Coniugi beccati sulla Panoramica su scooter rubato: tornano a casa a piedi

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  SAN SEBASTIANO AL VESUVIO – Targa di copertura su scooter rubato.   Nei guai marito e moglie, denunciati dai carabinieri Potrà finalmente riavere il suo scooter il 25enne napoletano che oltre un mese fa ha presentato una denuncia di furto ai carabinieri Questa notte, infatti, i militari della stazione di San Sebastiano al Vesuvio hanno fermato e controllato due persone in via Panoramica Fellapane.   Erano entrambi a bordo di un ciclomotore con targa di copertura ma telaio corrispondente a quello del veicolo portato via quest’estate e su questo non hanno saputo fornire spiegazioni convincenti. Si tratta di due coniugi del rione De Gasperi di Ponticelli, già noti alle forze dell’ordine: un 51enne e una 45enne, entrambi denunciati per ricettazione Il veicolo sarà restituito mentre ai due è toccato tornare a casa a piedi.

Somma ricorda Mario Cerciello Rega, Don Nicola: “Ci ha passato fiaccola della giustizia”

  Somma Vesuviana – Commozione a Somma Vesuviana dove questa mattina è stata officiata la celebrazione della Santa Messa alla Chiesa di San Domenico per ricordare il carabiniere assassinato a Roma, Mario Cerciello Rega.

L’omelia di Don Nicola

Va’, metti una sentinella che annunci quanto vede!” È il comando che il Signore dà ai capi del popolo e che oggi risuona in questa chiesa, nella quale celebriamo l’Eucaristia nel ricordo del nostro fratello Mario. Questo nostro concittadino è divenuto per tutti noi oggi quella sentinella, cioè colui che ci mette in guardia del pericolo, colui che veglia sulla popolazione addormentata ed è pronto a dare l’allarme qualora ci fosse un pericolo imminente. Noi però, rischiamo di far calare su di lui la cappa del ricordo fine a se stesso, di trasformarlo in un personaggio da tirare fuori per le occasioni, di non rendere giustizia alla sua memoria e al suo sacrificio; per questo, dopo essere diventato lui sentinella e aver dato la vita, ha passato a noi la fiaccola per illuminare il buio delle nostre notti.Sentinella, quanto resta della notte?” La domanda che Dio fa oggi a ciascuno di noi, soprattutto a coloro che hanno responsabilità istituzionali e sono chiamati a servire questa gente, sempre più bisognosa di certezze. La risposta qual è? Cosa possiamo rispondere, in coscienza, alla pressante richiesta del Signore? Siamo entrati in una notte molto fitta: la pandemia ha accresciuto le tenebre che già coprivano le nostre città e i nostri cuori, ma forse a noi oggi manca il coraggio di svegliarci dal sonno in cui siamo ricaduti tutti. Sì, perché nella vita ci vuole coraggio! Oggi ricordiamo il gesto eroico di Mario e, esaminando la nostra vita, chiediamoci: “Ho lo stesso suo coraggio?”. Il coraggio è una mozione del cuore, che ci permette di spingerci oltre il recinto del prevedibile, il coraggio è la capacità di restare svegli e denunciare il nemico che, subdolamente, cerca di devastare le nostre città, il coraggio è sorgente dell’impegno a camminare insieme per ricostruire il nostro paese e ridare speranza. “Sentinella, quanto resta della notte?” La domanda che come comunità cittadina ci siamo posti in un incontro pubblico, proprio in questa chiesa, e alla quale stiamo cercando di dare risposta. Abbiamo trovato alcune risposte:
  1. Dobbiamo urgentemente ritrovare lo spirito comunitario, dobbiamo tornare a vivere le relazioni autentiche, non più mediatiche. Abbiamo urgenza di riabitare i nostri spazi, di coinvolgere le famiglie, di rendere autenticamente protagonisti i nostri ragazzi.
  2. Abbiamo necessità di sentirci sicuri, in un territorio devastato dalla criminalità e dall’esuberanza senza controlli dei ragazzi, che devastano il bene pubblico e non hanno più regole.
  3. Cerchiamo che qualcuno ci indichi la strada per uscire da questa notte, che ci mostri finalmente la luce della speranza, che possa gridare al popolo per risvegliarlo.
Di tutto ciò abbiamo bisogno e, oggi, lo chiediamo alle istituzioni presenti e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: Ritroviamo la luce! Gesù nel Vangelo di Giovanni ci parla del chicco di grano che muore e porta frutto: Mario per noi è il chicco di grano che sta portando frutto. Il suo primo frutto è il convenire oggi in questa chiesa per onorare Mario con un impegno: diventiamo sentinelle di speranza. Per questo, dobbiamo necessariamente “perdere la vita”, cioè distruggere il nostro egoismo, vincere i conflitti, le incomprensioni, distruggere la logica delle barricate, delle lotte partitiche, perché solo insieme ci salviamo. Solo insieme riusciremo a scorgere il bagliore dell’aurora, solo insieme, nel ritorno della notte, avremo la forza di stare svegli e “ce scetà a stu suonn!”. Gesù, colui che per primo è stato chicco di grano morto per donarci vita, possa questa mattina infondere nei nostri cuori, talvolta stanchi e appesantiti, la sua grazia e la forza del suo Spirito. Non dobbiamo rassegnarci, non possiamo farlo, ci deve essere un futuro migliore! Potremmo averlo se, in questo presente, onoriamo il nostro fratello Mario con un impegno: diventare autentiche sentinelle di bene! Per ora, certi della presenza del Signore nella nostra vita, sicuri della forza della risurrezione che ha abbracciato il nostro Mario e sta avvolgendo noi ora, vogliamo insieme guardarci negli occhi, metterci la faccia e dirci con franchezza che dobbiamo iniziare a cambiare. Dio ci aiuti e ci custodisca dal cielo la Vergine Maria, nostra madre dolcissima, preghi per noi Mario, la nostra sentinella più importante e continui con la luce e la bellezza della sua vita donata a darci speranza in questa notte della storia. “Addà passà a nuttat!

