Somma Vesuviana: il PD risponde al sindaco

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In un comunicato stampa il PD di Somma Vesuviana si rivolge al sindaco di Somma Vesuviana per esporre le proprie posizioni per la soluzione della crisi politica in corso. In riferimento alla dichiarazione fatta dal sindaco Piccolo attraverso la stampa locale, circa una volontà del sindaco di aprire un confronto con il PD per la soluzione della grave crisi attuale, della sua maggioranza con un governo di salute pubblica, il PD di Somma ribadisce la propria linea politica: quest’amministrazione ha fallito e non ha più i numeri per governare. La migliore soluzione è affidare di nuovo la parola ai cittadini con il ritorno al voto. Il segretario e il capogruppo PD.

Olio ed olive senza requisiti igienici: i Nas chiudono l’ingrosso “Iossa srl”

Sequestrate 7 tonnellate di prodotti alimentari.         Nel corso della serata del 24 febbraio 2016, i militari del NAS di Napoli, il nucleo anti sofisticazioni, hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria nell’ingrosso di olive ed affini “Centro Ingrosso Alimentari Iossa s.r.l.”,  ubicato a Sant’Anastasia, in via Pomigliano. Al termine dell’ispezione , eseguita insieme a personale dell’ Asl NApoli 3 Sud, è stata decisa la chiusura amministrativa dell’attività, compresa quella dell’annesso laboratorio di trasformazione dei prodotti alimentari. Motivo: “l’assoluta mancanza dei requisiti minimi igienico-sanitari”. Nel medesimo contesto i carabinieri del Nas hanno proceduto al sequestro amministrativo di 7 tonnellate di prodotti alimentari (olive, olio ed affini) poiché privi di indicazioni utili alla loro tracciabilità. Il valore di quanto sottoposto a sequestro ammonta a circa 500.000 euro. (Fonte foto: rete internet)      

I “nuovi” peccati informatici

Oggi tutti usiamo internet. Anzi, meglio dire, siamo usati da internet. Dovremmo imparare, come per tutte le cose di questo mondo, ad utilizzare questi mezzi con sobrietà, molta attenzione e tanta razionalità. Purtroppo, e dobbiamo dirlo, nell’epoca dell’esplosione delle “relazioni” attraverso Internet, l’uomo si riscopre sempre più solo. Sembra strano ed assurdo, ma penso che sia proprio così: nell’era dove tutti sappiamo tutto di tutti e dove tutti possiamo raggiungere tutti, ci sentiamo tutti un po’ più soli. E anche la Chiesa, a mio avviso,  deve fare i conti con questa realtà. Anche il papa, i vescovi, i preti usano internet. Può essere un mezzo bellissimo di “evangelizzazione moderna”. Ma, come in ogni cosa, bisogna stare molto attenti: ci sono dei pericoli insidiosissimi. E, vivendo come cristiani questo tempo liturgico della Quaresima, potremmo dire che ci troviamo davanti ad un  nuovo fronte dei peccati informatici: un elenco in continuo aggiornamento, che contempla chat ingannevoli, uso di social network per diffamazione e cyberstalking, falsi account ed e-mail anonime o con indirizzo falsificato per truffe bancarie via internet, siti pornografici, pirateria informatica, hackeraggio, dipendenza dal gioco. E, ritornando alla tragica condizione di solitudine che caratterizza i giorni nostri, è necessario dire che quando parliamo di peccati informatici partiamo dell’individuo che da solo accende un computer, entra nella Rete, stabilisce una molteplicità di relazioni. Davanti a sé ha una piazza enorme e virtuale, che ampia la sua relazionalità, ma non a partire da una comunità familiare, ecclesiale, sociale, ma solo da se stesso. Questo uomo solo si apre a un mondo ambivalente: ricco di possibilità, ma anche di rischi. Il problema dunque è soprattutto la tentazione, prima ancora del peccato. Se non c’è una formazione virtuosa della passionalità e dei sentimenti veri, la persona cade più facilmente. I genitori, soprattutto, devono stare un po’ più attenti con i loro figli. Ci stiamo tutti abituando più ad una realtà virtuale che reale. Stiamo dimenticando il volto e, qualche volta, persino la voce dell’altro. E questo può essere pericolosissimo nelle relazioni umane. La Chiesa si sta attrezzando per comprendere questi fenomeni. C’è un   grande interesse. Anche la comunità cristiana può e deve dare il proprio contributo pastorale per aiutare le persone a riorientare il loro sguardo dal rischio del male al bene che la Rete può offrire. E, allora se da una parte la nostra epoca ci sta aprendo nuovi orizzonti da approfondire, dall’altra stiamo anche cadendo in nuovi peccati, quelli “ informatici” che la Chiesa deve aiutarci a scoprire. Il cristiano, anche oggi, come in tutte le epoche storiche, è chiamato ad “incarnarsi” nel mondo, per “essere nel mondo, ma non del mondo”. (Fonte foto: rete internet) ANNUNCIARE DENUNCIARE RINUNCIARE http://ilmediano.com/category/sociale/annunciare-denunciare-rinunciare/    

