La “leggera” amarezza di “Monsieur Lazhar”, film di Philippe Falardeau.

“Una classe è un luogo di amicizia, di lavoro, di cortesia”, questo è lo spirito che guida Bachir Lazhar, perfetto gentiluomo e insegnante che tutti vorrebbero avere; il risultato è una pellicola sorprendente, in cui nulla è dato per scontato. Sulla scia di “Detachement”, si sviluppa delicatamente la trama di “Monsieur Lazhar”, la pluripremiata pellicola diretta da Philippe Falardeau. “Monsieur Lazhar” racconta la storia di una classe di scuola media di Montreal scossa dal brutale suicidio della sua adorata insegnante, Martine.  Bachir Lazhar, un immigrato algerino cinquantenne, offre alla scuola i suoi servizi come supplente e viene rapidamente assunto. Mentre aiuta i bambini a “guarire” e a convivere con la perdita, egli impara anche ad accettare il proprio passato doloroso e a sopportare i ricordi legati a quel Paese che gli ha strappato drammaticamente moglie e figli. Il percorso di Lazhar non è assolutamente semplice, non deve solo fare i conti con una cultura diversa dalla sua e con un francese più sviluppato rispetto a quello parlato in Algeria, ma deve anche stare attento al modo con cui vive il suo rapporto con gli studenti: le regole imposte agli insegnanti dal sistema canadese sono alquanto rigide, la minima “trasgressione” non passa inosservata. Montreal non certo è Algeri, è una città apparentemente aperta all’integrazione e al dialogo con culture differenti, ma cela un sistema legale terribilmente rigido, pronto a minare e comprimere l’immunità e la tutela dei diritti dei suoi cittadini. Malgrado ciò, “Monsieur Lazhar” ha qualcosa di cui qualsiasi film che si ambienti in un quadro politico-sociale difficile ha bisogno: un cuore. Il “cuore” è proprio Bachir Lazhar, un superbo insegnante, nonché un uomo cortese ed estremamente comprensivo, il quale cerca di placare i sentimenti di confusione e di rimorso suscitati nei suoi giovani alunni dall’assurdo gesto compiuto da Martine, proprio in quella classe in cui ci si ritrova, ogni giorno, a fare lezione. Inoltre, Falardieu pone domande difficili, di cui la più scomoda è: come sarà possibile ai docenti inculcare norme di comportamento civile se le loro mani sono legate?. Attraverso l’analisi necessaria per dare risposte si disegna un quadro preciso del sistema educativo del Canada. Gli insegnanti, oramai sfiduciati e poco stimolati dal loro mestiere, si trovano a dover trattare gli alunni come “rifiuti radioattivi”, mantenendo un distacco assoluto e trattando temi cruciali (come, appunto, quello del suicidio) in maniera superficiale e poco efficace. Questo sembra essere, tra le altre cose, il sintomo di una incapacità di comunicazione reciproca tra insegnanti e genitori: da qui la paralisi del sistema scolastico, l’impossibilità di avviare qualsiasi processo educativo. . Falardeau, nonostante il “peso” delle domande e degli argomenti , dirige il film con una grazia senza fronzoli, di cui sono “complici” preziosi la brillante e luminosa fotografia e lo stile minimalista del disegno degli ambienti (stile che ricorda chiaramente la semplicità scenografica di Ruben Ostlund). Più di ogni altro film sulla vita della scuola dell’obbligo “Monsieur Lazhar”  descrive magistralmente l’intensità e la fragilità dei legami che il “luogo” concreto della lezione costituisce tra alunni e docenti: l’intensità è data dai valori del cuore e dell’intelletto, la fragilità nasce dalla diffidenza degli altri. CINEMA E PAROLE http://ilmediano.com/category/cinema-e-parole-2/

Caserta. Preso Carlo Bianco, attuale capo del clan Zagaria

In manette anche Giuseppe Catalano, affiliato alla stessa fazione del clan. La Polizia di Stato di Caserta ha fermato Carlo Bianco, 31 anni, ritenuto l’attuale reggente della fazione Zagaria del clan dei Casalesi. La squadra mobile ha eseguito un fermo emesso dal pm Giordano della Dda di Napoli anche nei confronti di Giuseppe Catalano, 31 anni, affiliato alla stessa fazione del clan. Sono entrambi accusati di estorsione nei confronti di un imprenditore caseario di Casal di Principe (Caserta).