Un CuocoPerCaso: la calamarata frutti di mare e porcini

  Per la seconda puntata della nuova rubrica culinaria de “Il Mediano” Giuseppe Di Somma ci delizia con un perfetto connubio mare-monti: la calamarata con frutti di mare e funghi porcini. “Oggi vi propongo un piatto davvero gustoso: Calamarata con frutti di mare e  funghi porcini. Un piatto che strizza l’occhio al mare e al monte. Seguitemi e prepariamolo insieme!” L’autore delle ricette è Giuseppe Di Somma, che da circa 15 anni si occupa della gestione di attività di ristorazione. Attualmente Giuseppe, per tutti semplicemente Peppe, insieme al suo amico Alessio, gestisce il pub 10Hp a Marigliano. Peppe si definisce un “non cuoco” ma ha appreso fin da giovanissimo la passione per la cucina dalla sua mamma, Anna.

Piomba a casa dell’ex e la minaccia: lei si rifugia dalla polizia e lo fa arrestare

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  PORTICI – Maltratta la ex compagna e la figlia dopo essersi introdotto nella loro abitazione: con questa accusa un 34enne è stato arrestato a Portici.   La donna si è presentata al commissariato della Polizia di Stato di Portici – Ercolano denunciando di essere vittima, insieme alla figlia, di comportamenti violenti da parte dell’ex compagno il quale, come già avvenuto in altre occasioni, si era introdotto nella sua abitazione e aveva minacciato entrambe.   Una volta giunti sul posto, gli agenti hanno individuato l’aggressore, un 34enne di Torre del Greco con precedenti di polizia, e lo hanno denunciato per violazione di domicilio e atti persecutori. Poco dopo, la donna ha contattato nuovamente gli agenti raccontando che l’uomo si era ripresentato nei pressi dell’abitazione. A quel punto gli agenti lo hanno bloccato e arrestato per violazione di domicilio e atti persecutori.

De Luca teme frenata nelle vaccinazioni e “Green-Pass” in nero: “Chi ha reddito non ha problemi”

