Il Napoli vince con l’Atalanta, ma ci sarà da soffrire ancora. E intanto il meteo fa i capricci
Diciamolo subito: non è giusto soffrire così tanto dopo un campionato esaltante, partite giocate benissimo, vittorie spettacolari, i gol del Pipita a grappoli. Anche ieri ce ne sono stati due e sono stati sufficienti a battere l’Atalanta (2 a 1 il risultato finale). Eppure c’è da soffrire: la Roma insegue, Totti è in forma e il secondo posto non è blindato. E tutto ciò non è giusto, francamente. Anche se un anno fa gli azzurri si sono fermati al quinto posto, anche se la Lazio che lo scorso campionato si prese la Champions oggi è un lontano puntino all’orizzonte, anche se Inter e Milan hanno lacrime molto amare da versare.
Non è giusto perché il Napoli è la squadra che più si è avvicinata alla Juventus campione d’Italia ed ha chiuso il girone d’andata al primo posto. Non è giusto perché la Roma che ci insegue si sta reggendo su un Totti che, se dipendesse dal suo allenatore, non giocherebbe affatto e, se dipendesse dalla società giallorossa, l’anno prossimo starebbe ai giardinetti a giocare coi suoi figli dai nomi strani. Non è giusto, eppure andrà così: soffrire fino all’ultimo secondo, eventualmente gioire col cuore che batte ancora forte per il pericolo scampato, per non parlare della delusione possibile, che resta dietro l’angolo.
Vediamo. Vediamo che succede, perché in fondo questo è il bello del calcio. Però non è giusto, come non è giusta questa pioggia del 2 maggio e questo freddo fuori tempo massimo che rende fastidioso pure andare a depositare la spazzatura fuori casa (rigorosamente tra il primo e il secondo tempo, of course).
NO ME TOQUES LA PELOTA
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