Un quadro e un racconto che sembrano pieni di luoghi comuni e poi si rivelano ricchi di motivi per la riflessione. La Vigilia è il giorno del movimento, il Natale è quello della quiete in cui il Bambino ci invita a guardare noi stessi e il mondo con coraggio e sincerità.
Hai voglia di ribellarti ai luoghi comuni e alle “cartoline”: il Natale napoletano resta una festa “pagana”, resta quello del Presepe, e forse in questa sua continuità risulta più mistico di quanto si pensi. Il Natale napoletano è una scena barocca: Sthendal notava che non c’è festa religiosa che a Napoli non si trasformi in “teatro”.
Nel quadro che Pacecco De Rosa dipinse tra il 1629 e il 1632 c’è un disordine in movimento: la spinta la dà il groviglio di rumorosi angioletti che, se mettessero piede a terra, sarebbero paffuti scugnizzi. A sinistra c’è il compiaciuto distacco di Giuseppe, amabilmente anziano come tradizione vuole, a destra arrivano i plebei, e l’ agnellone viene trattato dal pennello di Pacecco con la stessa dignità riservata al pastore che lo stringe con affetto. Gli zampognari sono gli antenati di quelli che duecento anni dopo vennero descritti da Mastriani: “pellegrini e mendici” che partono dai loro campi e, “viaggiando con tutti i disagi della povertà” arrivano a Napoli, e vanno in cerca di clienti “per tutti i dodici quartieri” della città.
Il drappello di figure dipinte da Pacecco è come se avesse già celebrato anche la Vigilia, che a Napoli, dice Mastriani, è “giorno di allegria, di affaccendamento, di capogiro, di cuccagna”, è un giorno tale che non si può descrivere, lo possono capire solo quelli che l’hanno vissuto. Ieri, giovedì 24, tutte le strade tra il Vesuvio e Nola, intasate di automobili, davano ragione al grande scrittore. E c’era chi in quel traffico snervante trovava qualcosa di buono, notava che erano anni che non si vedeva una confusione così, forse veramente l’economia si è rimessa in moto, e perciò sarà un buon Natale.
La vigilia è il giorno dell’attesa, “tutti sperano qualche cosa a Natale”, ed è la speranza di cose concrete, di fatti che possano cambiare il flusso dell’esistenza: il Bambino non nasce mai invano, la luce che Egli porta nel mondo è la luce dell’alba di un giorno che ciascuno riempie con i propri desideri, con i propri progetti.
E’ fatale che sia la festa del cibo: la tavola imbandita è un simbolo propizio di abbondanza e di buona salute: ieri c’era la fila davanti alla pasticcerie, come nella Napoli di Mastriani “Barbati e Lambiase “ erano “ gli eroi in fatto di dolci, è Zi’ Francesco a Santa Brigida “era “ il Nestore dei salami. Castelli di zucchero e fortezze di cioccolata sorgono alle porte di questi due Michelangeli della ghiottoneria napoletana; i bastioni di questi castelli sono tenerissimi e i denti vi si affondano con facilità e piacere”. Ma “il dì del Natale tutto sparisce, quasi per incanto, tutte le botteghe sono chiuse, tutto è nettezza e quiete”.
Mentre arrivano i pastori, gli zampognari e i curiosi, Il Bambino di Pacecco De Rosa cerca l’abbraccio della Madre che Lo contempla e Gli sorride: le braccia di Lei, il panno, la luce in cui il Neonato è immerso costruiscono una pausa nel ritmo festoso del quadro, sottolineano con vigore il primo dei silenziosi colloqui che si svolsero tra Maria e Gesù: in questa prospettiva, assume un forte rilievo il “contrasto” dell’appartarsi di Giuseppe, un “contrasto” di atteggiamenti e anche di toni cromatici. Il dettaglio ci spinge a rileggere il quadro: e nella rilettura il volto del pastore ci appare più malinconico che festoso, e l’ agnellone diventa ciò che deve essere in una Natività che si rispetti: il presagio del Sacrificio. E le altre figure, tra i riflessi dei toni argentei, “contrastati” dal rosso e dal blu della veste della Madonna, si allontanano ancora di più dal primo piano.
