Sant’Anastasia, macelleria storica chiude dopo anni di attività, pergamena del sindaco

A ricevere la pergamena nel corso di una cerimonia tenutasi a Palazzo Siani, l’ex titolare della macelleria, che ha cessato l’attività dopo 35 anni di esercizio nella storica “piazza Trivio”.   Si è svolta ieri a Palazzo Siano la cerimonia di consegna di una pergamena, da parte del sindaco Lello Abete, all’ex titolare della macelleria Iaforte, che ha cessato l’attività dopo 35 anni di esercizio nella storica “piazza Trivio”. Presente anche l’assessore Giliberti ed un nipote dell’ex titolare dell’esercizio commerciale, che hanno espresso commozione e gratificazione per quanto voluto dal primo cittadino anastasiano. Il testo della pergamena racchiude il pensiero del sindaco e dell’Amministrazione Comunale:“In riconoscimento dei lunghi anni di attività resa al servizio dei cittadini, in particolare nel centro storico della nostra cittadina – si legge sulla pergamena – alimentati dall’attività tutta sua, caratterizzata da impegno a tempo pieno, costanza, pazienza e da sacrifici costanti e grande determinazione, con cui è riuscito a far si che diventasse una realtà qualificata e importante sul territorio, piena di gratificazioni e successo”. “E’ una cosa bellissima! Dovrebbe essere sempre così per tutti. Quando ho ricevuto la telefonata di convocazione al comune – dice Franco Iaforte – mi sono emozionato ed ho provato brividi perché è stato troppo bello. Poi essere ricevuti dal sindaco e dall’assessore per la consegna ufficiale della pergamena è stata un’emozione unica ed a dire il vero non me lo aspettavo”. “Siamo attenti – commenta il Sindaco Lello Abete – e vicini ai cittadini che, come in questo caso, hanno saputo mantenere vivo un lavoro ed una tradizione ereditata, migliorandosi ed evolvendosi, riuscendo con impegno e costanza ad offrire prodotti di qualità ed a farsi un nome tale da divenire una realtà storica sul territorio anastasiano. Abbiamo voluto omaggiare Iaforte al termine della sua attività con una pergamena in segno di riconoscimento per il lavoro svolto nel corso degli anni al servizio dei cittadini. Spero che queste storie lavorative possano essere uno sprone per tutti i commercianti del nostro territorio”. “La commozione e l’emozione – dice l’assessore Cettina Giliberti – di un uomo dedito al lavoro ci ha colpiti. L’amore per il lavoro della passata generazione sia di esempio ai giovani che intraprendono con passione una propria attività”.  

Casoria: aggressione di gruppo al capotreno. Identificato il branco, denunciati 10 ragazzi

Segnalati anche due minori non imputabili. Nel corso delle indagini avviate dai Carabinieri di Casoria a seguito dell’aggressione al capotreno perpetrate la sera del 26 agosto scorso alla Stazione ferroviaria di Casoria, è emerso che a compiere gli atti vandalici sono stati 12 giovani, di cui 11 minorenni (tra i quali 4 ragazze). Tra i responsabili sono stati identificati anche 2 minori degli anni quattordici, non imputabili. I militari dell’Arma hanno denunciato in stato di libertà 10 giovani tra i 14 e i 22 anni (tra i quali 4 ragazze) e segnalato al Tribunale per i Minorenni di Napoli il comportamento di 2 ragazzini (un 11enne e una 13enne). Sono tuttora in corso accertamenti finalizzati a chiarire cosa abbia fatto scattare la violenza del gruppo, che dopo il rimprovero del capotreno ha reagito aggredendo il malcapitato causandogli escoriazioni per il corpo guaribili in 2 giorni successivamente refertate da sanitari dell’ospedale di Caserta. Quando il convoglio era ancora fermo nella stazione di Casoria, inoltre, i giovani, scesi dal treno, si sono armati di sanpietrini e di un bastone di legno strappandolo da una panchina e hanno infranto il vetro della porta di accesso alla motrice, dove il capotreno si era nel frattempo rifugiato tentando invano di accedervi, danneggiando una fontana, un secchio per rifiuti e la citata panchina.

