Incubo rapine sull’Asse Mediano: scende dall’auto e viene aggredito

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Paura, dolore e coraggio: queste le parole che riassumono l’esperienza di ieri sera vissuta da Raffaele Selva, tesserato della società sportiva Don Guanella Scampia.

Secondo quanto raccontato sui social dall’amico Nunzio Marigliano, Raffaele sarebbe stato vittima della cosiddetta “tecnica del tamponamento” per tentare una rapina sull’ Asse Mediano, in direzione Casoria, una strada purtroppo già nota per episodi di furti e aggressioni

Una volta sceso dall’auto per controllare i danni, sarebbe stato aggredito da tre ragazzi. Il bilancio è pesante: punti di sutura al naso, al mento e alla testa, oltre a un tendine lesionato e non operabile a causa della sua posizione particolarmente delicata.

“Ringrazio Dio di essere stato solo e non con la mia famiglia”, queste le parole di Raffaele dopo il drammatico episodio. L’uomo, padre di tre bambini, aveva già vissuto una situazione simile tre anni fa, quando subì un tentativo analogo mentre era in auto con la moglie incinta.

Nonostante tutto, è già tornato al lavoro, ma difficilmente dimenticherà quanto accaduto. Il consiglio, in casi simili, è di contattare immediatamente le forze dell’ordine in presenza di situazioni sospette.

Somma Vesuviana, l’imprenditrice Cira Perna a Stoccarda con i suoi progetti di estetica oncologica

Titolare del brand SàVisage & Sàmuà, Cira Perna è ormai conosciuta a livello nazionale e apprezzata in diverse regioni del Sud Italia per la professionalità e l’impegno che la contraddistinguono nel campo della dermo-ricostruzione oncologica.     La dermo-ricostruttiva oncologica è una branca specialistica della medicina che si concentra sulla ricostruzione estetica e funzionale delle zone cutanee danneggiate o rimosse a causa di interventi chirurgici oncologici o terapie antitumorali. In particolare, questa disciplina, spesso praticata attraverso tecniche come il tatuaggio paramedicale, mira a ricostruire parti del corpo come l’areola mammaria dopo una mastectomia, aiutando i pazienti a recuperare l’integrità fisica e psicologica. Cira Perna, conosciuta come Donna sorriso, è approdata ultimamente anche in Germania, precisamente a Stoccarda. La sua partecipazione in numerosi convegni ha evidenziato non solo la sua forte esperienza, ma anche il suo profondo impegno nella divulgazione della sua attività. Non è stato affatto facile approdare in una nazione di cui non conoscevo né il territorio né, soprattutto, la lingua. Non avrei mai pensato – afferma Perna – di arrivare fin lì, ma oggi posso dire che è stata una grande soddisfazione, anche grazie alla calorosa accoglienza ricevuta sia dai connazionali che dai tedeschi. Ovviamente Donna Sorriso non si fermerà qui, la perseveranza non gli manca. A breve saranno comunicate anche le date dei convegni che svolgerà insieme a tanti professionisti del settore. Saranno, certamente, iniziative importanti di grande valore sociale e scientifico.
foto internet

Nel suo dipinto J.R. Weguelin “disegna” con maestria la personalità di Lesbia, la signora del cuore di Catullo

