Consegna di droga a Somma bloccata dal traffico del Giro d’Italia. I retroscena dell’inchiesta sui narcos vesuviani

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Somma Vesuviana – Le consegne di droga del gruppo criminale operante tra Nola e i comuni vesuviani hanno subito un rallentamento inaspettato nel maggio 2023: il passaggio del Giro d’Italia a Somma Vesuviana ha creato disagi nella distribuzione degli stupefacenti. I pusher, abituati a un sistema di consegna efficiente e ben organizzato, si sono trovati a dover modificare i loro percorsi per aggirare le strade chiuse e i controlli intensificati. Le intercettazioni svelano la preoccupazione degli spacciatori. Uno di loro, resosi conto delle difficoltà, ha suggerito ai clienti di spostarsi all’uscita di Somma per ritirare la droga, aggirando così il blocco imposto dalla corsa ciclistica. Questa situazione ha evidenziato come il gruppo fosse strutturato per garantire un servizio costante, ma non immune agli imprevisti.

La rete e i ritardi nelle consegne

Il gruppo, guidato da Raffaele Giugliano e dalla sua compagna Pasqua Teodosio, gestiva una fitta rete di pusher che operavano tra San Gennaro Vesuviano, Ottaviano, Nola e comuni limitrofi. La droga, principalmente crack, cocaina e hashish, veniva consegnata a domicilio in fasce orarie prestabilite, con particolare attenzione a eludere i controlli delle forze dell’ordine.   Tuttavia, eventi straordinari come il Giro d’Italia hanno messo in crisi il sistema. Le limitazioni alla viabilità hanno costretto il gruppo a rivedere le strategie di distribuzione, causando disagi ai clienti e ritardi nelle consegne. Un episodio che dimostra come persino la criminalità organizzata possa trovarsi in difficoltà di fronte a situazioni impreviste.

Intercettazioni e il rapporto con i clienti

Le indagini hanno rivelato anche dinamiche particolari nel rapporto tra pusher e clienti. In un’intercettazione, un acquirente noto come “Drago” chiede una dose di crack per il suo compleanno e riceve in risposta un’offerta speciale: “100 euro per la droga richiesta più il mio regalo a fianco, cotto sempre”. Nel corso dell’operazione, è emerso anche il lato umano dei pusher. Una donna, consapevole del rischio di essere arrestata, confida a un complice la sua paura per il futuro dei figli: “Se vado via, tu non inizi a fare il furbo con me. Mantieni i miei figli, a me non importa più”.

L’inchiesta e gli arresti

Le indagini, condotte dai Carabinieri di Nola, Torre Annunziata e Boscotrecase, hanno portato all’emissione di misure cautelari per 10 persone, accusate di associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione di stupefacenti, porto abusivo di armi e ricettazione. Gli indagati in totale sono 24 ma 14 non hanno avuto alcuna misura. L’operazione si inserisce nel quadro di un’inchiesta più ampia, avviata già nel 2022, e si basa su intercettazioni telefoniche, ambientali e sequestri effettuati su strada. Ecco i nomi degli indagati: Carcere per Fabio Ammendola, Giuseppina Catapano, Raffaele Giugliano, Domenico Guastafierro, Giuseppe Perrotta, Pasqua Teodosio. Domiciliari per Ferdinando La Gatta, Rosa Liberti, Armando Tammaro e Luciano Mancino L’operazione ha smantellato una rete capillare di spaccio che garantiva un servizio di consegna efficiente, ma che ha dovuto piegarsi di fronte agli imprevisti della viabilità cittadina.    