Nomenclatore tariffario, cosa ne è stato?

A porlo in evidenza fu la fondazione Luca Coscioni attraverso un’aspra accusa di immobilismo nei confronti del Governo centrale. In questa denuncia, la fondazione, senza alcun sconto in termini, ha richiesto un intervento riparatore. Un’azione urgente a sostegno di tanti ammalati. Eppure, da quel momento, sono passati diversi mesi, ed il nomenclatore è ancora lì, sepolto sotto i suoi centimetri di polvere mentre migliaia di disabili sono costretti a sopravvivere con attrezzature inadeguate. Non confacenti alle loro necessità. Come già vi anticipammo in un precedente articolo, il nomenclatore è fermo al palo dal lontano 1999. Al suo interno, come fosse una scatola del tempo sotterrata in giardino e poi rinvenuta, sono contenuti ausili che ormai, per il normale progresso della tecnica, risultano inadeguati al miglioramento di chi lotta giorno per giorno contro un handicap. Pensiamo ad esempio ai casi di SLA, o di gravi handicap neurologici, patologie dove le funzionalità vitali e comunicative sono totalmente compromesse. In questi casi, usufruire di nuove tecnologie che oggi hanno fatto passi da giganti, appare indispensabile se ragioniamo sull’elementare concetto di “qualità di vita.” I responsabili della Luca Coscioni, attraverso un loro comunicato, hanno fatto sapere che agiranno con ogni mezzo affinché sia ristabilito il diritto alla salute. Un universale principio sancito finanche dalla costituzione che impone allo Stato italiano di farsi carico delle cure dei suoi cittadini. È intollerabile, irritante, che milioni di famiglie siano costrette, a proprie spese, all’acquisto di tutto ciò che può in qualche modo contribuire alla dignità dei propri cari. L’aggiornamento del nomenclatore tariffario è slittato già ad inizio del 2014, poi a dicembre 2014, nel gennaio 2015. Adesso, come se non bastasse, siamo davanti all’ennesimo rinvio, la solita promessa: fine giugno 2015. Peccato sia già trascorso. A tal proposito, Marco Gentili, co-presidente della fondazione Luca Coscioni, ha dichiarato: “E’ peggio che una vergogna, è una violenza che tiene decine di migliaia di persone sepolte vive, non dalla malattia, ma dalla burocrazia” Insomma, quante persone dovranno ancora morire prima di mettere mano, seriamente e senza più prese in giro, a questo benedetto nomenclatore?

