RapinaRolex e droga, blitz della polizia: 10 arresti
NAPOLI – Su delega del Procuratore della Repubblica si comunica che nella mattinata odierna la Squadra Mobile di Napoli ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare coercitiva emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli nei confronti di 10 soggetti di origine napoletana, di etĂ compresa tra i 26 e i 67 anni, gravemente indiziati di tentata rapina aggravata, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
Il provvedimento compendia gli esiti di un’articolata attività investigativa svolta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Procura di Napoli, su due individui che, nel quartiere Secondigliano, a bordo di uno scooter, tentavano di rapinare una donna del proprio orologio Rolex.
Le indagini, altresì, hanno permesso di raccogliere indizi circa l’esistenza di due diversi gruppi, operativi prevalentemente nelle zone di Cappella a Pontenuovo, Case Nuove e Gianturco, dediti alla vendita al dettaglio di diverse tipologie di sostanze stupefacenti, e hanno consentito agli investigatori di arrestare in flagranza di reato alcuni dei pusher e sequestrare diversi quantitativi di droga
Rogo Airola, stop scuola in 5 Comuni: vigile del fuoco ricoverato
AIROLA – Due vigili del fuoco, uno ricoverato e per intossicazione e scuole chiuse in cinque Comuni tra Sannio e Casertano.
E’ ancora una giornata difficile a seguito dell’incendio avvenuto ad Airola: a bruciare un capannone industriale della Sapa, azienda rinomata per la lavorazione di plastica per pezzi di ricambio auto che da oggi pomeriggio tiene impegnati decine di pompieri per lo spegnimento delle fiamme che hanno causato una nube di fumo che ha raggiunto anche Caserta e Napoli, favorita dal forte vento.
Al lavoro i tecnici dell’Arpac che dovranno monitorare la qualitĂ dell’aria. In cinque Comuni oggi le scuole sono chiuse: dopo il primo cittadino di Airola, nella tarda serata di ieri i sindaci di San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico, Arienzo e Cervino, Comuni vicini seppur nel Casertano, hanno deciso la chiusura delle scuole per l’impossibilitĂ di aprire le finestre.
Disastro in una ditta, nube nera in mezza Campania
AIROLA. Da Napoli a Santa Maria Capua Vetere. Irpinia, area Nord di Napoli, Sannio, Valle di Suessola, Nolano: in questo momento mezza Campania è sotto una nube nera provocata dall’incendio capannone della logistica della Sapna, azienda specializzata nella componenti automobilistiche, nella zona industriale di Airola, in provincia di Benevento.
In questo momento sono impegnate diverse squadre per arginare un rogo di proporzioni gigantesche. A Nola, Acerra, Pomigliano e dintorni sono decine le segnalazioni di persone che avvertono odore acro e vedono la nube nera avvicinarsi.
Il Comune di Airola ha consigliato ai cittadini di tenere chiuse le finestre ed addirittura a coloro che vivono nella traiettoria del fumo di lasciare le proprie abitazioni. La situazione è comunque allarmante in diversi centri e soltanto nelle prossime ore, a rogo domato, si potrà fare una stima dei danni.
Cambiano settore durante partita, fioccano i Daspo allo stadio
NAPOLI – Il Questore di Napoli ha emesso provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive calcistiche per un anno nei confronti di 8 persone che, durante l’incontro di calcio Napoli-Venezia dello scorso 22 agosto, si sono rese responsabili di scavalcamento – o agevolazione allo scavalcamento – dal settore inferiore della curva B a quello superiore.
Inoltre, con riferimento all’incontro di calcio Napoli-Cagliari del 26 settembre, sono state denunciate 6 persone, due delle quali minorenni, in quanto responsabili di scavalcamento dal settore inferiore della curva B a quello superiore. Anche in questo caso è stata avviata la procedura finalizzata all’emissione del Daspo.
Infine, in occasione del medesimo incontro, sono state elevate 5 sanzioni amministrative per possesso di stupefacenti, tentato scavalcamento, introduzione di striscione non autorizzato e accesso allo stadio senza titolo al termine del deflusso degli spettatori a fine partita.
