A seguito degli alti valori di concentrazione di polveri sottili rilevati nel corso del 2015 dalla centralina Arpac installata nella scuola Marconi di San Vitaliano, e’ stata emessa l’Ordinanza sindacale n.20 del 17 dicembre 2015 che regolamenta tutte le emissioni in atmosfera, da quelle delle industrie presenti sul territorio, a quelle domestiche con combustione di legna, come i tradizionali caminetti e le stufe a pellet.
In attesa di approfondimenti dei dati da parte dell’Arpac e da parte degli enti sovracomunali preposti alla tutela della salute pubblica, le prime analisi e l’aumento esponenziale dei valori nel mese di dicembre fanno dedurre che i riscaldamenti domestici contribuiscono al peggioramento della qualità dell’aria, per quanto non ne costituiscano, ovviamente, l’unica causa.
I media, specialmente quelli sovra territoriali, hanno strumentalmente travisato e ridicolizzato il contenuto e la portata dell’ordinanza, il cui testo integrale è disponibile sul sito internet istituzionale del Comune, creando ad arte lo slogan del Sindaco “anti-pizza”. Appare evidente che anche i forni a legna utilizzati per la pizza hanno emissione in atmosfera e anche a loro si richiede uno sforzo di civiltà, in tale momento di emergenza, di adeguare le loro emissioni agli standard di legge ed evitare fumi molesti, consentendo altri due mesi di tempo per istallare abbattitori ai comignoli. Per il sopracitato adeguamento, viene dato ampio margine temporale alla ristorazione locale. Agli occhi della scrivente Amministrazione , è parso , infatti, miope nonché infruttuoso vietare il transito veicolare in un centro di 6600 abitanti le cui poche arterie collegano i Comuni di tutta l’area.
Il “Comune più inquinato d’Italia” appare tale perché è l’unico su un territorio martoriato che si è voluto dotare di una centralina per monitorare la qualità dell’aria che respiriamo, a tutela dei cittadini, e si auspica che le Amministrazioni dei territori vicini , finora silenti ed inerti nonostante i ripetuti inviti, si aggreghino nella lotta del fenomeno e alla ricerca di rimedi, comprendendo che le masse d’aria non hanno confini amministrativi.
(Fonte foto: rete internet)







