Nel cuore di Napoli l’identità di Pietrarsa: un marchio che affonda le proprie radici nella tradizione sartoriale partenopea

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  L’ispirazione prende forma nella Napoli contemporanea, ancora oggi come nell’800, capitale cosmopolita e raffinata di riferimento Europeo per arte commercio e moda, in questa ottica nasce la visione che ancora oggi guida Pietrarsa a proporre un abbigliamento maschile capace di coniugare stile, qualità e accessibilità. Ogni collezione è pensata per uomini che ricercano capi realizzati con materiali selezionati, lavorazioni accurate e una vestibilità studiata per durare nel tempo, mantenendo vivo il valore della tradizione sartoriale napoletana. Il brand si distingue per un’offerta che spazia dal classico al formale, fino al casual contemporaneo, interpretando le esigenze dell’uomo moderno senza rinunciare all’eleganza. La filosofia è semplice: offrire prodotti di alto livello, curati nei dettagli e nei tessuti, a un prezzo competitivo, rendendo la qualità un valore accessibile e concreto. Oggi Pietrarsa è presente nel centro di Napoli con due punti vendita: il primo in Corso Umberto I 38, storico asse commerciale della città, e il secondo in Via Domenico Morelli 36, nel cuore di una delle zone più eleganti del capoluogo partenopeo. Due spazi che rappresentano l’incontro tra tradizione e modernità, dove l’esperienza sartoriale incontra il gusto contemporaneo. Più che un semplice negozio di abbigliamento, Pietrarsa rappresenta una continuità culturale e stilistica che celebra l’eccellenza napoletana attraverso capi pensati per accompagnare il tempo, senza seguire le mode passeggere ma valorizzando qualità, carattere e autenticità. Pietrarsa non è soltanto un marchio, ma una dichiarazione di stile: l’idea che l’eleganza debba essere duratura, autentica e accessibile, proprio come la migliore tradizione sartoriale napoletana insegna da generazioni. ‎<Questo messaggio è stato modificato>

Somma Vesuviana, la coalizione a sostegno di Silvia Svanera: “Le istituzioni si riconoscono nei progetti credibili”

Riceviamo a dalla coalizione a sostegno della  sindaca Silvia Svanera e pubblichiamo
La presenza di rappresentanti regionali e nazionali a sostegno della nostra candidata sindaca Silvia Svanera non è una semplice testimonianza di vicinanza politica, ma il riconoscimento della credibilità di un progetto chiaro, coerente e radicato nel territorio.
La nostra è una coalizione politica, composta da forze che condividono valori, programmi e una visione di governo. Per questo può contare su interlocuzioni solide con i livelli sovracomunali, indispensabili per cogliere opportunità concrete: finanziamenti per opere pubbliche, riqualificazione di scuole e impianti sportivi, miglioramento dei trasporti, sostegno alle attività produttive e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.
 Le istituzioni si riconoscono nei progetti credibili. Aggregazioni elettorali di carattere civico prive di una solida cornice politica non aiutano un’interlocuzione giusta con i livelli di governo sovracomunali.
Chi considera queste presenze semplici passerelle elettorali dimostra non solo una visione politica miope, più attenta alle dinamiche personalistiche della competizione elettorale che al futuro della città, ma anche una scarsa conoscenza del funzionamento delle istituzioni. Il Comune è l’ente più vicino ai cittadini, ma senza un dialogo costante e proficuo con Regione, Governo ed enti sovracomunali si rischia di perdere opportunità importanti per il territorio.
Amministrare bene significa anche saper costruire relazioni istituzionali solide e metterle al servizio della comunità, trasformandole in risorse, investimenti e risultati concreti per Somma Vesuviana.

La lettera. Somma verso il ballottaggio: i cittadini chiedono rispetto, non passerelle elettorali

