Primo maggio a Pomigliano: nell’aula consiliare con lo Slai Cobas

L’appuntamento dell’assemblea dei lavoratori è fissato per domattina, alle 10 e 30.   Da tempo i sindacati ormai cosiddetti “classici”, quelli che un tempo venivano definiti con un termine spregiativo “la triplice”, snobbano la città delle grandi fabbriche nell’ambito della celebrazione della festa del lavoro. A ogni modo è sempre da tempo che è il sindacato degli autorganizzati dello Slai Cobas a puntare ancora sul polo dei grandi impianti metalmeccanici Fiat, Avio e Alenia per mettere in evidenza i problemi e le contraddizioni del mondo del lavoro. Domani mattina, dunque, Vittorio Granillo, leader storico dello Slai, i lavoratori delle fabbriche e gli altri militanti del sindacato di base si ritroveranno alle 10 e 30 nell’aula consiliare del comune. Al centro dell’attenzione finirà di nuovo la Fiat di Marchionne, che ha più volte tentato di spazzare via dai suoi stabilimenti lo Slai Cobas, anche per via legale. Senza riuscire mai nell’intento però. Tre recenti sentenze di Cassazione, il cui decorso processuale è stato seguito dal noto avvocato lavorista Pino Marziale, hanno sistematicamente dato torto alla multinazionale sancendo la piena rappresentatività sindacale dello Slai. Ed è proprio sul fronte dei diritti costituzionali e dell’attacco sistematico ad essi che si concentrerà la discussione di stamane a Pomigliano.   

Fiat Pomigliano: ultimi quattro sabati di straordinario. Ma i problemi restano

Fabbrica ancora divisa tra chi lavora sempre e chi resta ai margini.  Ultimi quattro sabati di lavoro straordinario nella Fiat di Pomigliano. Lavoro extra il 7, 14, 21 e 28 maggio. Chi è al reparto A, creato durante lo scontro con la Fiom, riceverà la maggiorazione. Chi invece è relegato nel reparto C, anche questo spuntato durante quella contrapposizione, ed è in regime di contratto di solidarietà non riceverà nessuna maggiorazione. I problemi, dunque, restano. Come le divisioni tra chi fa lo stesso lavoro percependo però salari differenti. Sono infatti ancora necessari accordi sindacali per portare gli operai della Fiat di Pomigliano flagellati dalla cassa integrazione, che da anni lavorano poco, dal cosiddetto reparto C, dove non ci sono produzioni manifatturiere, al reparto A, la catena di montaggio, dove la metà dei 4500 addetti lavora sempre, sin da quando nell’autunno del 2011 è stata avviata la produzione della Panda. Intanto 30 degli emarginati del reparto C rientreranno al lavoro stabile, vale a dire che andranno nel reparto A, lunedì prossimo, 2 maggio. Gli altri 170, per i quali il primo marzo scorso era stato accordato il ritorno in catena di montaggio, dovranno però aspettare. Così come dovranno aspettare non si sa per quanto tempo ancora tutti gli altri 1600 lavoratori che, come quelli che ora attendono “un posto al sole”, si trovano ancora in regime di contratto di solidarietà. E la domanda a Pomigliano e dintorni rimane sempre la stessa: perché non estendere il contratto di solidarietà a tutti i 4500 dipendenti, rimuovendo così un’annosa divisione tra i lavoratori, ma anche tra azienda e società civile, che ha lasciato solo macerie nel tessuto sociale, sindacale e politico della nazione? (Fonte foto: rete internet)  

