Sant’Anastasia, il vicesindaco Trimarco: “L’opposizione sta strumentalizzando un refuso”
Sant’Anastasia, errore nella delibera del bilancio. Decisivo l’intervento del consigliere Caserta
Choc a San Sebastiano: 16enne in giro con gli amici armato di pistola
Siamo a San Sebastiano al Vesuvio e mancano pochi minuti allo scoccare della mezzanotte. I carabinieri sono impegnati in un servizio straordinario di controllo del territorio quando notano un gruppo di ragazzini a via Plinio il Vecchio. Sono tutti giovanissimi – avranno tra i 15 e i 18 anni – e i militari decidono di controllarli. Tra tutti c’è un 16enne che con il suo atteggiamento sospettoso cattura l’attenzione dei carabinieri. Inizia la perquisizione che si interrompe bruscamente quando la mano del militare incontra la sagoma di quella che sembra senza ombra di dubbio una pistola. L’arma è nascosta nella cintura e in pochi secondi la situazione si complica. Il 16enne spintona uno dei carabinieri e tenta di fuggire. Il giovanissimo scappa inseguito dai militari e percorre prima via Plinio il Vecchio e poi via Margherita di Savoia. I carabinieri non perdono di vista il ragazzino che, una volta aperto un cancello pedonale, decide di attraversare un vialetto che dà in via Mario Falconi. La fuga dura già da circa un chilometro e alla fine del vialetto c’è un altro cancelletto ma questa volta è chiuso. Il 16enne scavalca l’ostacolo non prima di aver lasciato l’arma su un muretto e di essersi tolto il giubbino – evidentemente per eludere il controllo. Proprio lì il ragazzo viene scovato, si era nascosto tra delle auto parcheggiate e viene trovato dagli altri carabinieri impegnati nel servizio a largo raggio che la centrale aveva allertato. Dirà di aver gettato della sostanza stupefacente e che era fuggito per paura ma in realtà sul muretto c’era una pistola a salve calibro 8 senza il tappo rosso. Per il 16enne la nottata si conclude con l’arresto. Il minorenne dovrà rispondere di resistenza e porto di armi ed è stato trasferito nel centro di prima accoglienza dei colli Aminei. La pistola è stata sequestrata.
Le nuove acquisizioni sull’origine familiare del prof. Michele Tenore (1780 – 1861), padre della botanica napoletana moderna


Quale è stato il passo successivo?
“Il passo successivo è stato quello di recuperare presso l’Archivio Storico Diocesano di Napoli il processetto matrimoniale del 1747 di Michele Angelo Tenore e Felicia Russo, dal quale apprendiamo che il magnifico dottor fisico Don Michele Angelo Tenore venne battezzato nella Parrocchia della Collegiata di Santa Maria in Cosmedin il 15 settembre del 1714 ed era figlio di Bartolomeo Tenore e di Fortunata Furiati, coniugi abitanti al borgo Orefici, storico rione di Napoli. Procedendo nella lettura attenta del processetto, si legge che il padre di Michele Angelo Tenore, il magnifico Bartolomeo Tenore, era deputato alla Sellaria ed abitava in casa del magnifico Giovanni de Guzman.
L’ ulteriore passaggio successivo è stata la ricerca del processetto matrimoniale del 1711 di Bartolomeo Tenore e Fortunata Furiati; da questo apprendiamo che Bartolomeo Tenore era nativo di Mercato San Severino, diocesi di Salerno, della Parrocchia di San Giovanni in Corte, ed era figlio di Cosimo Tenore ed Anna Femiano, che svolgeva la professione di orefice d’oro e che nel 1711 aveva 22 anni, il che ci fa presumere che fosse nato intorno al 1689; purtroppo manca la copia dell’atto di battesimo. Nell’interrogatorio, come detto in precedenza, dichiara: sono nativo della Terra di San Severino diocesi di Salerno, da dove mai mi sono partito, et al presente habito, e sono venuto in questa Città di Napoli per causa d’effettuare matrimonio”.


Catone il Censore parla degli struffoli, “grani” di poesia di nome e di fatto, e dei mostaccioli.
Imprenditore tenuto in ostaggio, arrestato latitante
Meret regala a Conte un Natale sereno
Pomigliano, Isis Europa in campo per “Natale solidale: per ogni gol un sorriso al cuore”
I valori della giustizia in ‘Dieci di Spade’, prima opera teatrale di Domenico Nobis