Palma Campania, ecco “In Vico Veritas”. Passeggiata serale per i vicoli del borgo

L’appuntamento con la rassegna, organizzata dall’assoziazione “I Giovani di Vico”, è per domani sera alle ore 20.30. Si chiamaIn Vico Veritas”, la festa che si terrà nella frazione Vico di Palma Campania domani sera, 29 agosto, con inizio alle 20,30. La rassegna, giunta alla sua terza edizione, è curata dell’associazione “I Giovani di Vico” (presidente Vittorio Lauri), con il patrocinio dell’amministrazione comunale.   I visitatori saranno immersi nelle suggestive atmosfere del grazioso borgo palmese, tra vicoli e cortili in festa, gli odori dei forni a legna accesi e gustose prelibatezze locali. Durante il tour sarà possibile degustare ottimi piatti tradizionali come il soffritto, gli spaghetti alle nocciole, i cuoppi fritti di polpette e verdure, le pizze fritte. Previsti anche canti itineranti, tammurriate, posteggie e tarantelle con le esibizioni di ‘A Paranza r’o Lione (canti a distesa, tammurriata e tarantella), Gli Ars Nova Napoli e Tony Art (Pulcinella, il macchiettista e la posteggia) con Peppe Napolitano (chitarra) e Gabriele Mari (mandolino).   L’amministrazione comunale ha messo a disposizione un bus col quale verrà effettuato un servizio navetta che porterà i visitatori fino a Vico (punto di partenza sarà l’area mercato di Carbonara di Nola). Spiegano il sindaco Vincenzo Carbone e l’assessore Gina Santella, che si è occupata dell’evento assieme al consigliere comunale Salvatore Addeo: “Sosteniamo con entusiasmo questa manifestazione, che promuove il territorio, esalta il meglio di Palma Campania e valorizza sue le risorse”  

Pollena Trocchia, approvato il bilancio di previsione. Meno tasse, stessi servizi

Il documento è in linea con quelli degli anni precedenti, ma prevede una riduzione della tassazione. Approvato nei giorni scorsi dal locale Consiglio comunale il Bilancio di previsione 2015 e il pluriennale 2015/17. “Nonostante il Governo continui in modo incomprensibile a operare riduzioni di trasferimenti dimostrando una visione miope nel rapporto con i comuni, che viceversa per la particolare funzione che svolgono dovrebbero essere valorizzati e sostenuti, anche quest’anno siamo riusciti ad approvare il Bilancio garantendo i servizi che in questi anni abbiamo avviato e che hanno caratterizzato l’azione dell’Amministrazione, da quelli relativi alle politiche sociali a quelli legati ad ambiente ed ecologia, senza tralasciare scuola, viabilità e videosorveglianza, solo per citarne alcuni” ha detto il sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto. Il documento finanziario contiene, in linea con gli anni precedenti, una significativa programmazione delle opere pubbliche, una compiuta pianificazione del fabbisogno del personale, che dovrebbe consentire di rafforzare l’organico dell’ente, e, tra le altre cose, anche le risorse necessarie per avviare l’iter per la redazione del Puc, il Piano urbanistico comunale. “In un momento di crisi economica e occupazionale che attanaglia il nostro paese abbiamo lavorato tenendo presente la necessità di venire incontro alle esigenze dei cittadini e delle famiglie. L’aspetto che ci rende più orgogliosi è di essere riusciti ad approvare il Bilancio con la riduzione delle tasse in capo ai cittadini” ha proseguito Pinto. Con l’approvazione del documento, infatti, sono state determinate in via definitiva le tariffe Imu, Tasi e Tari. La prima è rimasta uguale a quella dello scorso anno e continua ad essere al livello minimo previsto dalla legge. La seconda, anch’essa uguale all’anno precedente, si inquadra tra le più basse tra quelle dei comuni della provincia di Napoli. Per quanto riguarda la Tari, infine, i cittadini di Pollena Trocchia potranno godere di una riduzione rispetto al passato di circa 6-7 punti percentuali. “L’auspicio è che si possa continuare lungo questa strada, migliorando sempre più i servizi per la cittadinanza e al tempo stesso riducendo ulteriormente le imposte” ha concluso il sindaco Pinto.  