John Reynhard Weguelin (1849 – 1927) fu un rappresentante di quel ritorno al classicismo che ispirò anche i capolavori di Alma Tadema. Molti quadri di Weguelin rappresentano scene della vita quotidiana dell’antica Roma: il suo ritratto di Lesbia, la cui immagine correda l’articolo, venne completato nel 1878 e dimostra che già a trenta anni l’artista possedeva una tecnica raffinata. Dimostra anche, questo splendido ritratto, che egli comprese non solo il senso profondo dei versi che Catullo dedica alla donna amata, ma anche cosa ci dice la violenza del “ritratto” che di Lesbia-Clodia Cicerone fece nella “Pro Caelio”.     Come si sa, viviamo un momento storico in cui certa politica ha deciso di “allontanare” dalle scuole Omero, Socrate, Aristotele, Dante, Manzoni, Marx, Nietzsche e di ridurre sempre più, nei nostri licei classici, lo spazio una volta riservato alla conoscenza della civiltà greca e di quella latina. E così ho deciso di dedicare, di tanto in tanto, qualche articolo a un mondo che i docenti degli anni ’60 ci fecero “attraversare” e scoprire con una guida sapiente.  La famiglia dei Claudii era tra le più antiche della storia di Roma: ma quando nel corso del I sec. a. C. la famiglia decise di schierarsi col partito democratico, il nome “Claudio” assunse la forma “plebea” e divenne “Clodio”: e dunque Publio Claudio, il cesariano nemico mortale di Cicerone, si chiamò Publio Clodio e sua sorella Claudia prese il nome di Clodia.   Clodia sposò Quinto Metello Celere e divenne vedova nel 59 a.C.: tre anni dopo nell’aula di tribunale in cui veniva giudicato Publio Celio Rufo, accusato di non pochi reati, Cicerone, che lo difendeva, disegnò un ritratto terribile di Clodia, che era stata amante di Publio Celio Rufo e ora dichiarava pubblicamente che lui aveva tentato di avvelenarla. Cicerone adottò una tattica originale: dipinse con il nero di seppia il ritratto dell’accusatrice, la presentò come campionessa della dissolutezza, con un celebre gioco linguistico alluse anche ai rapporti incestuosi che Clodia, secondo le malelingue (certi grammatici mi consentono di usare questo plurale), aveva avuto con il fratello, fece in modo che tutti ricordassero che tre anni prima era stata sospettata di aver avvelenato il marito, la descrisse mentre sulla spiaggia di Baia offriva all’ammirazione dei giovani il suo corpo quasi totalmente nudo, coperto solo da due fasce di seta, una stretta intorno al petto, l’altra intorno al ventre: insomma, Clodia avrebbe inventato il  “due pezzi”.   Cicerone invitò i presenti a notare che la sorella del nefasto tribuno mostrava la sua dissolutezza non solo usando certe parole e baciando e abbracciando con passione anche in pubblico, ma anche con il fuoco degli sguardi e con i modi del muoversi e del camminare. C’è chi sospettò allora e ha sospettato anche in seguito, leggendo con attenzione le parole di Cicerone, che anche l’oratore avesse tentato di conquistare Clodia, senza riuscirci. In ogni caso, con quel ritratto al nero di seppia Cicerone ci svela qualcosa che andava oltre le sue intenzioni: ci dice che Clodia era padrona di sé stessa, che aveva il coraggio di violare le regole dell’ipocrisia sociale, che si divertiva a urtare il perbenismo e ad ascoltare lo schiocco dell’urto.   Solo una donna dotata di tale temperamento, e di tale intelligenza poteva conquistare il cuore di Catullo e indurlo a scrivere: “Viviamo, mia Lesbia, e amiamo, / e le chiacchiere dei vecchi troppo severi / consideriamole tutte un soldo. / I soli possono tramontare e ritornare: / per noi, quando tramonterà la luce dalla durata così breve /, rimane solo una notte perpetua, riservata al sonno.”. A Lesbia Catullo chiede migliaia di baci, che mescoleranno senza sosta: gli invidiosi maligni, e nemmeno i due innamorati, devono sapere quanti sono i baci. Catullo conosce la sofferenza della gelosia: ma non può liberarsi dall’amore per Lesbia: “odio e amo, forse ti chiedi con insistenza come e perché faccia ciò, non lo so, ma sento che è così, e mi tormento.” La “Lesbia” di Weguelin assume una postura elegante: le braccia, il petto, i fianchi si inarcano con un movimento lieve che le pennellate “condotte” con sapienza a dipingere il velo sottolineano attraverso i giochi di luce. Alle sue spalle il cancello è chiuso a metà: è la signora che concede il diritto di entrare. E la signora è per un attimo rilassata: il suo sguardo si posa sugli uccelli fermi davanti ai suoi piedi, a formare un’immagine che di solito ricorre nei ritratti delle dee. La “Lesbia” di Weguelin è una dea: il suo spazio non è il salotto di casa, ma il mondo che si apre e si distende alle sue spalle.        