Pomigliano, il sindaco presenta il documento programmatico. Le opposizioni: ” E’ copiato da internet….”

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Battaglia in consiglio comunale sull’autenticità del programma di governo. Poi approvato dalla maggioranza. Russo: “rivendico dalla prima all’ultima parola del programma”.    

Oggi nel consiglio comunale di Pomigliano si sono registrate ore di battibecchi, di repliche e controrepliche. Una sequela di scontri durati molto tempo circa l’ autenticità del documento programmatico relativo ai prossimi cinque anni di governo della giunta del sindaco di Forza Italia, Raffaele Russo. Documento che è stato oggetto della seduta monotematica risultata ad alta tensione. La miccia dell’ennesimo scontro è stata accesa quando gli esponenti dell’ opposizione Pd e del Movimento Cinque Stelle hanno accusato il sindaco di “aver letto per circa due ore 29 pagine di linee programmatiche per la città  copiate quasi per intero dai siti internet di vari comuni italiani, finanche da siti di giardinaggio “.  “E non solo – ha aggiunto Michele Tufano, capogruppo del Pd – ha copiato anche da libri d’autore, e questo è un reato “. Tufano ha elencato tutte le parti che sarebbero state inserite col più classico dei copia e incolla nel file, quindi stampato, del documento programmatico per Pomigliano. Brani tratti – secondo Tufano – dalle linee d’indirizzo delle maggioranze politiche di vari comuni italiani amministrati dal Pd. Dario De Falco, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, ha poi rincarato la dose delle accuse: “L’unico sforzo che è stato fatto è quello del copia e incolla: quel documento scritto di suo pugno è stato copiato dal computer”. E Giovanni Russo, consigliere comunale del Pd, ha aggiunto: “Testo allotrio, frutto di aggregazione di altri testi”. In difesa di Russo è intervenuto per primo il consigliere di maggioranza Vincenzo Caprioli. “Nei nostri uffici vi sono covi di serpenti – ha detto – il programma non è stato copiato: è lo stesso che è stato presentato in campagna elettorale”.  Ma il consigliere pentastellato Salvatore Cioffi ha controreplicato con un abbrivio ironico: “Sapete chi è Larry Tisler? E’ il dirigente di Amazon, quello che ha inventato il control c-control v: il copia e incolla…. “. Durissimo e tagliente l’intervento del democrat Michele Caiazzo, sindaco della città dal 1995 al 2005: ” In gran parte questo documento è scopiazzato. E’ la prima volta che in questa città succede una cosa così grave. Questo documento non è credibile, va ritirato. La seduta del consiglio comunale va sciolta. E’ incredibile: pezzi presi da altre parti, a casaccio. Come si può farne oggetto di una discussione di merito ? Sono pagine non edificanti per questa città. Sicuramente non è stato il sindaco a scrivere questo documento che è, come si dice a Napoli, ” pezzottato “. Per cui ritiratelo, ammettete questa cosa, prevalga il buonsenso “.  Subito dopo c’è stato il fuoco di fila anti Caiazzo. Fucilate dai consiglieri Gianfranco Mazia ( Forza Italia ), Domenico Leone ( Udc ) e Giuseppe Capone ( Forza Italia ).  Mazia ( quasi urlando ): ” A me non interessa dei brogliacci copiati, scopiazzati. Quello che mi interessa è che venga realizzato il programma. Finora sono state le altre città a copiare da noi ! “. Leone: ” Abbagliati dal fumo del copia e incolla avete voluto accendere i riflettori “. Capone: ” Non è un copia e incolla quello dei nostri risultati e dei nostri progetti, della città che abbiamo ripulito, resa ordinata, riqualificata, rilanciata, della raccolta differenziata “. Subito dopo ha preso la parola il sindaco. ” Rivendico dalla prima all’ultima parola – la replica di Russo – quello che c’è scritto nelle linee programmatiche. A me non cambia niente che poi questi dati, che sono stati dati ai miei assessori, agli uffici competenti, siano stati messi in bella prendendoli dal web. Questo è il programma presentato alla città che mi ha votato a maggioranza assoluta. La città che mi ha votato nel 1980, nel 1985, nel 1990, nel 1992, nel 2010 e nel 2015 “. Russo ha lanciato una bordata indicando Michele Caiazzo. ” Non è il copia e incolla la cosa più grave – la sua frecciata  – la cosa più grave è quello che di male ha fatto il Pd a Pomigliano e che chi lo ha fatto sieda ancora in consiglio comunale “. Fiume in piena di accuse pesanti anche al Movimento Cinque Stelle: ” Non vorrei che si arrivasse al vostro sindaco di Ragusa, che ha dato il via alle trivellazioni, al sindaco di Parma, che ha aperto l’inceneritore, a quello di Quarto, che ha costruito abusivamente e affidato i manifesti alla tipografia di suo marito. E che dire della “peste” di Livorno ? “. Polemiche che si sono allargate alla questione del chiosco di un ristoratore di viale Terracciano, chiosco che il Pd ritiene abusivo e per il quale i democratici hanno sporto denuncia alla Procura della Repubblica. ” Potete fare quante denunce volete – ha avvertito Russo – ma la ricchezza di Pomigliano è il commercio “. Tornando al progetto programmatico il sindaco ha sottolineato che ” probabilmente sarà stata copiata la dicitura ” ma che il progetto è suo, che non lo ritirerà e che quindi dovrà andare avanti senza il contributo delle opposizioni “.               A quel punto De Falco ha ripreso la parola dando il via al “contro bombardamento” del sindaco: ” Questa non sarà ricordata come l’amministrazione dello “stiracchiamento” delle norme ma come l’amministrazione della scopiazzatura. Se non sei in grado di scrivere il programma di governo perchè ti sei candidato ? Questa è una presa in giro “. Il capogruppo Cinque Stelle ha annunciato che porterà il video delle accuse di Raffaele Russo a Rosa Capuozzo, il primo cittadino di Quarto. ” Poi vedremo se lei vorrà denunciarlo “, ha avvertito De Falco.  Infine, a proposito delle accuse a Caiazzo da parte di Russo, Michele Tufano le ha definite “eversive”. ” Avete fatto un manifesto contro i Cinque Stelle definendoli eversivi – la presa di posizione del capogruppo Pd – ma in realtà è lei eversivo, sindaco “. Il consiglio comunale è iniziato alle 10 e 30 ed è terminato alle 16. Le linee programmatiche sono state approvate con 15 voti a favore e 8 contro.

