Acerra, tragedia di Ferragosto, tir contro auto: distrutta famiglia di emigranti
Nonna e mamma sono morte. Le due figlie si trovano ricoverate in gravi condizioni al Santobono. Papà illeso ma sotto choc. Sono originari di Casalnuovo. Ma venivano da Reggio Emilia.
Ferragosto 2015, strada provinciale Acerra-Caivano, ore 13 e 30: una Ford Focus viene presa in pieno da un tir, il cui conducente resta illeso. Ma le conseguenze sulla vettura sono tragiche, disastrose. All’interno della Ford, distrutta, c’è una famiglia di cinque persone, la nonna, Raffaella Ciardiello in Iazzetta, di 65 anni, il papà, Raffaele Iazzetta, 46 anni, la mamma, Antonietta Renga, 44 anni, e le due figlie adolescenti, di 15 e 12 anni. E’ un bollettino di sangue: la signora Ciardiello muore sul colpo. Poco dopo morirà nella vicina clinica Villa dei Fiori anche la nuora, Antonietta Renga, mamma delle due ragazze trasportate d’urgenza al Santobono di Napoli e moglie di Raffaele Iazzetta, che se la cava con qualche ferita ma la cui esistenza è stata comunque rovinata. Raffaele infatti è ovviamente sotto choc. Intanto le due ragazze sono in gravi condizioni ma ancora vive per fortuna. La famiglia Iazzetta, giunta da queste parti per le vacanze, vive a Reggio Emilia per motivi di lavoro però è originaria di Casalnuovo, cittadina attigua ad Acerra e raggiungibile anche attraverso la strada del terribile incidente. L’incidente è avvenuto all’altezza dell’incrocio che porta all’inceneritore. Dalle prime ricostruzioni pare che la Ford Focus stesse procedendo sulla Caivano-Acerra in direzione Casalnuovo. Non è ancora chiaro in che modo il tir abbia potuto colpire la vettura.
(Fonte foto: rete internet)
Acerra, scarcerata Edith: “forte stato depressivo”. La donna era stata accusata del tentato omicidio del marito e del figlioletto di 8 mesi.
Diagnosticata alla trentenne nigeriana una depressione post partum.
E’ stata trasferita dal carcere femminile di Pozzuoli ad una casa di cura e custodia Edith Igbinosa, la trentenne donna nigeriana accusata di tentato omicidio del marito e del figlioletto di 8 mesi nell’ambito di una vicenda consumatasi in un alloggio del centro storico di Acerra, in via Solferino. Il gip del tribunale di Nola Enrico Campoli ha infatti accertato l’evidente stato di depressione della donna disponendone la scarcerazione e il conseguente ricovero in un centro specialistico. Nel frattempo la magistratura ha anche disposto l’affidamento del bambino al padre ritenendo che Edith, almeno per il momento, debba essere tenuta lontana dalla famiglia. La mattina di martedi 11 agosto Edith Igbinosa si avventò contro il marito con un coltello tra le mani costringendo il consorte a lanciarsi dal balcone di casa, cioè da un’altezza di cinque metri. Pochi minuti dopo Edith mise il figlioletto in una busta di plastica e, secondo quanto riportato dai carabinieri intervenuti sul posto, minacciò di lanciare il piccolo nel vuoto. Fortunatamente l’intervento di un amico di famiglia, un altro nigeriano, e degli stessi militari fece limitare al massimo i danni. Alla fine il marito di Edith ha riportato solo una frattura al tallone sinistro mentre al piccolo non è stato fatto nulla di male. Si parla di una lite scaturita dalla gelosia e da una forte depressione post partum della donna. “Le due contestazioni di tentato omicidio – dichiarano gli avvocati difensori Walter Mancuso e Rosanna Raia – potrebbero essere derubricate entrambe, soprattutto la seconda ipotesi, quella del tentato omicidio del bambino, perché in questo caso la volontà di uccidere sembra assolutamente non esserci. Se Edith infatti avesse voluto veramente far del male al piccolo ne avrebbe avuto tutto il tempo, vista la dinamica, molto lunga, dell’evento. Ma lei a un certo punto si è lasciata prendere il figlioletto dalle sue mani, in un attimo di lucidità che ha rivelato i suoi reali intendimenti non omicidiari”.
La Rotta del BuonPescato Cilentano riparte da Marina di Camerota
Dal 31 luglio al 5 settembre il GAC Costa del Cilento, presieduto dal Sindaco di Castellabate (Ente Capofila), Costabile Spinelli, porta in tour la biodiversità del mare e dell’entroterra dei 15 Comuni costieri presenti sulla fascia che va da Agropoli a Sapri.