Torna a Napoli il Maggio dei monumenti

Focus su Giovanni Paisiello, nel segno del ‘700.
Il Maggio dei Monumenti 2016 sarà dedicato al trecentenario della nascita di re Carlo di Borbone e al ‘700 musicale artistico e culturale con un focus su Giovanni Paisiello a duecento anni dalla morte. La XXII edizione della kermesse culturale realizzata dal Comune di Napoli si intitola “Maggio…Senti nell’aria Napoli Capitale” e si avvale della collaborazione dell’Accademia di Belle Arti, che ne ha curato la campagna visiva, del Teatro San Carlo, del Conservatorio di San Pietro a Majella, della Biblioteca nazionale, del Polo museale della Campania e del Museo di Capodimonte che ha realizzato per l’occasione un volume sul ricco patrimonio monumentale e artistico realizzato in città nell’era di Carlo di Borbone. Torna il progetto “La scuola adotta un monumento” curato dalla Fondazione Napoli 99 rivolto agli studenti grazie al cui coinvolgimento sarà “moltiplicata” l’offerta di visite guidate. (Fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana, lettera al Vescovo per padre Costanzo

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Striscioni sui tetti, preghiere e l’appello al Vescovo di Nola: i residenti del Casamale continuano a lottare per Padre Costanzo. Sul tetto delle case di fronte alla Chiesa Collegiata , in bella vista, su un lenzuolo bianco troneggia la scritta ” Padre Costanzo, Uno di Noi”, sulla pagina Fb  a lui dedicata si pubblicano  preghiere  e per le vie del centro storico un velo di malinconia e di rabbia aleggia incessante nell’aria. E’ così che la comunità del borgo antico Casamale sta manifestando il proprio dissenso rispetto alla decisione, a quanto pare  inderogabile, dell’Ordine Provinciale di  Napoli di trasferire Padre Costanzo Nganga, parroco della Chiesa Collegiata, definitivamente in Congo. Dopo la fiaccolata, che ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli, e la raccolta firma, ben tremila, la comunità continua a sperare tant’è che si è rivolta anche  al Vescovo di Nola, Beniamino Depalma. Il pastore di Nola, infatti, qualche giorno fa  ha accolto e ascoltato le testimonianze di una delegazione della comunità parrocchiale del borgo antico ma non ha potuto promettere molto giacchè la decisone ultima spetta  all’ordine Trinitario Provinciale, a cui padre Costanzo ha fatto voto d’obbedienza. Al Vescovo di Nola, che si è comunque detto vicino alla comunità nella preghiera, i delegati hanno lasciato una lettera, che di seguito pubblichiamo.   Eminenza, la comunità parrocchiale della Chiesa San Pietro in Santa Maria Maggiore “Collegiata”, sita nell’antico borgo del Casamale di Somma Vesuviana, si permette di richiamare il Suo tempo e la Sua attenzione su una vicenda che sta vivendo con amarezza, in quanto, è venuta a conoscenza dell’inaspettato trasferimento del suo Pastore “P. fr. Jean Constant Nganga”. Questa missiva vuole essere semplicemente un messaggio affinchè lei possa comprendere il nostro stato d’animo. Siamo giunti sino a lei come pecore del suo ovile, tra noi alcuni membri del CONSIGLIO PASTORALE, per esprime il pensiero che tutti accomuna. Ci sentiamo scoraggiati come i discepoli di Emmaus, confusi e rattristati. Padre Costanzo Nganga ha ereditato una difficile comunità: un quartiere abbandonato a due zone di spaccio di droga, dove c’è la  mancanza assoluta di organizzazioni di accoglienza per i ragazzini, troppo spesso lasciati alla strada, che non è madre ma matrigna. Non si contano i ragazzi che si abbandonano alle droghe e all’alcol  per solitudine, per mancanza di lavoro e di prospettive future ma soprattutto perché non conoscono l’amore di Dio. Tante famiglie povere sia italiane che extracomunitarie, fanno fatica ad andare avanti, pagare l’affitto, offrire una vita dignitosa ai propri figli.  