Enam, lavoratore licenziato ingiustamente: il giudice lo reintegra

Decine di migliaia di euro il risarcimento da pagare. Il reintegrato: “Durante il licenziamento sono stato lasciato solo dai sindacati e dalle istituzioni”.              Il giudice della sezione Lavoro del Tribunale di Nola, Francesca Fucci,  ha reintegrato nel posto di lavoro un dipendente della Enam, la società di nettezza urbana controllata dal comune,  licenziato ingiustamente dall’ex presidente Nicola Di Raffaele, il 28 novembre del 2014. L’azienda aveva motivato il licenziamento di Pasquale Miranda, un impiegato di 44 anni, a causa di un presunto superamento del periodo di comporto, vale a dire di un superamento delle giornate di malattia da poter concedere nell’arco di un anno.  Chiaro il giudice su questa prima motivazione addotta dall’Enam: “Per un infortunio professionale, avvenuto cioè nell’espletamento del proprio incarico di lavoro, non esiste il parametro del superamento del periodo di comporto “.  Miranda si era infortunato seriamente a un piede durante il lavoro. Ecco poi la seconda motivazione del licenziamento addotta dall’azienda: l’inutilità del lavoratore nel suo incarico di addetto al call center, vista la soppressione del servizio decisa dalla stessa Enam. Anche in questo caso, però, sempre secondo il tribunale del Lavoro, l’azienda di nettezza urbana ha “toppato”.  Miranda infatti non è mai stato al call center della Enam. Al momento del licenziamento era incaricato presso l’isola ecologica di via Gorizia alla gestione del software e del database relativo al servizio di  distribuzione dei sacchetti della raccolta differenziata. Un incarico, questo, attestato da un ordine di servizio risalente addirittura all’agosto del 2012. Nessun call center, dunque.  Da qui l’inattendibilità sostanziale anche del secondo punto nella motivazione del licenziamento. Per questi motivi il tribunale del lavoro di Nola ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento di Miranda, ha ordinato di reintegrare immediatamente il ricorrente nel posto di lavoro precedentemente occupato, ha condannato la Enam al risarcimento del danno subito dal ricorrente, attraverso la corresponsione di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, oltre agli interessi maturati e alla corresponsione dei contributi previdenziali e assistenziali. Infine il tribunale ha condannato Enam a risarcire le spese legali al ricorrente per complessivi 1600 euro.  Ora ci s’interroga sull’illegittimità del provvedimento voluto dall’ex presidente Nicola Di Raffaele ai danni di un lavoratore ingiustamente colpito. Un provvedimento risultato sostanzialmente privo di motivazioni reali e che ora mette in ulteriore difficoltà le casse, già precarie, di una società finita in concordato preventivo. ” Nonostante il mio licenziamento risultasse da subito assurdo e ingiustificato – racconta Pasquale Miranda – sono stato inspiegabilmente lasciato solo dai sindacati e dalle istituzioni di questo territorio “.

Disoccupati di Acerra in azione: occupato il cantiere comunale di restyling del centro storico

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Movimento dei senza lavoro e salario sempre più in fermento nel territorio a nord est di Napoli. Non c’è pace per i lavori di rifacimento del centro storico inaugurati dal comune la settimana scorsa. Dopo un primo blocco delle opere determinato dalla protesta degli addetti CUB, gli operai del Consorzio Unico di Bacino, stamane all’alba ci hanno pensato i disoccupati dei “Corsisti Organizzati di Acerra” a occupare il cantiere comunale. ” Il comune sta appaltando lavori continuamente ma sia le ditte che la manodopera vengono da fuori Acerra: è un’ingiustizia inosopportabile “, il commento diramato al telefono dai manifestanti, una decina, che hanno preso possesso dell’area di piazza Castello in cui sono state avviate le opere di restyling della città. Sul posto sono giunti i poliziotti del locale commissariato e i carabinieri della stazione di Acerra. I disoccupati hanno abbandonato il cantiere intorno alle undici di stamane, dopo aver ottenuto un colloquio con il sindaco, Raffaele Lettieri.