Il Natale è musica del silenzio, aveva ragione Mastriani: una musica che il ricordo dell’agitazione e del movimento del giorno prima segna con una nota di malinconia.
Il Natale è il giorno in cui il tempo atteso è già presente, e l’anno nuovo si avvicina, e incomincia a prendere corpo il timore che sia simile a quello che si sta concludendo. Il giorno di Natale, dopo il pranzo di mezzogiorno, il pomeriggio ha note opache: sarà lo stomaco, carico di cibo, sarà il fastidio improvviso procurato dalle chiacchiere, sarà il bisogno di riflettere e di fare qualche conto.
La Vigilia di Natale e il Natale sono i poli dialettici di un colloquio, difficile e aspro, che oggi giovani e meno giovani sviluppano con sé stessi, mentre davanti agli occhi scorrono le immagini di un anno che non è stato allegro. L’altra sera, nella selva delle auto ferme a piazza Garibaldi a Napoli – un caos immobile che non si riesce a descrivere – dai treni provenienti dal Nord sbarcavano file interminabili di giovani con valigia: la valigia del ritorno che dopo le feste sarà di nuovo la valigia della partenza. Nel quadro di Pacecco De Rosa le figure si muovono in cerchio, come a dire che la storia si ripete. Se fosse vero, per Napoli quei giovani con la valigia non sarebbero un buon segno. Pacecco ci ha avvertiti, portando in primo piano l’agnellone: sta a noi associarlo solo all’immagine della tavola imbandita, o anche a quella del Sacrificio, sta a noi leggere il Natale con sincerità e coraggio, e dire e dirci chiaramente che i giovani che se ne vanno sono la morte del Sud.
La Natività di Pacecco è un grande quadro, soprattutto per la sinfonia dei toni. E il movimento del Bambino è un’idea geniale, trasformata in un “pezzo” di pittura magistrale.
Lo sversatoio abusivo è emerso per caso dal sottosuolo di Acerra: sequestrato dalla polizia municipale.
L’ennesima discarica abusiva di rifiuti speciali è spuntata dal sottosuolo, tra i palazzi, decine di palazzi per centinaia di appartamenti. Intanto è stata sequestrata dalla polizia municipale, su disposizione della procura di Nola, l’area degli scarti emersi in superficie durante lavori di risistemazione da parte di un’impresa. Lo spazio di 5mila metri quadrati si trova di fronte al parco urbano comunale, ancora da inaugurare: panchine, verde attrezzato e una casa per gli anziani. Qui, sull’altro lato della strada stretta, via George Sand, che attraversa il rione Spiniello, il rione della grande speculazione edilizia di Acerra, nei giorni scorsi una ruspa in movimento ha effettuato uno scavo durante il quale la pala è andata a cozzare contro uno strato di rifiuti. Ma il movimento della pala meccanica ha insospettito alcuni cittadini che hanno segnalato la fuoriuscita sistematica di rifiuti ogni volta che la ruspa sondava il terreno. Sul posto sono quindi sopraggiunti i poliziotti municipali che hanno constatato la presenza di rifiuti nell’area, di proprietà di una cognata e della moglie di un ex consigliere comunale. Ma secondo quanto trapelato finora non emergerebbero particolari responsabilità in capo ai proprietari di quella che si è rivelata una vera e propria discarica abusiva occultata. L’area infatti è stata negli ultimi quindici anni utilizzata di fatto dall’impresa di un costruttore della zona. A ogni modo non si riesce ancora a comprendere chi possa essere stato a nascondere sotto il terreno tonnellate di rifiuti inerti, plastiche, rifiuti solidi urbani, metalli e pneumatici. Si attende nel frattempo