Nola: furto nei locali dell’ASL, 4 gli arrestati dai Carabinieri
I carabinieri della stazione di Saviano hanno arrestato per furto aggravato un uomo di 55 anni ed il figlio 35enne, entrambi residenti a Nola, un uomo di 30 anni, residente a Brusciano ed un 21enne anch’egli residente a Nola, tutti già noti alle forze dell’ordine.
I predetti sono stati bloccati a Saviano mentre tentavano la fuga a bordo di un furgone, immediatamente dopo che a Nola, in via Fontanarosa, avevano rubato dai locali dell’ASL Napoli 3 sud, 8 computer completi di monitor, 6 stampanti, 90 apparecchiature per la misurazione della glicemia e 2 fonendoscopi che avevano caricato sul loro veicolo.
Sono stati, inoltre, trovati in possesso di arnesi da scasso che sono stati sequestrati. La refurtiva, del valore stimato in 15mila euro, è stata restituita all’avente diritto.
Gli arrestati, sottoposti al rito direttissimo, hanno chiesto il termine a difesa che il giudice ha fissato per il prossimo 27 ottobre, applicando loro la custodia cautelare degli arresti domiciliari.
Acerra, opposizioni a caccia del voto di scambio
Al centro dei sospetti avanzati c’è un enorme complesso edilizio, il parco Novecento. Â
“Bisogna capire quello che sta succedendo ad Acerra. Il cuore della faccenda in questo momento è l’edilizia”. Alessandro Cannavacciuolo, 27 anni,  ambientalista e militante del Movimento Cinque Stelle, l’ha proprio giurata a tutti: vuole smascherare a tutti i costi la giunta che si autodefinisce di  “centro (virgola), sinistra” del sindaco-geometra Udc-Ncd Raffaele Lettieri.
Al centro del tira e molla politico-amministrativo c’è un grande complesso edilizio della speculazione in stile inizio anni Duemila, il parco Novecento, decine di appartamenti residenziali con piscina e una lunga galleria commerciale. Cannavacciuolo ha denunciato ai carabinieri che qui una serie di opere e di servizi sarebbero stati indebitamente pagati dal comune durante il periodo elettorale che portò alla vittoria di Lettieri, nel 2012.
Intanto il sindaco ha risposto in modo piuttosto piccato attraverso il solito comunicato. GiĂ perchĂ© ormai Lettieri e tanti altri sindaci, anche di entitĂ comunali tutto sommato modeste, non parlano piĂą direttamente ai giornalisti. Preferiscono di gran lunga il “filtro” degli uffici stampa che diramano, evidentemente su input delle stesse amministrazioni, messaggi zeppi di affermazioni stentoree e definitive ma spesso, o quasi sempre, privi di documenti e atti ufficiali allegati che li comprovino.
E’il caso dell’ultimo comunicato diffuso a Ferragosto proprio a proposito del parco Novecento. Comunicato, anche questo privo di atti e delibere, in cui Lettieri formula affermazioni allusive piuttosto pesanti sia sul conto dei costruttori che hanno realizzato il complesso edilizio del rione Spiniello sia sul comportamento tenuto dalle precedenti amministrazioni che hanno rilasciato le autorizzazioni necessarie e riempire la zona di cemento (migliaia gli appartamenti costruiti qui, nell’area sud orientale di Acerra, appena nell’arco di un lustro). Ma il sindaco nel messaggio se la prende anche con chi, sono parole sue, “per il solo scopo di propaganda politica e personale delegittima il comune di Acerra”. “Non si può piĂą tollerare – avverte Lettieri – questa gratuita attivitĂ . E’ sempre necessario approfondire le conoscenze per raccontare una realtĂ dei fatti aderente alla storia di ogni singola vicenda e alle azioni poste in essere a tutela dell’interesse di tutti. Auspico che la Corte dei Conti faccia fino in fondo la propria analisi perchĂ© ciò non potrĂ che acclarare la legittimitĂ del comportamento dell’ente comune di Acerra, sempre ispirato alla tutela della collettivitĂ e non degli interessi privati”. Insomma, adesso ad Acerra la querela sembra dietro l’angolo per chi denuncia o mette in evidenza problemi che sono di evidente interesse pubblico.  La tensione, dunque, è alle stelle. Ma Cannavacciuolo non intende fermarsi. “PerchĂ© fare cittadinanza attiva – spiega – significa capire e dire a tutti i concittadini come stanno le cose effettivamente. Il comune non è una proprietĂ privata: il comune è di tutti noi, la città è di tutti noi. Dobbiamo sapere la veritĂ ”.
