Somma Vesuviana, torna la movida selvaggia al Casamale: schiamazzi e assembramenti

Dopo lo stop per l’emergenza Covid 19, la ripartenza presenta le stesse criticità della scorsa estate. Da Palazzo Torino fanno sapere che presto sarà ripristinata la zona a traffico limitato.  Si sperava che dopo la paura e la chiusura dovuta al Covid 19, molte vecchie  e cattive abitudini si perdessero e si sperava anche che molti si ravvedessero e imparassero ad essere più civili,  più attenti, più responsabili.  Con il “rompete le righe”, però, gli incivili sono rimasti tali e anzi in alcuni contesti sono addirittura peggiorati. Chi sporcava  e imbrattava i luoghi pubblici continua a farlo,  chi era abituato a schiamazzi e soste selvagge continua a farlo. In barba alle disposizioni del Dpcm anti Covid 19, il primo weekend al Casamale, meta preferita dai giovani, ha mostrato le criticità di sempre. Nel periodo del lock-down è stata sospesa la ztl e  il controllo, ovviamente, non c’è stato. Nonostante il bar Febbraro abbia attivato tutti i dispositivi di distanziamento e anti contagio nel rispetto della legge, si sono comunque creati assembramenti  sulla piazzetta Collegiata. I gestori del bar,  sulla loro pagina Facebook ci hanno tenuto a sottolineare “Si comunica alla spett.le clientela che l’orario di chiusura del Bar Febbraro sarà alle ore 23:00. Si declina ogni responsabilità di possibili assembramenti nell’area circostante” . E gli assembramenti ci sono stati eccome. Assembramenti di pochi giovani e di tanti altri, molti senza mascherine o con dispositivi di protezione non indossati correttamente. Non solo. Sembra tornata la vecchia abitudine di  sfrecciare con le auto lungo i vicoli del borgo così come quella della sosta selvaggia davanti a portoni, abitazioni, piccole botteghe e addirittura al centro della strada! Sabato scorso una ragazza, che stava camminando a piedi,  aveva invitato un automobilista a rallentare e  per tutta risposta è stata aggredita e malmenata. Solo l’intervento di due residenti ha scongiurato il peggio. Dunque, le risse facili. Gli schiamazzi, l’inciviltà, la maleducazione imperante dei soliti soggetti. Un vecchio copione. I residenti temono di essere ricaduti nell’incubo delle scorse estati e chiedono a gran voce che si intervenga subito,che si installino telecamere lungo tutto il borgo, che si ripristini la Ztl, che ci sia il dovuto controllo, che sia dia la possibilità a chi ha investito nell’aprire botteghe e locali  di poter lavorare in modo sereno.  “Entro la metà di giugno – ha assicurato il sindaco- ripristineremo al Ztl al Casamale. Stiamo lavorando per rendere il nostro centro storico sempre più sicuro e fruibile a tutti”.

Castello di Cisterna: Carabinieri arrestano 41enne che rapinò una farmacia

I Carabinieri della Stazione di Castello di Cisterna hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dall’Ufficio GIP del Tribunale di Nola, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 41enne già detenuto per altra causa nel carcere di Poggioreale. L’uomo è gravemente indiziato del delitto di rapina aggravata, commessa nell’ottobre del 2019 in una parafarmacia di Castello di Cisterna. Armato di un coltello da cucina ha minacciato la titolare e ottenuto una parte dell’incasso, circa 200 euro. Grazie alla visione delle immagini di videosorveglianza e alle dichiarazioni della vittima, i carabinieri hanno facilmente individuato e – in virtù della misura emessa dall’Autorità Giudiziaria – arrestato il responsabile.

Frattamaggiore: documenti falsi per richiedere i 600 euro del bonus. 40enne denunciato dai Carabinieri

Ha provato a incassare l’indennità per lavoratori autonomi prevista dai recenti decreti emanati durante l’emergenza coronavirus e per farlo ha falsificato carta di identità e tessera sanitaria. A finire nei guai, denunciato dai Carabinieri della stazione di Frattamaggiore, un 40enne incensurato di origini pakistane. Si è presentato in ufficio postale e ha esibito una carta di identità e una tessera sanitaria palesemente contraffatte sulle quali aveva incollato una sua foto. La dipendente che ha accolto il 40enne e la sua domanda di sussidio si è insospettita e temporeggiando ha allertato i Carabinieri. L’uomo, al quale sono stati sequestrati i documenti, dovrà rispondere di tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità materiale commessa dal privato.