l’arrivo dei tecnici dell’Arpac per caratterizzare i rifiuti finora emersi e per comprendere bene fino a quale profondità siano stati interrati. La zona dello Spiniello di Acerra non è nuova a queste spiacevoli sorprese. Il 25 agosto scorso la polizia municipale ha sequestrato, a poche centinaia di metri dall’ultimo ritrovamento di rifiuti, una lunga discarica abusiva, anche questa sotterranea, emersa durante i lavori di realizzazione della strada variante orientale. Qualche settimana dopo però la zona, che si trova a pochi passi da un scuola elementare, e anche in questo caso, come in via George sand, tra due schiere di palazzi, è stata tutta quanta ricoperta con l’asfalto della nuova opera finanziata con i fondi europei. La variante orientale dovrà essere completata tra pochi giorni, entro il 31 dicembre del 2015, pena la perdita dei finanziamenti. Negli ultimi anni sono state decine e decine le discariche abusive sequestrate dalle varie forze dell’ordine all’interno del vasto territorio acerrano, il secondo per estensione della provincia di Napoli dopo quello di Giugliano ( 54 chilometri quadrati ). Una delle aree più simboliche della Terra dei Fuochi.
Natale regala al mondo ed al mondo della cultura in particolare, l’apertura di sei domus pompeiane restaurate. Oggi Renzi presente alla riapertura.
“Facevamo notizia per i crolli, adesso facciamo notizia per i restauri”. Lo ha detto Matteo Renzi lasciando Pompei dopo l’apertura di sei domus restaurate.
E’ un evento, ha sottolineato, importante “non solo per Pompei o la Campania, ma per l’Italia”.
Per il ministro Franceschini “quanto avvenuto a Pompei nell’ultimo anno e mezzo dimostra che quando in Italia sappiamo lavorare come una squadra vinciamo anche le sfide più difficili”.
(Fonte foto: rete internet)
Inaugura il connubio tra sport e scuola. Viene, infatti, data la possibilità a bambini, appartenenti a famiglie in fascia di reddito medio-basso, di età compresa tra i 5 ed i 13 anni, di intraprendere un’attività sportiva a titolo totalmente gratuito.
Al via la presentazione, il 4 novembre, al 3* Circolo Didattico, Plesso Fiordaliso, con uno spettacolo proposto dai ragazzi della Scuola con l’ausilio degli Insegnanti, che in pochi giorni hanno organizzato l’evento, alla presenza del Sindaco, dell’Assessore allo Sport e Spettacolo e numerosissimi genitori.
Scuola e sport insieme per insegnare ai bambini uno stile di vita sano. “In tempo di crisi – argomenta il Dirigente Scolastico Prof.ssa Carolina Menna – lo sport viene messo in coda alle spese da effettuare. Questo progetto, invece, permette ai ragazzi di avvicinarsi ad una attività sportiva e dare loro modo di capire che uno stile di vita sano è dato dallo svolgere frequentemente attività sportiva, qualunque essa sia”.
Il successo dell’iniziativa è frutto della collaborazione tra Scuola, Associazioni, Ente Comune e con la collaborazione del Forum dei Giovani, i quali si sono prodigati a divulgare l’iniziativa in tutte le scuole del territorio.
Al Progetto, presentato dalla A.S.D. OLYMPIA BASKET, hanno aderito 70 ragazzi di Somma Vesuviana, i servizi offerti riguardano: pratica dell’attività sportiva prescelta, due ore a settimana nelle ore pomeridiane per la durata di 23 settimane escluse le festività, come da calendario scolastico regionale. Il programma di attività sarà diversificato per fasce d’età: dai 5 agli 8 anni: attività motoria di base; dai 9 ai 13 anni: attività polivalente, pre-sportiva e attività di Pallacanestro.