Federico Salvatore grave dopo malore, la compagna: “E’ sotto osservazione”
NAPOLI – E’ ricoverato in condizioni molto serie all’ospedale del Mare di Napoli il cantante e showman Federico Salvatore colpito da malore in queste ore.
E’ la compagna Flavia D’Alessio ad aggiornare tramite il profilo ufficiale sulle condizioni dell’artista: “Sono Flavia D’Alessio, moglie di Federico Salvatore. In virtĂą delle tante notizie (tra vere e false che stanno girando) ci tenevo io in prima persona ad informarvi dell’accaduto.
Non è un momento semplice, ma nessuno, ora, può fare diagnosi certe e definitive. Federico ora è sotto osservazione ed è sottoposto a una serie di accertamenti. Da sua compagna di vita e da madre dei suoi figli, sto cercando di contenere più possibile il grande dolore che provo, di rimanere lucida e di gestire i nostri ragazzi, tranquillizzandoli e dicendo loro la verità : il papà è affidato alle cure di ottimi medici. Un appello alla stampa: nessuno nega la libertà e il dovere di informazione ma abbiate cura anche delle persone.
So bene quanto sia grande l’amore che circonda Federico, lo vivo da vent’anni. E so bene quanta preoccupazione ci sia per lui da parte dei suoi fans, che lo seguono da sempre. E, quindi, quanto sia forte la voglia di sapere. Vi aggiornerò, sperando che al posto mio, ci sia proprio lui a raccontarvi quello che è successo.”
Somma, consigliere lancia servizio Whatsapp per le lamentele dei cittadini
La nota del consigliere Granato
Riceviamo e pubblichiamo
Somma Vesuviana – Viste le continue lamentele da parte dei cittadini sommesi per i numerosi disservizi, propongo a quest’amministrazione di istituire un servizio di segnalazione, giĂ presente in altri comuni, a mezzo dell’applicazione WhatsApp (metodo veloce ed immediato per entrare in contatto con gli uffici comunali) per esporre tutte le problematiche presenti sul territorio: lampade spente, buche, abbandono dei rifiuti, avvallamenti, segnaletica divelta, insidie stradali, atti di vandalismo nei luoghi pubblici quali villette comunali, monumenti ecc…
Il Consigliere Comunale Salvatore Granato
Il mare di Calvino, il pianto di Montalbano e le gravi colpe della mia generazione
La pandemia  sta togliendo il velo ai seri problemi economici, politici e culturali che scuotono la societĂ italiana e che mettono radici negli anni ’70: i giovani di allora, che sono oggi i vecchi di un’Italia in ogni senso vecchia, non seppero “voltar pagina” con la necessaria risolutezza e con una spietata chiarezza di idee. Due “scene” di Italo Calvino e di Andrea Camilleri, che commentai dieci anni fa – un commento che pubblico di nuovo –  descrivono concretamente quel fallimento e la percezione della inadeguatezza di quei giovani. E’ un articolo del 2012, ma certi passaggi sul capitalismo sembrano scritti oggi. L’immagine di corredo è  di un quadro di  J.Vettriano, “Elegia per un ammiraglio morto”.