Pozzilli. Una ricerca del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed, pubblicata sulla rivista scientifica americana Blood

Il numero di piastrine nel sangue dipende fortemente dall’età e dal sesso. Ma i valori di riferimento oggi usati nelle normali analisi di laboratorio non tengono conto di queste differenze. Una nuova classificazione dei limiti di normalità permetterebbe invece di individuare con maggior precisione persone che abbiano un più alto rischio di morte. Probabilmente nessuno si sottrae all’antico rito di dare una occhiata veloce a quelle carte appena ritirate dal laboratorio di analisi. La ricerca degli asterischi che indicano qualcosa di anormale la si potrebbe definire istintiva. E tutto si basa sui cosiddetti valori di riferimento, che fissano i limiti minimi e massimi dei vari componenti del sangue.   Per uno di questi componenti, le piastrine, cellule fondamentali per i processi di coagulazione sanguigna, quei numeri di riferimento potrebbero non essere adeguati nel valutare con precisione il rischio di malattia. Il numero delle piastrine, infatti, è fortemente influenzato dall’età e dal sesso. Una ricerca del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), pubblicata in forma di lettera su Blood, la rivista scientifica dell’ American Society of Hematology, evidenzia ora come sia necessario adottare nuovi riferimenti, che tengano conto proprio di questa variabilità. In questo modo si riescono a individuare con maggiore precisione le persone che abbiano un più elevato rischio di morte.   La ricerca ha coinvolto oltre 24.000 cittadini del Molise inclusi nello studio epidemiologico Moli-sani. Al momento del loro arruolamento, tra i vari esami effettuati, tutti erano stati sottoposti ad analisi completa del sangue. Successivamente sono stati seguiti per un periodo medio di tempo di sette anni e mezzo. “Nei partecipanti allo studio – spiega Marialaura Bonaccio, prima firmataria del rapporto scientifico – abbiamo messo a confronto la classificazione standard dei valori di riferimento delle piastrine (minimo 150.000 e massimo 400.000), che sono uguali per tutti, con nuovi valori che tengono  conto anche dell’età e del sesso delle persone. Insomma, abbiamo creato una classificazione più personalizzata”.   I nuovi valori utilizzati derivano da un precedente lavoro scientifico al quale avevano partecipato gli stessi ricercatori Neuromed, in collaborazione con altri centri italiani. “Con quella nuova classificazione – continua la ricercatrice molisana, che usufruisce di una borsa della Fondazione Umberto Veronesi – le persone considerate piastrinopeniche, cioè con un numero troppo basso di piastrine, sono passate dal 2,9% all’1,8%”.   Osservando nel tempo i partecipanti al Moli-sani, i ricercatori hanno quindi potuto constatare come il rischio di morte, per qualsiasi causa, era effettivamente aumentato in questa categoria. “Il gruppo di persone con basso numero di piastrine individuato da questi nuovi valori di riferimento – dice Licia Iacoviello, responsabile dello studio Moli-sani – è risultato avere un rischio di morte più alto rispetto a coloro che sarebbero stati considerati  piastrinopenici secondo la vecchia classificazione, ma che non lo sono secondo i nuovi valori”.   “In pratica – commenta Giovanni de Gaetano, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed – l’utilizzo della nuova scala personalizzata di riferimento per le piastrine permette di ridurre il numero di persone considerate ad alto rischio, identificandole con maggiore precisione. Ciò significa concentrare meglio gli interventi di prevenzione, senza coinvolgere individui che non ne hanno bisogno. Attualmente abbiamo potuto valutare solo il rischio generale di morte. Ma in futuro, con un tempo di osservazione più lungo dei nostri partecipanti, saremo in grado di individuare le singole patologie responsabili di questo rischio”.