Regione Campania e Arpac non hanno collaborato per il rilevamento del particolato.
Sulla questione sforamento delle polveri sottili nel Comune di San Vitaliano, il Forum Ambiente Area Nolana punta il dito contro Regione Campania ed Arpac per non aver ancora effettuato un vero monitoraggio dell’aria in tutti i Comuni del territorio nolano. Nello specifico dobbiamo stigmatizzare ancora una volta il cattivo lavoro dell’Arpac: è molto grave il fatto che non sia stata mai fatta una speciazione delle polveri sottili, cioè un analisi completa delle tipologie di particelle emesse, risultate elevate dai dati dell’unica centralina installata dall’amministrazione comunale di San Vitaliano, che poteva così mirare la sua azione sulle vere fonti di inquinamento, evitando la gogna mediatica nazionale a cui è sottoposta. Merito deve essere tributato, invece, al sindaco Antonio Falcone, in quanto San Vitaliano è l’unico Comune in tutta l’area nolana ad avere almeno una centralina funzionante. Lo sforzo, adesso, deve essere rivolto a tutti i primi cittadini, a partire da quello di Nola, chiamati a commissionare analisi scientifiche accurate e in tempi brevi, proprio per determinare il grado di inquinamento da polveri sottili e altri inquinanti nella matrice aria. Per questo il Forum Ambiente Area Nolana lancia la proposta di un’assemblea dei sindaci per invitarli a contattare immediatamente enti universitari preposti alla rilevazione della qualità dell’aria con centraline mobili, come ci risulta abbia fatto nelle ultime ore il Comune di Saviano in collaborazione con il Dipartimento di Scienze ambientali della Seconda Università di Napoli, diretta dal Prof. Sante Capasso. Profetico, a tal proposito, è stato il fisico napoletano Carlo Schiattarella, che per primo nel gennaio di quest’anno aveva allertato le autorità preposte sulla questione San Vitaliano, evidenziando picchi sospetti di innalzamento delle concentrazioni di polveri sottili nell’aria della cittadina nolana, ma anche dati preoccupanti derivanti dai rilievi fatti Tufino, nell’area della Cava Marinelli e le discariche di Paenzano 1 e 2. Il 13 gennaio prossimo una tavola rotonda ad Acerra sulla questione, promossa dal comitato ‘Volontari per Francesco’, nella Sala dell’Umana Accoglienza alle ore 18, con tecnici, medici e scienziati che discuteranno sul da farsi.
Articolo di Carlo SchiattarellaGrafico rilevazione benzene Tufino
A seguito degli alti valori di concentrazione di polveri sottili rilevati nel corso del 2015 dalla centralina Arpac installata nella scuola Marconi di San Vitaliano, e’ stata emessa l’Ordinanza sindacale n.20 del 17 dicembre 2015 che regolamenta tutte le emissioni in atmosfera, da quelle delle industrie presenti sul territorio, a quelle domestiche con combustione di legna, come i tradizionali caminetti e le stufe a pellet.
In attesa di approfondimenti dei dati da parte dell’Arpac e da parte degli enti sovracomunali preposti alla tutela della salute pubblica, le prime analisi e l’aumento esponenziale dei valori nel mese di dicembre fanno dedurre che i riscaldamenti domestici contribuiscono al peggioramento della qualità dell’aria, per quanto non ne costituiscano, ovviamente, l’unica causa.
I media, specialmente quelli sovra territoriali, hanno strumentalmente travisato e ridicolizzato il contenuto e la portata dell’ordinanza, il cui testo integrale è disponibile sul sito internet istituzionale del Comune, creando ad arte lo slogan del Sindaco “anti-pizza”. Appare evidente che anche i forni a legna utilizzati per la pizza hanno emissione in atmosfera e anche a loro si richiede uno sforzo di civiltà, in tale momento di emergenza, di adeguare le loro emissioni agli standard di legge ed evitare fumi molesti, consentendo altri due mesi di tempo per istallare abbattitori ai comignoli. Per il sopracitato adeguamento, viene dato ampio margine temporale alla ristorazione locale. Agli occhi della scrivente Amministrazione , è parso , infatti, miope nonché infruttuoso vietare il transito veicolare in un centro di 6600 abitanti le cui poche arterie collegano i Comuni di tutta l’area.
