Il 14 maggio si chiude ufficialmente il Sinodo della Chiesa di Nola con la festa cittadina “Abbiamo imparato ad amare di più”

Sabato prossimo 14 maggio, a Nola, a partire dalle 18,00, si terrà la festa diocesana per la conclusione del Sinodo della Chiesa dei Santi Felice e Paolino. L’appuntamento vedrà protagoniste tutte le comunità parrocchiali, tutte le associazioni e i movimenti laicali della diocesi.   Il titolo della festa sarà “Abbiamo imparato ad amare di più”. «Questo titolo – ha spiegato il vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma – è mutuato direttamente da un’espressione usata da Paolo VI alla conclusione del Concilio Vaticano II, evento al quale dunque vogliamo idealmente collegarci. La festa nasce dal desiderio di comunicare alle nostre parrocchie e città la gioia per questo momento di grazia che abbiamo vissuto come Chiesa diocesana».   Il programma della festa è diviso in due momenti. Il sottotitolo del primo momento sarà “Custodire questa terra”: alle ore 18 i partecipanti raggiungeranno Nola e saranno dislocati in sette punti della città; lì vivranno un tempo di animazione e ascolteranno una breve testimonianza legata ai nostri territori. Concluso il primo momento, dai sette luoghi i partecipanti si dirigeranno, con una marcia festosa, verso piazza Duomo. Lì si terrà il secondo momento, intitolato “Costruire ponti”: i circa seicento membri del Sinodo diocesano, assieme agli altri fedeli accorsi, vivranno insieme la Veglia di Pentecoste presieduta dal vescovo di Nola.   La Chiesa di Nola, inoltre, a conclusione del Sinodo, rivolge un messaggio a tutti gli uomini e le donne di buona volontà del territorio diocesano attraverso la voce del suo Pastore mons. Beniamino Depalma dal titolo “Uomini e donne di questa terra, accoglieteci!”.

San Giuseppe Vesuviano, al cinema teatro Italia lo spettacolo “Dint’ e fore o’ vascio” di Gerardo Amarante

L’appuntamento è per il prossimo 29 maggio alle ore 21.00. “Dint’ e fore ó vascio ” di Gerardo Amarante sarà portato in scena al cinema teatro Italia di San Giuseppe Vesuviano il prossimo 29 maggio. Gerardo è molto conosciuto per le sue barzellette ed è un personaggio storico della musica popolare campana, che si coadiuva di un gruppo conosciuto come  Spaccapaese. Nel corso della kermesse verranno ripercorse e interpretate canzoni della vecchia Napoli con i suoi “bassi” e della Napoli attuale sempre con il riferimento al basso in modo da creare una contrapposizione tra il vecchio e il moderno del “vascio”napoletano. Il tutto sarà intervallato dalle barzellette di Gerardo che avranno valore di inciucio nello spettacolo . Ci saranno tante sorprese e saranno festeggiati in maniera ironica i 90 anni della regina Elisabetta (Betty) .

