Al voto tutto il comparto italiano del call center: 7862 addetti.
Sono giorni cruciali per il futuro produttivo ma soprattutto occupazionale del comparto italiano di Almaviva, il call center che fornisce i servizi di informazione telefonica e web ad alcune delle più grandi aziende italiane e non solo. E’ iniziato infatti il referendum dei lavoratori chiamati ad approvare o meno l’intesa raggiunta tra azienda, sindacati e governo la scorsa settimana. Intesa che sostanzialmente punta alla revoca della procedura di licenziamento per 2990 dipendenti delle sedi di Roma (920 esuberi su 1730 addetti), Palermo (1670 esuberi su 3247 addetti) e Napoli (400 esuberi su 868 addetti). Al posto dei licenziamenti sono previsti i contratti di solidarietà che nella sede partenopea di via Brin dovranno raggiungere il 35 %. Più elevate le percentuali in quelle di Palermo e Roma. Il tutto dovrà essere realizzato nell’ambito di un programma che prevede sei mesi di cds e il contestuale impegno del governo a trovare soluzioni in grado di rendere duraturo il salvataggio dei posti di lavoro. Al referendum sull’intesa sono chiamati tutti i 7862 dipendenti del comparto italiano, vale a dire i 598 addetti della sede di Milano, i 1730 di Roma, gli 868 di Napoli, i 3247 di Palermo, i 1111 di Catania e i 308 di Rende. Sindacati, azienda e governo si rivedranno dopo il voto molto probabilmente giovedì 5 maggio. Nel frattempo nella sede di Napoli si voterà domani, 3 maggio, e mercoledì 4 maggio.