Un personaggio di Italo Calvino, Palomar,  ritto sulla spiaggia, vuole guardare non le onde, ma “ un’ onda singola e basta “: non ama le sensazioni  complesse e perciò vaghe, dirige ogni suo gesto verso oggetti limitati e precisi. Ma un’ onda singola i suoi occhi non riescono a fissarla:  anche se la distinguono dall’onda che viene dietro, non possono separarla da quella che la precede: che è un’onda bizzarra, poichĂ© all’improvviso si rivolge contro l’onda che si trascina appresso, e pare che abbia l’intenzione di bloccarla, di impedirle di andare a morire, in uno sbuffo di schiuma, sulla spiaggia. Gli occhi di Palomar sono prima conquistati  dall’intreccio dei movimenti, e poi confusi da un’onda lunga che avanza di traverso e scompiglia il quadro di insieme. Risulta evidente, allora, l’importanza del riflusso: “ se si concentra l’attenzione “, “ sembra che il vero movimento sia quello che parte dalla riva e va verso il largo.” Se avesse pazienza, Palomar riuscirebbe a “ scorgere la vera sostanza del mondo al di lĂ delle abitudini sensoriali e mentali”, potrebbe scoprire che la veritĂ del reale è l’esatto contrario delle apparenze che egli ha sempre accettato come certamente vere. Ma lui  non ce l’ha, questa pazienza.  “ L’ostinazione che spinge le onde verso la costa ha partita vinta “. Palomar si accontenta. E si allontana lungo la spiaggia, “ ancora piĂą insicuro di tutto.”. Calvino  costruisce  il personaggio di Palomar sul finire degli anni ’70. Credo che nella viltĂ intellettuale e nell’insicurezza “ dubitativa “ di Palomar ci sia la storia della mia generazione,  di coloro che sono nati alla metĂ del sec.XX.   Ci educarono alla solidarietĂ e alla comprensione dell’altro, trovammo Maestri che ci spiegarono e ci fecero capire ( è un ambo che non sempre esce sulle ruote della scuola)  Vico, Spinoza, Kant, Husserl, leggemmo “ Nessun uomo è un’isola “ , ci illudemmo, dopo il 1968,  con una nuova versione del mito della nuova frontiera.  Ma i carri armati sovietici che nel 1956 “ avevano portato la pace “ a  Budapest  ci impedirono di pensare liberamente, e di ammettere che in tutte le guerre condotte dagli americani e dai loro alleati, con armi proprie e improprie, c’era una buona dose di veleni neocolonialisti. Accettammo come fondamenti della libertĂ e della democrazia tutte le perversioni del capitalismo: non vedemmo  – facemmo finta di non vedere – i cappi e i palchi che le cupole del capitalismo giĂ preparavano  per impiccarci. I giovani avrebbero dovuto conquistare il mondo, e demolire le frontiere: oggi, nella societĂ globale, i trentenni  sopravvivono con la pensione dei genitori, perchĂ© i genitori hanno visto, ma non hanno capito, e loro, i trentenni, praticano troppo i mondi virtuali,  comprese le chiacchiere sulla speranza, e trascurano il peso e i morsi del presente: e lo lasciano, il presente, in mano ai soliti vecchi che la storia non riesce a spazzare via: perchĂ© quelli sono capaci di strangolare anche i figli, pur di non farsi spazzare via. Il mare aprì le terre dell’ Europa alle onde dell’immigrazione, e la civiltĂ antica dell’ Europa ci impose di imparare in fretta come il flusso e il riflusso mischiano   le culture. L’ Europa mediterranea ha accolto tutti, ora a fatica, ora con solidale disponibilitĂ . E oggi si domanda se troverĂ presso gli altri la solidarietĂ che essa non ha negato a nessuno. Un ministro finlandese  ha chiesto il Partenone come pegno del prestito ai Greci: è una battuta infelice, hanno detto. E’ una battuta felice, invece: ci consola molto ricordare che il  ricco popolo di quel ministro  sta da qualche parte, ai margini, nella cartina geografica dell’ Europa, ma nella storia dell’ Europa non trova posto nemmeno in una nota a pie’ di pagina.  E invece il Partenone sta al centro della storia dell’ Occidente e dell’ammirazione del mondo. Ci consola scoprire che la situazione è assurda: i Paesi rischiano di fallire se non obbediscono al tirannico dettato delle agenzie di rating: ma rischiano di fallire anche se obbediscono, “ e per effetto di aver obbedito “ ( Beppe Sebaste). In “ Vampa d’ Agosto “, che Camilleri pubblicò nel 2006, il commissario Montalbano prende in affitto una casa per gli amici genovesi di Livia, la sua fidanzata, che hanno deciso di trascorrere l’estate sul mare di Vigata. La villetta, disabitata da tempo, ha un intero piano interrato: qui trovano un baule, e nel baule i resti di una ragazza scomparsa anni prima:  si scopre che è stata uccisa, dopo essere stata violentata.  E’ un’estate particolare per Montalbano: all’improvviso, egli ha sentito i suoi cinquanta anni come un laccio che soffoca il respiro; il mondo gli si è accartocciato sulle spalle, e lui si è trovato, stanco e smarrito, su quella linea d’ombra da cui si guarda sempre meno al futuro e sempre di piĂą al passato. E’ fatale che egli senta una impetuosa attrazione – la vampa d’agosto – per Adriana, la splendida gemella della ragazza uccisa. Adriana si lascia attirare nel gioco della seduzione: ma in realtà è lei che comanda la quadriglia, fino al giorno in cui Montalbano, dipanato il garbuglio del giallo,  la conduce davanti al carnefice della sorella. In un lampo Adriana  uccide l’assassino con la pistola del commissario: che, paralizzato dalla sorpresa, si scuote solo per dichiarare  che è stato lui a sparare. Se ne va sconvolto: è doloroso per lui scoprire di essere stato usato dalla ragazza. Si sente uno zimbello. Allora si spoglia e si tuffa nel mare di Vigata. Ma non avverte piĂą la vitalitĂ delle onde.  PerchĂ© mentre nuota, piange. Nuota e piange.