Ottaviano, agende fitte tra caffè e comizi ma scoppia il “caso casellari giudiziali”

La campagna elettorale di Ottaviano entra nella fase più intensa tra appuntamenti pubblici, incontri nei quartieri e stoccate politiche che stanno animando il confronto tra i candidati sindaco. Al centro del dibattito delle ultime ore è finita soprattutto la questione della trasparenza e dei casellari giudiziari, tema rilanciato con forza da Biagio Simonetti, che ha acceso il confronto politico cittadino chiedendo maggiore chiarezza da parte di tutti i competitor.

Simonetti ha infatti rivendicato la scelta di pubblicare sul proprio sito personale curriculum vitae e casellari giudiziali, sottolineando come la documentazione sia online “già da giorni”. Un messaggio diretto, accompagnato da una frecciata agli avversari politici: “La mia trasparenza non è in attesa, a differenza di altri”. Un tema che inevitabilmente sta entrando nel dibattito elettorale cittadino, diventando uno degli argomenti più discussi di questa fase della campagna.

Lo stesso Simonetti continua a puntare anche sui temi ambientali e del lavoro. In uno degli ultimi interventi social ha riportato l’attenzione sul problema delle cosiddette “vasche”, definite una criticità per zanzare e inquinamento, ricordando che nell’aprile 2025 la sua amministrazione aveva presentato un progetto sul tema. Parallelamente ha ribadito che “la dignità del lavoro e dei lavoratori” deve restare centrale nell’azione amministrativa.

Sul fronte opposto Giorgio Marigliano continua invece a puntare sul contatto diretto con i cittadini attraverso l’iniziativa “Un Caffè con Giorgio”. Il candidato sindaco ha scelto un format semplice e quotidiano per incontrare residenti e sostenitori nella sede del comitato elettorale di via G. Di Prisco a San Gennarello. “La politica vera parte dall’ascolto delle persone”, ha scritto Marigliano, spiegando di voler creare uno spazio aperto al confronto sui problemi del territorio e sul futuro di Ottaviano, San Gennarello e Zabatta.

Ferdinando Federico, intanto, si prepara agli ultimi appuntamenti pubblici della campagna elettorale. Dal materiale diffuso dal suo staff emergono diversi eventi già programmati: il 16 maggio alle 19 l’“Aperitivo delle Idee” al comitato di via Papa Giovanni XXIII, il 17 maggio alle 10.30 “Domenica in famiglia” in piazza San Gennarello, il comizio del 20 maggio alle 20 sempre a piazza San Gennarello e infine la chiusura della campagna elettorale prevista il 22 maggio alle 20 in piazza Municipio. Federico continua a ribadire la volontà di portare avanti una campagna “tra la gente”, sostenendo che “i cittadini devono tornare davvero al centro delle scelte”.

Toni più ironici ma ugualmente politici quelli scelti da Stefano Prisco, che ha affidato ai social una riflessione rivolta ai giovani della “Repubblica di Ottaviano”. Prisco ha parlato della necessità di creare nuovi spazi di aggregazione e coworking, indicando aree inutilizzate come la ferrovia e Ave Gratia Plena come possibili luoghi da destinare a studio, lavoro e attività giovanili. Una proposta che il candidato ha definito concreta e lontana dalle “illusioni”.

Fratello Universo: tra arte e spiritualità nella Basilica di San Lorenzo Maggiore