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  Secondo il bollettino della regione Campania i dati relativi ai contagi da Covid-19 restano stabili. Una situazione che al momento non sembra essere preoccupante con un indice di contagio pari al 2,15%: nelle ultime 24 ore, infatti, ci sono stati 348 casi positivi su 16.155 tamponi effettuati. Restano preoccupanti i decessi causa coronavirus, esattamente 4 nelle ultime 24 ore, mentre sono pari a 18 le persone ricoverate in terapia intensiva e 268 quelle in degenza, 14 in meno rispetto alla giornata precedente, dati che confermano la stabilità della situazione relativi al Covid-19 nei presidi ospedalieri. Ciò che preoccupa, secondo il Governatore Vincenzo De Luca, è il blocco nelle ultime settimane della campagna vaccinale le cui cause sarebbero da attribuire alla disinformazione, alla poca responsabilità e alla inciviltà di molte persone: “Siamo veramente alla stregoneria dei tempi del medioevo, le cose più stupide, le invenzioni più inimmaginabili, è davvero sconcertante” – dichiara nella canonica diretta Facebook De Luca – “la situazione è particolarmente critica, tanti vanno a lavorare in nero quindi non hanno il problema della sospensione della retribuzione a causa del mancato green pass, in più vi è un livello alto di reddito di cittadinanza in Campania e chi lo ha non ha nessuna preoccupazione di perdere la retribuzione se non è vaccinato”. Tutte le decisioni prese dal Governo sul Green Pass secondo De Luca non hanno inciso su un netto aumento di richieste di vaccinazioni, al contrario, i cittadini da sempre contrari ad un’obbligatorietà vaccinale continuano a manifestare in quanto anticostituzionale. In Campania attualmente vengono somministrati circa 17mila vaccini ogni giorno, fin ora le somministrazioni totali effettuate sono 7 milioni e 600mila, di cui 4milioni e 600mila con doppia dose di vaccino, dati però che non sono sufficienti al raggiungimento dell’immunizzazione che la Campania si era prefissata all’inizio della campagna vaccinale. In più, ad una settimana dall’inizio del nuovo anno scolastico al momento la situazione pare sia sotto controllo, non vi sono stati fenomeni particolarmente preoccupanti, né focolai al punto di chiudere interi istituti scolastici. Bisognerà attendere però ancora qualche settimana per capire se il quadro scolastico che per ora resta stabile continuerà ad essere rassicurante anche in un futuro prossimo.

Acerra, il mondo di Peppe riunito per un ricordo speciale: “L’amore contrapposto alla banalità del male”

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    Acerra. Un arcobaleno. Come quello che il padre Cuono gli ha dedicato prendendo in prestito le parole del brano di Adriano Celentano. L’arcobaleno nella sala del teatro Italia di Acerra era dipinto sul volto di Giuseppe Travaglino, il ragazzo d’oro che avrà 26 anni per sempre. L’età dei sogni, che per lui erano già in gran parte realizzati, perchè Giuseppe andava veloce: la laurea con 110 e Lode, una carriera brillante, i viaggi, gli amici, gli affetti. Una vita completa spezzata da chi di veloce purtroppo aveva solo il piede sull’acceleratore quella maledetta sera a Pomigliano d’Arco. La sera di ieri però è stata benedetta: benedetta da Giuseppe e dal suo mondo, racchiuso nel teatro della sua città per ricordarlo. C’erano davvero tutti, rispettosi della normativa e Green Pass alla mano, perchè Giuseppe si ricorda soprattutto con l’esempio e col rispetto delle regole. Un mantra dal quale la sua splendida famiglia non ha voluto mai distaccarsi, neanche negli istanti della rabbia e del dolore sconfinato. Una ferita impossibile da rimarginare ma che hanno voluto sublimare facendolo rivivere ogni giorno, ogni ora, ogni attimo. Una vita “rivissuta” nelle parole del suo professore che mai aveva incontrato un ragazzo così, nella lettera dei colleghi, nel discorso mai banale del vescovo di Acerra, mons. Antonio Di Donna, una presenza fissa accanto alla famiglia Travaglino in questi dodici mesi, perchè “c’è una parola per chi resta senza marito o moglie: vedovo; c’è una parola per chi resta senza genitori: orfani; ma nessuna per chi resta senza figli. Non può essere concepita e di fronte alla banalità del male possiamo contrapporre solo l’amore. Scorrono le immagini, le sue parole, i frame di 26 anni vissuti come tante vite. La poesia di Lucia che ha presentato la serata, la vita che continua negli organi donati e negli occhi di chi c’era. “Ci vorrebbe Peppe per parlare di Peppe” hanno scritto gli amici. Per fortuna che lui c’è e parla di lui in ogni loro gesto.  

Camorra, assolti i fratelli del senatore Cesaro

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  SANT’ANTIMO – Il Tribunale di Napoli Nord ha assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, “perché il fatto non sussiste”, gli imprenditori Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli del senatore Luigi Cesaro, difesi dall’avvocato Vincenzo Maiello.   Aniello Cesaro è stato condannato a sei anni, per l’accusa di falso. “I due imprenditore sono stati sottoposti per 4 anni a misure cautelari, di cui i primi due anni in carcere”, ricorda il prof. Maiello che aggiunge: “prendiamo atto, con grande soddisfazione, che il Tribunale di Napoli Nord ha certificato la contrarietà ai fatti di un’accusa così grave che ha creato tanta sofferenza personale familiare ed economico-imprenditoriale ai miei assistiti. Dobbiamo riconoscere al Tribunale di aver emesso una decisione in piena autonomia e autonomia di giudizio, nonostante una campagna mediatica che aveva sin dall’inizio raccontato enfaticamente la vicenda, alimentando un forte e diffuso pregiudizio nei confronti degli imputati”.   Con riferimento alla condanna di Aniello Cesaro per il delitto di falso, Maiello ha detto di “confidare nell’assoluzione in grado di Appello”. Il collegio giudicante (composto dal presidente Francesco Chiaromonte e dai giudici Marina Napolitano e Luca Rossetti) ha anche ritenuto di non doversi procedere nei confronti dei due imprenditori, per intervenuta prescrizione, in relazione ad alcune contravvenzioni.  