L’Europa secondo Francesco

E’ stato consegnato al Papa il premio europeo Carlo Magno. In passato anche Giovanni Paolo II aveva ricevuto la stessa attenzione, anche se in mutate situazioni storiche. E Francesco, anche se viene da un Continente “lontano”, altro dalla cultura europea, non si è fatto pregare nello scuotere il “vecchio” continente. “Che cosa ti è successo Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà? Che cosa ti è successo Europa terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti letterati? Che cosa ti è successo Europa madre di popoli e nazioni?  Così ha esordito Francesco. L’ ha messa davanti allo specchio perché s’interroghi e sappia rivedere i segni della sua stanchezza e della sua vecchiaia, segni di una rovinosa decadenza. L’ ha  chiamata  a cancellare quelle rughe che “non appartengono all’anima dell’Europa” affinché  “le difficoltà possono diventare promotrici potenti di unità”. E l’ ha sollecitata come figlio a ritrovare se stessa, ad attingere dalle propria memoria, dalle più profonde riserve culturali “come un figlio che vuole ritrovare  “ nella madre Europa le sue radici di vita e di fede”. Nel suo discorso  all’Europa  il Papa  ha toccato le corde più profonde e il nervo scoperto dello spegnersi dell’unità cooperatrice e creatrice nella meschina grettezza dei “paradigmi unilateali”, dei “riduzionismi”, del “proprio utile”, chiamando in causa la vocazione genetica dell’Europa alla solidarietà e all’apertura. Non un astratto idealismo ma un affronto coraggioso del complesso quadro multipolare dei nostri giorni, accettando con determinazione la sfida di “aggiornare” concretamente l’idea di Europa: “Un’Europa che sia capace di dare alla luce un nuovo umanesimo basato su tre capacità: la capacità di integrare, la capacità di dialogare e la capacità di generare”.  “Le radici dei nostri popoli, le radici dell’Europa si andarono consolidando nel corso della sua storia imparando a integrare in sintesi sempre nuove le culture più diverse e senza apparente legame tra loro – ha affermato il Papa – l’identità europea è, ed è sempre stata, un’identità dinamica e multiculturale”. Francesco ha  invitato, poi, “a fare memoria”, che “non solo ci permetterà di non commettere gli stessi errori del passato ma ci darà accesso a quelle acquisizioni che hanno aiutato i nostri popoli ad attraversare positivamente gli incroci storici che andavano incontrando”.  L’anima europea –  ha ricordato – è nata dall’incontro di civiltà e popoli, più vasta degli attuali confini dell’Unione ed è chiamata a diventare modello di nuove sintesi e di dialogo. Il volto dell’Europa non si distingue infatti nel contrapporsi ad altri, ma nel portare impressi i “tratti di varie culture e la bellezza di vincere le chiusure”. Francesco ha evocato, infine, così anche Padri fondatori dell’Europa.  Ha citato Robert Schuman, Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi che seppero cercare strade alternative, innovative in un contesto segnato dalle ferite della guerra. Che ebbero l’audacia non solo di sognare l’idea unità di Europa, ma osarono trasformare radicalmente i modelli che provocavano soltanto violenza e distruzione e osarono cercare soluzioni multilaterali ai problemi che poco a poco diventavano comuni. E con loro è necessario “ritornare a quella solidarietà di fatto, alla stessa generosità concreta che seguì il secondo conflitto mondiale, perché – come affermava Schuman – “la pace mondiale non potrà essere salvaguardata senza sforzi creatori che siano all’altezza dei pericoli che la minacciano”. Per Francesco i progetti dei Padri fondatori, araldi della pace e profeti dell’avvenire, non sono superati: ispirano, oggi più che mai, a costruire ponti e abbattere muri. Capacità di integrare , capacità di dialogo, capacità di generare: questa è la consegna che Francesco ha donato alla “vecchia” Europa, perché possa e sappia ringiovanirsi con costanza ed impegno. E, concludendo, Francesco  ha affidato a tutti un suo sogno:  sogna un’ Europa “in cui essere migrante non sia delitto bensì un invito ad un maggior impegno con la dignità di tutto l’essere umano”.  “Sogno un’Europa dove i giovani respirano l’aria pulita dell’onestà, amano la bellezza della cultura e di una vita semplice, non inquinata dagli infiniti bisogni del consumismo. Sogno un’Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stata la sua ultima utopia”. Tocca a ciascuno di noi sognare, con concretezza, insieme con lui. (Fonte foto: rete internet) ANNUNCIARE,DENUNCIARE,RINUNCIARE http://ilmediano.com/category/sociale/annunciare-denunciare-rinunciare/  

Rione 219 di Pomigliano: va a fuoco l’impianto elettrico. Panico e caos: 24 famiglie senza corrente

