Sequestrati oltre 50 chili di cocaina per oltre 2 milioni

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  CASORIA. Oltre 50 chili di cocaina per un prezzo di mercato di circa due milioni di euro sono stati sequestrati nel corso di un’operazione degli agenti del commissariato Vasto Arenaccia di Napoli, agli ordini del vice questore aggiunto Manuela Marafioti.   A Casoria i poliziotti hanno notato a bordo di un’auto Citroen C3 Picasso di colore bianco un uomo che ha cercato di divincolarsi nel traffico per eludere un controllo. Gli agenti sono allora scesi dall’auto di servizio e hanno bloccato l’uomo. Nel corso di una perquisizione, in un sottovano ricavato artigianalmente sotto il sedile anteriore del passeggero hanno trovato 13 panetti di cocaina del peso di un chilo ciascuno.   Si è decisa quindi una perquisizione al suo domicilio di Casoria dove, nascosti in un soppalco, sono stati scoperti altri 34 panetti delle stesse dimensioni, peso e sostanza di quelli rinvenuti nell’auto. Inoltre, in un cassetto sono state trovate 5 buste contenenti sempre cocaina, un bilancino digitale e 11 mila euro, tutti in banconote da 50 euro. Così Ciro De Liso, di 34 anni, è stato arrestato e su disposizione del pm di turno della Procura di Napoli Nord successivamente condotto al carcere di Poggioreale. Nel corso della stessa operazione è stato scoperto hashish nel vano motore di un frigo di un bar, un uomo è stato arrestato. In una nota Annalisa Cimino, segretario provinciale Siulp Napoli Fd e Monica Nasti, coordinatore provinciale Siulp, evidenziano l’importanza dell’operazione che “sottrae alla criminalità un’indebita fonte di approvvigionamento proprio a ridosso del Natale”. Un plauso alla dirigente del commissariato, Manuela Marafioti, “unitamente a tutte le donne e gli uomini di quel commissariato che con la loro professionalità ed abnegazione ed il consueto spirito di sacrificio che li caratterizza hanno portato a compimento una complessa attività di polizia giudiziaria contribuendo in maniera significativa al lustro della Questura di Napoli”.

Panettoni industriali e artigianali. Il monito di Carotenuto: «Non inganniamo i consumatori»

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Riceviamo e pubblichiamo

«Gli imprenditori dell’industria dolciaria dovrebbero buttare giù la maschera e smettere di chiamare artigianali anche quei panettoni che vengono preparati mesi prima e contengono conservanti. In questo modo si confonde il consumatore, soprattutto durante il periodo natalizio». È la dichiarazione di Carmine Carotenuto, patron del Royal Luxury di Somma Vesuviana, una delle pasticcerie più antiche e conosciute della zona vesuviana.

Secondo Carotenuto, «troppo spesso leggiamo la scritta “artigianale” su panettoni che sono stati preparati mesi prima in laboratori industriali. Peraltro questi prodotti hanno anche costi esorbitanti. Io sfido tutti a fare come faccio io: mettere la data di produzione su ogni prodotto. È l’unico modo per smascherare gli inganni»

