Atterraggio d’emergenza a Napoli per un aereo colpito da un fulmine
Spavento per 111 passeggeri di un volo Roma-Milano: l’aereo, è stato colpito da un fulmine che a causa del maltempo, si è abbattuto questa mattina sulla Capitale. L’aereo è stato costretto ad un atterraggio di emergenza a Napoli -Capodichino.
Nessun problema per i passeggeri, che poi verso le 14 sono ripartiti per Milano. 22 passeggeri hanno preferito, invece, rientrare a Roma con un bus messo loro a disposizione.
L’aereo che questa mattina è stato costretto ad un atterraggio di emergenza a Napoli, un velivolo Alitalia – Volo l’AZ 2016 – decollato da Fiumicino alle 8 e diretto a Milano, si è trovato nel mezzo di una forte grandinata subito dopo il decollo, mentre saliva di quota.
A quel punto, spiegano fonti dell’azienda, i piloti hanno deciso di dirigersi a sud, chiedendo un atterraggio ‘prioritario’ nell’aeroporto di Napoli dove le condizioni meteorologiche erano buone.
L’aeroporto di Napoli, infatti, è uno degli scali alternativi dove gli aerei possono atterrare quando a Fiumicino ci sono situazioni di maltempo eccezionali.
L’aereo, colpito dal fulmine nella parte anteriore, si trova nelle officine tecniche dell’Alitalia, all’interno dell’aeroporto Napoli-Capodichino.
Fonti dell’Alitalia sottolineano come la professionalità dei piloti abbia gestito la situazione senza troppi disagi per i passeggeri.
(Fonte foto: rete internet)
Legambiente denuncia: Campania, in 20 anni cancellati 29 km di litorale
L’Associazione preme affinché ci siano immediati interventi a tutela del suolo.
Negli ultimi venti anni in Campania sono stati cancellati dal cemento circa 29 chilometri di litorale.
A lanciare l’allarme è Legambiente che sottolinea come dall’istituzione della legge Galasso, si siano verificati ”l’espansione degli agglomerati urbani, la costruzione di complessi turistici, case singole, porti e infrastrutture”.
Secondo i numeri forniti dall’associazione, su 360 chilometri di costa, da Sapri a Baia Domizia, il 50 per cento, pari a 181 chilometri, è urbanizzato.
Eboli arena di San’Antonio: questa sera in concerto gli ANUDO
A seguito di un tour primaverile che ha fatto tappa in alcune delle principali città europee – Berlino, Monaco, Francoforte, Praga e Torino – gli ANUDO (definiti “the next big thing della musica elettronica suonata in Italia”) continuano il loro tour estivo.
La prossima tappa prevista è quella di questa sera mercoledì 19 agosto al Disorder Fest di Eboli (Sa) nello spazio ALTRAREA (ingresso dalle 19.00 – biglietto 3 €).
Il pubblico potrà ascoltare dal vivo Just, il primo singolo estratto dall’album in uscita in autunno per l’etichetta MArteLabel che durante il concorso “Un Palco per Tutti” li ha selezionati premiandoli con un contratto di management completo assegnando loro il Premio speciale MArteLabel.
Pubblicato il 4 giugno, Just è già in rotazione radiofonica nazionale su Rai Radio 1 e M2O e disponibile nelle maggiori piattaforme musicali online. Il videoclip è inoltre in esclusiva su Noisey, lo spin off musicale di Vice.
Ottajanesi, l’Imperativo Categorico resta uno solo, senza “se” e senza “ma”: ripartire
Elegante l’Estate Ottavianese, costruita sul silenzio e sulla frescura. Qualche polemica contro i capi dell’Amministrazione e della Pro Loco. Il Papiglione, i “Ventarielli”, la cameriera Genoveffa, il Palazzo barocco, le strade.
Elegante programma dell’Estate Ottavianese? I mormoratori mi danno addosso: ma che dici? Tra il Vesuviano e il Nolano in ogni Comune non c’è stata piazza, non ci sono stati vie, cortili e sentieri di campagna che non abbiano ospitato sagre, mostre, festival, concerti e concertini. E a Ottaviano? Il vuoto e il silenzio. Questo gridano i mormoratori. Non rispondo alle loro contestazioni. Si rispondono da soli. Prima di tutto, non è corretto fare paragoni tra la nostra città e le altre città del territorio, perché la maggior parte degli Ottajanesi, come tutti sanno, possiede ville, panfili, case a mare e case in montagna, e dunque in estate la nostra città si spopola.