La Rotta del BuonPescato Cilentano è un progetto posto tra le finalità del PSL del GAC “Costa del Cilento”, finanziato con fondi FEP Campania 2007-2013 e attuato da una RTI composta da Studio Nouvelle, Legambiente Campania e Slow Food Campania.
Nel corso del Tour che toccherà 11 piazze – ciascuna per un periodo di due giorni – saranno realizzati Teatri del Gusto, ovvero showcooking per far conoscere la versatilità dell’utilizzo in cucina delle specie ittiche pescate in Cilento; Laboratori del Mare, ossia dibattiti pubblici con pescatori ed esperti per trovare soluzioni per difendere e promuovere la piccola pesca; attività di ludodidattica con la mascotte del tour, Sugherello; diffusione di materiali sulle specie ittiche del Cilento; percorsi informativi con audiovisivi e istallazioni grafiche.
Dopo l’appuntamento di Agropoli lo scorso 31 luglio ora il Tour è in procinto di approdare a Camerota dove lunedì 17 e martedì 18 agosto sosterà nei pressi del Porto della cittadina.
Il programma della due giorni prevede per lunedì 17 agosto:
Ore 18,30 | Apertura al pubblico dello spazio espositivo e informativo. Animazione con la mascotte Sugherello;
Ore 20,30 | Laboratorio del Mare a cura di Legambiente Campania: Le Tartarughe e gli ecosistemi marini;
Ore 22,00 | Attività didattica per bambini e famiglie a cura di Legambiente Campania.
E per martedì 18 agosto:
Ore 18,00 | Apertura al pubblico dello spazio espositivo e informativo. Animazione con la mascotte Sugherello;
Ore 18,30 | Teatro del Gusto a cura di Slow Food Camerota e Golfo di Policastro: Il Pesce Povero, con Davide Mea e Mimmo Caiazzo;
Ore 21,00 | Attività didattica per bambini e famiglie a cura di Legambiente Campania.
Nell’ambito del Festival “Le vie del Mare”, inoltre, martedì 18 agosto alle 21,30 il Gac Costa del Cilento porta a Camerota il Citera Quartet con “Music around the world” e il duo Juan Lorenzo e Josè Greco con “Sevilla Flamenca”.
Campania, è allerta meteo da oggi
Emergenza maltempo. Per oggi domenica 16 agosto avviso di criticità meteo.
Un avviso di criticità meteo a partire dalle 24 di ieri sera è stato emanato dalla Protezione Civile della regione Campania.
Ieri pomeriggio, tra le 14 e le 15, un violento temporale si è abbattuto su Napoli e si sono manifestati fenomeni di trombe d’aria nel golfo che, fortunatamente, non hanno lambito le coste.
Sale il livello di allerta al livello arancione per i territori della fascia costiera mentre resta giallo per le altre zone. Si prevede, infatti, un peggioramento delle condizioni del tempo con piogge diffuse e temporali, localmente anche di forte intensità. In particolare le precipitazioni più intense riguarderanno la fascia costiera nella mattinata di oggi.
La sala operativa e il centro funzionale della Protezione civile sono impegnati h24 nel monitoraggio dei fenomeni.
La Protezione civile ha invitato gli enti competenti a porre in essere le misure previste dai rispettivi piani comunali di emergenza.
(Fonte foto: rete internet)
Campania, Ferragosto dell’arte
In questo che sembra essere l’anno in cui i turisti stanno amando e riscoprendo il tesoro di arte, architettura, storia e ricchezze paesaggistiche che è Napoli e la Campania tutta, l’iniziativa annunciata anche sulle pagine del nostro giornale dei musei aperti per il giorno di Ferragosto è stata apprezzatissima e la risposta positiva dei visitatori non si è fatta attendere.
Visite no stop per i turisti da Capodimonte a Pompei, dal Museo Archeologico Nazionale a Ercolano, alla Reggia di Caserta, a Paestum, Olplonti e Boscoreale; incoraggiati dall’apertura in ore serali e notturne dei musei e dei siti archeologici e dai biglietti a prezzo ridotto per l’iniziativa “Un sabato al museo” promossa dal ministero dei beni e attività culturali e del turismo.
Un vero Ferragosto all’insegna dell’arte per Napoli e la Campania. “È una grande festa della cultura – spiega il ministro Dario Franceschini – un’occasione per conoscere e visitare lo straordinario museo diffuso che è l’Italia”.