Somma Vesuviana, covid, aumentano i positivi in città

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Salvatore Di Sarno : “Prestiamo attenzione e rispettiamo le regole, rischiamo chiusure. Abbiamo 18 nuovi positivi”.   “A Somma Vesuviana 18 nuovi positivi nelle ultime 24 ore. Attualmente siamo a 112 positivi attivi e 70 in sorveglianza sanitaria. La buona notizia è che registriamo anche 16 guariti. Sto effettuando anche un monitoraggio della situazione nelle varie platee scolastiche. Abbiamo 5 positivi nella platea scolastica della Scuola Media Statale San Giovanni Bosco – Summa Villa, 5 positivi nella platea scolastica del Terzo Circolo Didattico e 3 positivi nella platea scolastica del Liceo Scientifico. I casi sono stati già isolati. Inoltre per alcuni si tratta di persone che arrivano da fuori Somma Vesuviana. Invito la popolazione al rispetto delle regole perché i rischi poi ricadono soprattutto su figli ed anziani. A Somma Vesuviana, al momento stiamo adottando la linea di mantenere le scuole aperte con la didattica in presenza perché la scuola ha rappresentato molto per questi ragazzi nel ritorno alla socializzazione. E non è giusto che sia la scuola a pagare per il comportamento sbagliato degli adulti. Dobbiamo vaccinarci noi adulti e vaccinare i bambini. Ricordo che come da ordinanza regionale, dal 23 Dicembre e fino all’1 Gennaio è fatto divieto di consumo di cibo e bevande, alcoliche e non alcoliche, con esclusione dell’acqua, nelle aree pubbliche, ivi compresi gli spazi antistanti gli esercizi commerciali, le piazze, le ville e i parchi comunali. Resta consentito il consumo ai tavoli all’aperto nel rispetto del distanziamento. Nei luoghi pubblici all’aperto è fatto divieto di svolgimento di eventi, feste o altre manifestazioni che possano dar luogo a fenomeni di assembramento o affollamento. Resta l’obbligo della mascherina all’aria aperta nei centri urbani, piazze, se si è in coda, nei mercati, fiere e trasporto. Dunque rispettiamo le regole al fine di tutelare la salute di tutti e di evitare altre misure più restrittive”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano.  

Acerra, sequestrato istituto di vigilanza abusivo: denunciati titolare e dipendenti

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  Acerra – Sequestrato un istituto di vigilanza abusivo. Denunciati il titolare e 4 dipendenti. Ieri mattina gli agenti del Commissariato di Acerra hanno effettuato un controllo presso un istituto di vigilanza in via Matteotti ad Acerra dove hanno identificato il titolare accertando che era privo della licenza prefettizia per lo svolgimento dell’attività di vigilanza. I poliziotti, all’interno dell’esercizio, hanno scoperto una stanza adibita a sala operativa da controllo remoto completa di 10 monitor, alcune scrivanie utilizzate come postazioni di lavoro complete di radio e microfoni e diversi biglietti da visita riportanti anche l’utenza telefonica di un collaboratore. Inoltre, gli operatori hanno controllato 3 auto con a bordo altrettanti dipendenti, di cui uno sprovvisto della patente di guida, ed una quarta vettura in uso al titolare, tutte dotate di lampeggiante fisso e mobile e riportanti il logo dell’istituto. Il titolare, un 44enne napoletano, è stato denunciato per esercizio di istituto di vigilanza senza la licenza del Prefetto mentre i quattro dipendenti, acerrani di 55, 51, 21 e 29 anni, tutti con precedenti di polizia, sono stati denunciati per aver prestato opera di vigilanza privata sprovvisti del decreto prefettizio di Guardia Particolare Giurata; al 55enne, è stata altresì contestata una violazione del Codice della Strada per guida senza patente poiché mai conseguita. Il locale e le auto, di cui una sottoposta anche a fermo amministrativo, sono stati sottoposti a sequestro.

Buche e incidenti, ecco le strade killer della provincia: nel Vesuviano numeri impietosi