Al di là dei dati cronologici, mi pare che la storia della mia generazione si svolga tutta tra il mare  che confonde gli occhi di Palomar e il pianto in mare del commissario Montalbano.
Tredicenne scappato dagli orrori afghani tenta suicidio: salvato dai medici napoletani
NAPOLI – I medici ma anche l’uso di un mediatore culturale, hanno permesso al II Policlinico di Napoli di salvare un bambino afgano, convincendolo a curarsi il diabete e facendolo uscire da un disagio che lo aveva portato a un tentativo di suicidio. E’ la storia del piccolo Karim (nome di fantasia, ndr) di 13 anni che è stato preso in cura e oggi dimesso dall’UnitĂ Operativa Semplice Dipartimentale di Neuropsichiatria Infantile della Federico II di Napoli.
Il ragazzino era fuggito dall’Afghanistan caduto in mano ai talebani sull’ultimo volo in partenza a fine agosto, senza parenti viene accolto in una casa famiglia nel Cilento. Ma Karim porta dentro troppo dolore e troppi tormenti e tenta la fuga con una bicicletta, cercando di raggiungere un parente in Francia.
Durante la fuga Karim si sente male, i medici che lo prendono in cura scoprono che il ragazzo è diabetico e viene ricoverato. Lui però non accetta di stare in ospedale e ha difficoltĂ a comprendere quello che sta accadendo e così arriva a un gesto estremo, buttandosi dalla finestra. Solo l’intervento tempestivo da parte dei sanitari e degli accompagnatori scongiura il peggio.
A questo punto Karim viene portato alla Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Federico II, guidata da Carmela Bravaccio, dove si lavora per sostenerlo nel percorso di accettazione di diagnosi e cura del diabete, ma anche vagliare lo stato mentale. Nonostante le difficoltĂ legate alla lingua e alle diverse usanze, l’intervento di un mediatore culturale consente l’instaurarsi di un rapporto di fiducia con il personale sanitario. Karim impara a fidarsi e apprende gradualmente informazioni mediche e gestionali riguardanti il diabete e un supporto finalizzato a restituire una prospettiva nuova e diversa di vita. Un lavoro di equipe, dunque, che ha visto interfacciarsi, ognuno per le proprie competenze, medici diabetologi pediatri, assistenti sociali e neuropsichiatri infantili, in rete con il territorio e con le istituzioni giuridiche preposte alla gestione di un caso tanto delicato. Il percorso di gestione d’urgenza si è concluso con un lieto fine, ma non si conclude il percorso clinico e di follow-up per un caso che necessita di attenzione da parte delle istituzioni e dei servizi del territorio.
“La storia di questo bambino – sottolinea all’Ansa il direttore generale Anna Iervolino – ci ricorda la ragione per la quale il nostro lavoro nell’area della Neuropsichiatria infantile è essenziale. Il vissuto di Karim è legato agli orrori dai quali è dovuto fuggire, storia come ce ne sono tante. Per questo la nostra Azienda Ospedaliera Universitaria intende continuare a fare rete con il territorio per garantire risposte concrete in situazioni di grande complessitĂ diventando sempre piĂą un polo di riferimento, non solo regionale, per le emergenze-urgenze in ambito neuropsichiatrico”.Â
Studente arrestato per droga dalla polizia grazie a un’app
Giovane pusher arrestato grazie a Youpol.