Il “Comune più inquinato d’Italia” appare tale perché è l’unico su un territorio martoriato che si è voluto dotare di una centralina per monitorare la qualità dell’aria che respiriamo, a tutela dei cittadini, e si auspica che le Amministrazioni dei territori vicini , finora silenti ed inerti nonostante i ripetuti inviti, si aggreghino nella lotta del fenomeno e alla ricerca di rimedi, comprendendo che le masse d’aria non hanno confini amministrativi.
(Fonte foto: rete internet)
“Buche, sporcizia, strisce pazze per la sosta auto e Lungomare flop. I doni sotto l’albero per i cittadini di Portici”. Il senatore Sergio Puglia e gli attivisti del Movimento 5 Stelle: “Grazie al sindaco Marrone per quanto NON ha fatto per i suoi concittadini”
“In un clima di strenne e regali, ci sentiamo di rivolgere i nostri ringraziamenti per i doni NON ricevuti da chi amministra Portici da qualche anno”. “E’ dal profondo del cuore che arriva il nostro grazie al sindaco Nicola Marrone, ai suoi amministratori e alla maggioranza che ne regge le sorti per NON averci donato il lungomare. Annunciato a margine di ogni appuntamento istituzionale, il progetto Waterfront rischia di tramontare definitivamente e con esso svaniscono circa otto milioni di fondi europei, uniti al sogno di chi già immaginava di passeggiare, correre o svagarsi tra chioschi e panchine di un lungomare che continuerà ad essere negato ai cittadini di Portici.
Grazie al sindaco Marrone e ai suoi sodali per NON aver provveduto alla pulizia delle strade. Sono anni oramai che i cittadini di Portici sono costretti a uno slalom tra escrementi di cani (qui un doveroso ringraziamento va anche ai padroni incivili), cartacce e rifiuti di ogni sorta, con buona pace per il servizio di spazzamento e pulizia delle arterie pubbliche.
Grazie al sindaco Marrone per NON essersi preoccupato dell’incolumità di pedoni, automobilisti e centauri, alle prese con una città groviera costellata di buche e voragini.
Grazie al sindaco Marrone per aver seguito la linea della precedente amministrazione Pd e NON aver previsto nelle immediate vicinanze delle strisce blu (a pagamento), altrettanti spazi per le strisce bianche (NON a pagamento). Portici ha il pregio di essere una delle poche città quasi totalmente sprovvista di strisce bianche. Un sentito ringraziamento giunge anche dalla comunità dei disabili, a cui il sindaco Marrone ha annullato l’esenzione dei ticket per la sosta.
Grazie al sindaco Marrone, ai suoi amministratori e ai consiglieri della maggioranza per quanto NON hanno fatto per Portici. Con l’augurio di avere al più presto un’amministrazione a Cinque Stelle”.
(Fonte foto: rete internet)
Magia dell’architettura, magia della luce che fa emergere i volumi, ne esalta i caratteri, sottolinea le linee e valorizza i monumenti.
Via le recinzioni dell’area di cantiere – che tante polemiche ha generato nei mesi scorsi, soprattutto tra i commercianti e gli abitanti della zona – finalmente riaprono via Cecere e via San Domenico. Si accendono le luci del monumento che, grazie al nuovo progetto illuminotecnica, esaltano i caratteri della chiesa angioina costruita nel 1294, per volere di Carlo D’Angiò, e trasformata, nell’attuale conformazione, nella seconda metà del settecento.