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Quando si parla di sicurezza stradale, si sa, bisogna attenersi a tutte le normative imposte dal codice stradale, dunque indossare la cintura di sicurezza o il casco, non oltrepassare il limite di velocità, mantenere la distanza di sicurezza, non utilizzare il cellulare mentre si guida ecc. Nella provincia di Napoli sono stati rilevati in tutto il 2020 5.313 incidenti, con 7.594 feriti e 87 deceduti. Risultano attualmente in aumento dunque i sinistri stradali, circa +2.5%, mentre il tasso di decessi è in leggera diminuzione rispetto allo scorso anno. A volte però tutte le precauzioni di sicurezza non bastano. Nell’area vesuviana ci sono infatti delle strade particolarmente pericolose su cui la sicurezza stradale è spesso in bilico. Ciò è causa di molti incidenti stradale, alcuni fatali, motivo per cui hanno l’appellativo di “strade della morte”. Una delle strade delle zone vesuviane che tutti conoscono per l’alto numero di incidenti avvenuti è sicuramente la statale 268, considerata la strada della morte per eccellenza, il cui problema principale risulta essere il traffico di molti comuni con una intensità abitativa molto alta motivo per cui risulta spesso caotica ed estremamente pericolosa. Altra strada causa di molti incidenti fatali è l’Asse Mediano a causa della costruzione e della messa in sicurezza che risultano essere assolutamente non perfette, con tratti in cui la visibilità è ridotta e avvallamenti improvvisi. Stessa cosa accade per la Circumvallazione, tratti bui, molte intersezioni a ridosso delle rotatorie che hanno permesso a questa strada di avere il tasso di incidenti stradali più alto di tutte per molti anni. Un altro dei problemi assolutamente da risolvere di queste strade, e non solo, solo le frequenti buche che si formano e in generale le condizioni quasi sempre precarie dell’asfalto al punto che, in caso di pioggia o mal tempo, molte di esse risultano quasi ai limiti della praticabilità.  

“Verso la selva di Dante”: nel nome del Sommo la rassegna culturale al Castello Caravita

Domenica, 19 Dicembre, alle ore 18 si terrà una serata interamente dedicata alla cultura, in particolar modo alla Divina Commedia di Dante Alighieri, presso il suggestivo castello Caravita di Sirignano.  Voluta fortemente dal poeta e filosofo B. Theo Di Giovanni, studioso appassionato e da tempo estimatore del Sommo Poeta, e dalle poetesse Stefania Russo e Daniela Forcos, “Verso la selva di Dante” è una  rassegna culturale a cui parteciperanno anche tanti altri nomi dello scenario letterario nazionale, segno di celebrazione collettiva e profonda unione letteraria in nome di Dante Alighieri. La serata inizierà con i saluti del Sindaco di Sirignano, per poi continuare con una prolusione di Theo Di Giovanni e a seguire l’intervento di Stefania Russo e Daniela Forcos. Presente alla serata anche il giovane maestro, Lorenzo Savarese che aprirà la rassegna con una esibizione musicale, seguita dalla lettura del proemio del primo canto, e poi via via le altre declamazioni  degli artisti. La seconda parte della serata sarà invece dedicata alla lettura di alcuni versi del III canto e del V canto dell’inferno con accompagnamento musicale di Andrea Famoso. “Il Consigliere Regionale dott. Francesco Iovino, si complimenta per l’iniziativa”. L’Altra Scuola, Associazione culturale di San Giuseppe Vesuviano, ha concesso il patrocinio morale, quale sostegno per la cultura e la sua diffusione.

Torna “Libri…(DI)Vini”, è il momento di Salzano

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“Libri… (DI)Vini” in diretta da UNIGUS per presentare il libro di Giovanni Salzano. Torna “Libri… (DI)Vini” il programma radiofonico ideato e condotto da Sonia Sodano e Maria Consiglia Izzo, in onda su Radio Onda Music, con la regia a cura del dj producer Mauro Lanzieri, in arte Law In Arm. L’appuntamento è fissato per venerdì 17 dicembre alle ore 18 in diretta dall’ Università dei Gusti e dei Saperi (UNIGUS) di Sant’Anastasia, in via G. Boccaccio, 17. Il format, giunto alla sua quarta edizione, torna in onda dopo una pausa legata al delicato momento storico che stiamo vivendo a causa della pandemia da covid-19. Lo fa rispolverando i grandi classici che l’hanno reso celebre al pubblico di ascoltatori, ovvero, riproponendo la combinazione tra lettura e degustazione di vini. Media partener dell’evento i giornali “Il Mediano” e “Cultura A Colori”. Protagonista della diretta di venerdì sarà il giornalista e scrittore, Giovanni Salzano, con il libro “#12 Papà: Calendario della paternità” (Editore Ultra). Presente all’evento anche l’attrice Ludovica Turrini, reduce dal successo dell’ adattamento teatrale di Geppy Gleijeses “Così parlo bellavista” con, tra gli altri, Geppy Gleijeses, Marisa Laurito, Benedetto Casillo. I vini abbinati al libro sono quelli della Fattoria Selvanova, azienda a conduzione biologica che si estende per 45 ettari sull’omonima collina nel piccolo comune di Castel Campagnano, una frazione di Squille (Caserta). L’ingresso e la degustazione sono gratuiti, e avverranno nel rispetto di tutte le regole di contenimento per il covid-19. I presenti dovranno essere muniti di green pass e mascherina. E’ gradita la prenotazione.

