Somma Vesuviana, ancora un indagato nell’inchiesta Blusky: è un vigile urbano

Sono ormai ventidue gli indagati nell’inchiesta che ha assestato un duro colpo ai clan D’Avino e Anastasio. L’ultimo è un agente di polizia locale in servizio al comando di Somma Vesuviana: secondo l’accusa agiva per «agevolare le attività criminose dell’associazione camorristica». Le accuse per il vigile indagato sono gravi: sarebbe stato lui la «talpa» del clan che provvedeva a controllare attraverso le banche dati della motorizzazione le targhe di volta in volta segnalategli dal figlio del boss Giovanni D’Avino. Per l’agente anche l’aggravante di partecipazione ad un’associazione di tipo mafioso. Inizieranno in queste ore gli interrogatori di garanzia e gli eventuali ricorsi al tribunale della libertà per gli indagati interessati dalle misure cautelari ma l’inchiesta sembra destinata ad allargarsi. Sono molti i commercianti e gli imprenditori che avrebbero subito, sia a Somma che a Sant’Anastasia, richieste estorsive. Si va da note pasticcerie ad aziende di lavorazione di frutta o olive, da supermercati a imprese edili, da richieste di «regali» alla pratica illecita nota come «monetizzazione di assegni bancari», ossia la richiesta di cambiare assegni con la promessa di poterli incassare dopo qualche mese, seguita da intimidazioni che rendono gli estorsori sicuri che la vittima non eserciterà mai quel diritto.  

Poggiomarino, Striano, Terzigno: servizi di prevenzione e contrasto dell’illegalità diffusa nell’area oplontina

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I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata impegnati in  servizi di prevenzione e contrasto dell’illegalità. I carabinieri della compagnia oplontina hanno tratto in arresto a Poggiomarino Youssef Ben Mustapha Ferchichi, 42enne, domiciliato a Poggiomarino, già noto alle forze dell’ordine, destinatario di un ordine di carcerazione della procura generale di Pistoia in forza del quale dovrà espiare un anno e 9 mesi di reclusione per detenzione e spaccio di stupefacente. Dopo le formalità è stato tradotto a Poggioreale. Denunciato in stato di libertà per truffa ai danni dello stato un 73enne di Striano, il titolare di un circolo sportivo: durante un controllo i militari hanno rinvenuto e sequestrato nel circolo 8 computer – 2 dei quali usati come slot machines abusive – 5 utilizzati per giochi on-line non autorizzati e uno come server. C’era anche una macchina cambiamonete modificata: invece di acquisire le banconote e cambiarle in spiccioli, l’apparecchio trasferiva il denaro inserito esclusivamente per alimentare il credito dei giocatori on-line. Per il medesimo reato è stata denunciata una 56enne di Poggiomarino, titolare di un’associazione sportiva dilettantistica. Nell’attività c’erano 2 computer utilizzati come slot machines e 1 macchina cambiamoneta analoga a quella descritta prima. È stato tutto sequestrato. A Terzigno invece sono stati denunciati per possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso un 49enne e un 52 di Poggioreale, già noti alle forze dell’ordine. A bordo di una Renault Modus, dopo aver notato i militari, hanno tentato di dileguarsi ma dopo un breve inseguimento sono stati bloccati lungo la SS 268 in direzione di Napoli: la perquisizione personale e veicolare ha permesso di rinvenire e sequestrare un passamontagna, 3 paia di guanti e numerosi arnesi da scasso.
(Fonte foto: rete internet)

Parco Nazionale del Vesuvio, l’intervista al nuovo presidente Agostino Casillo

Abbiamo contattato il nuovo presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo, il quale ci ha concesso un’intervista a distanza sulle tematiche del Parco e sulla sfida che lo attende. Inutile dire che da vesuviani e non dell’ultima ora, anche noi ci aspettiamo grandi cose, proprio come quelle che lui ama parafrasare con le parole di William Blake. Un grosso in bocca al lupo!

L’intervista:

Nel suo discorso di presentazione davanti alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha presentato un programma ben articolato e dai buoni propositi ma scendendo più nel particolare e nella complessa realtà del Vesuviano, cosa pensa di fare di concreto e che i suoi predecessori non abbiano già fatto?