Ieri l’accensione dei primi fari del monumento, ed è subito scattata la reazione da parte della cittadinanza. Quasi immediatamente sui social network si sono susseguite le pubblicazioni di una serie di immagini del monumento illuminato, secondo uno studio ben definito volto ad esaltarne i volumi e i caratteri architettonici.
Un progetto nel progetto che, partendo dal restauro della Chiesa e del campanile, colpito da un fulmine nel Settembre del 2013, si estende al contesto urbano, ricostruendo un pezzo importante della città, un progetto rivolto alla riqualificazione del complesso monumentale di San Domenico e dello spazio aperto, di uso pubblico, che si interseca con le attività commerciali e i servizi di un’area centrale di Somma Vesuviana.
Manca poco, dunque, al completamento definitivo della struttura e gli esercenti, che indubbiamente hanno subito un grosso disagio, potranno tirare un sospiro di sollievo. Intanto sulla piazza virtuale si continuano a postare le suggestive immagini del monumento illuminato e non mancano anche commenti positivi e poetici, uno tra tutti quello del consigliere Giuseppe Auriemma: “Illumina un monumento e l’architettura diventa uno spettacolo. “Bisogna che i monumenti cantino” diceva Paul Valery. “ Ritengo che le scelte progettuali- scrive in un post Emauele Coppola, direttore del complesso monumentale Santa Maria del Pozzo- sono mirate ad esaltare, con la luce artificiale, le varie articolazioni e stili architettonici caratterizzanti l’antico edificio religioso, soprattutto a lato, dove gli imponenti contrafforti appesantiscono la struttura, realizzando un’illuminazione capace di soddisfare una corretta e sicura viabilità, evitando qualsiasi foratura e minimizzando ogni impatto visivo dei corpi luminosi. L’illuminamento di un monumento è finalizzato, grazie all’alta qualità e storicità del suo design, oltre a conferirgli la solennità che merita, anche a dare un’immagine della città positiva ed esteticamente all’altezza. Le scelte illuminotecniche fatte su San Domenico sono in linea con quelle ormai consolidate ed utilizzate ovunque, in italia e all’estero. Complimenti”.
Una scelta che dimostra l’approccio multidisciplinare e interdisciplinare che il gruppo di progettazione composto dall’Arch. Antonino Pardo, l’Ing. Vittorio Vitagliano e l’Arch. Vincenzo Molaro, ha avuto nell’intervento di conservazione e valorizzazione del monumento e delle sue aree di pertinenza.
“Il progetto- si legge nella relazione di accompagnamento- pone una rilevante attenzione alla corretta disposizione e nella scelta dei corpi illuminanti, per indirizzare lo sviluppo dell’illuminazione esterna notturna in una direzione virtuosa di rispetto dell’ambiente e di risparmio energetico. In tal senso, è evitata la dispersione di luce artificiale al di fuori degli spazi, è prevista la diminuzione dei livelli di luminanza e illuminamento in quegli orari in cui le caratteristiche di uso della superficie lo consentano, garantendo livelli di illuminazione necessari per la sicurezza o per il buon uso degli spazi pubblici.
In tal senso, il progetto illuminotecnico pone attenzione ad un uso più razionale delle risorse energetiche, è in stretta relazione con l’interesse della collettività contribuisce a ridurre l’emissione nell’atmosfera dell’anidride carbonica, e si riduce il costo della bolletta elettrica, e si rendono più sicure le vie della città e si valorizzarono i monumenti storici. In questa direzione, il gruppo di progetto ha ipotizzato di eseguire per l’illuminazione esterna corpi illuminanti che producono un risparmio energetico ed una riduzione dell’inquinamento luminoso nell’ambiente e non interferiscono con l’illuminazione del chiesa.