Superiori, ad Acerra svolta vicina: indirizzo ambientale al Munari e polo liceale al De’ Liguori

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ACERRA. “Dobbiamo programma il rientro dei ragazzi acerrani che frequentano fuori città e per farlo occorre far nascere un istituto tecnico e professionale. Mi sono battuto per far arrivare al Munari l’indirizzo “Gestione delle Acque e Risanamento Ambientale”, e su questa strada proseguiremo.”
Così il presidente del consiglio comunale Andrea Piatto ha fatto il punto sui cambiamenti che nei prossimi anni riguarderanno gli istituti superiori acerrani. L’annuncio è avvenuto nel corso dell’appuntamento con “Verso gli Stati Generali della Scuola” organizzato mercoledì presso la sala consiliare del Municipio: “L’indirizzo tecnico per ambiente e gestione delle acque deve essere il futuro. Dobbiamo portare gli indirizzi liceali al “De’ Liguori”, riunendo scolastico e artistico in un unico polo liceale; il Munari dal canto suo può diventare un istituto tecnico-professionale di grande rilevanza sul territorio.”
Piatto si è poi soffermato sulla valenza sociale della scuola e sull’impatto che un allargamento delle ore di formazione potrebbe avere sui giovani a rischio: “Si deve arrivare alla scuola a tempo pieno come presidio sociale dei territori. In alcuni quartieri significa avere un avamposto di legalità per salvare i ragazzi.”

Rione delle carceri assediato, decine di fermati: lotta pure agli sversamenti

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  Torre Annunziata – Controlli dei Carabinieri. Lotta al degrado sociale e ambientale Nell’ambito dei servizi disposti dal comando provinciale di Napoli, i Carabinieri della compagnia di torre annunziata continuano i servizi a largo raggio. Questa volta i militari hanno incentrato il servizio nel quartiere del centro storico “quadrilatero delle carceri”: 75 le persone identificate e 36 i veicoli controllati, 2 di questi sono stati sequestrati. Arrestato per evasione Salvatore Kosta, 37enne del posto già noto alle forze dell’ordine. I militari lo hanno notato a passeggio in vico pace nonostante la misura a cui era sottoposto. Ora è in attesa di giudizio. Denunciato a piede libero un 28enne per reiterata guida senza patente. Durante le operazioni, i Carabinieri hanno segnalato all’ente comunale dei depositi di rifiuti speciali che erano accatastati in via Commercio, a largo Cuparella e nella traversa Siano. L’immondizia è stata rimossa da una ditta specializzata.

Muore a 36 anni per il Covid, lutto in provincia: era uno sportivo

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CALVIZZANO – Trentasei anni, nessuna patologia, fisico da sportivo, calcetto con gli amici e palestra: sembrerebbe l’identikit perfetto di chi ha poco da temere dal Covid. E invece il maledetto virus ha portato via proprio un ragazzo così: Bruno Puerio, 36 anni, non c’è più, portato via dal nemico invisibile chiamato Covid19.
E’ stato Giacomo Pirozzi, sindaco della sua città, Calvizzano, a rendere noto il triste epilogo: “Calvizzano piange la scomparsa del giovanissimo Bruno Puerio, 36 anni, deceduto a causa del coronavirus. Una tragedia. Era ricoverato da diverse settimane, purtroppo, non ce l’ha fatta. Tutta la comunità Calvizzanese si stringe al fortissimo dolore della mamma, del papà, della famiglia, degli amici. È un giorno di lutto per la nostra comunità. Possa tu riposare in pace. Sale, purtroppo, a 25 il numero dei deceduti per Covid a Calvizzano.”
“Siamo tristi e solidali con le famiglie di tutte le vittime che hanno perso la vita a causa di questa terribile malattia. Esorto ancora una volta la comunità a vaccinarsi, fatelo, è l’unica arma che abbiamo a disposizione per contrastare il covid. C’è bisogno di unità, responsabilità. Mi auguro e spero che non dovremo più dare notizie simili.”