«Oggi credo sia il tempo di avviare una nuova fase. Farò quello che è necessario affinché il Parco Nazionale del Vesuvio diventi laboratorio per nuovi modelli di politiche ambientali e di sviluppo del territorio. Tutela dalla biodiversità, turismo sostenibile, promozione dei prodotti enogastronomici, valorizzazione delle tradizioni locali, educazione ambientale, sono le parole chiave su cui si fonderanno i progetti che da qui a breve inizieremo a mettere in campo. Tra i primi interventi, lavorerò affinché nel più breve tempo possibile si possa avviare un intervento di riqualificazione di tutti i sentieri attualmente non manutenuti.»

Lei è stato definito un ambientalista convinto, può dirci quali siano state le sue esperienze in tal senso e come possono essere messe a frutto nel suo nuovo incarico di Presidente del PNV?

«Al di là delle etichette giornalistiche, credo conti la sostanza. Oggi, a mio avviso, la tutela dell’ambiente è un diritto-dovere dei cittadini e delle amministrazioni pubbliche universalmente riconosciuto come necessario e vitale. Certamente, abbiamo bisogno di un approccio alla tutela dell’ambiente molto poco ideologico, ma orientato alla rimodulazione del nostro modello di sviluppo. Per quanto mi riguarda, ho avuto la fortuna di poter far coincidere la mia passione per le politiche ambientali con il lavoro che ho svolto finora. Mi occupo infatti di energie rinnovabili, risparmio energetico ed edilizia sostenibile. Se le massime Istituzioni del nostro Paese hanno ritenuto la mia persona idonea per questo ruolo così importante, probabilmente nel mio curriculum e nella mia storia hanno ravvisato caratteristiche idonee al ruolo assegnatomi e la giusta dose di innovazione e predisposizione al cambiamento che oggi bisogna avere per fare bene.»

Lei giustamente parla di un Castello Mediceo, l’attuale sede del PNV ad Ottaviano, strappato alla camorra e “baluardo fisico di legalità”. Niente di più vero ed encomiabile ma è al corrente che proprio sotto il naso dell’Ente Parco, lungo via Cesare Augusto, passano nottetempo i bracconieri con i loro fuoristrada per andare a cacciare lungo i sentieri 1 e 2 del Parco e che, durante i fine settimana, proprio lungo l’asse viario che passa per la cosiddetta valle delle delizie, salgono le moto  da cross per scorrazzare in piena area protetta?

«Mi sembra assolutamente sbagliato e per certi aspetti anche pericoloso equiparare la Camorra al bracconaggio e ai motociclisti abusivi (la camorra nasce in questo terreno di coltura dove il sopruso e il disprezzo della legalità nonché il pericolo per l’incolumità altrui sono l’unica costante, il giù menzionato A.Prisco fu ucciso proprio da un bracconiere e chi sversa e scarica entro i limiti del Parco non è per forza un camorrista ma il risultato che produce è il medesimo, ndr.). La criminalità organizzata è un cancro che va estirpato, e credo che al lavoro di indagine e repressione della magistratura e delle forze dell’ordine vada affiancato anche quello educativo che può svolgere un ente come il Parco Nazionale del Vesuvio. Su questo aspetto cercherò di attivare il prima possibile l’osservatorio sulla legalità e gli ecoreati che sarà ubicato proprio in un bene confiscato alla criminalità organizzata. Per quanto riguarda il controllo del territorio, chiederò alla Guardia Forestale di intensificare il pattugliamento e il controllo dell’area protetta per reprimere e prevenire fenomeni di illegalità.»

La prima vittima ufficiale del PNV, il primo martire del Parco è stato il sangiuseppese Angelo Prisco, ucciso da un bracconiere. Come mai, a 20 anni dal suo tragico omicidio, non c’è stata nessuna commemorazione?

«La memoria è un elemento importante ed una responsabilità collettiva. Credo che su questioni così delicate, che riguardano il dramma di una famiglia, bisogna avere grande tatto per non urtare la sensibilità di nessuno. Conosco la storia di Angelo Prisco e chiederò un incontro con i familiari. Oggi abbiamo un punto a sua memoria sul sentiero che parte da Ottaviano. Se i familiari vorranno avviare un percorso insieme, il Parco del Vesuvio darà pieno sostegno a tutte le iniziative che si riterrà opportuno mettere in campo per celebrare la memoria del giovane finanziere.»