Riceviamo e pubblichiamo: Napoli accoglie uno degli appuntamenti artistici e spirituali più significativi della stagione culturale 2026. Dal 14 maggio al 20 giugno gli spazi del Complesso Monumentale di Basilica di San Lorenzo Maggiore ospiteranno “Fratello universo” , la collettiva d’arte contemporanea ideata da Giuseppe Ottaiano per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Madrina del Vernissage, alle ore 18:30 di giovedì 14 maggio, l’attrice Annalisa Pennino, noto volto televisivo dell’ applauditissima soap Un posto al sole, dove interpreta l’infermiera Anna, e ultimamente della serie Roberta Valente, notaio in Sorrento, dove interpreta la moglie del notaio Carrano. La mostra nasce come un percorso immersivo che intreccia arte, spiritualità e riflessione contemporanea, trasformando la figura del Santo di Assisi in una domanda aperta rivolta al presente. Non una semplice celebrazione commemorativa, ma un’esperienza capace di interrogare il visitatore attraverso i temi universali della fraternità, della pace, della povertà, della misericordia e del rapporto armonico con il Creato. Cuore del progetto sono venticinque sagome lignee di San Francesco reinterpretate da artisti contemporanei con linguaggi, colori e materiali differenti. Elio Alfano, Silvio Amato, Antonio Avello, Biagio Cerbone, Cristina Cianci, Antonio Ciraci, Anna Colmayer, Gianfranco Coppola, Alfredo Cordova, Diana D’Ambrosio, Mina Di Nardo, Lucio d.d.t. Art, Maria Gagliardi, Sara Iuzzino, Alessandra Maisto, Carla Merone, Nunzio Meo, Pietro Mingione, Ilaria Moscato, Enzo Palumbo, Nunzia Re, Agostino Saviano, Padre Michele Spinali, Vittorio Vanacore, Raffaella Vitiello, i quali hanno incontrato la figura e l’insegnamento del patrono d’Italia e, secondo la propria personale sensibilità e visione artistica, hanno costruito una narrazione originale e collettiva, pensata come un “libro senza parole” in cui il messaggio francescano incontra la sensibilità artistica contemporanea. In ogni installazione compare uno specchio posto all’altezza dello sguardo del visitatore, simbolo di un invito a riflettersi personalmente nell’esperienza umana e spirituale del Santo. “Con Fratello Universo abbiamo voluto creare non soltanto una mostra, ma un’esperienza interiore”, spiega Giuseppe Ottaiano. “San Francesco continua ancora oggi a parlarci con straordinaria forza. Attraverso l’arte contemporanea abbiamo cercato di restituire la sua dimensione più viva e universale, lasciando che ogni opera diventasse uno spazio di incontro, di domanda e di riflessione per il pubblico”. La scelta di Napoli e di Basilica di San Lorenzo Maggiore rafforza ulteriormente il valore simbolico dell’iniziativa. In una città da sempre crocevia di spiritualità, cultura e creatività, FRATELLO UNIVERSO si inserisce nel panorama degli eventi che valorizzano il patrimonio storico e artistico partenopeo attraverso linguaggi contemporanei e percorsi di forte impatto emotivo. La collettiva si propone così come un viaggio artistico e spirituale nel segno della Bellezza, riaffermando il legame profondo tra arte e fede e il ruolo degli artisti come interpreti del sacro e del tempo presente. Fratello Universo gode dei Patrocini del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e del Consiglio Regionale della Campania.      

Esposito-Caserta, il confronto diventa scontro totale: “C’è chi scappa”, “Toni da bullo”

La campagna elettorale per le amministrative di Sant’Anastasia entra nel vivo e i toni si fanno sempre più duri. Al centro del confronto politico c’è soprattutto lo scontro tra Mariano Caserta e il sindaco uscente Carmine Esposito, protagonisti di un botta e risposta che nelle ultime ore ha infiammato il dibattito cittadino tra accuse reciproche, richieste di confronto pubblico e attacchi sul piano politico e personale. Sullo sfondo resta anche la posizione del terzo candidato Alessandro Pace, che prova invece a smarcarsi dalle polemiche rilanciando un’idea di politica “basata su rispetto e libertà”.

A far esplodere il caso è stata la richiesta di confronto pubblico lanciata dal sindaco uscente Carmine Esposito. “Basta mistificazioni. Vediamoci in piazza!”, ha scritto sui social, accusando indirettamente gli avversari di alimentare fake news durante la campagna elettorale. “Sant’Anastasia non ha bisogno di slogan, ma di risposte. Parliamo di progetti, di futuro e di realtà. Io sono pronto a rispondere colpo su colpo, carte alla mano”, ha dichiarato Esposito, aggiungendo una frase destinata a far discutere: “Chi scappa ha qualcosa da nascondere o non ha argomenti?”.

Parole che hanno provocato la dura replica di Mariano Caserta, che ha definito il rivale politico “incapace da sempre di avere un confronto civile”. Nel suo intervento, Caserta ha accusato Esposito di utilizzare “il solito stile del bullo in politica”, parlando di “ingiurie” rivolte ai candidati delle liste avversarie e di una continua ricerca dello scontro personale. “La politica è un fatto serio e non serve per fare la scena, il bullo, il tipo di polso”, ha scritto Caserta, sostenendo che il confronto pubblico venga vissuto dall’avversario “come un’arma di distruzione di massa” utile solo a “regolare i conti”.

