Campolongo, che con il Petillo e con Luca De Riggi pubblicò il “Catasto onciario di Cicciano del 1746”. Entrambi gli oratori hanno ricordato che la conoscenza della storia del passato, se diventa solido patrimonio della comunità, può influire positivamente anche sull’economia del territorio, perché attira turisti e visitatori. Carmine Cimmino ha parlato del metodo storiografico che Petillo ha adottato nel comporre il suo “Compendio”: un metodo, ha detto Cimmino, su cui hanno influito certamente le idee di Erwin Panofsky sull’importanza dei “dettagli” e le riflessioni di Marc Block e di Ferdinand Braudel sulla “storia bassa”. Nella “Lettera  ai Lettori” che fa da premessa a un’altra opera del Petillo, pubblicata nel 2011, “ Atti, fatti e notizie su Cicciano e la sua gente”,  lo storico scrisse : “io credo che la storia di un paese, la cosiddetta microstoria, sia fatta di tante piccole notizie, semmai al momento anche banali, ma che con il passar del tempo e messe insieme acquistano un significato completamente diverso”.  In queste parole, ha detto Cimmino, è già prefigurato il metodo che Petillo ha adottato nel “Compendio”:  raccontare duemila anni di storia attraverso singoli episodi, scelti con sapienza, perché ricchi di riferimenti ad aspetti molteplici della realtà del tempo, e quindi adatti a costruire un sistema organico di collegamenti e ad illustrare tutti i livelli della società. Prendendo a prestito un’espressione di un famoso critico d’arte, David Freedberg, Cimmino ha definito “circolare” la struttura del “Compendio”: una struttura che può realizzare solo uno storico che ha una completa visione di insieme. E dunque il Petillo scrive dei mestieri ciccianesi, dei contadini e dei nobili,, della vita che quotidianamente si svolgeva nelle trattorie, delle liti dei farmacisti, delle discussioni politiche che si tenevano nelle farmacie: egli “vede” le ragioni profonde del “genio” della sua città nel mulino e nel pastificio Russo, e nella sistemazione delle strade, nelle alluvioni che costituiscono un dramma secolare di Cicciano, e nelle trasformazioni che le eruzioni vesuviane produssero nell’economia agricola del territorio. Da un “dattiloscritto del 1944”, di autore ignoto, Petillo trae una splendida descrizione del mercato che si teneva in piazza “Principe Amedeo”: egli trascrive affascinato “il ritratto” della “soffice” piazza, “ornata di oleandri e di acacie”, trasformata in “un vivaio di policrome tende e di larghi banchi di vendita”. Cimmino rivela di aver trovato negli archivi numerosi documenti sui mercanti ottajanesi che nell’ Ottocento frequentavano il mercato di Cicciano e promette che esporrà queste carte nell’Istituto scolastico di Cicciano di cui è Dirigente la prof.ssa Maria Rosaria Caiazzo. La Dirigente, che promuove progetti e iniziative di ampio respiro, si dichiara felice di mettere a disposizione, per la mostra, gli spazi dell’Istituto. “Francesco Petillo – conclude Carmine Cimmino – sa descrivere i fatti e le cose: aveva una rara virtù, quella di “sentire” la voce delle cose”, e di parlarne con la concretezza di un abile disegnatore”. Alla fine della manifestazione, uno dei presenti ha chiesto a Cimmino se sapeva che Petillo amava disegnare e dipingere. Cimmino ha risposto che non lo sapeva, che aveva conosciuto Petillo solo attraverso i suoi libri, ma che, per chi legge con attenzione, non è difficile capire che gli occhi di Francesco Petillo “vedevano” sostanza, disegno e colori delle cose.  

Mariglianella, alimenti in cattive condizioni: denuncia e sanzione per il titolare di un bar/pizzeria

 Pronta alla vendita una tonnellata di alimenti in cattive condizioni, alcuni con muffa. Alcuni prodotti stoccati vicino gli scarichi della fecale. Sequestro dei Carabinieri. Per il titolare del bar pizzeria una denuncia penale.   I carabinieri della stazione forestale di Marigliano, nell’ambito di servizi mirati alla tutela della sicurezza alimentare, effettuati con la collaborazione dell’ASL locale, hanno controllato un bar/pizzeria di Mariglianella. Numerosi i prodotti da forno privi di qualsivoglia riferimento alla tracciabilità: gli alimenti sono stati sequestrati mentre il titolare dell’attività sanzionato per 1500 euro Il controllo è continuato anche nei due locali seminterrati. la pavimentazione era sporca, tante le cicche di sigarette a terra. Sui ripiani di uno scaffale un secchio che conteneva i reflui di un tubo rotto. A poca distanza alcuni alimenti erano poggiati nei pressi degli scarichi fecali mentre flaconi di fitofarmaci erano stoccati insieme a cibi destinati alla vendita. E’ di circa una tonnellata il carico di alimenti posti sotto sequestro perché conservati in condizioni igieniche disastrose: farine, zucchero, pistacchi e nocciole in granella, conserve alimentari, sale iodato, coloranti alimentari. E ancora panini, pane, cornetti, ortaggi e cibi precotti con evidenti segni di muffa. I militari hanno poi documentato che quei locali fossero utilizzati per la panificazione di prodotti da forno, senza alcuna autorizzazione sanitaria e commerciale. Pubblicizzata anche la produzione e la vendita di prodotti biologici e lavorati con lievito madre. Nulla di questo era in realtà in vendita. Il locale è stato sequestrato e così gli alimenti rinvenuti. Il titolare è stato denunciato per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e frode nell’esercizio del commercio.