Nella sua visione programmatica pare voglia dare un nuovo impulso al turismo e alla tutela del Parco ma conosce lo stato delle sentieristica del Vesuvio cosa può dirci a riguardo?

«Come le dicevo, la riqualificazione della rete dei sentieri è in cima all’agenda e su questo punto siamo assolutamente convinti che sia necessario avviare un progetto al più presto.»

Lei ha giustamente sottolineato la ferita che s’è creata tra la gente e le istituzioni con l’apertura della discarica di Terzigno, ma cosa potrà fare il Parco per altre e simili realtà vesuviane purtroppo dimenticate?

«Il Parco può e deve svolgere un ruolo di stimolo e coordinamento tra tutti i livelli istituzionali che hanno competenze sui siti dove sono presenti le discariche, affinché si possano avviare degli interventi per ridurre l’impatto ambientale e verificare le possibilità di bonifica delle aree interessate. Parliamo ovviamente di progetti di lungo periodo che devono essere valutati nella fattibilità e nei costi, ma da Presidente e da vesuviano sento forte il dovere di provare.»

Infine, la Comunità del Parco, la voce dei 13 comuni del PNV; negli ultimi anni, s’è riunita di rado e in sordina, fatta eccezione quando c’erano soldi da spartite (vedi i PIRAP) o per il mancato svolgimento di una gara automobilistica in area Parco (a Ottaviano nel 2011). Come pensa di tessere un rapporto mai completamente imbastito?

«Il passato è passato ed io devo rispondere del presente e del futuro. Per quanto mi riguarda, avvierò da subito incontri istituzionali con tutti i sindaci dei tredici comuni della Comunità affinché si possa instaurare sin da subito una proficua collaborazione. Il Parco ha nel suo DNA il ruolo di trait d’union tra il livello locale e quello nazionale e credo che facendo funzionare tutti gli organismi preposti si possa avviare davvero una fase nuova. Un nuovo inizio per il Parco Nazionale del Vesuvio.»

Boscoreale. Il Corpo Forestale intensifica i controlli antibracconaggio nell’area vesuviana

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Sorpreso e denunciato all’autoritaria giudiziaria un uccellatore.   Blitz del Corpo Forestale dello Stato nell’area vesuviana contro i bracconieri. Un’ operazione antibracconaggio, quella effettuata ieri,  in loc. Passanti-Flocco in agro  del Comune di Boscoreale. Gli agenti del Corpo Forestale sono riusciti dopo mirati ed attenti appostamenti a fermare una persona che mediante l’installazione di una rete delle dimensioni di oltre 20 metri e con l’ausilio di richiami vietati, catturava quaglie e cardellini. Per lui è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria con sequestro di tutto quanto rinvenuto dal CFS.     I controlli, sono scattati, alle prime luci dell’alba, a seguito di mirati servizi antibracconaggio in tutta l’area vesuviana, finalizzati alla prevenzione ed alla repressione dei reati ambientali. Gli agenti durante il servizio, in località Passanti-Flocco, in agro del Comune di BOSCOREALE hanno fermato un soggetto intento alla cattura di volatili, mediante l’ausilio di mezzi vietati e di una rete delle dimensioni di oltre 20 metri per 4. All’atto del blitz erano già stati catturati numerosi esemplari di quaglia. Le operazioni di controllo sono proseguite presso l’abitazione del trasgressore, dove sono stati rinvenuti e sequestrati altri mezzi e materiali utilizzati per la caccia illegale insieme a diversi volatili della specie di quaglia e cardellino. Per P.G. di anni 23 è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per diversi reati inerenti le violazioni alla Legge 157/92 sulla caccia. Gli animali detenuti e catturati illegalmente sono stati tutti liberati all’interno dell’Area protetta del Parco Nazionale del Vesuvio. Il Corpo Forestale dello Stato invita i cittadini a segnalare al numero di emergenza ambientale 1515 i reati in danno agli animali .  