Quanti Ottajanesi sono rimasti a Ottajano? Io dico: poche migliaia. Me lo confermano il vuoto delle strade e delle piazze, le porte chiuse per ferie dei bar più frequentati – un gran numero -, e i vasti spazi liberi nei parcheggi dei supermercati. Un mormoratore ostinato dice che per i bar, per le pizzerie e per i supermercati non c’è differenza tra l’estate e le altre stagioni: il vuoto era, il vuoto è e il vuoto sarà. Non rispondo all’astiosa provocazione: certo, anche Ottaviano ha avvertito i colpi della crisi economica, e per un momento si è fermata. Ma per fortuna l’Amministrazione che governa ora la città ha adottato un programma di sviluppo rigoroso e essenziale, tanto essenziale che la sua sintesi è una parola sola: ripartire.
Ma per ora limitiamoci alle vicende dell’Estate Ottavianese. L’Amministrazione, consapevole del fatto che i cardini della storia di Ottaviano sono l’eleganza dello stile – il famoso stile ottajanese – e la passione per la meditazione, alle poche migliaia di persone rimaste in città ha offerto non chiassosi e volgari intrattenimenti, ma la raffinatezza del silenzio: che, dicono i filosofi, è il più sano refrigerio per lo spirito asfissiato dalle preoccupazioni quotidiane. Poiché in tutto il territorio si parla, con meraviglia e, temo, con invidia, del maestoso silenzio di Ottaviano, credo che convenga tutelarlo con un brevetto. Inoltre, l’Amministrazione, preso atto dell’afa eccezionale, ha provveduto anche alla frescura per il corpo, ricordando a chi è rimasto in città che gli spazi ai piedi del Palazzo Medici, di fronte al “papiglione”, sono il luogo più fresco di tutto il Vesuviano: fresco di una frescura che mette i brividi anche addosso alla calura africana.
Mi dicono che si sta discutendo, anche con toni aspri, su chi abbia avuto il merito di scoprire un luogo così rinfrescante e di attrezzarlo per ospitare gli accaldati. Mi limito a ricordare che Genoveffa, la mitica cameriera di Giuseppe I Medici, nel 1660 o nel 1661 incominciò a mettere al fresco, in quel luogo, le caraffe piene di vino bianco e di percoche, e che fu lei a dare a quel frigorifero naturale il nome di “Ventarielli”. Genoveffa incominciò anche a stendere il bucato sulla cima del tuoro di fronte, tanto che uno storico immaginò che il tuoro si chiamasse “papiglione” dai “papillons”, dalle cravatte a farfalla di Giuseppe I che Genoveffa sciorinava al sole e al vento. Ma un altro storico spiegò, con visibile irritazione, che Giuseppe I Medici non usava cravatte a farfalla e che il luogo aveva preso il nome francese dalle farfalle vere, attirate a nugoli dai fiori e dalle erbe profumate. Vada per le farfalle vere. Anche se nei documenti trovati da un pedante sta scritto che il vero nome del luogo era “padiglione” – il tuoro ha la forma di una tenda, di un “padiglione”, e, tra l’altro, lì si erano attendati i soldati di Maramaldo – io faccio il tifo per le farfalle, voto contro i pedanti e alla domanda: che c’entra, con il luogo, il nome francese delle farfalle? io rispondo: c’entra. E se Genoveffa era francese? Che ne sappiamo noi?
A proposito di pedanti. Un pedante ha rimproverato i dirigenti della Pro Loco Ottaviano perché hanno scritto, o hanno consentito che si scrivesse, nella presentazione di un evento musicale, che il Palazzo Medici è un palazzo barocco. Embé? Prima di tutto, dove sta scritto che i dirigenti di una Pro Loco devono conoscere la storia dell’arte, in un Paese come l’Italia, in cui, anche se credi che Rembrandt sia il centravanti dell’ Aiax, può capitare che ti diano una cattedra di storia dell’arte in un Liceo ? E poi, nella scuderia del Palazzo gli archi degli stalli per i cavalli non hanno qualcosa di barocco? E i ricami sulla facciata? E la scalea? E internet non ci dice che il Sanfelice, i cui allievi risistemarono il Palazzo a metà del ‘700, venne influenzato dal barocco? E, infine, è pura cattiveria cercare il pelo nell’uovo contro giovani che lavorano disinteressatamente per il turismo, e che hanno contribuito alla realizzazione di una Festa di San Michele destinata a fama perpetua. E’ stata una Festa così bella che converrebbe organizzarne almeno tre all’anno: tre Feste di San Michele. I giovani della Pro Loco hanno trovato perfino il tempo di metter su, in questa fiammeggiante estate, un torneo di calcio balilla: non un torneo qualsiasi, ma un torneo in versione romantica, al chiaro di luna, della luna vesuviana, non so se mi spiego. Questi giovani tengono aperto, ogni sera, il Palazzo: e a chi importa se è barocco o neoclassico, rococò o “razionalista”?