Un complesso edilizio in condizioni precarie (tutte le foto).  Alle quattro di ieri pomeriggio è andato a fuoco l’impianto elettrico di un palazzo del rione della ricostruzione di Pomigliano. Il fumo sprigionato dalle fiamme divampate nel vano dell’impianto posto sul ballatoio al quarto piano di una palazzina, di fronte alla sede locale dell’asl Napoli 3 Sud, ha provocato panico e caos. Tutti gli abitanti della palazzina hanno abbandonato gli alloggi e si sono riversati in strada. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e i carabinieri. L’incendio, di proporzioni molto modste, è stato domato in pochi secondi. Non ha interessato gli alloggi e nessuno è rimasto ferito. Ma ieri 24 famiglie sono rimaste senza corrente elettrica. “Qui ci sono anziani e disabili”, l’appello di alcuni abitanti del rione, che versa in visibili condizioni di degrado igienico e strutturale. IMG483 IMG482 IMG484

Il Times di Londra dedica un articolo a una ricerca Neuromed  

  Sul prestigioso giornale britannico la notizia della ricerca condotta dall’I.R.C.C.S. Neuromed relativa al rapporto tra consumo moderato di birra e effetti sulla salute. Il Times di Londra, da sempre considerato uno dei più autorevoli giornali al mondo, oggi dedica un articolo a una ricerca condotta dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS). Lo studio di cui si è occupato il quotidiano londinese riguarda il rapporto tra consumo moderato di birra e salute. Pubblicato in questi giorni sulla rivista scientifica Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases, il lavoro è nella forma di “Consensus document”. Analizzando criticamente le ricerche condotte a livello internazionale, il Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed, in collaborazione con un piccolo gruppo altamente qualificato di esperti italiani e stranieri,  ha elaborato le conoscenze attuali sull’argomento, portando la birra molto vicina al vino per i suoi effetti benefici, naturalmente sempre considerando un consumo moderato, regolare e senza alcun eccesso. L’articolo del Times si inserisce nel dibattito inglese sulla birra e sugli alcolici in generale. Il Regno Unito, infatti, è uno dei Paesi al mondo più cauti per quanto riguarda il consumo di alcol, e per questo motivo l’attenzione verso questo argomento è molto alta sia tra i media che tra la popolazione. “E’ certamente una grande soddisfazione – commenta Giovanni de Gaetano, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed e coordinatore del Consensus Document – vedere come le nostre ricerche escano dal solo ambito delle riviste scientifiche per entrare in un giornale di così grande tradizione, raggiungendo la popolazione e contribuendo alla corretta informazione scientifica. E’, inoltre, un’ulteriore dimostrazione di come il Neuromed contribuisca ogni giorno al prestigio e alla conoscenza internazionale del Molise”. “L’I.R.C.C.S. Neuromed – dice il professor Luigi Frati, Direttore scientifico dell’I.R.C.C.S. di Pozzilli – è da tempo impegnato nelle ricerche su nuove strade di prevenzione e terapia delle malattie croniche, sia neurologiche che cardiovascolari. L’interesse internazionale che ci viene dimostrato da questo articolo conferma il valore degli studi che si conducono qui al Neuromed e la qualità degli sforzi dei nostri ricercatori.”    