Per tale motivo si è ipotizzato di utilizzare corpi illuminati alimentati con lampade a Led , che a parità di consumo, producono fino a circa 5 volte più di luce di quelle abitualmente utilizzate in ambiti pubblici, oltre a ridurre i costi di manutenzione essendo la loro durata media circa il doppio di una fluorescente standard. Tale scelta produrrà nel tempo un risparmio energetico che si evidenzierà sulla bolletta ed ad un risparmio sulle spese di gestione e manutenzione. Inoltre la proposta è in linea con quanto previsto dalle Norme per l’attuazione del Piano Energetico Nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”.
Intanto i lavori proseguono ancora e nei prossimi giorni si provvederà all’illuminazione delle altre parti della chiesa e dell’intero contesto urbano, da un progetto che prevede l’allestimento di una piazza con aree verdi, alberature e sedute per uno spazio aperto a servizio della città.
A rivelarlo un’indagine di Federalberghi. Quest’anno cresce il numero di italiani che trascorrerà le festività fuori casa (il 7,7%n in più rispetto al 2014), a tutto beneficio del settore turistico, dove tra Natale e Capodanno, regnerà il segno +.
Brillano le luci del Natale e di Capodanno nel settore del turismo, dove regna il segno ‘più’ per queste festività. Tra Natale e Capodanno si muoveranno circa 12,8 milioni di italiani (+7,7%) dormendo almeno 1 notte fuori. A Natale l’86% resterà in Italia (l’88% nel 2014) ed il 14% andrà all’estero (12% nel 2014). A Capodanno l’80% resterà in Italia (69% nel 2014) ed il 20% andrà all’estero (31% nel 2014).
Giro d’affari di circa 8 mld di Euro (+2,6% rispetto al 2014), secondo l’indagine realizzata dalla Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions, dal 10 al 18 dicembre. Sono state ascoltate ben 3.000 persone maggiorenni, per un campione rappresentativo di oltre 50 milioni di individui maggiorenni. Quanto alla modalità di prenotazione a Natale solo il 38% dei vacanzieri ha utilizzato sistemi elettronici, rispetto al 65% di Capodanno che ha preferito l’online. Tra coloro che non faranno alcuna vacanza, pari a 47 milioni di italiani (rispetto ai 48 milioni del 2014), mediamente quasi 24 milioni (rispetto ai 30 milioni del 2014) dichiarano di non potersi muovere per motivi economici.
Per Natale saranno circa 6,6 milioni (rispetto ai 6,2 milioni del 2014) gli italiani che si muoveranno dalla propria città, dormendo almeno una notte fuori casa, per un incremento del 5,5%. Tra chi andrà in vacanza l’86% (rispetto all’88% del 2014) resterà in Italia, mentre il 14% (rispetto al 12% del 2014) andrà all’estero. La vacanza preferita sarà in montagna (30,6% rispetto al 39,5% del 2014), seguita da una città diversa da quella di residenza (26,5% rispetto al 24,2%), dalle città d’arte maggiori e minori (22,1% rispetto al 15,8%) e dal mare (12,4% rispetto al 13,7%). Mentre per chi andrà all’estero le grandi Capitali europee saranno preferite dal 63,2% (rispetto al 69,3% del 2014). Per chi resterà in Italia l’alloggio preferito sarà la casa di parenti o amici (41,2% rispetto al 40,7% del 2014). A Natale gli italiani in vacanza dormiranno in media 5,4 notti fuori casa (rispetto alle 4,6 notti del 2014) per una spesa media pro-capite di 651 Euro (rispetto ai 657 Euro del 2014).