Le ricette di Biagio: pasta con vruoccoli arriminati. La tavola d Salvo Montalbano

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La “tavola” di Montalbano serve a Camilleri per produrre e sottolineare il colore della “sicilianità”: allo stesso fine mirano la descrizione dei luoghi e i nomi dei “piatti”. La “sicilianità” è una caratteristica anche del tipo dei crimini e dei modi dell’indagine. Per quale ragione il commissario di Camilleri si chiama Montalbano.   Ingredienti: g.320 di bucatini, 1 cavolfiore bianco, gr. 150 di cipolla dorata, 5 sarde sotto sale, 50 gr. di olio extravergine di oliva, 50 gr. di uva passa, 50 gr. di pinoli, 1 bustina di zafferano, gr. 100 di mollica di pane raffermo, sale, pepe. Far ammorbidire l’uva passa nell’acqua tiepida, eliminare dal cavolfiore le foglie verdi e la parte centrale dura e dividerlo in cimette, che vanno lessate in acqua salata e scolate. L’acqua va conservata. Tagliare la cipolla a fette sottili, rosolarle nell’olio, dissalare e spinare le sarde. Sciolte le sarde, alzare la fiamma, aggiungere i pinoli e l’uvetta scolata e far cuocere per qualche minuto. Aggiungere le cimette del cavolfiore e lo zafferano sciolto in un po’ di acqua di cottura, mescolare continuamente per rompere le cimette, salare e pepare. “Saltare” la mollica con l’olio per renderla croccante. Cuocere la pasta nell’acqua di cottura del cavolfiore, scolarla al dente metterla in padella con il condimento e coprire il tutto con la mollica di pane, come formaggio grattugiato. Sonia Peronaci, autrice della ricetta, ci ricorda che i “broccoli siciliani” sono i cavolfiori e che la mollica di pane croccante che si usa in Sicilia per condire moltissimi primi piatti si chiama atturrata, cioè abbrustolita. Un tempo era chiamata anche il formaggio dei poveri.   I nomi siciliani dei “piatti” servivano a Camilleri per rendere intenso il colore della sicilianità con il quale “dipingeva” non solo i luoghi e i personaggi, ma anche i modi dei delitti e delle indagini condotte da Montalbano e dalla sua squadra. Lo scrittore chiuse le porte dei suoi romanzi ai delitti di mafia fin dal primo romanzo, “Il corso delle cose”, pubblicato nel 1978: – Delitto di mafia? Vogliamo scherzare? Il nostro è sempre stato un paese babbo, un paese stupido, qui gli omicidi in dieci anni, si contano sulle dita di una mano sola, e sempre si è trattato di qualche cornuto risentito, di interessi, di qualche ubriaco di cervello caldo.  E anche quando compare qualche mafioso, il suo compito è quello di garantire che il crimine su cui sta indagando Montalbano non è opera di un “picciotto”. C’è poi il divertimento linguistico, che talvolta spingeva lo scrittore a mescolare lingua italiana e lingua siciliana, e a creare camurria, cabbasisi e catamiarsi. I nomi dialettali dei “piatti” inducono il commissario a reazioni “sentimentali” che diventano un aspetto significativo della sua persona. Per esempio, quando nel romanzo “La gita a Tindari” Montalbano apre il frigorifero e vede la caponatina che gli è stata preparata, prorompono nella sua bocca “le note della marcia trionfale dell’Aida.”. Nello stesso romanzo il giornalista Nicola Zito, seduto in veranda, si gode una pappanozza, “piatto povero di patate e cipolle messe a bollire a lungo, ridotte a poltiglia col lato convesso della forchetta, abbondantemente condite con sale, olio, aceto forte, pepe nero macinato al momento…”: è la sinfonia dei gesti: e di gesti e di “cose” sono fatti la “verità” di una scena e il realismo della pagina che la descrive. Camilleri avverte il fascino fonetico di certe parole che col suono già fanno capire odori e sapori delle pietanze: la pasta piena di cacio è ‘ncasciata e i broccoli del piatto di cui diamo la ricetta sono arriminati, e cioè rigirati senza sosta perché si mescolino completamente con gli altri ingredienti, e gli arancini di Adelina piacevano tanto al commissario che il loro ricordo era trasuto nel suo patrimonio genetico. Camilleri sa che certi “piatti” sono i fili conduttori della nostra memoria, e questa certezza diventa un tema di vasto respiro in molti romanzi e detta all’autore pagine in cui si nota chiaramente l’influenza del grande scrittore spagnolo Manuel Vàzquez Montalbàn, in onore del quale il commissario di Camilleri ebbe il nome di Montalbano. Pepe Carvalho, il protagonista dei romanzi di Montalbàn, amava la buona tavola, e lo scrittore spagnolo pubblicò le ricette dei “piatti” che Pepe preferiva. Montalbano sta a tavola quasi sempre da solo, e in assoluto silenzio. Il mangiare lo aiuta a eliminare i dubbi e le incertezze e a mettere ordine tra i pensieri confusi, arriminati nel disordine. Ci fa notare Renato Bertacchini che Il commissario ha due modi di mangiare pesci e molluschi, spigole aromatizzate con aglio, e polipetti (purpiteddri) come antipasto. Il primo è quello di spinarli, i pesci, “raccogliendo nel piatto le sole parti commestibili e quindi principiare a mangiarsele”. Il secondo consiste “nel guadagnarsi ogni singolo boccone, spinandolo nel momento”. Occorre più tempo, ma la soddisfazione è maggiore: “durante la ripulitura del boccone già condito, il cervello preventivamente mette in azione gusto e olfatto e così pare che il pesce uno se lo mangi due volte”. Immagine piatto, fonte: Sonia Peronaci Immagine in evidenza: rete internet