Sant’Anastasia, Rifondazione Comunista chiede le dimissioni del sindaco Abete

La perdita di risorse finanziarie, la scelta di persone non adatte a ricoprire ruoli chiave, la confusione in cui versa l’amministrazione, sono solo alcuni dei motivi per cui gli esponenti del partito Rifondazione Comunista di Sant’Anastasia, credono che il sindaco faccia bene a dimettersi. Le ultime vicende amministrative lasciano la comunità Anastasia priva di parole. L’inutile mutar dei pedoni nella giunta conferma che il Sindaco Abete non ha delle priorità, ma naviga a vista . Si muove nel pantano prodotto dal centro destra, o    pseudo tale, prima con l’amministrazione Pone, dilagato con Esposito ed oracompletato da Abete. Imbrigliati in faide familiari ed interessi personali che hanno trasformato la nostra comunità in un luogo desolato, incapace di proporre un modello credibile di sviluppo socio-economico. La perdita di risorse finanziarie, la scelta di persone non adatte a ricoprire ruoli chiave, la confusione in cui versa l’amministrazione sono fatti da addebitare al Sindaco Abete. Ci auguriamo che la prossima mossa del nostro prode Sindaco sia orientata a salvaguardare l’interesse della Comunità Anastasia. Attendiamo un solo gesto, un solo atto di chiarezza: le sue dimissioni.

Ottaviano, un bando di gara: se devo vendere fiori e lumini, perché mi chiedono solo la competenza nel vendere fiori?