L’affondo più duro riguarda il clima vissuto negli anni all’interno del consiglio comunale. Caserta parla apertamente di avversari “scherniti e bullizzati”, citando anche episodi personali e attacchi rivolti a giovani impegnati in politica. “Il 24 e 25 maggio saranno i cittadini anastasiani a confrontare le nostre persone, le proposte e le idee diverse di politica e di città”, ha aggiunto il candidato.

Nel mezzo del duello tra i due principali contendenti prova a inserirsi Alessandro Pace, che sceglie un tono più moderato. “La fiducia non si conquista segnandosi chi vota”, ha spiegato, prendendo le distanze da ogni logica clientelare. “Per me tutti i cittadini sono uguali, prima e dopo il voto”, ha sottolineato Pace, rilanciando una visione politica “fondata su rispetto, dignità e verità”.

Intanto, però, il clima politico ad Sant’Anastasia resta tesissimo e il confronto tra Caserta ed Esposito continua a dominare una campagna elettorale che si preannuncia ancora lunga e ad alta tensione.

Acerra, via libera al Museo della Memoria e al piano di rateizzo per i tributi

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Riscossione dei tributi, dal Consiglio un aiuto ai cittadini. Via libera unanime anche all’intitolazione di strade e piazze alle donne della Resistenza e al rafforzamento dei controlli per la sicurezza sul lavoro.     ACERRA – Riscossione dei tributi, dal Consiglio un aiuto ai cittadini. E’ quanto ha deliberato l’Assise che ha votato, all’unanimità dei presenti, un atto fondamentale che da un lato concede ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione e dall’altro garantisce la riscossione all’ente. In particolare, in via straordinaria e in deroga alle vigenti disposizioni, su istanza del contribuente sarà possibile rateizzare i debiti tributari ed extratributari senza limiti di importo e senza requisiti specifici soggettivi. Previste massimo 48 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 100 euro: la rateizzazione è ammessa in ogni fase della riscossione coattiva e con riferimento a tutte le entrate comunali. Nella fase esecutiva, ivi comprese le procedure di pignoramento, fermo amministrativo e iscrizione ipotecaria, l’accesso al piano di rateizzazione è subordinato al versamento iniziale di una somma pari al 15% del debito complessivo (e non più il 30% come avvenuto finora). Ci sarà, inoltre, l’invio di un ulteriore avviso informativo rispetto a quelli già previsti, successivo alla notifica degli atti e comunque prima dell’avvio delle procedure di riscossione coattiva. Il sindaco Tito d’Errico ha sottolineato “l’ampia convergenza su questo tema che ha trovato la giusta sintesi in questo provvedimento”. “Un atto deliberativo partorito in Commissione consiliare su impulso del gruppo di minoranza ‘Liberi e Forti’ – ha spiegato il Presidente del Consiglio Comunale Raffaele Lettieri – che è differente rispetto a quello non votato due mesi proposto dall’opposizione: quello era un atto di indirizzo, questo, invece, produce immediatamente i suoi effetti sui cittadini. E noi come forza di governo abbiamo l’onere di fare proposte concrete e realizzabili”. “Una proposta responsabile – l’analisi del consigliere Cuono Lombardi – si offre una possibilità in più regolarizzando e non discriminando chi paga” mentre per Paolo Rea “questo provvedimento, serio e sostenibile, raggiunge gli obiettivi di rientrare dalla posizione debitoria migliorando la capacità di riscossione dell’ente riducendo il contenzioso”. Via libera, con i soli voti della maggioranza, agli Accordi Quadro per la messa in sicurezza dei percorsi pedonali e delle strade, di manutenzione straordinaria degli edifici adibiti ad uso scolastico ed altro uso di proprietà del Comune e degli interventi di asfaltatura e rifacimenti dei marciapiedi e piazze del territorio cittadino. “Gli interventi previsti riguardano principalmente strade e percorsi pedonali ubicati in contesti a prevalente destinazione residenziale. Inoltre, gli interventi di manutenzione straordinaria risultano fondamentali non solo per la conservazione del patrimonio edilizio, ma anche per assicurare condizioni adeguate allo svolgimento delle attività scolastiche e istituzionali” l’intervento dell’assessore ai Lavori Pubblici Francesca La Montagna. “Su questi punti c’è rammarico – ha sottolineato il sindaco – perché l’opposizione rincorre i cavilli pur di non condividere qualcosa che va a beneficio della città”. “L’accordo quadro è misura necessaria: ci avviamo ad un periodo in cui tanti operai andranno in pensione, occorre ricorrere ad altri strumenti perché quando si parla di manutenzione è necessario  intervenire tempestivamente per risolvere questo tipo di problemi” ha detto il presidente Lettieri.   All’unanimità passa la mozione, proposta dal Pd, che impegna il sindaco e la giunta a promuovere un progressivo riequilibrio della toponomastica comunale, incrementando l’intitolazione di strade, piazze, parchi e spazi pubblici a figure femminili di rilievo storico, culturale e civile riservando una particolare attenzione alle donne della Resistenza e alle vittime dell’eccidio di Acerra. Si sostengono così ricerche, pubblicazioni, produzioni di materiali multimediali, che possano raccontare le figure femminili della Resistenza Acerrana, valutando la realizzazione di opere d’arte, di arte urbana e murales dedicati alla Resistenza femminile, alle sue figure e ai suoi valori. In proposito il consigliere  Nicola D’Onofrio ha chiesto convocare una riunione dei capigruppo per conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, mentre Paolo Rea ha ipotizzato l’istituzione di un Museo della Memoria. Tre anni fa il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre saltò in quanto l’opposizione disertò l’aula consiliare facendo mancare il numero legale. Approvato, infine, l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza per il rafforzamento dei controlli e delle misure di prevenzione in materia di sicurezza sul lavoro e promozione di condizioni retributive dignitose. Su questo tema in apertura di Consiglio è stato osservato un minuto di silenzio per la morte dell’operaio Pasquale Perna.  