 

Giro di vite dei militari nel Vesuviano: arresti per spaccio e contrabbando. Due denunce, infine, per fitto di immobili fatiscenti

A Casoria una persona è stata arrestata, mentre un’altra è finita ai domiciliari, per detenzione di tabacco di contrabbando. Arresti anche a Pomigliano, questa volta per spaccio di droga. A San Gennaro Vesuviano, invece, due persone sono finite in manette per aver fittato immobili piccoli, fatiscenti e poco salutari.   Controlli a tappeto dei militari nel Vesuviano. In seguito ad un’operazione contro l’illegalità diffusa, infatti, a Casoria una 37enne è stata arrestata in flagranza di reato perché trovata in possesso di 28 kg di tabacco di contrabbando. A Pomigliano d’Arco, invece, in piazza Mercato, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Castello di Cisterna hanno sorpreso due persone mentre cedevano una dose di crack a un acquirente. Si tratta di Francesco Cipolletta e Luigi Buccino, 39enne e 26enne, entrambi di Napoli. I militari sono riusciti a bloccarli, nonostante il tentativo di fuga dei due malviventi. Perquisiti sul posto, sono stati ritrovati in possesso di a 0,5 grammi di marijuana e contante per 70 € ritenuto provento illecito. Il tutto è stato posto sotto sequestro, mentre gli arrestati saranno giudicati per direttissima. Due arresti anche a San Gennaro Vesuviano. Questa volta a finire nel mirino die militari due proprietari di immobili, accusati di aver fittato a 74 cittadini bengalesi 6 appartamenti fatiscenti privi dei requisiti minimi di salubrità (un numero  spropositato rispetto alle dimensioni degli immobili). Le unità abitative erano “regolarmente” date in affitto ad alcuni stranieri in regola con le norme sull’immigrazione. ma questi “condividevano” le case affittate a loro nome con altri connazionali (tra i quali ben 39 clandestini). La proprietaria degli immobili e suo padre sono stati denunciati: si tratta di un pensionato 63enne e di sua figlia 43enne, entrambi della zona, che sebbene a conoscenza della situazione di degrado e illegalità, per fini di lucro avevano consentito l’utilizzo degli edifici in via Nuova Nola, favorendo la permanenza illegale dei clandestini sul territorio italiano. I militari hanno richiesto al Sindaco l’emissione di una ordinanza di sgombero per ragioni di igiene e sanità. Nel medesimo stabile, al piano seminterrato, c’erano attivi due opifici tessili. I titolari, anch’essi bengalesi, sono stati denunciati per furto di energia elettrica essendosi allacciati abusivamente alla rete pubblica di distribuzione.