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  Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’ing. Vincenzo Piscitelli, candidato ed ex consigliere comunale Mancano ormai pochi giorni al ballottaggio del 7 e 8 giugno che vedrà contrapposti Antonio Granato e Silvia Svanera nella corsa alla guida del Comune di Somma Vesuviana. Una sfida che, nelle ultime settimane, ha assunto sempre più una dimensione sovracomunale, con l’arrivo in città di parlamentari, consiglieri regionali, assessori ed esponenti nazionali del centrosinistra chiamati a sostenere la candidatura di Silvia Svanera.   Una presenza massiccia che pone però una domanda politica tutt’altro che secondaria: dov’erano questi rappresentanti istituzionali quando Somma Vesuviana viveva una delle fasi più delicate della sua storia amministrativa?   Per giorni i cittadini hanno assistito a un susseguirsi di comizi, incontri pubblici, fotografie e appelli al voto. Un vero e proprio pellegrinaggio politico che racconta quanto il voto sommese sia considerato strategico dagli equilibri regionali. Eppure è proprio qui che emerge una contraddizione evidente.   La memoria dei cittadini non è corta. L’ultima esperienza amministrativa guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno si è conclusa anzitempo in un clima caratterizzato da tensioni e dinamiche che molti osservatori hanno ricondotto più agli equilibri politici esterni che alle reali esigenze della comunità locale. Una vicenda che ha lasciato in molti la sensazione che il destino dell’amministrazione cittadina sia stato deciso lontano da Somma Vesuviana, all’interno di logiche e accordi che nulla avevano a che fare con le priorità dei cittadini.   Ed è proprio questo il punto politico centrale. Chi oggi arriva a Somma Vesuviana per chiedere fiducia agli elettori dovrebbe spiegare ai cittadini quale garanzia esista affinché il futuro dell’ente non venga nuovamente condizionato da decisioni assunte nelle segreterie di partito o nei palazzi regionali.   I sommesi hanno il diritto di scegliere il proprio sindaco e la propria amministrazione senza il timore che, una volta spenti i riflettori della campagna elettorale, il destino della città possa essere nuovamente subordinato a strategie che guardano altrove.   Le campagne elettorali passano, le passerelle finiscono e gli onorevoli tornano a Roma o a Napoli. A restare sono i cittadini, i problemi della città e la necessità di garantire stabilità amministrativa.   Per questo motivo il tema vero di questo ballottaggio non è soltanto chi vincerà tra Antonio Granato e Silvia Svanera. La questione è capire se Somma Vesuviana potrà finalmente tornare ad essere governata dai sommesi e per i sommesi oppure se continuerà ad essere terreno di conquista per strategie politiche decise altrove.   I cittadini, questa volta, meritano una risposta chiara prima di recarsi alle urne.

Viribus Unitis 100, l’Under 19 verso la Coppa Campania: oggi la finale contro il Real Bacoli Sibilla

La categoria Under 19 della Viribus Unitis 100 di Somma Vesuviana è pronta a scrivere una pagina importante della propria storia sportiva. Oggi, venerdì 5 giugno, infatti, i giovani rossoblù disputeranno per la prima volta la finale di Coppa Campania contro il Real Bacoli Sibilla. La gara si giocherà oggi alle ore 17 allo stadio “Alberto Vallefuoco” di Mugnano di Napoli e rappresenta un traguardo storico per il club sommese. Dopo aver conquistato sei vittorie nel percorso di Coppa Campania, la formazione Under 19 è riuscita a raggiungere per la prima volta l’atto conclusivo della competizione. Un risultato ottenuto grazie al lavoro svolto dal tecnico Tommaso Pentella, responsabile anche del settore giovanile, e dal suo collaboratore Andrea Secondulfo. Per la squadra, tuttavia, questa finale non rappresenta un punto d’arrivo, ma una nuova tappa di un percorso di crescita iniziato due anni fa. «Vincere questa coppa significherebbe coronare il percorso intrapreso, ma soprattutto valorizzare ancora di più il lavoro svolto in questi due anni, dando il giusto riconoscimento ai sacrifici, all’impegno e alla dedizione che hanno accompagnato ogni momento da quando ho iniziato questo percorso», ha dichiarato Tommaso Pentella. L’allenatore individua il segreto di questo gruppo nella capacità di aver costruito un ambiente sereno e coeso, fondato sulla fiducia reciproca e sulla valorizzazione di ogni singolo ragazzo. Un lavoro condiviso con Andrea Secondulfo, collaboratore e amico di lunga data, scelto per la sua serietà e per il rapporto di stima che li lega da anni. Ed è forse proprio questo spirito di squadra, unito alla passione e al sacrificio quotidiano, ad aver permesso alla Viribus Unitis 100 di raggiungere uno dei traguardi più prestigiosi della sua storia recente.