Secondo Federalberghi – confermando i dati di inizio stagione – ci sono molti americani, francesi e brasiliani. E i dati di Capodichino per questo week-end registrano un picco di oltre 75 mila passeggeri in transito nello scalo partenopeo. Oltre agli stranieri e agliitaliani, in città sono rimasti in molti napoletani circa 830 mila secondo le stime statistiche.
Le strade animate soprattutto nei Quartieri Spagnoli, a Fuorigrotta, alla Sanità. Più spopolate, invece, Chiaia, Posillipo e la zona collinare.
A fronte di tante presenze in città però sono moltissimi i negozi e i servizi chiusi. Per molti abitanti e stranieri le uniche oasi di salvezza sono i grandi supermercati, quasi tutti aperti. Per il resto Napoli è “chiusa per ferie”.
Aperte solo molte strutture presenti nelle zone turistiche, come il lungomare e il centro storico.
Una bella festa cui Napoli partecipa, ma con ancora – se vogliamo – molte lacune da colmare in ambito trasporti, negozi aperti e sicurezza; in strada a Napoli e provincia poche pattuglie della polizia municipale e secondo la denuncia del sindacato di polizia Sap, anche 300 mezzi della polizia in meno sulle 1000 di turno.
I servizi vanno ampliati, migliorati, coordinati perché Napoli è sì una città che vive il quotidiano ed in quanto tale deve “staccare la spina”, ma è anche una città fortemente turistica e, da questo punto di vista, dovrebbe garantire ai visitatori che si spera siano sempre più numerosi, un’adeguata accoglienza.
(Fonte foto: rete internet)
Ferragosto tra sacro e profano: origini della festa
Origini profane e sacralità di quella che da molti è considerata la festa dell’estate.
Da dove trae la sua origine e, in generale, perché si festeggia il Ferragosto?
Molti associano la festa ai sacri riti della religione cristiano cattolica della Madonna Assunta in cielo, ma pochi sanno che, anche il Ferragosto, come la maggior parte delle festività religiose, trae la propria origine in epoca antecedente alla venuta di Cristo, in epoca di paganesimo, quando venivano festeggiati, adorati, onorati e ringraziati per i doni ottenuti – il raccolto – la madre terra e gli dei protettori.
Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti – letteralmente il riposo di Augusto – che indicava una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. e che andava ad aggiungersi alle già esistenti ed antichissime festività cadenti nello stesso mese. Erano i Vinalia rustica o i Consualia, feste dedicate alla celebrazione dei raccolti e alla fine dei principali lavori agricoli.
L’antico Ferragosto aveva lo scopo di raggruppare le principali festività del mese di agosto per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.
Grandi protagonisti dei festeggiamenti erano gli animali e, in tutto l’impero, si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori.
Queste antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il famoso “Palio dell’Assunta” che si svolge nella città di Siena il giorno 16 di agosto, così come nelle feste di “palio” che si svolgono in molte altre località italiane tra il mese di agosto ed il mese di settembre.
La stessa denominazione “Palio” deriva dal “pallium“, il drappo di stoffa pregiata che era il consueto premio per i vincitori delle corse di cavalli nell’Antica Roma.
Il rito degli auguri da scambiarsi in occasione del ferragosto nasce allorché, in quell’occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria nello Stato Pontificio ed oggi, a distanza di secoli, noi – spesso inconsapevolmente – lo perpetuiamo.
L’antica festa pagana veniva celebrata il 1 agosto anche se i giorni di riposo e festeggiamento duravano sino a quasi tutto il mese, con giorni di particolare importanza perché dedicati, ad esempio, al festeggiamento di alcuni dei in particolare; è il caso del giorno 13 dedicato a Diana, la dea della caccia.
Sarà solo intorno al VII secolo, che la Chiesa volle la coincidenza della festa laica con la festa religiosa della Vergine Maria assunta in cielo e la festività fu fissata per il giorno 15 agosto.
Di epoca molto più recente è l’origine della festa così per come noi la intendiamo e la viviamo negli ultimi anni. Ne conosciamo, infatti, il valore religioso e, talvolta, anche le origini pagane, ma molto poco sappiamo della tradizione popolare della gita di Ferragosto che nasce durante il ventennio fascista.
A partire dalla seconda metà degli anni venti, infatti, nel periodo ferragostano il regime organizzava, attraverso le associazioni del dopolavoro delle diverse corporazioni, centinaia di gite popolari, grazie all’istituzione dei “Treni popolari di Ferragosto”, con prezzi fortemente scontati.