San Gennaro Vesuviano, il Fondo Ambiente Italia restaura il Convento Francescano

Trentamila euro stanziati per il restauro e la ristrutturazione del Convento Francescano uno dei Luoghi del Cuore scelti dal Fai.   Il Convento francescano di San Gennaro Vesuviano insieme al Museo Filangieri di Napoli è uno dei Luoghi del Cuore scelti dal Fai (Fondo Ambiente Italia) attraverso il tradizionale censimento, organizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Il FAI è un’associazione che cura in Italia luoghi speciali per le generazioni presenti e future, promuove l’educazione, l’amore, la conoscenza e il godimento per l’ambiente, il paesaggio, il patrimonio storico e artistico della nazione e vigila sulla tutela dei beni paesaggistici e culturali. Nel rispetto dell’articolo 9 della Costituzione si occupa inoltre dei paesaggi a rischio e minacciati, raccogliendo appelli delle comunità locali, facendo segnalazioni alle istituzioni competenti, intervenendo direttamente laddove possibile e promuovendo un turismo culturale di qualità attraverso l’ideazione di un ricco calendario di viaggi in Italia e all’estero, caratterizzati da percorsi inediti sotto la guida di docenti esperti, e sensibilizzando il mondo delle imprese tramite iniziative di volontariato aziendale e progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa. I progetti di restauro e valorizzazione che riguardano la struttura conventuale di San Gennaro Vesuviano ed il museo partenopeo, andranno a dividersi insieme ad altri 18 Luoghi del Cuore la somma di 250 mila euro, di cui 30mila saranno destinati al Convento vesuviano. La somma totale destinata ai progetti è di 400 mila euro: 150 mila andranno ai primi tre classificati (il Convento dei Frati Cappuccini a Monterosso al Mare, la Certosa di Calci e il Castello di Calatubo ad Alcamo) e al vincitore della sezione ‘Expo 2015 – Nutrire il pianeta’ (le Saline di Marsala e la laguna Lo Stagnone a Marsala), 250 mila agli altri 18 progetti. Il Convento Francescano di San Gennaro Vesuviano è attualmente aperto al culto, ma infiltrazioni d’acqua stanno danneggiano il suo interno e il chiostro coi suoi affreschi settecenteschi. Da qui la necessità di lavori di restauro. Il convento è il simbolo del Paese sin dal 1613, anno in cui il Marchese Scipione Pignatelli eresse la struttura e istituì la fiera. La chiesa dei francescani, semplice costruzione barocca, conserva stucchi del XVIII secolo e un pregevole coro ligneo intagliato della stessa epoca. Grazie ai Frati Minori che la propagandavano tra le popolazioni dell’ Agro-Nolano, Vesuviano e Sarnese ed offrivano ospitalità ai venditori, la Fiera di San Gennaro Vesuviano ebbe grande risonanza e fu subito considerata un appuntamento importante per le popolazioni, per artigiani e mercanti, tanto da essere citata come esempio di organizzazione già nel XVII secolo. Ebbe una propria sede stabile sui 20 moggi di terreno (80.000 mq) e per tutelare il suo spiazzo da usurpazioni, furono disputate controversie per molti secoli. Fu resa Fiera Franca, cioè libera da gabelle e da dazi, ebbe propria amministrazione col “Catapano”, il Maestro di Fiera investito dall’ autorità feudale, che disponeva di propri gendarmi, di luoghi di pena, amministrava la giustizia per reati commessi durante la fiera e per fatti di fiera, assegnava gli spazi, concedeva lasciapassare, gestiva le carceri. La Fiera Vesuviana di San Gennaro Vesuviano è stata, nei secoli, il più importante momento di scambio commerciale nell’area interna del Vesuvio, tanto che non poterono sorgere altre istituzioni fieristiche che potessero danneggiarla. Per tutto il XIX secolo la Fiera ha svolto il suo ruolo di scambio e di vetrina della produzione vesuviana. Ancora oggi è l’evento più importante del Paese. «Ci sono luoghi noti e luoghi meno noti. Luoghi da proteggere e luoghi da recuperare. Luoghi intimi legati alla vita di ciascuno di noi e luoghi pubblici specchio di una comunità. Questa è l’Italia che il FAI con il censimento “I Luoghi del Cuore” desidera portare alla luce, perché tutti possano scoprire o riscoprire le tante bellezze che ci circondano e di cui, spesso, non siamo consapevoli» si legge sul portale del Fai; il Convento Francescano di S. Gennaro V. è una delle bellezze italiane da riportare alla luce.