Una gara, bandita il 5 agosto e aggiudicata il 26 ( così leggo nel bando), per allestire un chiosco che venderà fiori e lumini davanti al cimitero. I requisiti per partecipare alla gara. Il proposito di scrivere un romanzo sulla storia della città dal 1980 ad oggi. Una premessa importante: alla base degli articoli che da oggi io scrivo su Ottaviano non c’è l’intento né di combinare “giocolerie” – poi vi dirò l’origine del termine – né di contribuire al dibattito politico ottajanese, che vedo vivace come non mai, costruttivo, alimentato da un gran numero di giornali a stampa e online, da manifesti, dai partiti e dai proclami su “fb”: insomma, la città è una vitale officina di idee, di parole e di opere. Il fatto è che avevo pensato di scrivere un libro sulla storia di Ottaviano dal 1980 a oggi, ma poi mi sono convinto che è meglio scrivere un romanzo. Un romanzo mi sembra uno strumento più adatto per raccontare gli ultimi 35 anni della nostra prodigiosa città. Dunque sto raccogliendo documenti, e gli articoli mi servono per sistemarli, e soprattutto per mettere a punto i toni e i timbri della prosa, e il ritmo dello stile. Non è cosa facile: in questi 35 anni si alternano ininterrottamente, e spesso “convivono”, figure comiche, di una comicità quasi sempre involontaria, “attori” brillanti, personaggi e momenti drammatici, donne e uomini di vivido ingegno e di tormentata interiorità. Oggi parliamo di un bando di gara che tocca temi “letterari”: il culto dei morti, i fiori, i lumini. In data 5 agosto il responsabile tecnico dell’Ufficio Tecnico del Consorzio Cimitero Ottaviano- San Giuseppe firma un bando di gara “per la concessione in uso di suolo per installazione chiosco di vendita al dettaglio di fiori, piante, lumini, ecc. nell’area antistante l’ingresso del nuovissimo cimitero consortile di Ottaviano”. L’importo a base d’asta in aumento è di annui euro 2940, la durata della concessione è di “9 anni, rinnovabili”, “non è ammesso il subappalto”, il termine ultimo per la presentazione delle offerte è il 19 agosto 2015 (capi 6, 7, 8, 10 del bando). Con l’atto n. 1403 del 6 agosto il responsabile tecnico pubblica un “errata corrige”: il termine ultimo per la presentazione delle offerte è non più il giorno 19, ma il giorno 21 agosto 2015. Se ho capito bene, il chiosco verrà “allestito” in uno spazio già delimitato da un marciapiede e da una fila di giovani piante. L’uomo della strada potrebbe pensare che certe gare convenga bandirle e “giocarle” nei mesi di vita quotidiana ordinaria, e non nel vuoto di agosto, soprattutto se le gare prevedono la possibilità di creare qualche posto di lavoro. Quel che pensa l’uomo della strada a me non interessa. Per ora. Certamente cercherò di sapere se il Consorzio ha pubblicato il testo e l’”errata corrige” solo sul suo “ sito”, o ne ha dato notizia anche attraverso altri mezzi e modi di comunicazione. E veniamo all’aspetto per me più interessante. Al capo 18 del bando di gara leggo che “saranno ammessi coloro che possiedono un’esperienza professionale nel campo dell’esercizio dell’attività di vendita di fiori e piante come previsto dal disciplinare di gara.”