Rilancio dell’agricoltura: pellegrinaggio a piedi Acerra-Pompei e ritorno

Nel santuario della Madonna del Rosario il vescovo Di Donna benedirà i frutti di una terra che ha bisogno di radicali bonifiche. Il tentativo è di conferire una sacralità non solo laica ma soprattutto religiosa allo sforzo per il riscatto di un intero territorio. E’ il tentativo del vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, che da qualche anno a questa parte ha trasformato in una sorta di lavacro sociale l’ultracentenario pellegrinaggio a piedi da Acerra al santuario di Pompei, da sempre organizzato dalla Società Cattolica Agricola del Sacro Cuore di Gesù. Anche quest’anno i prodotti agricoli saranno portati dai contadini fino al santuario della Madonna del Rosario per poi essere benedetti ai piedi dell’altare. Una celebrazione che fino a poco tempo fa era stata caratterizzata dalla volontà del prelato di combattere l’immagine negativa che in particolare gli ambientalisti stavano fornendo del territorio acerrano, peraltro effettivamente compromesso in tante sue parti e con una falda acquifera che versa in condizioni pietose ma che viene comunque utilizzata per irrigare i campi senza nessun sistema di depurazione. Una celebrazione che quest’anno prenderà invece spunto dalla questione recente relativa alla tutela del pomodoro San Marzano Dop. Dunque, domenica 15 maggio, alle 8.30, messa del vescovo di Acerra nel santuario mariano in diretta tv mondiale ( la trasmissione sarà a cura di TV2000). Il 110° pellegrinaggio degli agricoltori, delle loro famiglie e di tutti coloro che vorranno parteciparvi, partirà domani, sabato 14 maggio, alle 21.45 dalla chiesa Maria Santissima del Suffragio di Acerra. Il parroco don Nello Crimaldi benedirà i pellegrini alla partenza alle 21.15 e li accoglierà al ritorno, lunedì 16 maggio, alle 20.00. Il pellegrinaggio prevede la partecipazione di  gruppi provenienti da tutta la diocesi, da San Felice a Cancello, da Santa Maria a Vico, da Arienzo e anche da Paolisi, in provincia di Benevento, da Somma Vesuviana e da Sant’Anastasia, oltre a quelli che si uniranno lungo la strada. Sarà predisposto un servizio di sicurezza e assistenza durante il cammino offerto dalla protezione civile locale, oltre al servizio di controllo della polizia di Stato, e della polizia municipale.

Nel primo campo vetrina del Nolano spunta il pomodoro San Marzano DOP.

Sarà coltivato da giovani agricoltori e su Facebook sarà reality social. Giovanni Trinchese “Ripiantiamo le nostre radici”. Proseguono  intanto le attività del patto tra i sindaci e l’Agenzia di sviluppo Il pomodoro San Marzano Dop in mostra nel primo campo vetrina dell’area nolana. Dalla semina delle piantine rigorosamente selezionate da esperti agronomi, a cominciare dalla ricercatrice Patrizia Spigno, fino alla  raccolta: da oggi,  in un’area  di 8mila metri quadrati che sorge nel cuore della Campania Felix  e che é coltivata da giovani agricoltori, sarà possibile assistere ad ogni fase della crescita dell’oro rosso su cui nel Nolano si è puntato per valorizzare l’agricoltura di qualità e, nel contempo, promuovere le ricchezze culturali del territorio.  Oltre al San Marzano sono state messe a dimora anche altre due varietà di pomodoro: si tratta del giallo di Visciano e del pomodorino del piennolo rosso recuperato, sempre nel piccolo centro collinare, all’interno dell’Eremo dei Camaldoli.  Prodotti tipici,  gustosi frutti della terra preservati da una tradizione tutta locale cui ora si lavora per riscoprire e per favorire progetti d’impresa giovanili.  Il primo campo vetrina del Nolano rappresenta, infatti, l’epicentro di un’operazione di rilancio sostenuta dall’Agenzia area nolana attraverso un patto sottoscritto il 27 gennaio  scorso   con i sindaci dei Comuni azionisti della società pubblica, in primis quelli ricompresi nell’area Dop del disciplinare di produzione del San Marzano. Si tratta di Nola, Marigliano, Camposano, Palma Campania, Cicciano, Cimitile, San Vitaliano, Scisciano, Mariglianella e Roccarainola, Comune quest’ultimo che, pur non facendo parte della zona in cui si coltiva il pomodoro che una volta lavorato potrà fregiarsi della denominazione di origine protetta, accoglie un importante polo della ristorazione.  La valorizzazione del prodotto prevede, infatti, anche l’inserimento di una ricetta a base di San Marzano nei menu dei locali del hinterland. Da qui la sottoscrizione del patto anche da parte di chef e ristoratori. Nel campo vetrina si accenderanno, dunque, i riflettori dello sviluppo ma anche quelli della solidarietà.  All’interno del suo perimetro troverà spazio, infatti, anche un orto sociale curato direttamente da associazioni del terzo settore.  All’agenzia di sviluppo dell’area nolana il compito di coordinare l’iniziativa e di sensibilizzare istituzioni, agricoltori e consumatori sulle potenzialità di crescita sociale ed economica determinate dalla riscoperta delle antiche vocazioni agricole, dall’appeal di cui godono i prodotti di eccellenza sui mercati nazionali ed internazionali attratti dal gusto, dalla genuinità e soprattutto dal carattere esclusivo di produzioni come quelle del San Marzano.  Non a caso, a cominciare dalla prossima settimana, sulla pagina Facebook dell’Agenzia saranno documentate con video e foto tutte le fasi della coltivazione effettuata nel campo vetrina con tecniche sostenibili ed a basso impatto ambientale. “Grazie ai sindaci che ci hanno creduto  – ha sottolineato Giovanni Trinchese, amministratore unico dell’Agenzia di sviluppo dei Comuni dell’area nolana – i giovani hanno ripiantato le nostre radici scommettendo sul potenziale offerto da prodotti unici al mondo.  La speranza è che le nuove generazioni  raccoglieranno il testimone, investendo nelle proprie straordinarie risorse e su quelle offerte dal territorio in cui vivono”.