Blitz dei militari nel Vesuviano, arresti i per spaccio e tentata rapina

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Controlli contro l’illegalità diffusa  dei militari nella zona di Striano e Poggiomarino. Diversi arresti per spaccio, rapina e truffa. I militari  della compagnia oplontina hanno tratto in arresto a Poggiomarino un 42enne del posto, destinatario di un ordine di carcerazione della procura generale di Pistoia in forza del quale dovrà espiare un anno e 9 mesi di reclusione per detenzione e spaccio di stupefacente. Dopo le formalità è stato tradotto a Poggioreale. Denunciato in stato di libertà per truffa ai danni dello stato, invece, un 73enne di Striano, titolare di un circolo sportivo: durante un controllo i militari hanno rinvenuto e sequestrato nel circolo 8 computer -2 dei quali usati come slot machines abusive- 5 utilizzati per giochi on-line non autorizzati e uno come server. C’era anche una macchina cambiamonete modificata: invece di acquisire le banconote e cambiarle in spiccioli, l’apparecchio trasferiva il denaro inserito esclusivamente per alimentare il credito dei giocatori on-line. Per il medesimo reato è stata denunciata una 56enne di Poggiomarino, titolare di un’associazione sportiva dilettantistico. Nell’attività c’erano 2 computer utilizzati come slot machines e 1 macchina cambiamoneta analoga a quella descritta prima. È stato tutto sequestrato.

Somma Vesuviana, gran successo per l’evento “Voglia di leggere”

‘Il 23 aprile si è tenuto l’evento “Voglia di leggere”, organizzato dai giovani di Svolta Popolare per la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Lo scorso 23 aprile in piazza c’eravamo. A sfidare il vento, il freddo e i pregiudizi. Siamo stati in piazza a parlare di letteratura, storia, amore. A farla da padrone i libri, protagonisti indiscussi dell’evento. Partendo dalle fiabe per bambini, è stato un crescendo di emozioni con la presentazione del libro “L’amore ai tempi del caffè” di Mario E. Fevola, illustrandone alcuni passi e interagendo con i molti giovani presenti attraverso domande e commenti, fino al raggiungere il culmine con la presenza del Prof. Ciro Raia, non solo per raccontarci del suo libro “Dodici in piazza”, ma anche per ringraziarci di aver avuto il coraggio di organizzare questa manifestazione: “Si ha paura della cultura perché gli ignoranti sanno benissimo che di fronte ad un colto sono soccombenti, quindi fanno tutto il possibile per non far andare avanti idee poco più progressive”. Del tutto assenti le istituzioni, il Sindaco, l’assessore alla cultura, i consiglieri, ad esclusione dell’Avv. Antonio Granato e Salvatore Di Sarno che hanno accettato l’invito e incoraggiato i ragazzi a continuare. Sabato c’eravamo per trasmettere un messaggio: La cultura è universale, apolitica. Abbraccia tutti gli ambiti della nostra vita. È l’unico mezzo che distingue il “vivere” dal “sopravvivere”. Grazie mille, a chi, insieme a noi, era presente e ha contribuito a rendere questa giornata fantastica. Grazie a chi ha scelto di “vivere”.’

Terzigno. Domani il Convegno “Vesuvio. Una risorsa, non un problema” per rilanciare il turismo e le produzioni locali