Aeroporto di Napoli pronto alla riapertura: per Capodichino ParkinGO lancia il protocollo di sicurezza anti COVID-19

Manca pochissimo alla riapertura dell’aeroporto internazionale di Napoli- Capodichino e, con essa, a quella di tutte le attività complementari, a partire dai parcheggi. Mercoledì 3 giugno, così come previsto da decreto ministeriale, infatti, terminerà ufficialmente il periodo di stop forzato imposto dall’emergenza Coronavirus e si potrà tornare a volare, a patto che si adottino tutte le misure di sicurezza previste dalle nuove direttive. Misure che ParkinGO, il più importante network di parcheggi per aeroporti, porti e stazioni, ha deciso di rafforzare con uno specifico protocollo. Distanziamento sociale, sanificazione degli ambienti, scanner biometrici: sono solo alcune delle misure che modificheranno profondamente il modo di volare. Comportamenti pensati per far sentire più sereni i viaggiatori, sia a bordo dell’aereo che nelle fasi che accompagnano la partenza. Una sicurezza che, si spera, possa favorire la ripresa del traffico aereo e, di conseguenza, dell’intero comparto del turismo italiano. Il lockdown, infatti, ha sostanzialmente azzerato il traffico dei cieli, portando il settore in una situazione di estrema difficoltà. Gli aeroporti italiani che hanno chiuso il 2019 con oltre 193 milioni di passeggeri e che avevano stimato per il 2020 il superamento dei 200 milioni di passeggeri, si trovano invece a dover fronteggiare una crisi epocale che fa stimare per l’anno in corso una perdita di circa 130 milioni di passeggeri e una riduzione del fatturato di oltre 1,6 miliardi di euro rispetto all’anno precedente. «La riapertura degli aeroporti è una grande sfida per tutti gli operatori. Una sfida che potremo vincere solo se i viaggiatori torneranno a sentirsi al sicuro. E la gestione dell’auto privata rientra in questo scenario visto che si ipotizza che l’auto possa essere il modo preferito per arrivare e ripartire dagli aeroporti. Per questo – dichiara il fondatore di ParkinGO, Giuliano Rovelli – abbiamo deciso di sviluppare un protocollo ad hoc con una serie di azioni che ci consentiranno di rendere l’auto più sicura di quanto lo fosse al suo arrivo nei nostri parcheggi. Oggi più che mai siamo determinati a lavorare per garantire la migliore esperienza di viaggio, in tutta sicurezza». Le 5 misure di sicurezza prevedono la sanificazione di tutte le aree di parcheggio, accettazioni e spazi comuni, mascherine certificate e dispositivi di protezione individuali per tutti gli operatori del servizio, Sanification Point con gel detergenti per le mani a base alcolica, barriere in crystal pvc sugli shuttle bus. Compresa nel prezzo la sanificazione di tutte le parti di contatto dei veicoli, come maniglie, volante, cruscotto, cambio e portabagagli. Il tutto grazie alla partnership siglata da ParkinGO con due aziende specializzate: FreeHands e Immunocar, rispettando così i più alti standard di sicurezza.