Acerra, sequestra la compagna per 5 giorni poi si mimetizza tra la folla quando arrivano i carabinieri

ACERRA – Assisteva all’intervento dei carabinieri confuso tra i curiosi, osservando da pochi metri il salvataggio della donna che, secondo gli investigatori, avrebbe tenuto segregata in casa per cinque giorni. È uno dei particolari più inquietanti della vicenda avvenuta ad Acerra e conclusasi con l’arresto di un 34enne. Tutto è iniziato quando un cittadino ha sentito provenire da un’abitazione delle grida disperate. Le richieste di aiuto provenivano da una donna di 34 anni che si trovava all’interno dell’appartamento senza possibilità di uscire. L’uomo non ha esitato e ha chiamato il numero di emergenza 112. I carabinieri sono arrivati sul posto poco dopo le 20.30 trovando l’abitazione completamente chiusa. La porta d’ingresso risultava sbarrata mentre l’unica finestra disponibile era protetta da una pesante cancellata metallica. Per raggiungere la donna è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Una volta liberata, la 34enne ha raccontato di essere rimasta rinchiusa nell’abitazione per cinque giorni consecutivi. Secondo la sua versione, il compagno usciva di casa portando con sé le chiavi e il telefono cellulare della donna, lasciandola completamente isolata. La vittima ha inoltre riferito ai militari di aver subito episodi di violenza e maltrattamenti e di aver vissuto quei giorni in uno stato di forte paura. Proprio il timore di possibili ritorsioni avrebbe reso ancora più difficile chiedere aiuto. Mentre i soccorritori e i carabinieri erano impegnati nelle operazioni di salvataggio, il presunto responsabile si trovava nelle immediate vicinanze. Era tra le persone che osservavano quanto stava accadendo, cercando di passare inosservato. Il tentativo, però, non è riuscito. I militari lo hanno riconosciuto e fermato immediatamente. Dopo gli accertamenti, per il 34enne sono scattate le manette con l’accusa di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia. L’uomo è stato condotto in carcere mentre la donna è stata affidata alle cure e all’assistenza previste per le vittime di violenza domestica. Una vicenda che ha profondamente colpito la comunità locale e che riporta l’attenzione sul fenomeno delle violenze tra le mura domestiche.

Acerra, la risposta dello Stato: imprenditore arrestato, sequestro record di tabacchi a Pomigliano

  ACERRA – Un arresto, cinque tonnellate di tabacchi lavorati esteri sequestrate e centinaia di controlli sul territorio. È il bilancio della vasta operazione ad “alto impatto” condotta nella mattinata di ieri ad Acerra e nelle zone limitrofe da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza.   L’attività, coordinata nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio, ha visto l’impiego di numerosi uomini e mezzi appartenenti alle diverse forze dell’ordine. In campo gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, del Commissariato di Acerra, del Reparto Prevenzione Crimine Campania e delle unità cinofile della Polizia di Stato. Presenti anche i militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, supportati dal personale della Polizia Metropolitana di Napoli.   Durante i controlli sono state identificate 273 persone e sottoposti a verifica 171 veicoli. Gli operatori hanno inoltre elevato 29 verbali per violazioni al Codice della Strada.   Nel corso delle attività sono state effettuate numerose perquisizioni che hanno portato alla denuncia di una persona trovata in possesso di 31 munizioni calibro 45 detenute illegalmente. Due soggetti sono stati invece segnalati amministrativamente per possesso di sostanze stupefacenti ad uso personale. Complessivamente sono stati sequestrati circa 20 grammi tra cocaina e hashish.   L’episodio più rilevante riguarda però il contrasto al contrabbando di tabacchi. Gli investigatori hanno eseguito una perquisizione all’interno di una società con sede a Pomigliano d’Arco, dove sono state rinvenute 12 pedane contenenti 500 casse di tabacchi lavorati esteri da 10 chilogrammi ciascuna. Il quantitativo complessivo ammonta a circa 5.000 chilogrammi di merce risultata introdotta in evasione dell’accisa.   Al termine degli accertamenti un uomo di 63 anni, ritenuto responsabile della detenzione del carico, è stato arrestato con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Prostitute uccise, Landolfi prova a impiccarsi in cella. Era già stato aggredito