Quando è arrivato Padre Costanzo  non esisteva sul nostro quartiere nessun movimento giovanile e tutte  le strutture, anche quelle del convento,  erano chiuse ai  nostri bambini; si svolgevano esclusivamente i servizi essenziali della parrocchia e permanevano le congreghe e le associazioni tradizionali del Casamale. Da quando il nostro Padre Costanzo ha ricevuto il mandato come “Ministro della casa” dei trinitari nonché guida della Comunità del “Borgo Casamale” ha svolto un ministero fervente e zelante, si é rivelato pastore amabile, accogliente e dotato di un profondo senso di umanità che, unito ad un’ampia conoscenza pastorale, lo ha reso capace di penetrare le coscienze di tanti al punto di  riportarle  sulla via della fede. Padre Costanzo ha avuto il coraggio di entrare in ogni casa, ricca o povera, di parlare ad ogni uomo, vicino e lontano da Dio,  per riportarlo alla casa di Gesù, ha aperto le porte della chiesa e del convento per accogliere bambini, giovani e adulti. Siamo una comunità dal cuore indurito noi della Collegiata eppure  lui ci ha mostrato pazienza nei nostri litigi, nelle nostre continue mormorazioni, perché più del male, a cui troppo spesso ci si abitua, avevamo paura dei cambiamenti, ognuno di noi era chiuso in se stesso e nel suo giudizio. Durante la sua permanenza i fedeli sono stati universalmente testimoni del cambiamento, che ha favorito la crescita, l’evoluzione della comunità e l’apertura della stessa al mondo laico. In questi anni all’interno della Parrocchia vi è stata una notevole crescita legata alle attività in essa svolte. Ne è testimonianza il grande lavoro operato per le celebrazioni eucaristiche; si noti la nascita del gruppo dei “giovani Ministranti” entusiasti di essere parte attiva nel “lavoro quotidiano”. Contestualmente sono nati diversi gruppi rivolti ai giovani e giovanissimi per i quali Padre Costanzo ha maggiormente votato il suo interesse, motivato dalla necessità di dare una risposta cristiana e concreta alle esigenze emerse da una profonda analisi di tutte le problematiche del tessuto sociale. I progetti messi in atto hanno avuto come obiettivo il miglioramento delle condizioni delle famiglie e di fornire una risposta ai bisogni di queste mediante la proposta dell’oratorio parrocchiale e la creazione di ambienti educativi aperti. Una profonda attività evangelizzatrice intesa a sensibilizzare bambini, preadolescenti, giovani e adulti al messaggio cristiano portatore di sani valori in un mondo anoressico di conversione, comunione e carità. La sua attenzione è stata rivolta in egual modo anche agli ammalati. Il suo impegno è stato costante nella sua opera caritatevole nei confronti delle persone inferme recandosi direttamente presso le loro abitazioni. Padre Costanzo è riuscito a comprendere e  a parlare il linguaggio di tutti coloro che si sono avvicinati a lui valorizzando l’unicità di ciascuno e, domenica dopo domenica,  la nostra chiesa si è popolata di fedeli. Ora sono gli stessi fedeli che, forte dei sui messaggi, vogliono continuare questo percorso con lui.  L’intera comunità del Casamale e non solo si  è attivata in favore del completamento del suo mandato:  la fiaccolata per tutto il quartiere, la raccolta di firme, gli striscioni sui nostri balconi, rappresentano soltanto la nostra debole voce malinconica e sfiduciata, rappresentano la nostra paura che tutto ritorni come prima del suo arrivo. Ma vogliamo essere fiduciosi ,  forti del messaggio di Papa Francesco rivolto ai giovani in quale li esorta dicendo :”coraggio, andate avanti, fate rumore. Dove sono i giovani deve esserci rumore. Poi, si regolano le cose, ma l’illusione di un giovane è fare rumore sempre. Andate avanti! Nella vita ci saranno sempre persone che vi faranno proposte per frenare, per bloccare la vostra strada. Per favore, andate controcorrente. Siate coraggiosi, (…omissis…) andare controcorrente significa fare rumore, andare avanti, ma con i valori della bellezza, della bontà e della verità…” E’ per questo che  tutti poniamo alla sua cortese attenzione la situazione dell’allontanamento del nostro amato parroco dalla sua comunità che grida con coraggio: PADRE COSTANZO UNO DI NOI. la comunità di San Pietro  Apostolo in Santa Maria Maggiore  