Vollese fermato coi soldi sul cantiere di Casalnuovo dopo aver chiesto il pizzo

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Casalnuovo – Tenta estorsione nei confronti di un imprenditore ma la vittima chiede aiuto ai Carabinieri. Arrestato 38enne Ieri pomeriggio a Casalnuovo i Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno arrestato in flagranza di reato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso Giovanni Sandomenico, 38enne di volla già noto alle forze dell’ordine.   L’uomo, nella giornata precedente, si era recato a Casalnuovo presso un cantiere edile di un imprenditore casertano. Pretendeva di parlare con l’imprenditore con l’evidente scopo estorsivo. La vittima ha avuto il coraggio di denunciare immediatamente quanto fosse avvenuto ai Carabinieri.   I militari di Castello di Cisterna insieme a quelli della locale tenenza hanno organizzato un servizio ad hoc presso il cantiere e così hanno bloccato ed arrestato il 38enne che voleva 20mila euro.   Perquisito, è stato trovato in possesso della somma contante di più di 4mila euro ed ora sono in corso indagini per ricostruire la “storia” di quel denaro che è stato sequestrato. L’arrestato è stato condotto al carcere di Secondigliano a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Simone, killer condannato a 30 anni. La madre: “Mi hanno dato altre 9 coltellate”

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  CASALNUOVO – La prima sezione della Corte di Assise di Napoli, presieduta da Teresa Annunziata, ha condannato a 30 anni di reclusione Domenico Iossa, il diciannovenne reo confesso dell’omicidio dello studente Simone Frascogna, assassinato a 19 anni, nel centro di Casalnuovo, il 3 novembre 2020, dopo una lite per motivi di viabilità. Stamattina, davanti all’ingresso di piazza Cenni del Tribunale di Napoli, è stato esposto da amici e parenti uno striscione con per chiedere “Giustizia per Simone”. Ad attendere la sentenza ci sono anche i genitori di altri giovani uccisi. Al processo si sono costituiti parte civile i Comuni di Casalnuovo e Napoli. Per l’assassinio del ragazzo sono stati già condannati due complici minorenni di Iossa. Si tratta di F.T., 17 anni, di Casalnuovo, al quale sono stati inflitti 10 anni di reclusione e dui C.B., anche lui 17enne, che il gup del tribunale dei minorenni ha condannato a 7 anni di reclusione. F.T. è stato condannato per concorso nell’omicidio di Simone, mentre C.B. per aver tentato di uccidere un amico della giovane vittima. Domenico Iossa, difeso dall’avvocato Antonio Iorio, dopo essersi costituito dichiarò di avere accoltellato Simone perché stava avendo la peggio in una colluttazione che lui e i suoi amici avevano innescato. Il sostituto procuratore di Nola, al termine della sua requisitoria, ha chiesto l’ergastolo e 6 mesi di isolamento per Iossa.   La madre. “Con questa sentenza, emessa dalla Corte di Assise di Napoli, mio figlio è stato ucciso di nuovo, ci sono state inflitte altre 9 coltellate”. L’ha accolta con dolore, Natascia Lipari, la mamma di Simone Frascogna – il 19enne accoltellato e ucciso per motivi di viabilità – la sentenza con la quale oggi uno degli assassini, Domenico Iossa, 19 anni, è stato condannato a 30 anni di reclusione. “La vita di mio figlio – ha aggiunto Natascia – non vale 30 anni. La pena giusta sarebbe stata l’ergastolo, quello che stiamo scontando noi da quel tragico giorno in cui Simone è stato barbaramente assassinato. Abbiamo a disposizione un video, che renderemo pubblico a tempo debito, nel quale si vede la ferocia con la quale