L’iniziativa offriva la possibilità anche alle classi sociali meno abbienti di visitare le città italiane o di raggiungere le località marine o montane. L’offerta era limitata ai giorni 13, 14 e 15 agosto e comprendeva le due formule della “Gita di un sol giorno”, nel raggio di circa 50-100 Km, e della “Gita dei tre giorni” con raggio di circa 100–200 km.
Fu durante queste gite popolari la maggior parte delle famiglie italiane ebbe per la prima volta la possibilità di vedere con i propri occhi il mare, la montagna e le città d’arte. Queste gite non prevedevano il vitto ed è per questo che fu allora che nacque anche la tradizione del pranzo al sacco che è rito imprescindibile ancora oggi per la nostra gita fuori porta del Ferragosto.
Lettere: piantagione di cannabis indica scoperta dai Carabinieri.
Estirpate e distrutte 250 piante.
Nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato a contrastare la coltivazione di piante di cannabis indica, i Carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia hanno individuato una piantagione in località montana “canali”, territorio del comune di Lettere.Su un terreno demaniale i militari dell’arma hanno rinvenuto e sequestrato la piantagione composta da circa 250 piante in avanzato stato crescita, sulle quali è stato effettuato campionamento.Subito dopo si è proceduto alla distruzione in loco.
I vini vesuviani per la grigliata di Ferragosto
I vini vesuviani sono compagni ideali per le grigliate di carni rosse e bianche. Sono vini “prodigiosi”, ma è tempo che i produttori vesuviani tutelino e pubblicizzino a oltranza questo “prodigio”.
Sul “Corriere della Sera” di ieri, 14 agosto, Luciano Ferraro indica dieci vini da abbinare alla grigliata di Ferragosto, vini rossi per le carni rosse, rosati per le carni di maiale, bianchi per le carni bianche e per il pesce, “le bollicine” del Franciacorta per le verdure. Tra i dieci vini prescelti non c’è un vino campano. Se l’afa non fosse troppo opprimente, potremmo svagarci con disquisizioni e sottigliezze, incominciando a notare, per esempio, che la scelta del vino dipende non solo dal colore delle carni, ma anche dalla loro qualità e dagli allevamenti di provenienza, e dal metodo di marinatura. E, osiamo aggiungere, dal tipo di legna che si usa per la brace. Marco Guarnaschelli Gotti consiglia di preparare la marinata per le carni e per la selvaggina con olio, vino, aceto, cipolla, carota, aglio, scalogno, prezzemolo, alloro, timo, chiodi di garofano e pepe. Troppa grazia. Per le carni rosse vesuviane – vesuviane anche nel tipo di taglio – serve una marinata più sobria, con olio, vino, aglio spellato e affettato, trito di rosmarino prezzemolo menta e salvia: salvia vesuviana, che ha un sapore e un profumo intensi, ma non aggressivi. Le carni, immerse in questa marinata e grigliate con legna di albicocco, trovano un accordo perfetto – una musica che si prolunga e si rinnova – con il “Forgiato” di “Villa Dora”, che porta in sé tutte le memorie di una terra che prima di essere terra fu fuoco, e di notti che risplendono talvolta più chiare del giorno. Le carni rosse si addolciscono nell’abbraccio, morbido e vellutato, del “Lacryma Christi” rosso di “Fiore Romano”: il “rosso” delle carni attinge note di sorvegliata delicatezza dal “ rosso” luccicante della marasca e della ciliegia matura. Mangi, bevi, e senti tutt’intorno le suggestioni del vulcano e dei colori di Pompei. Le braci di legna di albicocco permettono a ogni profumo e a ogni sapore di conservare intatta la propria identità.
Il capretto si prepara per la griglia con la stessa marinata, ma forse conviene aggiungere del timo: il capretto vesuviano occupa uno spazio tutto suo, al di là dello scolastico confine che separa le carni rosse dalle carni bianche. Un vino per il capretto alla brace è il “Gelsonero” di “Villa Dora”, che Gimmo Cuomo giudica compagno ideale per la spalla d’agnello, esortando però i cuochi a non far asciugare troppo le carni, a lasciare che sia “l’astringenza del vino a neutralizzarne la succulenza”. Le carni saporose del capretto vesuviano e il timo e la menta della marinata chiamano un vino la cui armonia sia calda di note intense: dunque, non solo le note di spezie e di frutta rossa del “Gelsonero”, ma anche i sentori di mirtillo e di gelso del “Lacrimanero” delle “ Cantine Olivella”, e i segni di ciliegia, di fragola e di frutti di bosco del “Don Paolo igt” dell’ Azienda Vinicola Sorrentino, e la marasca del “Vesuvio doc vivace rosso” di “Fiore Romano”, il cui vigore ha un timbro particolare, che rende adatto il vino anche agli arrosti leggeri e alla carne bianca.