Reggia di Carditello: dal 31 maggio al 2 giugno la riapertura all’insegna del binomio natura e cultura

Riapre il Real Sito di Carditello con visite gratuite nelle sale reali e percorsi benessere – completamente immersi nei boschi bonificati dalla Fondazione guidata dal presidente Luigi Nicolais – in programma domenica 31 maggio, lunedì 1 e martedì 2 giugno a Carditello. Dopo quasi tre mesi di chiusura, a causa della pandemia che ha colpito il Paese, sarà possibile tornare a visitare la Reggia di Carditello in maniera graduale e nel rispetto delle norme di sicurezza, con attenzione alla funzione sociale del sito e nuove modalità di fruizione dedicate al binomio natura e cultura. Da domenica 31, dunque, spazio alle visite solo su prenotazione (dalle ore 10 alle 18) ed obbligo di mascherina e di distanziamento per i visitatori, che avranno la possibilità di accedere al galoppatoio e alle sale interne. E non solo. Previste, anche se per ora solo a numero limitato, lezioni dimostrative di yoga e pilates nel bosco di cerri e passeggiate nel bosco di eucalipti, organizzate dalla Federazione italiana camminatori sportivi. “Siamo particolarmente emozionati ed orgogliosi – spiega il direttore Roberto Formato – anche perché il Real Sito di Carditello non è solo un luogo culturale, ma è soprattutto un simbolo di rinascita e riscatto per l’intero territorio della Terra dei Fuochi. Essere stati costretti a chiudere per diversi mesi è stata una sofferenza per tutti, ma ci ha consentito di sviluppare nuovi format, ancora più amichevoli, dedicati agli sportivi, alle famiglie e ai più giovani, che attiveremo in estate. Siamo pronti a ripartire nel segno del benessere psicofisico e nel rispetto delle normative sulla sicurezza, invitando i visitatori ad immergersi nella natura che ci circonda e non solo nelle sale interne. Domenica 31 maggio, come tutte le date che nel corso dei secoli hanno segnato il destino di Carditello, sarà una giornata speciale. Proprio nelle ultime ore – conclude il direttore della Fondazione Real Sito di Carditello – nella Reggia sono nati due cavallini Persano, quasi a dimostrare che, nonostante tutto, a Carditello la vita trionfa sempre”. Il programma di domenica 31 maggio: dalle ore 10 alle 18, visite gratuite su prenotazione con accesso al galoppatoio e alle sale interne; nel pomeriggio, risveglio muscolare (ore 16) e prima camminata (ore 16.30) nel bosco di eucalipti, lezione di yoga (ore 17) e lezione di pilates (ore 18) nel bosco di cerri, a cura della Federazione italiana camminatori sportivi.
Lunedì 1 e martedì 2 giugno: dalle ore 10 alle 18, visite gratuite su prenotazione con accesso al galoppatoio e alle sale interne; in mattinata, risveglio muscolare (ore 10) e camminata (ore 10.30) nel bosco di eucalipti, lezione di yoga (solo martedì 2 giugno, alle ore 11) e lezione di pilates (solo martedì 2 giugno, alle ore 12) nel bosco di cerri; nel pomeriggio, risveglio muscolare (ore 16) e camminata (ore 16.30) nel bosco di eucalipti, lezione di yoga (ore 17) e lezione di pilates (ore 18) nel bosco di cerri, a cura della Federazione italiana camminatori sportivi.
Per poter accedere al Real Sito di Carditello, è necessario prenotare le visite – entro le ore 18 di venerdì 29 maggio e fino ad esaurimento posti – scrivendo una mail a prenotazione@fondazionecarditello.org, indicando nome, data (da domenica 31 maggio a martedì 2 giugno), orario preferenziale (dalle ore 10 alle ore 18) ed aspettando una email di conferma dalla Fondazione.
Per poter partecipare al percorso benessere (passeggiate e lezioni di yoga e pilates nei boschi), è necessario prenotare – entro le ore 18 di venerdì 29 maggio e fino ad esaurimento posti – scrivendo una mail a federazioneitalianacamminatori@gmail.com, indicando nome, data (dal pomeriggio di domenica 31 maggio a martedì 2 giugno) ed aspettando una email di conferma dalla Federazione italiana camminatori sportivi.