Eav, Lettera aperta al presidente della regione Campania Vincenzo De Luca

La replica dell’O.R.S.A. alle parole durissime del presidente De Luca contro i lavoratori dell’Eav, espresse nel corso di un’intervista a Radio Kiss Kiss.   Presidente, abbiamo ascoltato increduli le sue parole alla radio, durissime e immotivate contro i lavoratori dell’EAV che manifestavano, in perfetta legalità, il proprio dissenso contro una linea di condotta, quella sì illegale e immotivata, che va contro ogni logica aziendale, economica e ferroviaria, ma che segue, come al solito, logiche di spartizione partitocratica, premiando un dirigente che, nominato dalla passata amministrazione regionale, senza competenze specifiche nel settore ferroviario, responsabile principale dello sfascio di questi ultimi tre anni, invece di essere allontanato… gli viene regalata una dirigenza ex novo e pure ad hoc, gli viene consentito di crearsi una staff che nessuna esperienza ha maturato nel delicatissimo settore della controlleria dei titoli di viaggio, viene difeso strenuamente senza ascoltare la voce di chi, col proprio lavoro ha mantenuto in piedi questa azienda con sacrifici personali quotidiani, rimettendoci anche economicamente. Se questa è la “difesa del posto di lavoro” di cui lei parla, allora ha ragione, abbiamo ben visto come il presidente del cda dell’EAV ha difeso, a spada tratta, il posto di lavoro di questo dirigente. Noi lavoratori abbiamo cercato di analizzare le sue parole per cercarne un senso logico, abbiamo discusso tra di noi per trovare una spiegazione plausibile che le giustificasse, ma a distanza di 48 ore non lo abbiamo ancora trovata, perché o lei è vittima di una grossolana disinformazione, o non ha voluto vedere la verità e non ha voluto cercarla tra quelle stesse persone che l’hanno invitata, l’hanno accolta ed accompagnata nella breve visita che lei ha fatto alla nostra azienda, non ha voluto confrontarsi con quelle stesse persone che l’hanno sostenuta nella campagna elettorale, con quelle stesse persone con cui ha festeggiato la vittoria elettorale. Nessuna azione è stata fatta a per difendere quelli che lei definisce “privilegi parasindacali”, e ci pare una goffa mistificazione affermare che il tipo di servizio che era stato imposto ai lavoratori avrebbe fatto “perdere loro 50 euro al mese di straordinario”, visto che proprio il rifiutando le sole OR.S.A. – Organizzazione Sindacati Autonomi e di base Autoferro-TPL – EAV S.r.l.- Napoli tel fax sede az.le 081.772.2565 – Coord. 334.6200.201- 335.726.5134 pec: orsaautoferrotplcampania@postecert.it – mail: orsaautoferrotplcampania@gmail.com prestazioni straordinarie (e quindi guadagnando di meno) sono stati soppressi tanti treni. In quanto poi al debito di 700 milioni, le vogliamo ricordare che l’EAV vanta 500 milioni di crediti dalla regione Campania, che la cifra restante non si può propriamente definire un debito, perché è il frutto del finanziamento di opere per l’ammodernamento e la costruzione di linee ferroviarie e nuove stazioni, finanziamento che doveva essere garantito da fondi regionali ed europei e non certamente dalle casse aziendali. Le vogliamo anche ricordare che dei “2700 contenziosi” di cui lei parla, la stragrande maggioranza riguarda quelli tra lavoratori e azienda, essi sono nati perché i dirigenti non hanno saputo gestire in modo opportuno e oculato il personale, che vistosi mortificato professionalmente ed economicamente si è rivolto al tribunale per far valere le proprie ragioni, e le vogliamo ricordare che quei dirigenti sono ancora in carica e tutti riconfermati dalla sua amministrazione. La invitiamo pertanto a non lasciarsi più andare ad offese immeritate nei confronti di chi ha sempre lavorato e lottato per salvare l’azienda contro l’incompetenza e l’arroganza di una classe politica e dirigenziale che, badando solo ai propri interessi, ha contribuito a limitare fortemente ai cittadini della Campania un diritto sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, quello alla MOBILITÀ. Le vogliamo ricordare che, con certe sue affermazioni lei va in netta controtendenza con le promesse fatte in campagna elettorale, in cui lei individuava l’EAV, e quindi anche (e soprattutto) la Circumvesuviana, come il fiore all’occhiello di tutto il trasporto pubblico della nostra regione, e pertanto da rilanciare con forti investimenti, azioni forti e non certamente solo con parole forti, affermare di voler “portare i libri in tribunale” sarebbe come sancire il fallimento di tutta l’azione politica della sua giunta.