  SANT’ANASTASIA – Ha tentato di farla finita nel carcere di Poggioreale l’uomo che poche settimane fa ha confessato il duplice omicidio di due prostitute ritrovate senza vita in un cantiere abbandonato di Pollena Trocchia. Mario Landolfi, 48 anni, residente a Sant’Anastasia, avrebbe cercato di impiccarsi utilizzando un lenzuolo all’interno della struttura penitenziaria. A raccontare quanto accaduto è stata la moglie Fiorina Romano. «Ha ancora i segni sul collo», ha spiegato la donna. Un episodio che segue un’altra presunta aggressione denunciata dallo stesso detenuto. Secondo il racconto della consorte, infatti, alcuni giorni prima qualcuno avrebbe tentato di soffocarlo con un cuscino mentre dormiva. Dopo la segnalazione agli agenti della Polizia Penitenziaria sarebbe stato disposto il trasferimento in un altro reparto. La vicenda continua a scuotere profondamente Sant’Anastasia, dove Landolfi era conosciuto. L’uomo, sposato e padre di famiglia, viveva nel comune vesuviano ed è stato identificato dai carabinieri poche ore dopo il ritrovamento dei corpi delle due vittime grazie alle testimonianze raccolte sul posto. Secondo la moglie, il 48enne sarebbe oggi profondamente provato. «Ora che è lucido è pentito di quello che ha fatto», ha dichiarato. Durante i colloqui con le figlie, aggiunge la donna, scoppierebbe spesso in lacrime. Fiorina Romano continua a sostenere di non aver mai sospettato nulla. «Non avrei mai immaginato che fosse capace di uccidere qualcuno», afferma. E ricorda la notte in cui i carabinieri arrivarono a casa per arrestarlo: «Lui stava dormendo. L’ho svegliato e gli ho detto: “cosa hai combinato?”. Lui mi guardò e non rispose nulla». Mentre la giustizia prosegue il suo corso, resta alta l’attenzione sulle condizioni del detenuto e sulla sua sicurezza all’interno del carcere.

M5S, Saiello: “Riapertura Pronto Soccorso Boscotrecase, risultato fondamentale per l’area vesuviana”

Riceviamo e pubblichiamo     “La riapertura del Pronto Soccorso dell’ospedale di Boscotrecase, prevista per l’11 giugno, rappresenta un risultato fondamentale per tutta l’area vesuviana. In questi anni, in Consiglio regionale, abbiamo sostenuto con forza la necessità di restituire piena operatività a questo presidio, raccogliendo le istanze dei territori, dei cittadini e degli operatori sanitari. La rete dell’emergenza-urgenza ha bisogno di un punto di riferimento come quello di Boscotrecase”. A dirlo è il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Gennaro Saiello. “Parliamo di un presidio strategico per le comunità di Boscotrecase, Boscoreale, Trecase, Torre Annunziata, Terzigno, Pompei e San Giuseppe Vesuviano – aggiunge Saiello – un’area vasta che in questi anni ha dovuto fare i conti con la chiusura del servizio e con il conseguente sovraccarico degli ospedali limitrofi, con inevitabili difficoltà nella gestione delle emergenze”. “Ringrazio il Presidente della Regione Campania Roberto Fico per l’impegno concreto nel rafforzamento della sanità pubblica e per aver posto tra le priorità la restituzione ai territori di servizi essenziali. La sua attenzione ha contribuito a riportare al centro dell’agenda istituzionale una sanità più vicina ai cittadini, capace di rispondere ai bisogni reali delle comunità”. “Continueremo a seguire da vicino questa fase – conclude Saiello – perché la riapertura di Boscotrecase si traduca in un potenziamento reale, stabile e duraturo della rete dell’emergenza-urgenza nell’area vesuviana”.

Somma Vesuviana, Affetto e sostegno ad Antonio Granato: la lettera dei Giovani in Campo