La pace non ha prezzo

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La mia generazione, nata negli anni Cinquanta del secolo scorso, è stata la prima, dopo millenni di storia della nostra Penisola, a non conoscere la guerra.   I nostri genitori, invece, sono stati coinvolti nel Secondo conflitto mondiale che ha provocato milioni di morti, mentre i nostri nonni hanno combattuto in una dura e sanguinosa guerra di trincea per difendere i confini della Patria. Ancora peggio è andata ai nostri avi costretti a guerreggiare senza soluzione di continuità. Dovremmo riflettere sui motivi che hanno garantito a noi ed ai nostri figli un lungo periodo di pace e prosperità, cercando di non fare più gli errori che potrebbero riportarci nel baratro. Gli anni del Secondo dopoguerra non sono stati facili e nonostante tutto, la democrazia, la pace e lo sviluppo hanno resistito. Abbiamo superato, infatti, seppure con molte difficoltà gli anni dello stragismo nero, in cui ci sono stati centinaia di morti di tutte le età. Non meno danni hanno fatto le stragi di mafia, il terrorismo rosso e nero e le guerre di camorra che hanno insanguinato soprattutto le città del Meridione d’Italia. Abbiamo anche superato la grave crisi politica di Tangentopoli, dove tutti i partiti dell’arco costituzionale sono stati cancellati all’improvviso e molti leader istituzionali sono passati direttamente dai palazzi del potere alle patrie galere. Uomini politici di grande livello e qualità hanno accettato senza proferir parola le condanne e sono usciti dalla scena in silenzio. Drammatico è stato anche il periodo della detenzione e dell’omicidio di Aldo Moro, che ha visto le istituzioni democratiche resistere contro il ricatto dei poteri forti e di forze occulte straniere.  Come è stato possibile tutto questo? In che modo la nostra democrazia è uscita indenne da questi attacchi? Credo che più di tutto abbiano contato l’organizzazione e i contrafforti legislativi, imposti   dalla nostra Costituzione. Fino a poco tempo fa i giudici non venivano messi in discussione anche nelle sentenze che riguardavano premier e capi di Stato. Tra maggioranza ed opposizione politica prevaleva il gioco democratico e non c’era confusione di ruoli. Il confronto politico, anche se aspro e sincero, era libero e non condizionato da false notizie, diffuse da media compiacenti e da giornalisti prezzolati che difendono interessi di parte solo per guadagnarsi un posto in un consiglio di amministrazione o addirittura nei ministeri. Non si può assistere impassibili alle sparate di politici stranieri, che hanno un curriculum ben noto e che stanno cercando di opprimere la nostra ed altre pacifiche nazioni con i loro insulsi proclami. La gente deve ancora indignarsi per i continui soprusi a cui sono sottoposti i più deboli ed i derelitti.  Non dobbiamo smettere la pietà e la solidarietà, componenti essenziale del nostro essere uomo. La pace ha un valore supremo ed è durata 80 anni nel nostro Paese.  Difendiamola con intelligenza per il bene dei nostri figli. (fonte foto: perlapace.it)