l’assassino di mio figlio ha agito. Oggi – ha concluso la signora – lo Stato italiano ha detto che si può uccidere”. Per uno dei legali della famiglia della vittima, l’avvocato Alfonso Liccardo, “i giudici hanno erogato una pena severa, la massima dopo l’ergastolo. Sono state concesse le attenuanti generiche. Leggeremo nelle motivazioni ma credo che abbiano pesato su questa decisione la giovane età e il fatto che Iossa era incensurato. E’ giusto pensare alla rieducazione, credo sia questo il ragionamento della Corte, ma noi non siamo soddisfatti e siamo pronti ad affiancare il pm Patrizia Mucciacito, che ha fatto un lavoro eccezionale, quando proporrà appello”. L’avvocato Liccardo ha ricordato che Iossa ha sferrato ben nove coltellate per uccidere Simone, che si è costituito due giorni dopo l’omicidio e che l’arma del delitto, come il suo cellulare, non li ha mai fatti ritrovare. Alla lettura della sentenza hanno assistito anche il sindaco di Casalnuovo e la Fondazione Polis. All’esterno del nuovo palazzo di giustizia di Napoli hanno accolto con dolore anche una folta rappresentanza di familiari di vittime: i familiari di Gianluca Coppola, il 27enne morto dopo essere stato ferito per motivi di gelosia, a colpi di pistola, lo scorso 8 aprile a Casoria e i parenti di Maurizio Cerrato, ammazzato a coltellate, lo scorso 19 aprile, per un parcheggio. C’era anche Anna Gaeta, vedova di Patrizio Falcone, il marittimo di 42 anni ucciso con una coltellata al cuore per diverbi condominiali: “Chiediamo la vicinanza delle istituzioni – ha detto Anna – alla morte dei nostri cari si aggiunge la solitudine nella quale siamo stati lasciati dalle istituzioni. Rispetto alle famiglie delle vittime di femminicidio e della camorra, siamo praticamente vittime di serie Z”. “Come in tante altre occasioni – ha detto Francesco Emilio Borrelli, anche lui in piazza per sostenere la famiglia di Simone – sono al fianco delle vittime. Mentre a favore dei carnefici scendono in piazza migliaia di persone e politici, al fianco delle vittime incontro sempre meno gente. Il nostro dovere uomini delle istituzioni è di stare al fianco delle persone perbene vittime di violenze inaccettabili. E invece paradossalmente queste persone sono sempre più sole”.

Aria di feste, polizia nei negozi: nei guai 3 commercianti per botti illegali

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  Volla e Barra: sequestrati 130 kg di fuochi pirotecnici. Denunciati il titolare ed i gestori di due esercizi commerciali. Martedì gli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale hanno effettuato un controllo presso un esercizio commerciale di articoli pirotecnici in Viale Vesuvio a Volla dove hanno rinvenuto 10 “batterie” di fuochi d’artificio per un peso di circa 40 kg, di cui 4,5 kg di massa attiva, appartenenti alla categoria “F2” per i quali occorre essere in possesso di licenza del Prefetto di cui il titolare era sprovvisto. L’uomo e la moglie, gestore dell’attività, napoletani di 49 e 44 anni entrambi con precedenti di polizia, sono stati denunciati per commercio abusivo di materie esplodenti. Ieri, inoltre, i poliziotti hanno controllato un’altra attività commerciale di articoli pirotecnici in via Argine dove hanno sequestrato 28 “batterie” di fuochi per un peso complessivo di 90 kg, di cui 10 kg di massa attiva, anche questi appartenenti alla categoria “F2” che necessitano della licenza prefettizia per la vendita ed hanno denunciato il gestore, un 31enne napoletano con precedenti di polizia,  per commercio abusivo di materie esplodenti.