Camorra a Somma Vesuviana: imprenditori estorti diventano estorsori. L’appello del presidente antiracket

Cantone: “E’ un contesto in cui la mentalità criminale è radicata”.         Imprenditori vessati da una camorra del pizzo asfissiante e spietata. Gli uomini del clan capeggiato da Giovanni D’Avino che non esitano a sparare all’impazzata sulle case delle vittime che non pagano e il boss che in carcere ipotizza addirittura il sequestro lampo di un bambino per strappare al padre, a stretto giro di posta, 100mila euro. Estorsioni caratterizzate anche da una sorta di cannibalismo interno perché i taglieggiati all’occorrenza si trasformano anche in taglieggiatori per conto del clan. C’è questo e altro nell’operazione dei carabinieri che ha portato ai ventuno arresti dell’altro giorno. Su tutto quanto però spiccano due dati: i presunti rapporti tra la politica locale e i clan e, e questo secondo dato purtroppo è una certezza, l’omertà degli imprenditori se non, a volte, la contiguità con i criminali. Lo ha segnalato in conferenza stampa lo stesso comandante del gruppo carabinieri di Castello di Cisterna, il colonnello Rino Coppola. “Gli imprenditori non hanno denunciato”, ha fatto sapere l’ufficiale. Tutti zitti a Somma Vesuviana, dove tre anni fa c’è stata un’impressionante raffica di attentati. E nella vicina Sant’Anastasia ha denunciato solo un imprenditore edile, che nell’ottobre del 2014 aveva aperto un piccolo cantiere. La denuncia ha portato all’arresto di alcuni componenti del clan Anastasio, rivale del gruppo capeggiato da Giovanni D’Avino. Ma in generale da queste parti nessuno si rivolge alle forze dell’ordine quando viene “visitato” dai camorristi delle estorsioni. “Anche perché c’è una mentalità radicata: si riconosce come autorità solo quella della camorra”, spiega Salvatore Cantone, fondatore dell’associazione antiracket “Pomigliano per la Legalità Domenico Noviello”, l’unica di questo tipo in tutta l’area a est di Napoli. “La nostra associazione – prosegue Cantone – si occupa anche di usura e conta cinque iscritti provenienti da Somma Vesuviana. Ma le denunce finora provengono tutte da Pomigliano: circa quattro all’anno”. Cantone oltre alla sede antiracket di Pomigliano ha promosso l’anno scorso anche l’inaugurazione di quella di Acerra e di uno “sportello” a Casalnuovo. Somma Vesuviana e Sant’Anastasia risultano però più problematiche sotto il profilo della capacità di reagire alle prepotenze. “Il fenomeno delle estorsioni e dell’usura – aggiunge il presidente dell’Antiracket locale – è presente sia a Pomigliano, che ad Acerra, Casalnuovo, Somma, Sant’Anastasia, ovunque. Tutti però devono sapere che oggi è diverso, che grazie alle nuove norme, alle forze dell’ordine e alle istituzioni presenti sul territorio, all’associazione, chi denuncia non resta mai solo e io ne sono l’esempio concreto”. Nel 2006 Cantone, imprenditore edile, denunciò il clan Panico di Sant’Anastasia. I suoi aguzzini andarono tutti in galera. C’è però una mentalità tutta da sconfiggere. Basti pensare che un pentito, Carmine Giordano, ha raccontato un episodio sconcertante  avvenuto qualche anno fa. Un imprenditore edile di Somma Vesuviana, L.P., figlio di un camorrista, il cui zio pagava ogni anno l’estorsione a Giovanni D’Avino. Ebbene, L.P. appena ha saputo che un altro imprenditore edile, di Sant’Anastasia, stava per aprire un cantiere nel suo paese, Somma Vesuviana appunto, si è recato nello stesso cantiere e ha chiesto al suo “collega” il pizzo proprio per conto di Giovanni D’Avino. “Queste persone riconoscono l’estorsione come un fatto normale – racconta ancora Cantone – ci sono pure imprenditori che accettano false assunzioni di camorristi ai domiciliari perché così questi delinquenti possono beneficiare dei permessi di lavoro”. Cantone rivolge un appello: “Per denunciare in tutta sicurezza componete questo numero: 347-1908393”.  