Marigliano, Annunziata: “Solidarietà a Giuseppe Jossa”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’a avvocato Giuseppe Annunziata   Il Partito Democratico Metropolitano di Napoli esprime piena solidarietà a Giuseppe Jossa, sindaco di Marigliano. L’atto di sfiducia da parte di 13 consiglieri comunali è inaccettabile: una decisione irresponsabile, presa senza considerare il danno arrecato alla comunità e il valore del bene comune. Ora il PD locale dovrà attivarsi per costruire una coalizione di centro-sinistra capace di garantire un’amministrazione stabile, competente e all’altezza delle sfide della città.

Somma, ufficio ecologia: controlli dei carabinieri dopo segnalazioni

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Somma Vesuviana. Controlli dei Carabinieri all’Ufficio Ecologia del Comune. Il Sindaco: “E’ sempre positivo che vengano effettuate verifiche sul corretto svolgimento delle attività comunali”.

Somma Vesuviana. Nei giorni scorsi, a seguito di alcune segnalazioni, i Carabinieri si sono recati a Palazzo Torino per effettuare un’ispezione presso l’Ufficio Ecologia del Comune. Stando alle prime ricostruzioni, gli accertamenti riguardano i lavori realizzati dall’Amministrazione comunale sugli alvei nel mese di luglio dello scorso anno. Dopo il primo intervento da parte delle forze dell’ordine, l’Ufficio è stato temporaneamente chiuso per consentire ulteriori verifiche.

Salvatore Di Sarno, Sindaco di Somma Vesuviana, ha commentato le ispezioni dichiarando: “Si è trattato di un controllo richiesto a seguito di segnalazioni relative all’ esecuzione dei lavori presso l’Ufficio Ecologia. In ogni caso, è opportuno che vengano effettuati questi accertamenti da parte dei Carabinieri per garantire la regolarità delle attività all’interno degli uffici comunali.”

Tragedia di Acerra, sequestrati i filmati di clinica e palazzina: i buchi neri della storia

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Acerra – Il dramma della piccola Giulia Loffredo, morta a soli nove mesi, ha lasciato sgomenta la cittadina di Acerra. Il padre, Vincenzo Loffredo, barista di 24 anni, è al centro delle indagini. L’accusa è di omicidio colposo e omessa custodia degli animali, dato che la bambina sarebbe stata aggredita dal pitbull di famiglia mentre lui dormiva profondamente dopo aver fumato cannabis.

Il racconto e le contraddizioni

Loffredo ha raccontato di essersi addormentato accanto alla figlia e di averla trovata in una pozza di sangue al risveglio. Tuttavia, la sua versione non ha convinto del tutto gli inquirenti. In un primo momento, infatti, aveva dichiarato ai medici che la bambina era stata assalita da un cane randagio per strada, salvo poi ritrattare la sua versione davanti agli investigatori. Il suo legale, Luigi Montano, sostiene che la bugia sia stata dettata dal timore di una reazione violenta da parte della compagna, madre della piccola. Uno degli aspetti più controversi riguarda la pulizia del sangue nella casa. La mattina successiva alla tragedia, alcuni familiari sono entrati nell’abitazione per prelevare una coperta destinata alla madre della bambina. Alla vista del sangue, un parente avrebbe pulito il pavimento per evitare ulteriori traumi alla donna. Questo ha sollevato dubbi sulla possibile alterazione delle prove, soprattutto considerando che, secondo alcune ricostruzioni, la casa sarebbe stata posta sotto sequestro solo ore dopo.