Giovedì 12 Maggio si terrà, alle ore 18.00 nella Sala Consiliare del Comune di Terzigno, il Convegno dal titolo “Vesuvio: una risorsa, non un problema”. Si confronteranno rappresentanti delle Istituzioni locali e del Parco Nazionale del Vesuvio, politici, esperti, professionisti ed addetti ai lavori per approfondire gli aspetti pratici, tecnici e procedurali per consentire e favorire una crescita di sviluppo produttivo, artistico e culturale. Interverranno, infatti, oltre al sindaco Francesco Ranieri, anche gli assessori delegati al Turismo, Genny Falciano e alle Attività Produttive, Rosalba Boccia, ed anche al suo secondo intervento a Terzigno in veste di presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo. Siederà al tavolo dei relatori anche l’amministratore della “SMA Campania – Buon Ambiente”, Raffaele Scognamiglio, la società della Regione Campania che sta effettuando gli interventi di bonifica e pulizia nella Piana Tonda e che interesserà gran parte del territorio di Terzigno, con lui tecnici ed addetti ai lavori della Regione Campania, come Luca Acunzo. Prenderanno la parola anche l’esperto ornitologo del C.N.R., Rosario Balestrieri e l’archeologo del Comitato Civico Campano, Gennaro Barbato per illustrare le ricchezze di flora, fauna ed archeologica che può godere il Territorio ai piedi del Vesuvio. Anche politici e altre Istituzioni sovra comunali devono dare il loro apporto per sostenere il settore turistico e quello delle produzioni locali, per Terzigno e per tutta l’Area Vesuviana del Parco Nazionale del Vesuvio. Se ne discuterà nel corso del Convegno anche con Mario Casillo, consigliere regionale, Paolo Cirino Pomicino, già parlamentare e ministro della Repubblica ed il senatore Domenico Auricchio, parlamentare ed imprenditore di prodotti locali. Sinergie e conoscenze a confronto per discutere e illustrare le potenzialità che questo Territorio offre in termini di turismo, produzione locale, ambientale, occupazionale e tanto altro indotto. Raccogliendo così le possibili azioni da mettere in campo. Nel corso dell’incontro vi sarà una simbolica (a causa delle cattive condizioni meteo) esposizione di alcune produzioni tipiche locali e sarà proiettato il nuovo video Terzigno. “L’oro del Vesuvio”, a testimonianza ulteriore della presenza di significative eccellenze, ricchezze artistiche e culturali, oltre che produttive della zona che devono essere considerate in un’ottica di importanza strategica.

Somma Vesuviana, si chiude alla scuola «Raffaele Arfè» il progetto «Dimmi come mangi».

IMG_1164Bimbi entusiasti per il progetto didattico sulla relazione uomo – animale – ambiente proposta alle scuole primarie dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani. La dottoressa Elena Raia (ANMVI): «Devo dire grazie a tutte le insegnanti che hanno seguito magistralmente gli alunni nel corso del progetto». Diminuire la diffidenza nei confronti della diversità, rafforzare le capacità di partecipazione e l’ambito cognitivo, conoscere gli animali, insegnare il rispetto per abitudini e convinzioni alimentare diverse oltre che per l’ambiente, educare all’ascolto, alla collaborazione, al confronto: il progetto dell’ANMVI, «Dimmi come mangi» aveva tutti questi obiettivi che i bambini delle seconde classi delle scuole primarie hanno ben recepito nel corso dell’iniziativa. Quattro lezioni, ed il lavoro del medico veterinario Elena Raia in collaborazione con gli insegnanti, per imparare le caratteristiche dei carnivori, degli erbivori, degli onnivori e un’esposizione degli elaborati dei bambini, dalle immagini ai video.
Elena Raia con uno dei conduttori
Elena Raia con uno dei conduttori
Ma i piccoli alunni si sono entusiasmati soprattutto per i giochi di relazione, con la partecipazione di cani.  Ieri, nel corso dell’ultimo incontro al I circolo didattico «Raffaele Arfè», erano presenti i poliziotti cinofili della Questura di Napoli ossia l’assistente capo Daniela Ioimo e l’assistente capo Emilio Parretta conduttore di Dorian, un bellissimo pastore tedesco di tre anni specializzato nella ricerca di sostanze stupefacenti. Con loro anche Gepy Franco, conduttore IPO, insieme a Viola, magnifico esemplare di pastore belga malinois. Dorian, insieme al suo conduttore, ha ritrovato uno zainetto precedentemente nascosto con all’interno della droga; Viola ha invece dato dimostrazione di attacco e difesa. «I bimbi hanno seguito con attenzione ed emozione tutto il percorso didattico e la manifestazione – dice la dottoressa Raia – un mio particolarissimo ringraziamento va a loro ma anche alle insegnanti che li hanno seguiti magistralmente». La Raia ha concluso l’incontro con una citazione di Isaac Asimov: «Nella vita, a differenza degli scacchi, il gioco continua dopo lo scacco matto». «Ed è così – continua – il progetto è finito ma è proprio ora che i bambini cominceranno a pensare, attuare e metabolizzare gli input ricevuti».      