Nella marinata per i petti di pollo e di tacchino, e per le altre carni bianche, mettiamo anche chiodi di garofano e maggiorana tritata: servono a riscaldare i sapori. Per le grigliate delle carni bianche crediamo che non ci siano “compagni” più adatti dei bianchi vesuviani, per l’ armoniosa intensità del bouquet di erbe, di frutta e di spezie: la camomilla e il timo del “Vigna del Vulcano” di “Villa Dora”, autentico capolavoro dell’enologia vesuviana; la mandorla e l’anice del “Catalò” dell’ Azienda Vinicola Sorrentino, che ammorbidiscono il sapore tiglioso delle carni di coniglio e di tacchino; la ginestra e la macchia mediterranea del “Coda di Volpe pompeiano” dell’azienda “ Terre di Sylva Mala”; le erbe vesuviane di “ Emblema”, il Vesuvio bianco doc delle “ Cantine Olivella”; la pesca e la ginestra del “Lacryma Christi” bianco di “ Fiore Romano”.
I profumi vesuviani non sono la banale voce di una scheda tecnica: sono un patrimonio reale, e prezioso. Nel 1899 Arnaldo Strucchi scrisse che molti vini del Vesuvio, di Ischia e di Capri sembravano distillati di erbe e di frutta più che vini: l’intenzione dello Strucchi era quella di rimproverare e, forse, di disprezzare, ma, a ben vedere, c’era nel suo giudizio il riconoscimento di un prodigio.
I produttori dei vini del Vesuvio devono finalmente persuadersi e convincersi della necessità che questo “prodigio” venga seriamente illustrato e pubblicizzato: da chi cura le vigne e crea il vino. Dal resto del mondo dell’enologia i produttori vesuviani non devono aspettarsi né elogi né applausi: Dioniso è un dio della guerra.
Cardinale Sepe, priorità è l’attenzione ai giovani
“Il vuoto morale è la prima droga” – queste le parole espresse nell’omelia ieri dal Cardinale Sepe.
“Per noi Chiesa deve essere prioritaria l’attenzione ai giovani, ospitando i nostri ragazzi negli oratori e nelle parrocchie, richiamandoli ai valori veri della vita”.
Così il Cardinale Crescenzio Sepe all’ Omelia della Vigilia dell’Assunta. “C’è un profondo vuoto morale – ha aggiunto Sepe – si rifiutano i valori autentici, ritenuti superati e noiosi, ed è proprio questo deficit la prima, grave droga che altera e condiziona ragionamenti e comportamenti soprattutto dei giovani”.
Somma: al Palio 2015 un mercatino medievale per finanziare progetti di solidarietà
Sarà un mercatino medievale ricco di prodotti tipici locali ed artigianali che ha lo scopo di finanziare un importante progetto solidale la bella novità del Palio di quest’anno.
L’iniziativa è stata messa in campo per l’edizione speciale 2015 del Palio della città di Somma Vesuviana che quest’anno compie 25 anni.
“I ragazzi del Centro Vita” e “il comitato Palio” stanno realizzando il mercatino che si terrà, in concomitanza con l’evento, nella piazza Vittorio Emanuele III di Somma Vesuviana il 12 e 13 settembre prossimi.
Il mercato, allestito dai ragazzi del Centro in stile prettamente medievale, è prevalentemente rivolto ad artigiani e aziende di prodotti tipici a prezzi sociali. I fondi ricavati, tolte le spese di allestimento per il mercato stesso, saranno devoluti alle nuove generazioni dell’isola di Kiribati nell’Oceano Pacifico.
Il progetto punta a migliorare le condizioni di vita della comunità di Buota, uno dei villaggi più poveri dell’isola di Tarawa, attraverso iniziative mirate per le donne e i bambini (http://www.amu-it.eu/2015/02/13/centro-educativo-polivalente/?lang=it). Chi volesse partecipare come venditore al mercato può prenotare il proprio stand telefonando o chiedendo informazioni ai seguenti numeri: Ciampa G. 3283168718 Prezioso D. 3387844595 e Cestaro V. 3381088160