Afragola approva il Bilancio tra i primi comuni della Campania

Il Sindaco Tuccillo: ora attuazione in tempi rapidi delle Opere pubbliche.  Il Consiglio comunale ha approvato il Bilancio di previsione 2016 tra i primi comuni in Campania. «Al di là delle scadenze di legge – ha dichiarato il Sindaco, On. Domenico Tuccillo –  abbiamo centrato l’obiettivo che ci eravamo prefissi come maggioranza di approvare il bilancio entro fine aprile. Questo ci metterà in condizione di dare attuazione in tempi rapidi a tre capitoli di spesa: il primo per il completamento prima dell’estate dell’ex Scuola Settembrini che sarà in grado di ospitare gli uffici comunali, ed entro l’anno il completamento dei lavori alla Casa comunale; il secondo per avviare un salto di qualità decisivo nell’organizzazione e nella qualità dei servizi con risorse ad hoc stanziate per la manutenzione delle strade, il verde e l’illuminazione pubblica; il terzo e decisivo per avviare il programma triennale di opere pubbliche con l’ampliamento del cimitero e il piano di rigenerazione urbana per i quartieri San Marco e Saggese». Nella seduta odierna, dopo aver ascoltato la relazione dell’Assessore al Bilancio, Antimo Manzo, la maggioranza dei consiglieri ha infatti espresso compatta il voto positivo non solo al Bilancio di previsione ma anche al Programma triennale delle Opere Pubbliche 2016-2018 e al Documento Unico di Programmazione (DUP). «Voglio ringraziare – ha concluso Tuccillo – l’Assessore Manzo per l’ottimo lavoro svolto sul piano tecnico e politico nella redazione del bilancio e nella sua relazione in aula nonché i gruppi di maggioranza, il cui lavoro ci consentirà di approvare anche il Bilancio consuntivo entro la fine di maggio».

Acerra, celebrazioni del primo maggio: il vescovo incontra i cassintegrati della Montefibre

L’iniziativa domani, alle 12, nel liceo Alfonso Maria de’ Liguori.    Domani, a mezzogiorno, nel liceo “Alfonso Maria de’ Liguori”, il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, incontrerà studenti e lavoratori della Montefibre per un’incontro di riflessione e preghiera in vista del Primo maggio, Festa del lavoro. L’incontro  è stato promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, che ha scelto di mettere insieme mondo della scuola e del lavoro, anche attraverso il confronto tra generazioni, perché “la dimensione educativa del lavoro va ritrovata anche all’interno delle istituzioni formative, facendo in modo che scuola e lavoro siano due esperienze che si intrecciano e interagiscono”. Il tutto sulla base del principio scritto nel messaggio dei vescovi italiani per il 1° maggio: “Il lavoro: libertà e dignità dell’uomo in tempo di crisi economica e sociale”. “La Chiesa – si legge nel comunicato della diocesi – vuole generare una pedagogia della speranza in un tempo in cui la crisi culturale e valoriale, e la mancanza di lavoro rischiano di fermare i sogni e le aspirazioni di giovani e adulti”. ” In sintonia con i vescovi italiani – si aggiunge nel messaggio diramato oggi dalla Chiesa locale – occorre ribadire che il lavoro «deve tornare a essere luogo umanizzante, uno spazio nel quale comprendiamo il nostro compito di cristiani, entrando in relazione profonda con Dio, con noi stessi, con i nostri fratelli e con il creato”. La situazione che coinvolge alcune centinaia di cassintegrati della Montefibre è ormai senza speranza sotto il profilo della possibilità di una ripresa dell’impianto: lo stabilimento chimico, che è all’origine del disastro ambientale del territorio, è stato venduto a un gruppo turco e la sua struttura è in fase di smantellamento.    