Somma Vesuviana, prende il via al Torchio la rassegna di teatro all’aperto “Le voci del Monte”

Parte il 2 luglio la rassegna estiva di Teatro all’aperto Le voci del monte 2021 che si tiene a Somma Vesuviana nello spazio esterno de Il Torchio, presso il Parco degli aromi in via Colonnello Aliperta. Il ricco calendario di eventi, organizzato ai piedi del monte Somma, è nato dalla collaborazione tra l’Associazione Il Torchio e il teatro Summarte con l’obiettivo di creare un momento di ripartenza comune del teatro sentito come essenziale occasione di condivisione di diversi sguardi sulla realtà.

Il 2 luglio protagonista della prima serata sarà l’attore  Fabio Cocifoglia ideatore e interprete di Katia e Maurice I diavoli dei Vulcani, l’appassionante storia dei coniugi Krafft un viaggio nella letteratura dei vulcani da Julius Verne a Italo Calvino. Uno scoppiettante racconto tra parole e immagini della storia dei due geologi che hanno meritato il soprannome di diavoli per aver visto 140 eruzioni ed essere sempre sopravvissuti tranne all’ultima. Sono previsti appuntamenti uno alle 19 e l’altro alle 21. Lo spettacolo verrà replicato anche domenica 11 luglio sempre con una doppia alle 19 e alle 21.

Si continua domenica 4 luglio con lo spettacolo Marocchinate con Ariele Vincenti in un testo scritto a quattro mani con Simone Cristicchi e con regia di Nicola Pistoia. Si racconta la storia della popolazione del basso Lazio in un momento epocale della seconda guerra mondiale: lo sfondamento della linea di Montecassino da parte degli Alleati.  Sono previsti due spettacoli uno alle 19 e l’altro alle 21.

 

Venerdì 9 luglio in calendario lo spettacolo Bestie di Scena con protagonisti gli attori della compagnia del Torchio, diretta da Fabio Cocifoglia, in cui vari animali danno una lettura della vita dal loro singolare punto di vista.  Lo spettacolo verrà replicato sabato 17 luglio, sempre con due spettacoli uno alle 19 e l’altro alle 21.

Venerdì 16 luglio Massimiliano Foà propone Il signor B e altre storie, con cui intratterrà grandi e piccini in un mondo di storie, raccontate come si faceva tanto tempo fa assaporandone tutta la magia e il senso di condivisione.  In questo caso l’appuntamento, anche adatto anche ai bambini, è alle 18 e alle 19,30.

Domenica 18 luglio in scena Raccontando Eduardo, un percorso sulla dimensione umana ed artistica di Eduardo De Filippo di e con Antonio Vitale. Monologo nato da uno studio approfondito sul teatro e sulla vita del grande drammaturgo partenopeo, Eduardo De Filippo e nel contempo un omaggio alla sua vasta opera. Doppio spettacolo alle 19 e alle 21.

Martedì 20 luglio la compagnia la Mansarda propone lo spettacolo Carosello di fiabe. Una sorta di museo delle fiabe in cui si darà l’occasione ai bambini di incontrare i più noti personaggi delle fiabe. Il doppio appuntamento adatto anche ai più piccoli è alle 18 e alle 20.

Venerdì 23 luglio Maria Rosaria de Medici sarà in scena con il suo Grand Hotel della Luna, un racconto teatrale della nostalgia dei tempi d’oro del jazz attraverso la storia di un hotel che vide passare alcuni dei miti musicali dell’epoca. Doppio appuntamento alle ore 19.00 e 21.00.

Sabato 24 luglio Salvatore Palombi propone Il Piccolo Principe, una rilettura del racconto di Antoine de Saint-Exupéry, della storia e delle peripezie del suo protagonista accompagnati dalle parole di Lucio Dalla. Doppio spettacolo alle ore 19 e alle ore 21.

Domenica 25 luglio Vincenzo Arena firma la regia di Mamme piccole tragedie minimali di Annibale Ruccello. Uno spettacolo in cui, nella storia di quattro mamme, si leggono sfumature del complesso rapporto con la figura materna. A interpretarle Stefania Cerbone, Vincenzo Arena, Pasquale Indolfi, Francesca Iossa. L’orario è per due spettacoli alle 19 e alle 21

Dal 17 al 19 settembre, ore 21, per la conclusione della rassegna va in scena Virginia e sua zia di Manlio Santanelli interpretato da Imma Pone con la regia di Fabio Cocifoglia. Protagonista la storia di una donna ancora nubile ma alla ricerca di un marito, da sempre dedita alle cure della zia, che si emoziona in vista del suo ennesimo incontro.

La prenotazione agli spettacoli è obbligatoria chiamando al 3935667597 o 3333364729. Il costo dei biglietti è di 10 euro, tranne il 20 luglio di 7 euro.