. In attesa di leggere il disciplinare, dico che chi ha preparato il bando ha pensato, giustamente, alle ragioni della professionalità consolidata: i ragazzi e le ragazze che, spinti dal bisogno, un giorno decidono di mettersi a vendere mazzi di fiori per strada vanno bene nei romanzi, nei quadri, nelle canzoni e nei film, non davanti al cimitero nuovissimo di Ottaviano. Però si tratta di un chiosco, non di un vivaio: di un chiosco che vende fiori soprattutto per i defunti, fiori che il gestore del chiosco può comprare già preparati in fasci e mazzetti, già legati e imbustati. Io avrei ammesso alla gara, accanto ai venditori professionisti, anche chi conosce la simbologia dei fiori e delle piante: anzi, mi sembra che questa sia una competenza fondamentale per chi vuole vendere fiori e piante destinati a ornare i sepolcri, a ingentilire il culto dei morti. E tra i requisiti per la partecipazione alla gara avrei previsto anche una specifica competenza per i lumini, che sono un “oggetto” più complicato dei fiori, per la varietà delle sostanze che fanno la cera, e per il gran numero di forme in cui la cera può essere lavorata. Se il lumino serve a dire che la fiamma dell’amore e del ricordo è sempre viva, la purezza della cera e la forma del lumino assumono un intenso significato simbolico. Infine,la cultura dell’innovazione dice che spesso proprio chi esercita un mestiere per la prima volta riesce a esprimere più liberamente la sua creatività. Io avrei ammesso, io avrei previsto: così ragiona un aspirante romanziere di provincia. Amministrare è tutta un’altra cosa: me lo dicono di continuo, ma purtroppo sono un ascoltatore lento e distratto. Chiedo perdono. In ogni caso, è mia intenzione raccontare lo svolgimento di questa gara: potrei trovarvi preziose indicazioni sulla vitalità del sistema sociale della nostra città. Sono certo che hanno gareggiato in molti : gloriosa e antica è la tradizione, vesuviana e ottajanese, dei coltivatori e dei venditori di fiori. Quest’articolo era già pronto da giorni: ma ho pensato che fosse più corretto pubblicarlo dopo l’apertura delle buste: il mio interesse, ripeto, è solo letterario. Per le stesse ragioni, diciamo così, letterarie ho chiesto con una epistola del 24 agosto ( n.prot. 0014042) copie degli atti con cui l’Autorità di bacino del Sarno ( si chiama così?) deliberò e eseguì tra il 2008 e il 2009 lo sradicamento delle piante che separavano le due corsie di via Cesare Augusto. Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, e non confondere le carte e le responsabilità. Ho chiesto poi notizie sull’orientamento degli uffici comunali intorno alla questione dei rimborsi di spesa per quegli amministratori che, raggiunti da avvisi di garanzia per reati commessi in quanto amministratori e costretti a difendersi nei modi previsti dalla legge, vengono poi incondizionatamente e totalmente prosciolti dalle accuse per cui erano stati “avvisati”. Ho chiesto, infine, qual è la via da seguire per “ottenere precise informazioni sui modi e sulla misura dell’intervento” che ha consentito di cambiare, lungo le strade, “molti supporti metallici (vulgo: pali) della pubblica illuminazione” – ed era necessario, ormai -, e anche di installare pali in strade e in luoghi in cui la pubblica illuminazione era assente, o scarsa. Ma di questo secondo, lodevole provvedimento non parlo nella mia lettera: protocollerò una integrazione. Il tema della pubblica illuminazione mi riporta alla parola “giocoleria”: ma il “pezzo” è già troppo lungo, e non voglio “bruciare” un argomento sfizioso per un altro articolo.  