Raccolta differenziata a Ottaviano, al via il nuovo calendario

Tra le novità di quest’anno, la raccolta dell’indifferenziato che avverrà un solo giorno a settimana.   Parte domani, domenica 22 novembre, il nuovo calendario della raccolta differenziata a Ottaviano. In questi giorni, alcuni addetti della ditta che gestisce il servizio di raccolta nella cittadina vesuviana hanno spiegato a tutte le famiglie quali sono le novità, la più importante delle quali riguarda il conferimento dell’indifferenziato non riciclabile, che potrà avvenire un solo giorno a settimana. L’indifferenziato, infatti, sarà raccolto il venerdì mattina e, pertanto, i cittadini potranno depositare i rifiuti non riciclabili il giovedì sera dalle 20 alle 24. Fa eccezione il conferimento di pannolini e pannoloni che, oltre al giovedì, possono essere depositati anche la domenica sera dalle 20 alle 24 e possono essere consegnati alla ditta, con prenotazione telefonica, fino a tre volte a settimana, chiamando il numero 800701525. Le altre tipologie di immondizia saranno raccolte lo stesso numero di volte del vecchio calendario: sono variati soltanto i giorni di conferimento, così come spiegato nel promemoria consegnato a tutte le famiglia di Ottaviano. La riduzione dei giorni in cui si potrà conferire l’indifferenziato non riciclabile consentirà al Comune di Ottaviano di raggiungere standard più elevati di raccolta differenziata ed aumentare la percentuale, facendo raggiungere alla città il primato di Comune riciclone. Il sindaco Luca Capasso, il consigliere comunale delegato Giorgio Marigliano e tutta l’amministrazione comunale confidano nella collaborazione dei cittadini.

Sant’Anastasia. Disabilità visiva e tecnologia, al Centro Liguori la mostra

L’appuntamento è per sabato 28 novembre. La mostra darà la possibilità ai partecipanti di conoscere e provare ausili tiflotecnici e tiflodidattici per non vedenti e ipovedenti.   La Sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, RAPPRESENTANZA DI SANT’ANASTASIA, Associazione che rappresenta e tutela gli interessi morali e materiali delle persone con disabilità visiva, organizza una mostra a Sant’Anastasia. Tale mostra/dimostrazione di ausili tiflotecnici e tiflodidattici per non vedenti e ipovedenti, si terrà il 28 novembre 2015, dalle 15,00 alle 18,00 al centro Liguori. Nell’ambito della mostra/dimostrazione sarà possibile conoscere e provare macchine di lettura parlanti e ingrandenti, video ingranditori da tavolo e portatili, smartphone e cellulari con tastiera e sintesi vocale, stampanti braille, pc con software ingrandente e sintesi vocale, mini pc braille, ausili utili per l’autonomia domestica e approfondimento delle tematiche relative all’accessibilità dei nuovi dispositivi della famiglia Apple.

“Tappeto Volante”, a Napoli ancora visite al Museo del Sottosuolo con la guida de ‘o munaciello

Torna sabato 21 novembre e nel fine settimana dal 27 al 29 novembre “L’Inferno di Dante”. Continuano, con grande successo di pubblico, le visite al Museo del Sottosuolo effettuate con la guida teatralizzata de “O’Munaciello”. La leggenda del Munaciello, spiritello del folklore napoletano, buono con chi lo rispetta e dispettoso con chi lo maltratta, fa da sfondo alla visita guidata del Museo del Sottosuolo di Piazza Cavour, 140, diretto da Luca Cuttitta, con la sua millenaria storia che parte dalla Magna Grecia per concludersi ai giorni nostri. È possibile effettuare la visita ogni giorno dal giovedì alla domenica, gli orari sono consultabili dal sito www.tappetovolante.org, per info e prenotazioni contatti allo 0818631581. Domenica 22 novembre i turni vanno dalle 10 alle 17, ogni ora. Torna il consueto appuntamento con la rappresentazione dello spettacolo di Domenico Maria Corrado, produzione Tappeto Volante, che sta incantando grandi e piccini: “L’Inferno di Dante nel Museo del Sottosuolo” torna sabato 21 novembre alle ore 10.30, 12, 19 e 21 e nel weekend successivo, venerdì 27 novembre turni ore 10.15, 11.30, 12.45, sabato 28 negli orari 19.30 e 21 e domenica 29 novembre ore 10.30 e 12. La prenotazione è obbligatoria.