Riceviamo di “Giovani in Campo” e pubblichiamo
Caro Antonio,
ci sono lettere che si scrivono con la penna e lettere che si scrivono con il cuore. Questa è una di quelle.
Sono passati circa cinque mesi da quando, per la prima volta, abbiamo desiderato fortemente che tu diventassi il nostro Sindaco. Non perché cercassimo semplicemente un politico da sostenere, ma perché avevamo già riconosciuto in te qualcosa di molto più importante: una persona vera.
Prima ancora di essere un candidato, per noi sei stato una presenza. Una di quelle persone rare che riescono a farti sentire ascoltato, compreso e importante. Sei stato un punto di riferimento costante, una guida, quasi un padre per tutti noi. La persona alla quale ci si può rivolgere in qualsiasi momento, certi di trovare sempre una porta aperta, una parola sincera e una mano tesa.
In questi mesi ci hai insegnato che la politica può avere un volto umano. Ci hai dimostrato che l’umiltà non è debolezza ma forza, che l’altruismo non è un dovere ma una scelta quotidiana, e che il rispetto verso gli altri è il valore più grande che una persona possa possedere.
Hai creduto in noi quando forse noi stessi facevamo fatica a crederci. Ci hai incoraggiati a partecipare, a esporci, a metterci in gioco anche quando la paura e l’incertezza sembravano più forti del coraggio. Hai saputo vedere il meglio di noi prima ancora che riuscissimo a vederlo noi stessi.
Ci hai fatto sentire una famiglia.
E questo è probabilmente il regalo più grande che ci hai fatto.
Ci hai insegnato a guardare il nostro paese con occhi diversi, a sentirlo davvero nostro, ad amarlo come lo ami tu. 
Perché il tuo amore per questa terra si vede, si percepisce in ogni gesto, in ogni sacrificio, in ogni momento che dedichi agli altri senza chiedere nulla in cambio.
Oggi vogliamo dirti che siamo fieri del percorso che abbiamo condiviso. 
Siamo fiduciosi che, se ti verrà data l’opportunità di guidare il nostro paese, lo farai con la stessa passione, la stessa onestà e lo stesso amore che hai dimostrato fino ad ora.
Ma soprattutto vogliamo che tu sappia una cosa…..
Qualunque cosa accada, non sarai mai solo. Potrai sempre contare su di noi, sulla nostra presenza, sul nostro sostegno e sul nostro affetto. Perché chi ci ha fatto sentire parte di una famiglia non può essere dimenticato. Chi ci ha insegnato a credere non può essere lasciato indietro.
Ti auguriamo il meglio, con tutto il cuore.
Ti auguriamo di vedere realizzati i tuoi sogni, di continuare a essere quella persona semplice, autentica e generosa che abbiamo imparato a conoscere e a voler bene.
E se oggi siamo qui a scriverti, è perché prima ancora del Sindaco abbiamo scelto l’uomo.
Quell’uomo che ci ha insegnato che la vera grandezza non sta nel ruolo che si ricopre, ma nel bene che si lascia nel cuore delle persone.
Con immensa stima, affetto e gratitudine,
I tuoi giovani. 

Liccardi fa un salto nel futuro: nuovo hub della logistica con occhio alla solidarietà

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Una nuova sede, nuovi spazi operativi e una visione sempre più orientata all’innovazione e alla crescita. LICCARDI Express Courier si prepara a inaugurare ufficialmente la propria nuova struttura aziendale con un evento dedicato a clienti, partner, collaboratori, istituzioni e rappresentanti del mondo imprenditoriale.

L’appuntamento è fissato per sabato 20 giugno, a partire dalle ore 18.30, presso la nuova sede di via Paolo Borsellino 133 a Casandrino. La serata sarà l’occasione per presentare un importante traguardo raggiunto dall’azienda e condividere con ospiti e stakeholder un percorso di crescita costruito negli anni attraverso professionalità, affidabilità e costante attenzione alle esigenze del mercato.

L’evento è stato concepito come un momento di incontro e networking in un contesto elegante e contemporaneo, in linea con l’identità aziendale di LICCARDI Express Courier. Il programma prevede un apericena, visite guidate alla nuova struttura e momenti dedicati alla conoscenza degli spazi e dei servizi che caratterizzano il nuovo hub operativo.

La nuova sede rappresenta infatti un investimento strategico che consentirà all’azienda di rafforzare ulteriormente la propria capacità organizzativa e logistica, migliorando l’efficienza operativa e offrendo standard di servizio sempre più elevati ai propri clienti.

L’inaugurazione vuole essere non solo la celebrazione di un nuovo edificio ma soprattutto la testimonianza concreta di una realtà imprenditoriale che continua a crescere e a investire sul territorio. La struttura è stata progettata per rispondere alle esigenze di un settore in continua evoluzione, garantendo funzionalità, modernità e spazi adeguati alle attività aziendali presenti e future.

Durante la serata sarà inoltre possibile conoscere più da vicino la storia dell’azienda, i suoi valori e i progetti di sviluppo che accompagneranno LICCARDI Express Courier nei prossimi anni. L’azienda ha voluto lanciare, inoltre, un segnale di forte solidarietà in questa occasione decidendo di elargire una donazione alla Lega del Filo d’Oro, storica fondazione attiva dal 1964 per assistere, educare e riabilitare le persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale. Anche i partecipanti all’evento sono stati invitati a commutare il proprio regalo in un gesto concreto di beneficenza.

L’evento si inserisce all’interno di una più ampia strategia di consolidamento del brand e di rafforzamento delle relazioni con il territorio, con l’obiettivo di costruire nuove opportunità di collaborazione e sviluppo.

Per LICCARDI Express Courier questa inaugurazione rappresenta l’inizio di una nuova fase, caratterizzata da investimenti, innovazione e una crescente attenzione alla qualità dei servizi offerti.

Una nuova casa per l’azienda, ma soprattutto un nuovo punto di partenza per affrontare le sfide del futuro con ancora maggiore determinazione.