L’autopsia e le piste investigative

L’esame autoptico ha rilevato diverse lesioni da morso di cane e varie ecchimosi sul corpo della piccola Giulia. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se la frattura dell’osso del collo possa essere compatibile con una caduta accidentale dal letto prima dell’attacco. Questa ipotesi potrebbe cambiare la ricostruzione dell’evento, suggerendo che la bambina sia caduta prima di essere aggredita. Un ulteriore dettaglio che desta perplessità è che, al momento dell’ispezione, nella bocca dei cani non sono state trovate tracce di sangue. Una piccola macchia ematica è stata rilevata sulla testa della meticcia Laika, ma gli esiti degli esami sul DNA non sono ancora disponibili.

Sequestrati i filmati

Le autorità hanno acquisito le registrazioni delle telecamere di sorveglianza dell’ospedale e delle zone circostanti per verificare i movimenti del padre nelle ore cruciali. Questo potrebbe confermare o smentire la sua versione dei fatti e chiarire se la bambina sia stata lasciata incustodita con i cani per un periodo prolungato. Secondo il legale di Loffredo, sia il padre che la madre della piccola sono distrutti dal dolore. La donna, che lavora in una pizzeria, era fuori casa al momento della tragedia. Loffredo, invece, si sarebbe occupato della bambina come faceva abitualmente, ma non riesce a capacitarsi di come sia accaduto il dramma. I due cani, Tyson e Laika, sono stati presi in custodia dall’Asl Napoli 2 Nord e trasferiti in un canile convenzionato. Gli operatori sanitari hanno sottolineato che non hanno mostrato segni di aggressività, il che solleva ulteriori interrogativi sulla dinamica della tragedia. Vincenzo Loffredo ha richiesto di essere nuovamente ascoltato dalla Procura di Nola per fornire ulteriori chiarimenti. L’interrogatorio, previsto nei prossimi giorni, potrebbe essere decisivo per sciogliere i nodi ancora irrisolti della vicenda.    

Consiglio saltato ad Acerra, M5S sulle barricate: “Basta assenze e sprechi, siate responsabili”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota del Movimento 5 Stelle di Acerra Ieri mattina il Consiglio Comunale di Acerra non si è svolto per mancanza del numero legale. In aula erano presenti solo 7 consiglieri di opposizione e 4 di maggioranza, compreso il Sindaco. Un’assenza ingiustificata da parte della maggioranza, ancora più grave considerando che la maggior parte dei punti all’ordine del giorno erano stati presentati proprio da loro. Tale assenza non può nemmeno essere imputata alle due note inviate dall’opposizione al Presidente del Consiglio il 19 febbraio, alle quali non è mai arrivata risposta, dove si chiedeva il rinvio del Consiglio e delle commissioni consiliari del 20 febbraio, vista la situazione che in questi giorni ha profondamente colpito la comunità acerrana. Altrimenti ci troveremmo dinanzi a una gravissima inadempienza da parte del Presidente del Consiglio Comunale che ricade direttamente sulle tasche dei cittadini acerrani. Infatti se il Consiglio Comunale viene annullato per mancanza del numero legale, i consiglieri presenti non percepiscono il gettone di presenza, tuttavia, c’è comunque una spesa a carico delle casse pubbliche: il Comune deve rimborsare le aziende o gli enti per cui lavorano i consiglieri assenti dal lavoro per svolgere il loro mandato. Questo significa che, mentre chi avrebbe dovuto garantire il funzionamento del Consiglio ha scelto di non presentarsi, i cittadini continuano comunque a pagare. L’assenza della maggioranza è solo l’ennesimo segnale di una gestione amministrativa che sembra sempre più distante dai problemi reali della città. Anche durante il sopralluogo della Commissione Parlamentare Ecomafia il Sindaco non si è presentato, perdendo un’altra occasione per rappresentare Acerra e dare risposte concrete alla comunità. Dal 2017 il M5S coerentemente non si è mai reso partecipe di un sistema che ha neutralizzato le forze sane e genuine della Città. L’opposizione tutta non ha i numeri per presentare e far approvare una mozione di sfiducia, per questo ci appelliamo a chi amministra la nostra città, a loro chiediamo uno scatto di libertà. Acerra merita un’amministrazione presente, responsabile e attenta. Il tempo degli sprechi e dei privilegi per pochi deve finire.