Gran Gala’ della Canzone Napoletana al Polifunzionale di Saviano

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L’appuntamento è per stasera alle 21 presso l’anfiteatro Polifunzionale di Saviano in Piazza Musco.
Si terrà venerdi’ 28 agosto alle ore 21, sul palco dell’anfiteatro del Polifunzionale di Saviano in Piazza Musco, il Gran Gala’ della Canzone Napoletana promosso dall’Associazione ‘il Mosaico’ e dal Centro Studi ‘Mimi’ Romano’, col patrocinio del Comune di Saviano, Pro Loco il Campanile e Federazione Assocampaniafelix. Anche quest’anno allieteranno i convenuti con le loro voci gli artisti della Napoli melodica, in un mix di sentimento, passione musicale e gastronomia tipica. Interverranno i cantanti Enzo Esposito, Antonio Siano, Marilena Mirra, il tenore Giacomo Mosca, con l’orchestra diretta dal Maestro Franco Mirra. La kermesse, giunta oramai alla quarta edizione, è inserita nel tabellone di ‘E…state a Saviano con noi sotto le stelle’, che si propone di allietare le serate di chi resta in città nel periodo delle ferie. I volontari de Il Mosaico offriranno la consueta pennetta col ragu’ ed una gustosa anguriata, mentre tutto lo spettacolo sarà ripreso dall’emittente televisiva campana Teleakery. Presenterà l’attore e regista teatrale Vincenzo Maria Pulcrano. Ospite d’onore il patron di Teleakery Tonino Tagliamonte.

Volla. I cittadini “pagano” una penale per l’isola ecologica che non c’e’ (e non ci sarà mai)