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Brusciano Festa dei Gigli, a fine agosto la 140a edizione
Domenica 30 agosto c’è la ballata dei Gigli; chiude i festeggiamenti il concerto di Marco Masini
Numeri importanti per l’edizione 2015 della Festa dei Gigli di Brusciano in onore di Sant’Antonio di Padova. L’edizione che prende il via a fine mese è la numero 140. Una delle celebrazioni piĂą longeve ospitate dalla regione Campania, che quest’anno per la prima volta è regolata dall’Ente Festa presieduto dal Presidente avv. Giuseppe Montanile. Per offrire a cittadini ed appassionati un evento all’altezza delle aspettative, l’amministrazione comunale con in testa il sindaco avv. Giosy Romano ed i quattro comitati che realizzeranno gli obelischi, hanno dato fondo a tutte le energie per allestire un cartello di eventi davvero ricco. Importante ed innovativa la campagna di comunicazione volta a portare il messaggio della Festa oltre i confini cittadini e rientrante nel progetto regionale denominato ”Borghi e Castelli in scena: CXL edizione della Festa dei Gigli”. Purtroppo immancabili sono arrivate le polemiche, senza comprendere che attraverso un linguaggio nuovo e dal forte impatto mediatico, si sta cercando di proiettare in alto il nome di Brusciano e della nostra amata Festa dei Gigli.
Si parte con la Santa Messa il 26 e si chiude con il concerto di Marco Masini, martedì 1 settembre. La festa, che culmina nel giorno della ballata dei Gigli, in programma domenica 30 agosto, è un omaggio al miracolo operato da Sant’Antonio di Padova. Si racconta della miracolosa guarigione del figlio di Cecca De Falco, una povera popolana, gravemente ammalato. Il tutto sarebbe avvenuto nel 1875 in quella che oggi è via Cavalcanti in un cortile oggi storico simbolo di quell’evento.
Il calendario delle celebrazioni prende il via il 26 agosto con la celebrazione della Santa Messa in Piazza XI Settembre officiata da Don Salvatore Purcaro. A seguire la processione del Santo per le strade cittadine.
Quello che da sempre caratterizza la festa di Brusciano è sicuramente la sfilata dei carri. Grande anche quest’anno il lavoro degli artigiani per realizzare modelli sempre piĂą accattivanti e ricchi affascinati tematiche.
Giovedì 27 agosto in mattinata Pedalata Ecologica per le vie cittadine patrocinata dal Comune e organizzata dal Gruppo G. S. Mocerino. In serata tocca ai comitati “Croce” ed “Ortolano1875” mostrare le proprie suggestive creazioni. Ventiquattro ore dopo invece a raccogliere consensi ed applausi saranno i comitati “GioventĂą 1985” e “Passo Veloce 1978”.
Al termine della sfilata dei carri, largo al gruppo degli Sbandieratori e Trombonieri di Cava de’ Tirreni. Questi ultimi ricambieranno la visita ricevuta lo scorso 21 giugno quando, in nome dello scambio culturale e delle tradizioni fra le cittĂ di Brusciano e Cava, fu il Giglio a ballare nella cittadina della provincia salernitana.
Il sabato sera da tradizione è dedicato alla sfilata delle fanfare. Un gustoso antipasto di quello che accade domenica 30 agosto.
Il grande giorno della “Ballata dei Gigli” si apre con la benedizione dell’obelisco operata da Don Salvatore Purcaro e con la visita del sindaco Giosy Romano a tutti i comitati. Quindi il via alla ballata degli obelischi per le vie del paese, che riprenderanno nel tardo pomeriggio dopo la sosta di metĂ giornata.
Anche quest’anno sarĂ possibile seguire la Ballata dei Gigli in diretta su Capri Event che racconterĂ in tivĂą tutte le medesime emozioni e i momenti salienti, che vivono quanti invece hanno la possibilitĂ di gustarsi la festa lungo le strade della cittĂ di Brusciano.
Le serate successive come da tradizione sono dedicate agli spettacoli. Lunedì sera amarcord in piazza con una serata musicale accompagnata dall’esibizione direttamente di Made in Sud del professore Fischietti, il tutto prima del clou del martedì quando ad esibirsi in piazza XI settembre sarà addirittura Marco Masini.
