Fabbrica ancora divisa tra chi lavora sempre e chi resta ai margini.
Ultimi quattro sabati di lavoro straordinario nella Fiat di Pomigliano. Lavoro extra il 7, 14, 21 e 28 maggio. Chi è al reparto A, creato durante lo scontro con la Fiom, riceverà la maggiorazione. Chi invece è relegato nel reparto C, anche questo spuntato durante quella contrapposizione, ed è in regime di contratto di solidarietà non riceverà nessuna maggiorazione.
I problemi, dunque, restano. Come le divisioni tra chi fa lo stesso lavoro percependo però salari differenti. Sono infatti ancora necessari accordi sindacali per portare gli operai della Fiat di Pomigliano flagellati dalla cassa integrazione, che da anni lavorano poco, dal cosiddetto reparto C, dove non ci sono produzioni manifatturiere, al reparto A, la catena di montaggio, dove la metà dei 4500 addetti lavora sempre, sin da quando nell’autunno del 2011 è stata avviata la produzione della Panda.
Intanto 30 degli emarginati del reparto C rientreranno al lavoro stabile, vale a dire che andranno nel reparto A, lunedì prossimo, 2 maggio. Gli altri 170, per i quali il primo marzo scorso era stato accordato il ritorno in catena di montaggio, dovranno però aspettare. Così come dovranno aspettare non si sa per quanto tempo ancora tutti gli altri 1600 lavoratori che, come quelli che ora attendono “un posto al sole”, si trovano ancora in regime di contratto di solidarietà. E la domanda a Pomigliano e dintorni rimane sempre la stessa: perché non estendere il contratto di solidarietà a tutti i 4500 dipendenti, rimuovendo così un’annosa divisione tra i lavoratori, ma anche tra azienda e società civile, che ha lasciato solo macerie nel tessuto sociale, sindacale e politico della nazione?
(Fonte foto: rete internet)