Cronistoria di una beffa ai danni dei cittadini con annesso spreco di danaro pubblico. L’idea, che nasce nel 2010 con delibera di Giunta Provinciale n. 1090/2010, è quella di creare un’Isola Ecologica per potenziare le raccolte differenziate. Il finanziamento è a carico dell’amministrazione provinciale (euro 291.789,00) e comunale (euro 58.31,00). Il suolo su cui erigere l’opera è di proprietà dell’Amministrazione Provinciale (foglio 2 particelle 801, in parte, e 804) e viene concesso in comodato d’uso gratuito al comune di Volla (parere favorevole della direzione viabilità note n. 5378/2013 e 24946 del 18-02-2014). 15 aprile 2014. Viene perfezionata la procedura per la concessione gratuita dell’area. 30 maggio 2014. L’ufficio tecnico del Comune di Volla, considerando il finanziamento concesso e i termini stabiliti per la realizzazione dell’opera (un anno dal finanziamento di giugno 2013), ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera a, L.R. 3/2007 e D.Lgs 163/32006, bandisce “Urgente Procedura Aperta” (determina dirigenziale n. 300) per l’appalto dei lavori di “Realizzazione di un Centro di raccolta dei rifiuti urbani in modo differenziato”. 11 agosto 2014. Vengono approvati i verbali di gara. Appalto alla società “CMP s.r.l. unipersonale” (importo di euro 159.541,89 (lavori) + 6.528,60 (oneri generali di sicurezza) + 1.345,30 (oneri della sicurezza insiti nelle lavorazioni) e oltre iva al 10%, al netto del ribasso del 35.9%, offerto sul prezzo a base di gara di euro 214.865,14 depurato del costo dell’incidenza della manodopera pari a euro 39.088,44 ed oltre oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso ed oltre iva). 25 settembre 2014. Viene sottoscritto il contratto (Rep. N. 134). 9 ottobre 2014. Nelle more del perfezionamento del contratto di comodato d’uso con l’A.P., fissato per il giorno 16 ottobre 2014 (prot 17006), viene sottoscritto il verbale di consegna per l’inizio dei lavori per l’allestimento del cantiere. 14 ottobre 2014. Durante l’esecuzione della delimitazione delle aree i carabinieri di Casalnuovo sequestrano l’area per eseguire indagini e campionamenti nel sottosuolo. 15 ottobre 2014. Verbale dei carabinieri di sospensione dell’attività. L’impresa CMP srl controfirma con riserva (quest’ultima, non essendo stato risolto il problema ha determinato le condizioni per avviare un’azione risarcitoria per mancato utile, oltre alla quantificazione del danno). 16 dicembre 2014. La ditta evidenzia il danno, e si riserva la sua quantificazione, perché esso non è determinato da una sua negligenza, ma da fatti e da circostanze impreviste ed imprevedibili. 10 febbraio 2015. Il Sindaco della città Metropolitana, De Magistris, su richiesta del Sindaco di Volla, Guadagno, concede la proroga per l’esecuzione dell’opera fino al 30-09-2015 (delibera n. 13/2015). 17 giugno 2015. Con provvedimento n.10854 viene avviato il procedimento di recesso unilaterale del contratto con l’impresa CMP, considerato che “dalla data del sequestro alcuna attività è stata posta dalla città metropolitana di Napoli tesa ad ottenere il dissequestro dell’area e l’adozione dei consequenziali adempimenti, e che allo stato non sussistono i tempi per la ripresa delle attività nei tempi previsti, non è ipotizzabile ottenere il dissequestro delle aree, non risulta possibile eseguire gli eventuali interventi di bonifica, nonché realizzare le opere appaltate entro il termine del 30-09-2015, così come disposto con la delibera della città metropolitana”. Dal 2010 al 2014 si poteva realizzare l’isola ecologica, così come hanno fatto altri comuni? Da febbraio a giugno 2015 si poteva fare qualcosa per evitare di perdere i finanziamenti provinciali e completare l’opera entro il 30 settembre? L’ex sindaco Guadagno, intervistato sull’argomento, ha dichiarato che dopo aver ottenuto la proroga al 30 settembre dal suo collega De Magistris, e quindi avere recuperato per il rotto della cuffia i finanziamenti, si è recato in procura dal magistrato che aveva curato la questione, il quale aveva chiesto una relazione dell’ufficio tecnico e della città metropolitana, per disporre del dissequestro. Successivamente, Guadagno, dopo essere decaduto (il 2 marzo scorso ndr), ha posto la questione all’attenzione del Commissario Straordinario, affinché si attivasse per non perdere i finanziamenti per la realizzazione dell’opera.   2 Luglio 2015. Con protocollo 12187 la CMP quantifica l’ammontare del risarcimento per la mancata realizzazione dell’opera in euro 27.893,05. 6 agosto 2015. Con nota n.15199 del settore tecnico, il comune è disponibile a riconoscere l’importo di euro 18.735,46, fissando per l’11 agosto la sottoscrizione del verbale di accordo transattivo. 11 agosto 2015. Il dirigente del settore tecnico del comune di Volla e l’amministratore della ditta CMP concordano la soluzione transattiva con il riconoscimento delle riserve (dalla richiesta di euro 27.893,05 alla proposta, accettata dalla ditta, di 18.735,46) e le modalità di pagamento (unica rata entro 60 giorni dall’approvazione dell’accordo). Come sempre le responsabilità della questione sono opache e aleatorie. Ci sono state delle mancanze da parte della politica? Da parte degli uffici della città metropolitana o di quelle del comune di Volla? E’ stata una scelta “politica” dell’attuale amministrazione commissariale? A questo punto ci si chiede che fine hanno fatto o faranno i finanziamenti provinciali per “l’isola che non c’è” e che non ci sarà più? Intanto, per i cittadini Vollesi e per i contribuenti, oltre al danno (addio isola ecologica e finanziamenti), anche la beffa del pagamento della “penale” di 18.735,46 euro!      