Alcol in moderazione e effetti sulla salute: il momento della birra

Come avviene per il vino, un consumo moderato di birra non ha effetti dannosi sulla salute, ma esercita un’azione protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari. E’ quanto emerge da un documento di consenso internazionale promosso dai ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed.   Fino ad oggi il protagonista del discorso su alcol in moderazione e salute è stato il vino, con i suoi effetti protettivi sul sistema cardiovascolare che sono ormai parte della cultura popolare. Oggi sembra essere giunto anche il momento della birra. Sulla rivista scientifica Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases è stato infatti pubblicato un Consensus document che, analizzando criticamente le ricerche condotte a livello internazionale, riassume le conoscenze attuali. E i risultati portano la birra molto vicina al vino per i suoi effetti benefici, naturalmente sempre considerando un consumo moderato, regolare e senza alcun eccesso.   Le conclusioni del documento, promosso dai ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) e al quale hanno contribuito esperti della materia italiani e stranieri (provenienti da Spagna, Lussemburgo, Stati Uniti, Grecia), sono che il consumo moderato di birra (corrispondente a una lattina al giorno) può essere affiancato a quello del vino in termini di effetti benefici sulla salute.   “E’ importante precisare – afferma Simona Costanzo, ricercatrice dell’IRCCS Neuromed e tra i promotori del documento di consenso – che quando ci si riferisce al consumo di birra (e di bevande alcoliche in generale) bisogna innanzitutto stigmatizzare categoricamente il consumo eccessivo e la pratica del binge drinking (il bere esageratamente in singole occasioni, ad esempio durante il weekend), abitudini sempre dannose per l’organismo. Invece un consumo moderato e regolare di birra, inserito nel contesto di una dieta salutare, con uno stile di vita sano fatto anche di attività fisica, non risulta avere effetti dannosi e si dimostra anzi capace di diminuire il rischio di patologie cardiovascolari”.   “Il nostro documento, oltre alla valenza internazionale – aggiunge Augusto Di Castelnuovo, ricercatore epidemiologo dell’IRCCS Neuromedvuole essere un utile punto fermo nella visione del ruolo del consumo di birra sulla nostra salute. Per prima cosa, evidenzia come il consumo eccessivo di qualsiasi tipo di bevanda alcolica sia senza dubbio dannoso, con gravi danni a diversi organi e apparati del nostro organismo. Non c’è ragione, invece, di invitare a smettere di bere chi ha l’abitudine di consumare birra moderatamente, né d’ altra parte incoraggiare gli astemi a iniziare a bere. Vorrei sottolineare inoltre che il bere alcol, di qualsiasi tipo, non deve essere concesso a giovani e giovanissimi, alle donne in gravidanza e naturalmente a chi ha patologie per le quali l’alcol può essere un fattore aggravante”.   “Birra e vino – conclude Giovanni de Gaetano, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed e coordinatore della ricerca – sono bevande alcoliche fermentate. Sono diverse dai superalcolici o da altri drink elaborati. Anche le ricerche scientifiche mostrano queste differenze in termini di effetti sulla salute. Il quadro che emerge dal nostro documento e dagli studi su cui esso si basa, è quello di due aspetti molto diversi tra loro: da un lato c’è la bevanda alcolica consumata moderatamente durante i pasti, momento conviviale, qualcosa che fa parte di molte culture. Dall’altro c’è quel bere con cui si vuole solo ingerire alcol, tipico dell’abuso che spesso caratterizza il consumo di superalcolici”.

