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Somma Vesuviana, lettera al Vescovo per padre Costanzo

Striscioni sui tetti, preghiere e l’appello al Vescovo di Nola: i residenti del Casamale continuano a lottare per Padre Costanzo.

Sul tetto delle case di fronte alla Chiesa Collegiata , in bella vista, su un lenzuolo bianco troneggia la scritta ” Padre Costanzo, Uno di Noi”, sulla pagina Fb  a lui dedicata si pubblicano  preghiere  e per le vie del centro storico un velo di malinconia e di rabbia aleggia incessante nell’aria. E’ così che la comunità del borgo antico Casamale sta manifestando il proprio dissenso rispetto alla decisione, a quanto pare  inderogabile, dell’Ordine Provinciale di  Napoli di trasferire Padre Costanzo Nganga, parroco della Chiesa Collegiata, definitivamente in Congo. Dopo la fiaccolata, che ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli, e la raccolta firma, ben tremila, la comunità continua a sperare tant’è che si è rivolta anche  al Vescovo di Nola, Beniamino Depalma. Il pastore di Nola, infatti, qualche giorno fa  ha accolto e ascoltato le testimonianze di una delegazione della comunità parrocchiale del borgo antico ma non ha potuto promettere molto giacchè la decisone ultima spetta  all’ordine Trinitario Provinciale, a cui padre Costanzo ha fatto voto d’obbedienza. Al Vescovo di Nola, che si è comunque detto vicino alla comunità nella preghiera, i delegati hanno lasciato una lettera, che di seguito pubblichiamo.

 

Eminenza,

la comunità parrocchiale della Chiesa San Pietro in Santa Maria Maggiore “Collegiata”, sita nell’antico borgo del Casamale di Somma Vesuviana, si permette di richiamare il Suo tempo e la Sua attenzione su una vicenda che sta vivendo con amarezza, in quanto, è venuta a conoscenza dell’inaspettato trasferimento del suo Pastore “P. fr. Jean Constant Nganga”.

Questa missiva vuole essere semplicemente un messaggio affinchè lei possa comprendere il nostro stato d’animo.

Siamo giunti sino a lei come pecore del suo ovile, tra noi alcuni membri del CONSIGLIO PASTORALE, per esprime il pensiero che tutti accomuna. Ci sentiamo scoraggiati come i discepoli di Emmaus, confusi e rattristati.

Padre Costanzo Nganga ha ereditato una difficile comunità: un quartiere abbandonato a due zone di spaccio di droga, dove c’è la  mancanza assoluta di organizzazioni di accoglienza per i ragazzini, troppo spesso lasciati alla strada, che non è madre ma matrigna. Non si contano i ragazzi che si abbandonano alle droghe e all’alcol  per solitudine, per mancanza di lavoro e di prospettive future ma soprattutto perché non conoscono l’amore di Dio. Tante famiglie povere sia italiane che extracomunitarie, fanno fatica ad andare avanti, pagare l’affitto, offrire una vita dignitosa ai propri figli.  Quando è arrivato Padre Costanzo  non esisteva sul nostro quartiere nessun movimento giovanile e tutte  le strutture, anche quelle del convento,  erano chiuse ai  nostri bambini; si svolgevano esclusivamente i servizi essenziali della parrocchia e permanevano le congreghe e le associazioni tradizionali del Casamale.

Da quando il nostro Padre Costanzo ha ricevuto il mandato come “Ministro della casa” dei trinitari nonché guida della Comunità del “Borgo Casamale” ha svolto un ministero fervente e zelante, si é rivelato pastore amabile, accogliente e dotato di un profondo senso di umanità che, unito ad un’ampia conoscenza pastorale, lo ha reso capace di penetrare le coscienze di tanti al punto di  riportarle  sulla via della fede. Padre Costanzo ha avuto il coraggio di entrare in ogni casa, ricca o povera, di parlare ad ogni uomo, vicino e lontano da Dio,  per riportarlo alla casa di Gesù, ha aperto le porte della chiesa e del convento per accogliere bambini, giovani e adulti. Siamo una comunità dal cuore indurito noi della Collegiata eppure  lui ci ha mostrato pazienza nei nostri litigi, nelle nostre continue mormorazioni, perché più del male, a cui troppo spesso ci si abitua, avevamo paura dei cambiamenti, ognuno di noi era chiuso in se stesso e nel suo giudizio.

Durante la sua permanenza i fedeli sono stati universalmente testimoni del cambiamento, che ha favorito la crescita, l’evoluzione della comunità e l’apertura della stessa al mondo laico.

In questi anni all’interno della Parrocchia vi è stata una notevole crescita legata alle attività in essa svolte. Ne è testimonianza il grande lavoro operato per le celebrazioni eucaristiche; si noti la nascita del gruppo dei “giovani Ministranti” entusiasti di essere parte attiva nel “lavoro quotidiano”. Contestualmente sono nati diversi gruppi rivolti ai giovani e giovanissimi per i quali Padre Costanzo ha maggiormente votato il suo interesse, motivato dalla necessità di dare una risposta cristiana e concreta alle esigenze emerse da una profonda analisi di tutte le problematiche del tessuto sociale. I progetti messi in atto hanno avuto come obiettivo il miglioramento delle condizioni delle famiglie e di fornire una risposta ai bisogni di queste mediante la proposta dell’oratorio parrocchiale e la creazione di ambienti educativi aperti. Una profonda attività evangelizzatrice intesa a sensibilizzare bambini, preadolescenti, giovani e adulti al messaggio cristiano portatore di sani valori in un mondo anoressico di conversione, comunione e carità.

La sua attenzione è stata rivolta in egual modo anche agli ammalati. Il suo impegno è stato costante nella sua opera caritatevole nei confronti delle persone inferme recandosi direttamente presso le loro abitazioni.

Padre Costanzo è riuscito a comprendere e  a parlare il linguaggio di tutti coloro che si sono avvicinati a lui valorizzando l’unicità di ciascuno e, domenica dopo domenica,  la nostra chiesa si è popolata di fedeli. Ora sono gli stessi fedeli che, forte dei sui messaggi, vogliono continuare questo percorso con lui.  L’intera comunità del Casamale e non solo si  è attivata in favore del completamento del suo mandato:  la fiaccolata per tutto il quartiere, la raccolta di firme, gli striscioni sui nostri balconi, rappresentano soltanto la nostra debole voce malinconica e sfiduciata, rappresentano la nostra paura che tutto ritorni come prima del suo arrivo.

Ma vogliamo essere fiduciosi ,  forti del messaggio di Papa Francesco rivolto ai giovani in quale li esorta dicendo :”coraggio, andate avanti, fate rumore. Dove sono i giovani deve esserci rumore. Poi, si regolano le cose, ma l’illusione di un giovane è fare rumore sempre. Andate avanti! Nella vita ci saranno sempre persone che vi faranno proposte per frenare, per bloccare la vostra strada. Per favore, andate controcorrente. Siate coraggiosi, (…omissis…) andare controcorrente significa fare rumore, andare avanti, ma con i valori della bellezza, della bontà e della verità…”

E’ per questo che  tutti poniamo alla sua cortese attenzione la situazione dell’allontanamento del nostro amato parroco dalla sua comunità che grida con coraggio: PADRE COSTANZO UNO DI NOI.

la comunità di San Pietro  Apostolo in Santa Maria Maggiore

 

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