Napoli: progetti di educazione ed informazione per i giovani. Così inizia il riscatto umano e sociale  

  Venerdì 13 maggio, alle ore 18.30, presso la sede della Fondazione  “a Voce d’’e criature” in  via Piazzolla 15 a Napoli, sarà presentato il nuovo programma di prevenzione del disagio psicosociale giovanile messo a punto dall’AOU Federico II di Napoli in collaborazione con la regione Campania/Dipartimento della salute. Coordinato dal Prof. Mario Delfino, docente di Dermatovenereologia presso la Federico II, il programma si propone di tutelare la salute contrastando le ITS (Infezioni Trasmesse Sessualmente) e le principali dipendenze (alcol, droghe, gioco d’azzardo, pornografia, fumo) attraverso interventi finalizzati ad educare l’affettività e promuovere corretti stili di vita. Non casuale la scelta di partire dalla Fondazione presieduta don Luigi Merola che da anni, tra Napoli e provincia,  porta avanti con coraggio e determinazione una fondamentale battaglia per il riscatto umano e sociale. Perché, come ripete don Merola “la civiltà di una città, nazione o territorio, si misura dal rapporto con i suoi bambini”. Dopo una visita alla storica “Villa di Bambù”, confiscata alla criminalità organizzata e nel dicembre 2007 data dal Comune in comodato d’uso gratuito alla Fondazione, si terrà una tavola rotonda su “Amore, Sessualità  Salute… dalla parte dei giovani” cui prenderanno parte Don Luigi Merola, la  Prof. Gabriella Fabbrocini docente di Dermatovenereologia Clinica Univ. Federico II che illustrerà la diffusione delle ITS nel mondo giovanile; il Prof. Dario Bacchini, docente di Psicologia dello Sviluppo presso la SUN, che esaminerà i rischi dell’adolescenza attraverso i molteplici percorsi dell’amore e della sessualità;  Prof. Maurizio Guida docente di Ginecologia ed Ostetricia Univ. degli Studi di Salerno, che discuterà delle differenze di genere in sessualità e salute. Ai presenti sarà distribuito in omaggio il libro “Amore, sesso e salute” realizzato dal Prof Mario Delfino con il contributo della dr.ssa Daniela Farina, un “piccolo manuale pratico per adulti poco pratici”, come riporta la copertina, per affrontare le diverse tematiche legate all’affettività, alla sessualità ed alla prevenzione di ITS e gravidanze indesiderate, sottolineando l’importanza del rifiuto di qualsiasi forma di dipendenza e della scelta di corretti stili di vita. In chiusura, ai partecipanti sarà offerto un rinfresco realizzato dalla Cooperativa Monelli tra i Fornelli – La cucineria di Nisida, laboratorio di pasticceria tra i progetti  attivati dall’Istituto Penale Minorile che trasmette ai giovani ospiti della struttura  i valori dell’impegno, del lavoro di gruppo, della formazione dimostrando, in maniera tangibile, che scegliere la via del bene è possibile. (Fonte foto: rete internet)

Salvate i soldati Spina

No, non si tratta di reclute maltrattate dal nonnismo e neanche di un B movie ispirato al famoso film di Spielberg ma la storia dimenticata di due figli di San Sebastiano al Vesuvio, abbandonati all’anonimato della segnaletica stradale e all’oblio del tempo che passa e che cancella ogni traccia, ogni ricordo del loro sacrificio. FOTO

Sebastiano Spina, il primo da sx (foto L. Toccafondi)
Sebastiano Spina, il primo da sx (foto L. Toccafondi)

I due fratelli Spina, proprio come quelli del film americano sono morti durante l’ultimo conflitto mondiale, si chiamavano Sebastiano (classe 1918) e Mario (classe 1922) il primo morto sul fronte interno per un incidente automobilistico presso Cagliari, nel giugno del ’42 e l’altro cade invece sul campo, in Russia, il 2 marzo del 1943, in territorio ucraino a Belaja Zercov, dove restano le sue spoglie mortali.