Acerra, migliaia di bambini in piazza contro la camorra. Ma gli adulti non c’erano

Per le strade duemila alunni delle scuole. I genitori hanno disertato.

  Gli adulti, i loro genitori, praticamente non si sono visti per le strade di Acerra. A ogni modo stamattina anche per le mamme e i papà che non si sono fatti vedere hanno sfilato per loro i bambini, duemila alunni delle scuole portati in piazza dei loro insegnanti. E si è aperta con la solidarietà al procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, magistrato minacciato dalla camorra,  la manifestazione organizzata presso lo stadio comunale di Acerra dalle scuole aderenti alla Rete per la Legalità e dal comune di Acerra. Solidarietà al procuratore minacciato che è stata chiesta anche dal sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ai circa 2000 studenti che poco prima avevano sfilato per le strade della città in “marcia per la Legalità”. Sindaco che ha quindi annunciato che  gli eventuali risarcimenti in favore del comune scaturiti dai processi antimafia saranno girati alla Rete scolastica della Legalità allo scopo di dare vita a sempre nuove iniziative antimafia.  

Nola, truffava malati terminali: infermiere nei guai

Un infermiere 60enne in servizio presso l’ospedale di Nola è finito nel mirino della Guardia di Finanza per truffa ai danni del sistema sanitario.  L’ uomo pur di ottenere le firme sui documenti che attestavano l’avvenuta corretta prestazione, minacciava di lasciare ”morire nel dolore” i pazienti a lui affidati. Dieci minuti per iniettare medicinali che dovevano essere somministrati nel corso di un’ ora, visite domiciliari mai avvenute, altre ridotte a poche manciate di minuti per poter gonfiare i report da consegnare alla Asl Napoli 3 Sud, e ricevere, quindi, il pagamento per cure non effettivamente prestate a malati terminali. E’ quanto ha scoperto la Guardia di Finanza della Compagnia di Nola (Napoli), agli ordini del capitano Luca Gelormino che ha notificato un avviso di garanzia ad un infermiere professionale di 60 anni, accusato di truffa al sistema sanitario. L’ infermiere, in servizio all’ Asl di Nola pur di ottenere le firme sui documenti che attestavano l’avvenuta corretta prestazione, minacciava di lasciare ”morire nel dolore” i pazienti a lui affidati.