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Muore stroncato da un infarto Francesco Caccavale, patron del teatro Augusteo
Mondo del teatro in lutto. Francesco Caccavale, impresario teatrale e storico patron del teatro Augusteo di Napoli è’ morto nella notte, stroncato da un infarto, a Ischia, nell’hotel in cui soggiornava per vacanza con la moglie. Aveva 77 anni.
I funerali saranno martedì 18 a Napoli, nella chiesa di San Ferdinando, la chiesa degli Artisti, in piazza Trieste e Trento. Cordoglio è stato espresso dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris e dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.
“Ho appreso con grandissimo dolore della morte di Francesco Caccavale – ha detto De Magistris – uomo di grande cultura, sensibile, di bella umanitĂ e d’intelligente ironia, un gentiluomo d’altri tempi, uno dei massimi imprenditori teatrali della nostra cittĂ , una persona a cui mi sentivo legato da affetto profondo, cui va il merito di aver fatto rinascere il teatro Augusteo – e non solo – salvandolo dal degrado e dalla speculazione e facendolo diventare uno dei teatri piĂą importanti e piĂą frequentati d’Italia. Un imprenditore raffinato e appassionato, che in quella sala ha ospitato leggende del palcoscenico come Carmelo Bene e Giorgio Gaber, il grande Bruce Springsteen, e uno degli ultimi concerti dell’immenso Fabrizio De AndrĂ©. Quanta cultura è passata da lì, transitando per il suo piccolo ufficio ricco di libri, quadri, oggetti ed aneddoti. Aveva da poco varato la prossima stagione teatrale, riservando l’apertura a Eduardo nella messa in scena di Luca. La sua ricetta d’impresario conservava l’antica grazia di accogliere nello stesso luogo la cultura “alta” e quella popolare”.
Anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, esprime “profondo cordoglio per la morte di Francesco Caccavale, uno degli esponenti piĂą importanti della vita culturale ed artistica di Napoli”. “Una vita – ricorda De Luca – interamente dedicata al teatro, agli artisti e al pubblico, con competenza, passione, signorilitĂ , per le quali gli saremo grati in eterno”. “Un abbraccio affettuoso a tutti i suoi cari ed alla sua immensa famiglia artistica che continueranno ad averlo come prezioso ispiratore” conclude De Luca.
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Campi Flegrei: un lago di magma solleva il suolo
Nuovo fenomeno del bradisismo generato dalla ripresa dell’attività magmatica sotto l’area di Napoli.
Il sollevamento del suolo, nei Campi Flegrei tra il 2012 e il 2013, è stato causato dalla ripresa dell’attivitĂ del magma del vulcano. Il magma è risalito fino alla profonditĂ di 3 chilometri e ha generato un lago sotterraneo del raggio di 2-3 chilometri che ha fatto sollevare il suolo di circa 10 centimetri. Pubblicata sulla rivista Scientific Reports, la scoperta si deve all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e al Consiglio Nazionale delle ricerche (Cnr).
Negli scorsi millenni la caldera dei Campi Flegrei ha prodotto eruzioni di dimensioni ciclopiche: quarantamila anni fa quella dell’Ignimbrite Campana e quindicimila anni fa quella del Tufo Giallo Napoletano, che hanno fatto crollare la parte superficiale del vulcano per centinaia di metri, formando l’attuale struttura.
“Dopo l’ultima eruzione del 1538, che ha prodotto il cratere di Monte Nuovo”, afferma l’Ingv. Luca D’Auria – ricercatore responsabile della Sala di monitoraggio dell’Osservatorio vesuviano – “il suolo dei Campi Flegrei ha iniziato a sprofondare lentamente per secoli, interrompendosi intorno al 1950, quando l’area ha ripreso a sollevarsi. Questo fenomeno, noto come bradisismo, ha manifestato tutta la sua violenza tra il 1982 e il 1985, periodo in cui il suolo si è sollevato di quasi 2 metri, con accompagnamento  di terremoti, provocando l’evacuazione di migliaia di abitanti della cittĂ di Pozzuoli. Nel 2005 il suolo ha ripreso a sollevarsi lentamente e i terremoti, di bassa magnitudo, sono ricomparsi”.