Portatori di Pace per le strade di Assisi: la scuola Dante Alighieri di Brusciano ha partecipato alla marcia

 Il 15 e 16 aprile 2016 giovani, studenti e insegnanti provenienti da tutte le regioni italiane si sono dati appuntamento ad Assisi per dare vita ad un grande Meeting nazionale delle scuole per la pace, la fraternità e il dialogo. Al Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica “Pace, fraternità e dialogo. Sui passi di Francesco” 2015-2016, ha partecipato anche la scuola Dante Alighieri di Brusciano diretta dal dirigente Luigi Gesuele. Un progetto che ha visto come “sfondo integratore” dell’intero processo formativo, l’educazione alla pace, ai diritti umani ed il tutto inserito nel più vasto programma nazionale di cittadinanza democratica, predisposto d’intesa tra la Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione del MIUR, il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. Grande la partecipazione da parte dei ragazzi del circolo didattico Dante Alighieri, che in più di 100 tra alunni ed insegnanti si sono ritrovati nella città di San Francesco, portando con se i risultati e l’esperienza tratta in un anno di lavoro scolastico all’insegna di importanti tematiche come l’educazione e la pace. Un percorso di laboratori e di idee, partito nel 2015 e che ha visto alunni ed insegnanti coinvolti nella realizzazione prima del progetto “La Pace ha mille colori” che avuto inizio in un incontro di fratellanza con la festa dell’accoglienza delle classi 1^ e 5^ e successivamente con la partecipazione in collaborazione con la comunità parrocchiale alla marcia della Pace per le vie di Brusciano. Assisi per due giorni è stato il crocevia di diversi percorsi didattici, ricerche, dibattiti e attività. Più che interessanti ed educativi i percorsi didattici con i laboratori delle parole e delle idee e l’Incontro di Pace nella Basilica Superiore d’Assisi ed alla tomba del Santo. Tappa conclusiva del meeting la Marcia per la pace da Santa Maria degli Angeli ad Assisi. I docenti  he hanno accompagnato gli alunni in quest’avventura seguendo le orme lasciate da San Francesco, uomo della pace e dell’amore fraterno, sono stati:Aselli Lina, Braccolino Maria, Fratiello Filomena,  Lenzuolo Angela,  Luongo Luigi, Papaccio Rosanna, Stringere Eugenia, Tagliaferro Teresa. “Un’esperienza unica ed emozionante”, questo il commento dei partecipanti del plesso della scuola primaria bruscianese, che accompagnati dalla docente referente Maria Braccolino, hanno avuto modo di essere protagonisti di una esperienza didattica, culturale e sociale più che originale volta alla riscoperta soprattutto per i più piccoli dei valori e del significato autentico della pace e della fraternità e del dialogo.

Somma Vesuviana, alla Montessori il progetto «Dimmi come mangi»

Il medico veterinario Elena Raia, il conduttore Gepy Franco e Viola, pastore belga malinois dal fiuto eccezionale condurranno i ragazzi nel magico mondo della relazione tra uomo, animale e ambiente. La quarta e ultima tappa del progetto di didattica veterinaria educativa lanciato e realizzato dall’associazione medici veterinari italiani è per le 9, 30 di mercoledì 4 maggio, all’auditorium multimediale dell’Istituto Montessori di Somma Vesuviana. «Dimmi come mangi» coinvolgerà gli alunni della scuola primaria in un itinerario educativo con l’assistenza della dottoressa Raia, medico veterinario, coadiuvata dalle maestre. Ma stavolta i ragazzi saranno sopresi da un professore a quattro zampe, un magnifico esemplare di pastore belga dal fiuto eccezionale e specializzato in obbedienza e difesa oltre che ottimo…investigatore: Viola. Sarà accompagnata dal suo conduttore, Gepy Franco, e da una rappresentanza di Poliziotti Cinofili della Questura di Napoli. Si tratta di educatori e addestratori, i quali daranno una dimostrazione tangibile della loro bravura ed esperienza.
La manifestazione sarà conclusa con la declamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale da parte di alcuni della scuola primaria nella qualità di «ambasciatori» di questa Istituzione che, associata alla Rete UNESCO, ne diffonde i principi.
 

Somma Vesuviana, Umberto Parisi (Noi Sud – Lista Cuore): «Sì ad allargare la maggioranza ma senza pastrocchi».