Camera Commercio Napoli, cambio vertici: Grassi candidato alla Presidenza

Da un comunicato di Confindustria Campania si apprende che Vito Grassi sarebbe il candidato per la carica di Presidente nella città partenopea, mentre Andrea Prete sarebbe candidato alla Presidenza della Camera di Commercio di Salerno.

Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Campania ha deciso di proporre la candidatura di Vito Grassi, vicepresidente dell’Unione industriali di Napoli, per la Presidenza della Camera di Commercio di Napoli. Ha inoltre “accettato di assumersi la responsabilità della guida della Camera di Commercio di Salerno grazie alla disponibilità e all’impegno di un esponente di primo piano del suo sistema quale è quella” di Andrea Prete. Lo rende noto Confindustria Campania. (Fonte foto: rete internet)

Per i nostri “martiri del rimorso” la colpa delle stragi non è dell’Islam, è dell’Europa. Cesare al Rubicone e il “Mica sono Pasquale” di Totò…

Sono d’accordo con tutti, con i pacifisti a oltranza e con chi predica che  gli Europei stanno pagando il loro passato e il loro presente di imperialisti e di sfruttatori. Ma ci dicano cosa bisogna fare.  La disunione dell’Unione Europea. Le arditezze linguistiche di Renzi. Porgerei volentieri un’altra guancia. Ma ne ho solo due. Un classico esempio di risolutezza. Nel gennaio del ’49 a.C. Cesare è al Rubicone, se guada il fiume alla testa dei suoi legionari, è la guerra civile. Plutarco racconta che Cesare si ferma, medita a lungo e in silenzio, poi parla con alcuni amici, riflette sul numero e sull’entità delle sciagure che la guerra civile produrrà, ma “alla fine, con un colpo d’ala, come se muovendo da un ragionamento si lanciasse verso il futuro”, pronuncia “la famosa frase” : “ Il dado sia tratto”. E attraversa il fiume. Nessuna traduzione, nemmeno questa, che è di Domenico Magnino, riesce a rendere la potenza del passo di Plutarco: Cesare non vuole che il suo futuro sia costruito dai nemici, e cioè dal Senato e da Pompeo, vuole essere il fabbro del proprio destino, e perciò muove verso l’altra riva, verso il domani, spinto dal “thymòs”, da un moto interiore in cui si fondono l’istinto, le ragioni del cuore e le ragioni dell’intelligenza. (Già tra i contemporanei di Cesare qualcuno sospettava che quella sulla riva del Rubicone fosse una “scena” abilmente costruita e splendidamente recitata: secondo Cicerone, Cesare aveva deciso già da un mese di marciare su Roma alla testa dei suoi soldati). In questi giorni in cui l’Europa si chiede se questa è una guerra, oppure no, i governi e i comuni cittadini stanno sciorinando tutto il catalogo dei “distinguo” e dell’” andiamoci piano”, dei “ma “, dei “però”.  Ci sono i pacifisti a priori, e io sono d’accordo con loro. Sono d’accordo con “i flagellatori di sé stessi”, con i “martiri del rimorso” i quali ci ricordano, a ogni ora del giorno, il nostro passato e il nostro presente di colonialisti e di imperialisti, di massacratori, di sfruttatori, e così via.  Si susseguono su “fb” e nei salotti TV le lezioni di storia date da storici professionisti e anche da qualche storico dilettante: mi permetto di ricordare che ancora nel sec.XIX arabi erano i negrieri che portavano gli schiavi dall’ Africa centrale ai porti dell’Atlantico e del Mediterraneo, alle navi dei compratori. E gli americani hanno condotto in modo folle le folli guerre contro l’Irak per accontentare i signori del petrolio, quelli di casa loro, e quelli del golfo Persico: e questi oggi, per simpatia o per paura, finanziano l’Isis. Perciò, sono d’accordo con coloro che vedono nello Stato islamico e nell’ Isis i “figli” del casino “americano”: non mi è difficile dichiararmi d’accordo: degli americani ammiro solo i film western, alcuni cantanti e gli scrittori di gialli. Se qualcuno dicesse che dietro l’Isis ci sono la “Mano Nera” e il “Vecchio della Montagna”, mi dichiarerei d’accordo. Sono d’accordo con gli “analisti” i quali ci ordinano di non fare fasci con tutte le erbe, di distinguere tra musulmani e musulmani, di non chiudere le porte e i cuori agli immigrati siriani, che sono essi stessi vittime dell’Isis, di non dimenticare che contro l’Isis combattono già altri musulmani e i guerrieri curdi e le guerriere curde. Non posso che essere d’accordo: ho sempre ragionato in termini di individui e di singole persone, e mai per generi e specie. Non dimentico quanto di “musulmano” ci fosse nel programma culturale di Federico II, il più grande sovrano che Napoli abbia mai avuto, e nelle università da lui fondate. Sono d’accordo con tutti quelli – un esercito – che ora scoprono – la cronaca del nostro tempo è piena di scopritori dell’acqua calda – scoprono che noi europei vendiamo tonnellate di armi al Kuwait e non ci chiediamo perché il Kuwait che ha tre milioni e mezzo di abitanti compri tutte queste armi. Non si fanno domande indiscrete a chi paga in contanti e ci fornisce pure il petrolio. Mi permetto di dichiararmi d’accordo con Massimo Cacciari, il quale ha detto che la verità è una sola: l’Europa non manderà un solo soldato di terra, perché l’Europa non sa e non può più combattere battaglie che impongono a tutti i contendenti un alto tributo di sangue. Grazie all’ Isis, Il signor Renzi ha sfornato il suo capolavoro: “Capisco chi utilizza la parola guerra, ma io non la uso. E’ evidente che l’attacco di Parigi è strutturalmente un attacco militare. E’ una gigantesca aggressione all’idea stessa della nostra identità”. (Repubblica.it, pomeriggio del 17 novembre).  No, non l’ha detto Crozza, l’ha detto proprio il signor Renzi. Chi sa se Hollande gli ha chiesto scusa per averla usata, quella parola: in ogni caso ci deve ringraziare, il presidente francese, perché abbiamo inondato “fb” con i tre colori della bandiera di Francia e in massa abbiamo indossato le magliette della solidarietà: gli Italiani quando si schierano, non hanno paura di nessuno. Ma sarei pronto a dichiararmi d’accordo anche con il signor Renzi, se mi dicesse non cosa non si deve fare, ma cosa bisogna fare contro dei fanatici addestrati militarmente che entrano nei bar, nei ristoranti, nei teatri, negli stadi, negli alberghi e fanno un sadico macello di inermi innocenti. Se fossero solo schiaffi, porgerei l’altra guancia, e la cosa mi tornerebbe utile anche nel giorno del Giudizio. Se fossero solo schiaffi, potrei anche scompisciarmi dalle risate, come si scompisciava Totò nel famoso duetto con Mario Castellani: un tizio che non conosco, racconta Totò, mi ha aggredito, gridando: “Pasquale maledetto, ti ho trovato, ti voglio abboffare di mazzate”, e mi ha abboffato di mazzate, e mentre mi picchiava, continuava a urlare “Pasquale maledetto, maledetto Pasquale” e io mi scompisciavo dal ridere. “Ma come, quel tizio ti abboffava di mazzate, e tu ti scompisciavi dal ridere?“  “E cosa avrei dovuto fare ? Mica sono Pasquale, io”. Intanto, i Francesi sono andati a bombardare da soli: hanno avuto il sostegno di Putin e, forse, quello degli americani. I capi veri dell’Unione Europea sono tutti impegnati a scongiurare il pericolo che la parola “guerra” faccia venire i palpiti e l’emicrania ai banchieri, soprattutto ai banchieri di quelle banche in cui emiri e re del petrolio custodiscono i loro malloppi. L’Unione Europea: il nome non lo ha inventato Crozza. Si chiama proprio così. Alle 13.30 di oggi, venerdì, quasi tutti i canali parlano dell’attacco che i terroristi della Jihad hanno portato contro gli ospiti di un hotel di Bamako, la capitale del Mali. Contemporaneamente, su un canale della Rai, una signora elegante e sorridente propone agli spettatori le mete per le prossime vacanze di Natale: credo che a qualcuno sfugga la sostanza di quello che sta accadendo.