Caivano, un cric utilizzato come se fosse un mitra per 20 euro: arrestato un 37enne

I carabinieri della Tenenza di Caivano hanno arrestato per rapina aggravata Michele Franzese, 37enne di Frattamaggiore già noto alle forze dell’ordine. Aveva appena rapinato un’automobilista nei pressi del noto centro commerciale di Marcianise quando la centrale operativa ha diramato a tutte le pattuglie una nota di ricerca, spiegando quanto accaduto. I militari lo hanno intercettato lungo la strada provinciale SP 498 a bordo di un’utilitaria: guidando ad alta velocità l’uomo ha accelerato ancora quando si è accorto di essere inseguito dai carabinieri. Tallonato per molti chilometri, il 37enne ha compreso di non poter continuare a fuggire, ha accostato ed è finito in manette. Secondo quanto ricostruito dai militari, Franzese aveva affiancato un 40enne che nella sua auto sostava poco distante dall’area commerciale di Marcianise. Brandendo un cric a mo’ di mitra, il rapinatore si è fatto consegnare 20 euro ed è poi fuggito. Arrestato per rapina aggravata e resistenza a p.u., il 37enne è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. Ritrovato l’arnese utilizzato per la rapina e il misero bottino, poi restituito alla vittima.

Accusa di truffe per falsi sinistri stradali: assolto con formula piena l’ex sindaco di San Gennaro Vesuviano

Riceviamo e pubblichiamo È stato assolto dall’accusa di falso e truffa Antonio Russo, ex sindaco di San Gennaro Vesuviano, coinvolto, per la sua attività di medico, in un’indagine su una serie di truffe per falsi sinistri stradali. Chiuse con la prescrizione invece le posizioni di altre 14 persone. L’indagine è partita circa dieci anni fa, quando la procura di Nola concluse una maxi inchiesta che coinvolgeva circa 200 persone, tutte accusate di avere partecipato, a vario titolo, ad una serie di truffe organizzate ai danni di varie compagnie assicurative. Gli episodi contestati erano quelli “classici” di questo genere di indagini: dall’invenzione di falsi sinistri, alla preparazione di certificati medici falsi. Tra le posizioni finite sotto la lente degli investigatori anche quella di Antonio Russo, noto ortopedico di San Gennaro Vesuviano. Gli episodi a lui addebitati riguardavano tre certificati medici, che secondo l’accusa sarebbero stati emessi per favorire uno dei beneficiari dei risarcimenti assicurativi. Russo ha chiarito da subito come le firme fossero false e non apposte da lui: i riscontri effettuati nel corso del dibattimento hanno dato piena ragione alla sua tesi difensiva. La perizia calligrafica infatti ha dimostrato che le firme erano state apposte da altre persone, allo scopo di far apparire l’atto come proveniente da Russo. L’ex sindaco è stato l’unico degli imputati a chiedere la rinuncia alla prescrizione: ha preferito infatti non godere di quel beneficio e farsi giudicare nel merito, convinto naturalmente della propria completa innocenza. Ad emettere la sentenza sono stati i magistrati del Tribunale di Nola: a presiedere il collegio penale Lucio Aschettino. A difendere Russo il penalista Costantino Catapano. Al termine del dibattimento i giudici hanno assolto Russo con la formula “per non aver commesso il fatto”, mentre hanno dichiarato non doversi procedere per intervenuta prescrizione per tutti gli altri imputati. “Sono molto contento – ha commentato Russo – perché finalmente, dopo dieci lunghissimi anni, si è dimostrata la mia totale estraneità ai fatti. Nonostante il risultato fosse quello atteso, mi resta un grande rammarico dovuto ai lunghissimi tempi trascorsi per ottenere giustizia. Infatti, a tale risultato si sarebbe potuti arrivare già molto tempo fa, considerato che gli elementi investigativi raccolti dal principio della vicenda lo consentivano ampiamente”. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)

Le città post coronavirus secondo gli architetti: la relazione dell’Osservatorio Unità di Crisi Covid-19 di Napoli

L’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia, a seguito della emergenza epidemiologica, ha ha costituito il tavolo permanente “Osservatorio Unità di Crisi_Covid_19”, al fine di raccogliere dati, organizzare incontri e dibattiti sulle architetture ed i luoghi urbani per verificare l’incidenza della pandemia sulle nostre abitazioni e sulla città in generale.