“Riguardo l’origine del bradisismo flegreo – afferma Luca D’Auria – la comunitĂ scientifica concorda sul fatto che tra il 1985 ed il 2012 il sollevamento era legato all’immissione di fluidi idrotermali (acqua e gas) all’interno delle rocce della caldera e al progressivo riscaldamento di queste ultime”. Sul piĂą recente episodio, tra il 2012 ed il 2013, “il fenomeno sarebbe invece da attribuire alla risalita di magma a bassa profonditĂ (circa 3 km) che si inietta nelle rocce del sottosuolo formando uno strato sottile, noto come “sill”, un piccolo ‘lago sotterraneo’, con un raggio di 2-3 chilometri. Il sill era giĂ presente nel sottosuolo e probabilmente è stato attivo durante le crisi bradisismiche degli scorsi decenni quando quantitĂ di magma, anche dieci volte superiori, sono arrivate in questa piccola camera magmatica superficiale”.
I risultati dello studio sono di grande importanza per l’interpretazione dei dati acquisiti dalle nuove generazioni di satelliti e dalle innovative tecnologie di monitoraggio geofisico ai Campi Flegrei. “Questi nuovi sistemi di monitoraggio, integrati con le nuove metodologie di analisi, possono fornire uno strumento utile ad affrontare eventuali, future, crisi vulcaniche ai Campi Flegrei”, conclude Susi Pepe del Cnr.
La nuova tecnica è in grado di calcolare le modalitĂ con cui il magma profondo risale all’interno del sottosuolo, creando deformazioni anche millimetriche della superficie terrestre.
Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, fornisce anche nuovi sistemi di monitoraggio utili ad affrontare eventuali future crisi vulcaniche; parte dai campi Flegrei, ma il meccanismo probabilmente è comune ad altre caldere, che si trovano negli Usa ed in Papua Nuova Guinea.
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Terra dei fuochi e di camorra, la Chiesa in campo: tutti i vescovi ad Acerra
Quinta riunione degli stati generali ecclesiatici campani sul tema della difesa del Creato. Il 26 settembre in cittĂ con monsignor Di Donna. Â Â
Mentre i roghi tossici e gli scarichi abusivi continuano senza soste, mentre la camorra e le sue connivenze politiche  continuano a imperversare, la Chiesa lancia il suo grido di aiuto e il suo messaggio di speranza da Acerra, dove il vescovo Antonio Di Donna ha organizzato l’ennesima riunione di massa in difesa del “Creato”.
Il 26 settembre nella cittĂ dell’inceneritore, unico territorio del Napoletano in cui la magistratura ha sancito il disastro ambientale, confluiranno infatti tutti i vescovi della Campania, il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, il prefetto Gerarda Pantalone, il procuratore capo di Nola Paolo Mancuso e il presidente della Corte di Appello di Napoli Antonio Bonaiuto.
Di Donna scrive le motivazioni dell’appuntamento all’aperto, nel piazzale Renella, in un comunicato molto chiaro. “E’ per rafforzare in noi la speranza – spiega il prelato – che nonostante il degrado ambientale e i tentativi continui di fare della nostra terra uno scarto, nonostante la solitudine di tanti nostri anziani, le difficoltĂ crescenti delle nostre famiglie e le scarse opportunitĂ offerte ai nostri giovani, nonostante le nostre cittĂ sembrano invivibili dal punto di vista della qualitĂ della vita, noi non possiamo scoraggiarci nĂ© rinunciare al sogno di una cittĂ dove nessuno è piĂą solo, dove i giovani hanno un futuro, la salute è al sicuro e l’aria è pulita “.
Parole che sollecitano nuova speranza. “Nonostante il potere del male sembri prevalere – aggiunge infatti il vescovo –  alla fine il bene trionfa sempre: speranza significa anche responsabilitĂ di tutti e ciascuno nella cura del nostro territorio”. Frasi  pronunciate da Di Donna durante l’omelia per la messa dell’Assunta celebrata nella cattedrale di Acerra la sera del 14 agosto.
“I vescovi della Campania, con a capo il cardinale arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, hanno preso a cuore il destino delle nostre terre”, ha detto ai fedeli presenti il capo della Chiesa locale , che è anche segretario della Conferenza episcopale campana. L’occasione dunque sarĂ la X Giornata del Creato, celebrata dalla Chiesa italiana il primo settembre ma che per la Chiesa campana coincide con la tappa di sintesi di un cammino iniziato nel settembre del 2014 ad Aversa e proseguito ad Agropoli, Sessa Aurunca e Pozzuoli. Obiettivo:  educare alla custodia e alla salvaguardia del Creato, dell’ambiente, del vivere insieme. E il tema dell’appuntamento di Acerra sarĂ di quelli cruciali: “Ricostruire la cittĂ ”.