La causa degli errori, delle imperfezioni e di qualche leggerezza è una sola: la velocità del ripartire: lo scatto, l’impeto dell’accelerazione. Perciò non è corretto che i mormoratori sfruttino queste quisquilie, queste pinzillacchere, per parlar male dell’Amministrazione, per screditare i suoi capi. Agli scettici dico che questa Amministrazione aggiusterà tutte le strade: è condizione essenziale per ripartire, per sostenere l’economia, per incrementare lo sviluppo. Certo, sarà necessario ripartire, e cioè dividere e distribuire, con saggezza i fondi, che non sono molti. Ripartire con saggezza per ripartire in sicurezza: lo slogan è un po’ pacchiano, ma chiarisce bene i termini della questione. Ma che casino combinano talvolta le parole…Peggio dei numeri. Questa Amministrazione aprirà i cancelli del Parco, i sentieri della Montagna, almeno quelli di proprietà comunale, e aprirà via Cesare Augusto.
Uno dei capi dell’Amministrazione ha detto pubblicamente che io capisco poco di politica, che non ne indovino una. Ma questa volta non mi sbaglio. Le mie sono solide certezze. E solida è anche la certezza che questa Amministrazione riporterà agli antichi fasti il Liceo “A.Diaz” e adotterà provvedimenti strategici per dare nuovo vigore al commercio, alle attività produttive, al mercato del lavoro. Questa Amministrazione sarà un U.T.I.R.O: un Ufficio Tecnico Ideale per la Ricostruzione di Ottaviano. Ricostruzione materiale, economica, morale.
E dunque lasciatemelo dire, anzi gridare: Applausi.
Acerra, parco 900, il comune: “galleria commerciale abusiva”. Parte la denuncia ai carabinieri: “favoritismi elettorali”.
L’esposto è stato consegnato da Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio. Che tra i vari sospetti ne avanzano uno inquietante: “corrente elettrica pagata per anni dal comune al posto dei privati”.
Finisce nelle mani dei carabinieri e della magistratura la questione del parco 900, il grande complesso edilizio del rione Spiniello, la “città della speculazione”, complesso la cui galleria commerciale con decine di negozi è stata sostanzialmente dichiarata abusiva dal comune attraverso un recente comunicato stampa, giunto dopo un articolo del Mediano.it relativo proprio all’enorme insediamento risalente agli inizi del Duemila. Un messaggio nel quale il sindaco Raffaele Lettieri ha fatto scrivere che “le concessioni in sanatoria dei locali commerciali del cosiddetto parco 900 risultano illegittime per cui ne è stata avviata la procedura di revoca”. Non c’è che dire: è davvero una faccenda delicata, una vicenda che è terminata in una denuncia sottoscritta dagli attivisti del Movimento Cinque Stelle Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio. La denuncia è stata consegnata ieri nelle mani dei carabinieri della stazione locale. All’interno i due pentastellati scrivono pure di “favoritismi elettorali consumati durante le ultime elezioni comunali”, favoritsimi che avrebbero avuto come volano, tra gli altri, il parco 900 stesso. Nella denuncia, che contiene due comunicati stampa, quello del sindaco Raffaele Lettieri e un altro di Andrea Piatto, principale alleato del primo cittadino, si chiede di “verificare se la concessione originaria del parco 900 fosse subordinata e condizionata alla realizzazione di strade, parcheggi e porticati” e “se via Arafat, la strada adiacente, dovesse essere consegnata al comune prima dell’ultimazione dei lavori”. Ancora: “se nell’ambito di questa verifica si riscontrassero anomalie perché allora sono state rilasciate altre concessioni in sanatoria?”. Inoltre: “siccome il sindaco dichiara che i locali commerciali del parco 900 sono stati realizzati in modo illegittimo perché quindi non denuncia tutto alle forze dell’ordine e alla magistratura limitandosi invece a rilasciare dichiarazioni a mezzo stampa ?”. Poi: “visto che via Arafat è palesemente – sostengono sempre Cannavacciuolo e Montesarchio – di proprietà privata, perché allora questo bene privato ha beneficiato di interventi pubblici comunali, a questo punto smaccatamente indebiti?” e “com’è stato possibile che la stessa strada privata sia stata inserita in un progetto pubblico comunale finanziato dall’Unione Europea per la somma di svariati milioni di euro?”.