Portici – Ieri sera gli agenti del Commissariato di Portici-Ercolano, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa sono intervenuti in via San Cristofaro a Portici poichĂ© un cittadino, tramite l’app YouPol, aveva segnalato un’attivitĂ di spaccio.
I poliziotti, giunti sul posto, hanno notato due giovani che, alla loro vista, si sono allontanati velocemente.
Gli agenti hanno raggiunto e bloccato uno dei due trovandolo in possesso di 9 bustine contenenti 9 grammi circa marijuana e 140 euro, mentre nella sua abitazione hanno rinvenuto 52 bustine con 52 grammi circa della stessa sostanza.
Un 17enne di Portici è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Il comandante Maiello: “Lavori abusivi: sequestrata la villa dei figli del boss”
Operazione della polizia municipale di Pomigliano col supporto dei tecnici del Comune. I sigilli all’abitazione convalidati dal gip del tribunale
Secondo quanto denunciato dalla polizia municipale i figli del boss di Pomigliano stavano ampliando la villa di famiglia senza aver prima chiesto e ottenuto la licenza edilizia del Comune. E una volta accertato tutto ciò i caschi bianchi hanno sequestrato il cantiere, giudicato illegale, e denunciato per abusivismo fratello e sorella, vale a dire i figli di colui che – in base alle indiscrezioni trapelate – nell’informativa allegata al sequestro e inviata alla magistratura è ritenuto il boss del clan egemone nel territorio. Un personaggio, pregiudicato per associazione di stampo camorristico, che i carabinieri hanno arrestato l’ultima volta nel 2015 con l’accusa di turbativa d’asta ed estorsione aggravata dal metodo mafioso (per questa vicenda è stato condannato nel 2016, anche se gli furono restituiti alcuni beni sequestrati per un ammontare di 5 milioni di euro). Intanto da tempo vari componenti della famiglia del reggente del clan sono finiti sotto osservazione speciale nell’ambito dell’inchiesta sul Piano Casa, iniziata un anno fa e che ha portato al sequestro di circa venti cantieri per un totale di oltre 300 appartamenti. I figli del pregiudicato risultano giĂ indagati per due di questi cantieri dov’era stata prevista la realizzazione di decine di appartamenti. Nel frattempo, a gennaio di quest’anno, i due hanno comunicato al Comune di Pomigliano una “Scia” allo scopo di iniziare i lavori edili a casa loro, una villa ubicata a poca distanza dal cimitero di Pomigliano. A questo proposito è necessario fare una breve digressione sulla Scia. La Segnalazione certificata di inizio attivitĂ consente al cittadino di eseguire, nell’immobile di sua proprietĂ , alcuni lavori edilizi di “limitata entità ”, dopo aver presentato all’amministrazione comunale un’apposita segnalazione certificata da un tecnico abilitato. Il problema però è che secondo i tecnici del Comune inviati sul posto, e anche per il comandante della polizia municipale, il colonnello Luigi Maiello, nella villa non è stato dato il via a “lavori di limitata entità ”. In base a quanto contestato nel sequestro, convalidato pochi giorni fa dal gip del tribunale di Nola, fratello e sorella, ora indagati, per cominciare quel tipo di opera non dovevano inviare una semplice comunicazione al Comune attraverso un loro tecnico di fiducia (pure lui denunciato e indagato sia per questa storia che per alcuni cantieri del Piano Casa aperti nel centro di Pomigliano). “L’opera edile in corso – affermano gli agenti della polizia municipale – è di dimensioni tali da comportare il rilascio della licenza edilizia, rilascio che però non si è mai verificato. Inoltre il progetto contiene un ampliamento del 20 % sulla base del piano casa che non poteva essere consentito con una Scia. C’è infine un ultimo dato: il cantiere edile ricade nella fascia di rispetto cimiteriale”.