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Volla: modificato il regolamento generale delle entrate comunali
Il Regolamento Generale delle Entrate Comunali (disciplinato dall’art. 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446) approvato e corretto (delibera n. 4 del 6/02/2013 e n. 20 del 21/05/2014) dal “vecchio” Consiglio Comunale è stato modificato dal Commissario Straordinario che è in possesso dei suoi poteri (art. 42 del d.lgs n. 267 del 18.08.2000).
“Al fine di assicurare una più efficace attività di riscossione delle entrate, per combattere l’elusione, nelle more di una rivisitazione generale e in considerazione della situazione economico-finanziaria critica dell’ente”, sono state apportate le seguenti modifiche che entrano in vigore dal 1 gennaio 2015 (articolo 1, comma 169, legge 27 dicembre 2006, n. 296).
Tali variazioni riducono i già pochi vantaggi dei debitori, mentre cercano di aumentare quelli dell’ente.
All’articolo 11 sulle “Dilazioni del pagamento di Entrate non Tributarie”. Al comma 1 della lettera A “sussistenza di una situazione di temporanea obiettiva difficoltĂ economica risultante da apposita documentazione comprovante lo stato di disagio che incide negativamente sulle disponibilitĂ economiche e finanziarie dell’obbligato” è stato aggiunto … “con indice ISEE non superiore al minimo vitale riferito ai livelli reddituali minimi previsti annualmente dall’INPS”.
La lettera C del comma 1 è stata modificata. E’ stato ridotto il numero di rate mensili: da 24 a 12 per i debiti fino a 1000 euro; da 48 a 24 per i debiti da 1000 a 3000 euro (in questo caso è stato ridotto il numero di rate, ma aumentato l’importo); da 72 a 36 per i debiti superiori a 3000 euro”.
Nella lettera D del comma 1 decade il beneficio concesso per le rate non pagate. Si passa dalle 8 di prima, alle 2 di adesso “decadenza del beneficio concesso nel caso di due rate anche non consecutive non pagate”
Al comma 3: “Nel caso in cui l’ammontare del debito residuo risulti pari o superiore a 5000 euro è necessaria la prestazione di idonea garanzia – è stata aggiunta la polizza fideiussoria – attraverso polizza fideiussoria assicurativa/bancaria”
All’articolo 12 sulla “Sospensione e Dilazione del Versamento delle Entrate Tributarie”, i commi 1, 2 e 3 sono stati modificati. Quelli attualmente in vigore sono i seguenti.
- Ai debitori di somme certe, liquide ed esigibili, aventi natura tributaria, possono essere concesse, a specifica domanda sottoscritta, presentata prima dell’inizio delle procedure di riscossione coattiva, dilazioni e rateazioni di pagamenti dovuti, alle condizioni e nei limiti seguenti: a) sussistenza di una situazione di temporanea obiettiva difficoltĂ economica risultante da apposita documentazione comprovante lo stato di disagio che incide negativamente sulle disponibilitĂ Â Â economiche e finanziarie dell’obbligato, con indice ISEE non superiore al minimo vitale riferito ai livelli reddituali minimi previsti annualmente dall’ Inps; b) inesistenza di morositĂ relative a precedenti rateazioni o dilazioni; c) durata massima di 36 rate, in base alla seguente tabella: Persone Fisiche: se l’ammontare del debito è fino a 500 euro il numero massimo di rate mensili sono 6; con debito da 500 a 1000 euro, 12 rate; con debito da 1000 a 5000, fino a 24 rate; se il dovuto è superiore a 5000 euro, fino a 36 rate; Soggetti Diversi dalle Persone Fisiche: per un debito fino a 1500 euro: 6 rate: da 1500 a 5000: 12 rate; da 5000 a 25.000 fino a 24 rate; superiore a 25.000, 36 rate; d) decadenza dal beneficio concesso nel caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive; e) applicazione degli interessi di rateazione nella misura prevista dalle leggi o, in mancanza, nella misura legale.
- Nessuna dilazione o rateazione può essere concessa senza l’applicazione degli interessi.