Non è finita, c’è la “bomba”: nella denuncia si chiede anche di verificare se nell’ultima campagna elettorale di Acerra, quella del 2012, il costo della fornitura elettrica per l’illuminazione privata delle aree comuni e delle strade condominiali del parco 900 sia stato addebitato o meno alle casse municipali. “Ma altre domande importanti – sottolinea Cannavacciuolo – riguardano i commercianti del parco: chi pagherà il danno causato loro alle attività che hanno messo in piedi in quell’area grazie a ingenti investimenti? Chi pagherà i sacrifici dei commercianti visto che quando saranno revocate le concessioni in sanatoria della galleria del parco i negozi dovranno chiudere e andare via da lì?”.
Sorrento, stop temporaneo alla balneazione a Marina Piccola
Giuseppe Cuomo, sindaco di Sorrento firma un’ordinanza di divieto balneazione: lo stop è temporaneo in attesa dei risultati delle analisi da parte dell’Arpac.
“I tecnici della Gori sono al lavoro per individuare l’origine del problema. Già domani l’Arpac effettuerà nuovi prelievi, dal momento che le analisi sono state effettuate dopo gli intensi temporali dei giorni scorsi”. E’ il commento del sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, che ha firmato oggi un’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione nello specchio d’acqua compreso tra il molo di Marina Piccola e Villa Pompeiana.
Il tema dell’inquinamento marino nell’area di Sorrento è al centro dell’attenzione di diversi cittadini; il popolo del web sorrentino è, infatti, da qualche tempo sul piede di guerra.
Sono state create più di una pagina facebook: dalla “Grande Onda” con circa settemila adesioni, alla “Cloaca delle Sirene”, con circa 338 membri dove i sorrentini stanno postando diverse foto a testimonianza di quanto accade. Dalla Grande Onda è partita una petizione, finora firmata da millettecento utenti, con la quale si chiedono provvedimenti dalla Regione contro l’inquinamento delle acque.
8Fonte foto: rete internet)
Ikea, il braccio di ferro sul costo del lavoro: prove di dialogo
Da ambienti vicini all’azienda voci di ripresa della trattativa.
Le voci sono di quelle attendibili anche perché provengono da ambienti “interni” molto vicini alla gestione italiana del gruppo svedese produttore di mobili e suppellettili. Voci che parlano di una più che probabile riapertura della trattativa, rotta il 30 luglio scorso a causa dell’impossibilità riscontrata dalle parti di trovare un accordo sul taglio del costo del lavoro.
Intanto la riapertura del tavolo di confronto è prevista entro la prossima settimana, vale a dire qualche giorno prima che scatti la revoca unilaterale del contratto integrativo, fissata al primo settembre, revoca annunciata dall’azienda a maggio. Uno strumento, questo dell’integrativo, che consente ai lavoratori di ottenere maggiorazioni in grado di rendere meno magri i bassi salari che purtroppo in Italia caratterizzano lo strategico settore del commercio. Se dovesse passare la proposta Ikea così com’è la maggioranza dei dipendenti, a contratto part time, si vedrebbe ridurre il salario dai circa 850-900 euro attuali a poco più di 700 euro. Una riduzione che sindacati e lavoratori ovviamente non accettano.
A ogni modo la riapertura del confronto è ormai cosa scontata. Comunque negli ultimi giorni nei negozi del nord Italia sono stati messi a segno alcuni scioperi, molto partecipati, contro i tagli annunciati. Durante la vertenza l’unico negozio italiano costretto a chiudere per sciopero è stato quello di Napoli-Afragola, a luglio.
Rifiuti nocivi nel Sannio: la Commissione Europea risponde a Pedicini del M5S
Non si ferma l’attenzione del M5s sul ritrovamento dei fusti contenenti rifiuti pericolosi, scoperti, alcuni mesi fa, in vari terreni dei comuni di Morcone, Tocco Caudio e Sant’Agata de’ Goti, in provincia di Benevento.
La Commissione europea ha risposto all’interrogazione presentata, a marzo scorso, da Piernicola Pedicini – Portavoce eurodeputato del M5s al Parlamento europeo, Coordinatore della Commissione ambiente e sanità – come primo firmatario, e da altri sei portavoce eurodeputati pentastellati.