Leonardo, Ciarambino: Cingolani chiarisca su Pomigliano e Aerostrutture

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«Le notizie che circolano sul destino della Divisione Aerostrutture di Leonardo, alla luce delle recenti dichiarazioni dell’Ad Cingolani non possono non mettere in allarme chi difende l’industria aerospaziale in Campania. Solo pochi mesi fa Cingolani dichiarò che la Divisione Aerostrutture che produce aerei civili e che in Campania ha i suoi principali siti a Pomigliano e Nola, andava scorporata ed eventualmente ceduta per i suoi bassi margini di guadagno, salvo poi smentire se stesso. Oggi Cingolani annuncia di aver trovato un partner per la Divisione Aerostrutture, ma non chiarisce nè di chi si tratti nè quale sia il progetto. C’è la volontà di rilanciare la Divisione Aerostrutture o si tratta del primo step per arrivare poi alla cessione? Ora, posso capire che un manager rincorra il massimo dei profitti per la sua azienda, ma sicuramente questo non può avvenire sulla pelle del polo aerospaziale campano e delle sue eccellenti maestranze – dichiara Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e componente del Gruppo Misto – Se la Divisione Velivoli, tutta localizzata al Nord, genera maggiori profitti è solo perchè vi si concentra il settore militare, abbondantemente finanziato dai governi e dal fiorire dei conflitti. Mentre al Sud si sono relegate le sole produzioni civili. A questo punto si riveda il riassetto del Gruppo trasferendo parte della produzione militare negli stabilimenti meridionali in cui l’aerospazio italiano è nato ed è diventato grande. Altrimenti è il caso di parlare chiaro, e farci conoscere il piano di Leonardo per Pomigliano, per il Sud e la Divisione Aerostrutture, con la chiarezza che nessuna cessione è accettabile, e che i nostri siti e le nostre maestranze non si toccano: sono il fiore all’occhiello dell’industria aerospaziale italiana» conclude Ciarambino.

Terzigno, Antonio Ambrosio eletto segretario cittadino di FDI: siamo pronti per mandare a casa De Luca

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TERZIGNO – Si è tenuto ieri sera a Terzigno il congresso cittadino di Fratelli d’Italia, un momento di confronto e partecipazione che ha visto l’elezione di Antonio Ambrosio come segretario cittadino. Ambrosio, già membro del direttivo dell’area vesuviana, guiderà il partito a livello locale con il supporto di una squadra rinnovata e determinata. Oltre alla nomina di Ambrosio, sono stati eletti anche cinque membri del direttivo provinciale, tra cui Vincenzo Orabona, che ha espresso grande entusiasmo per il nuovo incarico. Il congresso è stato presieduto dal delegato Michele Nappo, che ha coordinato i lavori e sottolineato l’importanza del radicamento territoriale del partito. Antonio Ambrosio, nel suo primo intervento da segretario cittadino, ha dichiarato: “Sono onorato di ricevere questa nomina dai tesserati. La prima azione che metterò in campo sarà l’apertura di tavoli di confronto con i cittadini, per ascoltare tutte le parti coinvolte: associazioni, partiti, istituzioni e gruppi di lavoro. Ci aspettano due sfide importanti: la madre di tutte le battaglie, le elezioni regionali, che attendiamo per mandare finalmente a casa De Luca, perché la gente non ne può più. E poi, nel 2026, ci prepareremo per le elezioni comunali a Terzigno, con l’obiettivo di portare il centrodestra alla vittoria in tutte le competizioni elettorali.” Vincenzo Orabona, tra i neoeletti del direttivo provinciale, ha aggiunto: “Sono felicissimo di far parte della squadra di Antonio Ambrosio. Credo fortemente che, come sottolineato da Antonio, l’essenza della politica sia radicare il partito nei territori. Ci impegneremo con tutte le nostre forze per rendere Terzigno una roccaforte di Fratelli d’Italia, a partire dalle prossime elezioni regionali.” L’elezione del nuovo direttivo rappresenta un momento di rilancio per Fratelli d’Italia a Terzigno, con l’obiettivo di rafforzare il consenso e strutturare una presenza sempre più incisiva in vista delle prossime sfide politiche.