“Il Mutafavole”: a Nola l’esordio letterario di Antonio Carmine Napolitano

Sabato alle 18.30 nell’ex convento di Santo Spirito. Sarà presentato alle 18.30 di sabato 27 febbraio nel salone centrale dell’ex convento di Santo Spirito di via Merliano il libro di Antonio Carmine Napolitano, “Il Mutafavole”. Il testo è un fantasy avvincente, edito dalla casa editrice ‘Il Ciliegio’ e segna l’esordio letterario dello scrittore originario di Nola. L’iniziativa è patrocinata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Geremia Biancardi con l’assessore ai beni culturali Cinzia Trinchese. “Un sogno che si realizza – ha dichiarato l’autore – E realizzarlo nella città dove sono nato e ritornato dopo oltre dieci anni è motivo di grande emozione e di orgoglio”. “Dare spazio ai giovani talenti che dimostrano di avere qualità oltre che competenza e professionalità è sempre stata una priorità di questo assessorato – ha dichiarato l’assessore ai beni culturali, Cinzia Trinchese – Caratteristiche ben rappresentate dal nolano Antonio Napolitano che con il suo romanzo d’esordio punta ad affascinare tanti giovani come lui”.  

Somma Vesuviana, Lettera in redazione: a Rione Trieste un campetto a rischio degrado

 

Il nuovo campetto di rione Triste, non ancora inaugurato, rischia di essere distrutto. L’appello di una mamma del posto. Fotogallery

  Gentile Direttore, sono Fiorillo Rossella ho 43 anni abito vicino al nuovo campetto che tra qualche mese nuovo non sarà più. Scrivo al vostro giornale come punto di riferimento territoriale vista la inefficienza dell’amministrazione comunale nel gestire le opere pubbliche tanto desiderate e auspicate dalla cittadinanza. Il punto è il seguente: dopo circa un ventennio è stato portato a compimento il campetto adiacente la scuola elementare di Rione Trieste. La struttura, peraltro molto bella, è stata terminata negli ultimi mesi del 2015 poi chiusa al pubblico in attesa di essere affidata tramite bando (almeno credo). Ad oggi invece la struttura si presenta senza gestione ma frequentata da tantissimi bambini e giovani che presi dal bisogno di godere di uno spazio a loro dedicato hanno liberato l’ingresso dalle transenne e tutti i giorni si ritrovano per dare due calci ad un pallone, Vederli è uno spettacolo ma nello stesso tempo la preoccupazione grande è che lo spazio lasciato incustodito possa essere in breve tempo distrutto. Ancora una volta ci chiediamo noi mamme, genitori, nonni perché, dalle nostre parti, è così complicato goderci le opere pubbliche, soprattutto quelle destinate ai nostri bambini/e, che proprio a Somma Vesuviana (a differenza dei paesi limitrofi) fanno fatica a nascere, l’idea è che manca la volontà politica, mancano idee, mancano le persone al posto giusto allora se è così perché non lasciamo il posto a chi crede che le nostre terre possano rifiorire a partire dai bambini. Invitiamo la pubblica amministrazione a prendere in mano la situazione da subito prima di buttare all’aria tempo, soldi pubblici e soprattutto i SOGNI DI TUTTI NOI.. Grazie alla redazione per il contributo.