I consiglieri Parisi e Beneduce scelgono l’appoggio esterno alla maggioranza Piccolo: «Ricatti e diatribe li lasciamo ad altri». Sceglie di rompere il silenzio, il consigliere Umberto Parisi. L’esponente di Noi Sud – Lista Cuore che alle amministrative del 2014 incassò 553 preferenze si lancia in una disamina dell’attuale situazione politico – amministrativa di Somma Vesuviana e premette: «Bisogna ricucire gli strappi e ripartire in modo deciso con gli alleati originari, altrimenti è giusto farsi da parte». «Ci siamo candidati a guidare Somma Vesuviana con l’intento di dare risposte concrete ai cittadini e immaginare una nuova comunità nella quale, con dignità, ciascuno esplichi il proprio ruolo. Quello che è successo in questi mesi però ci ha tolto la necessaria tranquillità per lavorare in maniera proficua». Tanto basta, dunque, perché Parisi e Beneduce, altro consigliere del suo gruppo, scelgano la strada dell’appoggio esterno alla maggioranza guidata dal sindaco Pasquale Piccolo. Ma cosa vuol dire «appoggio esterno»? «Vuol dire confrontarsi giorno per giorno – continua Parisi –  rispetto alle decisioni da prendere ed alle azioni da mettere in campo per la nostra amata città. I ricatti, i mal di pancia, le diatribe li lasciamo ad altri. Ci ho messo la faccia perché credevo e credo in ciò che faccio, rimanendo leale ad un progetto e ad un’idea. Però deve valerne la pena, altrimenti elucubriamo sull’aria fritta». Sul prossimo futuro, Parisi sembra avere le idee chiare: «Bisogna azzerare tutto e ripartire con un altro passo. Faccio un esempio: a noi consiglieri comunali sono arrivati i dati del piano finanziario da portare nella prossima assise solo pochi giorni prima del voto in aula. A cosa è ascrivibile questo ritardo? Ad una cattiva comunicazione tra uffici o all’assenza degli assessori? Noi ci siamo candidati ed abbiamo sostenuto un cartello elettorale che si è dissolto per varie ragioni. Questa è l’occasione buona per tentare di ricucire gli strappi. Ma per farlo bisogna rimettere al centro della discussione la politica, le piattaforme programmatiche ed azzerare gli squilibri che nel tempo si sono creati. Altrimenti ogni ragionamento è vano». E negli ultimi mesi, tra crisi annunciate e almeno in apparenza sventate, tra voci di corridoio che insinuavano il prossimo allargamento della maggioranza con esponenti di opposizione, Parisi non si sottrae al commento. «Io non precluderei alcuna strada a questa maggioranza ed all’eventuale suo allargamento, ma a determinate condizioni. Questo vedo non vedo, sento non sento…confonde i cittadini e non può portare che a pastrocchi. Se c’è qualche partito che vuole sostenere in modo lineare, chiaro e trasparente la nostra azione, pur ovviamente concordandola insieme, è un conto. I transfughi, gli accordi sottobanco a me personalmente non interessano. Noi dobbiamo risolvere i problemi ai cittadini, non ai partiti che magari oggi vivono delle dialettiche contrastanti al loro interno». Quanto alle voci che darebbero per certa l’imminente nascita di «contenitori civici» pronti a incrociare le armi per la sfida delle prossime comunali, Parisi dice: «Guardo con interesse ai movimenti che lentamente prendono piede in città. La bellezza della politica sta anche nel confronto quotidiano con soggetti che sono fuori dalle rappresentanze istituzionali. E poi diciamocelo: la crisi che investe i partiti è il detonatore all’organizzazione di movimenti ed associazioni politiche che hanno a cuore le sorti ella nostra città. Io sono disponibile e aperto al dialogo con chiunque abbia idee o progetti. Le ingessature, le contrapposizioni a priori, le fughe in avanti, lasciano il tempo che trovano. Questa nostra comunità ha bisogno di impegno costante, autorevolezza, trasparenza, idee e progettualità per affrontare le sfide future che si è prefissata. Altrimenti sono solo chiacchiere da marciapiede».