Il coordinatore del tavolo Antonio Ciniglio, Consigliere dell’Ordine degli Architetti PPC, in questo lungo periodo di emergenza, invitando esperti in Architettura, urbanistica ed in diverse altre discipline, ha organizzato una serie di incontri sul tema della casa, degli spazi pubblici e della città, per evidenziare le diverse ipotesi sulla città che verrà analizzando soprattutto la nuova fragilità della struttura urbana e degli spazi pubblici.

In uno dei tanti incontri si è svolto il dibattito sulla “Città del dopo – Per un ritorno alla diversa normalità”, sono stati invitati i seguenti relatori: Arch. Claudio Bozzaotra – Presidente Fondazione SiebenArchi _architetti urbanisti designers; Prof. Arch. Renato Capozzi – Università degli Studi di Napoli Federico II; Prof Arch. Maurizio Carta – Urbanista – Università degli Studi di Palermo.

Arch. Michele Cuomo – Compasso d’ Oro 2015; Arch. Raffaele Cutillo – OfCA _ Officina Cutillo Architetti; Prof Arch. Giovanni Fiamingo – nextbuild – urban project – Milazzo (ME); Prof Arch. Massimo Pica Ciamarra – Pica Ciamarra Associati.

Ecco la relazione finale dell’incontro:

La fragilità e l’inconsistenza che l’umanità ha appena sperimentato con la crisi del Covid_19 apre scenari molteplici e speranze di cambiamento. Scenari di rifondazione e riequilibrio negli insediamenti umani e speranze di riconquista di una diversa normalità.

Appare urgente la loro ricomposizione in una rinnovata visione di futuro, attraverso una riflessione capace di coniugare la preoccupazione per i destini di migliaia di cittadini con l’evidenza di dover ricostruire su basi diverse il futuro dei rapporti sociali, delle dinamiche produttive, delle relazioni del destino dei territori e delle persone.

Questo implica il voler trasformare la crisi in risorsa, in momento di crescita e di vero sviluppo sociale e spirituale, ponendo al centro della riflessione il concetto di (nuova) qualità che deve improntare le trasformazioni antropiche e l’architettura in senso ampio.

Va quindi riaffermato con decisione che la risposta – in architettura come negli spazi della città – non è mai solo ed esclusivamente rivolta al funzionamento della stessa ma è sempre una risposta che esprime la complessità dell’Abitare attraverso le forme dell’Architettura. Una “forma” adeguata e rispondente, non solo all’uso e ai nuovi bisogni e cautele ma, soprattutto e sempre, al senso. Come diceva Wittgenstein “l’architettura è pensiero che vorrebbe prender forma”.

C’è necessità di trasformare concretamente i nostri ambienti di vita, rendendoli adatti al futuro che s’intravede evitando di cadere nell’insana nostalgia del “com’era / dov’era” o nelle trappole di impossibili città ideali. Non “rammendare” parti sbagliate, ma “rigenerarle”, “re-immaginarle” attraverso un cambiamento che coinvolge il modo stesso di pensare il progetto.

Significa favorire la questione ambientale ora priorità a scala planetaria; immettersi sapientemente nei paesaggi senza venir meno alle diverse culture; considerare la specificità di ogni luogo tenendo conto dei valori e delle ambizioni delle comunità.

Quindi tre scale diverse con le quali, il progetto, deve fare i conti.

Non più progetti che esprimono egoismi, ma che privilegino relazioni materiali o spesso soprattutto immateriali. Far sì che ogni azione divenga un tassello per costruite città, resilienti, anti fragili, flessibili. Dove lo spazio pubblico diventa fondamentale per la città così come noi mediterranei, italiani ed europei la intendiamo, diversamente da altrove. Mai più zoning o compartimenti funzionali ma facendo attento uso delle risorse, evitando sfridi, soprattutto di tempo, quest’ultimo una risorsa preziosa che non va consumata.

Progettare innanzitutto è rispondere a domande sensate da chiunque attuato; dimostrando soluzioni più rapide, più economiche e capaci di collaborare per fini di equità e coesione sociale. Dove la mobilità, che non è tema separato, è strettamente legata al disegno e all’organizzazione di una città; così come la vendita degli alimenti, la segmentazione della città e il riflettere su temi più visibili e meno visibili. Quindi ripensare lo spazio domestico e lo spazio pubblico rifacendosi, magari, ad un campione di media dimensione.