Auriemma (M5S): “Sull’inquinamento delle falde acquifere servono interventi immediati, controlli rigorosi e bonifiche vere”

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  “Lo studio dell’Università Federico II che denuncia un inquinamento diffuso delle falde acquifere in Campania conferma purtroppo ciò che denuncio da tempo in ogni sede istituzionale. Non si tratta di una novità, ma dell’ennesima conferma di una situazione grave e conosciuta da anni”. Lo dichiara Carmela Auriemma, vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera e membro della commissione di inchiesta sugli illeciti legato al ciclo dei rifiuti. “Dal 2023, in commissione ecoreati ho più volte evidenziato come nella nostra regione non vi è solo una compromissione dell’aria e in alcune zone del suolo, ma anche il problema, troppo spesso ignorato, della contaminazione delle falde acquifere. Per questo, insieme a al collega di maggioranza relatore dell’inchiesta sulla Terra dei Fuochi, abbiamo voluto inserire un capitolo specifico dedicato proprio all’inquinamento delle falde, tema mai affrontato prima in sede di Commissione Ecomafie”. “Tutte le audizioni svolte e i sopralluoghi effettuati hanno confermato un inquinamento della falda risalente nel tempo, che riguarda anche siti utilizzati durante l’emergenza rifiuti dal commissario straordinario. La relazione sarà depositata a breve e resa pubblica”. Auriemma sottolinea inoltre che “come Commissione abbiamo immediatamente chiesto l’acquisizione ufficiale dello studio della Federico II, così da poter elaborare un piano concreto di interventi e azioni immediate”. “Un elemento importante è però senza dubbio il cambio di atteggiamento della Regione Campania che, subito dopo la diffusione della notizia, ha chiesto verifiche per valutare i rischi ambientali e sanitari. La valutazione del rischio potrà consentire l’adozione di provvedimenti concreti, come già avvenuto nel caso delle fonderie Pisano, quando dopo decenni di inquinamento la Regione ha negato l’autorizzazione ambientale a tutela della salute dei cittadini. Un fatto mai accaduto prima”. “Adesso non possiamo più permetterci ritardi né silenzi. Servono controlli rigorosi, bonifiche reali e un monitoraggio costante per garantire ai cittadini campani il diritto di vivere in un ambiente sano e sicuro. La tutela della salute pubblica deve diventare una priorità assoluta, senza compromessi e senza ulteriori rinvii”, conclude Auriemma.