Sant’Anastasia, la crisi si consuma sui social a colpi di videomessaggi

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 Dopo le dimissioni di Armando Di Perna, il sindaco Abete replica con un suo videomessaggio che contiene stoccate non solo al suo ex vice ed assessore ma anche ad un non meglio identificato «burattinaio» (sarà lecito pensare all’ex sindaco Esposito?) e al capostaff politico (ormai anche lui ex) Ciro Pavone, senza far nomi ma con riferimenti precisi. Le dimissioni dell’ex vice di Abete, riconfermato assessore da meno di venti giorni, hanno aperto uno scenario al quale l’opposizione consiliare si appiglia con facilità. E dopo il videomessaggio di Armando Di Perna pubblicato su Facebook ieri sera, l’ex assessore dei sindaci Pone-Esposito-Abete (l’unico cui sia riuscito in città ad essere riconfermato da tre amministrazioni consecutive) rilancia precisando come mai dopo l’iniziale entusiasmo seguito alla riconferma post azzeramento della giunta è arrivato alla decisione irrevocabile di sbattere dietro di sé il portone di Palazzo Siano. «Rileggo un mio post di venti giorni fa – scrive Di Perna sul social network –e rifletto. Ero ferito, e chi mi conosce o mi aveva sentito in quei giorni lo sa bene. Avevo approvato un Bilancio importante e difficilissimo praticamente da solo. Il primo con la nuova contabilità armonizzata, l’ennesimo con tagli di un governo che ci vuole affossare. Il premio per l’impegno? Non un grazie in Consiglio comunale, ma la revoca della Giunta. Accetto la nuova nomina, sottolineando il disappunto, ma soprattutto provando a far capire che c’era bisogno di una accelerata. Stacco qualche giorno, e nel frattempo capita che ben due finanziamenti per circa 250.000 euro vengano persi! Entrambi sollecitati da me, diverse volte, entrambi persi per colpa degli uffici! Ebbene, al rientro vengo a sapere che, senza nemmeno chiedermi un parere sul raggiungimento degli obiettivi, ai funzionari è stato assegnato il massimo della ricompensa!! Lo faccio notare con toni anche accesi, sottolineando che il problema vero è questo, non un assessore che entra o esce in Giunta. Il Sindaco e gli assessori presenti convengono con me! Minaccio di andare via, deluso da tale atteggiamento. Il Sindaco in 24 ore che mi sono dato di tempo per riflettere, non si è degnato di chiamarmi né di inviarmi un messaggio. E allora ho pensato davvero che potevo togliere il disturbo, che la mia figura fosse un peso. Non potendo cacciare gli altri, a quel punto, a malincuore, mi sono messo da parte…l’attaccamento alla poltrona non mi appartiene, e penso di averlo dimostrato ampiamente. La dignità viene prima di tutto!». Passano poche ore dal primo messaggio e nel pomeriggio il sindaco Abete decide di replicare con le stesse modalità. Ma non si limita a ribattere colpo su colpo a Di Perna, sceglie bensì di tirare in ballo un non meglio identificato «burattinaio» (quanti anastasiani, leggendo, avranno pensato si riferisse all’ex sindaco Esposito? Molti, di sicuro) di cui non fa il nome. Sceglie inoltre di togliersi un altro sassolino dalla scarpa, menando fendenti anche all’indirizzo di un collaboratore che però non nomina, uno che – precisamente – avrebbe preso una «pausa di riflessione». Facile anche qui riconoscere l’ex capo staff politico, Ciro Pavone che da due mesi, appunto, disertava Palazzo Siano. E sulla perdita dei finanziamenti cui fa cenno Di Perna, Abete ribatte che il vero danno economico per la comunità consiste non nel «concedere incentivi ai dipendenti ed ai funzionari, previsti per legge e da regolamenti ma pagare stipendi a chi mostra disinteresse ai progetti amministrativi e alla cosa pubblica, dedicandovi poco tempo e poco amore». «Non mi riferisco – incalza il sindaco – solo ad assessori dimissionari ma anche a qualche ex collaboratore, altro che pausa di riflessione». Ovviamente in tutto ciò l’opposizione ci marcia eccome, tant’è che il consigliere Giuseppe Maiello (Pd) affida anche lui ai social (diventati ormai la sede della discussione politica, altro che sezioni e, lo diciamo con rammarico, consigli comunali) le sue esternazioni: «Era nell’aria ormai da un bel po’, ora le “voci di paese” sono divenute una certezza – scrive Maiello – all’interno della maggioranza di Palazzo Siano c’è spaccatura. Per la precisione la spaccatura vi è fra il primo cittadino Lello Abete e il suo predecessore, nonché zio, Carmine Esposito. Dopo l’approvazione del Bilancio di Previsione, Abete azzera la giunta, nomina un nuovo vice-sindaco al posto di Di Perna, defenestra Lucia Barra e non rinomina il “fidato” Ciro Pavone nello staff. Lo strappo è chiaro, chiarissimo! Il sindaco Abete estromette i “fedelissimi” di Esposito dai ruoli chiave della sua squadra di governo. Prima Barra, poi Pavone, infine “costringe” Di Perna ad un passo indietro.Tutto come già si presagiva! Ciò che, però, ha dell’assurdo, proprio come in una commedia teatrale, sono le dichiarazioni sui social dei tre “estromessi”.Soprattutto di Di Perna e Pavone, che erano esponenti di spicco dell’ormai ex compagine Esposito-Abete. Ora si sente parlare di clientela, di pressappochismo, di inettitudine, di incapacità politico-amministrativa e programmatica. Come se in questi anni loro fossero stati da un’altra parte. Come se non avessero per nulla contribuito allo sfacelo e al degrado in cui, purtroppo, versa il nostro paese. La Politica è altro. E’ risposta ai problemi della collettività, è migliorare le condizioni di vita dei propri concittadini, è aiutare gli ultimi e i più bisognosi, incentivare la cultura e l’istruzione, il commercio e l’artigianato, il turismo. E’ dotarsi di infrastrutture, abbattere le barriere architettoniche, occuparsi dei giovani e degli anziani. Offrire loro strumenti di socialità ed interesse. Fare Politica è costruire un senso di comunità vero e profondo. Questa è la Sant’Anastasia che vorrei e sono certo che in un futuro, riusciremo a costruirla».    

Sant’Anastasia, Armando Di Perna si dimette dalla giunta: «Me ne vado, meglio star fuori che essere complice di tale inettitudine».

Avidità, clientelismo, finanziamenti persi e incentivi a funzionari «immeritevoli»: nel videomessaggio che l’ex vicesindaco e assessore della giunta Abete ha diffuso su facebook ci sono queste accuse e anche di più.