La vera questione è come “ridisegno e trasformazione” degli spazi fisici, possano incidere sulla domanda sociale, affinché l’armatura della “forma” sia condivisa con la collettività e capace di trasformare, in termini materiali, i nostri contesti, affinché contribuiscano a determinare condizioni di benessere, sostanziali per il vivere insieme. Tenendo ben chiaro che la telematica – in ogni sua forma – è sì strumento e risorsa preziosa, ma che nella didattica, la Scuola e l’Università, sono soprattutto occasioni di incontro e di scambio.

Immaginare (o costruire) un futuro dell’architettura (e dell’architetto) delle città oltre la pandemia del covid_19, con la crisi ancora nel pieno dell’espansione planetaria, sembrerebbe l’unico atto possibile che possa in qualche modo placare l’istinto primordiale di sopravvivenza, che comunque alberga silente, ma costante, nelle nostre menti.

In una delle ultime interviste del compianto Aldo Masullo, paragonando la crisi virale alla guerra, mette in evidenza l’indeterminatezza del controllo del nuovo, nella rottura tra il “come eravamo” e il “come saremo” e come siano fragili i limiti della nostra struttura sociale, messa in crisi dal concretizzarsi del peggior scenario immaginabile della guerra batteriologica (anche se di origine naturale), posta di fronte alla consapevolezza di non poter più essere se stessa o prevedere trasformazioni a lungo tempo.

Gli effetti della crisi che incide direttamente sulla socialità, sui rapporti di vicinato, sui fondamenti dello stare insieme porterebbe, se considerata nuova funzione architettonica ed urbana, porterebbe ad un inevitabile isolamento delle unità abitative ed alla perdita di necessità degli spazi comuni che sono alla base del nostro riconoscerci. Uno stare insieme isolati è quel controsenso che aveva portato i SITE a proporre provocatoriamente i Grattacieli di Case (Highrise of Homes) dove la comunità verticale mette in evidenza quella garanzia di privacy propria dei villaggi/città giardino anglosassoni.

Ma le nostre città storiche stanno lì a testimoniare che, nonostante le guerre o le pestilenze, l’abitare in comunità nelle piazze e nelle strade è sostenibile nel lungo periodo.

Certo qualcosa dovrà cambiare: si dovrà orientare lo sforzo progettuale verso il recupero dell’esistente predisponendolo verso le micro comunità (sull’esperienza delle corbusiane immeubles villas), innalzare gli standard minimi abitativi per consentire un confort maggiore in caso di futuri auto isolamenti, incrementare la dotazione di alloggi sociali per i senza fissa dimora, rivedere profondamente gli assetti funzionali degli ospedali e cogliere l’occasione per recuperare tutti gli ex sanatori (contenitori urbani in disuso da decenni) per le quarantene e/o per alloggi di emergenza, sostenere e promuovere il recupero degli esercizi di vicinato nella consapevolezza che è finito il tempo della grande aggregazione dei centri commerciali. Nel prossimo futuro nuove funzioni, derivate dalla (anche temporanea) necessità di riduzione degli “assembramenti” e di nuove distanze tra persone imporranno cambiamenti e necessità di ri-progettazioni di spazi, relazioni, modi di vivere il privato ed il pubblico. Anche il mondo del design ed il sistema produttivo pubblico (che dovrà avere di nuovo un ruolo di primo piano) e privato dovranno affrontare seriamente il tema del “Design for Emergency ” (già oggetto di studi da diversi anni), evitando le improvvisazioni, gli sprechi di “tempo di intervento” e limitando (o riconsiderando) l’estensione del modello industriale del “just in time”, che riduce drasticamente le riserve di magazzino di materie prime e prodotti finiti, a questo nuovo settore strategico.

Associazione dei Ristoratori di Positano: “I protocolli vigenti non permettono di riaprire… Non per questo ci fermiamo!”