Resistenza, i Progressisti Democratici: “Ad Acerra più strade intitolate ai partigiani”

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Una città che ricorda la propria storia è una città più libera e inclusiva. È questa la posizione espressa dai Progressisti Democratici per Acerra, intervenuti sul tema delle intitolazioni di strade e piazze ai protagonisti della Resistenza italiana.

La forza politica ha dichiarato di sostenere con convinzione la scelta di dedicare luoghi pubblici agli uomini e alle donne che parteciparono alla lotta contro il nazifascismo, contribuendo alla conquista della libertà e alla nascita della Repubblica italiana.

Nel documento diffuso dal movimento si evidenzia come la memoria antifascista debba essere considerata un patrimonio civile comune. Per i Progressisti Democratici, ricordare i partigiani significa difendere quotidianamente i principi della Costituzione, tra cui la democrazia, la partecipazione, la giustizia sociale e il rispetto della dignità umana.

Particolare attenzione viene rivolta anche alla necessità di valorizzare le figure femminili della Resistenza e i combattenti legati ai territori locali, spesso meno conosciuti ma fondamentali nel percorso che portò alla Liberazione del Paese.

Secondo il gruppo politico, la toponomastica può diventare uno strumento educativo e culturale importante, capace di mantenere vivo il legame tra memoria storica e vita quotidiana. Intitolare una strada, spiegano, vuol dire offrire alle nuove generazioni esempi positivi e rafforzare la coscienza democratica della comunità.

I Progressisti Democratici per Acerra propongono inoltre che le future intitolazioni nascano attraverso un confronto aperto con cittadini, scuole, associazioni e realtà impegnate nella difesa della memoria storica, con il coinvolgimento dell’ANPI.

Una posizione chiara, dunque, quella del movimento acerrano, che ribadisce il proprio sostegno alla valorizzazione pubblica della memoria della Resistenza italiana.

Nola, la Fondazione diffida l’uso improprio del nome “Festa dei Gigli”

Riceviamo e pubblichiamo

“L’uso del segno “FESTA DEI GIGLI” rappresenta violazione di un marchio registrato: si valuti l’adozione di ogni iniziativa di competenza anche in termini di vigilanza e controllo sulle comunicazioni istituzionali o su eventuali patrocini o concessioni di spazi pubblici, al fine di evitare che l’Ente risulti, anche solo indirettamente, associato a condotte di violazione della proprietà industriale della Fondazione”.

È la nota indirizzata dalla Fondazione Festa dei Gigli la settimana scorsa ai Comuni nel cui territorio si sono organizzate manifestazioni che hanno utilizzato nome e simboli del secolare evento dedicato a San Paolino, e firmata da Giovanni Ruggiero, commissario straordinario della Fondazione Festa dei Gigli di Nola.

Tra i tanti dossier ai quali Ruggiero si è dedicato da quando, soltanto alcuni mesi fa, ha ricevuto l’incarico di normalizzare l’organismo oltre che l’organizzazione stessa della manifestazione di giugno, ha preso in mano anche quello della proliferazione di manifestazioni “tarocche” che nulla hanno a che vedere con la portata dello spettacolo di Nola, che affonda le radici in una eredità secolare fatta di fede, passione, senso di comunità e solidarietà.

La lettera è stata inviata ai comuni interessati già nei giorni scorsi, auspicando soprattutto un invito alla collaborazione istituzionale per evitare l’uso improprio non solo del nome ma anche degli elementi identificati e caratteristici della kermesse che è patrimonio dell’umanità Unesco.

“La Fondazione – ha scritto Ruggiero nel documento – è titolare del marchio d’impresa denominativo “Festa dei Gigli”, registrato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ed è pertanto titolare del diritto di esclusiva sull’uso del marchio”.

L’obiettivo è quello di porre un argine alle ballate degli obelischi che, soprattutto in questo periodo dell’anno, si moltiplicano nell’hinterland contribuendo ad inflazionare una tradizione che affonda le radici nella storia e nella fede più che nell’esibizione fine a sé stessa che caratterizza le manifestazioni abusive organizzate intorno alle ballate delle macchine da festa.

Ed è proprio in quest’ottica che nei prossimi giorni sarà anche chiesto un incontro al Prefetto di Napoli per valutare l’adozione di misure in grado di porre un freno al malcostume dilagante delle esibizioni abusive di obelischi lignei non riconducibili alla millenaria kermesse nolana.