- Nel caso in cui l’ammontare del debito residuo risulti pari o superiore a € 5.000,00, è necessaria una prestazione di idonea garanzia attraverso polizza fideiussoria assicurativa/bancaria.”
Riconoscere l’autismo attraverso una tempestiva diagnosi
Di tre volte in ben tre anni. Sì, è proprio così. Negli Stati Uniti d’America, le diagnosi d’autismo, sono aumentate di tre volte negli ultimi trentasei mesi.
L’American Journal of Medical Genetics, ha fatto sapere, attraverso uno studio, che tale incremento è dovuto soprattutto al fatto che parecchie forme di disturbi cognitivi sono stati tramutati in autismo.
Questa deduzione, fondamentale per le attuali cure, è stata possibile confrontando i dati in possesso agli insegnanti di sostegno, appurando che il numero non ha subito variazioni, anzi, sono addirittura diminuite le diagnosi di disabilità intellettive.
Solitamente l’autismo viene diagnosticato sulla base di due classificazioni internazionali, che sono: il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (Dsm) e l’International Classification of Diseases (Icd).
Eppure, oggi, in risposta all’introduzione di alcuni cambiamenti di metodo, la diagnosi di autismo è stata corretta con nuovi parametri: deficit persistente della comunicazione e dell’interazione sociale piĂą interessi ristretti.
Per avere una giusta diagnosi, in principio era indispensabile attendere che il bambino compiesse almeno i tre anni. Oggi, invece, i primi segnali di deficit sono stati identificati fin dalla prima infanzia.
Importante, quindi, è il supporto che viene offerto alle famiglie attraverso gli educatori. Questo sostegno, se messo a disposizione in tempi giusti, permette di riconosce i primi disturbi sul nascere, potendo intervenire tempestivamente in modo da arginare i danni.
Attraverso una pronta terapia, i bambini autistici possono raggiungere significativi miglioramenti per la loro vita sociale e per le regole che la disciplinano.
La scuola, è inutile aggiungerlo, gioca in tutto questo un ruolo fondamentale.
Sindacato di Polizia su immigrazione: occorre intervenire contro il bluff dei finti perseguitati
Immigrazione, richiedenti asilo che viaggiano per “le vacanze” nei rispettivi Paesi d’origine o che in Italia vanno al night e creano anche problemi di ordine pubblico, il Coisp: “Intervenire subito contro il bluff dei finti perseguitati.”
“Perseguitati e sfuggiti ad atroci sofferenze che, arrivati nei Paesi che li ospitano intraprendono uno stile di vita tutt’altro che in linea con il loro status di aspiranti rifugiati… Richiedenti asilo che asseriscono di fuggire da tragedie e pericoli gravissimi ma poi tornano nei rispettivi Paesi d’origine per alcuni periodi; presunti profughi che nei Paesi ospitanti la notte se ne vanno al night con i soldi altrui e, ubriachi, creano problemi di ordine pubblico; affamati fuggiti da guerre e carestie che gettano via il cibo offerto loro; disperati che raccontano di aver subito gravi violenze che poi, però, riservano aggressioni e proteste tutt’altro che pacifiche a chi li ospita; indifesi che denunciano gravi violazioni dei diritti e delle leggi nelle loro terre d’origine che, una volta arrivati altrove, non hanno alcuna remora a calpestare le regole dei Paesi ospitanti… Il bluff dei finti perseguitati è decisamente di dimensioni ben maggiori di quel che si crede ed è  indispensabile  che  venga  smascherato,  arginato,  neutralizzato,  perché  i  sacrifici che comportano per i Paesi ospitanti, ed in particolare il lavoro che le Forze dell’Ordine devono fare per loro è reale, è concreto, è mastodontico, è mal pagato, è mal supportato, mal gestito”.