A fine marzo gli operatori turistici di Positano si sono riuniti per formare una nuova associazione di categoria con l’obiettivo di pensare, ripensare e reinventare il loro settore di appartenenza, all’insegna della massima sicurezza verso i clienti e i dipendenti. Tale sodalizio ha preso parte alle riunioni della Regione, comunicato agli enti locali e nazionali le  preoccupazioni degli associati e fornito costantemente spunti e proposte. Sebbene le indicazioni contenute nel DPCM 17.05.2020, nelle ordinanze regionali n. 48 del 17.05.2020 e n.49 del 20.05.2020, e nei diversi protocolli di sicurezza elaborati da INAIL e Regione Campania lasciano intravedere un’apertura nei confronti del settore turismo,  a Positano sono state comunque riscontrate delle oggettive limitazioni operative, che si scontrano con le precipue caratteristiche degli storici locali ivi ubicati e del modo di intendere ristorazione e sicurezza in questo posto. Allo stato attuale, i protocolli vigenti dunque non permettono agli operatori, pur volendo, di riaprire in totale serenità per i collaboratori e per i clienti. “Non per questo ci fermiamo – affermano i rappresentanti dell’Associazione dei Ristoratori di Positano – Come noi, continua a lavorare anche il Coordinamento delle Strutture Ricettive di Positano, a rappresentanza degli interessi di un altro settore cardine della accoglienza turistica. Insieme, continuiamo costantemente a combattere e a rappresentare Positano nelle sedi adeguate, per trovare le soluzioni più adeguate a contemperare le diverse esigenze di sicurezza e di ripresa economica delle nostre attività e, di riflesso, del nostro stupendo Paese“.

Saviano, cresce il numero dei guariti da Covid-19

Buone notizie dalla cittadina di Saviano, che nelle ultime settimane era diventata protagonista di una nuova ondata di contagi da Covid-19. Oggi il comune conta già 5 guariti e ancora 10 positivi. Saviano negli ultimi mesi è stata oggetto di polemiche e contestazioni in seguito agli eventi che hanno richiamato l’attenzione persino di telecamere nazionali in occasione dei funerali del primo cittadino. Momenti concitati che si sono protesi raggiungendo l’apice con una serie di contagi diffusisi nelle ultime settimane, raggiungendo la quota di 17 positivi in totale. Gli aggiornamenti dal C.O.C., il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, sono stabili già dal 22 maggio, contando 5 guariti, 10 ancora i positivi al Covid-19 e, purtroppo, 2 deceduti. Nel frattempo, continua il lavoro di supporto alle famiglie più bisognose, che hanno dovuto fronteggiare – e continuano a farlo – questa crisi sanitaria con molte difficoltà soprattutto economiche. Dal comune arriva la comunicazione: «Relativamente all’istruttoria e alla distribuzione dei buoni spesa, beneficio previsto dalla ordinanza 658 del dipartimento della Protezione Civile, si comunica che sono stati erogati buoni a 447 nuclei familiari su circa 700 istanze protocollate, oltre a 500 pacchi alimentari erogati per il tramite della Caritas». Prima la dipartita del sindaco, Carmine Sommese, stroncato dal virus che come lui, ha portato via fin troppe vite umane; poi la chiusura dei confini del comune, dichiarato “zona rossa” in seguito alla marcia funebre organizzata in uno dei periodi in cui l’emergenza sanitaria segnava ancora picchi massimi ogni giorno – inammissibili assembramenti di qualsiasi tipo; per non parlare dell’ulteriore inchiesta in seguito all’incidente fatale di un uomo, che di ritorno a casa, si è imbattuto nei new jersey di cemento posizionati dal comune per bloccare ogni accesso al paese. Un continuo concatenarsi di eventi per nulla felici, culminati con i primi casi positivi al Covid-19 che hanno contagiato 17 persone, diffondendo panico e paura di una seconda ondata. E invece, adesso, la situazione sembra ripristinarsi al meglio. Segnali confortanti, pregni di positività per un paese in lenta ripresa. Ripartire non è mai facile, ma con le giuste attenzioni diventa sicuramente più semplice ritornare ad una forma di normalità.