Mario Spina in una cartolina inviata alla famiglia (foto L. Toccafondi)
Mario Spina in una cartolina inviata alla famiglia (foto L. Toccafondi)

Del maggiore dei due fratelli sappiamo ben poco, la sorella, Rosa Spina è venuta a mancare lo scorso mese di giugno poco dopo averci raccontato la triste storia della sua famiglia e di lui non restano che poche e silenziose foto ma di Mario abbiamo un esiguo e toccante carteggio che ci riporta alla semplicità della persona e di quei tempi quando, oltre agli affetti familiari, il pensiero unico era rivolto, per nostalgia e per necessità, alle cose della terra, ai piselli e alle fave da piantare e agli animali della stalla: “… la campagna come si porta, se si porta bene mi fate sapere se avete messi i piselli mi fate sapere se avete messe le fave …” (lettera ai genitori del 17/2/1943) “… mi fate sapere se avete ammazzato il maiale quest’anno, mi fate sapere se abbiamo il vitello, se sta bene, non ho più che dirvi …” (lettera ai genitori del 5/2/1943).

La sofferenza per le ferite (Mario fu ricoverato una prima volta nel luglio del 1942 e nuovamente ferito nel 1943, già in territorio ucraino) e le condizioni dure del fronte russo trapelano “… cari, io non ve lo vorrei far sapere ma intanto meglio che lo sapete, io mi trovo all’ospedale in questo momento, ma state senza pensieri che è una cosa di poco, sono stato ferito vicino alla gamba e fra 7/8 giorni sono di nuovo come prima …” (lettera del 5/2/43) “… io sono ancora all’ospedale e sto meglio, io mi credevo che in pochi giorni si guariva e invece devo stare molto tempo, state senza pensieri, non fa niente che passo un po’ di tempo, tutto passerà …” (lettera del 17/2/43) tra quelle parole scritte su un ormai consunto pezzo di carta, leggiamo una richiesta muta di aiuto, come chi vorrebbe tornare alla propria terra madre e sfuggire alle atrocità della guerra e che suo malgrado deve mantenere un rigore militare pur sperando ancora di tornare: “… io sto più allegro perché mi hanno detto i tedeschi che quando sto bene vengo in Italia e vado di nuovo a Imperia. Cari, come credo, il mese di Marzo sono a casa …” (lettera del 5/2/43, morirà meno di un mese dopo). Insomma, uno spaccato dimenticato di ciò che è accaduto e di quello che eravamo “… quando mi rispondete, dentro non mettete niente perché se lo prendono, il pacco non lo fate perché si perde come si sono persi tutti …” (lettera del 5/2/43).

Caduti sansebastianesi in Russia
Caduti sansebastianesi in Russia durante la II guerra mondiale

Altri tempi dove si pensava alla campagna e non alle chat sui social; per carità! Lungi da noi esaltare nostalgicamente la guerra e quello che portò a questo sciagurato Paese ma il contrasto tra quelle lettere di soldato semplice e gli emoticon che mi scorrono davanti agli occhi di fortunato cittadino del 2016, stridono in me come una puleggia poco oliata e mi turbano a tal punto da commuovermi davanti al cospetto di tanta e universale semplicità.

Penso al mitragliere Mario Spina di San Sebastiano, del 58° reggimento di fanteria e a suo fratello Sebastiano, fante del 46°, penso a quelle pellicole di guerra che da sempre ci hanno lavato il cervello mostrandoci una guerra eroica, emozionane e asettica, un videogioco dove eroi a stelle e strisce fanno saltare per aria uomini come fantocci, dove abbattono esseri inanimati o inumani e questo solo perché nemici e per questo meritevoli della morte e dell’annullamento, perché qui come altrove la propaganda non è ancora finita e dura ancora dalla notte dei tempi, dall’assedio di Troia alle crociate, dalle guerre napoleoniche fino ai conflitti mondiali e ai giorni nostri, dove il nemico è sempre più brutto e cattivo. E penso a loro, penso a loro che hanno perso la vita e gli affetti in una guerra che non gli apparteneva o che gli avevano imposto come atto vitale per la nazione.

Penso a quei due giovani che nel fiore degli anni sono andati a morire e a dar morte ad altri loro coetanei, penso all’assurdità della guerra e di quanto sia necessario trasmettere questo concetto attraverso la storia di questi due ragazzi, così differenti dai due marò di cui tutti si ostinano a parlare e perché figli del popolo e non soldati di mestiere. Ci auguriamo, nello spirito di un altro grande del nostro paese, il compianto Professor Russo, persona sensibile a queste tematiche, che la futura amministrazione possa fare qualcosa a riguardo dando un senso ad un sacrificio altrimenti vano.