Così  Franco  Maccari,  Segretario  Generale  del  Coisp,  Sindacato  Indipendente  di  Polizia, dopo        le       continue    notizie         a    proposito     di situazioni      che        suggeriscono         la “contraddittorietà ” dell’atteggiamento  di  un  gran numero  di  immigrati  richiedenti  asilo.  I  media  hanno  dato anzitutto grande  risalto  a  notizie  provenienti  dalla  Svizzera  dove  la  stampa  ed  alcuni  partiti  politici  hanno denunciato “il caso dei finti rifugiati eritrei”. Diverse migliaia di persone provenienti dal Corno d’Africa che hanno ottenuto o fatto domanda per ottenere l’asilo politico, in base a condizioni che includono il rischio di persecuzioni o di minacce per l’incolumitĂ fisica in ragione della propria appartenenza religiosa, politica, razziale, sociale o nazionale, e per i quali dunque la Svizzera vieta i viaggi in patria se non per motivi eccezionali, consentendo invece i viaggi verso Paesi terzi. Dal 2011 ad oggi, secondo le cifre fornite dal Segretariato, ben 40.500 rifugiati e 9.500 richiedenti asilo o ammessi provvisoriamente sono stati autorizzati ad espatriare. Non viaggiano direttamente verso il Paese d’origine, ma passano attraverso altri Paesi europei. Per concedere loro il rimpatrio, però, le autoritĂ eritree si fanno pagare. E le autoritĂ consolari eritree a Roma hanno confermato che anche in Italia vi sono casi di questo genere. Ma campeggiano sui titoli dei giornali anche notizie come quelle provenienti da Andalo Valtellino, dove i Carabinieri hanno dovuto intervenire, chiamati dal gestore di un night, in quanto due immigrati, che avevano probabilmente alzato il gomito, hanno iniziato ad importunare gli altri clienti ed a disturbare il  lavoro  delle  spogliarelliste”.  La  notizia  è  emersa  durante  un’affollata  riunione  con  addetti all’accoglienza, rappresentanti delle Forze dell’Ordine ed imprenditori del comparto alberghiero.
Queste e tante altre notizie di  comportamenti  altamente  problematici  da  parte  di  richiedenti  asilo, che si registrano in tutta Italia e che sistematicamente richiedono l’intervento delle Forze dell’Ordine, hanno suscitato la nuova reazione del Sindacato Indipendente.
“E’ ora di dare un senso al gravoso impegno che rappresenta per l’Italia la gestione dei flussi migratori – conclude Maccari -, perchĂ© tutto ciò che viene investito in quel settore viene sottratto ad altri non meno bisognosi di interventi assolutamente doverosi verso i cittadini italiani che affrontano sofferenze enormi”.
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Terzigno: a settembre i lavori di riqualificazione della vecchia linea FF.SS. Â
Prosegue senza sosta, anche durante il mese di agosto, il lavoro della “Giunta Ranieri” che da giugno è alla guida del Comune di Terzigno e che può contare sul prezioso supporto del Consigliere Comunale Serafino Ambrosio (Terzigno Casa Comune) e dell’Assessore alle Politiche Sociali, Politiche Sanitarie e Rapporti con la CEE Fernando Mughetto (Noi Giovani).
Sono diversi i provvedimenti giĂ adottati in poco meno di due mesi dalla nuova compagine amministrativa che, sin dal primo momento, sta profondendo il massimo sforzo per dare un segnale di cambiamento e di radicale rinnovamento rispetto al passato.
Forte è il sostegno e l’impulso che Serafino Ambrosio in Consiglio e Fernando Mughetto in Giunta stanno garantendo al Sindaco Francesco Ranieri in questa delicata fase di “start up” della nuova Amministrazione Comunale.
Grazie anche a questa comunitĂ di intenti e alla piena condivisione dei punti programmatici, dal prossimo mese di settembre avranno inizio i lavori di riqualificazione della vecchia linea delle Ferrovie dello Stato, che sarĂ bonificata dal confine con Boscoreale fino a quello con San Giuseppe Vesuviano per poi diventare un grande spazio pubblico a beneficio dei cittadini di Terzigno e non solo.
“Sin dal primo momento – dichiara Serafino Ambrosio, capogruppo di Terzigno Casa Comune – c’è stata piena corrispondenza tra le nostre prioritĂ programmatiche e quelle subito poste in essere dal Sindaco Francesco Ranieri e dalla nuova Giunta. Sin dall’atto del suo insediamento, Francesco Ranieri sta dimostrando di aver a cuore il futuro di Terzigno e di tutti i cittadini, per tali motivazioni Terzigno Casa Comune sostiene convintamente il neo Sindaco nella battaglia per l’istituzione del Registro dei Tumori, nel pressing verso gli Organi competenti per la reale bonifica del nostro territorio e nell’avvio della riqualificazione della vecchia linea FF.SS. Ovviamente – conclude Ambrosio – il cammino è lungo e c’è tantissimo da fare, ma siamo fiduciosi di contribuire al reale rilancio della nostra amata Terzigno”.