L’organismo di Bruxelles ha fatto sapere che “non è a conoscenza della situazione descritta nell’interrogazione dei parlamentari del M5s e che chiederà alle competenti autorità italiane ulteriori informazioni sulle misure adottate per conformarsi all’obbligo di prevenire danni alla salute dei cittadini e all’ambiente stabilito dalla direttiva 2008/98/Ce relativa ai rifiuti”.
La vicenda, resa nota a novembre 2014, riguarda le operazioni di scavo effettuate dal personale del Nucleo investigativo del Corpo Forestale dello Stato nei tre comuni del Sannio. Gli scavi portarono alla luce numerosi fusti, molto probabilmente tossici, sepolti tra i tre e i dieci metri di profondità. Vari fusti erano seriamente danneggiati, con conseguente fuoriuscita dei materiali in essi contenuti. Su alcuni contenitori era presente l’etichettatura con la scritta “genklene”, ovvero la denominazione più conosciuta del tricloroetano, sostanza nociva bandita dal commercio dal Protocollo di Montreal del 1996. Da evidenziare che il luogo del ritrovamento è interessato da una falda acquifera ed è collocato in un’area dove la gran parte dei terreni è coltivata.
Nelle prossime settimane, così come avviene sempre in questi casi, dovrebbero arrivare le informazioni che la Commissione europea ha chiesto alle autorità italiane e, molto probabilmente, sarà possibile capire con esattezza qual è la situazione attuale rispetto ai problemi ambientali e alla tutela della salute pubblica.
(Fonte foto: rete internet)
Volla: arrestato dai carabinieri rapinatore di “farmasanitari”
I carabinieri della locale stazione hanno notificato ad un 46enne residente a Napoli, già noto alle forze dell’ordine ed attualmente detenuto nel carcere di Poggioreale per altra rapina, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Nola per rapina aggravata.
Le indagini svolte dai militari dell’arma, coordinate dalla procura di Nola, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo, ritenendo che lo scorso 9 e 13 luglio, armato di pistola, abbia fatto irruzione in 2 distinti esercizi commerciali di farmasanitari a Volla e, con minacce, si sia fatto consegnare dai titolari, rispettivamente, 1.500 e 150 euro in denaro contante.
L’uomo, lo scorso 25 luglio, è stato sottoposto a fermo per la rapina aggravata ad un supermercato di Cercola dagli stessi carabinieri del luogo.
In particolare il 46enne è stato identificato anche dalla visione dei fotogrammi degli impianti di video sorveglianza installati nei negozi delle vittime che lo hanno formalmente riconosciuto in foto e di persona.
Proseguono le indagini dei carabinieri per accertare il suo coinvolgimento in altre rapine avvenute in zona con le stesse modalità.
Il pregiudicato è rimasto detenuto nel carcere di Poggioreale.
Pomigliano, disastro fogne: polo industriale allagato
Protesta corale dal web dopo gli ultimi temporali d’agosto.
Ormai si sa, è un classico: i cittadini preferiscono protestare attraverso il social network piuttosto che mettersi in gioco recandosi di persona in municipio a chiedere spiegazioni. A ogni modo ormai Pomigliano si sta rivelando un disastro ogni volta che piove. Qui strade allagate dappertutto, dal centro alla periferia di questo capoluogo del polo industriale più importante della Campania. E nella notte tra domenica 16 e lunedi 17 agosto la situazione è stata di quelle drammatiche: a un certo punto le strade sembravano fiumi. Per fortuna l’ora tarda e il periodo vacanziero hanno limitato i danni alle persone, in particolare quelli agli automobilisti in transito. Ma diversi negozi sono rimasti allagati. Sotto accusa è finita la manutenzione della caditoie e dell’intero sistema fognario. La gente si chiede come mai il sindaco Raffaele Russo (Forza Italia) dopo cinque anni di amministrazione non sia riuscito a risolvere questo problema. Lo ha chiesto con un’interrogazione anche il consigliere comunale dell’opposizione Pd, Giovanni Russo. Alcuni cittadini hanno scritto nei social network chiedendo “come mai il sindaco si sia dedicato al costoso restyling di strade e piazze senza però badare all’essenza infrastrutturale del servizio collettivo primario: le fogne, il sottosuolo della città, la sicurezza”. Dopo gli allagamenti di ieri c’è stato anche “spazio” per il “consueto”, l’ennesimo, black out elettrico. Disagi segnalati soprattutto in via Mameli, dove la corrente è tornata soltanto alle sette del mattino di ieri.
Intanto i pomiglianesi rimasti a casa restano preoccupati dopo aver consultato il meteo. Il solo pensiero dell’arrivo di altri temporali crea timori a questo punto più che giustificati.