Per Capodanno si sposteranno invece 6,2 milioni di italiani (rispetto ai circa 5,6 milioni del 2014, per un +10,2% rispetto al 2014. Tra chi partirà in vacanza l’80% (rispetto al 69% del 2014) resterà in Italia, mentre il 20% (rispetto al 31% del 2014) andrà all’estero. Per chi resterà in Italia la vacanza preferita sarà ancora in montagna (35,7% rispetto al 37,4% del 2014), seguita da una città diversa da quella di residenza (23,9% rispetto al 29,7%), dalle città d’arte maggiori e minori (22,7% rispetto al 17%), dal mare (7,2% rispetto al 10,3%) e dalle località termali e del benessere (4,5% rispetto al 2,9%). Mentre per chi andrà all’estero le grandi Capitali europee assorbiranno l’83% (come nel 2014). L’alloggio preferito sarà l’albergo (32,4% rispetto al 35,6% del 2014). A Capodanno gli italiani in vacanza dormiranno in media 4,1 notti fuori casa I
I motivi principali per i quali il resto della popolazione italiana dichiara che non effettuerà nemmeno un pernottamento fuori casa a Natale e/o Capodanno sono legati essenzialmente ai motivi economici, che si attestano al 50% (circa 24 milioni), con un drastico calo però rispetto al 2014 (30 milioni). “È un ottimistico segnale di ripartenza e di consolidamento dei consumi turistici degli italiani quello che emerge dalle previsioni delle imminenti festività di Natale e di Capodanno”. È questo il commento a caldo del Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alla lettura dei risultati. “Certo, – stigmatizza Bocca – il risultato positivo non cancella gli anni di crisi che sono alle spalle e per ritornare ai livelli pre-recessione occorrerà almeno un lustro, ma vogliamo guardare avanti con entusiasmo e concentrarci sui prossimi risultati. “Confidiamo -conclude Bocca- che il Governo ed il Parlamento supportino uno dei settori più vitali per lo sviluppo economico del Paese, a cominciare da un robusto e strategico potenziamento dell’Enit, un istituto senza il quale difficilmente potremo vincere le sfide che un mercato sempre più polverizzato ed agguerrito ci offrirà di giorno in giorno”.
La dirigenza della clinica Trusso rende pubblici gli auguri ricevuti dai propri dipendenti, con cui ogni giorno condividono difficoltà ma anche piccole e grandi vittorie.
Abbiamo ricevuto un augurio speciale, quello dei nostri dipendenti, delle donne e degli uomini di cui ogni giorno impariamo a conoscere il talento, la dedizione e l’impegno.
Con grande gioia nel cuore vi rendiamo partecipi di questa epistola che ci incoraggia, che ci fa capire che nonostante le difficoltà, queste persone hanno riposto in noi fiducia.
Faremo del nostro meglio, loro sono parte di noi e noi di loro. Le vittorie sono merito dell’intera squadra, per raggiungere risultati importanti occorre crederci con tutto il cuore, con tutto il cervello e con tutto il talento di cui ogni singolo è dotato. Noi ci siamo. Grazie mille e a tutti Buon Natale
La dirigenza
NATALE 2015
A Voi tutti che siete qui insieme a noi vanno i nostri cari auguri di un Natale felice e sereno, ma vorremmo anche aggiungere parole e sentimenti… Noi tutti abbiamo attraversato periodi buoi e momenti di tensione anche estrema, abbiamo sofferto temendo per il nostro futuro e per le nostre famiglie, vedendo vacillare le nostre certezze, ma oggi qualcosa è cambiato grazie a Voi che avete creduto in noi tutti, a Voi che avete intuito i contatti umani e sociali con il territorio e l’utenza, a Voi che associate l’aziendalismo al sentimento di appartenenza, a Voi che ci avete permesso di ritrovare la normalità e un po’ di serenità. Ci sentiamo oggi, più che mai, parte integrante della clinica, come casa nostra, sicuramente motivati a dare il meglio nel nostro lavoro. Vi possiamo dunque assicurare che la Vostra fiducia in noi è ben riposta e che faremo di tutto perché la clinica vada avanti, cresca e migliori giorno dopo giorno guardando e costruendo il futuro.
Buon Natale
23 Dicembre 2015
Il personale tutto della Casa di Cura TRUSSO
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