Casa Santa Lucia cambia proprietà, nuovo polo sanitario a San Giuseppe Vesuviano

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Secondo quanto riportato da Il Mattino, il servizio di emergenza sanitaria territoriale è stato ufficialmente integrato nel Sistema Regionale del 118, assicurando un intervento continuativo 24 ore su 24. Questo potenziamento garantirà assistenza medica a migliaia di cittadini dell’ampia area che gravita intorno a San Giuseppe Vesuviano. La nuova gestione della Casa di Cura Santa Lucia, recentemente acquisita dal Gruppo Nefrocenter guidato da Giovanni Lombardi, ha tra le sue priorità il rafforzamento dell’offerta sanitaria locale. Nei giorni scorsi, la struttura ha ricevuto la benedizione del vescovo di Nola, Francesco Marino, alla presenza del sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Michele Sepe.

Passaggio di proprietà

Si tratta di un’acquisizione di grande rilievo per la sanità dell’area vesuviana, che vedrà un significativo incremento delle risorse dedicate alle patologie metaboliche. “Oltre al potenziamento del pronto soccorso, che vogliamo integrare stabilmente nel circuito regionale del 118, puntiamo ad ampliare l’assistenza per le malattie metaboliche, come nefrologia, diabete e obesità”, ha dichiarato Giovanni Lombardi, alla guida della struttura sanitaria di San Giuseppe Vesuviano. “L’obiettivo è realizzare un polo sanitario d’eccellenza, riducendo la necessità per i cittadini di rivolgersi a presidi di altre province”.
Fondata nel 1961 dal dottor Francesco Miranda e dalla moglie Autilia Ambrosio, la Casa di Cura Santa Lucia è stata successivamente gestita dai figli Alessandro, Isabella, Michele e Massimo (scomparso prematuramente). Per oltre sessantaquattro anni, ha rappresentato un punto di riferimento sanitario per San Giuseppe Vesuviano e i comuni limitrofi, come Terzigno, Poggiomarino e Striano, servendo una popolazione di oltre centomila abitanti. Con l’arrivo del Gruppo Nefrocenter, principale realtà privata italiana specializzata in nefrologia, dialisi e diabetologia, si prevede un’importante evoluzione sia in termini sanitari che occupazionali. La struttura ha già incrementato il personale con l’assunzione di oltre venti nuove unità.
Il Gruppo NefroCenter opera anche nei settori della cardiologia, neurologia, riabilitazione, diagnostica per immagini e di laboratorio, biologia molecolare e genetica. “I servizi, erogati in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, sono garantiti da un team di specialisti e supportati da tecnologie all’avanguardia, assicurando un’assistenza di elevata qualità”, sottolineano i rappresentanti del gruppo. Dal 2016, NefroCenter ha avviato importanti progetti di ricerca in collaborazione con le Università Federico II, Luigi Vanvitelli e La Sapienza di Roma, dando vita al centro di ricerca NefroCenter Research. Il gruppo è inoltre attivo nel settore farmaceutico con LA.FA.RE srl.

L’espansione

Nel 2023, NefroCenter ha acquisito il Rome American Hospital (RAH) e la RSA Longoni, entrambi situati a Roma. Queste strutture dispongono di 292 posti letto, tra cui 160 al RAH (inclusi 10 per terapia intensiva e unità coronarica), 24 posti per dialisi accreditati con il SSN e 108 nella RSA, di cui 18 semi-residenziali, oltre all’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), anch’essa convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale. Nel 2024, il gruppo ha ulteriormente ampliato la propria rete con l’acquisizione di tre Case di Cura: Villa Arbe a Milano, Villa Annamaria a Roma e Santa Rita ad Atripalda, in provincia di Avellino. Infine, dal 29 gennaio 2025, la Casa di Cura Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano è ufficialmente entrata a far parte del Gruppo NefroCenter.